martedì 27 dicembre 2011

BASTA SOPRUSI !!!

BASTA SOPRUSI !!!

Dobbiamo fermare lo strapotere delle banche, ad iniziare dalle leggi che regalano al sistema bancario CENTINAIA DI MILIARDI di EURO (non è un'esagerazione) OGNI ANNO! Se ci uniamo, possiamo fare MOLTO: c'è bisogno di tutti!!! Aderisci e fai aderire al "Comitato per l'abrogazione delle sei leggi "regala soldi" alle banche" ... c'è bisogno di TUTTI... il CAMBIAMENTO inizia anche da te!!! Non lasciatevi demotivare da chi sostiene che "non si può cambiare le cose", che "tanto comandano loro"... QUANDO IL POPOLO SI UNISCE, NESSUN RISULTATO è PRECLUSO!!! Siamo MILIONI, non possiamo permettere a poche centinaia di lobbisti di purgarci in questo modo...!!! A Gennaio si terrà l'Incontro Costitutivo, partecipate numerosi perché ELEGGEREMO il coordinamento!!! Il comitato sarà basato su metodi e regole DEMOCRATICHE, che in Italia sono state dimenticate da tempo!

IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE è FINITO, BASTA LAMENTARCI, PASSIAMO ALL'AZIONE!!! Aderisci e fai aderire su http://www.marra.it/comitato.php o su www.fermiamolebanche.it dove trovi tutte le informazioni. Chi vuole proporre la propria candidatura per il coordinamento o esser referente di zona, spunti l'apposita casella. L'adesione non è impegnativa, riceverai tutte le informazioni sulle iniziative. AVANTI TUTTA !!!!!

https://www.facebook.com/fermiamolebanche.it

ESPOSTO NEI CONFRONTI DI MARIO MONTI E ALTRI MEMBRI DEL CIRCOLO BILDERBERG


il testo dell'esposto alla procura è anche su Facebook: http://on.fb.me/vVbAjA


Ordigno esplode fuori a sede Equitalia di Olbia


Ordigno esplode fuori a sede Equitalia di Olbia, danneggiato ingresso

Olbia, 26 dic. (LaPresse) - Un ordigno a basso potenziale è esploso questa sera, alle 20.30 circa, davanti alla sede di Equitalia di Olbia, in via dei Maniscalchi, alla periferia della città. La bomba ha distrutto l'ingresso, che è una porta a vetri scorrevole, ma non ci sono altri danni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del reparto di Olbia e la polizia municipale. Al momento non ci sono state rivendicazioni. E' la prima volte che si verifica un fatto di questo tipo alla agenzia di riscossione di Olbia.

Considerazioni sulla M.M.T. - Modern Money Theory


Considerazioni sulla M.M.T. - Modern Money Theory


Di recente va di moda parlare della M.M.T., Moder Money Theory, una teoria che cercano di farla passare come la panacea di tutti i mali, la soluzione migliore da applicare all'odierno sistema economico diretto al baratro.

Prima di analizzare questa teoria, vediamo però quali sono i presupposti su cui si basa.

Premesso che la M.M.T. non si basa sulla sovranità monetaria nelle mani dello Stato e conserva pertanto sempre 3 soggetti distinti nel contesto della politica economica: lo Stato (il Tesoro)-pubblico, la Banca Centrale(BC)-privata e le banche commerciali-private.
Inoltre, tutto il sistema raffigurato dalla MMT si basa sulla FIAT MONEY, ossia moneta a corso forzoso che altro non è che un credito d'imposta non supportato da alcun bene tangibile.
La Fiat Money nasce nel 1971 quando il presidente americano Nixon decise che il dollaro, prima ancorato all'oro (gold standard), dovesse abbandonare la convertibilità.
Da allora chi emette moneta può stampare tutta la moneta che vuole senza correrarla ad un bene tangibile, come poteva essere un tempo l'oro o l'argento.

Warren Mosler, uno dei grandi sostenitori della MMT, afferma:
"Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare in modo chiaro, attraverso la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico di oggi su molte delle questioni economiche non è valido, spesso arrivando addirittura a confondere i costi con i benefici. Questo non è un lavoro su come dovrebbe funzionare il sistema finanziario. Si tratta di un tentativo di fornire una conoscenza precisa del sistema fiat money, sistema molto efficace attualmente in vigore."

In sostanza la MMT afferma che non bisogna avere paura di generare deficit di bilancio (uscite > entrate) e, anzi, creare deficit è una cosa buona, perchè significa che la spesa pubblica (uscite) è maggiore delle tasse (entrate), e così facendo aumenta il risparmio dei privati e allo stesso tempo aumentano i consumi, e l'economia gira bene.

