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venerdì 23 agosto 2013

Precario minaccia di darsi fuoco a palazzo Chigi

POCO DOPO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Precaria della scuola da 15 anni minaccia
di darsi fuoco davanti a palazzo Chigi 

Virginia Taranto, 55 anni, di Napoli: «Chiedo solo il lavoro che mi spetta». Poco prima c'era stato l'incontro con il ministro

ROMA - Non ce l'ha fatta più. Dopo 15 anni da amministrativa precaria nelle scuole, con il matrimonio finito, una figlia da aiutare e una madre anziana, è stata sopraffatta dalla disperazione. E ha minacciato di darsi fuoco in piazza Montecitorio, davanti a palazzo Chigi, dove venerdì mattina c'è stato il primo Consiglio dei ministri dopo la pausa di Ferragosto.
ALCOL NELLA BOTTIGLIA - Anche per l'anno scolastico 2013-2014 Virgina Taranto, 55 anni, di Napoli, avrebbe avuto tutt'al più un contratto a tempo determinato. Il suo nome infatti non c'è nella lista degli 11.268 insegnanti e amministrativi che hanno conquistato l'assunzione definitiva: proprio stamattina il governo ha autorizzato il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, alla loro stabilizzazione insieme a quella di 672 dirigenti scolastici. Per questo i sindacati avevano organizzato un sit-in davanti a palazzo Chigi: ed è stato nel corso della manifestazione che Virginia ha tirato fuori dalla borsa una bottiglia di alcol etilico che avrebbe voluto usare per farla finita.
Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Ansa)Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Ansa)
«CHIEDO IL LAVORO CHE MI SPETTA» - Per la polizia in quella bottiglia c'era solo acqua, ma in ogni caso Virginia è stata bloccata dai colleghi in piazza. « Sono la 29esima in graduatoria - spiega con rabbia all'Adnkronos -. Dovevo essere di ruolo già da tre anni, invece rischio di perdere il lavoro». E racconta: «Lotto da anni, ho avuto due ictus, ma non chiedo l'invalidità, chiedo il lavoro che mi spetta. Ho una figlia universitaria a cui provvedere, sola, e una madre di 87 anni. Sono precaria da 15 anni, in terapia da due, ci sono momenti in cui davvero non ne posso più. Per questo volevo farla finita». L'impiegata sostiene di essersi vista «passare davanti prima i collaboratori, per un gioco sporco dei sindacati. Ora i docenti inidonei, che a loro volta subirebbero una grande ingiustizia, di fatto dimensionati dal livello 7 al livello 4. Oltretutto - rimarca - si tratta di insegnanti con problemi di salute, dunque non potrebbero garantire continuità di servizio. Risultato? Saremmo chiamati a fare le sostituzioni, la beffa delle beffe. Questo è mobbing sociale».
«GOVERNO SORDO» - «È stato un attimo - racconta ancora all'Adnkronos Anna Grazia Stammati, dell'esecutivo nazionale Cobas -. Nessuno di noi era a conoscenza del suo intento suicida. È disperata». Provvidenziale l'intervento dei colleghi per fermarla. «Subito dopo - spiega la sindacalista - ha avuto un malore ed è arrivata l'ambulanza per assisterla. La verità è che viviamo una situazione drammatica e il governo si mostra sordo alle nostre richieste».
L'INCONTRO CON IL MINISTRO - Poco prima i precari avevano avuto un incontro con il ministro Carrozza. «La giornata era iniziata bene ma ha rischiato di finire nel peggiore dei modi - spiega Stammati - Poi è arrivata la notizia che il Consiglio dei ministri ha rinviato alcune decisioni a lunedì, ma nessuno è venuto a informarci delle scelte assunte e così in piazza è prevalsa la disperazione».
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