domenica 23 marzo 2014

EURO: FAMIGLIE RAPINATE DA PREDATORI PUBBLICI E PRIVATI

COMUNICATO STAMPA
EURO: FAMIGLIE RAPINATE DA PREDATORI PUBBLICI E PRIVATI (BANCHE, ASSICURAZIONI, 'CAPITALISTI' BOLLETTE E PEDAGGI) HANNO PERSO POTERE ACQUISTO RITMO 1.100 EURO L’ANNO, 11.054 EURO NEL DECENNIO.


Anche l’Ocse ha dovuto riconoscere la massiccia riduzione del reddito medio in Italia, pari nell’ultimo quinquennio a 2.700 euro rispetto al 2007 ed arrivato a 16.200 euro pro-capite nel 2012, con il più forte calo nell’Eurozona che ha registrato una perdita media di 1.100 euro.
Dall'ingresso nell'euro, è stata registrata una perdita secca del potere di acquisto (tardivamente riconosciute dalle statistiche ufficiali) pari a 11.054 euro per ogni famiglia (24 milioni), con un trasferimento di ricchezza stimato in 265,3 miliardi di euro, uscite dalle tasche dei consumatori e finite in quelle che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe (cartelli bancari ed assicurativi, società elettriche e del gas, municipalizzate, monopolisti delle bollette e dei pedaggi), al riparo da controlli contigue autorità di settore, manovrate dai ‘mandarini di Palazzo’.

Rischio enorme per Blackrock: la restituzione del signoraggio


ATTN: BlackRock Investment Management (UK) Limited
Succursale Italiana
Via Brera 5
20121 - Milano

Banche italiane: il rischio del signoraggio sovrano

Egregi,

Vi segnalo che l'acquisto di pacchetti di banche italiane vi espone all'enorme rischio di dover presto restituire il signoraggio sovrano sull'aggregato di  denaro e credito legale creato in EURO, come già  evidenziato nel nostro post:
http://centralerischibanche.blogspot.it/2013/09/rendita-monetaria-una-torta-da-100.html

Cordiali saluti,

Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

Allegato: segnalazione all' INTERNATIONAL ORGANIZATION OF SUPREME AUDIT INSTITUTIONS
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2014/03/to-intosai-giant-black-hole-is.html

sabato 22 marzo 2014

Pagherò o passività: le mezze verità della BoE

Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/paghero-o-passivita-le-mezze-verita.html




Qualche giorno fa la Bank of England ha pubblicato un saggio in cui ammette quello che dicevamo da tempo e cioè che la moneta viene creata al momento dell'erogazione del credito, e non viceversa, come faceva credere precedentemente, che la moneta prestata fosse tratta dai depositi. Il credito erogato crea i depositi. 

In questo video della BoE, si ammette che la moneta è una cambiale e o promessa di pagamento [IOU] derivante dall'epoca in cui, prima del 1971, la moneta era convertibile in oro e quindi le banconote rappresentavano una promessa di pagamento delle banche al portatore del corrispettivo valore in oro, donde la scritta "pagabile a vista al portatore" sulle banconote (inglesi). Un po' come un assegno o una cambiale.

A dire il vero, nel video non cita né l'oro né il 1971, ma definisce l'origine della moneta come una promessa di pagamento IN BENI REALI, nel commercio.

La BoE spiega quindi che la moneta nasce proprio come  una forma speciale di pagherò per facilitare gli scambi, e in quanto tale ha bisogno di essere regolata da un sistema bancario che monopolizzi la "fiducia" - donde l'abuso di fiducia, dico io - perché come spiega bene il funzionario senza accorgersi dell'enormità che sta dicendo, altrimenti "dovremmo fidarci tutti gli uni degli altri". Cioè, dice, se tutti creassimo le nostre promesse di pagamento, agli scambi, dovremmo fidarci gli uni degli altri, ma la capacità di rispettare una promessa di pagamento del mio vicino dipenderà da quanti pagherò a sua volta potrà ottenere. Non, ma perché, non è forse così adesso: la capacità di pagare del vicino non dipende forse da quanta moneta/pagherò riceve a sua volta?