G - T = S - I

(G=spesa pubblica; T=tasse; S=risparmio; I=investimento)

Dove se G > T si avrà un deficit di bilancio.

Inoltre secondo la M.M.T. le tasse non servono a finanziare il governo (che con la fiat money può usare tutta la moneta che vuole), bensì sono solo uno strumento politico per regolare inflazione e disoccupazione.

Precisazione importante. La M.M.T. precisa che le banche sono obbligate per legge a detenere presso la Banca Centrale (Federal Reserve o BCE) delle riserve obbligatorie in percentuale dei depositi. Con l'obbligo di riserva la BC non può influenzare l'offerta di moneta, ma solo il tasso di interesse interbancario (ossia il costo del denaro). Le riserve necessarie vengono sempre contabilizzate in un periodo successivo (sfasamento di 2 giorni), quindi la BC sostiene le banche commerciali fornendo loro tutte la moneta necessaria. 
Fino a quando la BC ha il mandato di mantenere un certo Tasso Ufficiale di Sconto (ossia il tasso di interesse con cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche), la dimensione dei suoi acquisti e vendite di debito pubblico non è discrezionale.

QUALI SONO GLI ERRORI IN CUI INCORRE M.M.T.?

1) avendo una politica monetaria soggiogata all'obbligo legale della riserva frazionaria, non risulta vero che lo Stato possa generare una spesa pubblica infinita, perchè per farlo avrebbe bisogno di chi compra Titoli di Stato.
Secondo il modello MMT la BC sarebbe pronta ad emettere fiat money, concederla alla banche commerciali le quali acquisterebbero Titoli di Stato. 
Tutto ciò potrebbe non verificarsi, visto che gli investitori privati potrebbero decidere di non acquistare quei Titoli e magari dirigersi verso altri mercati che hanno una diversa regolamentazione o che risultino più convenienti (o diversificare es.: comprando oro) e, magari, con rendimenti più alti.
Del resto è la stessa M.M.T. ad affermare che l'aumento di spesa pubblica che genera un surplus di riserve, che genera un abbassamento del tasso di interesse, è valido solo nel breve periodo, mentre nel lungo periodo i Titoli possono non essere desiderati ed acquistati sul mercato.

2) il concetto di deficit di bilancio all'infinito non è ammissibile in un contesto in cui, ad esempio nella normativa europea, si prevede addirittura il "pareggio di bilancio" da inserire nelle Costituzioni dei singoli Stati.

3) Dire che serve il deficit (G > T) per aumentare il risparmio privato e favorire i consumi è sbagliato, perchè per aumentare il risparmio non è necessario generare deficit; il risparmio può aumentare magari perchè la gente riduce i consumi e risparmia di più (a causa di tassi di interesse e alla loro aspettativa di oneri fiscali più elevati in futuro), ma può anche accadere che vadano giù gli investimenti del settore privato.

CONCLUSIONI

La M.M.T. è una teoria post-keynesiana e senza dubbio migliore di tante altre soluzioni economiche liberiste che non hanno nè capo nè coda e porterebbe senza dubbio anche ad alcuni vantaggi nel breve periodo, ma ritengo sbagliato lasciare la spesa pubblica, essenziale per lo sviluppo della collettività, ancorata alle riserve obbligatorie.
Lasciare, quindi, la politica monetaria vincolante, nel suo funzionamento, all'operato di banche centrali private e di banche commerciali private non porterebbe ad alcun grande beneficio.
Solo trasferendo la sovranità monetaria interamente nelle mani dello Stato si potrà garantire a questo ultimo di finanziare la spesa pubblica senza vincoli da parte di organismi privati, originando occupazione per soddisfare l'erogazione di beni\servizi alla collettività, e qualora non ci fosse una piena occupazione i consumi sarebbero favoriti dall'introduzione del reddito di cittadinanza. In ogni modo si favorirebbero i consumi e allo stesso tempo anche le tasse potrebbero attestarsi su livelli nulli od irrisori, quel tanto che basta a regolare l'inflazione (N.B.: non si genera inflazione se la moneta che stampi e crei ex nihilo viene adoperata per creare ed offrire beni e servizi alla collettività).
In sostanza si conseguirebbero gli stessi obiettivi che vorrebbe realizzare la M.M.T., con la differenza che lo Stato non sarebbe sottomesso alle banche e al mercato finanziario, ma sarebbe detentore di una politica monetaria veramente autonoma da potentati privati che si spacciano per enti pubblici.
Se siamo in queste condizioni di crisi economica, obbligati a misure di austerity e di malessere collettivo, lo dobbiamo al fatto che, finora, la nostra politica monetaria è stata gestita da una lobby bancaria priva di morale. Pertanto l'unica via di svolta si avrà soltanto nel momento in cui questi infidi potentati bancari saranno totalmente esclusi dai processi regolatori che strutturano la politica economica di un Paese.


