Dopo il QE arriverà il 'denaro dall'elicottero'?
maria grazia bruzzone @mar__bru
In questi giorni in Italia i dati Istat sul PIL, sulla fiducia di
consumatori e imprese, sugli occupati perfino, suscitano un’improvvisa,
provvidenziale ventata di ottimismo sulla ‘ripresa’ in atto - aiutata
dalla BCE, dai bassi tassi di interesse e dal crollo dei prezzi
energetici, ci viene spiegato. Una coincidenza di fattori che Draghi non
si stanca di sottolineare, invitando i governi ad approfittarne per
varare riforme strutturali serie.
Ma su fogli e blog finanziari, anche italiani, si leggono analisi
meno rosee sull’Italia e, soprattutto, sull’Europa e sull’economia
mondo, che non sta affatto bene malgrado i giganteschi sforzi espansivi
delle banche centrali, le cui armi monetarie “sarebbero ormai spuntate”.
E si arriva a prospettare soluzioni estreme, finora solo teorizzate dagli economisti
mainstream, e peraltro già lanciate da eretici come
Ellen Brown, la propugnatrice delle banche pubbliche; come il professore/blogger australiano Bill Mitchell; o come
Jeremy Corbyn, il neo-segretario dei laburisti britannici. Ma prospettate ormai anche dal ‘re degli hedge fund’ d’Europa Paul Marshall (
Sole24Ore), da
Etsuro Honda, consigliere economico del premier giapponese Abe (
Zerohedge), dall’economista
Marcello Minenna (
Corriere della sera Economia), da analisti di
Citigroup e da ultimo da
Guido Tabellini, docente e già rettore della Bocconi (
Sole24Ore), per citarne alcuni.
Davanti al controverso esito per non dire al fallimento delle
politiche di Quantitative Easing (QE) nel rilanciare economia e
occupazione e nel far lievitare l’inflazione, non resterebbe che l’
opzione nucleare, come la chiama Brown: un PQE, PeopleQE, per la
gente, secondo Corbyn. OMF, Overt Money Financing, per il prof.
Mitchell : soldi dall’elicottero, nella metafora tutta teorica di Milton
Friedman tornata in voga.
In sostanza: denaro fresco non più dato alle banche ma iniettato
direttamente nell’economia reale, in varie forme . Un’eresia scandalosa,
fino a qualche tempo fa.
Sintetizziamo qua e là.
ORIGINE DEI QE . Ormai sette anni fa, all’apice della ‘crisi
finanziaria’ del 2008 provocata dallo scoppio della bolla americana dei
mutui subprime, le banche centrali, a cominciare dalla Federal Reserve
americana, hanno lanciato una politica monetaria espansiva. Anziché
affrontare gli eccessi della finanza che avevano portato alla crisi
(lanciando riforme serie della finanza stessa, per es nella direzione di
una separazione tra banche tradizionali e banche di investimento, la
cui abolizione era stata una delle principali cause della deriva
speculativa sfociata nella crisi), hanno preferito da un lato portare a
zero i tassi di interesse, dall’altro iniettare molte migliaia di
miliardi nel sistema bancario (attraverso l'acquisizione di Titoli di
Stato), dove la liquidità si era prosciugata. Con l’obiettivo primo di
‘salvare le banche’ stesse e quindi di rilanciare l’economia.
“Toppe inadeguate utilizzate per tentare di uscire dalla crisi
finanziaria mondiale che era scaturita dallo scoppio della bolla Usa” (
qui
Sole24Ore
) .
“In sette anni la Fed ha varato tre piani di QE e continua a tenere a
zero i tassi, una cosa affatto normale , un ‘ribaltamento della
finanza’ “(ib).
Con forte ritardo la BCE ha prima portato i tassi a zero (sett 2014)
poi ha varato anch’essa un piano di Quantitative Easing che è in pratica
l’arma di ultima istanza per una banca centrale, quando non può più
agire sulla leva dei tassi, innescando con ciò la reazione di altre
banche europee di paesi non euro.
