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mercoledì 26 giugno 2013

"Reddito di cittadinanza": il Senato respinge !!!


Reddito di cittadinanza": il Senato respinge la mozione M5S

Di Redazione IBTimes Italia | 26.06.2013 13:29 CEST
Il Senato ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle che richiedeva l'introduzione di un reddito minimo garantito, con 181 contrari (Pd, Pdl e Scelta Civica), 50 a favore (M5S e Sel) e l'astensione dei senatori leghisti.
Reuters
Beppe Grillo con Roberta Lombardi e Vito Crimi
La mozione era stata annunciata questa mattina sul blog di Beppe Grillo. Il primo firmatario della stessa era il capogruppo Nicola Morra: il documento chiedeva al governo di introdurre un reddito minimo garantito, «predisponendo un piano che individui la platea degli aventi diritto». Si tratta dunque di qualcosa di diverso rispetto a quanto riportato dal blog di Beppe Grillo stesso, che nel titolo del medesimo posto in cui si parla di reddito di cittadinanza. Tuttavia quest'ultima misura prevede che sia corrisposto un reddito a tutti i cittadini italiani a prescindere dalle proprie condizioni economiche, mentre la mozione restringeva il campo ai cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà.
Forse per motivi pubblicitari, forse per motivi di populismo spicciolo o forse per semplice ignoranza, lo staff del blog di Beppe Grillo ha comunque riportato nel titolo dell'articolo un riferimento erroneo al reddito di cittadinanza.
La differenza tra reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza è infatti enorme: mentre il primo è rivolto solo a coloro che non raggiungono una certa quota di reddito, il secondo è destinato a tutti i cittadini italiani, sia al senza tetto che al multimiliardario.
La differenza è importante, soprattutto per motivi di copertura: anche restringendo la platea a chi guadagna meno di 1000 euro al mese (che non è comunque un reddito di cittadinanza), occorrono ben 70 miliardi l'anno per trovare la copertura richiesta, mentre se si vuole stringere la platea ai soli disoccupati ne servirebbero all'incirca la metà. E in ogni caso parliamo comunque di qualcosa di diverso dal reddito di cittadinanza.
Il reddito minimo garantito è una misura maggiormente fattibile, tuttavia appare implausibile che possa essere implementata «immediatamente», come richiesto dalla mozione del Movimento 5 Stelle: un sistema siffatto necessita di studi adeguati per evitare che si presti a inevitabili abusi di coloro i quali si affidano al reddito minimo per evitare di lavorare, oppure coloro che, oltre a percepire il reddito minimo, si mettono a lavorare in nero.
Il costo di un reddito minimo garantito che copra circa un milione di famiglie avrebbe un costo decisamente inferiore, secondo uno studio pubblicato su lavoce.info, ovvero 5-6 miliardi di euro. Purtroppo la questione della copertura è un nota dolente e la mozione presentata la Movimento 5 Stelle era piuttosto povera riguardo: Morra e i suoi colleghi fanno riferimento alla sempiterna lotta all'evasione fiscale, il cui esito è però quasi "aleatorio", e in gran parte già messo a bilancio, oltre all'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo, la cui situazione però non è poi così rosea, se si considera che nel 2012 l'erario ha perso un gettito di circa un miliardo di euro sui giochi.
La proposta di un reddito minimo garantito resta comunque valida e auspicabile, e una sua approvazione riempirebbe un gap italiano nei confronti di molti altri Paesi europei. Tuttavia bisogna tenere conto che questa misura deve essere implementata in un quadro che tenga conto di molteplici riforme, prima fra tutte quella del mercato del lavoro, ma che soprattutto deve evitare di creare un buco nelle casse dello Stato.
Una buona politica richiede che le cose siano fatte bene, prima che farle in fretta.

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