FONTI:

http://modernmoneytheory.blogspot.com/

http://vocidallestero.blogspot.com/p/economia-della-valuta-flessibile.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Modern_Monetary_Theory

http://pragcap.com/resources/understanding-modern-monetary-system

http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=9198

http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/03/25/deficits-and-the-printing-press-somewhat-wonkish/

http://mises.org/daily/5260/The-UpsideDown-World-of-MMT

lunedì 26 dicembre 2011

Ricusazione per il prof. Mario Monti


Lettera di ricusazione per il prof. Mario Monti


di: Carmelo R. Viola, Rinascita

Egregio Signore, in verità io non avrei nulla contro di Lei, ma giacché, secondo la linea ufficiale del comportamento – voluto soprattutto dal primo cittadino d’Italia – come gli altri miei concittadini, dovrei dirle grazie per quanto sta facendo e per quanto farà per il bene del mio Paese, io, al contrario penso di avere diritto e dovere di ricusarla, avendo più di una motivazione a difesa mia personale e del Popolo italiano come si evince dall’analisi, che segue.
1 - La ricuso perché Lei non è stato eletto dal Popolo come vuole la Costituzione. A Lei è stato “dato in omaggio” il Governo del mio Paese da un Presidente della Repubblica, abituato a calpestare la Costituzione (come ci dicono le ripetute spedizioni militari all’estero come servaggio coloniale ad Usa-Nato, contro l’art. 11, che lo vieta categoricamente). Costui, che evidentemente non conosce la Costituzione, meriterebbe – in applicazione dell’art. 90 della carta costituzionale - di essere messo sotto accusa e di essere processato per alto tradimento della Costituzione stessa, alla quale ha formalmente giurato fedeltà. Nessun costituzionalista o magistrato ha sentito di dovere di proporlo, ma ciò dimostra solo il livello di viltà di coloro che dovrebbero difendere lo statuto giuridico del nostro Stato. La Sua posizione ha una parvenza di legalità ma solo nella forma. Nella sostanza, è incontestabilmente illegittima. Questa non è la motivazione peggiore perché non interessa i contenuti. Comunque, La ricuso come rappresentante illegittimo del Parlamento e quindi di me, cittadino
2 - La ricuso perché Lei non è il tecnico (soggetto al di sopra delle parti) che dice di essere ma un politico (soggetto di parte) se è vero che Lei identifica (confonde) la scienza sociale e l’economia con il capitalismo, anzi con il capitalismo estremo, detto liberismo globale. Con riferimento a questo Lei è un uomo dell’estrema destra. Dirsi tecnico non ha senso come non ha senso dirsi indipendente da ogni partito. Tecnico è colui, che ripara (per fare un esempio) un motore che, dopo la riparazione, riprende a funzionare. Il sistema, che Lei sarebbe venuto a riparare (come tecnico), che si valuta anzitutto su base economica e solo in un secondo tempo su base politica, può solo continuare a fare altro male.
3 - La ricuso perché Lei non conosce né la scienza sociale né l’economia (salvo a mentire) e nemmeno il capitalismo che è, nella sostanza, criminalità predatoria legale e paralegale-mafiosa senza soluzione di continuità. Non esiste capitalismo senza mafia. La ricuso perché la Sua attività parlamentare, politica ed economica può solo peggiorare la situazione d’insieme.
4 - La ricuso perché davanti ad una realtà palpabile, che ci prova ogni giorno di più, come il capitalismo – trasposizione della predazione forestale – abbia fatto il suo tempo, come non sia, oggi più che mai, in grado di risolvere quei problemi della civiltà, che non ha mai risolto, e come cada letteralmente a pezzi causando solo altri danni, Lei persiste nel volere eliminare i danni del capitalismo con il capitalismo stesso.
5 - La ricuso perché Lei segue una logica manicomiale. Infatti.
