sabato 7 settembre 2013

NANDO IOPPOLO CI HA LASCIATO. IL SUO MESSAGGIO

In ricordo di Nando Ioppolo

In ricordo di Nando Ioppolo

«È tempo che la verità trionfi, con amore, semplicità e bonomia, ma trionfi.» [Nando Ioppolo]


Redazione
venerdì 6 settembre 2013 13:10


di Nando Ioppolo
Ci è giunta stamattina la notizia della morte di Nando Ioppolo. Avvocato ed economista, Ioppolo ha contribuito con i suoi studi e la sua opera divulgativa alla comprensione del modello economico pseudo-liberista e alla critica del cosiddetto "Pensiero Unico in economia". È stato animatore, insieme ad altri intellettuali milanesi, del centro studi "Circolo degli Scipioni".
Megachip lo vuole salutare con un suo recentissimo scritto, inviato agli amici e compagni di Alternativa, laboratorio politico culturale al quale aveva aderito, e con un breve ricordo di Alberto Conti.
In calce all'articolo, l'ultima video intervista rilasciata da Nando Ioppolo a Elia Menta di Accademia della Libertà.
(la Redazione)
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Caro Nando,
non sei più tra noi, ma è come se lo fossi, il tuo ricordo ci accompagnerà sempre e ci sarà d'esempio, di sprone a non mollare in questa guerra sempre più disumana, restando dalla parte del cuore e della ragione.
Ho avuto l'onore di conoscerti in questi ultimi anni, di apprezzare le tue qualità umane ed intellettuali, ma se dovessi descrivere in una parola l'immagine che conserverò sempre di te direi che sei stato un partigiano moderno, un combattente non violento per la giustizia e la pace tra gli uomini, che non poteva accettare di assistere passivamente a quest'inferno, che può invece diventare un paradiso per tutti, o quasi.
Eravamo giunti a conclusioni analoghe da strade diverse, entrambi curiosi di scoprire le reciproche conoscenze non ancora condivise. La storia e l'economia da un lato, i principi e le dinamiche monetarie dall'altro. Due approcci più convergenti che conflittuali, pur da piani e prospettive diverse.
Non era sempre facile mediare con le tue certezze, sia nel campo dell'economia politica che nella sfera spirituale, l'altra tua grande passione conoscitiva. Eppure non solo io, tutti gli amici di Alternativa e non solo ti volevamo bene, affascinati dalla simpatia e dal rispetto che rinasceva e cresceva ad ogni confronto "culturale", come tu sapevi trasformare ogni occasione d'incontro, anche una semplice trasferta in auto.
Ci mancherai, ma al tempo stesso sarai sempre nei nostri cuori.
Alberto

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Una proposta di azione comune post-keynesiana
di Nando Ioppolo

Cari compagni di cammino, studio, scrivo e insegno da 37 anni della miserevole inconsistenza scientifica del modello pseudo-liberista che si è andato affermando negli anni '80, sorretto da quello che dal '95 viene correntemente chiamato "il Pensiero Unico in economia". Ne denuncio le incongruenze sistemiche, le conseguenze sfacciatamente negative delle ricette applicate in suo nome, aggiungendo inutilmente, ogni volta, che è incredibile al proposito la latitanza degli intellettuali organici del mondo del lavoro (PMI, maestranze organizzate, organizzazioni di categoria).
Ognuno ha avuto modo di capire da sé. Se non l'ha fatto ancora, non vale la pena attendere che capisca oggi, poiché vuol dire che è solo un dotto e non uno scienziato, laddove è scienziato solo chi, per sé autodidatta, verifica teoricamente e sperimentalmente gli assiomi che costituiscono il blocco assiomatico di base di una qualsivoglia tesi scientifica.
Non è più tempo di attendere. Meglio salire oggi sul mio carro. Farlo domani è la più tradizionale delle nostre arti italiche, lo so bene, ma non credo che possa funzionare anche questa volta.
Quando a fronte del peggioramento drastico del nostro PIL e dei nostri conti pubblici in soli 16 mesi di sacrifici bocconiani, in confindustria e in ogni riunione possibile e immaginabile di categoria, locale come nazionale, vengono fischiati tutti i ministri, i politici e gli economisti che propongono altri sacrifici popolari per fare quadrare i conti pubblici sulla base dei suggerimenti/imposizioni che vengono dagli "esperti" finanziari, anche se questo accade senza che ancora venga proposta una alternativa credibile, vuol dire che siamo ormai alla resa finale dei conti tra il mondo del lavoro e quello degli strati parassitari e possidenti.
Non lasciamo che ciò assuma forme mostruose. Abbiamo il dovere intellettuale, politico, morale e spirituale di rendere dolce la transizione verso il mondo migliore che emergerà dalla ormai improcrastinabile riforma post-keynesiana delle fondamentali strutture economiche interne e internazionali. Uniamoci e diffondiamo questa conoscenza. Facciamolo con volantinaggi, spamming web, manifestazioni pacifiche, passa-parola, ma facciamolo subito!
Negli ultimi anni ho contrastato con successo un male il cui significato ho creduto fosse lo sprone a diffondere ciò che so da ormai 37 anni e non mi sono mai impegnato abbastanza a diffondere per pigrizia verso le pazzesche resistenze pseudo-scientifiche che incontravo. Da quando mi sto impegnando con adeguata serietà, sia a livello locale che nazionale, le difficoltà che incontravo vengono superate con una facilità e una rapidità che hanno del magico. Specialmente all'interno di ogni organizzazione che frequento con lealtà e passione, ma anche da tutti. Ho postato dei video su youtube sia da solo che con altri economisti e politici anti-liberisti di varia estrazione, quali Nino Galloni, Bruno Amoroso, Guido Viale e Giulietto Chiesa. Il loro successo di pubblico è commovente e convincente: è tempo che la verità trionfi, con amore, semplicità e bonomia, ma trionfi.
Non esiste infatti nessun vero "nemico" in quanto non esiste un vero potere organizzato intorno ad una coesa associazione che travalichi le generazioni, come avrebbero potuto esserlo la massoneria o la chiesa di Roma, piuttosto i gesuiti.
E non ne esiste nemmeno uno che sia organizzato intorno ad una struttura personale di proprietà e/o di controllo della ricchezza altrui.
Abbiamo solo conventicole di personaggi che approfittano della degenerazione delle grandi strutture proprietarie delle mega-imprese ottocentesche, le quali sono ormai da tempo autoreferenti, prive di controllo interno, nelle mani di persone che si formano nelle stesse università e frequentano gli stessi master, riconoscendosi nel medesimo credo economico pseudo-liberista.Tutto qui. Patetici in tal senso i tentativi di Bieldberg e riunioni simili di dare la illusione di una coesione che non esiste affatto e che non può esistere per ragioni strutturali interne a ciò che si vorrebbe unire.
Banche anche grandi e multinazionali a capitale polverizzato o comunque in mano di fondazioni da cui sono da tempo autonome perché si limitano a nominare dirigenti che non controllano ma di cui si fidano solo perché "si dice" che siano competenti, e che si lasciano depredare bellamente da manager che si comportano come quel mascalzone cui fosse conferita dal Tribunale la nomina di tutore di un bimbo di 4 anni privo di parenti sino alla decima generazione e con un patrimonio da 800 mln e passa, e, quindi, con il solo problema di nascondere le ruberie fatte per interesse e incuria onde semplicemente fare quadrare i conti ogni anno alla resa del bilancio!
Quale privato consentirebbe mai ai propri manager di migrare ad imprese formalmente concorrenti portandosi dietro i relativi segreti? Quale permetterebbe loro di aumentarsi da sé le prebende fino all'inverosimile e nonostante le palesi malversazioni fatte? Quali permetterebbero queste malversazioni? Quale Agnelli pagherebbe oggi Marchionne 1500 volte un dipendente Fiat quando ieri pagava Valletta appena 40 volte un suo operaio?
Non siate complottisti: la realtà è banale, in quanto ormai buona parte di queste mega-strutture sono da tempo autoreferenti, non rispondono a nessuno se non a manager che non sono per nulla fidelizzati e che non hanno nessuna cura dei patrimoni che organizzano. Manager che pensano solo a raggiungere obiettivi patrimoniali a breve per giustificare le proprie stock options e liquidazioni milionarie finchè ... la pacchia dura!
Ogni deferenza nei loro confronti è immeritata. Ogni timore reverenziale è immeritato. Questo è un non-potere che si sta sfaldando da solo per incapacità assoluta di agire in modo unitario, come sarebbe da attendersi da una qualsiasi organizzazione personale o collettiva degna di questo nome. Manca infatti della minima competenza affettiva rispetto al bene comune perché non si concepisce in termini confuciani o anche solo di sana amministrazione, bensì amorali, privi di cuore e scrupoli, nella banale e diabolica convinzione che ogni vittoria si giustifichi da sé e per sè.
E mancando di questo senso di responsabilità è un non-potere che prende decisioni a intuito, separate le une dalle altre e non sufficientemente coerenti strategicamente. Non si preoccupa nemmeno del linciaggio cui verranno immancabilmente sottoposti quando sarà di dominio pubblico anche solo un millesimo delle loro responsabilità.

