domenica 11 maggio 2014

“Mutuo con tassi usurai”: condannata Barclays Bank

“Mutuo con tassi usurai”: condannata una banca

Sentenza del giudice di pace di Domodossola, la causa promossa dal consigliere comunale Folino
La sentenza è stata emessa dal giudice di pace di Domodossola

DOMODOSSOLA

Una sentenza «storica» quella pronunciata dal giudice di pace di Domodossola, una sentenza che potrà essere in grado di porre una pietra miliare nella giurisprudenza relativa all’usura sui mutui. Il giudice Carlo Crapanzano, ha condannato la Barclays Bank al pagamento di 261 euro, oltre gli interessi legali, per quanto concerne una sola rata mensile di un mutuo ipotecario contratto da un cliente di Domodossola. La sentenza è arrivata dagli uffici del giudice di pace di via Marzabotto a Domodossola, per ora ancora aperti. 

E’ TUTTO UN MAGNA MAGNONI! CHI DOVEVA CONTROLLARE?


E’ TUTTO UN MAGNA MAGNONI! PERCHÉ LA SOPAF DEI FRATELLI MAGNONI HA POTUTO REALIZZARE OPERAZIONI FINANZIARIE SPERICOLATE, SENZA OSTACOLI, FINO ALL’IRRUZIONE DELLA MAGISTRATURA? CHI DOVEVA CONTROLLARE? - - -

La storia dei Magnoni è intrecciata a quella della finanza italiana degli ultimi trent’anni. Il capostipite Giuliano fu anche socio di Michele Sindona nonché consuocero - Ruggero Magnoni, era vicepresidente di Lehman Brothers Europe e poi banchiere di Nomura con cui Mps aveva sottoscritto i famosi derivati Alexandria. Giorgio e Ruggero sono stati vicino anche a Gianpiero Fiorani...

1 - I FRATELLI MAGNONI E I CONTROLLI INESISTENTI
Salvatore Bragantini per il "Corriere della Sera"

Corruzione e reati finanziari sempre ci saranno, ma la società civile risponde in modi diversi a questi eventi nei diversi Paesi; tutto sta a vedere come si lavora per prevenirli prima, e poi come si reagisce quando essi si verificano. Infiacchito da decenni di tolleranza per ogni malversazione, il nostro organismo non produce quasi più gli anticorpi per combatterle prima, e gli antidoti per evitare le ricadute poi.
ruggero magnoniRUGGERO MAGNONI
A Milano, per il crollo di una finanziaria un tempo blasonata, la Sopaf, sono finiti in prigione i tre fratelli Magnoni, persone di notevole peso nell'ambiente finanziario. Quando purtroppo avvengono, scandali simili devono essere occasioni di riscatto da cogliere per emendarci e rafforzare gli anticorpi a protezione dell'organismo.
Servirebbe spietatezza nell'analisi delle nostre manchevolezze, ma purtroppo questo non è carattere tipico della nostra società: siamo inclini al perdono dato alla leggera, nella speranza che un giorno, se toccasse a noi averne bisogno, lo riceveremmo con altrettanta facilità.
RUGGERO GIORGIO ALDO MAGNONIRUGGERO GIORGIO ALDO MAGNONI
Tutti dobbiamo augurarci che gli arrestati possano provare la propria innocenza rispetto ai gravi reati loro contestati. Se i fatti sono quelli ieri resi noti, tuttavia, bisogna pur prenderne atto, al di là della loro qualificazione giuridica. In Sopaf si sono potute realizzare operazioni finanziarie almeno spericolate, senza grandi ostacoli, fino all'irruzione della magistratura. 
Dobbiamo domandarci dove era, in quel caso, la moltitudine di livelli di controllo che la nostra farraginosa legislazione impone a tutti, onesti e disonesti.