giovedì 6 ottobre 2011

Populismo o banchismo ?

Barbara Spinelli su Repubblica:


"Inizialmente il populismo sorge come risposta democratica alle oligarchie. Un laccio stringe il capo al suo popolo, e questo laccio, simbolo della sovranità popolare, comanda su tutto, non tollerando né istituzioni intermedie né autorità sovranazionali. Il populismo semplifica, quando per uscire dalla crisi urge complicare, differenziare i poteri."

Marco Saba su Signoraggio.it:


"Inizialmente il banchismo sorge come risposta oligarchica alle democrazie. Un laccio stringe il capo al suo popolo, e questo laccio, simbolo della sovranità monetaria privatizzata, comanda su tutto, non tollerando né istituzioni popolari né autorità democratiche. Il banchismo complica, quando per uscire dalla crisi urge semplificare, controllando democraticamente i poteri."

Appello a Beppe Grillo per i referendum anti-usura

Vedere dal minuto 9 in poi l'appello a Beppe Grillo

Segreti di Stati - Cap.15 - Soldi falsi e destabilizzazione

(Segreti di Stati - torna all'indice)

Capitolo XV - Soldi falsi e destabilizzazione

Qualcuno si chiederà perché gli euro, distribuiti a piene mani nei balcani, vengono stampati in Romania, visto che questo paese non fa parte ancora della UE e non è autorizzato, almeno ufficialmente, a stampare la moneta europea. Qualcun altro si chiederà, ancora più malizioso, come mai sono sorti come funghi, sempre nei balcani, sportelli della Deutsche Bank, specialmente alla luce del coinvolgimento di questa grande banca europea (ma in realtà londinese) in clamorosi casi di "insider trading" precedenti gli attentati dell'11 settembre 2001...Eppure sarebbe lecito chiedersi, ad esempio, dove vengono depositati gli euro falsi "rumeni". Almeno per quanto riguarda i balcani. Cerchiamo di descrivere il business delle banconote false.

Quando due soci-compari litigano, assomiglia ai litigi all'interno delle coppie.Ci si rinfaccia di tutto: ognuno accusa l'altro di aver commesso qualche ingiustizia. Si accusano di tradimento, di essersi rubati i gioielli di famiglia, e chi più ne ha, più ne metta. Se afferrate questa dinamica, sarete in grado di capire come stanno interagendo tra loro George Herbert Walker Bush (Bush papà, per intendersi) e Saddam Hussein.Sicuramente uno dei due è il diavolo, così dice l'altro.

Bush padre era già un personaggio importante, per la CIA, alla nascita della ZAPATA PETROLEUM COMPANY, oggi "ZAPATA OFFSHORE". La società aveva centinaia di soci sparsi per il mondo. Si dice che l'attività più importante di questa impresa, dal nome che pare rubato ai film di Zorro, fosse di assistere vari servizi segreti per le loro operazioni "coperte", ma non solo, che acquisisse informazioni riservate un po' dappertutto. Investigatori americani insinuano che, attraverso le proprie piattaforme petrolifere offshore, al di la' delle frontiere americane, la società facesse da base per consegne clandestine di merci proibite. Ad esempio, che servissero da "hub" per trasferimenti di droga. Gli elicotteri, che erano adibiti al rifornimento delle piattaforme, pare non facessero il viaggio di ritorno a mani vuote. Caricavano narcotici per importarli negli USA. La Reuters, anni fa, studiò il problema confermandone il meccanismo. Ma pare che la storia sia finita in un buco nero dell'informazione. Per intendersi: del tipo di quelli creati ad arte, a suo tempo, da un inquilino dell'Hotel Excelsior di Roma, che invece di dormire, di notte, leggeva le veline degli articoli che sarebbero dovuti uscire, o meno, il giorno dopo, sui principali quotidiani italiani. Possibile che Bush padre non fosse al corrente di quello che accadeva sulle piattaforme della ZAPATA? Poteva NON sapere? Un libro molto circostanziato spiega come la fortuna dei Bush sia stata sponsorizzata dalla famiglia reale inglese (The Unauthorized Biography of George Bush, Webster Tarpley ed altri, 1992). In un documento dell'FBI, datato 29 novembre 1963, si legge che: "George Bush della CIA" ha giocato un ruolo determinante nel coprire i dettagli dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. "JFK" aveva commesso un errore imperdonabile, anzi due: non aveva fatto passare la proposta del Joint Chiefs of Staff ed aveva firmato il trattato per proibire i test nucleari di superficie. Infatti sua moglie, Jacqueline, aveva abortito poco prima a causa della contaminazione radioattiva subita durante una visita ad una fabbrica di materiale nucleare. Questo aveva spinto JFK a contrastare la contaminazione dovuta alla ricaduta radioativa causata dai test nucleari. La folle proposta del Joint Chiefs of Staff (JCS), quelli che si erano inventati i Gladiatori di Stay-Behind, per intenderci, era di commettere atti terroristici in territorio americano, di addebitarli a Fidel Castro e quindi, per "ritorsione", di invadere Cuba. In Italia, ad esempio durante l'Operazione Delfino, vennero lanciate bombe contro la sede di un partito nel nord del paese. La solita destabilizzazione per "stabilizzare", contro il pericolo, sempre presente (secondo qualcuno), della piena realizzazione della democrazia. La JCS e la NSA (National - o Nuclear - Security Agency) non gradirono l'opposizione di JFK.

