venerdì 5 agosto 2011

SCILIPOTI (MRN) : REAZIONE POSITIVA DEI MERCATI

ECONOMIA: SCILIPOTI (MRN) : REAZIONE POSITIVA DEI MERCATI A SEGUITO DEL DISCORSO DEL PREMIER AL PARLAMENTO

Roma 04.08.2011: - “Sono molto soddisfatto del discorso di ieri al Parlamento, del Presidente del Consiglio, l’On. Silvio Berlusconi; il responsabile del Governo dimostra di essere conscio dello stato di crisi che coinvolge non solo l’Italia, e condivido il suo auspicio ad una collaborazione dei partiti dell’opposizione nella gestione della ripresa”. Così l’On. Scilipoti (MRN) in riferimento al discorso del Presidente del Consiglio presso la Camera dei Deputati. “La fiducia del Premier nelle forze e negli strumenti a disposizione del nostro Paese è stata recepita anche dagli operatori finanziari, facendo registrare un’apertura positiva in Piazza Affari. Sono convinto – conclude Scilipoti - che solo una seria e responsabile coesione tra la politica e le parti sociali possa trainare il nostro Paese fuori dalla crisi, consentendo alle imprese di poter fornire un valido contributo all’aumento del PIL.


Una volta gli Stati non Pagavano i Debiti

  • Una volta gli Stati non Pagavano i Debiti
  • Cobraf, 02/08/11
  • C'è un piccolo dettaglio però.

    Quando l'Inghilterra e la Francia dichiararono "default" cioè non pagarono il denaro presto a prestito nel 1300, quando la Spagna dichiarò default anche lei e non pagò i banchieri nel 1500, quando gli Asburgo nel 1640 dopo o durante la guerra dei Trentanni anche loro dissero che non pagarono....I CREDITORI, CHE ERANO I BANCHIERI DELL'EPOCA RISCHIARONO DI ESSERE ARRESTATI...

    Cioè gli imperatori, re, regine, duchi o papi di una volta quando il loro governo non aveva soldi per pagare i debiti mettevano in galera i banchieri o li espellevano. Questo perchè: a) i banchieri erano stranieri in genere o ebrei (spesso italiani come in Spagna nel 1575 quando il re Filippo dichiarò che non pagava i banchieri genovesi che furono rovinati
    b) i re erano "sovrani" cioè facevano quello che volevano, a meno di non esser sconfitti in guerra. In certi casi il banchiere veniva messo in una gabbia appeso fino a quando non accettava di fare un altro prestito

    Ovviamente poi i banchieri, una volta messisi in salvo, non gli facevano più credito, ma i monarchi se ne infischiavano e svalutavano la moneta. Raramente è successo che vendessero beni o spremessero i sudditi solo per pagare dei debiti a banchieri stranieri, preferivano sempre il "default". Chiaramente la monarchia è un sistema superiore dal punto di vista finanziario (non scherzo, sono le democrazie che si indebitano di solito di più dei regimi autoritari o feudali o monarchici assoluti...)

    Idem per i dittatori, Lenin ripudiò tutti i debiti della Russia che erano enormi senza fare una piega, i bonds russi vennero usati come carta da parati negli anni '20 a Parigi (la Francia era il creditore della Russia). Ne trovi ora su Ebay per 14 dollari di stock di bonds russi del 1920 che alcuni li collezionano come francobolli. In Germania negli anni '30 ci fu un boom economico a differenza di Inghilterra ed USA che rimasero sostanzialmente depresse grazie al fatto che cessarono di prendere a prestito all'estero e il ministro delle Finance Schacht emise denaro che non pagava interesse per finanziare enormi lavori pubblici

    I paesi democraticamente eletti invece, quando il governo non ha soldi per pagare i debiti ora dichiarano che "i mercati richiedono XY", fanno "la manovra fiscale" e spremono i sudditi per ripagare banchieri ed investitori esteri in toto. Questo è pericoloso oltre una certa misura, in Sudamerica ci sono stati crac finanziari a catena seguiti da dittature per questo motivo sostanzialmente