CHE FARE - Intervista a Nando Ioppolo (a cura di Elia Menta)

giovedì 5 settembre 2013

Recovering Buried Gold in the Philippines

Recovering Buried Gold in the Philippines and Indonesia; Chinese Bankers and Corrupt Federal Government

Monday, September 2, 2013 22:42

From: karenhudes@hotmail.com
To: pat.wayman@gmail.com
Subject: RE: Update
Date: Tue, 3 Sep 2013 00:45:18 -0400

Dear Pat,
     What is going on: the whole world is bringing the gold that was hidden in Indonesia and the Philippines during World War II out of the ground.  The Chinese bankers are in charge of this.http://www.courthousenews.com/2011/12/05/41930.htm These Chinese bankers are now poised to reset the US dollar using this gold, and they want to take over the government of our country, which has been weakened, corrupted, and compromised by the owners of the Federal Reserve.
     We are facing martial law because we have not done what Hungary did: kick out the Federal Reserve and the Bank for International Settlements.  http://the-tap.blogspot.com/2013/08/hungary-issues-debt-free-money.html
     Look at page 16 of this http://kahudes.net/wp-content/uploads/2012/05/board-of-governors.pdf  The man at the US Treasury whom I wrote about the corruption at the World Bank was also involved in removing Ferdinand Marcos’ heirs, and appointing the UN to oversee gold that was buried in the Philippines during World War II.  See pages 14 and 15  http://www.scribd.com/doc/157112633/Social-Justice-Doctrine-the-New-World-Order-and-Operation-Heavy-Freedom
     and look at the study at the bottom of my letter to Chief Justice Roberts: http://kahudes.net/wp-content/uploads/2013/01/ljudicialconference1.pdf
I described this problem in this article: http://www.larsschall.com/2013/05/08/governance-issues-at-the-world-bank-a-security-risk-to-the-world-order/
Best,
Karen

From: Karen Hudes <h.k3511@gmail.com>
Date: Sat, Aug 31, 2013 at 11:58 PM
Subject: James McBride and R.C. Dam 1088
To: wshrout@infowest.com
Cc:US Supreme Court, The White House, Attorney General Eric Holder, US Treasury, National Security Administration, Vice President Joe Biden, Austria Finance Minister, IMF, Bank for International Settlements, Governor of Wisconsin
Dear Winston,
     A few months ago you kindly offered to be of assistance.  I have been asking for an appointment with the Office of International Treasury Control and with James McBride and have not heard back.  There seems to be some confusion about whether it is possible to access the Global Accounts at this time.
     I spoke yesterday with an authorized signatory on the master account, who inherited his signatory authority from the estate of Ferdinand Marcos.  I spoke the day before that with descendants of the Borci family, who are Elders in the Philippines. These gentlemen agree that there can be no settlement of the Global Accounts without addressing corruption in the Bretton Woods institutions and the rest of the international financial system at large.  The Vatican cannot deputize James McBride in order that Mr. McBride simply replaces the super entity identified in ”The network of global corporate control”, ETH Zurich, published September 2011 available here:  http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1107/1107.5728v2.pdf without regard for the underlying humanitarian global assistance purposes of the Global Accounts.
Best,
Karen Hudes
Law Offices of Karen Hudes
www.kahudes.net