Ma torniamo a Bush padre, che quindi come detto era attivo nella comunità dell'intelligence (chiamamola così, magari porta bene) americana molto prima del 1976, quando divenne capo della CIA. Bush fu attivo anche dopo, quando alla fine degli anni '70, attraverso la pratica degli assassini politici, installò Saddam Hussein a capo dell'Iraq. Negli anni '80, Bush padre era infatti il socio privato di Saddam Hussein. A Chicago stanno ancora ridendo perché la società incaricata della sicurezza dell'aeroporto della città è di proprietà proprio del duo Saddam-Bush. Questi personaggi, proprio come si dice che facciano le famiglie mafiose, in cambio di laute "stecche", proteggevano i business petroliferi di corrotti sceiccati arabi. I soci americani di Bush padre, negli anni '80, fornivano a Saddam gli strumenti per fabbricare le cosiddette "armi di distruzione di massa". Recentemente la cosa è venuta fuori perché Bush figliuolo ha fatto sequestrare il rapporto iracheno alle Nazioni Unite: per censurarne le parti compromettenti. Per purgarlo delle informazioni che, sì, avrebbero tolto smalto alla figura del padre: ma ci avrebbero anche dato un'immagine più chiara delle connessioni tra i terroristi internazionali dai bianchi colletti. Vedi l'articolo: "Annan Criticizes Handling of Iraqi Files", New York Times, 11 dicembre 2002.

La prima guerra del Golfo non fu altro che un litigio tra due "ex-soci": Bush padre e Saddam Hussein. Nel 1991, periodo in cui ricevetti da un funzionario della BNL una banconota falsa da 100 dollari da me allegata ad una denuncia presentata ai carabinieri, Bush padre rubò miliardi e miliardi di dollari che appartenevano al suo ex socio. Questi beni vennero trasferiti in 25 conti segreti, depositati in giro per il mondo ed intestati alla "famiglia" Bush. Una delle transazioni, di cui sono disponibili gli estratti conto, mostra 100 miliardi di dollari trasferiti su un conto che Bush papà aveva con la regina d'Inghilterra, nella di lei banca privata "Coutts Bank of London". Dopo il bonifico, la regina spostò il direttore di tale banca, Andrew Fisher, presso il "Carlyle Group", la società che segue gli interessi dei mercanti americani delle armi e dove era/è socia la famiglia Bin Laden. Il capo della Carlyle sembra uscito dall'epopea della mafia americana degli anni '30: si chiama "Frank Carlucci". Ma torniamo alle banconote false. Usando la CIA, Bush papà cercò di rovesciare il regime di Bagdad attraverso la perfusione di banconote false: un sistema efficace molto più delle bombe, quando si tratta di rovesciare i governi. Una squadra di falsari, esperti, produsse le matrici per la contraffazione dei dollari (la moneta che, espropriata al popolo americano, viene stampata "ad libitum" dalla banca privata Federal Reserve. Vedere in proposito: G.Auriti, "Il valore del diritto" e "L'ordinamento internazionale del sistema monetario", edizioni Edigrafitel, Teramo, 1993). Bush padre, attraverso varie transazioni, alcune riguardanti macchinari per l'estrazione petrolifera, riempì l'Iraq di dollari falsi sottoforma di banconote da 100 dollari l'una. Erano stampate così bene che passavano tranquillamente attraverso le macchinette contabanconote della Banca Centrale USA (Nota Bene: una recente disposizione della Banca Centrale Europea impone di usare macchinette simili per controllare la validità degli euro). C'era un precedente: la stessa squadra di falsari, impiegata presso una divisione segreta del ministero USA del Tesoro e della CIA, aveva affogato l'Unione Sovietica con rubli falsi di qualità superiore. Qualcuno addebita a questo fatto il crollo dell'ex-Urss. Bush padre assieme alla sua banda di criminali avevano appoggiato Yeltsin, e poi Putin, con qualcosa come 800 miliardi di dollari falsi. Putin alla fine capì il trucco e cominciò a rimandarli indietro acquistando oro. Ma perché tutto ciò sta venendo fuori, ora? Perché la "famiglia" Bush ha dimenticato di pagare la banda dei falsari che ora stanno divulgando, attraverso dei giornalisti indipendenti, i dettagli delle varie operazioni.

