sabato 19 novembre 2011

Un film sulla storia di Licio Gelli


Gelli: "Film tutto italiano sulla mia storia".
AREZZO 17.11.2011
Licio Gelli Intervistato dal Corriere di Arezzo nella sua villa sul colle di Santa Maria. In alto a destra con il falco "Coca"

Le pagelle dell’ex capo della P2 ai politici italiani. La delusione verso Berlusconi. I prediletti top secret. Niente Sony né Clooney, ciak nel 2012. "Monti? Avrà vita dura".
Fonte: Corriere d'Arezzo


Tre anni fa seduto sulla stessa poltrona di Villa Wanda profetizzava: "Prima tocca alla Grecia, poi sprofonda l'Italia". Ci siamo. Eccolo qua il Venerabile. Polso fermo, voce arcana, mente lucida come sassi di fiume. Aperto ma enigmatico. Luminoso e cupo. Curvo ma senza più bastone, accantonato dopo l'ennesima guarigione. Fiero, sotto il peso di una vita che a 92 anni suonati ama sfidare col piglio del giovane legionario che fu (in Spagna, anno 1936). Licio Gelli si aggira svelto nelle stanze ricche di arredi e di misteri della villa sul colle di Santa Maria. Penombre. Silenzi. Fuori volteggia il falco "Coca". Osserva Arezzo dall'alto. Con gli artigli accarezza il padrone e il padrone accarezza lui. - Gelli, Monti ce la farà? "La vedo dura. Prendere in mano un'azienda in stato comatoso, prefallimentare non facile. I cervelli sono importanti, ma non bastano. Può essere bravo quanto vuole, ma qui servono denari. Ci saranno provvedimenti drastici, tanti scontenti ed elezioni ravvicinate. Monti incontrerà parecchie difficoltà, anche in Parlamento. E l'Europa e l'euro, intanto, si dimostrano per quello che sono: problemi". - Cioè? "La situazione ha cominciato a peggiorare con l'euro. Abbandonare la moneta unica non è una follia. E l'Europa a cosa ci giova? Abbiamo costumi, usi, tradizioni, molto diverse dagli altri Paesi. Il parlamento europeo, poi, è dispendioso. Costi in più e con quali risultati? Ci rimettiamo sempre noi. Già nel 1980 mi espressi in modo negativo sulla Cee nella famosa intervista a Costanzo, quella del Burattinaio. Non ho cambiato idea." - Il professor Monti lei lo conosce? "No". - Berlusconi invece era nella sua P2. Ora è giunto al capolinea. "Si è perso con le sue goliardate. Quando era presidente del consiglio non si rendeva conto di esserlo, ora che non lo è più si sente ancora presidente del consiglio. Ha fatto molti errori." - Quali errori? "Intanto avrebbe dovuto chiedere un armistizio alla giustizia. Fermarsi per due mesi, affidare il Paese a un comitato di reggenza e definire i suoi processi. Lasciarsi giudicare per quei reati che gli vengono contestati. Ne sarebbe uscito rafforzato. Ma il suo errore più grave è che non ha fatto le riforme. Ha promesso molto e non ha realizzato nulla. Riforma della giustizia, riforme sociali, riforme per gli imprenditori Imprenditori che invece soffrono sempre di più. Guardi Arezzo, non c'è più un'industria. E lo Stato non paga le aziende per i lavori svolti, creando enormi difficoltà: pensi alla Ciet di Mancini". - Da Maestro Venerabile, dia la pagella ai protagonisti della politica italiana. Cominciamo con Napolitano. "Ha senza dubbio ottimi consiglieri. Ma non mi è piaciuta la mossa di fare senatore a vita Monti prima di affidargli l'incarico". - Fini? "Fini.. to". - Questa è vecchia, l'ha già detta in passato. "Però la ridico. E aggiungo che non è stato leale, non ha mantenuto gli impegni con Berlusconi". - Casini? "Troppo 'pettegolo'. La sua non è una parola stabile." - Bersani? "Finora ha fatto l'anti Berlusconi, Ora voglio vedere cosa sarà capace di fare. Credo poco". - Alfano? "E' un altro errore di Berlusconi averlo fatto nominare responsabile del partito. Non ha esperienza. Il suo lodo è stato bocciato. Non mi sembra pronto per incarichi di prestigio e alta responsabilità". - Bossi? "Non è più la Lega di una volta. Si comporta come se fosse in un altro Paese. E' una strategia sbagliata. E poi non ha elementi validi. Si sta