To: karenhudes@hotmail.com
Subject: Re: Video/ Important matter
From: Authorized Signatory on the Master Account
Date: Sat, 31 Aug 2013 02:49:17 -0400
Karen,
My number is xxxxxxxxx I live in [state].  I am a builder/land developer/investor and am currently on site working on some of my homes that we are going to put up for sale.  I will be home all day tomorrow Saturday.  I have a very interesting story to tell and sometimes find it difficult to believe myself, but having  physically witnessing it with my own eyes, I just say wow.  Lets talk at your convenience.
Thank you for getting back to me,
Authorized Signatory on the Master Account
—–Original Message—–
From: Karen Hudes <karenhudes@hotmail.com>
To: Authorized Signatory on the Master Account
Sent: Fri, Aug 30, 2013 5:07 pm
Subject: RE: Video/ Important matter
Dear Authorized Signatory on the Master Account,
    Yes, you are right, I have been very busy after the last video.  http://usawatchdog.com/time-to-tell-these-crooks-theyre-fired-karen-hudes/    I tried your number and got a recording that your voicemail box is not yet functional.
Best,
Karen
> To: karenhudes@hotmail.com
> Subject: Video/ Important matter
> Date: Thu, 29 Aug 2013 16:43:24 +0000
> From: karenhudes@hotmail.com
>
> From: Authorized Signatory on the Master Account
> Subject: Video/ Important matter
>
> Message Body:
> Karen, I saw your video and immediately knew that I need to talk to you. This is regarding a private, but yet global matter that will greatly benefit humanity. I am sure that you will be greatly interested in what I have to say. I am sure that you are extremely busy after your last video. Please carve out a few minutes to talk to me. Respectfully submitted Please contact me at xxxxxxxxx Authorized Signatory on the Master Account
>
> –
> This mail is sent via contact form on kahudes http://kahudes.net/contact-us/
>

———- Forwarded message ———-
From: Karen Hudes <h.k3511@gmail.com>
Date: Fri, Aug 30, 2013 at 8:08 AM
Subject: Fwd: No Authority to Subsume US Dollar into Special Drawing Rights as International Currency Because of Massive Corruption
To: Sen.BruceStarr@state.or.us, dsmith@asm.state.nv.us, Representative.Mike.Chenault@akleg.gov

I am contacting you because of your leadership position with the National Conference of State Legislatures

Due to massive corruption in the United States, there is impending risk of martial law.

Sincerely,
Karen Hudes
Law Offices of Karen Hudes
www.kahudes.net
301 229-0058


> To: karenhudes@hotmail.com
> Subject: Possible Martial Law Oct 1, 2013
> Date: Fri, 30 Aug 2013 02:52:52 +0000
> From: karenhudes@hotmail.com
>
> From: deleted
> Subject: Possible Martial Law Oct 1, 2013
>
> Message Body:
> I have some very important documents of a restricted level from the UN of Disarmament Commission concerning the disarmament of the United States of America I need you to look at very soon as on Oct 1, 2013, 386,000 UN Peacekeeping foreign troops will be in your area, Region III, in full strength and Obama has also ordered all US communication to be shut down upon his command same dates upon his orders as he may instigate martial law in your area.

>
> –
> This mail is sent via contact form on kahudes http://kahudes.net/contact-us/

———- Forwarded message ———-
From: Karen Hudes <h.k3511@gmail.com>
Date: Thu, Aug 29, 2013 at 2:36 PM
Subject: US Dollar and Massive Corruption
To: lamb.l.lori@gmail.com
Cc: [Assorted Governors and other officials mentioned below]

Dear Lori,
     Thanks for your email.  I am copying you on an email I just
sent to a person who wrote me from Holland, with a translation.  We
simply have to get the word out.  The Dutch Ministry of Foreign Affairs,
National Governors Association, National Association of Counties, National
Association of Attorneys General, International Organization of Supreme
Audit Institutions and International Organization of Securities Commissions
and a few others are copied.
       I have been in frequent communication with the National
Advisory Council on International Monetary and Financial Policies
concerning unresolved massive fraud and corruption in the
international financial system. 
https://s3.amazonaws.com/khudes/judicialconference.pdf and
https://docs.google.com/file/d/0Bzss7Q0pShvzLWlzMFo3bXkzY2c/edit?usp=sharing
        I have also been in frequent communication with Governors
Martin O’Malley, Terry Branstad, and the rest of the Governors on
the Council of Governors http://www.nga.org/cms/CoG to end the massive
corruption that is lowering the US credit rating, damaging the relationship
of the United States with our allies, and undermining the US dollar.
https://s3.amazonaws.com/khudes/fdod9.docx and
https://s3.amazonaws.com/khudes/fdod8.docx
        There is no authority to transfer international reserve
currency status from the US dollar to other currencies.
Moreover, the Governors owe an explanation to the
citizens of these United States how they plan to perpetrate the
fraud upon US citizens by continuing to allow the legal fiction
introduced after the third bankruptcy of the United States in 1933.
That was when the United States pledged all present and future
properties, assets and labor of U.S. citizens to the Federal
Reserve System.  Unincorporated federal territories, national park
forests, birth certificates, and nonprofit orginizations were also
pledged.  Our birth certificates were used as Manufacturers’
Certificates of Origin, and the states in which we were born were
listed as the “port of entry.”  Our identities were used as
FICTITIOUS PERSONS by writing our names in ALL CAPS, instead of
writing our names in lower case to indicate real, living people. 
That is how U.S. citizens became collateral against the federal
debt.
Sincerely,
Karen Hudes
www.kahudes.net
> To: karenhudes@hotmail.com
> Subject: Update
> Date: Tue, 3 Sep 2013 03:40:41 +0000
> From: karenhudes@hotmail.com
>
> From: Pat Wayman <pat.wayman@gmail.com>
> Subject: Update
>
> Message Body:
> I listened to your update of March 2013. It is now September. Please advise if you have any updates. I want to save our country.
>
———- Forwarded message ———-
From: Karen Hudes <h.k3511@gmail.com>
Date: Thu, Aug 15, 2013 at 12:02 AM
Subject: Fwd: Preempting Gold Backwardation
To: staff@cspoa.org
I am glad to be in contact with you as I work together with the
Governor’s Council and Assistant Secretary of Defense Peter Verga
to restore the rule of law to these United States.

