lunedì 26 settembre 2016

Proposta ai 5 stelle: un euro a 5 stelle per tutti !

Proposta ai 5 stelle: un euro a 5 stelle per tutti !
by: The Money Doctor

!!! AGGIORNAMENTI: 
1. - Pagina facebook del Pronto Soccorso MONETA NOSTRA 
2. - MODULO DEPOLITICIZZATO SUGGERITO DALL'AVV. MDL



Non c'è bisogno di uscire dall'Euro o dall'Europa, basta autogestirsi come fanno i banchieri: bozza di metodo di pagamento standard

Nota Bene: Tutti possono "creare" moneta elettronica ma non "emetterla contro fondi esistenti", attività autorizzata solo alle banche e agli intermediari finanziari. Le banche e gli altri autorizzati, iscritti ad un albo apposito presso Banca d'Italia, possono solo "emettere" moneta elettronica contro fondi esistenti.
Le banche del SEBC e la BCE possono "creare" solo banconote e limitare la coniazione di monete che viene fatta dagli stati.


(La procedura standard sotto riportata vale per ogni e qualsiasi pagamento)
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Milano, 26 settembre 2016

(vanno solo aggiunti i codici fiscali che valgono come denominazione del conto fiscale ed i nominativi dei soggetti)

Egregio Sig/ Egregia Sig.ra, xxxxxxxx

ho ricevuto la Sua nota che mi addebita 20 EURO, (Oppure: ho deciso di donarle 20 euro)

1 - Tenuto conto che il Tribunale di Bolzano, con l'ordinanza 06/07/16 afferma: “quanto, invece, alla violazione dell’art 127 (ex art 105) del trattato istitutivo dell’Unione Europea, non si capisce per quale motivo la creazione di moneta attraverso il sistema bancario possa violare tale norma, che nulla dispone in tal senso, come è assolutamente irrilevante il riferimento all’art 10 TUB, che non vieta tale sistema, posto che comunque l’Euro è una moneta non rappresentativa, per cui non è richiesto un controvalore per ogni biglietto stampato come all’era del sistema aureo...”. e che - per il principio di uguaglianza e reciprocità - tutti, non solo le banche, possono creare denaro elettronico fiduciario denominato in euro, perché a nessuno viene vietato di farlo (la semplice emissione contro denaro preesistente è invece normata e limitata ai possidenti i requisiti di legge);

2 - Tenuto conto che il comitato di liberazione nazionale ha deciso di mettere subito in pratica tale possibilità dando ad ogni cittadino la facoltà di creazione dell'euro elettronico a  5 stelle (EURO5S) che si differenzia dall'euro elettronico bancario solo per la contabilizzazione corretta che per il primo deve esserne obbligatoriamente tenuta e che ne mantiene la stabilità;

3 - Tenuto conto che i debiti vanno saldati subito per mantenere la solvibilità e liquidità del mercato;

4 - Con la presente creo 20 euro elettronici che Le invio allegati invitandola a contabilizzarli correttamente subito, a saldo e stralcio del mio debito pregresso, provvedendo io stesso a contabilizzarne correttamente la creazione, ovvero mettendo nelle ENTRATE la quantità di euro creati e nelle USCITE quelli spesi.

5 - Non è necessario che Lei risponda alla presente in quanto la ricevuta elettronica di consegna vale per quietanza d'effettuato pagamento.

CAVEAT: Qualora il pagamento non venisse accettato, il debito si considererà comunque estinto poiché, come saprà, non è consentito rifiutare l'euro come mezzo di pagamento finale.