sciogliendo come una palla di neve, ma si metterà di traverso". - Di Pietro? "Magari se qualcuno ce lo potesse acquistare" - La Marcegaglia? "Ha capacità. Però non dovevano affidarle quell'incarico in Confindustria. Servono figure di maggior spessore. Economisti". - Ma lei boccia proprio tutti. Qualcuno che ha stoffa, in cui ripone fiducia e col quale magari si sente, un referente insomma, ci sarà? "Certo. Ma non mi sogno di dirlo pubblicamente". - Ah, già. La riservatezza della P2, di quando condizionavate la vita del Paese "Non si condizionava. Si controllava. Fornivamo assistenza. Per migliorare il tenore di vita di tutti. Nel vero spirito della massoneria universale. E la massoneria non ha più potere da quando non è riservata. Non sono riusciti neppure a cambiare la legge che impone di comunicare alle questure le affiliazioni. E poi oggi ci sono 28, 29 istituzioni troppe. Io non appartengo a nessuna, anche se mi hanno cercato in tanti". - Quando Gelli era Gelli, la chiamavano da Roma prima di formare i governi? "Ma no" (sorride) - Che fare, davvero, per affrontare la crisi? "Qui serve mettere in circolazione liquidità. Le banche dovrebbero riaprire i rubinetti agli industriali validi. Per ridare vigore alla ricchezza e al lavoro nel Paese, con effetti benefici per le famiglie. Invece è tutto fermo. Lo Stato dovrebbe tagliare veramente i suoi costi. Pensi che ci sono assessori con due segretarie E le Regioni costano un sacco di soldi. Troppi. Andrebbe ripristinata la gestione dei territori provinciali da parte dei Prefetti". - Le pensioni? "Anche sulle pensioni, chi ha governato ha fallito. Eppure è una questione che si può risolvere in una settimana, con parametri da calibrare, fissare e attuare. Ma nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Il risultato è che da anni se ne parla a vuoto, mentre il debito cresce. E la situazione è degenerata dopo la fine della Prima repubblica". - Politica estera. E' tramontata la Libia di Gheddafi. "Anche lì il nostro ministro Frattini l'ha giocata male. La Libia è un Paese ricco. L'Italia poteva trarne vantaggi, invece Francia e Germania si spartiscono tutto. Poi fanno sorrisi fra di loro su di noi. Non abbiamo prestigio internazionale." - Stati Uniti. Lei che fu tra gli ospiti d'onore agli insediamenti di Carter e Reagan, come vede Obama? "Ironicamente lo chiamo 'l'abbronzato'. Seriamente dico che non sarà rieletto. Lo ha portato alla casa Bianca un voto di contestazione. Non sta facendo bene". - Strategia della tensione e attentati. Proprio non vuol ammettere contiguità e responsabilità? "No. Ripeto che non vedo errori nel mio percorso. Se tornassi indietro non cambierei proprio nulla". - Però è stato riconosciuto colpevole di depistaggio nelle indagini per la Strage di Bologna. "Depistaggio che non c'è mai stato. E sa una cosa? Francesco Pazienza l'ho conosciuto per la prima volta tre mesi fa. E' venuto qui a trovarmi". - Arezzo? "E' la città dove vivo e che respiro. Esco per andare al cimitero, alla messa. O in libreria. A proposito, a fine anno esce un altro libro su di me, scritto dal dottor Citro e dal titolo "Il figlio del mugnaio", con racconti inediti dalla mia nascita a Pistoia in su. L'altro giorno sono stato in città a prendere dei film da vedere in tv. Amo quelli storici, di avventura, i documentari." - Ma che fine ha fatto il film che dovevano girare gli americani su di lei con Gorge Clooney nei suoi panni? Un film di intrighi, fughe, guerre, arresti, successi, cadute e misteri. "Il film su Gelli ci sarà. Non più della Sony Pictures, però. Abbiamo sciolto il contratto che mi legava alla casa americana per l'esclusiva. Non ci siamo trovati d'accordo. Ma a gennaio inizierà la lavorazione per una pellicola italiana, con un noto regista. Il film uscirà nel 2013" - In attesa del ciak almeno un'anticipazione. "La prima scena. Si vedrà un giovane di 17 anni con la divisa di legionario."