———- Forwarded message ———-
From: Karen Hudes <h.k3511@gmail.com>
Date: Tue, Aug 13, 2013 at 11:52 AM
Subject: Preempting Gold Backwardation
To: eds01 <eds01@worldbank.org>, eds02@worldbank.org,
eds03@worldbank.org, eds04@worldbank.org, eds05@worldbank.org,
eds06@worldbank.org, eds07@worldbank.org, eds08@worldbank.org,
eds09@worldbank.org, eds10@worldbank.org, eds12@worldbank.org,
eds13@worldbank.org, eds15@worldbank.org, eds14@worldbank.org,
eds11@worldbank.org, eds16@worldbank.org, eds17@worldbank.org,
eds18@worldbank.org, eds19@worldbank.org, eds20@worldbank.org,
eds21@worldbank.org, eds22@worldbank.org, eds23@worldbank.org,

eds24@worldbank.org, eds25@worldbank.org, “sekretariat.gp“
<sekretariat.gp@nbp.pl>
Cc: aefekete@hotmail.com
Communication History
Customer Karen Hudes via CSS Web08/13/2013 11:44 AM
When you list Question Reference #130705-000291 as solved, does
this mean that I have the support of the US Department of Defense?
If this is not the case, please correct my email today to the
President of the UN General Assembly, copied to the General
Committee and the Chairpersons of the six Main Committees of the
General Assembly concerning an advisory opinion from the
International Court of Justice on the authority of the World Bank’s
Board of Executive Directors.

https://s3.amazonaws.com/khudes/general+assembly3.docx
From: karenhudes@hotmail.com
To: ocfo@dc.gov
CC: eds01@worldbank.org; eds02@worldbank.org; eds03@worldbank.org; eds04@worldbank.org; eds05@worldbank.org; eds06@worldbank.org; eds07@worldbank.org; eds08@worldbank.org; eds09@worldbank.org; eds10@worldbank.org; eds11@worldbank.org; eds12@worldbank.org; eds13@worldbank.org; eds14@worldbank.org; eds15@worldbank.org; eds16@worldbank.org; eds17@worldbank.org; eds18@worldbank.org; eds19@worldbank.org; eds20@worldbank.org; eds21@worldbank.org; eds22@worldbank.org; eds23@worldbank.org; eds24@worldbank.org; eds25@worldbank.org; sekretariat.gp@nbp.pl
Subject: Filing Lien Against Bond of Judge http://www.dailypaul.com/297178/karen-hudes-stands-firm-and-knock-it-outta-the-park-interview-with-greg-hunter
Date: Fri, 30 Aug 2013 09:17:22 -0400

Does Standard Insurance Company bond the honesty and faithful discharge by Judge S.R. Winfield of her duties?  I intend to file a lien against Judge Winfield’s bond.  Judge Winfield has refused the second motion to seal my arrest record, despite the fact that this has rendered the World Bank ineligible for the US contribution to the World Bank capital increase pursuant to § 7082 of the Consolidated Appropriations Act, 2012 (Pub. L. 112-74) available here:  http://www.whistleblower.org/storage/documents/whistleblowerlanguageinHR2055.pdf  Judge Winfield’s order states untruthfully “The MPD officers asked defendant to leave the premises, but she refused.”
I am informing the World Bank’s Executive Directors and the Chairman of the World Bank’s Development Committee by copy of this email, in order that they can take appropriate steps to shield the World Bank from a corrupt business environment. https://s3.amazonaws.com/khudes/appeal135.DOCX  

L’Ungheria emette moneta senza debito

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri
L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri
• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito
L’Ungheria sta facendo la storia.
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.
Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.
Il ministro per l’Economia ungherese ha annunciato che grazie a “una politica di bilancio disciplinato” ha ripagato il 12 agosto 2013 il saldo dei 2,2 bilioni di debito all’FMI, prima della scadenza ufficiale del marzo 2014. Orbàn ha dichiarato: “L’Ungheria gode della fiducia degli investitori” che non vuol dire né l’FMI né la Fed o altri tentacoli dell’impero finanziario dei Rothschild. Piuttosto si riferiva agli investitori che producono in Ungheria per gli ungheresi, creando crescita economica vera, e non già la “crescita di carta” dei pirati plutocratici, bensì quel tipo di produzione che assume realmente le persone e ne migliora la vita.
Con l’Ungheria libera dalla gabbia della servitù agli schiavisti del debito non c’è da meravigliarsi che il presidente della banca centrale ungherese gestita dal governo per il bene pubblico e non per l’arricchimento privato abbia chiesto all’FMI di chiudere i battenti da uno dei paesi più antichi d’Europa. Inoltre, il procuratore generale, ripetendo le gesta dell’Islanda, ha accusato i tre precedenti primi ministri del debito criminale in cui hanno precipitato la nazione.
L’unico passo che rimane da fare per distruggere completamente il potere dei bancksters in Ungheria, è di attuare un sistema di baratto per lo scambio con l’estero come esisteva in Germania con i nazional socialisti e come esiste oggi in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti  BRICS, una coalizione economica internazionale. E se gli USA seguissero la guida dell’Ungheria, gli americani potrebbero liberarsi dalla tirannia degli usurai e sperare in un ritorno a una pacifica prosperità.
Ronald L. Ray, autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patriotti della Guerra americana di indipendenza.