La storia cominciò a Chicago, nella parte ovest della città. Era nel periodo della guerra in Corea. C'era un'impresa gestita da alcuni fratelli, una tipografia. Le altre tipografie vicine erano rimaste colpite da alcuni dettagli che avevano notato: gli impiegati della tipografia non lavoravano molte ore, cosa strana in un periodo in cui c'era parecchio lavoro. I fratelli non erano preoccupati per la penuria di carta durante il periodo bellico. Lavoravano solo qualche ora, di notte. Guidavano automobili lussuose e sembravano pieni di soldi.Ma cosa stampavano alla fine e solo per due o tre ore di notte? Era il periodo in cui alcuni professionisti di lusso usavano carta da lettere stampata all'antica, con logotipi in rilievo: avvocati e commercialisti, perlopiù. Il sistema di stampa dei fratelli tipografi rappresentava un passo in avanti rispetto al foto-offset, che era comunque criticato già dai concorrenti che preferivano il sistema all'antica. Dopo un paio d'anni, il segreto poteva essee letto su tutti i giornali: i fratelli avevano perfezionato un sistema di stampa che poteva produrre buoni del Tesoro americani di qualità superiore, che al tempo erano chiamati "U.S. Treasury Savings Bonds - Serie H". Quelli che compravano buoni del Tesoro sapevano che ve ne erano due serie: la serie E e la serie H. I fratelli stampavano grandi quantità di titoli della serie H. Ma non li stampavano per conto del Tesoro, erano dei falsari e finirono presto in prigione. Mentre erano arrestati, divennero consulenti del Tesoro USA che ambiva a produrre titoli della serie H con il sistema più perfezionato e veloce usato da loro. Il loro metodo era così perfezionato che pochissimi avrebbero potuto riconoscere i titoli falsi da quelli veri. Stampando titoli o soldi falsi di un governo straniero, nemico, se ne può destabilizzare il sistema. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti producevano una serie raffinata di banconote da cinque sterline inglesi. I tedeschi avevano un doppio progetto: da una parte bombardare Londra ed il suo governo, dall'altra invadere il paese, ed il mondo, con valuta inglese contraffatta. Se conosctete ex agenti dei servizi americani, potrete imparare parecchie cose sulla contraffazione e chi ne tira i fili, nel retroscena. Il governo USA ha un'unità speciale di operatori che si occupano di contraffazione di valuta. Non si tratta di romantici patrioti. Si tratta di falsari che sono arrestati sommariamente da un giudice federale ricattabile. Il tutto per poi convincerli a lavorare per il governo o per altri. Uno di questi falsari, uscito presto di prigione, aprì un negozio di parrucchiere nella periferia di Chicago. Gli agenti dei servizi USA glielo fecero saltare in aria per convincerlo a collaborare con loro. Volevano produrre valuta contraffatta di paesi "nemici", come ad esempio del sud-est asiatico. Negli anni '70 a Chicago vennero eliminati sei di questi falsari perché avevano parlato troppo. Il fatto che il Tesoro USA sia organizzato per produrre valuta contraffatta è un segreto abbastanza ben conservato. I giornalisti non ne parlano per varie ragioni: Per esempio per non perdere il loro nulla-osta rilasciato dai servizi e che gli permette di intervistare i pubblici ufficiali USA. Perderebbero le credenziali e quindi il lavoro nel monopolio della stampa americana. Nell'ottobre 1980, Bush padre che era candidato alla vicepresidenza degli USA, fece un accordo da alto tradimento con gli iraniani che detenevano 52 ostaggi dell'ambasciata americana di Teheran. Durante un incontro a Parigi, gli iraniani accettarono di tenere gli ostaggi fino all'elezione del duo Reagan-Bush alla Casa Bianca. Il presidente uscente Carter perse la rielezione proprio perché agli occhi dell'opinione pubblica non era riuscito a risolvere la crisi di Teheran. Bush offrì ai terroristi soldi ed armi che vennero consegnate attraverso il Portogallo e poi Israele. In seguito, fece uccidere il primo ministro portoghese, simulando un incidente aereo, per cancellare le tracce (quello che si chiama in gergo: modulo Kennedy). Israele ha conoscenza di tutta la storia e l'ha usata per ricattare Bush padre, poi Clinton ed ora Bush figlio. Una parte meno nota dell'accordo con gli iraniani riguardava la promessa da parte dell'amministrazione USA, di non intervenire se avessero stampato