martedì 8 aprile 2014

Goldman Sachs: si credono Padreterni...

Goldman Sachs, il super-potere che fa il lavoro di Dio
di Giorgio Cattaneo - 06/04/2014
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48077
Fonte: Libreidee 

Lloyd Blankfein, ceo di Goldman Sachs

Dall’inizio dellacrisieconomica, la Goldman Sachs, una delle maggioribanched’investimento a livello mondiale, è stata spesso presa di mira e perfino scambiata per una specie di Leviatano di predatori finanziari senza scrupoli. In un articolo pubblicato su “Rolling Stone” nel 2009, Matt Taibbi l’ha definita una macchina che produce bolle ecrisieconomiche a ripetizione. Un paio d’anni dopo, lo scrittore americano William Cohan ha paragonato la Goldman Sachs a un oscuro e potentissimo “governo del mondo”. Le solite teorie del complotto da aggiungere alla lunga lista di deliri virali che popolano il magico mondo della rete? Non è proprio così. Nel 2007, la Goldman Sachs ha indirettamente contribuito allacrisimondiale del cibo attraverso ingenti speculazioni nei mercati dei derivati che, a loro volta, hanno provocato aumenti vertiginosi dei prezzi dei generi alimentari.
Questo ha inevitabilmente incrementato la malnutrizione e scatenato rivolte popolari in molti paesi in via di sviluppo. Nel 2008, la banca di Wall Street ha contribuito al crollo dell’economiamondiale attraverso la diffusione dei mutui tossici sub-prime e le scommesse contro le “collateralized debt obligations”. È importante ricordare inoltre che la Goldman Sachs è stata riconosciuta colpevole da un punto di vista penale per le attività di “insider trading” nello stato della California. Nel 2009, la banca americana ha contribuito a creare alcune delle condizioni dellacrisinell’Eurozona, aiutando ad esempio il governo della Grecia a “cucinare” e mascherare i dati sul debito pubblico nazionale tra gli anni 1998 e 2009. La metafora “Goldman Sachs, macchina dellecrisi” sembra chiarita ora, ma perché parlare anche di “governo del mondo”?
Dall’inizio degli anni ‘80, dopo l’avvento della finanziarizzazione neoliberista, la Goldman Sachs ha aumentato in modo esponenziale il suo potere politico. Le ingenti quantità di ricchezza accumulate attraverso l’uso e l’abuso dei derivati sono state in parte investite in finanziamenti di campagne elettorali e attività di lobby. La Goldman Sachs è poi riuscita, grazie al sistema delle “porte girevoli”, a piazzare alcuni dei suoi uomini migliori in posizioni politiche di rilievo nei governi degli Stati Uniti e inEuropa. Tra gli ex banchieri della Goldman Sachs, che hanno ricoperto cariche politiche importanti negli Stati Uniti, ricordiamo Henry Paulson, ex segretario al Tesoro durante l’amministrazione Bush figlio, Robert Rubin, ex segretario al Tesoro durante l’amministrazione Clinton, Timothy Geithner ex segretario al Tesoro durante l’amministrazione Obama, Mark Patterson, ex capo del personale al segretario al Tesoro e Stephen Friedman, ex presidente della Federal Reserve Bank di New York.
Tra i leader di Goldman Sachs che hanno occupato importanti cariche di governo inEuropa, ricordiamo invece Mario Draghi, attuale capo della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Monti, ex primo ministro d’Italia, Otmar Issing, ex membro del consiglio della Bundesbank e della Bce, Karelvan Miert, ex commissario alla concorrenza dell’Unione Europea, Antonio Borges, ex capo del Fondo Monetario internazionale (Fmi), Lucas Papademos, ex primo ministro della Grecia e Peter Sutherland, ex procuratore generale d’Irlanda. Non male, vero? L’assunzione di alte cariche istituzionali da parte di ex dirigenti della Goldman Sachs non è tuttavia evidenza sufficiente per dire che “governa il mondo.”
C’è dell’altro, però. Oltre a contribuire a generarecrisimondiali, aiutare politici a vincere le elezioni, fare lobby per ottenere favori fiscali e piazzare i suoi uomini negli uffici governativi che dovrebbero disciplinare le attività speculative, la Goldman Sachs si permette pure il lusso di suggerire ricette economiche ai governi. Provate a pensare alle riforme adottate negli Stati Uniti e inEuropanegli anni successivi il collasso della Lehman Brothers. Prima c’è stato il salvataggio dellebanche“troppo-grandi-per-fallire” con circa 12 trilioni di dollari di denaro pubblico (il Prodotto Interno Lordo del mondo è di circa 70 trilioni di dollari). Poi, sono arrivate le riforme finanziarie all’acqua di rose che hanno evitato di regolare i circa 600 trilioni di dollari di derivati che hanno messo in ginocchio l’economia. Infine, sono state adottate le famose politiche di austerità. Ma chi ha guadagnato da queste riforme?
A pensar male si fa presto, ma sentite cos’ha scritto John Williamson, ideologo delle politiche di deregolamentazione finanziaria neoliberista del Consenso di Washington: «I tempi peggiori (come lecrisieconomiche) danno luogo alle migliori opportunità per chi comprende la necessità di fondamentali riforme economiche». Poi ha aggiunto: «Ci si dovrà chiedere se, concettualmente, potrebbe avere un senso pensare di provocare unacrisideliberatamente… in modo da spaventare tutti ad accettare questi cambiamenti». Qualche tempo fa, un giornalista ha chiesto a Lloyd Blankfein, amministratore delegato della Goldman Sachs, se fosse giusto imporre dei limiti ai compensi dei suoi top manager. Il banchiere ha risposto che «mettere un limite alla loro ambizione sarebbe sbagliato perché i banchieri adempiono un compito fondamentale nella società: fanno il lavoro di Dio».
(Roberto De Vogli, “Goldman Sachs, la macchina dellecrisiche fa il lavoro di Dio”, da “Il Fatto Quotidiano” del 14 marzo 2014).
Dall’inizio della crisi economica, la Goldman Sachs, una delle maggiori banche d’investimento a livello mondiale, è stata spesso presa di mira e perfino scambiata per una specie di Leviatano di predatori finanziari senza scrupoli. In un articolo pubblicato su “Rolling Stone” nel 2009, Matt Taibbi l’ha definita una macchina che produce bolle e crisi economiche a ripetizione. Un paio d’anni dopo, lo scrittore americano William Cohan ha paragonato la Goldman Sachs a un oscuro e potentissimo “governo del mondo”.