sabato 31 agosto 2013

Un modello sociale elitario e neoschiavista

Ho letto con grande attenzione il saggio Figli di Troika scritto dall’economista Bruno Amoroso (clicca per leggere). Un racconto breve ma intenso che, intelligentemente, offre ai lettori una chiave una di lettura diversa rispetto ai soliti ritornelli dominanti. Siamo sicuri di poter affermare che le politiche del rigore hanno fallito? E se avessero invece trionfato consentendo in maniera dissimulata il ritorno in Occidente di un modello sociale elitario e fondamentalmente neoschiavista? In esclusiva per Il Moralista l’analisi del prof. Amoroso
Prof. Amoroso, in molti cominciano a criticare la politiche improntate ad una cieca austerity sul presupposto che alle prova dei fatti tali scelte si sarebbero rivelate sbagliate. E’ d’accordo?
E’ fuorviante parlare di sbagli tecnici o politici alla base della crisi in atto che continua a flagellare l’Europa, specie quella del sud. L’adozione di una serie provvedimenti legislativi, tutti chiaramente destinati ad alimentare una spirale recessiva, denota al contrario una coerenza di visione perseguita da alcuni gruppi di potere che finiscono con l’avvantaggiarsene. Nessun errore. Al contrario, le politiche “della responsabilità” stanno ottenendo proprio i risultati che intendevano realizzare.
E quali dissimulate intenzioni nascondono in realtà alcune linee di indirizzo politico imposte su scala continentale?
Fino agli anni ’60 vigeva incontrastato un modello paradigmatico sintetizzabile nell’assunto “produzione di massa per consumo di massa”. All’interno di quello schema, la legittima ricerca del profitto non cozzava con l’aspirazione di costruire una società inclusiva e per quanto possibile equa. Questo modello di sviluppo trovava compimento all’interno di una cornice che era rappresentata dai singoli stati nazionali. La globalizzazione ha cancellato quel vecchio mondo. Oggi le istituzioni sovranazionali sovrastano gli Stati nazionali, e i consumi sono diventati esclusivo appannaggio delle classi medio alte. Gli altri, se ci riescono, si arrangino. E’ questa la nuova filosofia dominante.
Quindi il neoliberismo non ha fallito
Proprio per nulla. Il neoliberismo sta realizzando quello che tutti si aspettavano che realizzasse. Non c’è nulla di casuale in quello che accade. La globalizzazione è in buona sostanza una forma di apartheid sociale.
Da cosa desume con certezza la circostanza che la povertà dilagante non sia il risultato di politiche inefficaci prese in buona fede quanto il risultato di un lucido disegno stabilito ex ante?
Senta, le faccio un ragionamento semplice semplice. A detta di tutti la famosa crisi tuttora in atto parte nel 2008 con il fallimento di alcuni colossi americani. Una crisi figlia di una architettura giuridica e istituzionale che sta producendo a cascata danni su scala planetaria. Se i governanti fossero stati in buona fede, cosa avrebbero dovuto fare per impedire il ripetersi di una simile sciagura? Avrebbero dovuto approvare regole nuove e diverse. Siamo d’accordo? E invece cosa hanno fatto? Nulla. Zero. Il financial board, che doveva riformare la finanza mondiale, non serve a niente mentre  a nessuno è venuto in mente di tornare allo spirito dello Steagall Act di rooseveltiana memoria. Non solo nessuno ha fatto nulla ma, ne sono certo, c’è perfino chi manovra nell’ombra al fine di preparare  le condizioni per permettere il rapido esplodere di un nuovo collasso bancario da “tamponare” mettendo le mani sui risparmi dei cittadini. In Italia solo il Movimento 5 Stelle ha avanzato una proposta di buon senso presentando un progetto di legge tendente a separare le banche speculative da quelle dedite alla gestione del risparmio. Per il resto buio assoluto.
Lei nel suo libro accenna ad una non meglio precisata “finanza incappucciata”. Sono loro, i fratelli, quelli che manovrano la giostra?
Magari erano incappucciati una volta. Ora non lo sono più. Agiscono in maniera sfacciata. Un tempo se ne stavano prevalentemente all’interno dei cosiddetti organismi di controllo, Istat, Banca d’Italia e via discorrendo. Oggi fanno direttamente i ministri. Ma cosa controllerà mai Banca d’Italia che esprime Saccomanni ministro dell’Economia? Lo stesso discorso potrebbe farsi per l’Istat. Tutte queste figure operano alla luce del sole e il sole che oggi in Europa fa più luce di tutti si chiama Mario Draghi. Queste cose non le vede solo chi non vuole vedere o, più spesso, chi non ne ha interesse. La fine dei partiti storici ha accelerato questa deriva. I due veri poteri forti rimasti oggi in circolazione si chiamano finanza e industria della guerra. Giulio Sapelli, a tal proposito, ha scritto pagine illuminanti.
In tutto questo continua ad aleggiare un mistero. Perché la sinistra, storicamente nata con il compito di tutelare i più deboli, continua a prestare il fianco ad una operazione geopolitica sostanzialmente iniqua ed elitaria?
Perché è cambiato il rapporto tra politica e potere. Un tempo le forze progressiste difendevano per costituzione la classi povere cercando uno sponda tattica fra i ceti medi e medio bassi. Stavano insomma dalla parte degli “sfruttati della terra”. La sinistra di oggi invece che fa? Galleggia pensando di rappresentare gli interessi di alcune specifiche categorie sempre sotto l’ombrello protettivo dei soliti potentati finanziari. Anzi, oramai esprimono una classe dirigente che proviene direttamente da quei mondi: penso a Profumo, a Passera e allo stesso Barca. Credono di poter conservare ancora a lungo una posizione di rendita rappresentando una parte di ceto medio destinato nel tempo a scomparire. Si illudono.
Ma come è stato possibile pervenire ad una realtà tanto sottile quanto antidemocratica?