Cordiali saluti,

Firma: XXXXXXXX

Totale: 20 EURO5S elettronici, allegati sotto
€€€€€ €€€€€ €€€€€ €€€€€

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Inspired by Nathan Rothschild. In "The Rothschilds: A Family Portrait", by Frederic Morton, 1961:
https://books.google.it/books?id=uwTjBAAAQBAJ&pg=PT72&dq=From+then+on+the+bank+of+england+would+be+pleased+to+cash+any+rothschild+chek+nathan&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjn44qH9srPAhVBWhoKHdUqDO4Q6AEIMDAC#v=onepage&q=From%20then%20on%20the%20bank%20of%20england%20would%20be%20pleased%20to%20cash%20any%20rothschild%20chek%20nathan&f=false
"When Nathan did make a fuss, the Bank of England trembled. He once presented for payment there a draft he had received from his brother Amschel. The bank returned it on the ground that it cashed only its own notes., not those of private individuals. "Rothschild are not private individuals!" the banker thundered. His revenge is legendary. He appeared in Threadneedle Street nex morning and asked that ten-pound note be exchanged for gold. An astonished teller complied. Nathan repeated the request all morning, all day long; and so did nine clerks of his, with nine other equally swollen purses at nine other windows. In one day he reduced the bank's gold reserves by almost 100,000 pounds.
At the opening hour of the next day the stout, relentless man was back again with his note-laden clerks. A bank executive appeared and asked, with a nervous laugh, how long this jest was to be kept up ?
"Rothschild will continue to doubt the Bank of England's notes," said Nathan, "as long as the Bank of England doubts the Rothschild notes."
At Threadneedle Street a directors' meeting was hastily convoked. It declared that henceforth the bank would be pleased to cash any check of the five brothers."

mercoledì 21 settembre 2016

COMMISSIONE FINANZE: Riciclaggio settore finanziario, audizione gen. Ferla

http://webtv.camera.it/evento/9953 Martedì 20 Settembre 2016 ore 13:00

COMMISSIONE FINANZE - Riciclaggio settore finanziario, audizione generale Ferla Alle ore 13 la Commissione Finanze ha svolto l'audizione del direttore della Direzione investigativa antimafia, generale Nunzio Antonio Ferla, sulle tematiche relative al riciclaggio nel settore finanziario.

sabato 17 settembre 2016

Liquidità UNICREDIT: CONSOB e BANCA D'ITALIA sapevano dal 2015


Roma, 27 marzo 2015

Giuseppe Vita Presidente Unicredit spa
via A. Specchi n.16  
00186 Roma

Maurizio Lauri Presidente Collegio Sindacale
Unicredit spa
Piazza Gae Aulenti n.3
20154 Milano

e p.c. Ignazio Visco Governatore Banca D’Italia
via Nazionale n.91
00184 Roma

e p.c. Giuseppe Vegas Presidente Consob
via G.B. Martini n.3
00195 Roma


Oggetto: in merito alle osservazioni e richieste anche ai sensi dell’art. 2408 c.c. per la liquidità generata da Unicredit e non contabilizzata negli atti societari.


Signor Presidente del Consiglio di Amministrazione,
Signor Presidente del Collegio Sindacale,