IL DENARO È STATO PRIVATIZZATO


Articolo di Ben Dyson * Guardian.co.uk*
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
Mercoledì, 16 novembre
DI BEN DYSON
Guardian.co.uk
La piu grande privatizzazione della storia non ha fatto notizia. È tempo di riprendere dalle banche il potere di produrre denaro
È un fatto noto che stampare una banconota da 10 sterline a casa propria è una cosa malvista dalla polizia di Sua Maestà. Ma c’è ancora un piccolo gruppo di compagnie che sono autorizzate a creare – e spendere – più soldi di quanti i falsari siano mai stati in grado di stampare. Nel gergo dell’industria, queste aziende sono chiamate “istituzioni monetarie e finanziarie”, ma probabilmente le conoscete per il loro nome comune: “banche”.
Il denaro che creano, dal niente, non sono i soldi di carta che portano il logo della Banca di Inghilterra di proprietà del governo. È il denaro elettronico che illumina lo schermo quando controlli il tuo estratto conto a un ATM. In questo momento, questo denaro elettronico forma più del 97% di tutta la moneta presente nell’economia. Solo il 3% dei soldi sono ancora nella vecchia forma di vero contante che può essere toccato.
Difficile da credere, vero? Martin Wolf, uno degli esperti che ha fatto parte di una commissione indipendente sul settore bancario, non ha usato mezzi termini, dicendo sul Financial Times che “l’essenza del sistema monetario di questi tempi è stata la creazione di moneta, dal niente, tramite i prestiti spesso assurdi che venivano concessi dalle banche private“.
Ecco come funziona. Quando tu chiedi alla banca i soldi per comprare a Londra un box per farci entrare un letto, i soldi che appaiono sul tuo conto corrente non provengono dai risparmi di una vita di qualche nonno prudente. Infatti, la banca digita semplicemente questi numeri sul tuo conto, creando soldi nuovi di pacca che ora tu puoi spendere. Visto che le altre banche fanno lo stesso, l’ammontare di denaro nell’economia cresce e cresce. Ogni mutuo nuovo aggiunge nuovi soldi, che spingono i prezzi delle abitazioni un po’ più in alto, costringendo il prossimo compratore a prenderne in prestito ancora più dalle banche. (Una spiegazione più dettagliata e precisa di questo processo è fornita nel libro Where Does Money Come From?, pubblicato dalla New Economics Foundation.)
Grazie a questo processo di creazione della moneta, le banche sono state in grado di inflazionare l’emissione di moneta al tasso dell’11,5% l’anno, spingendo in alto i prezzi delle case e soggiogando un’intera generazione.
Naturalmente, il rovescio della medaglia di questa creazione di moneta è dato dal fatto che con ogni nuovo prestito arriva un nuovo debito. Questa è la fonte della nostra montagna di debito personale, non il denaro che è stato prudentemente salvato dai pensionati, ma soldi che sono stati creati dal niente dalle banche e prestati a destra e a manca. Alla fine il peso del debito diventa insostenibile, e così si assiste a un’ondata di default come quella che ha dato il via alla crisi finanziaria ancora in corso.
Ma come è possibile che una cosa così importante come la creazione di denaro sia stata privatizzata? Com’è che il potere di emettere denaro è caduto nelle mani delle stesse banche che hanno provocato la crisi, con conseguenze devastanti per milioni di persone comuni?
È incredibile, ma la legge che rende illegale stampare le proprie banconote a casa non è mai stata aggiornata per applicarla al denaro elettronico che ora è creato dalle banche. Quando abbiamo iniziato a utilizzare il denaro elettronico per la gran parte dei pagamenti, il contante è diventato meno importante e il potere di creare il denaro è passato alle banche che hanno causato la crisi. Senza essere notato da nessuno, il potere di emettere soldi è stato privatizzato di soppiatto.
Mentre i gruppi criminali cercano di creare circa 2,5 miliardi di sterline di soldi falsi ogni anno, le banche collettivamente creano più di 100 miliardi di sterline l’anno senza violare una singola legge. La ricompensa per il loro lavoro è l’interesse che al momento viene raccolto su quasi ogni sterlina esistente. Il costo per noi tutti è una vita di debiti.
Questo ci porta a una soluzione molto semplice per la crisi finanziaria. Molti dei manifestanti di oggi potrebbero sorprendersi nel sentire che la risposta alla crisi odierna giunge da un ex Primo Ministro dei Conservatori. Già nel 1844, Sir Robert Peel comprese che le monete di metallo, che all’epoca erano il solo mezzo legale di pagamento, erano state sostituite dalle banconote di carta emesse dalle banche. Queste banconote erano più leggere e più convenienti, e quindi molto più popolari. IlBank Charter Act introdotto da Peel nel 1844 tolse il potere di creare denaro alle banche e lo attribuì alla Banca di Inghilterra. Dovremmo fare esattamente la stessa cosa per quanto riguardo il denaro elettronico. La mia organizzazione, Positive Money, ha già elaborato un progetto di legge necessario per farlo.
Reclamando questo potere, possiamo assicurarci che il nuovo denaro non venga usato per far esplodere bolle immobiliari e per finanziare speculazioni rischiose. Invece, i soldi creati possono diventare le fondamenta dell’economia, grazie ai normali consumatori. Finiranno nei negozi, nelle aziende e nelle industrie, che le possono usare per investire, crescere e per creare lavoro. Far sì che “le banche prestino di nuovo di soldi” non è di alcun aiuto quando le persone sono già caricate da una montagna di debito. Quello di cui abbiamo bisogno sono più soldi, non più debiti. Ciò è impossibile dato che tutti i soldi vengono creati dalle banche quando le persone si indebitano.
Naturalmente, dobbiamo proteggere questo potere di emissione dai politici in cerca di voti. Ma il potere di creare denaro è troppo pericoloso per essere lasciato nelle mani delle banche che hanno causato la crisi. Portargli via questo potere è la nostra migliore speranza per far finire la crisi attuale, e per prevenire la prossima.