Dal dopoguerra in avanti  le cose andarono bene. Esistevano anche allora cicliche crisi dalle quali però il sistema usciva nel suo insieme sempre più solido e rafforzato. Tutto cambiò nel 1971, quando vennero poste le basi per il successivo scioglimento di tutte le grandi imprese. Lo studio del club di Roma del 1969 costituisce il primo serio tentativo di cambiare un paradigma culturale inclusivo fino ad allora universalmente riconosciuto. Il progressivo affermarsi della retorica sulla “competitività” ha determinato il progressivo svuotamento del welfare. Cominciarono a circolare domande del tipo: “Ma perché anche chi non lavora deve avere diritto ad un trattamento decoroso?” Rispolverare ora la vecchia contrapposizione tra capitale e lavoro non ha più alcun senso. Oggi abbiamo da una parte un capitalismo finanziario spesso parassitario che si limita a monetizzare una supremazia nel campo dei saperi attraverso ad esempio lo sfruttamento dei brevetti; dall’altra una massa di nazioni da tenere in condizioni di sottosviluppo per impedire che imparino a fare concorrenza al più ricco Occidente. Lo stesso schema si ripete poi su scala interna. La produzione è funzionale al consumo delle sole classi alte, mentre i salariati e  i piccoli imprenditori, già ridotti all’osso, vengono indotti a riscoprire nuove forme di sussistenza sulla scia di un disperato bisogno.  Sono i risparmi, non più il solo salario, che rappresentano il prossimo boccone prelibato da spolpare. Il caso Cipro equivale al classico esperimento propedeutico ad una azione su larga scala. Non per niente la direttiva Barnier introduce in tutta Europa il principio secondo il quale le eventuali future crisi bancarie verranno pagate direttamente attingendo al denaro depositato dai correntisti. Questo tipo di rapina verrà presto legittimato dalle norme. Naturalmente al riparo del più assordante silenzio dei principali organi di informazione.
L’europeismo non va più molto di moda…
L’Europa nacque come antidoto per impedire guerre ricorrenti. Oggi è un caso politico prima che economico. L’euro fu voluto dalla Francia convintasi così facendo di poter controllare i tedeschi. Il sistema economico europeo funzionava molto meglio prima dell’introduzione della moneta unica. Tutti gli economisti più seri, già allora, dissero che l’euro non poteva funzionare. Infatti ha fatto danni e altri ne farà. Bisogna tornare allo status quo ante, cioè al serpente monetario europeo che prevedeva dei tassi di cambio negoziati con opportune fasce di oscillazione. Si può tornare indietro senza minacciare strappi unilaterali ma, più ragionevolmente, proponendo a tutti i Paesi dell’area euro una exit strategy armoniosa e coordinata. E’ una strada percorribile che non determinerebbe nessuno scenario apocalittico, con buona pace dei soliti profeti di sventura che negli ultimi anni non hanno azzeccato mai una previsione. I paesi dell’Europa del sud, Italia compresa, sono letteralmente al collasso, devono necessariamente fare massa critica per uscire dalle sabbie mobili nelle quali sono finite. Ma se il nord Europa dovesse continuare a fare orecchie da mercante, a quel punto bisognerebbe minacciare la fine del mercato unico europeo. La Germania, che esporta nel sud d’Europa il 75% delle sue merci, subirebbe un contraccolpo non indifferente.
Ma lei avverte uno spirito solidaristico tra i governanti delle diverse nazioni che compongono l’area euro?
Niente affatto. Ricordo con raccapriccio quando, peggiorando la crisi greca, alcuni politicanti italiani facevano a gara nel precisare che “l’Italia non è la Grecia”. Una vergogna assoluta. I problemi dei Paesi dell’area mediterranea sono i nostri problemi. Ma  molti pusillanimi preferiscono non vedere.
E se invece di tornare indietro andassimo avanti, puntando cioè alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa?
Non credo si tratti di una strada percorribile. L’Unione Europea è composta da 28 paesi ma solo in 17 condividono la stessa moneta. La nascita dell’ Europa politica dovrebbe con ogni probabilità riguardare solo gli Stati della zona euro. E gli altri Stati, come ad esempio l’Inghilterra o la Danimarca, cosa farebbero di fronte ad una accelerazione in tal senso? E’ plausibile ritenere che tenderebbero ad allontanarsi ulteriormente approfondendo così la divisione già introdotta con l’euro. Non vorrei poi che le pulsioni belliche manifestate dalla Francia e dalla Gran Bretagna diventassero “patrimonio comune” di una futuribile Europa politica. Si tratta di un rischio concreto e inquietante.
In conclusione, cosa propone di fare per uscire dal pantano?
Innanzitutto chiarire i rapporti tra nord e sud Europa. Dieci paesi europei dimostrano che si può stare in Europa anche senza moneta unica. I diciassette paesi che compongono l’area euro devono rinegoziare i loro equilibri interni. In Europa circolano già oggi undici valute. Non morirà nessuno nel caso in cui diventassero dodici. L’euro così come è oggi rappresenta obiettivamente un grande problema.
E l’Italia?
Il dibattito politico italiano è assolutamente insufficiente. Il Movimento 5 Stelle, pur con qualche ingenuità, è permeabile al dibattito esterno. Per il Pdl e il Pd alcuni argomenti sono tabù. Nel Pdl o nel Pd mai nessuno potrebbe avere l’ardire di presentare un disegno di legge come quello presentato dal senatore pentastellato Vacciano che intende tornare allo spirito dello Steagall Act. Le classi dirigenti dei partiti tradizionali fiancheggiano il sistema di potere finanziario globale perché così facendo difendono se stesse. Molti di loro provengono da quel mondo e lì ritorneranno una volta finito il lavoro all’interno dei partiti. Sono parte del problema. Cosa vuole che risolvano?
Francesco Maria Toscano
29/08/2013