Meno male, sembra dire, che a questo punto interviene la BC che ha "monopolizzato" la fiducia e l'offerta di cartamoneta (rubandoci la fiducia dell'uno nei confronti dell'altro?). Questa cartamoneta non è più convertibile in oro, siamo in regime di fiat money dove le banconote valgono il loro valore nominale.

Le banconote e gli spiccioli costituiscono unicamente il 3% della moneta totale. Sono delle finte passività perché in cambio di banconote e spiccioli, le banche ci daranno unicamente banconote e o spiccioli, non dice la Bank of England, e non ci danno beni reali.

Insistendo sulla definizione di moneta come pagherò e non come passività, in realtà, la BoE sta salvando la categoria, poiché se dicesse che la moneta è una passività, il passo nostro successivo potrebbe essere quello di chiederne il rimborso. Al momento si limita quindi ad ammettere tra le righe che la cartamoneta è un finto pagherò, e che il suo valore si basa sulla convenzione e la certezza giuridica che tutti l'accetteranno (Auriti, NdT) in quanto lo Stato in tale moneta accetta il pagamento delle tasse (teorie economiste ufficiali). 

Invece la moneta scritturale, o moneta deposito, continua il funzionario, sono (veri) pagherò, promesse di pagamento delle banche ai clienti, in contanti. E l'ascoltatore pensa, si, è vero, la banca promette di pagarmi in contanti quando chiedo di ritirare i miei soldi. Solo che il trucco bancario che qua la BoE continua magistralmente è che la moneta scritturale o deposito è una promessa di pagamento in cartamoneta, a sua volta contabilizzata e nata come una promessa di pagamento in oro, e non già in beni reali, promessa sempre meno rispettata per via delle limitazioni al ritiro e utilizzo di contanti, causato dalla stampa moneta scritturale imballata a vantaggio degli stessi....

Cioè, l'inganno perpetrato con la cartamoneta, che consisteva nello stampare molta più cartamoneta dell'oro contabilizzandola come passività, ma finta e o insolvente, viene continuata con la moneta scritturale, che diventa pagherò di moneta in contanti. Come se i contanti fossero i beni reali. Contanti che rappresenterebbero unicamente, per l'ufficiale della BoE in GB, il  3% della moneta totale, ma che noi sappiamo essere di molto molto meno.

Ci si può chiedere come mai la BoE faccia una tale dichiarazione adesso.

Ci possono essere varie ragioni. Da una parte, alla lettura del rapporto della BoE, viene da pensare che si potrebbe trattare di un regolamento di conti della BoE nei confronti delle banche private, o banche dealer, che hanno talmente tanto esagerato con la creazione di credito da offuscare la BoE/Regina d'Inghilterra e rischiare, come stiamo rischiando, la terza guerra mondiale con Russia e Cina che non vogliono più stare al gioco imballato delle banche dealer - fondamentalmente le regine del petrodollaro e della Federal Reserve - comprando loro bond americani e dollari. Anzi con la conseguenza che già da prima della crisi con la Crimea, si stavano organizzando per commerciare energia in remnimbi. 

Le banche dealer starebbero quindi minacciando e prevaricando il potere di una banca centrale che come quella d'Inghilterra ha ancora un qualche "senso" della sua sovranità. E che con queste rivelazioni lancia un monito del tipo: attenzione, la BC non c'entra niente con il possibile crollo del castello di carte, poiché essa regola unicamente il tasso d'interesse e non la quantità di moneta la cui responsabilità incombe alle banche private - banche dealer - soprattutto in caso di promesse di pagamento non rispettate, nell'ipotesi ad esempio neanche tanto remota di corsa allo sportello, e o di crollo del castello di carte...