valuta falsa, INCLUSA la stessa valuta americana. Così gli iraniani comprarono in Germania la macchina per stampare le banconote false da 100 dollari. La carta venne fornita direttamente dagli USA. Ne vennero stampate per più di 800 miliardi di dollari. Una parte delle banconote veniva spacciata dagli iraniani, un'altra attraverso un accordo tra mafiosi russi (ex agenti del KGB) e una fazione del cartello colombiano della droga. Un'altra parte, le spie la spacciano direttamente negli USA. Sull'intesa Bush-cartello della droga colombiano, ne parliamo in un altro capitolo. Negli USA ci sono cinque maestri falsari ed uno in Colombia. Ogni tanto vengono "beccati" dagli agenti federali per impedirgli di smettere di fare questo lavoro sporco per il governo. In un libro ("Thieves World The Threat of the New Global Network of Organized Crime", by Claire Sterling, Simon & Schuster, N.Y., 1994) si descrive l'operazione della manipolazione del rublo che cominciò nel 1990, sempre organizzata da Bush in combutta con agenti corrotti dei servizi. Il libro era scritto da Claire Sterling, una giornalista americana che scrive per l'edizione romana del "The Daily American", un giornale sponsorizzato dalla CIA. Ma la scrittrice non scrive nel libro che la manipolazione del rublo avvenne attraverso la stampa massiccia di valuta sovietica contraffatta. Si parla solo di "manipolazione della valuta da parte di banche mondiali occidentali". Ai falsari venne promessa una fetta della torta derivante da quest'operazione che portò ad una situazione quale quella che oggi conosciamo nell'ex-URSS. Accade spesso, quasi mensilmente, che "banchieri" che si rifiutano di collaborare per la mafia russa, nel riciclaggio dei proventi di imprese criminali, vengano assassinati. I falsari, principalmente europei che risiedono negli USA ed altri paesi, "avanzano" dal Tesoro USA mille miliardi di dollari, promessi loro in cambio della caduta del regime di Mosca. Per cercare di ottenere il loro compenso, hanno ricattato gli ultimi tre presidenti USA minacciando d'informare le autorità Russe e di creare uno scandalo finanziario internazionale. Alcuni di questi falsari, a seguito della caduta del maresciallo Tito in Yugoslavia, hanno operato a Belgrado per la caduta del governo di Milosevic. L'operazione venne organizzata dal tedesco Henry Kissinger, da alcuni denunciato come criminale internazionale (fu lo stesso che "consigliò" la BNL durante lo scandalo di Atlanta, poi messo a tacere perché il condirettore della BNL di New York era Claudio Ciampi). Vedere ad esempio: "The Trial of Henry Kissinger", di Christopher Hitchens, paperback, Verso, 2002. La Federal Reserve, la Banca Centrale americana (una banca privata posseduta da banchieri londinesi) , non dice niente di questi 800 miliardi di dollari falsi in giro per il mondo, alcuni dei quali poi rientrano negli USA. Una parte di questi dollari falsi viene usata infatti per sorreggere artificialmente le Borse americane, per impedire un crollo totale del sistema finanziario. Lo stesso motivo per cui l'aristocrazia USA ha impedito indagini serie sugli attentati dell'11 settembre 2001, di cui avevano conoscenza prima. Bernanke, uno dei sette governatori della Federal Reserve, insiste a dire che possono invadere il mondo di quanti dollari vogliono ad un costo praticamente zero. Vedi: "Federal Officials Say Policy Isn't Limited by Low Rates", New York Times, 22 novembre 2002. La domanda è: può l'altamente corrotta e cospiratrice Federal Reserve pompare il mercato americano utilizzando dollari falsi stampati dal Ministero del Tesoro USA? E' forse anche per questo che, adesso, "qualcuno" sta riempiendo i balcani di euro falsi? Per riequilibrare la situazione che si viene a creare con l'emissione dei dollari falsi, o meglio: geopolitici? Perché dobbiamo rimetterci, noi europei, in questa guerra fra cosche?
Intanto i falsari ingannati dal presidente hanno sporto una causa per danni, in Florida, contro Bush padre, Bush figlio, il ministero del Tesoro ed altri. Aspettiamo la decisione del Giudice Federale.
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Addendum: a questo capitolo del 2003, occorre aggiungere la destabilizzazione delle forze "alleate tra loro" che hanno occupato e comprato l'Italia negli anni 1940 con le false (AM)Lire (146 miliardi del 1943): 