Primo passo: ritorno alle monete nazionali

Lordon: la moneta salva-Europa che la sinistra non vuole




La sinistra europea è direttamente responsabile del crimine contro la democrazia chiamato Eurozona, organizzato per conto delle élite che avevano un unico obiettivo: far sparire la sovranità popolare dal vecchio continente, precipitandolo in una crisi inaudita, in cui il lavoro scarseggia e i diritti diventano un lontano ricordo. E’ la conclusione cui perviene l’economista francese Frédéric Lordon, che indica una via d’uscita possibile: al posto dell’attuale “moneta unica”, per superare la crisi servirebbe una “moneta comune” europea, governata in modo sovrano dalle banche centrali nazionali e non convertibile all’esterno se non attraverso «una nuova Bce», che non avrebbe più potere in materia di politicamonetaria, ma fungerebbe solo da “ufficio cambi” per le transazioni internazionali tra le nuove “euro-monete” e le altre valute mondiali, come il dollaro.
«Molti, specialmente a sinistra, continuano a credere che l’euro verrà modificato, che passeremo dall’attuale euro austeritario a un euro Frédéric Lordonfinalmente rinnovato, progressista e sociale: questo non succederà», avverte Lordon in un intervento pubblicato dal “Manifesto” e da “Libération” e ripreso da “Megachip”. «Basta pensare all’assenza di qualsiasi leva politica nell’attuale immobilismo dell’unione monetaria europea per farsene una prima ragione. Ma questa impossibilità – continua Lordon – poggia soprattutto su un argomento molto più forte, che può essere espresso con un sillogismo». Premessa maggiore: «L’attuale euro è il risultato di una costruzione che, anche intenzionalmente, ha avuto come effetto quello di dare tutte le soddisfazioni possibili ai mercati dei capitali e strutturare la loro ingerenza sulle politiche economiche europee». Premessa minore: «Qualsiasi progetto di trasformazione significativa dell’euro è ipso facto un progetto di smantellamento del potere dei mercati finanziari e di espulsione degli investitori internazionali dal campo dell’elaborazione delle politiche pubbliche». E’ ingenuo, quindi, aspettarsi che i “padroni dell’universo” lascerebbero fare.
«I mercati – chiarisce l’economista – non lasceranno mai che si concepisca, sotto i loro occhi, un progetto la cui finalità evidente è quella di sottrarre loro il potere disciplinare». E appena un progetto di smantellamento dell’euro cominciasse ad acquisire un briciolo di consistenza politica e qualche probabilità di essere attuato, «si scatenerebbero una speculazione e una crisi di mercato acuta che non lascerebbero il tempo di istituzionalizzare una costruzione monetaria alternativa». Il solo esito possibile, a caldo, «sarebbe il ritorno alle monete nazionali», cioè lo scenario più avversario da «quella sinistra “che ancora ci crede”», come il partito socialista francese, «che oramai con la sinistra intrattiene esclusivamente rapporti di inerzia nominale». Idem per «la massa indifferenziata degli europeisti che, silenziosa o beata per due decenni, scopre solo ora le tare del suo oggetto prediletto e realizza, con sgomento, che potrebbe andare in frantumi». Nessuna soluzione sul tappeto, perché «un così lungo periodo di beato torpore intellettuale non si recupera in un batter d’occhio». In altre parole: dall’attuale sinistra europea è inutile Hollandeaspettarsi qualcosa di utile.
In verità, aggiunge Lordon, «le scarne idee a cui l’europeismo aggrappa le sue ultime speranze sono diventate parole vuote: titoli di Stato europei (o Eurobond), “governo economico”, o ancora meglio il “balzo in avanti democratico” di François Hollande», formule di carta che possono al massimo suscitare l’ilarità di Angela Merkel. La sinistra annaspa tra «soluzioni deboli per un pensiero degno della corazzata Potëmkin che, non avendo mai voluto approfondire nulla, rischia di non capire mai niente». Ma attenzione, non è detto che Hollande e compagni siano solo tonti, e quindi innocenti: è possibile che siano, più che altro, complici diretti dell’ingegneria del disastro. «Può darsi che si tratti non tanto di comprendere quanto di ammettere: ammettere finalmente la singolarità della costruzione europea, che è stata una gigantesca operazione di sottrazionepolitica». Cosa c’era da sottrarre, esattamente? «Né più né meno che la sovranità popolare». Sicché, «la sinistra di destra, diventata come per caso europeista forsennata, si riconosce, tra l’altro, per come le si drizzano i capelli in testa quando sente la parola sovranità, immediatamente ridotta a “ismo”: sovranismo».
La cosa strana, aggiunge Lordon, è che a questa “sinistra di destra” «non viene in mente neanche per un attimo che “sovranità”, intesa innanzitutto come sovranità del popolo, è semplicemente un altro termine per indicare lademocrazia stessa». E’ come una sorta di “confessione involontaria”: «Il rifiuto della sovranità equivale a un rifiuto della democrazia in Europa», anche se la retorica di partito fabbrica spauracchi come l’espressione “ripiegamento nazionale”, temendo il 25% del Front National, senza peraltro domandarsi da dove venga il successo di Marine Le Pen. Una percentuale che «ha molto a che fare con la distruzione della sovranità, non intesa come esaltazione mistica della nazione, ma come capacità dei popoli di determinare il loro destino». Finiamola con l’ipocrisia, insiste Lordon: la sinistra, massima sostenitrice dei trattati-capestro europei, da Maastricht in poi, ha finto di ignorare «lo scandalo intrinseco della sottrazione delle politiche pubbliche al criterio fondamentale della democrazia», cioè la possibilità di rivedere sempre gli accordi presi. In Europa, invece, «si è scelto di scrivere tutto e una volta per tutte in trattati inamovibili». Politicamonetaria, uso dello strumento budgetario, livello di indebitamento Marine Le Penpubblico, forme di finanziamento del deficit: «Tutte queste leve fondamentali sono state scolpite nel marmo».
Come si potrebbe discutere del livello di inflazione desiderato quando quest’ultimo è stato affidato a una Banca centrale indipendente e tagliata fuori da tutto? Come si potrebbe decidere una politica budgetaria quando il suo saldo strutturale è predeterminato (“pareggio di bilancio”) ed è fissato un tetto per il suo saldo corrente? E ancora: come decidere se ripudiare un debito, quando gli Stati possono finanziarsi solo sui mercati di capitali? «Lungi dal fornire la benché minima risposta a queste domande – anzi, con l’approvazione implicita che danno a questo stato di cose costituzionale – le trovate da concorso per le migliori invenzioni europeiste sono votate a passare sistematicamente accanto al nocciolo del problema», col granitico appoggio della “sinistra di destra” inaugurata da Mitterrand e incarnata oggi da Hollande. «Ci si domanda così quale senso potrebbe avere l’idea di “governo economico” dell’Eurozona, questa bolla di sapone, che il Ps propone, quando non c’è proprio più niente da governare, dal momento che tutta la materia governabile è stata sottratta a qualsiasi processo decisionale per essere blindata in quei trattati».
Anche immaginando – in via del tutto ipotetica – un’Europa finalmente libera, civile e democratica, ovvero «unademocrazia federale in piena regola, con un potere legislativo europeo degno di questo nome, ovviamente bicamerale e dotato di tutte le sue prerogative, eletto a suffragio universale» e non certo “nominato” com’è oggi la Commissione Europea, la domanda che si porrebbe a tutti coloro che sognano di “cambiare l’Europa per superare la crisi” sarebbe la seguente: «Riescono a immaginare la Germania che si piega alla legge della maggioranza europea se per caso il Parlamento sovrano decidesse di riprendere in mano la Banca centrale, di rendere possibile un finanziamento monetario degli Stati o il superamento del tetto del deficit di bilancio?». Ridicolo il solo pensarlo. Sarebbe come aspettarsi l’applauso dei francesi se «la maggioranza europea imponesse alla Francia la privatizzazione integrale della sicurezza sociale». A proposito: «Chissà come avrebbero reagito gli altri paesi se la Francia avesse imposto all’Europa la propria forma di protezione sociale, come la Germania ha fatto con l’ordine monetario, e se, come quest’ultima, ne avesse fatto unaMitterrandcondizione imprescindibile».
Bisognerà dunque che gli architetti di questo disastroso europeismo si accorgano che «non c’èdemocrazia vivente, né possibile, senza uno sfondo di sentimenti collettivi, unico capace di far acconsentire le minoranze alla legge della maggioranza». Se la democrazia è “la legge della maggioranza”, aggiunge Lordon, «questo è proprio il genere di cose che gli alti funzionari – o gli economisti – sprovvisti di qualsiasi cultura politica, e che però formano l’essenziale della rappresentanza politica nazionale ed europea, sono incapaci di vedere. Questa povertà intellettuale – continua l’economista – ci porta regolarmente ad avere questi mostri istituzionali che ignorano il principio di sovranità, e il “balzo in avanti democratico” si annuncia già incapace di comprendere come questo comune sentire democratico sia una condizione essenziale e di come sia difficile soddisfarla in un contesto plurinazionale».
Primo passo, dunque: il ritorno alle monete nazionali, per ripristinare sovranità democratica, potere di spesa e quindi strumenti finanziari anti-crisi. Soluzione «tecnicamente praticabile», secondo Lordon: «Basta che sia accompagnata da alcune semplici misure ad hoc (in particolare il controllo sui capitali) e saremo in grado di non abbandonare completamente l’idea di fare qualcosa in Europa». Non una “moneta unica”, poiché questa presuppone una costruzione politica autentica, per il momento fuori dalla nostra portata. Fattibile, invece, una “moneta comune”, ossia «un euro dotato di rappresentanti nazionali: degli euro-franchi, delle euro-pesetas, ecc». Immaginiamo questo nuovo contesto, in cui le denominazioni nazionali dell’euro non siano direttamente convertibili verso l’esterno (in dollari, yuan) né tra loro. «Tutte le convertibilità, esterne e interne, passano per una nuova Banca Centrale Europea, che funge in qualche modo da ufficio cambi, ma è privata di ogni potere di politicamonetaria. Quest’ultimo è Draghirestituito alle banche centrali nazionali, e saranno i governi a decidere se riprendere il controllo su di esse o meno».
La convertibilità esterna, riservata all’euro, si effettuerebbe sui mercati di cambio internazionali, quindi a tassi fluttuanti, ma attraverso la Bce, cioè il solo organismo delegato per conto degli agenti (pubblici e privati) europei. «Di contro, la convertibilità interna, quella dei rappresentanti nazionali dell’euro tra loro, si effettua solo allo sportello della Bce, e a delle parità fisse, decise a livello politico: ci sbarazziamo così dei mercati di cambio intraeuropei, che erano il focolaio di crisi monetarie ricorrenti all’epoca del Sistema Monetario Europeo, e al tempo stesso siamo protetti dai mercati di cambio extraeuropei per l’intermediario del nuovo euro». Proprio questa doppia caratteristica, secondo Lordon, sarebbe «la forza della moneta comune», restituita ai governi in modo da consentire loro di far fronte al disastro della recessione provocata proprio dalla rigida deflazione imposta dall’attuale euro-rigore.

