Scopri la storia nascosta e i piani che manipolano la finanza e il potere globale.
domenica 27 dicembre 2015
domenica 20 dicembre 2015
BANCHE: Unc chiede le dimissioni del capo della vigilanza
BANCHE: Unc chiede le dimissioni del capo della vigilanza di Bankitalia
http://www.consumatori.it/comunicati-stampa/banche-unc-chiede-le-dimissioni-del-capo-della-vigilanza-di-bankitalia/
Carmelo Barbagallo smentito da Ue sul blocco intervento Fondo Tutela
Roma, 10 dicembre 2015 – “Chiediamo le dimissioni del capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, visto che tutto ha fatto Bankitalia, fuorché vigilare” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo quanto dichiarato ieri dal capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, in audizione alla Camera, l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi nel salvataggio delle 4 banche in crisi non sarebbe stato possibile per la preclusione manifestata da uffici della Commissione Europea. Peccato che Barbagallo sia poi stato smentito dagli uffici comunitari e da un documento di Bruxelles, secondo il quale c’erano tre possibili strade per salvare le 4 banche italiane e loro non ne hanno favorita nessuna.
“Una figuraccia che si aggiunge alla mancata vigilanza. Bankitalia è intervenuta più volte dentro le banche fallite, rilevando delle anomalie negli anni precedenti ai default, ma non ha mai ritenuto di dover avvisare il mercato. In particolare, per Banca Marche, non l’ha fatto nel 2012 quando c’è stato l’aumento di capitale. Gli azionisti, di conseguenza, sono stati indotti ad acquistare azioni ed obbligazioni secondarie, confidando nell’efficienza e nella validità di Banca Marche. Ora qualcuno deve pagare per questo e non può che essere il responsabile della vigilanza. Per questo chiediamo le sue dimissioni” ha proseguito Dona.
Roma, 10 dicembre 2015 – “Chiediamo le dimissioni del capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, visto che tutto ha fatto Bankitalia, fuorché vigilare” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo quanto dichiarato ieri dal capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, in audizione alla Camera, l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi nel salvataggio delle 4 banche in crisi non sarebbe stato possibile per la preclusione manifestata da uffici della Commissione Europea. Peccato che Barbagallo sia poi stato smentito dagli uffici comunitari e da un documento di Bruxelles, secondo il quale c’erano tre possibili strade per salvare le 4 banche italiane e loro non ne hanno favorita nessuna.
“Una figuraccia che si aggiunge alla mancata vigilanza. Bankitalia è intervenuta più volte dentro le banche fallite, rilevando delle anomalie negli anni precedenti ai default, ma non ha mai ritenuto di dover avvisare il mercato. In particolare, per Banca Marche, non l’ha fatto nel 2012 quando c’è stato l’aumento di capitale. Gli azionisti, di conseguenza, sono stati indotti ad acquistare azioni ed obbligazioni secondarie, confidando nell’efficienza e nella validità di Banca Marche. Ora qualcuno deve pagare per questo e non può che essere il responsabile della vigilanza. Per questo chiediamo le sue dimissioni” ha proseguito Dona.
sabato 19 dicembre 2015
venerdì 18 dicembre 2015
giovedì 17 dicembre 2015
Scandalo banche: si indaga per truffa
Scandalo banche: si indaga per truffa, faro su Bankitalia e Consob
17 dicembre 2015, di Alessandra CaparelloNon si placa la polemica intorno alla vicenda del salvataggio da parte del governo guidato da Matteo Renzi grazie ai soldi dei risparmiatori di quattro banche sull’orlo del fallimento, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti.
E proprio i risparmiatori rappresentati da Federconsumatori guidata da Rosario Trefiletti e Adusbef di Elio Lannutti hanno presentato un esposto. Stando a quanto riporta Repubblica ,la denuncia mossa dinanzi alla procura di Arezzo guidata da Roberto Rossi riguarda l’omessa vigilanza della Banca d’Italia e “di altri soggetti” – come si legge nelle carte – “che hanno provocato un danno enorme, bruciando il risparmio di migliaia di persone”.
Andando indietro nel tempo, nel 2013 all’interno di banca Etruria accadono due avvenimenti molto importanti: da una parte l’aumento di capitale per 100 milioni di euro effettuato a luglio e rilevatosi insufficiente e dall’altra l’emissione di circa 120 milioni di euro di obbligazioni subordinate. Da qui l’esposto delle due associazioni dei consumatori che puntano il dito proprio contro Bankitalia e la Commissione nazionale per la società e la borsa, i due organismi che dovevano controllare e vigilare, esposto portato all’attenzione della procura aretina che potrebbe sfociare nell’apertura di una quarta indagine sul reato di truffa ai danni dei clienti della banca.
Nell’esposto vengono citati due passaggi del prospetto di Bankitalia emesso all’epoca dell’aumento patrimoniale effettuato a luglio del 2013 da Banca Etruria:
“Al momento gli esiti dell’ispezione non sono noti e prevedibili e quindi ove la qualità del portafoglio creditizio e delle garanzie a mitigazione del relativo rischio dovessero essere considerate non pienamente soddisfacenti, i requisiti aggiuntivi richiesti da Banca d’Italia potrebbero essere innalzati”.
Iscriviti a:
Post (Atom)