mercoledì 7 marzo 2012

UNA RIVOLUZIONE DELLA MENTE

UNA RIVOLUZIONE DELLA MENTE


Da mesi ormai sta aumentando in misura sempre più consistente il numero di email inviate da mamme preoccupate per il futuro professionale ed occupazionale dei loro figli, in particolar modo mi chiedono su quali corsi universitari o in quali paesi dovrebbero indirizzare la preparazione accademica per metterli nelle condizioni di poter avere più chance possibili una volta completato il loro percorso di formazione scolastica. Ahimè proprio le loro ridondanti cure materne e la voglia di proteggerli dal nuovo che avanza rappresentano oggi le più aberranti attenzioni che si possano ricevere in procinto di indirizzarsi sul nuovo mondo del lavoro che verrà. Iniziamo con il decretare la fine per sempre dei percorsi di studio troppo canonici o convenzionali che un tempo si era abituati a intraprendere certi che i sacrifici sarebbero stati successivamente ben ricompensati.

Non so se ve ne siate accorti ma siamo in piena rivoluzione industriale, una parte della old economy nei paesi occidentali sta lentamente morendo ed assottigliandosi, mentre al contempo una new economy si sta ormai consolidando da tempo. Nell'immaginario popolare il termine new economy ha ancora un accezione negativa in quanto correlato allo sboom e flop delle quotazioni dei titoli azionari che agli inizi del nuovo millennio prima infiammarono i listini e subito dopo li purgarono. Siamo in piena rivoluzione in quanto stanno scomparendo lavori, professioni ed occupazioni che ormai sono obsoleti o medioevali in contrapposizione alla velocità con cui si sta muovendo tutta l'economia planetaria. Pensate ancora che abbia senso studiare per fare il geometra, il ragioniere o il perito industriale ? Pensate che una laurea in giurisprudenza vi apra le porte per il mercato del lavoro (a meno che vostro padre non abbia già uno studio notarile avviato) ? Pensate che in un paese come il nostro che esporta all'estero eccellenze ed intelligenze fuori dell'ordinario ed importa manodopera extracomunitaria generica priva di specializzazione, la risposta sia ancora pensare ad opportunità occupazionali tipiche della metà degli anni novanta ?

Il processo di trasformazione ed evoluzione che sta vivendo anche l'Italia a seguito della concorrenza di Cindonesia ci deve portare a rivedere completamente quelli che sono i driver occupazionali attesi per il futuro ormai imminente, chi non mette a fuoco queste priorità è destinato ad essere messo in quarantena occupazionale. Stanno scomparendo milioni di posti di lavoro “tradizionali e canonici” legati ad una economia ormai morente soprattutto di natura manifatturiera, che per quanto riusciremo a proteggere non sopravviveranno a lungo (tranne le cosiddette nicchie di eccellenza), tuttavia al tempo stesso stanno nascendo milioni di nuovi posti di lavoro su settori e ambiti “non convenzionali” in cui ancora oggi non si conoscono appieno le rispettive opportunità. Fermatevi solo a pensare: Skype, Google, Linkedin, Zynga, Booking, Twitter, YouTube, Facebook, Ebay, Paypal & Company rappresentano tutte aziende che con il loro indotto stanno cambiando il nostro modo di comunicare, vendere, giocare, promuovere, conoscere, pagare, scrivere, leggere ed informare.

Aggiungiamoci oltre al software anche l'hardware con i tablet, gli smart phone e i netbook: siamo nel mezzo di una nuova rivoluzione industriale, una rivoluzione della mente. Proprio come ci ha ricordato Steve Jobs questo sta producendo e generando centinaia di nuove professioni, mestieri e lavori che dieci anni fa nemmeno esistevano e che oggi si possono intraprendere solo attraverso il “learning by doing” al posto dell'ormai superato “doing by knowing”. Sostanzialmente queste nuove opportunità professionali non le imparerete a scuola o all'università in quanto la classe docente attuale è mentalmente obsoleta per poter insegnare ciò di cui ha sentito solo parlare, ma li imparerete perchè ci metterete il muso dentro da soli. Io stesso ho imparato un mestiere 15 anni fa, quello del trader professionista, perchè il software e l'hardware (accesso alla banda larga) me lo hanno permesso, non di certo perchè l'università mi ha trasmesso le conoscenze o le opportunità a livello operativo.

