-

-
La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

martedì 20 ottobre 2015

Il denaro fantasma: Oggetti Contanti Non Identificati

Il denaro fantasma: Oggetti Contanti Non Identificati 
by "The Money Doctor"

Il denaro prestato o speso dalla banca per acquistare beni immobili o mobili, essendo creato dalla banca stessa, esce "in nero" poiché viene versato direttamente nel conto del fruitore senza che ne sia tracciabile l'origine. Ovvero, non esiste un accredito precedente in cassa a favore dell'istituto emittente. Così come esce in nero, rientra in nero poiché - alla restituzione - sembra sparire contabilmente.

Questo denaro "nero", ovvero senza certificato di nascita o di origine controllata e garantita, è paragonabile ad un immobile non accatastato. La cessione di questo denaro da parte della banca non viene giustificata da una precedente proprietà contabilizzata da parte della banca del denaro stesso.

Si interrompe quella che viene chiamata la "catena di titolarità" legittima del denaro in oggetto.

La banca segna una uscita di cassa senza prima aver segnato una entrata. Il paradosso di spendere col portafoglio vuoto.

Quando il denaro prestato rientra, sparisce contabilmente ma rimane di fatto in mano alla banca. Non viene distrutto. E' facile accertarsene con l'uso dei contanti materiali, è più difficile quando il rientro avviene tramite denaro elettronico che viene versato nel conto accentrato della banca.

Il fatto che il denaro - elettronico o contante - non sia più visibile contabilmente - ovvero che sia un "oggetto contante non identificato" - non impedisce però alla banca di disporne. Anche qui, è facile capirlo per le banconote e monetine, è più difficile capirlo per il denaro elettronico poiché occorre conoscere il funzionamento empirico delle società interbancarie di compensazione.

Il risultato è che di M1 - quello dichiarato dalla BCE - non si conosce un proprietario originario legittimo.
Ma il risultato pratico più eclatante è che la misura di M1 nella realtà è di parecchio superiore a quanto dichiarato. Un esperto in materia ha ipotizzato che si tratterebbe di circa mille volte la misura ufficiale.

La spiegazione è semplice: in M1 troviamo il denaro aggregato come risulta ufficialmente nei depositi desunti dai bilanci bancari, ma non troviamo traccia di tutto quel denaro clandestino, rientrato in banca e scomparso contabilmente, di cui vengono (definitivamente?) smarrite le tracce.
Diventa denaro fantasma ("shadow money").




Bibliografia:

- SOLDI - Il libro nero della finanza internazionale, di Denis Robert, Ernest Backes, Nuovi Mondi Media, 2004
http://www.amazon.it/Soldi-libro-della-finanza-internazionale/dp/8889091061

- Werner, R.A., Can banks individually create money out of nothing? — The theories and the empirical evidence, International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014, Pages 1–19
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001070

- Werner, R.A., How do banks create money, and why can other firms not do the same? An explanation for the coexistence of lending and deposit-taking, International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014, Pages 71–77
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001434

- Werner, R.A., Do banks really create money out of nothing?
Another empirical test of the three theories of banking, International Review of Financial Analysis (2015)
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

1 commento:

  1. Buongiorno professore,
    secondo lei potremmo:
    - trasformare il GSE (gestore servizio elettrico) in una BIN (banca privata ma di interesse pubblico nazionale), senza incorrere nella creazione di "oggetti contanti non identificati"?
    - creare una moneta complementare agganciata alla borsa elettrica, ai certificati verdi e coperta dalla produzione di elettricità da fornire a livello comunale/regionale?
    Da un lato abbiamo la Borsa elettrica per i produttori solitamente fossili, con contratti a termine per contanti:
    - attualmente sono 0,0402€ per kilowat contro i 0,21€ + iva che paghiamo a Enel, quindi si avranno tutti i margini commerciali per avviarla (0,21/0,0402 =5,22 cioè prodotto a 0,0402€ il kilowat e venduto a 0,21 incasseremo 5,22 volte il suo costo di produzione con tre passaggi Produttore-Terna-Enel;
    - visto l'incasso finale faremmo rientrare quei fornitori privati,meglio se rinnovabili, anche a un prezzo di produzione più alto per es. di 0,1.
    La differenza con il prezzo del watt fossile, per es. di circa 0,06€, potrebbe essere coperta da una moneta complementare molto simile ai certificati verdi.
    Perché produrre un watt a Cerano per consumarlo a Pordenone?

    RispondiElimina