venerdì 18 aprile 2014

IL FISCAL COMPACT Forse non tutti sanno che…

IL FISCAL COMPACT Forse non tutti sanno che…

Pubblicato in Diritto internazionale il 10/04/2014
Autore: Avv. Palma Giuseppe
http://www.diritto.it/docs/36145-il-fiscal-compact-forse-non-tutti-sanno-che

Forse non tutti sanno cos’è esattamente il Fiscal Compact, e sicuramente in pochissimi sanno che – a partire dal 2015 – segnerà per almeno due decenni le sorti delle famiglie italiane.
Da un punto di vista prettamente giuridico è un Trattato internazionale denominato “Patto di bilancio europeo” o “Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria”, sottoscritto da venticinque Stati membri dell’Unione Europea il 2 marzo 2012 (ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca).

Il nostro Parlamento, con una rapidità che non viene utilizzata per le necessarie riforme istituzionali, lo ha ratificato definitivamente nel luglio del 2012 (appena quattro mesi dopo la sua sottoscrizione) ed ha inserito in Costituzione il principio del pareggio di bilancio (art. 81 Cost).

martedì 15 aprile 2014

MPS: ADUSBEF CONTRO LA BOCCIATURA DELLA CLASS ACTION

14/04/2014 16:20

MPS: ADUSBEF CONTRO LA BOCCIATURA DELLA CLASS ACTION

L'associazione ha presentato l'impugnativa in Corte d'appello

Mps: Adusbef contro la bocciatura della class action
F
IRENZE. L’Adusbef non si arrende sull'azione collettiva proposta contro l'aumento di capitale di Mps del 2011, ed oggi ha impugnato davanti alla Corte di appello di Firenze, l'ordinanza del tribunale di primo grado che ha bocciato, dichiarandola inammissibile, la class action preparata dall'associazione nel maggio scorso. L'azione era aperta a tutti i risparmiatori che avevano partecipato all'aumento di capitale di giugno 2011. Nell'atto di citazione si chiedeva di accertare la responsabilità della banca e di risarcire i risparmiatori che sarebbero stati tratti in inganno dalle informazioni contenute nel prospetto informativo dell'aumento di capitale depositato in Consob il 17 giugno 2011. "I dati contenuti nei bilanci Mps e nel prospetto informativo - spiegava l'atto - erano assolutamente errati, incompleti e fuorvianti, non vi è dubbio che i risparmiatori siano stati tratti in inganno dagli stessi. E' evidente, infatti, che laddove dalla lettura dei bilanci e dall'esame del prospetto informativo fosse emersa una situazione economico-finanziaria della società meno solida, i risparmiatori avrebbero effettuato delle scelte di investimento differenti".

lunedì 14 aprile 2014

Luiss = Lutto dell'Università Italiana Senza Sosta

Sul Monoteismo del mercato: l’appello dei docenti Luiss a favore dell’euro
di Sebastiano Caputo - 13/04/2014
Fonte: L’intellettuale dissidente 
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48191
Questa è la parabola che ha portato questi sacerdoti travestiti da professori universitari a lanciare questo appello sulle pagine del Corriere: dal monoteismo cristiano (Università Pro Deo) si è passati poco a poco negli anni al monoteismo del Dio mercato (Luiss). Sempre Pasolini scriveva: “l’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione; e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che omologava gli italiani […] e come concorrente il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo”. E non è un caso che in una delle sedi a Roma, l’aula magna sia una chiesa sconsacrata.

Imparare dalla storia: Irlanda 1970, Chiusura delle Banche

Irlanda 1970, Chiusura delle Banche.

“Cos’è il denaro?”