a) Lei sostiene (sebbene non apertamente) che una maggiore pressione fiscale (più tasse) serva come condizione della crescita, mentre è vero il contrario. Secondo Lei un soggetto con un ridotto potere di acquisto (a causa della maggiore pressione fiscale) sarebbe, perciò solo, nelle migliori condizioni per fare crescita. Mentre è vero l’esatto contrario.
b) Lei sostiene la stessa cosa a proposito dei tagli sociali. Dal che si deduce che più si danno calci e pugni ad una povera vittima (il lavoratore), più questo può dare segni di effettiva crescita. Che al posto della crescita ci sia solo il suo contrario - la recessione – l’ha già dichiarato l’Istat. La ricuso come causa manicomiale di recessione.
6 - La ricuso perché il Suo scopo evidente è solo quello di fare quadrare i conti dello Stato e in termini di euro per una maggiore e migliore agibilità dei mercati (da Lei definiti bestie feroci, cioè imprevedibili e sanguinarie) e dei mercanti, con riferimento particolare (ma occulto) ai “padroni usurai dell’euro”.
7 - La ricuso perché a Lei non interessano le molteplici facce del dramma del lavoro (a partire dalla disoccupazione giovanile per finire nei vecchi con una pensione miserabile o addirittura senza). A maggior ragione, ho diritto di non riconoscerle alcun titolo giuridico per governarmi.
8 - La ricuso perché Lei sostiene che dare più potere al privato (attraverso le privatizzazioni o meglio liberizzazioni) sia utile a chi vive solo di lavoro. Mentre è esattamente il contrario: più potere al privato significa desocializzazione dello Stato, condizioni peggiori per i lavoratori, più forza al capitalismo legale-paralegale-mafioso.
9 - La ricuso perché Lei sostiene che dalla concorrenza di tutti contro tutti (ovvero dalla “bellum omnium contra omnes”) possa derivare un maggiore benessere dei lavoratori mentre, come prova la sola pubblicità, serve solo ai più forti per eliminare i più deboli.
10 - La ricuso perché Lei sostiene che l’insieme delle imprese private (cioè il sistema “impresocentrico”) possa rispondere a tutto il fabbisogno dei lavoratori, sapendo che è vero l’esatto contrario.
11 - La ricuso perché Lei sostiene che la maggiore libertà imprenditoriale equivalga a maggiore funzionalità del lavoro sapendo che è l’esatto contrario e che mercato del lavoro più libero vuol dire assumere per raccomandazione e tenere dei precari per disporre sempre di dipendenti giovani.
12 - La ricuso perché Lei sostiene che dal caos liberista possa discendere l’ordine sociale e quindi anche l’equità. Qui la schizofrenia è ad un livello di guardia perché aspettarsi che dal caos possa scaturire l’ordine significa aspettarsi che da un’urna del lotto vengano fuori tutti i numeri in ordine progressivo dall’uno al novanta!
13 - La ricuso perché Lei non vuole liberare il mio Paese dai mali reali, alcuni dei quali sono: a) il signoraggio monetario (dipendenza monetaria al posto della sovranità monetaria), b) l’euro, c) il debito pubblico, d) la pressione fiscale, e) il bisogno.
14 - La ricuso perché Lei non accenna nemmeno minimamente all’applicazione dell’economia vera (gestione secondo equità di una famiglia e così di una comunità o dello Stato), la cui prima realizzazione – in quanto sistema “antropocentrico” - è proprio ciò che Lei considera un valore incidentale: cioè la “piena occupazione”. Altro che maggiore pressione fiscale!
15 - Infine, La ricuso perché i Suoi compensi astronomici sono un insulto alla civiltà ed al bisogno. Perché dall’alto di quei emolumenti è psicologicamente impossibile capire i vari aspetti del dramma del lavoro e del bisogno. Io ho lavorato onestamente per oltre sessant’anni anche per il bene del mio simile e, pur convinto di non valere meno di Lei, riesco appena a sbarcare il lunario.

