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sabato 25 gennaio 2014
Alllam: "Ho denunciato lo Stato per tasse e banche"“
Magdi Cristiano Alllam arriva sotto le Torri: "Ho denunciato lo Stato per tasse e banche"
"Salviamo gli italiani", è la proposta che Magdi Cristiano Allam, europarlamentare e capolista di Fratelli d'Italia alle Elezioni Europee nel Nord-Est, presenterà a Bologna, sabato 25 gennaio: 'Un esposto e raccolta fime'
Prime battute della campagna elettorale per le Europee che si svolgeranno a maggio.
“Salviamo gli italiani”, è la proposta che Magdi Cristiano Allam, europarlamentare e capolista di Fratelli d’Italia alle Elezioni Europee nel Nord-Est, presenterà a Bologna, sabato 25 gennaio, alle ore 15, presso la Sala del Baraccano, in via S. Stefano 119.
"In un momento tragico per gli italiani, in cui ogni giorno muoiono delle imprese, vengono devastate le famiglie, imprenditori e lavoratori vengono istigati al suicidio e i giovani hanno perso la speranza" si legge nella nota "Allam ha preso l’iniziativa di denunciare sia lo Stato per le conseguenze dell’imposizione del più alto livello di tassazione al mondo, oltre l’80% tra tasse dirette e indirette, sia le banche per le conseguenze della pratica di un tasso d’interesse usuraio legalizzato che arriva al 6000%, considerando che il denaro viene prestato dalla Banca Centrale Europea al tasso dello 0,25% e le banche commerciali accordano il credito a un interesse anche oltre il 15%".
MANIFESTAZIONE A ROMA. La denuncia, sotto forma di esposto da presentare alla Procura della Repubblica in tutt’Italia "sarà supportata dalle firme dei cittadini da raccogliere a partire da metà febbraio. Questa mobilitazione popolare sfocerà in una grande manifestazione in programma a Roma sabato 10 maggio con due parole d’ordine: “Disobbedienza civile”, così come la concepirono Gandhi e Martin Luther King, e “No Euro”.
L’impegno primario di Allam nel corso della campagna elettorale, che si concluderà con il voto di domenica 25 maggio "sarà il riscatto della nostra sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria e nazionale sia per assicurare il diritto inalienabile degli italiani alla vita, alla dignità e alla libertà, sia per promuovere un’autentica riforma dell’Italia libera, sovrana e autonomista".
MAGDI CRISTIANO ALLAM. Nasce a Il Cairo nel 1952, studia presso il collegio cattolico delle suore comboniane e poi dai salesiani. A vent'anni ottiene una borsa di studio indetta dal governo italiano e si trasferisce nel nostro paese, dove si laurea in sociologia. Ha tre figli, due da un'unione precedente, e uno da sua moglie, Valentina Colombo, traduttrice di opere dall'arabo.
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Una lunga carriera giornalistica e il 22 marzo 2008, durante la veglia pasquale, formalizza la sua conversione al cattolicesimo ricevendo da Benedetto XVI a San Pietro il battesimo, cresima e eucaristia. Padrino, Maurizio Lupi, allora deputato di Forza Italia. Nel 2009 diventa parlamentare europeo ed è attualmente iscritto al gruppo euroscettico "Europa della Libertà e della Democrazia", assieme ad altri europarlamentari italiani della Lega Nord.
venerdì 24 gennaio 2014
ADUSBEF: IL RATTO DELLE RISERVE DELLA BANCA D'ITALIA
COMUNICATO STAMPA
RIVALUTAZIONE QUOTE E SVENDITA ORO BANKITALIA: UN CRIMINE ECONOMICO CONTRO GLI ITALIANI,UN FURTO DI STATO ! BANCHE PRIVATE POTRANNO RIVENDICARE LA PROPRIETA’ DI 105,516 MLD DI ORO E RISERVE BANKITALIA
La rivalutazione delle quote di Bankitalia e la sua privatizzazione in controtendenza rispetto a tutti i paesi europei che hanno banche centrali pubbliche, approvato oggi sotto le mentite spoglie del decreto Imu con il ricorso all’ennesimo voto di fiducia, non è solo un regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche dal governo Letta-Saccomanni, ma si configura come un crimine economico contro gli italiani.
Il decreto, che rivaluta infatti le quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro oltre ad essere un gentile omaggio alle banche socie, in primis Unicredit e Banca Intesa che potranno vantare una manna piovuta dal cielo, di centinaia di milioni di euro sui bilanci asfittici, in modo da superare gli stress test, consente di mettere le mani su oro e riserve della Banca d’Italia, valutate al 31 dicembre 2013, ben 105,516 miliardi di euro.
Privatizzare oro e riserve sudato risparmio degli italiani, come graziosa offerta agli affaristi della presunta public company, che potrà entrare a far parte del capitale di Bankitalia, equivale ad espropriare i cittadini di un bene indivisibile che appartiene al popolo, non nella disponibilità dei tecnocrati e cleptocrati di un Governo maggiordomo dei banchieri.
Per questo i legali di Adusbef stanno predisponendo un esposto-denuncia alle Procure della Repubblica per indebita alienazione di beni pubblici ai privati, ipotizzando reati di peculato ed illecita appropriazione di beni indivisibili ed inalienabili dello Stato.
Elio Lannutti (Presidente Adusbef)
Roma, 24.1.2014
RIVALUTAZIONE QUOTE E SVENDITA ORO BANKITALIA: UN CRIMINE ECONOMICO CONTRO GLI ITALIANI,UN FURTO DI STATO ! BANCHE PRIVATE POTRANNO RIVENDICARE LA PROPRIETA’ DI 105,516 MLD DI ORO E RISERVE BANKITALIA
La rivalutazione delle quote di Bankitalia e la sua privatizzazione in controtendenza rispetto a tutti i paesi europei che hanno banche centrali pubbliche, approvato oggi sotto le mentite spoglie del decreto Imu con il ricorso all’ennesimo voto di fiducia, non è solo un regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche dal governo Letta-Saccomanni, ma si configura come un crimine economico contro gli italiani.
Il decreto, che rivaluta infatti le quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro oltre ad essere un gentile omaggio alle banche socie, in primis Unicredit e Banca Intesa che potranno vantare una manna piovuta dal cielo, di centinaia di milioni di euro sui bilanci asfittici, in modo da superare gli stress test, consente di mettere le mani su oro e riserve della Banca d’Italia, valutate al 31 dicembre 2013, ben 105,516 miliardi di euro.
Privatizzare oro e riserve sudato risparmio degli italiani, come graziosa offerta agli affaristi della presunta public company, che potrà entrare a far parte del capitale di Bankitalia, equivale ad espropriare i cittadini di un bene indivisibile che appartiene al popolo, non nella disponibilità dei tecnocrati e cleptocrati di un Governo maggiordomo dei banchieri.
Per questo i legali di Adusbef stanno predisponendo un esposto-denuncia alle Procure della Repubblica per indebita alienazione di beni pubblici ai privati, ipotizzando reati di peculato ed illecita appropriazione di beni indivisibili ed inalienabili dello Stato.
Elio Lannutti (Presidente Adusbef)
Roma, 24.1.2014
giovedì 23 gennaio 2014
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