D'altro canto, la definizione della moneta come pagherò e non come passività, è ingannevole e molto astuta poiché la maggior parte penserà, si, è giusto, la moneta depositata costituisce promessa di pagamento in contanti della banca nei miei confronti, senza assolutamente contare il fatto che se effettivamente fossimo in regime di moneta/pagherò, saremmo assolutamente nella situazione pre-1971 in cui Nixon confessò l'inganno dell'inflazione di moneta rispetto alle riserve d'oro che lo portò a cambiare regime di moneta, non esistendo la liquidità necessaria per coprire tutta la moneta scritturale.

Definendo la moneta un pagherò e non una passività - in inglese liability - la BoE sembra che stia tentando di evitare l'accusa che logicamente seguirebbe alla definizione della moneta come una passività o debito, accusa che suonerebbe come la seguente minaccia: quindi se la moneta è un vostro debito, di due cose l'una, o è un falso contabile perché ci ritroviamo stranamente a rimborsarvelo noi a voi, oppure ce lo rimborsate (in beni reali). 

L'astuzia di definire la moneta legale come pagherò e non come finta passività, e di confonderne il pagherò in moneta con il pagherò in beni reali come origine della moneta spiegato dal video della BoE, è un tentativo di esonerare tutto il sistema bancario dal dovere ammettere il falso contabile: non essendo più ufficialmente in regime di moneta merce, la moneta non dovrebbe essere una promessa di pagamento,  bensì uno strumento di pagamento di per sé, che è falso contabilizzare al passivo dal momento che la si dichiara moneta legale e non moneta merce (ie promessa di pagamento coperta da riserve).

E qua arrivo al punto. Una moneta legale o moneta fiat è una moneta non coperta da riserve contrariamente alla moneta merce che è coperta da riserve in oro, o quant'altro si voglia designare come copertura. Checché se ne dica però noi non siamo neanche in un regime di moneta fiat, la moneta che utilizziamo infatti non solo è contabilizzata come se fosse moneta oro, senza esserlo, ma è coperta dai nostri titoli del debito i quali quelli sono dei veri debiti o pagherò, realmente convertibili in merce: i nostri beni, tutti.

Quindi per riassumere siamo in un finto regime di moneta fiat, o ibrido, che contabilizza ancora la moneta come se fosse moneta merce coperta dall'oro, senza esserlo, un finto debito in realtà coperto dai nostri veri pagherò (titoli del debito o buoni del tesoro) veramente convertibili in "oro": beni, demanio, mare, cielo, terra, paese.

E nel dire che la moneta, sia scritturale che cartamoneta, ha la natura di un pagherò speciale, la BoE sta tentando di negare il falso contabile delle banche sia all'emissione di credito sia all'emissione di cartamoneta. Un falso contabile che segna la creazione monetaria al passivo mentre la addebita alla collettività.  Falso contabile e appropriazione indebita.

E visto che il segreto di pulcinella è oramai sussurrato in vari circoli, e che i banchieri si tengono per la manina come i bravi fratellini della mafia, aggiungiamo: omertà, complicità, corruzione, omicidi, per non parlare di aggiotaggio e insider trading all'ordine del giorno.
   
Il tutto per mantenere una convention ad excludendum nei confronti della comunità riguardo al reddito monetario e relativa sovranità monetaria e quindi abuso di posizione dominante che affonda le sue radici nel segreto, nel crimine, nella fratellanza a costo di portare il mondo alla distruzione totale.