LE NOBILI MOTIVAZIONI E I SEMPRE PIU CONTROVERSI RISULTATI DEI QE,
che fanno sentire i loro effetti molto sulla finanza (e sui portafogli
dei più facoltosi) ma molto meno sull’economia reale (e sui portafogli
dei meno abbienti). Li ha clamorosamente denunciati il “re degli hedge
fund” europei
Paul Marshall , in una lettera al
Financial Times
ripresa dal Sole.
Oltre a essere talvolta del tutto inutili, come nel caso del
Giappone, che dopo aver stampato montagne di denaro si ritrova in
deflazione e recessione.
Nobili, appunto, le motivazioni: ridare fiato all’economia
mantenendo solida l’offerta di moneta destinata al sistema bancario, in
modo da evitare una contrazione del credito simile a quella degli anni
Trenta.
“Ma la realtà, molto più prosaica, è che l’acquisto di titoli di
Stato da parte delle banche centrali fa lievitare tutti gli altri
asset, dalle azioni all’immobiliare. In questo modo a beneficiare
dei vari QE è il mondo finanziario: banchieri, gestori degli hedge
funds, immobiliare (in questo l’Italia vive un altro film)”.
DISCORSO A PARTE IL QE DI DRAGHI, che secondo Marshall “rappresenta
un colossale ‘schema Ponzi’ architettato per distorcere il mercato
obbligazionario europeo a vantaggio degli indebitatissimi e stagnanti
paesi euro-periferici”. Come l’Italia, viene adombrato.
Infatti a gioire sono stati soprattutto paesi come Portogallo, Grecia
e Spagna. Oltre al nostro, che ha visto precipitare lo spread fra BTP
e Bund tedeschi da 537 punti (luglio 2012) a poco più di 100 (settembre
2015). Favorendo tuttavia in modo trasversale le classi più abbienti
d’Europa che avevano soldi da investire in Borsa – sottolineava a fine
settembre
un’analisi (di Enrico Marro) sul Sole pur vantando i soldi risparmiati dall'Italia grazie alla cura Draghi.
LE ARMI SPUNTATE DELLE BANCHE CENTRALI. Oltre ad arricchire i ricchi, “
la droga monetaria delle banche centrali ha creato dipendenza”.
Portando a tre effetti collaterali poco desiderabili – secondo uno
studio di Royal Bank of Scotland citato: una pessima distribuzione della
ricchezza, una minor produttività, e una serie crescenti di bolle
finanziarie difficili da gestire. Basti dire che in sei anni l’indice
S&P 500 [il valore in Borsa delle prime aziende quotate] è
triplicato.
“Come uscirne? Con riforme impopolari o con un altro bel QE nuovo di zecca” (
qui).
E si va avanti. Mentre la Fed continua a rinviare l’aumento dei
tassi di interesse, col timore di far scoppiare le nuove bolle, a
cominciare da quella delle Borse.
Dall’inizio della crisi le aziende quotate in Borsa hanno aumentato
molto di più il rapporto fra prezzi delle loro azioni e utili degli
utili stessi. A Wall Street questi sono aumentati del 52,1%, i primi
dell’82%, similmente in Europa (dove i profitti reali sono caduti ma il
rapporto prezzi/utili è cresciuto del 114%, idem in Giappone). “Ennesimo
segnale che la liquidità è rimasta lì, nei mercati”.
In altre parole, i soldi dei QE non vengono investiti nell’economia
reale ma nella speculazione finanziaria ovvero, in una pratica spesso
criticata [
buyback] che consiste nel vendere e ricomprare le proprie azioni per tenerne alto il prezzo.
Oggi Bank of Japan potrebbe aumentare il suo QE da 80mila a 100mila
yen/anno, etc. In due settimane ben 5 banche centrali potrebbero
lanciare ulteriori messaggi espansivi.
“L’obiettivo delle banche centrali è far ripartire l’economia e una sana inflazione”, come al solito, racconta il Sole
in un articolo di fine ottobre dal titolo “
Le armi spuntate delle Banche Centrali” .