IDA MAGLI: RENZI E LE BRIGATE ROTHSCHILD

 EDITORIALE
La dittatura dell'illegittimità
di Ida Magli Italianiliberi | 05.04.2014

  Finalmente “Renzi il Giovane” è riuscito ad inaugurare la nuova Era, quella del primato dei giovani. L’eliminazione del Senato, il più antico consesso romano di governo degli Anziani (Seniores)  significa – ed è – soprattutto questo, gridato a gran voce, simbolicamente ma anche concretamente: “Via i vecchi”! Il Ministro del lavoro sta pensando ai prepensionamenti per dare lavoro ai giovani ed è sicuramente inutile fargli notare che soltanto con il sistema di certi popoli “primitivi”, quello di abbandonarli senza acqua né cibo in luoghi disabitati, sarà possibile oggi liberarsi dei vecchi dato che è la maggiore conquista della nostra civiltà aver allungato di oltre un terzo la durata media della vita sconfiggendo il tifo, la tubercolosi e la mortalità per parto. Probabilmente la signora Madia non sa che le donne morivano giovanissime perché affrontavano partorendo un rischio di morte talmente alto che la Chiesa l’aveva equiparato a quello dei soldati in battaglia emanando per le partorienti lo stesso obbligo di confessarsi, all’inizio delle doglie, in vigore per i soldati prima del combattimento. Lo stato di salute e la durata della vita dei cittadini è il dato primario che connota una società: non è capace di governare chi non se ne rende conto al punto di credere di poter tenere una parte del gruppo fuori dal gioco.