The Finance of European Liberation








mercoledì 5 ottobre 2011

Wall Street: Sale la protesta


Sale la protesta contro le speculazioni dell’Alta Finanza
di Filippo Ghira - 04/10/2011

Fonte: Rinascita


http://www.rinascita.eu/mktumb640.php?image=1317655809.jpg
Gli oltre settecento arresti di manifestanti che a New York avevano bloccato il ponte di Brooklyn e che sono seguiti a quelli di altre decine di persone che avevano occupato la zona antistante alla Borsa di Wall Street, sono state accolte con un misto di stupore e di fastidio dai giornali e dalle televisioni americane ed europee. I manifestanti, hanno cercato di spiegare i media, manifestavano contro la crisi e contro l’incertezza di un futuro che si percepisce come ancora più nero di adesso.
Si tratta soprattutto di giovani, era la spiegazione data, che, come i loro colleghi di sventura europei, tipo gli “indignados” spagnoli, protestavano contro l’incapacità del governo di creare le condizioni per favorire lo sviluppo e l’occupazione.
In realtà, a ben vedere i cartelli che venivano alzati nelle manifestazioni che nei giorni scorsi hanno avuto ripetutamente come teatro le vie della Grande Mela, i bersagli dell’indignazione generale erano e sono le banche che con le loro speculazioni hanno innescato la crisi finanziaria del 2007-2008 e la conseguente recessione globale. Ma sotto tiro, si è trovata anche l’amministrazione democratica di Barack Obama accusata di fare gli interessi delle banche di Wall Street invece di preoccuparsi di tutelare il futuro di tutti quei milioni di cittadini che, senza colpa, si sono ritrovati senza casa, senza lavoro e con i propri risparmi andati in fumo. Non per niente la protesta era stata denominata “antibanks day”.
E’ apparentemente paradossale che l’ex candidato nero approdato alla Casa Bianca sull’onda dell’indignazione popolare contro l’amministrazione repubblicana di Bush junior, accusata di essere collusa con l’Alta Finanza responsabile della crisi, si sia poi legato mani e piedi agli stessi ambienti finanziari. Ne fa fede il prestito di 7,5 miliardi di dollari versato da Obama alla Goldman Sachs che gli aveva gentilmente finanziato la campagna elettorale per le presidenziali. Soldi evidentemente spesi beni da parte della banca d’affari che il cittadino medio americano associa alla più odiosa speculazione e che invece in Italia resta nel cuore “bipartisan” dei vari Mario Draghi, Mario Monti, Romano Prodi, Gianni Letta come era in quello del non compianto (da noi) Tommaso Padoa Schioppa. In Italia i giornali contigui ai cosiddetti poteri forti e quelli apertamente schierati con il PD (tipo la Repubblica) da tempo cercano disperatamente di fare i necessari distinguo tra repubblicani e democratici all’insegna delle commistioni dei primi non solo con l’industria degli armamenti, condizionando quindi le velleità imperiali e militariste di Washington, ma anche con i grandi gruppi finanziari. In realtà, se può essere vero il primo punto, lo stesso non si può dire per il secondo. Anzi. Anche i legami dei democratici con Wall Street sono stati infatti sempre strettissimi e l’aiuto del maggiordomo Obama ai suoi amici della Goldman Sachs ne è solo uno degli esempi più evidenti. Il fatto che non si deve dimenticare, e che purtroppo molti fingono di non vedere, è che la politica della Casa Bianca, sia che ci sia un presidente democratico o repubblicano, non può prescindere dagli interessi del sistema finanziario e industriale nazionale e nella sua azione mirata a mantenere il predominio militare, politico, economico e finanziario degli Stati Uniti. Tutto il resto sono chiacchiere. Come sono chiacchiere di facciata quelle su una pretesa differenza tra il multilateralismo democratico e l’unilateralismo repubblicano. Basti ricordare che gli Usa sono entrati in guerra con i democratici Wilson (1917), con Roosevelt (1941), con Truman (1950 in Corea), con Kennedy (1962 in Vietnam) e con Clinton (nei Balcani).
Ma soprattutto nel campo dell’economia e della finanza le differenze tra democratici e repubblicani sono inesistenti. Ne fa fede l’accordo tra i parlamentari dei due gruppi per alzare il livello “legale” del debito pubblico federale che è ormai al 100% del Prodotto interno lordo (14.300 miliardi di lettore), e che sale al 130% con il debito degli enti locali. Accordo fatto poter continuare a vivere sulle spalle del resto del mondo che deve fare i conti anche con l’enorme debito commerciale statunitense (650 miliardi di dollari). Appare quindi incredibile che il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, abbia avuto la faccia di bronzo di dichiarare che l’Unione Europea non faccia abbastanza per abbattere il proprio debito pubblico. Affermazione doppiata da quella del primo ministro inglese, David Cameron, che ha manifestato tutta la sua preoccupazione per la crisi del debito dei Paesi dell’euro, per i pericoli di un conseguente crollo della moneta unica alla quale Londra non partecipa, pur essendo la City la prima piazza finanziaria mondiale nella quale vengono trattate le obbligazioni in euro e pur essendo i 17 Paesi dell’Eurogruppo i destinatari del 40% delle esportazioni britanniche. Peraltro con un debito pubblico britannico di quasi l’80%  che sale al 200% considerando quello del sistema Paese (famiglie, imprese e sistema finanziario) il signor Cameron dovrebbe avere il buongusto di stare zitto. Non è un caso infatti che anche per colpire l’euro e salvare di riflesso dollaro e sterlina proprio da Wall Street e dalla City siano arrivate le più massicce speculazioni contro i Paesi europei a rischio di bancarotta del debito. Di conseguenza, il fatto che oggi negli Usa stia montando un movimento di massa contro il sistema finanziario e i suoi servi alla Casa Bianca, un movimento non nel sistema ma contro il sistema, deve essere accolto con favore perché testimonia che pure oltre Atlantico la misura è ormai colma e che i cittadini non accettano più di essere derubati dai gangsters di Wall Street e di essere presi in giro dai loro complici politici.