Signoraggio: una ennesima proposta dalla rete


Signoraggio: una ennesima proposta dalla rete,
interessante ma da ottimizzare

Sottoscrivi la lettera su facebook al gruppo "La Nostra Città" al link:

http://www.facebook.com/groups/276195305748875/#

Oppure manda una e-mail di adesione agli indirizzi:

info@lanostracitta.it; o fulvio.dam@gmail.com; o adolfobottiglione@gmail.com
UNA PROPOSTA CONCRETA PER RISOLVERE LA CRISI FINANZIARIA DELL’EURO.
“LETTERA APERTA A TUTTI I CITTADINI DELL’EUROZONA”
Roma, 11/11/2011

Cari concittadini Europei, vogliamo spiegare con questa lettera il funzionamento dell’attuale sistema monetario ed i problemi ad esso legati.
L'emissione monetaria, attualmente, è esercitata dalla Banca Centrale Europea (di seguito denominata BCE), un soggetto giuridico privato. La BCE è controllata dalle singole banche centrali, sia dei paesi aderenti all'Euro che di quelli non appartenenti all’eurozona. A loro volta, le singole banche centrali di ogni Paese, possono essere controllate da operatori del settore bancario (nel caso italiano la Banca d'Italia lo è per il 95%) oppure direttamente dallo Stato (come la Bundesbank in Germania).
A seguito dell'entrata in vigore dell'Euro, il primo elemento che emerge è il fatto che gli Stati Europei non esercitano più la sovranità monetaria, ossia l'emissione della carta moneta. Gli stati membri possono “coniare” solo le monete metalliche.
Il secondo elemento che vogliamo evidenziare riguarda le modalità operative attuate dalla BCE, in qualità di gestore della “moneta europea”:
  1. La BCE stampa la carta moneta e presta il denaro al canale bancario (esclusivamente ad operatori accreditati). Per tale attività chiede ed ottiene in cambio delle garanzie (obbligazioni in pegno);questo è a tutti gli effetti un prestito, per il quale pretende un interesse a scadenza.
  2. La BCE può inoltre acquistare sui mercati finanziari sempre e solo obbligazioni o titoli di stato. La BCE in sostanza compra i titoli di Stato/obbligazioni, con il denaro stampato. Il “venditore” è ovviamente un operatore finanziario che opera nel mercato. 

Insomma… la BCE si rivolge esclusivamente alle banche o agli operatori finanziari e MAI ai singoli Stati aderenti all'Euro (per Statuto della BCE). Ogni nazione è costretta quindi ad acquistare il denaro non direttamente dalla BCE ma rivolgendosi ad operatori finanziari, emettendo titoli di debito pubblico, attraverso “aste di emissione” che fissano, di volta in volta, il tasso d’interesse da pagare. Gli interessi che ciascuno Stato deve pagare, per acquistare il denaro, sono ovviamente superiori a quelli praticati dalla BCE, perché l'operazione ha come controparti solo operatori finanziari privati.  

Altro elemento da considerare è “l’effetto moltiplicatore” che le attività bancarie producono sulla moneta circolante. Infatti l'attività principale delle banche consiste nel prestare quasi l’intera liquidità presente nelle proprie tesorerie, poiché queste non ritengono necessario averla interamente disponibile (riserva frazionaria). Il denaro prestato quindi ritorna in deposito presso le banche e viene nuovamente prestato, da qui l'effetto moltiplicativo sulla liquidità in giacenza. In Italia l'attività bancaria moltiplica la liquidità (il denaro) in giacenza nei c/c, di circa 10 volte. Negli altri paesi aderenti all'euro il moltiplicatore è decisamente superiore a quello Italiano !!
Pertanto in Italia, a fronte di circa 120 Miliardi (di seguito denominati Mld) di € in banconote (dato Banca D'Italia anno 2010), ci sono depositi liquidi e attività immediatamente liquidabili per circa 10 volte tanto !!

Ed ora arriviamo al PROBLEMA di questo sistema, che lo rende praticamente instabile e destinato al collasso !!!
A fronte di questi depositi bancari ci sono altrettanti soggetti che hanno contratto debiti per il 90% delle somme depositate liquidabili; per tali debiti non esistono nel sistema i soldi per pagare gli interessi.
Quindi, a fronte di 1.200 Mld di € di depositi in liquidità presso le banche, esistono banconote per soli 120 Mld. di €, mentre vi sono prestiti che fruttano interessi per quasi 1.100 Mld. di € !!!
Questo sistema di emissione e di gestione della moneta presenta 2 gravi problemi: 

1) nel sistema non ci sono i soldi per pagare gli interessi, e pertanto il sistema è ad altissimo rischio, in quanto spinge un’alta percentuale di debitori al fallimento;
2) i depositi non sono liquidabili immediatamente, perché non c’è la carta moneta a copertura dei depositi. Nel caso di una “corsa generalizzata” agli sportelli bancari - per ritirare ciascuno il proprio denaro - si verificherebbe, come conseguenza, il fallimento dell'intero sistema bancario. 


In conclusione la “nostra” moneta è emessa a debito e le banche moltiplicano tale attività sfruttando il meccanismo della riserva frazionaria, cioè prestano quasi tutta la liquidità in loro possesso, per cui i debiti continuano a crescere a dismisura. I debiti crescono fino a che le uniche attività redditizie restano solo quelle finanziarie, semplicemente perché è più facile fare denaro dal denaro piuttosto che impiegarlo in “attività di rischio” come fanno le imprese che producono beni e servizi. Conclusione: il debito richiede sempre più, denaro e beni tangibili, l'economia reale, per mancanza di investimenti, non è più in grado di sostenere il peso del debito e, al termine di questo processo di trasferimento di capitali dalla produzione alla finanza, si arriva inevitabilmente al crollo del sistema bancario.

