Vale sia per banconote che denaro virtuale, sia con banca nazionale che non, sia con euro che con dollari, yen, sterline, neolire, etc. Se non si rettificano i bilanci, se non si accredita il denaro alla banca all'emissione, il gioco dei banchieri è fatto !
Scopri la storia nascosta e i piani che manipolano la finanza e il potere globale.
mercoledì 28 maggio 2014
Mediobanca, Nagel: la famiglia scappa a Londra
MEDIOBANCA GRAND HOTEL: GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE.
POSTED BY ANDREAGIACOBINO ON MAY 28, 2014
http://andreagiacobino.wordpress.com/2014/05/28/mediobanca-grand-hotel-gente-che-va-gente-che-viene/
L’indagine milanese (e ora anche torinese) che ha colpito con l’accusa di aggiotaggio l’amministratore delegato di UnipolSai Carlo Cimbri sta destando non poche preoccupazioni in Mediobanca, regista dell’operazione di fusione. Al di là di alcuni pettegolezzi che circolano con insistenza nella City milanese – e che vedrebbero l’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel avere spostato a Londra i figli e la famiglia, forse temendo possibili “sorprese” giudiziarie – resta il fatto che la più importante banca d’affari del Paese vuole tutelare l’operazione UnipolSai. Di qui una decisione per certi versi clamorosa che potrebbe giungere a breve con il passaggio di Alfonso Galante, top manager di Mediobanca in quanto responsabile del business FIG (Financial Institution Group) alla direzione generale di Unipol Banca. La controllante Unipol, comunque, smentisce ufficialmente l’arrivo di Galante.
martedì 27 maggio 2014
Fondazioni bancarie, "diversamente" filantropiche
Fondazioni bancarie, cosa rimane della filantropia tra un’inchiesta e l’altra
Nel 2013 Cariplo, Compagnia di San Paolo, CRT, Cariverona e Cariparo hanno approvato erogazioni per un totale di 418 milioni. Di questi, 118 sono andati ad arte e cultura e poco più a ricerca e istruzione. Con qualche nome noto e un conflitto di interessi: Cassa di risparmio di Torino - il cui presidente siede nel cda dell'Editrice La Stampa - assegna risorse per comprare “Fiat Panda o equivalenti” destinate alla protezione civile
Il loro nome negli ultimi tempi compare sui giornali più per i legami pericolosi con banche finite sotto inchiesta per mala gestione che per la loro attività primaria. Eppure le fondazioni bancarie che fanno riferimento all’Acri di Giuseppe Guzzetti (vicepresidente l’ex numero uno di Banca Carige Giovanni Berneschi, finito ai domiciliari giovedì scorso) dovrebbero essere innanzitutto gli enti per eccellenza deputati a finanziare attività senza scopo di lucro e di rilevante utilità sociale. Ma, anche da questo punto di vista, gli enti pubblico-privati nati a fine anni novanta con la legge Amato-Carli - relatore l’ex senatore Luigi Grillo tornato recentemente alla ribalta per il caso Expo - per sostituire lo Stato in capo alle banche pubbliche e perseguire finalità “di interesse pubblico e di utilità sociale” (grazie ai dividendi incassati dagli istituti controllati o partecipati) hanno sempre avuto un ordine di priorità un po’ diverso da quello del cittadino medio.
lunedì 26 maggio 2014
domenica 25 maggio 2014
Il Consiglio di Stato non ha competenza sul falso in bilancio bancario
R: Evasione fiscale dei gruppi bancari
27 aprile 2014
Egregio dott.Saba,
in realtà la mia attività di divulgazione scientifica è a titolo privato, di libera ricerca sulla materia.
Il Consiglio di Stato non è quindi da me "rappresentato" istituzionalmente, com'è del tutto ovvio.
L'Istituto si occupa di attività giurisdizionale in controversie ove sia parte una p.a., su domanda (appello) delle parti, e di attività consultiva in quanto investito da autorità ministeriali o indipendenti per chiederne il parere.
Entro questa cornice di legge sulle sue funzioni (previste in Costituzione), implicanti l'applicazione di norme di diritto pubblico, il Consiglio non ha quindi competenze relative alla materia societaria-commerciale, certo non d'ufficio. E la questione del falso in bilancio, nelle sue varie proiezioni, interessa i tribunali civili e penali.
Cordiali saluti,
Luciano Barra Caracciolo
Lo stato delle cose: Il debito e l'indebitamento pubblico
"Il deficit dello Stato era l'oggetto stesso delle speculazioni. Alla fine di ogni anno, c'era un nuovo deficit. Dopo quattro o cinque anni, un nuovo prestito. Ogni nuovo prestito forniva all'aristocrazia una nuova occasione per spolpare lo stato che, mantenuto artificialmente sull'orlo della bancarotta, era obbligato a trattare coi banchieri in condizioni sempre più sfavorevoli".