in merito a pregresse comunicazioni gli istanti Carlo Sibilia, Marco Saba ed Elman Rosania reiterano tutto quanto da loro richiesto in precedenza, soprattutto con le brevi considerazioni svolte sulle trimestrali dell’esercizio 2014, il cui bilancio è stato approvato il recente 12.03.2015 dal Consiglio di Amministrazione di Unicredit e verrà discusso alla prossima assemblea dei soci Unicredit del 13.05.2015.
La questione in oggetto afferisce alla importante vicenda della nuova liquidità che l’Istituto di credito genera attraverso il meccanismo di erogazione di prestiti alla clientela e contemporanea erogazione delle relative somme mediante depositi bancari.
Nelle trimestrali dell’esercizio 2014 e nel bilancio 2014 varato il 12.03.2015 dal Consiglio di Amministrazione di Unicredit non risulta correttamente contabilizzata tale liquidità creata dalla banca e utilizzata preminentemente per impieghi e prestiti alla clientela.
Si constata che questo denaro creato, impiegato per effettuare prestiti alla clientela, non è stato contabilizzato nelle attività bancarie all’atto della sua creazione, rendendo per tale ragione incompatibile l’iscrizione degli impieghi verso clienti tra le voci dell’attivo di bilancio rispetto ai principi di contabilità IAS/IFRS.
A ben vedere, si tratta di una liquidità effettiva ovvero di moneta legale dal momento che la stessa, una volta erogata a beneficio dei clienti sotto forma di prestiti, va ad alimentare i depositi bancari che la Banca Centrale Europea (ECB) annovera all’interno dell’aggregato “M1” come componente dell’offerta di moneta.
Sul punto è utile richiamare le indicazioni del FASB (l’organismo che gestisce il Financial Accounting Standard), per il quale al momento dell’erogazione di un prestito la banca deve accreditare le somme nel conto di deposito acceso a favore del cliente attraverso un pagamento in “cash”.
Peraltro in base alla definizione ufficiale di “asset” riportata negli IFRS, un’attività è definita come una risorsa controllata da una entità come risultato di “eventi passati” e dalla quale la stessa può aspettarsi benefici economici futuri.
Risulta pertanto evidente che in assenza della preventiva contabilizzazione della massa monetaria creata dalla banca il bilancio d’esercizio non risulta conforme a quei principi internazionali sanciti dagli IAS/IFRS ai quali la nota al bilancio dichiara di fare riferimento.
E quella parte di impieghi e prestiti alla clientela che non deriva direttamente dall’utilizzo di moneta raccolta tramite depositi o disponibilità di liquidità precedentemente pervenuti alla banca (e non da quest’ultima indotti tramite altre operazioni di prestito) non può che derivare da nuova liquidità, creata appositamente dalla banca proprio all’atto dell’erogazione del prestito.
Affinché il credito verso clientela possa dunque correttamente essere contabilizzato come un componente delle attività della banca è necessario procedere alla preventiva contabilizzazione della nuova liquidità creata, che ha consentito alla stessa banca di erogare il prestito.
Il corretto trattamento di questa operazione richiede dunque l’iscrizione di una voce di cassa e disponibilità liquide a fronte di una sopravvenienza attiva da riportare come componente positiva del reddito d’esercizio.
Va da sé che il citato denaro creato, una volta inserito negli assets dei bilanci del Gruppo, potrà produrre - al netto delle tasse - significativi benefici ed utilità a tutto l’azionariato societario.
Nel ringraziare nuovamente per l’attenzione, si inviano i migliori saluti.


Carlo Sibilia - Marco Saba - Elman Rosania

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giovedì 15 settembre 2016

Contabilità bancaria. Proviamo a fare un po di chiarezza

Contabilità bancaria. Proviamo a fare un po di chiarezza. 
Con Daniele Pace e Marco Saba. Giovedì 15 settembre ore 11.00

mercoledì 14 settembre 2016

EBA: Il denaro bancario è moneta a corso legale

EBA: Il denaro bancario è FIAT CURRENCY

Nell'esprimersi sulla differenza tra Virtual Currency (VC) e Fiat Currency, (FC) a proposito del bitcoin, recita, al punto 19:

"VCs are defined as a digital representation of value that is neither issued by a central bank or public authority nor necessarily attached to a FC, but is used by natural or legal persons as a means   of exchange and   can   be   transferred,  stored   or   traded   electronically. (7) VCs   can therefore be characterised along the distinguishing features specified below. Although some of the features resemble activities or products that are already within the remit of the EU  E-Money Directive, these products  are not intended to be included here, as  e-money is a digital representation of FC, which VCs are not."
E, nella nota 7: "It is theoretically conceivable that a central bank or public authority might back a particular VC scheme. However, it can be reasonably argued that, in this case, the currency is no longer a virtual but a fiat currency."
Poiché le banche commerciali, che non sono autorità pubbliche o banche centrali, adottano uno schema di VC (la moneta virtuale dei depositi) ma questa VC è appoggiata (backed: supported, endorsed) dalle autorità pubbliche e dalla banca centrale, dunque si può affermare che la loro VC è una FC, una Fiat Currency., ovvero nella traduzione, "moneta legale", "moneta a corso legale" o "moneta fiat".

Vedi anche:

Banca d'Italia riconosce il valore normativo della Opinion dell'ABE (EBA)

venerdì 9 settembre 2016

Rapporto di KPMG conferma la creazione di denaro dal nulla

Comunicato stampa, 9 settembre 2016                                                                     
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Gentili giornaliste, egregi giornalisti,

Il 5 settembre la KPMG Iceland, ad una conferenza di alto livello, ha presentato la prima relazione comparativa mondiale sui sistemi monetari. È stato comparato il diffuso sistema di riserva frazionaria con il sistema di moneta intera, sul quale la Svizzera presto voterà. La relazione è stata effettuata su incarico del Presidente islandese ed è di grande rilevanza per la Svizzera.

