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venerdì 18 dicembre 2015
giovedì 17 dicembre 2015
Scandalo banche: si indaga per truffa
Scandalo banche: si indaga per truffa, faro su Bankitalia e Consob
17 dicembre 2015, di Alessandra CaparelloNon si placa la polemica intorno alla vicenda del salvataggio da parte del governo guidato da Matteo Renzi grazie ai soldi dei risparmiatori di quattro banche sull’orlo del fallimento, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti.
E proprio i risparmiatori rappresentati da Federconsumatori guidata da Rosario Trefiletti e Adusbef di Elio Lannutti hanno presentato un esposto. Stando a quanto riporta Repubblica ,la denuncia mossa dinanzi alla procura di Arezzo guidata da Roberto Rossi riguarda l’omessa vigilanza della Banca d’Italia e “di altri soggetti” – come si legge nelle carte – “che hanno provocato un danno enorme, bruciando il risparmio di migliaia di persone”.
Andando indietro nel tempo, nel 2013 all’interno di banca Etruria accadono due avvenimenti molto importanti: da una parte l’aumento di capitale per 100 milioni di euro effettuato a luglio e rilevatosi insufficiente e dall’altra l’emissione di circa 120 milioni di euro di obbligazioni subordinate. Da qui l’esposto delle due associazioni dei consumatori che puntano il dito proprio contro Bankitalia e la Commissione nazionale per la società e la borsa, i due organismi che dovevano controllare e vigilare, esposto portato all’attenzione della procura aretina che potrebbe sfociare nell’apertura di una quarta indagine sul reato di truffa ai danni dei clienti della banca.
Nell’esposto vengono citati due passaggi del prospetto di Bankitalia emesso all’epoca dell’aumento patrimoniale effettuato a luglio del 2013 da Banca Etruria:
“Al momento gli esiti dell’ispezione non sono noti e prevedibili e quindi ove la qualità del portafoglio creditizio e delle garanzie a mitigazione del relativo rischio dovessero essere considerate non pienamente soddisfacenti, i requisiti aggiuntivi richiesti da Banca d’Italia potrebbero essere innalzati”.
mercoledì 16 dicembre 2015
Prigionieri delle banche: la tutela dei nostri risparmi è battaglia di libertà
Mercoledì, 16 Dicembre 2015 06:07
Prigionieri delle banche: la tutela dei nostri risparmi è battaglia di libertà (prima puntata)
http://lavocedeltrentino.it/index.php/877-anno2013/prima-pagina/la-parola-al-direttore/23963-prigionieri-delle-banche-la-tutela-dei-nostri-risparmi-e-battaglia-di-liberta-prima-puntata
Il crac delle banche " amiche" (di Renzi & C.) con la
messa sul lastrico di migliaia di risparmiatori altro non è che il
gravissimo segnale della crisi del sistema bancario italiano.
Le quattro banche fallite ma " salvate" con decreto del
governo: Cariferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Caririeti, sono la
punta dell'iceberg: il sistema bancario italiano accusa, nel suo
complesso, una sofferenza di ben 200 miliardi di euro. (nella foto la
protesta alla Banca d'Itallia di Trento ancora nel lontano 12 settembre 2008)
Ci sono evidenti responsabilità manageriali unite a precise
responsabilità politiche che saranno delineate (almeno questa è la
speranza) dalle indagini avviate dalla magistratura, mentre è annunciata
(con il consenso di tutti) la costituzione di una commissione di
inchiesta parlamentare.
La storia d'Italia, dalla sua unità, è costellata da scandali bancari
con non trascurabili intrecci di natura politica. Clamoroso quello della
Banca Romana che esplose alla fine dell' 800 con il coinvolgimento di
alcuni settori della sinistra storica e dei governi Crispi e Giolitti.
Il " caso" della Banca Romana provocò inchieste della magistratura e parlamentari, con arresti "importanti", rapimenti e persino delitti.
Per mettere in sicurezza il sistema bancario e liberarlo dalla speculazione dei titoli " tossici" e dalla finanza " creativa" che sono veri imbrogli, è necessario recuperare la sovranità monetaria. Non esiste sovranità popolare se non c'è sovranità monetaria. La moneta deve appartenere al popolo e il reddito di signoraggio va tolto alle banche, che sono aziende private a tutti gli effetti.
Anche Bankitalia, dopo la privatizzazione delle banche dell'IRI voluta
da Romano Prodi, è privata, e di proprietà delle banche medesime.
L'unico ente pubblico presente in Bankitalia è l'INPS (con la
partecipazione del 5% del capitale).
Che cos'è il signoraggio?
Tralasciando il significato storico (di derivazione medioevale "aggio
del signore"), il signoraggio è la differenza tra il valore nominale
della moneta e il suo costo di stampa. Ecco un semplice esempio. Se il
costo di stampa della moneta di 5 euro è 30 centesimi, il reddito
conseguito dalla BCC (Banca Centrale Europea) che stampa la moneta è di
4,70 euro (signoraggio primario), mentre il signoraggio secondario è il meccanismo del c. d. " moltiplicatore monetario" utilizzato dalla banche di credito (proprietarie delle banche centrali).
La Banca d'Italia (di proprietà delle banche private,
di società di assicurazioni per il 94,33% e per 5,67% da INPS e INAIL:
situazione al 31.12.2014) ha la partecipazione del 12,3108 della BCE,
che, a tutti gli effetti, è banca privata. Di conseguenza, l'euro è di
proprietà privata della BCE.
