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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

martedì 25 marzo 2014

NON HA SENSO TENERE IN PIEDI IL PACHIDERMA BANKITALIA

"NON HA SENSO TENERE IN PIEDI IL PACHIDERMA BANKITALIA"

Adusbef concorda con il presidente del Consiglio



R
OMA. Una sola questione delle tante affermazioni del presidente del Consiglio Renzi è pienamente condivisa dall’Adusbef e riguarda la Banca d’Italia, un pachiderma inefficiente e costoso, stranamente tenuto fuori dalla polemica in atto sui megastipendi ai manager.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che predica l’austerità e tagli a stipendi e pensioni miserabili, guadagna 41.333 euro al mese, 496.000 euro l’anno: ben 121.000 euro in più del presidente Bce Mario Draghi, che ne riceve 375.000 euro, 346.000 euro in più di Janet Yellen, la nuova presidente della Federal Reserve USA, che si ferma a 150 mila euro.  Il direttore generale Salvatore Rossi,  guadagna 37.500 euro al mese, 450.000 euro l’anno,  i tre vicedirettori generali Fabio Panetta, Luigi Federico Signorini e Valeria Sannucci  26.250 euro/mese, 315.000 euro l’anno, mentre un funzionario generale si porta a casa 130.000 euro l’anno, 10.833 euro al mese, che equivale allo stipendio annuo di milioni di giovani precari, costretti a sputare sangue per vedersi rinnovare i contratti trimestrali. I dirigenti di Bankitalia, passata dalla funzione monetaria alla funzione bibliotecaria per propagandare (come si legge sul sito ufficiale) collezioni d’arte, mostre e claque organizzata per gli alti papaveri che vanno in visita per le 58 Filiali, sono 606, i funzionari 1.449, i coadiutori 1.317, gli altri dipendenti 3.697. Il monte stipendi, più oneri vari, per il personale in servizio è ammontato nel 2012 a 747 milioni di euro, mentre pensioni ed indennità di fine rapporto, nel 2012 sono costati 323 milioni di euro.  In media ognuno dei 7.069 dipendenti di Palazzo Koch sito in Roma a via Nazionale 91 e delle 58 filiali sparse per l’Italia, è costato alla collettività 105.672 euro l’anno.
Adusbef auspica che il presidente Renzi passi dalle parole ai fatti, estendendo le forbici della spending review anche ai ‘mandarini di Palazzo Koch’ e di una Banca d’Italia, che oltre ad aver perso la funzione monetaria in cambio della funzione bibliotecaria con stipendi 10 volte maggiori dei lavoratori delle biblioteche,  funge da zerbino agli interessi delle banche e dei banchieri, senza mai prevenire i crack bancari come quello del MPS costato alla fiscalità 4,1 miliardi di euro. A meno che le elezioni Europee non sanciscano il processo di uscita dall’euro,  mantenere una pletora di dipendenti è uno sperpero scandaloso ed intollerabile, che bisogna affrontare con urgenza.

Elio Lannutti (presidente Adusbef)

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