N. Forcheri 21 Marzo 2014

Grillo, intervistato in esclusiva da Enrico Mentana

giovedì 20 marzo 2014

Denaro: la Banca d’Inghilterra rompe il muro di gomma

La Banca d’Inghilterra: “Tutto quello che sapete sulla moneta è sbagliato”

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Un recente e dettagliato articolo pubblicato dalla Banca d’Inghilterra nell’ultimo Quarterly Bullettin ha suscitato un certo clamore in rete e sui media britannici. Il paper può essere riassunto in questo modo: “Tutto quello che avete imparato sulla moneta dai libri di testo di economia è sbagliato”.
L’articolo [link], accompagnato da una esposizione più semplice [link] sulla natura della moneta come “IOU” (“I Owe You”, cioè “io ti devo”, in italiano traducibile con “pagherò”), non è il primo in cui la Bank of England si dissocia dalla tradizionale teoria quantitativa della moneta. Ma questa volta lo fa in gran stile, pubblicizzando con molta evidenza l’articolo e accompagnandolo con due video [link].
Cosa dice, in sintesi, l’articolo della BoE?
  1. La grande maggioranza della moneta è creata dalle banche commerciali attraverso i prestiti.
  2. Le banche non sono intermediarie tra i risparmiatori e i mutuatari. Cioè le banche non prestano i depositi dei risparmiatori, né tanto meno le riserve di moneta legale (cioè quella emessa dalla banca centrale)
  3. Le banche non “moltiplicano” le riserve fornite loro dalla banca centrale (e pertanto le polemiche signoraggiste/austriache sulla “riserva frazionaria” si basano su un modello errato). Il cosiddetto “moltiplicatore monetario”, quindi, non è rilevante. 
  4. Le banche centrali decidono il tasso di interesse sulle riserve e, attraverso questo, influenzano i tassi di interesse nell’economia. A differenza della spiegazione convenzionale, quindi, non hanno un controllo diretto o un obiettivo di quantità di moneta, ma indiretto, attraverso il “prezzo” della moneta, cioè il tasso d’interesse. 
  5. I prestiti creano i depositi, a differenza di quanto normalmente si suppone, cioè che i depositi “abilitino” i prestiti.
La Banca centrale britannica evita accuratamente di trattare la monetizzazione del deficit, né si impelaga nelle più controverse affermazioni ascrivibili alla Modern Monetery Theory (è quindi errato sostenere che la BoE dia ragione alla MMT). Tuttavia si tratta di una presa di posizione nel dibattito sulla teoria monetaria che, si spera, segnerà un punto di non ritorno.

martedì 18 marzo 2014

Provvedimenti urgenti da adottare in Italia

Provvedimenti urgenti da adottare in caso di grecizzazione dell'Italia:

1 - Creazione della voce BENI PATRIMONIALI FUNGIBILI nel bilancio dello stato con accreditamento immediato di 105.000 miliardi di euro-equivalenti in Neolire (quota di signoraggio sovrano da recuperare);

2 - Erogazione mensile a tutti i sopravvissuti di un reddito d'emergenza di 1.200 euro-equivalenti in moneta, biglietti di stato o credito statale, da prelevarsi dai BENI PATRIMONIALI FUNGIBILI e da accreditare su conti predisposti ad hoc identificati dal codice fiscale personale;

3 - Saldo dei debiti pendenti dello stato nei confronti di soggetti italiani e sospensione dell'emissione di titoli di debito;

4 - Sospensione immediata sine die di sfratti, pignoramenti ed aste a favore dei fantasmi giuridici (Enti statali, Equitalia, banche, finanziarie, assicurazioni);

5 - Commissariamento dei fantasmi giuridici suindicati e revoca del passaporto dei relativi organi amministrativi (in particolare, della Ragioneria dello stato e della Tesoreria centrale);

6 - Sospensione dei trasferimenti di denaro a fantasmi giuridici extraterritoriali (UE, NATO, ONU, etc.):

7 - Esproprio dei terreni militarizzati ed espulsione delle forze armate extracomunitarie dal territorio della Repubblica (spese di bonifica dei terreni a carico degli ex-occupanti);

8 - Cancellazione dalla Centrale rischi di tutti i debitori fino a 1.700.000 euro procapite (la quota procapite di signoraggio sovrano da recuperare);

9 - Organizzazione di un maxiprocesso a carico dei banchieri e loro accoliti;

10 - Nuove elezioni.