“Fino a oggi però a uno sforzo così poderoso ha corrisposto
un risultato minimo: l’inflazione resta globalmente bassa, il
mercato del lavoro si mantiene squilibrato con salari bassi, anche nei
paesi dove la disoccupazione è bassa come in Usa e Germania [sui dati
reali della disoccupazione Usa, che non considera chi ha rinunciato a
cercare lavoro, vedi Underblog] e la crescita mondiale rallenta”.
Sempre più numerosi sono così le analisi di economisti che dubitano sulla bontà della cura.
MEGLIO FARE BONIFICI DI 8MILA EURO A TUTTI? E’ la ‘provocazione’
lanciata da Marshall re alla fine della sua lettera al FT: “Sarebbe
meglio iniettare il denaro fresco di stampa su grandi progetti
infrastrutturali. Oppure – arriva a dire il finanziere britannico - fare
un nuovo tipo di QE: un bel bonifico direttamente nei conti correnti di
ogni singolo cittadino. Per il Regno Unito si tratterebbe di 5800
sterline (quasi 8mila euro) a persona, neonati compresi. Funzionerebbe?
Non sia, ma almeno sarebbe più giusto”.
Alla stessa provocatoria conclusione
arriva Minenna sul
Corriere Eco
(“
Mille miliardi sul tavolo, chi li ha visti?”,
ripreso da
ItaliaOggi
). “In Italia continua a non esserci inflazione, esordisce (-0,4% a
settembre, +0,2% nel 2015), nell’ UE va anche peggio (-0,1%). Che le
misure approntate finora siano servite a poco in termini di inflazione
non è più un mistero”.
“Il problema infatti è la persistente difficoltà a erogare nuovo credito. Nell’ultimo anno una
valanga di liquidità ha sommerso le banche ma ben poco è arrivato a imprese e famiglie:
da inizio anno i prestiti bancari sono scesi dello 0,5%”. Malgrado i
miliardi – 1000- erogati dalla BCE già a fine 2011-inizio 2012 (col
meccanismo del Ltro)che le banche avevano usato per gestire i loro
rischi e i successivi 400 miliardi (100 alle banche italiane) del
Tltro che tentava di obbligare le banche a prestare, e quelli del
vero e proprio QE partito un ano fa.
“Che fare?Raddoppiare il QE servirebbe a poco. Per far ripartire
la domanda i soldi devono arrivare a consumi e investimenti. Cosicché
anche l’inflazione abbia qualche chance di risollevarsi. Una possibilità
sarebbe modificare regole - e sanzioni alle banche che non prestano.
In alternativa si rischia di dover
bypassare le banche e, come predica Jeremy Corbyn, in Inghilterra, dover ricorrere all’estremo:
lanciare banconote dagli elicotteri. Sperando che non sia troppo tardi”.
Corbyn, il nuovo leader laburista di estrema sinistra che è stato tra
i primi a infrangere il tabù, aveva proposto di dare alla Bank of
England un nuovo mandato per rilanciare l’economia investendo su larga
scala in case, energia, trasporti e progetti digitali. L’ha chiamato
PQE-
QE for the People, vale a dire per la gente, contrapponendolo al
QE per la finanza e per i ricchi, elargito fino ad oggi. Gli
investimenti verrebbero fatti attraverso la Banca Nazionale degli
Investimenti.
DENARO DALL’ELICOTTERO SULL’ECONOMIA. E’ ormai il tema.
“Draghi ha accennato a una serie di strumenti ancora a disposizione (
vedi qui).
Si parla anche di una misura mai messa in pratica ma suggerita a suo
tempo da Milton Friedman [il padre del liberismo economico]: mettere il
denaro direttamente nei conti correnti dei cittadini, a patto che li
spendano. E’ il cosiddetto
Helicopter Drop, denaro gettato sull’economia” conclude a sua volta un altro articolo del
Corriere Eco.
Zerohedge
ne aveva parlato esplicitamente
già a settembre 2013:
“L’elicottero di Bernanke scalda i motori”, titolava, citando sia
un saggio del 2002 dell’allora governatore della Fed, sia Larry Summers
che già criticava la politica dei QE.