Rivoluzione in diretta da Wall Street


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"Io tra gli indignati di Liberty Plaza
Vi imbrogliano, ora diciamo basta"
Michael Moore
l racconto di Michael Moore: "Ho deciso di impegnarmi. Questa adesso è la nostra missione, impegnarci". L'esempio di New York: otto milioni di abitanti, un milione vive in povertà. E' una vergogna e la gente non ne può più.

NEW York ha otto milioni di persone: e un milione vive in povertà. È una vergogna. Eppure il sistema non si ferma qui. Non importa quanta vergogna possiamo provare: la macchina va avanti - per fare altri soldi. Per trovare nuovi modi di imbrogliare la gente che lavora. Nuovi modi per accaparrarsi le pensioni: di rubare ancora di più.Ma qualcosa sta succedendo a Liberty Plaza.

Sono stato a Liberty Plaza per un paio di notti. E ci tornerò. Sapete? Stanno facendo un gran lavoro laggiù. E stanno ricevendo sempre più sostegno. L'altra notte il sindacato dei ferrotranvieri - gli autisti di bus, gli autisti della metropolitana - ha votato con entusiasmo per sostenere la protesta. Tre giorni fa 700 piloti di linea - soprattutto United e Continental - hanno marciato su Wall Street. Non so se avete avuto modo di vedere queste cose nei tg. So bene com'è andata la copertura fin qui: vi hanno mostrato pochi hippy che picchiavano duro sui tamburi - le cose tipiche che cerca la stampa. Per carità: che Dio benedica gli hippy che picchiano sui tamburi! Ma c'è una ragione per cui "loro" vogliono farci vedere solo questo. E allora ve lo dico io che cosa ho visto in quella piazza. Ho visto i giovani. Ho visto gli anziani. Ho visto la gente di tutti i tipi e di tutti i colori e di ogni religione. Ho visto anche la gente che vota per Ron Paul (il candidato presidenziale ultraconservatore che vuole abolire la Banca centrale). Voglio dire: è un gruppo di gente davvero assortita. Ci stanno le infermiere in quella 
piazza. Ci stanno gli insegnanti in quella piazza. Gente di ogni tipo.

Martedì ci sarà una nuova manifestazione: anche gli autisti di autobus e della metropolitana marceranno su Wall Street. E ho già sentito dire che l'Uaw (il sindacato degli operai dell'automobile) sta pensando a qualcosa del genere. Pensate: il loro incubo peggiore diventa realtà. Gli hippy e gli operai dell'auto che marciano insieme! Ma vedete: la gente ha capito. E tutta questa storia sulle divisioni interne e questo e quell'altro: alla gente non gliene importa più niente. Perché stavolta si tratta dei propri figli: che rischiano di non poter più andare al college. Stavolta si rischia di restare senza un tetto. Questo è quello che è davvero in gioco.

Ma quello che mi sembra più strano e bizzarro, dei ricchi, è come abbiano deciso di strafare fino a tanto. Voglio dire: gli stava andando tutto così bene. No: per loro non era abbastanza. Per i nuovi ricchi non era abbastanza. I nuovi ricchi che hanno fatto quattrini non grazie a buona idea. Non a un'invenzione. Non con il loro sudore. Non con il loro lavoro. I nuovi ricchi che si sono arricchiti con i soldi degli altri: con cui hanno giocato come se fossero al casinò. Soldi su soldi. E adesso ci ritroviamo con una generazione di ragazzi per cui gli eroi da seguire sono quelli dei canali tv di business: quelli che si sono arricchiti facendo soldi su quelli che fanno soldi su quelli che fanno i soldi... Ma quanto bisogno avremmo di giovani che si mettessero al lavoro per salvare questo pianeta? Per trovare le cure a tutti questi mali. Per trovare un modo di portare acqua e servizi igienici ai miliardi di persone su questa Terra che non ne hanno.

Questo è ciò che ci vorrebbe. E invece le 400 persone più ricche di questo paese oggi hanno più ricchezza che 150 milioni di americani messi tutti insieme. Dicevano: oh, sarà uno di quei numeri che Michael Moore butta giù. Beh, è una statistica vera: verificata da Forbes e da PolitiFact. Le 400 persone più ricche di questo paese hanno più ricchezza che 150 milioni di persone messe insieme! Ma questa non si può chiamare democrazia. La democrazia implica una qualche sorta di eguaglianza: una qualche sorta di egalitarismo. Io non dico che ogni pezzo della torta dev'essere della stessa misura: però non siamo andati ormai oltre?