Nel comunicato stampa sottostante trovate ulteriori informazioni. Vi ringraziamo per tenerne conto nella vostra cronaca.

Tante grazie e cordiali saluti,


Konstantin Demeter (Comitato d'iniziativa/coordinatore Ticino): 076 437 88 92,  ti@vollgeld-initiative.ch, konstantin.demeter@moneta-intera.ch

Sergio Morandi (Gruppo regionale Ticino):
078 712 91 25, sergio.morandi@gemwm.ch

Raffael Wüthrich (attività mediatica): 
078 817 01 47, raffael.wuethrich@vollgeld-initiative.ch
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Relazione KPMG riconosce i vantaggi della moneta intera
Reykjavik/Islanda – Il 5 settembre la KPMG Iceland, ad una conferenza di alto livello, ha presentato la prima relazione comparativa mondiale sui sistemi monetari. È stato comparato il diffuso sistema di riserva frazionaria con il sistema di moneta intera, sul quale la Svizzera presto voterà. La relazione è stata effettuata su incarico del Presidente islandese ed è di grande rilevanza per la Svizzera.

La conferenza è stata aperta da Sigurdur Ingi Johannsson, Primo Ministro dell’Islanda. Hanno poi avuto la parola Mar Gudmundsson, Presidente della Banca centrale e Martin Wolf, capo economista del "Financial Times".

Gli economisti concordano: la moneta intera riduce i debiti
Il punto centrale della relazione della KPMG è una panoramica del consenso accademico: il sistema di moneta intera ridurrebbe i debiti pubblici e privati e comporterebbe meno inflazione e meno rischi sistemici, come ad esempio le corse agli sportelli. A seconda del modello economico considerato nell’analisi, i vantaggi della moneta intera sarebbero enormi: migliora il controllo dei cicli congiunturali, permette un'economia senza inflazione e riduce il debito pubblico.

KPMG conferma la creazione di denaro dal nulla
La KPMG Iceland conferma inoltre che oggi le banche creano denaro quando concedono crediti. In un sistema di moneta intera le banche continuerebbero a concedere crediti, ma dovrebbero dapprima ottenere il denaro necessario dai risparmiatori, da altre banche o dalla Banca nazionale. Questo è il caso già oggi per la maggioranza dei fornitori di servizi finanziari, osserva KPMG.

Conti sicuri grazie alla moneta intera
La relazione della KPMG mostra poi che con un sistema di moneta intera le transazioni dei cittadini e delle imprese non sarebbero più integrati nei bilanci delle banche. Perciò in un sistema di moneta intera le banche potrebbero fallire senza causare un caos economico e senza che il denaro dei cittadini e delle imprese scompaia. KPMG evidenzia poi anche l’internazionalità del dibattito sulla moneta intera e fa un punto della situazione negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Olanda, in Francia ed in Svizzera. Nell’International Movement for Money Reform (IMMR) sono raggruppati globalmente oltre 20 movimenti di riforma monetaria.

Abbondanza o stretta del credito?
Secondo KPMG gli economisti non concordano sulla questione se con la moneta intera per le imprese sia più semplice o più difficile ottenere crediti e se i rispettivi interessi si alzino o si abbassino. In Svizzera ciò sarebbe regolato inequivocabilmente dalla Costituzione: il Testo d’iniziativa obbliga la Banca nazionale svizzera a garantire “lʼapprovvigionamento creditizio dellʼeconomia tramite i fornitori di servizi finanziari.” (Art. 99a, cpv 1). Ancora più chiaro è l’Articolo 197, n. 12, cpv 2: “In particolare durante il periodo transitorio la Banca nazionale svizzera provvede affinché non si crei scarsità o eccedenza di denaro. Durante questo periodo può concedere ai fornitori di servizi finanziari un accesso facilitato al credito”. “Siccome la Svizzera ha mondialmente uno dei più alti tassi di risparmio, anche gli interessi, in corrispondenza, probabilmente resterebbero bassi” , dice il portavoce dell’iniziativa Moneta intera Dr. oec. Reinhold Harringer.
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Ulteriori informazioni

lunedì 29 agosto 2016

Terremoto: sovranità monetaria subito !