**********************************************
Fonte: Money has been privatised by stealth
15.11.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

LA CLASSE DIRIGENTE


Gentili telespettatori,
Vi comunichiamo che domenica 20 novembre alle 21.30 su RAI TRE andrà in onda la nuova puntata di Report.

La puntata si intitola "LA CLASSE DIRIGENTE"
Di Paolo Mondani
       
Segue Sinossi:
In Italia la corruzione è un vento che soffia giorno e notte, scrive il professor Michele Ainis. Nella puntata di Report in onda il 20 novembre si affronterà il caso Penati e il caso Milanese, non solo entrando nel merito di due indagini giudiziarie, ma cercando di capire l'humus nel quale nascono i fatti su cui si indaga.
Dalla nascita del sistema Sesto alla Serravalle. Poi l'ascesa di Milanese da ufficiale della Guardia di Finanza a braccio destro di Tremonti, fino ad avere un ruolo nella nomina di dirigenti pubblici.
Le due storie trovano un punto di incontro: quando si transita per Finmeccanica.
Per quale ragione la corruzione è ancora così diffusa? Perché dopo Tangentopoli coloro che erano gli attori principali della politica italiana sono stati sostituiti con le seconde file dei vecchi potenti?
Ogni qualvolta torna a soffiare il vento del cambiamento alla fine vincono sempre gattopardi e camaleonti. Intervista esclusiva ad imputati chiave e al Presidente di Finmeccanica Guarguaglini.