Pertanto care mamme, fate attenzione adesso a tarpare le ali ai vostri ragazzi, obbligandoli a studiare per vostro vezzo architettura, giurisprudenza o pedagogia, in quanto se la vostra mente non percepisce il clima rivoluzionario che sta caratterizzando quest'epoca rischiereste di condannare vostro figlio ad una competizione tra poveri in mestieri e professioni che perderanno sempre più valore aggiunto e redditività. Insegnate loro non a cercare un lavoro, ma ad imparare una professione o un mestiere, ma questa volta fuori dai canoni tradizionali, puntando sulle dinamiche evolutive e la deindustrializzazione che stanno caratterizzando tutta l'economia occidentale. Una rivoluzione della mente potrà portare a nuovi orizzonti professionali ed imprenditoriali.

lunedì 5 marzo 2012

Napolitano è figlio del Re Umberto II



Pochi lo sanno, anzi in Italia sono in molti ma tacciono, ma quando la gente scherzando allude al fatto che il Presidente Napolitano sembra il figlio di Re Umberto II tanto ne è il sosia, sbaglia.Nel senso che Napolitano non sembra, E' il figlio naturale del nostro ultimo Re. Sua madre contessa di Napoli (titolo che da buon comunista ha sempre accuratamente nascosto come Berlinguer faceva con il suo titolo di marchese ) era una delle dame di compagnia della regina Maria Josè che a volte, esasperata dalla folla di amanti del Re (in genere donne ) gli piazzava rappresaglie gigantesche e se ne andava (notoriamente innamorandosi forse una sola volta: di Indro Montanelli che da grandissimo signore si è sempre rifiutato anche solo di discutere l'argomento ) In una di queste prolungatissime assenze la dama di compagnia di Maria Josè lo divenne anche del Re, al punto che ne nacque il prestigioso pargolo. Questo accadimento,confermatomi in una intervista registrata che ancora conservo da uno dei comunisti più informati e anche per bene che abbia mai consciuto Ciro Soglia (grande giornalista,grande partigiano ) costò l'elezione a segretario del PCI al nostro attuale Presidente. Quando Betlinguer morì all'improvviso anche un focomelico avrebbe capito che il PCI disponeva di due sofisticati colti rassicuranti fuoriclasse per scalare fin da allora le paure della borghesia: l'ex sindaco di Bologna Renato Zangheri e il nostro attuale primo cittadino. Invece si suicidarono eleggendo l'ultima raffica di Stalin all'interno del PCI : Natta, pedante, tardoleninista, gufaceo, impresentabile. Come fu possibile? E' molto semplice. L'ex sindaco di Bologna aveva da tempo una incredibile storia segreta (preberlusconiana osiamo dire ) con la nobile moglie di uno dei più rampanti industriali italiani, Napolitano era il figlio genetico del Re. Due giganteschi scheletri nell'armadio che il partito temeva sarebbero saltati fuori se la stampa internazionale avesse iniziato a scavare a fondo nelle loro vite come scontato se eletti segretario. Quindi elessero la continuità perbenista , una continuità ideologicamente già incartapecorita, quasi commoventemente grottesca, come nel caso di Natta. Un errore di valutazione che ritardò forse di vent'anni la loro trasformazione in forza governativa.

sabato 3 marzo 2012

Fiorella Mannoia denuncia il signoraggio


Fiorella Mannoia denuncia il signoraggio: "Forse è il problema più grande che abbiamo"

L'Alternativa

Mercoledì scorso, durante il consueto appuntamento radiofonico a Radio MPA,  noi di Lo Sai abbiamo avuto l'onore di intervistare la bellissima e bravissima Fiorella Mannoia, la quale ha dedicato il suo ultimo cd "SUD" a Thomas Sankarà.


E' grazie a Luca Consonni (coordinatore di Lo Sai Bergamo) che siamo entrati in contatto con lei; infatti lo scorso Gennaio le scrisse una lettera aperta alla quale Fiorella rispose subito. E' sempre grazie a lui che Fiorella ha partecipato all'ultima puntata di "Lo Sai @ RadioMPA"dedicata all'ex Presidente del Burkina Faso Thomas Sankarà.
Qui di seguito vi riporto un suo breve intervento. L'intera puntata la potete ascoltare qui.