Che cosa accade allo Stato che rinuncia alla sovranità monetaria?
L'Italia ha rinunciato spontaneamente alla propria sovranità monetaria tra il 1981 e il 1982, trasferendo la gestione dell'emissione monetaria nelle mani della Banca D'Italia, senza vincoli da parte del Ministero del Tesoro; inoltre, sia la Banca D'Italia che le banche commerciali, all’epoca di proprietà statali, non furono più costrette per legge a comprare i titoli di stato invenduti alle aste di emissione. Risultato ? Lo Stato Italiano dal 1982 non emette più banconote, ma è costretto a prenderle in prestito, e gli interessi sono più alti a causa della modifica della normativa delle aste di emissione.
Facciamo ora il conto di quanto ciò abbia inciso sul bilancio italiano (calcolo degli interessi tra il 1980 e il 1993). Va sottolineato in aggiunta a quanto sopra esposto che, a causa di un comportamento completamente irresponsabile della classe politica dell'epoca, il bilancio Statale in quegli stessi anni fu tenuto in perenne deficit (in rapporto al PIL) in misura oscillante tra il 10% e il 12%, senza alcun controllo effettivo sulla spesa pubblica.

Questo meccanismo ha avuto come conseguenza che gli interessi reali, ovvero quelli calcolati al netto dell'inflazione, abbiano raddoppiato il debito pubblico nel giro di poco più di 10 anni, come si evidenzia nei dati riportati nella tabella seguente:
Debito_Pubb._TUS______Costo________Anno___Tasso_reale____Spesa_reale
______________________debito_____________al_netto_infl.__interessi_annua
114066_______16,5_____18820,89_____1980____-4,50%___________-5132,97
142427,1_____19_______27061,15_____1981_____0,30%____________427,28
181567,8_____18_______32682,2______1982_____1,00%___________1815,68
232385,5_____17_______39505,54_____1983_____0,60%___________1394,31
286744,4_____16,5_____47312,83_____1984_____4,00%__________11469,78
347592,6_____15_______52138,89_____1985_____6,00%__________20855,56
404335,9_____12_______48520,31_____1986_____7,00%__________28303,51
463083,4_____12_______55570,01_____1987_____7,00%__________32415,84
524528,4_____12,5_____65566,05_____1988_____7,00%__________36716,99
591618,7_____13,5_____79868,52_____1989_____7,00%__________41413,31
667847,7_____12,5_____83480,96_____1990_____7,00%__________46749,34
755010,9_____12_______90601,31_____1991_____6,00%__________45300,65
849920,5_____12______101990,46_____1992_____6,00%__________50995,23
959713,5_____8________76777,08_____1993_____8,00%__________76777,08
____________________819.896,20____________________________389.501,59

(*) Dati ufficiali Banca D’Italia
N.B.: I dati sul debito e del corrispettivo degli interessi sono espressi in milioni di €.
Costo complessivo degli interessi: 819.896,2 (valore nominale)
Costo interessi: 389.501,59 (valore reale al netto dell'inflazione)
Dalla tabella si osserva che per effetto della somma degli interessi reali del periodo, oltre il 40% circa del debito statale del 1993 è dovuto a questi interessi; ciò ha determinato un trasferimento di ricchezza reale, dal lavoro dei cittadini al reddito parassitario del denaro, da chi ha pagato le tasse a chi ha investito in titoli di stato !!!
E’ importante ricordare che il rapporto debito/Pil per l'Italia è passato da circa il 60% del 1982 a quasi il 120% del 1994.
Questo eccessivo aumento del debito pubblico sarebbe stato evitato con opportune politiche di pareggio di bilancio, il cui “costo sociale” avrebbe significato l’inevitabile taglio della spesa pubblica o l’aumento dell’imposizione fiscale, vista la necessità di dover far fronte all’oneroso costo degli interessi reali sul debito. Purtroppo tutto ciò non è stato fatto !!!
Pertanto la crescita del debito pubblico è stata causata in gran parte dal pagamento degli interessi per l'utilizzo della propria moneta, a seguito della rinuncia all'emissione monetaria da parte dello Stato. Facciamo notare che tale rinuncia avvenne all'epoca, perché negli anni precedenti al 1981 il tasso reale degli interessi era sistematicamente negativo (inflazione maggiore del tasso di interesse) ed oscillante tra il 4%-5%.
La cosa provocò una forte svalutazione della moneta nel giro di pochi anni, e le perdite reali sui risparmi accumulati non erano più socialmente accettabili.
Il vero grosso PROBLEMA dello Stato italiano non è quindi la corruzione, l'evasione fiscale, il costo della politica o “il costo della casta”, ma il costo degli interessi sul debito, che per il 2011 è di circa 85Mld di € (contro i 95 Mld di € di spesa annua per le pensioni!!!), e le previsioni per i prossimi anni dicono che continuerà a crescere !!! 