E’ ancora
Zerohedgea raccontare
il 10 ottobre scorso l’ipotesi di un People-QE avanzata da Honda,
il consigliere del premier del Giappone Abe, davanti al fallimento
dell’Abenomics (la cura nipponica base di QE),
ben documentato qui.
“
Si comincia: la maggiore banca di investimenti dell’Australia dice che il ‘denaro dall’Elicottero’ arriverà fra 12-18 mesi”,
titola a settembre di quest’anno
Zerohedge
, citato da
Ellen Brown in un suo post titolato “
E’ tempo per l’opzione nucleare: dare denaro a Main Street” – ai cittadini.
“Oggi tutto il denaro in circolazione virtualmente viene creato come
debito delle banche ma la gente [e l’economia reale] non può più
sobbarcarsi più debito. Il QE cerca di rigonfiare la quantità di moneta
circolante fornendo denaro alle banche per creare nuovo debito, ma
questa politica è fallita. E’ tempo di fornire un po’ di
moneta libera dal debito all’economia reale”.
La predizione di
Zerohedge si basa su un’analisi di Macquire, la maggior banca di
investimento australiana che, constatato che le politiche attuali non
funzionano, si chiede se “il settore pubblico non possa riuscire là dove
il settore privato è incapace di far circolare il denaro in modo
soddisfacente. In sostanza: invece di agire attraverso i mercati delle
obbligazioni e il settore bancario,
perché il settore pubblico non potrebbe bypassare i mercati tutti e iniettare stimoli direttamente nel flusso sanguigno dei paesi? Avrebbe di sicuro un impatto maggiore”.
Del resto, a raccomandare il ‘denaro dall’elicottero’ è persino il capo degli economisti’ globali’ di
Citygroup, una delle maggiori banche americane. Allo scopo di evitare una recessione globale imminente.
Lo scenario previsto dagli economisti della megabanca Usa prevede che
nel 2016 inizi una recessione globale a partire dalla Cina.
“L’incertezza resta, ma una risposta politica tempista ed efficace può
aiutare a diminuire il rischio… Soldi dall’elicottero in Cina, area
euro, Usa e Regno Unito unita a una ristrutturazione dei debiti può
mitigare l’impatto e, se fatto subito, prevenire la recessione nei
prossimi due anni”.
Mitchell, docente e blogger australiano, concorda. Ma propone di chiamarlo non PQE ma
OMF- Overt Money Financing,
finanziamento monetario aperto, o palese. "Denaro iniettato direttamente nell’economia,
un tabù per gli economisti
mainstream".
"Apparentemente perché produrrebbe inflazione. In realtà per due ragioni:
taglierebbe fuorii traders privati dalla loro dose di
corporate welfare, benefici che, a differenza di quelli per malati e disoccupati li hanno arricchiti all’estremo;
spazzerebbe viala ‘scimmia del debito’ usata per massacrare i governi alle prese coi deficit fiscali".
Banche, finanza e grandi
corporations sono insomma i maggiori oppositori.
Negli Usa come in Europa.
LA PROPOSTA E’ STATA GIA’ POSTA SUL TAVOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO,
per iniziativa del Comitato per gli affari economici e monetari della
BCE, nella
bozza del report annuale 2012 – ricorda il prof. Mitchell. E ne cita due paragrafi, il 9 e il 10.
Nel primo si riconosce come gli strumenti di politica monetaria messi
in campo dall’inizio della crisi abbiano mostrato i loro limiti nello
stimolare la crescita e migliorare la situazione del mercato del lavoro;
e si afferma che la BCE potrebbe esplorare
nuove misure non convenzionali al fine di partecipare a un vasto
programma UE per la crescita, compreso l’uso della Emergency Liquidity
Assistance – un fondo speciale di cui la BCE dispone – per un
‘finanziamento monetario palese’ del debito governativo per finanziare
tagli di tasse delle famiglie a basso reddito e/o nuovi programmi di
spesa focalizzati sugli obiettivi di Europa 2020.