E inoltre "SPAZZATOUR"
Di Emilio Casalini
Per smaltire e riciclare i materiali plastici i produttori pagano un contributo all'origine, che ricade di fatto su tutti i cittadini. Ma i rifiuti prima di essere lavorati spariscono dal nostro Paese, prendono altre vie - soprattutto quelle della Cina - e ritornano sotto forma di giocattoli e altro che compriamo a basso prezzo. A volte però vengono sequestrati perché sono contaminati da sostanze tossiche, cosa accade? Ce lo racconta l'inchiesta di Emilio Casalini.

Per la rubrica C'E' CHI DICE NO: "SERGIO LIVIGNI"
Di Giuliano Marrucci
Il San Giovanni Bosco di Torino è un ospedale di frontiera. Eppure è qui che il professor Sergio Livigni ha dato vita ad uno dei reparti di terapia intensiva più efficienti della penisola. Dopo dieci anni di lavoro il reparto ha cominciato a funzionare con più armonia, e così ha deciso contro il parere di gran parte dei suoi collaboratori, di aprire le porte del reparto più blindato che c'è. E così oggi in questa terapia intensiva i familiari hanno libero accesso 24 ore su 24. Una rivoluzione, che alla fine s'è rivelata di gran beneficio non solo per i familiari, ma anche per i pazienti e addirittura per gli operatori, che nei parenti hanno trovato un nuovo alleato invece che un ostacolo al regolare svolgimento delle loro mansioni.

  
Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul nostro sito www.report.rai.it al termine della messa in onda.

  
Buona Visione! La Redazione.

venerdì 18 novembre 2011

Moody'sGATE: come Monti ha ricattato l'Italia

Moody'sGATE: come Monti ha ricattato l'Italia
Moody'sGATE: how Mr Monti blackmailed Italy into submission


Monti fa parte del Consiglio Europeo di Consulenza di Moody's, l'agenzia che ha abbassato il rating dei titoli di stato italiani provocando la crisi dell'esecutivo. Dopodiché, da bravo Pompiere Piromane (P2), ha trovato anche lui un lavoro MOOOOLTO precario...


Prima del 5 ottobre (Before October 5, 2011):




5 ottobre (October 5, 2011):


16 novembre 2011 (November 16, 2011):


"Correvano correvano sembravano pompieri
quei quattro puttanieri
dei banchieri di città !"