Questa situazione è da tempo comune a tutti i cittadini dell'Eurozona; la sola differenza tra l’Italia e gli altri stati membri, è che l’Italia è senza sovranità monetaria già dal 1982, mentre gli altri lo sono solamente dal 2002.

Fra poco le altre nazioni dell’Eurozona (purtroppo per Voi) sperimenteranno quello che l’Italia ha sopportato negli ultimi 20 anni.
Per questo chiediamo con forza a tutti, di aderire all'iniziativa del movimento “La Nostra Città”, sottoscrivendo la richiesta a modificare i trattati europei (in particolare quello di Maastricht) al fine di rendere il sistema monetario più equo per chi lo ha adottato e più stabile di quello attuale, nel quale di fatto non esistono i soldi per pagare gli interessi. 

E’ in pratica un vortice dal quale è impossibile uscire se non si cambiano le “regole del gioco”. Per scongiurare il fallimento del sistema proponiamo una semplice modifica al trattato di Maastricht (articolo 104-C che regola i deficit eccessivi), lasciando inalterati i vincoli ai bilanci statali.

Il provvedimento relativo alla nostra proposta prevede di:
“Consentire l’emissione monetaria diretta da parte di ciascun stato aderente all'Euro a fronte di investimenti in infrastrutture, per un ammontare massimo pari al 3% del Pil, in modo da non generare una consistente inflazione monetaria.Rimarrebbe inalterato il vincolo al deficit di bilancio previsto dal trattato di Maastricht, e ciò comporterebbe il pareggio di bilancio per tutti gli stati membri, mentre l'emissione della carta moneta da parte dei singoli stati avverrebbe solo sotto stretto controllo della BCE, per le sole spese in infrastrutture. Al mancato rispetto del suddetto vincolo, seguirebbero immediate sanzioni da parte della BCE attraverso la limitazione, fino all’azzeramento, delle successive emissioni monetarie statali.“

Il pregio ed il vantaggio di questa proposta è che consentirebbe l’emissione di carta moneta, senza creare debito, da parte degli Stati. Gli stati sarebbero vincolati esplicitamente al rispetto del pareggio di bilancio. Il processo di immissione monetaria compenserebbe l'effetto distruttivo segnalato che hanno gli interessi sull'economia reale.

La proposta non è “inflattiva”, perché è previsto un tetto massimo annuo, e perché la moneta emessa sarebbe spesa esclusivamente per sviluppare le infrastrutture nel proprio paese, a beneficio dell'intera collettività, rimettendo in moto l’economia reale ed il processo di crescita economica viste le nuove opportunità che si creerebbero per le imprese ed il mondo del lavoro.  

Crediamoci e lavoriamo tutti con passione per creare una Vera, Unica, Grande Europa.

Grazie a Voi tutti.

sabato 24 dicembre 2011

Impariamo dall'Argentina


Argentina: un banco di prova per il collasso dell'ingegneria finanziaria
di Adrian Salbuchi - 23/12/2011

Fonte: Come Don Chisciotte

CHE INSEGNAMENTI PER L’EUROPA… 
Esattamente dieci anni fa l'Argentina subì un vero e proprio collasso finanziario e politico. Dopo un decennio in cui abbiamo seguito quello che gli "esperti" del FMI, i banchieri internazionali e le agenzie di rating ci hanno detto di fare, questo è il risultato finale.
L'allora presidente Fernando De la Rua ha applicato fino all'ultimo minuto tutte le ricette del FMI, facendoci ingoiare i loro rimedi "velenosi".
Agli inizi del 2001 la situazione divenne davvero brutta quando De la Rua non poté più pagare gli interessi del "debito sovrano" argentino, anche dopo aver guidato il paese in modalità "deficit zero", tagliando spesa pubblica, posti di lavoro, sanità, educazione e servizi pubblici essenziali. 