Ma ora c'è questa buona notizia. Perché fino a quando avremo qualcuno che pone delle sfide alla nostra democrazia - fino a che la Costituzione resterà intatta - vorrà dire che ciascuno di noi avrà lo stesso diritto di voto dei signori di Wall Street: una persona vota per una persona. E loro potranno pure comprare tutti i candidati che vogliono: ma la loro mano non guiderà la nostra mano quando saremo in cabina.

Questo è il messaggio da gridare forte: da fare arrivare a quei milioni di persone che si sono arresi - o che sono stati convinti e fuorviati per ignoranza. Ecco: se riusciremo a far arrivare il nostro messaggio, beh, per quei 400 sarà il peggiore degli incubi. Perché l'unica cosa che sanno fare bene sono i conti. E sanno che noi siamo un fottìo più di loro. Dipende solo da noi. Basta svegliarsi al mattino e dire ok, adesso basta, fine. Ho deciso di impegnarmi. E ho deciso di coinvolgere 10 persone tra i miei vicini. Questa adesso è la nostra missione: impegnarci. Per questo vi dico: sostenete la protesta di Liberty Plaza.

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(testo raccolto da Angelo Aquaro durante la presentazione dell'ultimo libro di Moore al St. Mark's Bookstore,
la storica libreria indipendente di New York che sta lottando per non chiudere)

Bancocrazia totalitaria


Bancocrazia

dal Blog di Beppe Grillo

scheda-elettorale-finanza.jpg
C'erano una volta i parlamenti, i governi federali e nazionali, i pubblici dibattiti sul futuro delle nazioni. C'era persino l'ONU che non funzionava un granché, ma era pur sempre uno straccio di organo rappresentativo. Tutto questo è memoria, cenere di democratica parvenza, polvere del passato. Non conta più nulla. Altri organismi li hanno superati con sigle misteriose per la gente: WTO, BCE, FMI. Il nostro destino è nelle loro mani, ma non sappiamo chi li dirige, chi ne decide gli obiettivi. Nessuno ne ha eletto i rappresentanti, ma da loro dipendono le nostre vite. La BCE, una banca, può inviare, senza che nessuno più si scandalizzi, una lettera a un governo in carica dettandogli le condizioni e minacciandolo di licenziamento. Il WTO può decidere di sconquassare il mondo con la libera economia, una parodia del libero amore dei figli dei fiori trasformati in figli delle banche. La produzione può essere affidata dalle multinazionali a bambini indiani o a lavoratori cinesi senza alcun diritto sindacale. Trasferita da Stati con norme severissime sull'ambiente, alle quali le aziende devono attenersi pena la loro chiusura, a Stati dove tutto è permesso. Di che competizione globale stiamo parlando? La competizione esiste a parità di regole, di diritti. E' più corretto parlare di sfruttamento globale, di abbassamento generale dei salari nelle nazioni industrializzate, della perdita di conquiste sociali e sindacali frutto delle lotte delle generazioni precedenti. Chi ha deciso tutto questo? Il WTO. E in nome in di chi? Il FMI internazionale ricorda gli avvoltoi. I suoi rappresentanti arrivano quando uno Stato sta tirando le cuoia per proteggere interessi internazionali. La Grecia non può andare subito in default. Se fallisse, potrebbero fallire le banche francesi che detengono il suo debito. Quindi prima deve vendere il suo patrimonio nazionale e salvare le banche. Il mondo è bancocentrico e di politica sociale non si discute nemmeno più. La UE è stata sostituita dalla BCE, l'ONU dal WTO, i governi dal FMI. Le stesse guerre hanno ormai solo finalità economiche, non più ideologiche, religiose o territoriali come ha dimostrato la guerra in Libia. Le banche finanziano le guerre che a loro volta finanziano le banche. In albergo ti chiedono la carta di credito al posto della carta di identità. Alla nascita ti attribuiscono il codice fiscale, insieme alla quota personale di debito pubblico, prima di assegnarti un pediatra. I politici sono i camerieri dei banchieri e noi paghiamo il conto.

martedì 4 ottobre 2011

Intervista di Selvaggia Lucarelli a Marra

Obama un pagliaccio, un cretino, un idiota che ha venduto l'America alle banche

UE: cittadini vs. banche -- risposta incredibile!

Wow! Oltre 330.000 firmatari in soli 3 giorni. Raggiungiamo le 500.000 firme prima dell'incontro dei ministri delle finanze della prossima settimana. Firma la petizione sotto!