Nel secondo si considera la necessità di rivedere i Trattati UE e gli
statuti della BCE così da stabilire la stabilità dei prezzi e il pieno
impiego come gli obiettivi della politica monetaria dell’eurozona.
“Questi paragrafi sono stati espunti dal report, in gran parte a causa della paranoia sull’iper-inflazione della Germania”,
scrive il professore. Convinto che il Finanziamento Monetario Aperto
sarebbe il miglior modo per venire a capo della crisi dell’Eurozona
senza buttar giù l’UE. Questi i vantaggi:
1 La BCE direbbe agli Stati membri che metterebbe a disposizione gli
euro per permettere spese in deficit per accrescere produzione e
impiego. 2 Non verrebbe prodotto nuovo debito. 3 Non verrebbero alzate
le tasse. 4 Gli interessi non salirebbero. 5 Una Garanzia del Lavoro
verrebbe subito introdotto. 6 La Troika potrebbe ritirarsi – non più
salvataggi. 7 Quando si arrivasse alla crescita, cambiamenti strutturali
– migliori servizi, migliori scuole, un miglior sistema sanitario -
potrebbero essere implementati.
DRAGHI HA DI NUOVO PARLATO DI MISURE NON CONVENZIONALI.
"IL QE PUO' CAMBIARE.
Il professor Tabellini domenica scorsa (1/11) prende sul serio le parole di Draghi e avanza proposte che ne precisano l’idea, pur senza citare l’elicottero.
“I Trattati europei impediscono alla banca centrale di finanziare
direttamente un’espansione fiscale. Ma, anziché finanziare un taglio
delle imposte, la BCE potrebbe decidere di stampare più moneta
versandola direttamente sui depositi e sui conti correnti postali dei
cittadini… Oppure la BCE potrebbe acquistare titoli perpetui (con
scadenza illimitata) per contribuire a finanziare investimenti
pubblici…Inoltre potrebbe cambiare le regole che si è data nella
conduzione della politica monetaria…alzando temporaneamente il suo
obiettivo di inflazione tutte le volte che i prezzi scendessero sotto il
sentiero prestabilito.
Le idee non mancano, insomma. Quanto ai rischi di iper-inflazione, il post di Ellen Brown li minimizza.
“Il problema oggi non è l’inflazione, ma la deflazione. E
aggiungere denaro nell’economia non farebbe alzare i prezzi fino a che
la domanda non è saturata e la produzione non raggiunge la sua piena
capacità” .
“Se poi il PQE /OMF andasse oltre la capacità produttiva, il governo
non avrebbe bisogno di rapportarsi alla banca centrale per ritirare il
denaro in eccesso dalla circolazione . Lo potrebbe fare attraverso le
tasse (che negli Usa rappresentano il 24% per PIL). E ci sono altri
sistemi che il Tesoro potrebbe utilizzare: per esempio
chiudendo le scappatoie fiscali,
tassando i $21.000 miliardi nei paradisi fiscali, e
aprendo banche pubbliche che riporterebbero al governo gli
interessi sui prestiti. L’interesse netto delle banche Usa nel 2014
ammontava a $423 miliardi – ricorda Brown, americana e grande
propugnatrice delle banche pubbliche.
Il fatto è che, se non scarseggiano le idee, non mancano neppure le
resistenze di banche, finanza e
corporations
. Negli Usa come nell’ UE. Dove
un recentissimo articolo del
Financial Times ha rilanciato il tema dei conflitti di interesse
della stessa BCE, che intrattiene rapporti con finanzieri, spesso
informati alla vigilia di importanti decisioni della banca,
come accaduto lo scorso maggio.
Del resto azionisti della BCE sono le banche centrali, solo alcune
delle quali sono pubbliche. Non lo è per es Banca d’Italia, quarta
azionista BCE, terza dell’Eurozona. Ma non lo è
nemmeno la Fed, la Federal Reserve americana, i cui azionisti sono le
grandi banche