La sospensione della democrazia avvicina la guerra


La sospensione della democrazia in Italia e Grecia avvicina la guerra

18 novembre 2011 (MoviSol) - La rimozione di governi democraticamente eletti in Italia e Grecia e la loro sostituzione con "governi dei banchieri" ha portato il mondo più vicino ad una guerra mondiale. La liquidazione delle democrazie parlamentari nel fianco sud dell'Europa segnala la volontà delle élite transatlantiche di non voler cercare una soluzione al collasso del sistema finanziario globale, ma di guadagnare tempo mentre prepara la guerra.
Il Presidente Obama è stato tra i protagonisti dei colpi di stato in Italia e Grecia. Quando Berlusconi ha rassegnato le dimissioni sabato 13 novembre, si è affrettato a chiamarle "positive". Sarkozy e Merkel si sono uniti al coro, dando la benedizione a Mario Monti, il consigliere di Goldman Sachs ed ex Commissario UE che Napolitano ha incaricato motu proprio di formare il governo dei tecnici. La Merkel ha dato lezioni di buon gusto spingendosi a dire che "la vera Italia sta col Presidente Napolitano e non con Berlusconi".
Il governo italiano non è stato sfiduciato né dagli elettori né dal Parlamento, ma dall'uso del terrore finanziario. Il credito sovrano dell'Italia e quello delle sue banche sono stati fatti oggetto di speculazione mirata e massiccia, dapprima scatenata dalla famosa retrocessione di Moody's lo scorso maggio e poi dalla decisione dell'EBA, l'autorità bancaria europea, che ha costretto le banche internazionali a sbarazzarsi di titoli italiani. Mentre la prima ondata portò i tassi del decennale sopra il 5%, la seconda (aggravata dall'annuncio del referendum greco) li ha spinti oltre il 7%.
Washington, Londra, Parigi e Berlino hanno messo alle strette l'Italia accusandola far fallire l'Eurosistema a causa di una "mancanza di credibilità" del suo esecutivo. L'Italia è stata commissariata dalla BCE mentre l'UE "collaudava i poteri della nuova governance economica rafforzata sull'Italia", come ha dichiarato il Commissario Olli Rehn il 9 novembre, prima di mandare un gruppo di ispettori UE e BCE a Roma per monitorare l'applicazione delle misure raccomandate.
Infine, quando è stata presa di mira Mediaset da una speculazione guidata da due fondi di investimento USA, che hanno abbattuto il titolo del 12% in un sol giorno, Berlusconi ha gettato la spugna ed è salito al Quirinale.
Durante l'intera fase, il Presidente Napolitano ha abusato dei suoi poteri costituzionali, agendo come il vero esecutivo. Era lui l'interlocutore dei capi di governo di USA, Francia e Germania, della Commissione UE e della BCE. Un giorno sapremo i veri retroscena delle trame di Napolitano con i capi di potenze straniere per imporre un governo extraparlamentare made in Bruxelles.
Il capo di questo governo di non eletti parla come un sicario economico. Nel corso del programma "L'Infedele" a La7 lo scorso 26 settembre, Monti ha dichiarato che "oggi, secondo me, stiamo assistendo - non è un paradosso - al grande successo dell'Euro, E qual è la manifestazione più completa del grande successo dell'Euro? La Grecia. Perché? Perché l'Euro è stato creato sì per avere una moneta unica, ma soprattutto per convincere la Germania che ha fatto il grande sacrificio di rinunciare al marco per avere una moneta comune europea, che attraverso l'euro, attraverso i vincoli che nascevano con l'euro, la cultura della stabilità - il Presidente Ciampi richiamava sempre la cultura della stabilità - alla tedesca si sarebbe un po' per volta diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe mai potuto immaginare, caso limite, di una Grecia che dà, è costretta a dare abbastanza peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?"
Nel "caso di scuola" greco, come in Italia, la democrazia è stata sospesa per permettere macelleria sociale. Il nuovo Primo ministro, Lucas Papademos, è stato vicepresidente della Banca Centrale Europea e governatore della banca centrale greca. Dopo aver lasciato la BCE nel 2010 è stato consigliere finanziario del Primo ministro uscente Giorgio Papandreu, riguardo all'esecuzione dei salvataggi e del "memorandum" UE. Papademos non ha mai ricoperto una carica elettiva. Il suo governo è pieno di ex commissari UE. Il vero potere dietro il nuovo Primo ministro è quello di Horst Reichenbach, che presiede la task force della Commissione Europea per la Grecia, che sarà potenziata e diffusa nei vari dicasteri per "assistere" all'applicazione dei programmi di austerità e di "ristrutturazione" dell'economia greca.