Ma gli Stati dell'UE (tranne Inghilterra, Svezia e Danimarca che hanno
conservato le rispettive monete nazionali) comperano gli euro con i
titoli del debito pubblico. Da qui, lo stretto legame tra moneta (euro) e
debito pubblico nazionale. La bolletta finanziaria dell'Italia
(ammontare degli interessi passivi sui titoli di Stato) varia tra i 70
ai 100 miliardi di euro all'anno (punta massima 99 miliardi nel 1992).
Per il 2015 la previsione è una bolletta di ca 70 miliardi di euro (pari al 4,3% del Pil)
Prima domanda. Perché " regalare" al sistema
delle banche, che sono aziende private, il reddito di signoraggio? Si
rivendichi la sovranità monetaria, assicurando il reddito di signoraggio
alla Stato, cioè a tutti noi!
Seconda domanda. Perché l'operato della BCE e delle banche centrali nazionali è insindacabile, secondo gli articoli 107 (1) e 105A (2) del Trattato di Maastricht? Si chieda l'abolizione di tali norme o si esca dall'UE!
(1) Articolo 107 del Trattato di Maastricht
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei
doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC,
né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi
organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle
istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né
da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari
nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo
principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi
decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali
nell'assolvimento dei loro compiti.
(2) Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di
banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali
nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e
dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi
corso legale nella Comunità.
2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.
domenica 13 dicembre 2015
La Procura di Roma apre inchiesta su Bankitalia
#Crac banche: su denuncia Adusbef e Federconsumatori a 9 Procure, la procura Roma ha aperto inchiesta su operato #Bankitalia. Risparmio tradito stavolta non resterà impunito
Le evidenti responsabilità dell’omessa vigilanza nei casi di Banca Marche CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria, e di altre due banche venete, denunciate da Adusbef e Federconsumatori a 9 Procure della Repubblica il 3 dicembre scorso saranno accertate dalla Procura di Roma, che ha aperto un'inchiesta su Bankitalia.
Adusbef e Federconsumatori che avevano ipotizzato i reati di truffa, appropriazione indebita, ed omessa vigilanza (altro che ostacolo alla vigilanza) ringraziano il Procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone per la sensibilità dimostrata verso una truffa gigantesca ed annesso esproprio criminale del risparmio, che ha ridotto sul lastrico 130.000 famiglie vittime di Bankitalia, che ha portato una vittima ad impiccarsi ad una ringhiera dopo aver perso sudore e sacrifici di una vita, con analogo esproprio di altri 208.000 azionisti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.
I vertici di Bankitalia, a cominciare dal Governatore Ignazio Visco e dal capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo, non possono più restare al loro posto per l’evidente inidoneità a tutelare il bene sacro del risparmio, per non far replicare tra qualche anno, le tragedie del risparmio tradito, come già accaduto 10 anni fa con i crac di Cirio, Parmalat e dei tango bond. Se questi signori non avranno la sensibilità di dimettersi, devono essere destituiti per decreto, assieme a Giuseppe Vegas presidente CONSOB per non far restare impunito il risparmio tradito e la fisico al collasso nelle banche. Infine, Adusbef e Federconsumatori, la cui delegazione parteciperà oggi al sit in a Firenze delle vittime di Bankitalia e delle banche, chiedono il rimborso integrale dei risparmi rubati, attingendo dai conti economici di Bankitalia e dai dividendi pari a 380 milioni annui pagati alle banche socie, ritenendo inaccettabile l'elemosina di Stato concessa da arbitri incostituzionali, non essendo tollerabile confondere diritti e dignità con elargizioni elemosinali.
Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,13.12.2015
Le evidenti responsabilità dell’omessa vigilanza nei casi di Banca Marche CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria, e di altre due banche venete, denunciate da Adusbef e Federconsumatori a 9 Procure della Repubblica il 3 dicembre scorso saranno accertate dalla Procura di Roma, che ha aperto un'inchiesta su Bankitalia.
Adusbef e Federconsumatori che avevano ipotizzato i reati di truffa, appropriazione indebita, ed omessa vigilanza (altro che ostacolo alla vigilanza) ringraziano il Procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone per la sensibilità dimostrata verso una truffa gigantesca ed annesso esproprio criminale del risparmio, che ha ridotto sul lastrico 130.000 famiglie vittime di Bankitalia, che ha portato una vittima ad impiccarsi ad una ringhiera dopo aver perso sudore e sacrifici di una vita, con analogo esproprio di altri 208.000 azionisti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.
I vertici di Bankitalia, a cominciare dal Governatore Ignazio Visco e dal capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo, non possono più restare al loro posto per l’evidente inidoneità a tutelare il bene sacro del risparmio, per non far replicare tra qualche anno, le tragedie del risparmio tradito, come già accaduto 10 anni fa con i crac di Cirio, Parmalat e dei tango bond. Se questi signori non avranno la sensibilità di dimettersi, devono essere destituiti per decreto, assieme a Giuseppe Vegas presidente CONSOB per non far restare impunito il risparmio tradito e la fisico al collasso nelle banche. Infine, Adusbef e Federconsumatori, la cui delegazione parteciperà oggi al sit in a Firenze delle vittime di Bankitalia e delle banche, chiedono il rimborso integrale dei risparmi rubati, attingendo dai conti economici di Bankitalia e dai dividendi pari a 380 milioni annui pagati alle banche socie, ritenendo inaccettabile l'elemosina di Stato concessa da arbitri incostituzionali, non essendo tollerabile confondere diritti e dignità con elargizioni elemosinali.
Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,13.12.2015
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