Cari amici in Europa,



Il vergognoso piano di salvataggio della Grecia, scritto direttamente dai banchieri, riempie le tasche di questi ultimi e degli speculatori di soldi nostri, mentre lascia la Grecia in mutande. I nostri ministri delle finanze decideranno a giorni il da farsi: costringiamoli con il nostro appello a tornare al tavolo delle trattative, per partorire un piano che salvi effettivamente la Grecia e non le banche:



Firma la petizione
Incredibile, lo stanno facendo di nuovo: i nostri governi stanno riempiendo con i soldi nostri le tasche delle banche!

Dobbiamo dare il via libera al fondo salva-stati il prima possibile per salvare la Grecia e l'Europa. Tuttavia l'attuale fondo salva-stati fa sì che siamo noi contribuenti a rimborsare le banche del 90% dei loro investimenti forsennati. I greci non vedranno nemmeno un euro di tutti i soldi che stiamo per destinare ai ricchi banchieri. Peggio ancora: il 30% dei nostri soldi andrà agli speculatori, che faranno profitti enormi dalla speculazione sul fondo salva-stati!

Come può essere che i nostri governi abbiano siglato il fondo salva-stati, che ricopre d'oro banche e speculatori e lascia la Grecia in mutande? La risposta è semplice: i governi hanno chiesto anche ai banchieri di firmare il patto. Fra qualche giorno i nostri ministri delle finanze decideranno del piano: lanciamo un appello enorme a loro e ai nostri parlamenti per tornare al tavolo delle trattative per salvare la Grecia e non le banche:

http://www.avaaz.org/it/eu_people_vs_banks/?vl

In un momento in cui ovunque c'è una grossa stretta sul credito e fette importanti della nostra spesa sociale vengono tagliate con l'accetta, i governi cedono davanti all'altare della lobby dei banchieri. Si giustificano dicendo che sono preoccupati che alcune banche non saranno in grado di assorbire la perdita degli investimenti in Grecia, e che senza gli aiuti fallirebbero. Ma se siamo noi ad avere bisogno di aiuto, e di conseguenza ci rivolgiamo alle banche, non riceviamo soldi gratuitamente, bensì prestiti. Ora le banche sono in difficoltà e si sono rivolte a noi: perché dovremmo trattarle diversamente da come fanno loro? Anziché dare via i nostri soldi gratuitamente, facciamo prestiti o investimenti nelle banche, e chiediamo che ci vengano restituiti a un buon tasso d'interesse!

Questo è quello che hanno fatto Gordon Brown nel Regno Unito e Barack Obama negli Stati Uniti: quando le banche stavano per fallire, non le hanno salvate con finanziamenti a tasso zero, ma con prestiti e investimenti. E nel giro di un anno i contribuenti ci hanno persino guadagnato!

Questo accordo è corruzione pura e semplice. Non c'è ragione alcuna legata all'interesse pubblico per fare questo regalo a banche e speculatori, mentre ci sono miliardi di buoni motivi per provare a proteggere i conti pubblici. Invece di dare via quei soldi, possiamo investirli in Grecia e nella capacità delle nostre società di uscire dalla crisi finanziaria e cominciare nuovamente a crescere. E' arrivato il momento per i nostri politici di non nascondersi più dietro argomentazioni complicate scritte dai banchieri: questo gioco è finito. Urliamo il nostro no a questo scandaloso fondo salva-stati e chiediamo un nuovo patto:

http://www.avaaz.org/it/eu_people_vs_banks/?vl

Troppo spesso ormai il futuro dell'economia e dei nostri bambini viene deciso nelle segrete stanze da interessi corrotti che vogliono solo fare profitto. I cittadini sono totalmente tagliati fuori: è ora di dire basta. I banchieri e i politici ritengono che tutto questo sia troppo complicato perché le persone possano capire o interessarsene. Dimostriamo loro quanto si sbagliano.

Con speranza,

Alex, Iain, Antonia, Emma, Alice, Maria Paz, Pascal e il resto del team di Avaaz

Più informazioni:

Corriere della Sera - Gli hedge fund faranno profitti sul recupero dei bond greci
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Crisi-hedge-fund-scommettono-recupero-bond-greci/29-09-2011/1-A_000253602.shtml

Il Fatto quotidiano - Crisi greca, alunni a scuola senza libri. E un dipendente pubblico su 5 resterà a casa
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/crisi-grecia-alunni-a-scuola-senza-libri-e-un-dipendente-pubblico-su-5-restera-a-casa/157383/

Corriere tv - Austerità e crescita: un binomio difficile
http://video.corriere.it/austerita-crescita-binomio-difficile/748508fa-e4fa-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf

La Repubblica - G20: maxi piano da tremila miliardi
 per la ricapitalizzazione delle banche
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/25/news/g20_maxi_piano_da_3mila_miliardi_per_il_ricapitalizzare_le_banche-22212245/


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