giovedì 29 agosto 2013

Il Bilderberg 2012 decide le sorti della Siria

Il Bilderberg 2012 decide le sorti della Siria e del mondo (articolo del Guardian)

Decisamente MOLTO INTERESSANTE che Bassma Kodmani, co-fondatrice e dirigente del Syrian National Council sia andata al Bilderberg 2012 dopo essere stata presente anche al Bilderberg 2008.
Il Guardian intervista lo storico Webster G. Tarpley e questo è il suo commento: “è un’agente della NATO, una destabilizzatrice, una pasionaria delle rivoluzioni colorate. Il fatto che Kodmani fosse lì è molto allarmante per la Siria“.
Bassma Kodmani, capo degli affari esteri del Consiglio Transitorio Nazionale della Siria, uno dei gruppi avversi al governo di Damasco, è presente alla riunione del Gruppo Bilderberg che termina lunedì 4 giugno, nello Stato americano della Virginia.
La Kodmani è una strenua sostenitrice dell’intervento militare Nato nel suo Paese per destituire Assad; al fine di perseguire in fretta questo scopo, lo scorso gennaio dichiarò l’esigenza di “una maggiore militarizzazione della resistenza locale o l’intervento straniero”.
La sua presenza alla riunione del gruppo, espressione dei potentati finanziari che influenzano le politiche internazionali, suggerisce l’intenzione occidentale di prendere seriamente in considerazione l’intervento militare in Siria. Lo scorso anno, alla riunione del Gruppo Bilderberg tenutasi in Svizzera, si discusse della possibilità di far guerra alla Libia di Gheddafi. Dopo quattro mesi, il Raìs venne ucciso e il Paese nordafricano passò tra le mani della Nato, dei ribelli e del Consiglio Nazionale di Transizione della Libia.
Da registrare anche la presenza, intorno al tavolo del Gruppo Bilderberg quest’anno, del leader dell’opposizione russa Garry Kasparov.
http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8751:siria-leader-dellopposizione-presente-a-riunione-gruppo-bilderberg&catid=15:estere&Itemid=40