Terremoto: mendicano i soldi che dovrebbero essere loro a darci!


Serracchiani Pd Solidarietà Terremoto
In queste ore di dolore si moltiplicano gli appelli alla raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. In prima linea ci sono le forze politiche. Il che, se ci pensate bene, è un po’ come se il vostro datore di lavoro facesse una raccolta fondi tra i dipendenti per pagare gli stipendi. Lo Stato non è altro che il modo in cui i cittadini si organizzano per amministrarsi. I soldi non sono altro che un servizio, che dovrebbe essere reso dallo Stato, che serve a facilitare gli scambi e a consentire il fiorire dell’economia. Non c’è nessuna ragione per cui, in una situazione di emergenza, uno Stato (cioè noi cittadini) non debba poter adattare il servizio della moneta alle esigenze del momento. In poche parole: dopo una catastrofe naturale, lo Stato dovrebbe semplicemente creare la moneta necessaria a pagare la ricostruzione del territorio e dare una sistemazione dignitosa alle popolazioni colpite. È semplice come bere un bicchiere d’acqua. Invece i soldi li chiedono a noi, facendo largo uso di una parolina magica: “solidarietà“. Al grido di “solidarietà!” lo Stato chiede ai cittadini di fare quello che lui ha rinunciato a fare, stampare moneta, grazie ai piani di chi ha voluto prima il divorzio tra la Banca d’Italia e i Ministero del Tesoro, nel 1981, e poi ha demandato la creazione della moneta a un istituto centrale straniero, la Banca Centrale Europea, che ha trasformato un servizio (la creazione della moneta) in un prodotto, o meglio in un ricatto: la restituzione di qualcosa che appartiene al popolo in cambio della sudditanza politica. Mario Monti ha fatto il resto, introducendo il Pareggio di Bilancio in Costituzione che ha annullato la possibilità di spendere a deficit.
La sovranità monetaria appartiene al popolo (e gli appartiene ancora, lo dicono le banche centrali): il popolo elegge suoi rappresentanti che la amministrino per lui, i politici. Dunque la politica non deve chiedere soldi ai cittadini, ma deve restituire loro il servizio di creazione della moneta, del quale sono stati defraudati per regalarlo ai banchieri privati, e creare tutto il denaro che serve per ricostruire immediatamente le case e le infrastrutture distrutte dal terremoto, stimolando così anche un indotto positivo per l’economia.
Dite ai politici che elemosinano qualche spicciolo dalle vostre tasche, oppure che la chiedono all’Unione Europea (la quale “valuterà” se scucire qualche moneta da gettare con benevolenza nel cappello di noi poveracci), che quello che devono fare ora non è mendicare, ma andare in Parlamento, fare una legge che restituisca agli italiani la sovranità monetaria e stampare il denaro che serve a risolvere subito, oggi, adesso il problema dei terremotati passati, presenti e futuri.
Tutto il resto è criminale, perché se la gente muore è colpa di uno Stato che innanzitutto non fa prevenzione nelle aree a forte rischio (i ragazzi delle scuole della zona di Amatrice, a due passi da L’Aquila, non hanno neppure mai fatto una simulazione di evacuazione), e che poi si rifiuta di fare il suo lavoro, che è quello di creare le condizioni economiche per una ricostruzione veloce ed efficiente. Il denaro non lo si evoca facendo inutili danze della pioggia, non si spera di trovarlo in fondo a una miniera e non lo si deve chiedere agli alieni, in cambio di sacrifici umani: il denaro è un’invenzione dell’uomo, che lo crea a suo piacimento, e l’unica ragione per cui non ve lo danno, è che non ve lo vogliono dare.


Guarda anche:

La verità sulle banche: chi crea davvero i soldi?