(si accettano ULTERIORI suggerimenti)

LANNUTTI: SCONTRO IN ATTO ALLA PROCURA DI MILANO

COMUNICATO STAMPA
GIUSTIZIA: NELLO SCONTRO IN ATTO ALLA PROCURA DI MILANO CON IL PROCURATORE CAPO BRUTI LIBERATI,ADUSBEF STA DALLA PARTE DI ROBLEDO.

Nello scontro alla Procura di Milano, dove il vicecapo Alfredo Robledo ha deciso di denunciare al Consiglio Superiore della Magistratura il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, per una serie di comportamenti reputati non più episodici, che secondo Robledo avrebbero comportato il turbamento della normale conduzione della Procura, arrivando infine a svuotare il team dedicato al contrasto della corruzione, con l’assegnazione metodica di fascicoli in violazione della regola di specializzazione, Adusbef sta dalla parte di Robledo.
Già il 5 febbraio 2013, in occasione delle improprie esternazioni del Procuratore Capo della Repubblica di Milano, Bruti Liberati in merito a magistrati di altre Procure, colpevoli di indagare i potentati economici come le Agenzie di rating, Adusbef aveva spedito alla Procura Generale di Cassazione ed al CSM una denuncia chiedendo di intervenire:
“Sono apparse altresì incomprensibili le esternazioni di autorevoli esponenti della magistratura che hanno messo in dubbio – d’accordo con certa stampa embedded adusa a pubblicare le veline di Bankitalia ed ABI – la legittimazione e la legittimità dell’operato della Procura di Trani, autrice in questi anni di mirabili indagini su carte di credito, agenzie di rating, e la manipolazione dell’EURIBOR: basti pensare che gli atti delle indagini denigrate o irrise in patria da autorevoli Toghe della magistratura associata, sono oggetto di attento esame da parte del dipartimento della Giustizia americana, che ha chiesto ed ottenuto i fascicoli e le intercettazioni inerenti i procedimenti sulle Agenzie di rating, poi utilizzati per l’azione risarcitoria da 5 miliardi di dollari contro “Standars & Poor’s” da parte dell’amministrazione Obama”. Un passaggio della denuncia
vicecapo «denuncia» al Csm il capo. E nella gestione di due segrete nuove inchieste di tangenti, che si starebbero danneggiando a vicenda a causa della violazione dei criteri organizzativi di specializzazione tra i pool di pm, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo indica l'ultimo dei «non più episodici comportamenti» con i quali, a suo avviso, il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati «ha turbato e turba la regolarità e la normale conduzione dell'ufficio».
Non è tollerabile che i processi più delicati contro i potentati economici, come il caso dell'intercettazione di Vito Gamberale il 14 luglio 2011 sull'asta Sea-Comune di Milano, che i pm fiorentini Turco e Mione inviarono per competenza a Milano il 25 ottobre 2011 perché pareva captare un tentativo di far disegnare il bando su misura per il fondo F2i di Gamberale, fossero assegnati con l’apparente finalità di insabbiarli.
Quello che invece ora Robledo aggiunge al Csm è che, sebbene il 9 dicembre Bruti lo avesse chiamato per anticipargli che gli avrebbe girato il fascicolo (anche perché l'asta da cui potevano dipendere i conti del Comune di Milano del sindaco Pisapia si teneva di lì a poco, il 16 dicembre), egli ricevette il fascicolo solo a distanza di tre mesi, il 16 marzo 2012, dopo che l' Espresso online e i quotidiani avevano scritto del fascicolo desaparecido. E Robledo afferma che, quando ne chiese la ragione, Bruti il 23 marzo gli avrebbe risposto di averlo «dimenticato in cassaforte».

Elio Lannutti (Adusbef)
Roma, 17.3.2014