 Se accantoniamo però questa constatazione sul modo farsesco con il quale siamo governati, non possiamo non rimanere stupiti della facilità con la quale, malgrado la lunga esperienza storica che ne abbiamo alle spalle, è possibile in Italia a chi abbia un minimo di disinvoltura e di potere instaurare una dittatura. Sono nate quasi sempre così le dittature in Europa: sfruttando i momenti di mancanza o di sospensione delle regole e affermando che è necessario, appunto, instaurarne di nuove. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi non c’è mai stata però una situazione di reale vuoto e di illegittimità conclamata delle istituzioni come quella in cui viviamo e nella quale Renzi nuota a suo piacere. L’incostituzionalità della legge elettorale è diventata, invece che una debolezza, il suo maggiore punto di forza in quanto è ormai passato così tanto tempo dalla sentenza della Consulta che si possono considerare come nulle anche le decisioni della massima Magistratura. D’altra parte Renzi sa di poter contare su un’assoluta certezza: i suoi colleghi non si faranno mai sbalzare fuori dalle proprie poltrone andando alle elezioni e Berlusconi gli manterrà il suo appoggio perché non ha altro modo per rimanere nel gioco politico. Accantonato quindi con disinvoltura il progetto di una nuova legge elettorale, il nostro piccolo Mussolini si dedica a sistemare l’Italia in vista del potere in Europa. È l’Europa, infatti, che ha guidato Napolitano nell’escludere il ritorno alle elezioni per potere instaurare i governi di Monti, di Letta e di Renzi ed è per questo motivo, la sottomissione all’impero europeo, che nel diluvio di commenti che accompagna le imprese di Renzi nessuno accenna, né giornalisti né politici, al primato dell’Europa che le domina. La pseudo cancellazione del Senato serve infatti, oltre al piacere di togliere di mezzo un’istituzione “vecchia”, a indebolire lo Stato e disintegrarne l’unità: eliminare gli Stati nazionali è indispensabile all’unione politica dell’Europa.

 Renzi odia il popolo italiano quanto e più (di più perché ride mentre lo tradisce) di quanto l’abbiano sempre odiato i suoi politici e governanti lungo tutta la sua storia, salvo la brevissima pausa del Risorgimento. Il dovere principale per il quale si batte è rispettare Maastricht e la moneta euro. A felicitarsi di questa fedeltà è venuta in Italia la Regina Elisabetta II e ne aveva ben donde: nella sua qualità di massimo capo della massoneria mondiale e di partecipante alla Banca Centrale Europea, così come a tutte le altre Banche Centrali, sta gioiosamente seduta sulla montagna di soldi che ha spremuto e spreme ai poveri europei, ai poveri italiani, agli imprenditori suicidi, ai milioni di lavoratori rimasti disoccupati da quando i loro governanti hanno adottato la moneta euro. È una spietata strozzina, come sono spietati strozzini i Re di Spagna, d’Olanda, del Belgio, i Rothschild, i Rockfeller e tutti gli altri azionisti delle Banche Centrali. Ancora una volta, però, giornalisti e politici hanno mantenuto il silenzio sull’obbrobriosa personalità di questa donna, dedicandosi a commentare il tenero colore dei suoi cappelli. È questo silenzio che permette agli usurai d’Europa di portare i popoli alla rovina.

Ida Magli
Roma, 5 aprile 2014  

(in caso di riproduzione si prega di citare la fonte e di riportare il link originale )

lunedì 7 aprile 2014

La Bank of England ed il Dottor Stranamore

La Bank of England ed il Dottor Stranamore che vuole arrivare al Don

di Joseph Halevi*

La recentissima pubblicazione dello studio della Bank of England conferma da fonte insospettabile che le banche creano moneta dal nulla (cioe’ non la scavano da qualche miniera, ne’ la pompano da qualche giacimento) prestandola a coloro che hanno piani di investimento o di acquisto di beni di consumo durevoli. Non ci sono quindi vincoli monetari in quanto tali. Analogamente per la Banca Centrale: puo’ convalidare qualsiasi richiesta da parte del Tesoro e puo’ in tutta tranquillita’ monetizzare debito e deficit pubblici. Scuole, ospedali, ferrovie, pensioni, universita’ e ricerca possono essere finanziate senza vincoli di bilancio ma solo reali che dipendono dalle capacita’ produttive esistenti e utilizzabili. E’ ovvio che se all’Istituzione che dovrebbe convalidare i flussi nel circuito monetario, cioe’ la Banca Centrale, viene formalmente proibito di assecondare il processo, il circuito, da qualche parte finira’ per troncarsi.

Interrogazione: quanto rischiamo coi derivati ?