Nino Galloni spiega come funziona la contabilità delle banche. Chi crea davvero il denaro? Lo crea la banca, quando eroga un prestito, oppure il cittadino, quando con il suo lavoro deposita i soldi? Quanto guadagna davvero una banca? Come tassarla per sostenere lo stato sociale? A queste e ad altre domande risponde Nino Galloni, economista ex direttore generale del Ministero del Tesoro.
Questa è un intervista realizzata grazie al supporto della rete, di cittadini come te. Per questo è libera di raccontare quello che altrove non si può dire. Aiutami a continuare: sostienimi.

Bernard Maris (Banque de France), prima di morire: le banche creano denaro dal nulla

Ascolta quello che aveva detto Bernard Maris sulla creazione del denaroLe Banche Fabbricano Denaro Dal Nulla - Bernard Maris

venerdì 26 agosto 2016

Banche, Tesoro e nanòcrati UE: un mix d’incompetenza e disonestà

Banche, Tesoro e nanòcrati UE: un mix d’incompetenza e disonestà
di Marco Saba, IASSEM, 24 agosto 2016

Banche, Tesoro e nanocrati UE: un mix d’incompetenza e disonestà
Fonte: ScenariEconomici

Il segreto di Stato e il segreto del Consiglio di Stato

L’ultimo capitolo della saga bancaria è senz’altro quello con cui il Consiglio di Stato ha negato l’accesso ai giornalisti al testo dei contratti sui derivati sottoscritti dal MEF e dalle 19 banche estere che tengono in pugno il paese, le cosiddette “specialiste in titoli di Stato”. (1)

Tutto origina dal fatto che lo Stato italiano non vuole emettere direttamente la moneta sovrana a corso legale, ma preferisce che siano le banche private a farlo, senza alcuna contropartita positiva ma anzi, con gravi danni all’economia nazionale. Ovvero: un “debito pubblico” di oltre 2.100 miliardi di euro che non trova un “credito pubblico” sufficiente ad eliminarne la necessità. Ed è proprio l’emissione diretta del danaro che darebbe allo Stato quel credito che gli manca, infatti nel sito della ex-pubblica Banca d’Italia leggiamo che: “Quando la moneta è prodotta dallo Stato, è quest’ultimo che, spendendola ad esempio per acquistare beni e servizi, la mette in circolo nell’economia e realizza immediatamente il controvalore, al netto dei costi di produzione.” (2)

Nell’indifferenza ignorante del pubblico, bankitalia però specifica che è meglio che sia la banca stessa ad emettere la moneta e che, in quel caso, il guadagno non sarebbe più il medesimo, ovvero il controvalore della moneta emessa ma bensì gli utili o interessi che si ricaverebbero investendola… Cambiando il soggetto emittente, da Stato a Banca, magicamente il signoraggio stesso cambia la sua definizione e consistenza: due pesi e due misure.

Il delirio contabile tra Stato e Banca d’Italia

Non contento di avere relegato e regalato alla Banca d’Italia il potere d’emissione, lo Stato tafazziano-fantozziano pretende di garantire il valore di questa moneta cedendo titoli di debito “a copertura”. Lo Stato cioè “coprirebbe” un suo credito con un suo debito (!), per annullarlo e così farlo sparire: una vera assurdità che nemmeno sotto l’effetto di psicofarmaci si potrebbe concepire. Questo, si sostiene nelle aule universitarie di economia, darebbe stabilità e maggiore credibilità al sistema – mentre proprio il contrario è ciò che si avvera.

Per confondere le cose, la Banca d’Italia “scarica” l’utile da emissione di banconote con una passività semifalsa nel suo bilancio, denominata “banconote in circolazione”. Questa passività da 174 miliardi di euro, che, per pudore, non considera la massa di tutto il denaro elettronico emesso da bankitalia, oltre alle banconote, non trova riscontro in una corrispondente attività nel bilancio del Tesoro, non viene cioè incassata dal Tesoro stesso. (3) E’ come se la Banca d’Italia esponesse delle spese che non sostiene, ovvero il valore facciale delle banconote emesse, per abbassare fittiziamente i suoi profitti che, altrimenti, se evidenti, andrebbero davvero restituiti al Tesoro – come la banca sostiene erroneamente che nella realtà farebbe.

Questa evasione fiscale è equivalente, in tutto e per tutto, a quello che avviene quando una impresa contabilizza spese fittizie per abbassare i profitti ed evadere le tasse.