Il 4 maggio apparve sull’ “Irish Independent”, il miglior quotidiano d’Irlanda, un avviso a tutto pagina, dal titolo semplice ma allarmante: “CHIUSURA DELLE BANCHE”. L’annuncio, pubblicato dalla Commissione Permanente delle Banche d’Irlanda, gruppo che rappresentava tutte le principali banche irlandesi, informava il pubblico che a causa del grave deterioramento dei rapporti industriali fra le banche e i loro impiegati, "si è giunti a una situazione in cui è impossibile per le suddette banche fornire anche il recentemente limitato servizio nella Repubblica d’Irlanda". L’annuncio proseguiva: "In tali circostanze è rammarico che queste banche annunciano la chiusura di tutti gli uffici nella Repubblica d’Irlanda a partire da venerdì 1° maggio, fino a nuovo ordine". Potrà sconvolgere l’idea che il sistema bancario di una economia avanzata potesse chiudere pressochè in blocco da un giorno all’altro, in tempi così recenti. All’epoca, tuttavia, questo esito era ampiamente previsto, non fosse altro perché si era già verificato una volta, nel 1966. L’oggetto del contenzioso fra le banche e i loro impiegati era ben noto all’ Europa della fine degli anni sessanta: l’aumento degli stipendi rispetto a quello dei prezzi. L’inflazione alta per tutto il 1969 (in autunno il costo della vita era salito più del 10% rispetto ai quindici mesi precedenti) aveva spinto il sindacato dei dipendenti a esigere un nuovo accordo sui pagamenti. Le banche si erano rifiutate, e l’Associazione irlandese dei funzionari di banca aveva decretato lo sciopero.
Fin dall’inizio, ci si aspettava che la chiusura delle banche non sarebbe stata breve, dunque ci si preparò all’eventualità. La prima reazione delle aziende fu quella di fare incetta di monete e banconote. Scrisse l’”Irish Independent”:
Ci furono prelievi massicci di contante in tutto il paese: le aziende accumulavano scorte in previsione di una chiusura. Si preannunciano ottimi affari per le compagnie di assicurazione, rivenditori di casseforti e società di sicurezza durante tutto il periodo di “shut down”. Fabbriche e altre attività dagli organici numerosi si sono attivate per ricevere denaro contante da grosse rivendite come supermercati e grandi magazzini per far fronte ai pagamenti degli stipendi.
Ma nel primo mese della crisi divenne evidente che la situazione non era poi così nera.

Le banche, oltre ai soldi, creano anche i Berlusconi

M5S a Cormano: sovranità bancaria

Milano prova a fermare i suicidi (o i suicidati ?)

Stasera Milano prova a fermare i suicidi di Stato

Suicidio
Chiamatela la fiaccolata dei Mille. Saranno almeno un migliaio stasera, in piazza Duomo a Milano, alla manifestazione contro i suicidi di Stato, organizzata dal comitato popolare «Art. 580 C. P.». Un manipolo nutrito di imprenditori, economisti (tra cui Claudio Borghi e Antonio Maria Rinaldi), sindaci, associazioni di volontariato e familiari di vittime che griderà il suo «basta» agli assassini per mano dello Stato. E sfilerà in corteo nel centro del capoluogo lombardo all’insegna di tre parole:memoria, protesta e proposta.

I manifestanti, in primo luogo, ricorderanno infatti le vittime della strage senza precedenti dovuta al combinato disposto di crisi e politica. «In soli tre anni, dal 2011 a oggi», ci dice Antonio Corcione, fondatore del comitato «Art. 580 C. P.», «più di 4000 persone si sono uccise nel nostro Paese per mancanza di lavoro. Alla fiaccolata parteciperà Tiziana Marrone, la donna a cui arrivò da Equitalia una cartella da 60mila euro dopo che suo marito, Giuseppe Campaniello, si uccise dandosi fuoco per le troppe tasse; e ci saranno i familiari di Michele D’Aloia, l’imprenditore di Sala Consilina, che si tolse la vita perché non ce la faceva ad arrivare alla fine del mese; e poi i parenti di una donna che si ammazzò perché disoccupata e perché i suoi figli erano stati affidati a una casa famiglia; e moltissimi altri testimoni di storie drammatiche come queste».

Banche: tra le migliaia di suicidi, rispunta Corso Bovio

Il silenzio sulle banche e lo 

strano suicidio di Corso Bovio

By  
Il silenzio sulle banche e lo strano suicidio di Corso Bovio
Avete mai posta attenzione al silenzio a cui siamo stati da sempre abituati, ogni volta che si dovrebbe invece parlare delle banche e del sistema creditizio in genere? Una larga parte del mondo finanziario è infatti tutt’oggi sotto il controllo di fondazioni che hanno nelle segreterie dei partiti, il vero centro nevralgico di controllo e comando. Molte altre sono invece soggette a poteri esterni alla vita politica, ma non per questo meno ombrosi. E’ il caso delle Banche Popolari.