L'Economia chiarisca il valore e i rischi attuali dei contratti sui derivati
Interrogazione presentata il 03 aprile 2014 da: Carla Ruocco (M5S)
http://www.lobby24.ilsole24ore.com/interrogazione/camera/2014-04/l-economia-chiarisca-valore-e-rischi-attuali-contratti-derivati-140142.php
RIVOLTA A
  • Economia e Finanze
Per sapere – premesso che:
   il Financial Times, nel giugno 2013, ha lanciato un allarme in base ai dati contenuti nel rapporto semestrale che il Ministero dell'economia e delle finanze ha inviato alla Corte dei conti (numeri ufficiali ma non pubblici), secondo cui l'Italia rischia perdite per miliardi di euro a causa di contratti su derivati ristrutturati all'apice della crisi dell'eurozona, nel 1990;
   il quotidiano della City cita il documento di ventinove pagine del Ministero con dettagli sulle transazioni sul debito italiano e sull'esposizione nella prima metà del 2012, inclusa la ristrutturazione di otto contratti derivati con banche straniere per un valore di 31,7 miliardi di euro;
   secondo gli esperti, i contratti originali risalgono alla fine degli anni 1990. In quel periodo scrive il Financial Times «Mario Draghi, attuale presidente della Bce, era direttore generale del Tesoro»;
   il Financial Times sottolinea che il rapporto non specifica le potenziali perdite dell'Italia sui derivati ristrutturati. Ma tre esperti indipendenti consultati dal quotidiano calcolano le perdite, sulla base dei prezzi di mercato al 20 giugno 2013, a circa 8 miliardi di euro;
   «gli esperti che lo hanno esaminato – aggiunge il Financial Times – hanno detto che la ristrutturazione ha consentito al Tesoro di scaglionare i pagamenti dovuti alle banche straniere su un periodo più lungo ma, in alcuni casi, a termini più svantaggiosi per l'Italia»;
   il documento del Ministero non nomina le banche né fornisce i dettagli sui contratti originali, «ma gli esperti ritengono che risalgano alla fine degli anni 1990. In quel periodo Roma aggiustava i conti con pagamenti in anticipo dalle banche per centrare gli obiettivi di deficit fissati dall'Unione europea per i primi 11 Paesi che volevano aderire all'euro. Nel 1995 l'Italia aveva un deficit di bilancio del 7,7 per cento. Nel 1998, l'anno cruciale per l'approvazione del suo ingresso nell'euro, il deficit si era ridotto al 2,7 per cento»;
   sul rapporto del Ministero, riportano il Financial Times e il quotidiano La Repubblica (26 giugno 2013), nel mese di aprile 2013 è intervenuta anche la Guardia di finanza con perquisizioni negli uffici di via XX settembre, «con un mandato di esibizione di documenti, in cerca delle confirmation letter, i contratti di stipula di quei derivati. Finora, però, il Tesoro non ha mostrato quegli originali alle Fiamme gialle» –:
   se corrisponda al vero quanto riferito dal Financial Times circa l'esistenza di un'operazione originaria rinegoziata otto volte nel corso degli anni;
   in caso affermativo, quale siano i dettagli dell'operazione originaria (tassi applicati, nozionale, durata) e quali le sue finalità;
   se non si ritenga di fornire, inoltre, una descrizione minuziosa delle altre otto ristrutturazioni (tassi, nozionale e durata), delle finalità e delle motivazioni che hanno condotto alle singole rinegoziazioni;
   quale sia il valore di mercato, alla data di chiusura, di ogni derivato anticipatamente estinto e, alla data di apertura, di ogni derivato aperto;
   quale sia il valore attuale del derivato (derivati) in essere;
   quale sia il rischio massimo connesso allo strumento finanziario in essere.
(4-04339)

martedì 1 aprile 2014

GRECIA SPOLPATA DALL'UE: SVENDUTE LE BANCHE

GRECIA SPOLPATA DALL'UNIONE EUROPEA: SVENDUTE BANCHE, DISTRUTTO IL SISTEMA SANITARIO, DECINE DI MIGLIAIA DI LICENZIATI.

martedì 1 aprile 2014
http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=2765

L’articolo del Times riporta l’approvazione di nuove “riforme strutturali” da parte del parlamento greco, una condizione imposta dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale per ottenere una nuova tranche di aiuti di 8,3 miliardi di euro, parte del pacchetto di 172 miliardi che costituisce il secondo “salvataggio”. Denaro che - come in un'immensa giostra, ma di soldi - entra nelle casse dello Stato greco per uscirne l'istante dopo in quanto usato per pagare i bond della Grecia - gravati di interessi esorbitanti - in mano alle banche tedesche e del nord Europa.