Ringrazio di cuore anche Maurizio Spezia (coordinatore di Lo Sai Milano e responsabile della regione Lombardia) per aver intervistato brillantemente Fiorella e ringrazio Marco Cuoco e tutto lo staff di RADIO MPA che ci da la possibilità di parlare in radio ogni Mercoledì sera dalle 19 alle 21.
Infine un ringraziamento speciale va a Fiorella: grazie di cuore per averci risposto e per aver dato voce alla storia poco conosciuta (aimè) di Thomas Sankarà!

Questo mese inizia il tour del suo nuovo album ed è per questo che vi ripropongo l'idea di Maurizio: invitiamo tutti i nostri lettori ad andare ai suoi concerti muniti di cartellone con scritto "Lo Sai". Supportiamo una cantante che ha il coraggio di dar voce ad un personaggio "scomodo" come Sankarà e che non ha paura di parlare di SIGNORAGGIO in radio!

venerdì 2 marzo 2012

PARLAMENTO NON CEDA A PRETESE BANCHE

AGI, venerdì 2 marzo 2012, 15.23.34
LIBERALIZZAZIONI: SCILIPOTI, PARLAMENTO NON CEDA A PRETESE BANCHE
(AGI) - Roma, 2 mar. - "La poca chiarezza su interessi spese e
commissioni che le banche hanno applicato fino ad oggi deve
finire". Lo dichiara  Domenico Scilipoti Segretario Nazionale
MRN a proposito dell'  emendamento  approvato nel DL
liberalizzazioni che ha suscitato la protesta dell'  ABI. 
    "Nessuno faccia un passo indietro - continua il deputato- 
su un emendamento che limita l'  ingordigia del ABI la quale  non
si limita a chiedere il pagamento di, legittimi, interessi ma
pretende anche di incassare ingiuste e poco trasparenti spese e
commissioni".
    "La gola - conclude Scilipoti - e' un peccato capitale del
quale l'  ABI non si pente, il Parlamento ora ha la possibilita'
di porvi un freno, chi si tirera' indietro ne sara'
responsabile davanti alle  famiglie e alle piccole e medie
imprese italiane". (AGI) 
Red/Mgm
021523 MAR 12
 

530 MILIARDI ALLE BANCHE - E LE FAMIGLIE ?


BCE. SCILIPOTI (MRN) : 530 MILIARDI ALLE BANCHE E LE FAMIGLIE NON ARRIVANO A FINE MESE.

(Agenparl) - 01Mar- "La BCE continua a favorire le banche concedendo denaro a tassi irrisori agli istituti di credito, ma di questi soldi quanti ne saranno concessi alle famiglie?.” Domenico Scilipoti (MRN) commenta così il secondo maxi prestito della BCE alle banche. “Purtroppo molto pochi –prosegue il deputato- Le banche come al solito terranno i soldi in cassa per ri-finanziarsi, piuttosto che concedere mutui alle famiglie che ne fanno richiesta.
“Il “Governo delle banche” –conclude Scilipoti- ha a cuore solo gli interessi delle lobby economico finanziarie e dei poteri forti , non certo quelli delle famiglie che in un momento di crisi come quello attuale faticano ad arrivare alla fine del mese”

giovedì 1 marzo 2012

Signoraggio: interpellanza Scilipoti


ATTO CAMERA

INTERPELLANZA 2/01374

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 592 del 24/02/2012
Firmatari
Primo firmatario: SCILIPOTI DOMENICO
Gruppo: POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE)
Data firma: 24/02/2012
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 24/02/2012
Stato iter: 
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-01374
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
venerdì 24 febbraio 2012, seduta n.592

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:

dall'esame del bilancio della Banca d'Italia, il circolante monetario italiano per l'ammontare di ben 147 miliardi di euro, risulta trascritto integralmente nello stato passivo, ma non come debito della medesima banca nei confronti dello Stato, da cui è delegata all'espletamento di tutte le attività monetarie, ma come debito verso la Banca centrale europea alla quale essendone parte integrante con una quota equivalente al 14 per cento, si limita a rimborsare i soli costi di carta filigranata, di stampa serigrafica e delle spese di trasporto;

in virtù di tale anomalia contabile, la Banca d'Italia, alla conclusione di ogni esercizio, realizza ingenti sopravvenienze attive, che però non annota come tali, poiché derivanti da attività di signoraggio primario - costituito dallo spread tra costo di produzione della moneta stampata e valore facciale assegnato alle banche;

la Banca d'Italia riporta invece nell'attivo di bilancio, unicamente il signoraggio secondario derivante dagli interessi attivi corrisposti dalle banche del sistema a fronte delle erogazioni di liquidità loro accordate;