Nel marzo 2011 richiamò come ministro delle Finanze Domingo Cavallo, ruolo che Cavallo aveva già svolto per sei anni durante gli anni ‘90 sotto la presidenza di Carlos Menem, imponendo le scandalose politiche di deregolamentazione e privatizzazione del FMI che indebolirono lo stato e lo portarono dritto al collasso del 2001.
Beh, non fu proprio De la Rua a richiamare Cavallo, quanto piuttosto David Rockefeller (JPMorgan Chase) e William Rhodes (CitiCorp), che vennero personalmente a Buenos Aires per dire/ordinare al presidente De la Rua di nominare Cavallo, altrimenti...
Così a giugno 2001, Cavallo - membro della Commissione Trilaterale e protetto di Soros-Rockefeller-Rhodes - provò a dissipare il default rifinanziando il debito sovrano, che aumentò il debito pubblico di 51 miliardi di dollari, ma non evitò il collasso totale di dicembre.
Cosa successe poi? De la Rua e Cavallo difesero i banchieri e evitarono la corsa agli sportelli congelando tutti i depositi bancari. Lo chiamarono il "Corrallito", quando i titolari dei conti correnti potevano ritirare 250 pesos alla settimana (all'epoca l' equivalente di 250 dollari; dopo la svalutazione del 2002 solo 75).
L'economia argentina quasi collassò; le persone scesero per strada sbattendo pentole e padelle, urlando, chiamando tutti i banchieri “ladri, criminali, truffatori, imbroglioni”, ma i grandi cancelli di bronzo delle megabanche rimasero chiusi. Nessuno ebbe i suoi soldi indietro.
Metà dei depositi bancari erano in dollari. Anche in questo caso nessuno ebbe i dollari indietro, solo pesos a un tasso di cambio fraudolento dopo la svalutazione imposta e dopo che fu abbandonata la cosiddetta "convertibilità" della valuta che Cavallo impose dieci anni prima, ancorando il peso al dollaro ad una irreale parità di 1 a 1.
Fu chiaramente un enorme furto di beni e risparmi di quaranta milioni di argentini, orchestrato dai banchieri e appoggiato dal governo. Metà della nostra popolazione scese rapidamente sotto la soglia di povertà, il PIL si contrasse di quasi il 40% nel 2002, in milioni persero il posto di lavoro, i risparmi, le case per via dei pignoramenti, i mezzi di sussistenza e neppure una banca è collassata!
Dopo gli scontri a Buenos Aires e nelle altre città maggiori, e la repressione brutale della polizia che lasciò trenta morti sulle strade, De la Rua prese il suo elicottero sul tetto del palazzo presidenziale, la Casa Rosada, e abbandonò la nave. Nell'ultima settimana del dicembre 2001 si sono succeduti quattro presidenti, fino a che le banche, i media, gli Stati Uniti e il suo Dipartimento del Tesoro accettarono Eduardo Duhalde come presidente provvisorio. Alla fine nominò ministro delle Finanze Roberto Lavagna, membro fondatore del CARI, la versione argentina del Council of Foreign Relations.
L'Argentina è stata usata come banco di prova dall'elite per apprendere come controllare un totale collasso finanziario, monetario, bancario ed economico, e le sue conseguenze sociali adeguatamente progettate per garantire che, con il tempo: (a) i banchieri ne escano illesi, (b) l'"ordine democratico" venga ripristinato e il nuovo governo imponga un nuova rifinanziamento del debito sovrano, equilibri le cifre, e calmi la popolazione (altrimenti...), e (c) ristampi un grande sorriso sulle facce dei banchieri... Tutto come sempre!
Gli insegnamenti dell'Argentina del 2001/2003 vengono usati oggi con la Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Islanda, Regno Unito e Stati Uniti.
Quindi, manifestanti di "Occupy Wall Street", a me le orecchie! Non avete possibilità! I signori del denaro hanno già fatto il loro giochi finanziari in Argentina.
A un certo punto le cose andavano così male che un giornalista del New York Times, Larry Rohter, (successivamente accusato dal governo brasiliano di avere legami con la CIA) ebbe il coraggio di suggerire la divisione territoriale dell' Argentina per "risolvere" la nostra crisi del debito. Il titolo del suo perverso articolo, pubblicato il 27 agosto 2002, diceva tutto: "Alcuni in Argentina vedono la secessione come risposta al pericolo dell'economia", mirando specificatamente alla nostra regione ricca di risorse naturali, la Patagonia...
Allora le potenti élite globali finalmente trovarono il loro uomo quando Nestor Kirchner divenne presidente nel maggio 2003. Kirchner mantenne in carica il ministro delle Finanze, Lavagna, rifinanziò il debito sovrano con scadenza in 42 anni(!); pagò al FMI l'intero importo di dieci miliardi di dollari (in contanti, in dollari e senza riduzioni; cioè in assoluto lo status di creditore più favorito) senza ricevere nulla in cambio; ha indebolito ulteriormente l'esercito argentino, rincretinito l'educazione, i media e la cultura e ha terminato imponendo sua moglie Christina come successore.
Chiaramente, un sacco di lezioni sono state apprese dall'"esperienza Argentina", che tornano così utili quando si tratta di questi chiassosi e poveri europei di oggi.
Così, dieci anni dopo... nessuno vuole ballare un tango?
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Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di REIO