MoviSol denuncia il golpe


MoviSol denuncia il golpe dei banchieri

16 novembre 2011 (MoviSol) - Il 7 novembre, il presidente di MoviSol Liliana Gorini e il prof. Paolo Savona, presidente del Fondo Interbancario di Garanzia, sono stati ospiti della trasmissione "Che aria tira" su Radio Padania, dedicata ai temi attuali della crisi dell'euro e dell'Italia. Entrambi sono stati interpellati sulla opportunità per l'Italia di uscire dall'euro e se fosse vero che il 50% dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi fosse dovuto a Berlusconi. Sia Gorini che Savona hanno respinto questo giudizio, e secondo Gorini "uscire dall'euro sarebbe l'unico modo per Berlusconi di salvare il proprio governo ed evitare un governo tecnico imposto dalla BCE", ma ci vorrebbero statisti come De Gasperi, De Gaulle o Roosevelt. "Nessuno tra gli attuali governi europei ha il coraggio di fare quello che LaRouche dice da anni: una riforma alla Glass-Steagall, ma l'Italia può farlo ora, ribellandosi al ricatto della BCE".
Savona si è detto d'accordo che "esistono alternative" alla svendita dei beni nazionali, che "l'ideale sarebbe certamente regolare severamente il mercato dei derivati, che è stato la causa degli attacchi speculativi sui titoli di stato", ma ha giudicato "troppo duro" il giudizio di MoviSol sulla "dittatura della BCE". In questo momento, essendo sotto attacco, per l'Italia sarebbe impossibile uscire dall'euro, ha detto Savona. "Io sono stato il primo a porre il problema, un anno fa, offrendo il petto nudo", ha detto Savona, e una volta passato l'attacco speculativo sarebbe sicuramente il caso di riproporlo.
Entrambi il presidente di MoviSol e l'ex ministro si sono detti contrari ad un governo tecnico. "Io feci parte di un governo tecnico", ha detto Savona, aggiungendo che però non lo ritiene una scelta giusta. "Se il governo tecnico fallisce, la gente perderà la fiducia in tutto, dopo averla persa nella politica". Un governo tecnico fallirà sicuramente, ha detto Gorini, perché le decisioni non sono prese dal governo italiano ma dalle banche, a cominciare dalla BCE.
Il Segretario nazionale di MoviSol Andrew Spannaus è stato tra i relatori al BlogEconomyDay II tenutosi a Castrocaro Terme (Forlì) sabato e domenica scorsi. L'incontro ha messo insieme numerosi bloggerindipendenti che si occupano soprattutto di finanza e risparmi, insieme ad un pubblico di oltre 300 persone sul posto e molti altri che hanno seguito via internet. Spannaus, che aveva partecipato anche all'incontro inaugurale l'anno scorso in Piemonte, ha portato una prospettiva di interventi immediati per stabilizzare la situazione italiana ed europea attraverso la separazione delle funzioni bancarie, e un ritorno alla sovranità nazionale. Gran parte dei partecipanti si sono espressi a favore dell'uscita dell'Italia dall'euro e un ritorno ad una politica di crescita economica vera, in opposizione al governo dei banchieri in via di formazione, visto come una succursale delle grandi banche d'affari a livello internazionale.

Siamo in guerra !