pertanto, annualmente l'utile derivante dal signoraggio primario per molti miliardi di euro viene suddiviso tra le banche azioniste, le quali detengono l'intero capitale sociale della Banca d'Italia, pari a soli euro 154.937,07, costituite dai seguenti istituti di credito: gruppo Intesa-San Paolo (44,43 per cento, gruppo Unicredito - Banca di Roma (22,12 per cento, Banca Carige (3,96 per cento, Bnl (2,83 per cento, Monte dei Paschi di Siena (2,50 per cento, Cassa di Risparmio di Firenze (1,85 per cento, insieme a varie banche minori e all'INPS col 5 per cento;

risulta, pertanto evidente che dal 1992, il gruppo di banche private, subentrate agli storici istituti di diritto pubblico che avevano investito in azioni della Banca d'Italia solo 285 milioni di vecchie lire, già a partire dall'esercizio contabile dell'anno 1993 hanno lucrato gli ingenti benefici contabili derivanti dal signoraggio primario, oltre agli utili di esercizio derivanti dal signoraggio secondario sui prestiti e sulle aperture di credito concessi alle banche e alla pubblica amministrazione;

questo criticabile metodo contabile ad avviso dell'interpellante negli anni ha causato l'ingente indebitamento dello Stato, costretto per i suoi fabbisogni a comprare la moneta di sua proprietà a tassi sproporzionati rispetto al tasso ufficiale di sconto (TUS) sino al 1999, e, successivamente rispetto al T.U.R., tasso ufficiale di riferimento europeo;

fatto ancora più grave, al metodo contabile della Banca d'Italia è da attribuirsi secondo l'interrogante altresì la vera responsabilità della stretta creditizia che ha soffocato e che strozza ancora oggi imprese e cittadini;

va ricordato che, dopo la costituzione dell'Unità d'Italia, l'emissione della moneta, fino a quel momento consentita agli istituti dei vari Stati, è stata delegata al nuovo istituto centrale denominato Banca d'Italia s.p.a. a cui sono stati chiamati a partecipare gli istituti di diritto pubblico, le fondazioni, le Casse di risparmio - enti morali e INPS;

già alla data di costituzione della Banca d'Italia quale istituto di emissione monetaria esisteva l'obbligo della riserva aurea istituita nel lontano 1694 dalla Banca d'Inghilterra, opportuna per garantire la convertibilità della moneta emessa con oro corrispondente al suo valore di mercato e per evitare l'abuso di emissioni monetarie non correlate alle capacità dell'Istituto e all'andamento dell'economia;

il 15 agosto 1971, per salvare l'economia americana, il presidente Nixon con la dichiarazione unilaterale di inconvertibilità del dollaro in oro, poneva fine al regime dei cambi fissi instaurato dagli accordi Bretton Woods nel 1944, finalizzata al ripristino delle condizioni di convertibilità delle monete e alla creazione di un sistema di compensazione multilaterale delle bilance dei pagamenti, al termine della guerra;

per la successiva mancanza di ogni forma di controllo sulle emissioni monetarie che venivano decise autonomamente dalle rispettive banche centrali, negli anni successivi al 1971 è iniziata la pericolosa instabilità monetaria, che per il nostro Paese ha avuto per conseguenza la graduale crescita verticale dell'ingente debito pubblico;

seguendo l'esempio degli Stati Uniti, a partire da ottobre 1971 la Banca d'Italia ha continuato ad emettere moneta, con la sostanziale differenza però, che la stampa delle banconote è proseguita senza la garanzia della convertibilità aurea e unicamente a vantaggio della sola Banca d'Italia, la quale da delegata alla emissione per conto dello Stato, è a giudizio dell'interrogante inconcepibilmente divenuta proprietaria della moneta emessa, che via via ha prestato ai Governi succedutisi, con la conseguenza che il debito pubblico ha raggiunto l'insostenibile esposizione superiore a 1900 miliardi di euro;