Il successo dell’attacco criminale privato alle finanze pubbliche

Nella indifferenza o compiacenza più totale degli organi di controllo, apparentemente soggiogati o dominati dal cartello bancario, si consuma una enorme frode a danno del patrimonio e della cittadinanza tutta (55 milioni di persone), banchieri esclusi (circa un migliaio di persone).

Già perché non è solo la banca centrale ad emettere danaro (banconote e danaro elettronico denominato in euro), ma anche tutte le banche commerciali, che operano nel paese, sotto forma di “euro bancario”. E se le banconote in circolazione ammontano a 174 miliardi (bilancio bankitalia al 2015), il danaro emesso dalle banche commerciali ammonta a 1.800 miliardi l’anno, corrispondenti agli impieghi annuali dichiarati dal governatore Visco, mentre quello emesso dalle banche centrali – BCE + bankitalia – non è dato sapere, poiché non viene indicato nelle passività da danaro in circolazione. Presumiamo che quest’ultimo valore si possa calcolare sommando il QE della BCE pro-quota per l’Italia più il danaro emesso da bankitalia per l’acquisto dei titoli, delle riserve in valuta estera, per il pagamento degli oltre 7mila dipendenti, etc. etc.

La quantificazione dei danni

Ragionevolmente, la cifra annuale non dichiarata, sommando l’emissione di tutte le banche che operano in Italia, si aggira annualmente su una cifra equivalente al debito pubblico TOTALE. Ogni anno. Una cosa mostruosa. Un reddito che, a tassazione ordinaria (IRES +IRAP), coprirebbe ampiamente da solo il costo annuale del bilancio dello Stato.

La crisi bancaria sotto il riflettore contabile

La consapevolezza di questi redditi bancari fa sorridere di fronte a tutta la propaganda che parla di “crisi delle banche” e di necessità di ricapitalizzazione delle stesse. Le banche si ricapitalizzano continuamente creando danaro attraverso un trucco contabile semplicissimo: invece di dichiarare nell’attivo di cassa il danaro creato dal nulla come una attività, la banca lo dichiara come passività nello stato patrimoniale sotto la voce “debiti verso clientela”. Di nuovo, una passività falsata dal fatto che la banca mai salda questo debito, poiché non si può pagare il denaro creato dal nulla con altro denaro creato dal nulla, non ha senso, ovviamente. E quando si contesta in Tribunale questa magagna, la banca si difende puerilmente sostenendo che agirebbe secondo il diktat di due banche centrali private, bankitalia e la BCE, che utilizzano un trucco analogo! (4)

E’ come se Al Capone si giustificasse chiamando in causa l’autorizzazione ricevuta dalla cupola di Cosa Nostra, non vi pare? Con la differenza che, nel caso della cupola mafiosa, ci vogliono decenni per trovare i nascondigli dei padrini e quando si trovano, si aspetta qualche settimana prima di perquisirli… Nel caso delle banche, gli indirizzi dei padrini si conoscono benissimo, ma sono quelli dei fiancheggiatori che rimangono segreti… e comunque si fa finta di nulla.

La distruzione dei libri contabili della BCE

A rinforzare il sospetto di malcelata mala fede della Banca Centrale Europea, si noti che quest’anno la banca ha addirittura soppresso la pubblicazione del suo stesso “rendiconto finanziario”, ovvero dello strumento contabile principe che misura i flussi di cassa. (5) Cosicché nel caso della BCE non possiamo più parlare di “mancata contabilizzazione nelle attività del danaro creato durante l’esercizio”, ma direttamente di “distruzione di libri contabili”.

L’iperfascismo delle autorità italo-europee

La perdita di credibilità nei “notai delle transazioni monetarie”, ovvero le banche commerciali e quelle centrali, accompagna la perdita di fiducia dei cittadini in uno Stato sempre più complice evidente di tutte queste disfunzionalità. La soluzione brillante per evitare la caduta dello Stato ipercorporativista – cioè uno stato complice delle corporation in modo molto maggiore di quanto accadeva durante il periodo fascista – è stata trovata nell’istituzione dell’Unione Europea dove si nascondono i nanocrati dei regolamenti assurdi che dobbiamo recepire in Italia senza fiatare, compreso lo stesso corpus di regolamenti sregolati del sistema bancario.