LA POLICY BANKITALIA STA STROZZANDO GLI IMPRENDITORI ?


BANCHE-ROTTE - CHI C'E' DAVVERO DIETRO LA MAXI-PERDITA DI BANCA MARCHE CHE HA PORTATO AL COMMISSARIAMENTO DA PARTE DI BANKITALIA? LA POLICY DI PALAZZO KOCH NON STARA' STROZZANDO I PICCOLI IMPRENDITORI?

Il “buco” di bilancio di Banca Marche sembra essere stato determinato anche dall’innalzamento a livelli stratosferici degli accantonamenti sui crediti generici (quelli “in bonis”). A fronte di un accantonamento percentuale in Banca Marche dello 0,97%, Unicredit accantona lo 0,50%, la Banca Popolare di Milano lo 0,44%...

Andrea Giacobino per il blog 'andreagiacobino.wordpress.com'
Sono oltre 6 mesi che Banca Marche è stata commissariata dalla Banca d'Italia. Ma nessuno, forse nemmeno il governatore Ignazio Visco, sa che fine farà l'istituto di credito su cui poggia gran parte dell'economia della regione.
Di certo c'è, nel puntuale apparire e sparire di fantomatiche "cordate" di imprenditori locali come "cavalieri bianchi" e con la banca ancora in mezzo al guado, che ad oltre mezzo anno dal provvedimento traumatico di Via Nazionale, qualcuno comincia a comporre le tessere di un mosaico. Il cui disegno non coincide esattamente con la storia finora raccontata dai grandi giornali che addebita tutto il male alla passata gestione. Ed è probabile che di questo e altro ancora si dibatterà oggi in Consiglio Regionale.
Banca Marche indexBANCA MARCHE INDEX
Secondo alcune ricostruzioni, infatti, il vero "colpo di grazia" contro Banca Marche è stato assestato immediatamente dopo il Ferragosto dello scorso anno. Per quanto risulta, infatti, malgrado 200 milioni di euro circa di accantonamenti, la bozza della semestrale 2013 era stata presentata al consiglio d'amministrazione del 1° agosto con una perdita di circa 50 milioni di euro. Questo risultato, seppur negativo, permetteva ancora alla banca di "galleggiare", visto che il patrimonio di vigilanza (definito Total Capital Ratio) continuava ad attestarsi intorno all'8%. Se questo era il preconsuntivo di periodo, come si è poi giunti alla perdita di 232 milioni al 30/06/2013?

La magistratura ipnotizzata dai banchieri

La magistratura ipnotizzata dai giochi di "prestigio" dei banchieri
La Banca della Magliana, ovvero, la vera ragione per cui i tribunali fallimentari sono un fallimento
di Marco Saba, 1 aprile 2014 (ma non è uno scherzo)



Con la pubblicazione del bollettino numero 1 del 2014 da parte della Banca d'Inghilterra (1), anche in Europa diventa ufficiale e notorio il fatto che le banche creano denaro "ad hoc" ogni qual volta effettuano dei prestiti, mutui, finanziamenti e aperture di linee di credito. Questo denaro contabile diventa denaro reale, denaro "legale", che lo stato accetta in pagamento dei tributi, delle sanzioni e, addirittura, delle spese legali originate dalle sentenze dei tribunali.

 Cade quindi la presunzione dei banchieri italiani che sostengono la difficoltà nell'estendere nuovo credito come se tale denaro dovesse essere precedentemente reperito presso correntisti, risparmiatori e/o finanziatori, che rischierebbero di perderlo in operazioni azzardate. Essendo denaro creato tramite scritture contabili, per sostenere che v'è scarsezza naturale di denaro occorrerebbe dimostrare PRIMA che v'è scarsezza di contabili disposti ad inserirlo nelle scritture ! Scarsità di computer accesi !

Ne derivano altri corollari, tra cui quello chiarissimo del fatto che la crisi è creata a tavolino, essendo ora evidente che non è la domanda che crea l'offerta di denaro, poiché se così fosse ve ne sarebbe agevolmente a sufficienza, ma semplicemente la disponibilità o meno, da parte delle banche, di crearlo.