per le sua finalità istituzionali, la Banca d'Italia avrebbe dovuto e dovrebbe operare ancora, per delega e per conto dello Stato, alla emissione di banconote e, a far data dall'anno 2000, per la sua partecipazione alla Banca centrale europea, alla distribuzione della moneta al sistema bancario, così che il signoraggio primario, costituito dallo spread tra i costi di produzione, quali carta, stampa e trasporto, e il valore attribuito alle banconote emesse sin dal 1993 avrebbe dovuto essere accreditato allo Stato italiano nella sua qualità di delegante e non alle banche partecipanti al capitale, alle quali competeva solo ed unicamente l'utile derivante dal signoraggio secondario per gli interessi sui prestiti effettuati dalla Banca d'Italia agli istituti di credito, agli enti pubblici e alla pubblica amministrazione, ovvero dalla rendita di ridistribuzione monetaria passiva, dagli interessi su attività statutarie e dalle rendite di partecipazione;

l'assunto sulla proprietà della moneta è stato anche confermato dalla consulenza tecnica d'ufficio sentenza emessa nel 2005 dal giudice di Pace di Lecce a seguito della che ha statuito il principio secondo cui la proprietà del denaro non è da attribuirsi né alla Banca d'Italia né tantomeno alla Banca centrale europea, ma al popolo sovrano, così affermando che, essendo la proprietà della moneta degli italiani, è da considerarsi ad ogni effetto dello Stato italiano;

nella medesima sentenza, sulla scorta di una consulenza tecnico contabile sulla redditività secondaria si affermava che le banche azioniste di Bankitalia, nel solo quinquennio che va dal 2000 al 2004, avrebbero lucrato signoraggio primario, stimato in oltre 5 miliardi di euro;

alla data del 31 dicembre 2011 il circolante monetario nel bilancio dell'Istituto centrale ammonta a 146,10 miliardi di euro, e poiché il suo costo di produzione non supera l'1 per cento se ne deduce che dall'entrata in circolo dell'euro le banche partner avrebbero lucrato signoraggio per circa 145 miliardi di euro, che se fossero stati incamerati dallo Stato, avrebbero consentito agli italiani un ingente alleggerimento del carico fiscale;

le banche azioniste nel decennio trascorso avrebbero secondo l'interrogante indebitamente �incamerato� signoraggio primario nell'ordine di circa 145 miliardi di euro, somma indebitamente percepita dagli azionisti, che ove restituita alla disponibilità dello Stato, unico soggetto avente diritto, avrebbe consentito l'immediata soluzione di gran parte dei problemi economici che attanagliano il Paese;

così facendo, si potrebbe concorrere ad alleggerire la pressione fiscale e a rilanciare l'economia con interventi mirati garantiti dallo Stato beneficiario del signoraggio monetario primario, oltre che ad avviare una graduale riduzione del debito pubblico -:

se il Governo intenda assumere iniziative normative urgenti per imporre alle banche azioniste della Banca d'Italia la tempestiva restituzione di tutte le somme indebitamente percepite nell'ultimo decennio derivanti da signoraggio primario, il cui unico avente diritto è lo Stato italiano;

se il Governo intenda assumere iniziative normative affinché la Banca d'Italia, a partire dall'esercizio 2011 sia obbligata per decreto ad iscrivere a debito verso lo Stato italiano nello stato passivo del proprio bilancio, l'ammontare del circolante monetario con tutte le emissioni integrative che pervengono dalla Banca centrale europea, insieme all'obbligo di dettagliare analiticamente l'andamento trimestrale del signoraggio per consentire di avere tempestiva contezza del suo reale andamento.

(2-01374) �Scilipoti�.

IL CRIMINE BANCARIO - LO STATO COLLUSO

mercoledì 29 febbraio 2012

La banda cartello aggiornata degli spacciatori del nostro debito pubblico

L'avevamo pubblicata su facebook, l'avevo fortunatamente scaricata in locale, è la nuova lista della banda cartello dei dealer o specialisti in titoli di Stato, questa volta (anno 2011) pubblicata a febbraio di quest'anno in un sito più nascosto del ministero del Tesoro e ritrovata grazie a M. Saba, ma poi fatta sparire dallo stesso sito e persino da un sito per la ricerca di cache come archive.org... Un lavoro da certosino, intervenuto in seguito a furibonde discussioni avvenute nei giorni scorsi in un gruppo di facebook sulla MMT e la fallacia di tutta l'operazione Barnard, gruppo in cui avevamo varie volte allegato l'indirizzo con la lista.

Ecco a voi la lista aggiornata dei nostri spacciatori di debito pubblico (per la lista degli anni 2009 e 2010, http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/09/elenco-degli-specialisti-strozzini.html e http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_Titoli_di_Stato_8_febbraio_2010.pdf).

N. Forcheri
29 febbraio 2012