Siamo in guerra


dal blog di Beppe Grillo





"Il Belgio è stato per mesi senza governo, ma la sua economia è migliorata e il suo Pil è cresciuto: un caso evidente di autogoverno di successo dei cittadini, non mediato dai partiti. In Islanda la Costituzione viene riscritta dai cittadini attraverso Internet: non era mai accaduto nella storia moderna. In Italia il MoVimento 5 Stelle è nato in Rete, senza un euro di finanziamento pubblico, con tutti i media contro, ed è considerato dai sondaggi il possibile terzo polo nelle prossime elezioni politiche. In Germania il Partito dei pirati tedeschi sorto dal Web ha ottenuto l’8,9 per cento alle elezioni regionali di Berlino del settembre 2011.
Sono segnali dal futuro, come lo è Julian Assange, con WikiLeaks, che fa della trasparenza – una legge della Rete – un’arma politica. Ognuno vale uno, ma solo se tutti hanno lo stesso accesso all’informazione. Su questo punto non si può transigere, non ci sono mediazioni possibili. Per diritto di nascita chiunque dovrà poter accedere in modo libero alla conoscenza. La Rete non è un nuovo messia tecnologico e neppure il giardino dell’Eden o una moderna Shangri-La. È un’opportunità unica per creare un’intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi globali che ci stanno distruggendo – dal surriscaldamento alla crisi economica (che è solo ai suoi inizi), dalle disparità sociali tra le nazioni alla mancanza di acqua potabile – ma anche gestire direttamente l’amministrazione delle realtà locali e nazionali.
Ognuno vale uno, ma l’umanità interconnessa e responsabile ha un valore che tende all’infinito. La Rete crea comunità; di queste la più grande è il genere umano, che mai prima d’ora ha potuto relazionarsi, condividere, decidere del suo destino in tempo reale. Abbiamo la fortuna di poter partecipare a un cambiamento definitivo della nostra Storia di cui possiamo essere sia testimoni sia attori. La Rete ridefinisce il rapporto fra cittadino e Stato, il cittadino diventa Stato. La Rete non è neutra, può essere usata per diventare qualcosa di simile all’idea antropomorfa che ci siamo fatti della divinità o per farci precipitare in un mondo orwelliano, dove la verità e la menzogna coincidono e nessuno può distinguerle.
Prometeo donò il fuoco agli uomini contro il volere degli dèi e per questo venne punito con il supplizio eterno. La Rete si sta diffondendo in ogni aspetto della realtà come un incendio. I vecchi faraoni saranno seppelliti nei loro sarcofagi. Mummie del passato. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure." da Siamo in Guerra

Nigel Farage: Governi Fantoccio per Grecia e Italia




Intervento di Nigel Farage, presidente del gruppo Europa della LIbertà e della Democrazia al Parlamento Europeo

"Eccoci qua, sull'orlo di un disastro finanziario e sociale e abbiamo oggi nella stanza le quattro persone che sarebbero dovuti essere responsabili. Abbiamo ascoltato i discorsi più ottusi e tecnocratici che abbia mai sentito. Siete tutti a negare! Secondo qualsiasi misuratore oggettivo, l'Euro è un fallimento. E chi è il responsabile? Chi è in carica di voi? La risposta è ovviamente: "Nessuno di voi, perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha una legittimazione democratica per il ruolo che ricoprite in questa crisi." E in questo vuoto, seppur controvoglia, è entrata in scena Agela Merkel e viviamo ora in un'Europa dominata dalla Germania. Un'eventualità che il progetto europeo intendeva escludere. Una situazione per prevenire la quale chi ci ha preceduto ha pagato un caro prezzo in sangue. Io non voglio vivere in un un'Europa dominata dalla Germania e non lo vogliono i cittadini europei. Ma voi avete avuto un ruolo in tutto ciò. Perché quando il primo ministro Papandreou si è alzato e ha usato il termine "referendum" lei, signor Rehn lo ha descritto come una "violazione della fiducia", e i suoi amici qui si sono radunati come un branco di iene attorno a Papandreou, lo hanno fatto rimuovere e rimpiazzare con un governo-marionetta. Che spettacolo Assolutamente disgustoso è stato. E non soddisfatti, avete deciso che Berlusconi doveva andarsene. Così è stato rimosso e rimpiazzato da Monti, un ex commissario europeo, un architetto del disastro dell'Euro, un uomo che non era nemmeno membro del Parlamento.
Sta diventando come un romanzo di Agatha Christie, dove stiamo cercando di capire chi è il prossimo che sarà fatto cadere. La differenza è che noi sappiamo chi sono i cattivi. Voi tutti dovreste essere ritenuti responsabili di ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati. E devo dire, signor Van Rompuy, 18 mesi fa quando ci siamo incontrati per la prima volta, mi ero sbagliato sul suo conto. La definii un "assassino silenzioso delle democrazie degli stati nazionali". Ora non più, lei è piuttosto chiassoso nel suo operare, non crede? Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia e ha detto: "Questo non è il tempo per le elezioni, ma è il tempo delle azioni". Per Dio, chi le dà il diritto di dire queste cose al popolo italiano?"