Una prima implicazione di questa affermazione è che le banche possono quantificare e pianificare a piacimento, tramite accordi di cartello più o meno occulti, la scarsità del denaro circolante creando ciclicamente delle crisi che non sono che la parte finale del ciclo dell'esproprio pianificato dei beni offerti in garanzia dagli altri agenti economici. Ma, a differenza della Banda della Magliana, i banchieri non hanno necessità di minacciare direttamente il cliente usurato, per esempio puntando una pistola alla tempia: ci pensa il TRIBUNALE ! Già, perché nella mitologia del diritto che opera in Italia, i tribunali fallimentari sono ipnotizzati dai banchieri, CREDONO REALMENTE che la banca subisca perdite reali, anziché un mancato guadagno, quando ad esempio un cliente restituisce solo la prima rata di un mutuo, oppure non ripaga totalmente la banca del debito più gli interessi. E già, perché ci vuole forse un Nobel per capire che, se tutto il denaro viene creato dalla banca è anche vero che la banca crea solo il capitale delle anticipazioni che effettua. Ma non crea denaro a sufficienza per coprire gli interessi che pretende dal cliente, altrimenti non godrebbe della parte succosa dell'operazione: l'esproprio di beni reali col colore della legalità.

Si pensi che addirittura il Tribunale dà CREDITO A VISTA agli estratti conto forniti dalla banca e prende per ORO COLATO le dichiarazioni verbali di un qualsiasi dipendente della banca stessa,  obbligando lo sfortunato cliente, la controparte, a dimostrare che il debito NON è legittimo, invertendo l'onere probatorio.
MA COME FA IL CLIENTE A DIMOSTRARLO SE NON HA ACCESSO  ALLE SCRITTURE CONTABILI ORIGINALI CREATE DALLA BANCA ? Difatti, avendone accesso, si potrebbe dimostrare agevolmente che il capitale creato comporta per la banca solo una minima spesa, oltre la quale è solo guadagno puro (2). Da qui discendono altre considerazioni sull'usura reale che lascio a eventuali magistrati "a 5 stelle".

Si tratta quindi di un vero e proprio "gioco di prestigio", e non di un gioco di "prestidigitazione", come all'inizio dell'articolo avrà pensato qualche saputello. Il prestigio immeritato che l'ordinamento giudiziartio, ignorando i fatti, attribuisce a tutto il sistema bancario italiano. Un CREDITO, questo sì, davvero mal riposto.


Nota:

1 - Il link per scaricare il bollettino (in inglese) è:
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Pages/quarterlybulletin/2014/qb14q1.aspx

Per tutte le affermazioni successive sul rapporto Tribunali-Banche basta far riferimento all'esperienza giornaliera di qualsiasi associazione di difesa dei consumatori del settore bancario; in primis, in Italia, ADUSBEF: http://www.adusbef.it/

2 - Si veda qui la mia segnalazione a INTOSAI, l'organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo che indirizza istituzioni come, in Italia, la Corte dei Conti:
 L'ircocervo della "passività irrecuperabile" e l'hybris dei banchieri
http://seigneuriage.blogspot.it/2014/03/lircocervo-della-passivita.html

lunedì 31 marzo 2014

Tremonti: per l'Europa si fece ricorso a tuttora segretissimi derivati

Le verità di Tremonti: così l'arrivo dell'euro ci ha portati al disastro

Tremonti: "Furono gli industriali tedeschi a insistere. Temevano la nostra concorrenza se fossimo rimasti fuori dall'Ue"

 - Mer, 26/03/2014 - 09:59
http://www.ilgiornale.it/news/interni/verit-tremonti-cos-larrivo-delleuro-ci-ha-portati-disastro-1004921.html

Tutto quello che avreste voluto sapere sull'euro e nessuno ha mai osato dire ora è nero su bianco nell'ultimo libro del redivivo Giulio Tremonti. Il «cuore artificiale dell'Europa contemporanea», una moneta «che toglie più di quello che dà» sentita «come un killer venuto da fuori».

L'ex ministro abbandona i silenzi diplomatici in Bugie e verità, che Mondadori ha appena mandato in libreria (286 pagine, 18 euro), togliendo le ultime ipocrisie sugli anni recenti di storia italiana dominati dall'«internazionale della bugia».