- Karl Marx, Le lotte di classe in Francia, 1850
sabato 24 maggio 2014
Discorso di Lannutti (ADUSBEF) al comizio M5S a Roma, 23/5/2014
BOZZA DISCORSO DI PIAZZA SAN GIOVANNI DEL 23.MAGGIO 2014.
VIDEO: http://youtu.be/eOxOtyvlw6k?t=58m

Buona sera. Sono grato a Beppe e Gianroberto per la possibilità di parlare a Piazza San Giovanni a Roma, simbolo della questione morale. Noi di Adusbef, che ci battiamo da 27 anni a difesa di consumatori e famiglie taglieggiate dalle banche e massacrate da Equitalia, che abbiamo difeso i cittadini dalle mafie invisibili, impunite cricche di malfattori che dopo aver praticato una gestione criminale del credito e del risparmio in questi giorni finiscono in galera anche per le nostre denunce, siamo onorati di stare nella piazza dove si svolsero i funerali di Enrico Berlinguer.
La raffica di inchieste che in pochi giorni sta travolgendo la cupola del potere finanziario - l'arresto dei fratelli Magnoni della Sopaf; di Alberto Micalizzi il Madoff della Bocconi dal Pm Alfredo Robledo; l’inchiesta dei magistrati di Ancona contro gli ex vertici di Banca delle Marche accusati di associazione a delinquere; lo scandalo Ubi Banca con 1 miliardo di euro consulenze erogate agli amici degli amici che coinvolge l’intoccabile padre padrone di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli; i domiciliari di ieri per il vice presidente Abi Giovanni Berneschi; l’inchiesta sulla fusione Fondiaria Sai del Pm di Milano Orsi, con il presidente Consob Giuseppe Vegas che andava a prendere ordini da Mediobanca; il processo del Pm di Trani Michele Ruggiero alle agenzie di rating, accusate dalla Corte dei Conti di aver causato un danno all’Italia di 180 miliardi di euro, segnano una svolta epocale anche dentro la magistratura, parte della quale si sentiva padrona incontrastata della giustizia.
VIDEO: http://youtu.be/eOxOtyvlw6k?t=58m
Buona sera. Sono grato a Beppe e Gianroberto per la possibilità di parlare a Piazza San Giovanni a Roma, simbolo della questione morale. Noi di Adusbef, che ci battiamo da 27 anni a difesa di consumatori e famiglie taglieggiate dalle banche e massacrate da Equitalia, che abbiamo difeso i cittadini dalle mafie invisibili, impunite cricche di malfattori che dopo aver praticato una gestione criminale del credito e del risparmio in questi giorni finiscono in galera anche per le nostre denunce, siamo onorati di stare nella piazza dove si svolsero i funerali di Enrico Berlinguer.
La raffica di inchieste che in pochi giorni sta travolgendo la cupola del potere finanziario - l'arresto dei fratelli Magnoni della Sopaf; di Alberto Micalizzi il Madoff della Bocconi dal Pm Alfredo Robledo; l’inchiesta dei magistrati di Ancona contro gli ex vertici di Banca delle Marche accusati di associazione a delinquere; lo scandalo Ubi Banca con 1 miliardo di euro consulenze erogate agli amici degli amici che coinvolge l’intoccabile padre padrone di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli; i domiciliari di ieri per il vice presidente Abi Giovanni Berneschi; l’inchiesta sulla fusione Fondiaria Sai del Pm di Milano Orsi, con il presidente Consob Giuseppe Vegas che andava a prendere ordini da Mediobanca; il processo del Pm di Trani Michele Ruggiero alle agenzie di rating, accusate dalla Corte dei Conti di aver causato un danno all’Italia di 180 miliardi di euro, segnano una svolta epocale anche dentro la magistratura, parte della quale si sentiva padrona incontrastata della giustizia.
La banda banchieri su il Fatto Quotidiano
Per la “banda degli onesti” arriva il finale a sorpresa. Giorgio Meletti, Fatto Quotidiano
Scrive Meletti: "Per fortuna il mercato, quello vero, ci vede meglio della vigilanza. Ieri hanno indagato il capo di Unipol-Fonsai ma in Borsa è crollato anche il titolo di Mediobanca. Indovinate perché? C’è un giudice (forse) a Milano. Sicuramente ce n’è uno invisibile dentro i computer di piazza Affari".
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