L’Unione Europea aveva come scopo finale, per nascondere l’inciucio Stato-banche, di creare una istituzione dove la privata banca centrale europea la fa da padrona, senza nemmeno l’esistenza di un ministero del Tesoro per fare da contraltare o perlomeno da complice, come avviene in Italia. Non si salvano nemmeno le apparenze. Non c’è più nemmeno bisogno del divorzio: il coniuge pubblico della banca centrale, il Tesoro, è stato abortito dall’inizio.

La diplomazia diretta: scrivo alle autorità

Naturalmente, ho scritto a molti: funzionari europei, ministri delle finanze, periti dei Tribunali, magistrati… (6) (7)

Tra i ministri delle finanze mi hanno risposto quello svizzero e quello neozelandese, con argomentazioni che non argomentano. Il ministro neozelandese sostiene che la banca centrale registra le banconte come passività perché sarebbero “rimborsabili a richiesta” (testuale: “redeemable-on-demand”) (8), il ministro svizzero, di fronte ad un mio intervento presso la loro banca centrale, dove tra l’altro contestavo la soppressione del loro rendiconto finanziario, mi rispose sostenendo che il danaro bancario non sarebbe vero danaro e che comunque risponderà meglio ad un momento opportuno (?). (9)

I funzionari europei mi risposero opponendo alle mie argomentazioni il fatto che non ero autorizzato io a fare tali osservazioni, non essendo una banca o un’autorità finanziaria direttamente interessata… Nell’Unione Europea iperfascista, solo le corporazioni hanno voce. I cittadini hanno meno diritti di quelli riservati agli animali. La fattoria dei non-animali!

Il tabù del signoraggio – il segreto privato e il “segreto del governo”

In vari blog blasonati (Travaglio e Grillo, tra i tanti) era addirittura specificato nelle regole del blog che i post sul signoraggio sarebbero stati censurati e non pubblicati, assieme ai post razzisti, nazisti e quant’altro…
In Italia giacciono inevase da anni interrogazioni a vari governi in merito alla questione del signoraggio sull’emissione di moneta – Di Pietro, Scilipoti, Sibilia … (10)

Con immigrazioni, cantanti, guerre, terrorismo, calcio, olimpiadi, terremoti e pornografie economiche (gli 80 euro), si continua a cercare di addomesticare un pubblico sempre più disperato e disincatato, distogliendolo da questioni vitali.

Fino a quando?


Note:

1) Diritto di informare, la sentenza del Consiglio di Stato: vietato fare inchieste sui contratti segreti – Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2016
http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-consiglio-di-stato-vietato-fare-inchieste-sui-contratti-segreti/

2) Sito della Banca d’Italia:
https://www.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/index.html

3) Tesoro sommerso: l’errore contabile del ministro Padoàn
http://centralerischibanche.blogspot.it/2016/07/tesoro-sommerso-lerrore-contabile-del.html

4) Tribunale di Genova: accertamento tecnico sulla creazione di danaro bancario
http://centralerischibanche.blogspot.it/2016/08/tribunale-di-genova-accertamento.html

5) Sindrome di Torfason: anche la BCE non pubblica i flussi di cassa
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/04/sindrome-di-torfason-anche-la-bce-non.html

6) Banche: necessità dell’accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza
http://scenarieconomici.it/banche-necessita-dellaccertamento-giudiziario-dello-stato-dinsolvenza-di-marco-saba/

7) To: EC ANTITRUST FERNANDEZ, Re: BANKING TRUST
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2016/07/to-ec-antitrust-martinez-re-banking.html

8) Chit-chat with Bill English, Deputy Prime Minister of New Zealand on seigniorage
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2016/08/chit-chat-with-bill-english-deputy.html

9) Svizzera: Presa di Posizione del Ministro delle Finanze
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/06/svizzera-presa-di-posizione-del.html

10) Video dell’interrogazione dell’On. Sibilia:
https://www.youtube.com/watch?v=kxFbcopXNQU