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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

giovedì 6 febbraio 2014

Corte Conti: “S&P’s risarcisca 234 mld”

Corte Conti: “S&P’s non considerò il patrimonio artistico, risarcisca 234 mld”




ROMA – Corte Conti: “S&P’s non considerò il patrimonio artistico, risarcisca 234 mld”. La Corte dei Conti ha citato in giudizio Standard’s & Poor’s e le altre due importanti agenzie di rating Moody’s e Fitch: l’accusa è che nel 2011, quando abbassarono il rating sul debito italiano a livelli quasi da junk- bond (titolo spazzatura) senza considerare l’enorme patrimonio artistico nella ricchezza del Paese.
Un errore, secondo i magistrati contabili: il giudizio delle agenzie valuta l’affidabilità creditizia della nazione, la sua capacità a sostenere i debiti, non aver compreso e quantificato la ricchezza dei tesori artistici, materiale e immateriale (dai monumenti alle opere d’arte fino ai film come la Dolce Vita) ha contribuito al declassamento. Per questo la Corte dei Conti ha chiesto un risarcimento “monstre” alle agenzie, 234 miliardi di euro.
S&P’s ha definito la causa “non seria e senza merito”. Anche Moody’s liquida l’azione dei magistrati italiani come immotivata. Fitch, più conciliante, assicura che collaborerà con la Corte che annuncerà formalmente la causa il prossimo 19 febbraio. Notano, fra l’altro, le agenzie, come la Corte dei Conti non abbia titolo e non sia legittimata a giudicarle visto che il suo ruolo è quello di valutare l’operato e la responsabilità dei dipendenti pubblici e non anche di una entità esterna come un’agenzia di rating.
Non è la prima volta che magistrati italiani tentano di mettere sotto accusa le agenzie di rating, il cui giudizio, ricordiamo, fece innalzare lo spread sopra i livelli di guardia portò alla crisi del governo Berlusconi e alla sostanziale messa sotto tutela del Paese. La Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio di nove tra dirigenti e funzionari di S&P e di Fitch (archiviata la sola posizione di Moody’s) per manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata in quanto “attraverso artifici a carattere informativo fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari un’informazione distorta in merito all’affidabilità creditizia italiana e alle iniziative di rilancio economico adottate dal governo italiano, per disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne così il valore”.
In giornata, è arrivata una nota di precisazione della Corte dei Conti: l’azione della Corte dei Conti nei confronti delle agenzie di rating è stata aperta dal Procuratore Regionale del Lazio ed è solo “in fase istruttoria” e che potrebbe finire tutto con un’archiviazione. E’ pertanto del tutto “prematura” qualsiasi quantificazione di eventuali risarcimenti.

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