  • giovedì 4 agosto 2011

    Prove per incriminare Bernanke, Geithner e Obama


    Da:
    EIR
    utive Intelligence Review, anno 20 n. 31 - 4 agosto 2011

    Esaminando gli atti dell'audizione di luglio della Federal Reserve press il Government Accountability Office, Lyndon LaRouche ha dichiarato che essi forniscono le basi per l'arresto del governatore Bernanke, del segretario al Tesoro Tim Geithner e dello stesso Presidente Obama, per aver concorso ad un gigantesco furto di denaro dei contribuenti allo scopo di finanziare i salvataggi bancari del 2008 e attualmente il salvataggio dell'Unione Monetaria Europea a di Wall Street.
    Gli atti mostrano che nel marzo 2008 Bernanke invocò truffaldinamente una clausola di emergenza nel Federal Reserve Act, sostenendo che sulla base di "circostanze insolite e impellenti", per la prima volta dalla Grande Depressione la Fed potesse emettere prestiti d'emergenza a banche non ordinarie. La Fed quindi procedette ad elargire oltre 16 mila miliardi di dollari di prestiti di emergenza a banche di Wall Street e a banche straniere. Inoltre, la maggior parte della truffaldina "provvista d'emergenza" fu eseguita tramite i privati, guidati da JP Morgan Chase, Morgan Stanley e Wells Fargo, senza gare d'appalto e pagando fino a 660 milioni di dollari di commissioni.
    A numerosi funzionari della Fed e agli intermediari private furono concesse liberatorie in bianco, permettendo loro di muoversi in flagrante conflitto d'interesse. All'audizione della Fed è stato citato il caso di William Dudley, ex economista di Goldman Sachs, ora presidente della Federal Reserve di New York, al quale fu concesso di mantenere la proprietà di azioni di AIG e General Electric nel momento in cui autorizzava centinaia di miliardi di prestiti d'"emergenza" alle stesse. In un altro esempio di gigantesco conflitto d'interesse, fu permesso al CEO di JP Morgan Chase di rimanere nel consiglio d'amministrazione della Fed di New York mentre la sua banca riceveva 390 miliardi di prestiti e fungeva da stanza di compensazione principale dell'intero programma di prestiti d'emergenza della Fed.
    L'audizione del GAO è stata possibile grazie ad un emendamento della legge Frank-Dodd introdotto dal sen. Bernie Sanders e molto contrastato. Nonostante le conclusioni incriminanti e la cifra di 16 mila miliardi di dollari, la storia ha ricevuto poca o nulla attenzione sui media. Si paragona la cifra di 16 mila miliardi con i 4 mila miliardi di tagli al bilancio chiesti dalle agenzie di rating.
    Proprio le agenzie di rating ci portano ad un'altra gravissima imputazione nei confronti del segretario al Tesoro Tim Geithner. All'audizione del 27 luglio della Commissione Servizi Finanziari della Camera, il presidente di Standard&Poor's David Sharma e altri hanno confermato che dal marzo scorso David Beers, capo del rating del credito sovrano di S&P, e Tim Geithner si sono scambiati un gran numero di emails sull'argomento del rating del debito americano; che Beers ha posto gli USA sotto "osservazione negativa" in aprile; e che Beers e Geithner hanno da allora avuto contatti frequenti e regolari.
    Mentre le agenzie di rating minacciavano da mesi di ridurre il rating USA, all'inizio di luglio Beers se ne è uscito dicendo che anche se il Congresso avesse alzato il tetto del debito pubblico, ciò non sarebbe bastato a mantenere la tripla A per gli Stati Uniti, ma che ci sarebbe stato bisogno anche di un pacchetto di tagli di 4 mila miliardi nell'arco di un decennio. Immediatamente, il Presidente Obama si è catapultato nei negoziati con il Presidente della Camera, il capogruppo repubblicano John Boehner, proponendo quello che lui ha chiamato il "big deal", e cioè proprio 4 mila miliardi tra tagli e aumento delle imposte, e dicendo di essere disposto a "mettere la Social Security [le pensioni], Medicare e Medicaid [la mutua] sul tavolo".
    Sul tavolo invece dovrebbero andarci le agenzie di rating, che sono finanziate dalle stesse banche di cui proteggono i rifiuti tossici. Nessun governo vero accetterebbe di farsi dettare il bilancio da tali agenzie.

    RIFORMA DEL PROCESSO TRIBUTARIO

    È URGENTE E IMPROCASTINABILE UNA VERA RIFORMA DEL PROCESSO TRIBUTARIO

    Con le recenti misure economiche il legislatore ha compromesso seriamente il diritto di difesa del contribuente, costituzionalmente garantito (art. 24 della Costituzione), soprattutto dopo che sono state modificate le regole dell’accertamento esecutivo a far data dal 01 ottobre 2011.

    Infatti, con un primo intervento (D.L. n. 70/2011, convertito in legge n. 106/2011), ha reso esecutivo l’avviso di accertamento (a far data dal 1° ottobre 2011) e limitato a 180 giorni la pronuncia del giudice per la sospensiva, pena il pagamento immediato del terzo della maggioreimposta accertata, anche su semplice base presuntiva.

    Con un secondo intervento (D.L. n. 98/2011, convertito in legge n. 111/2011), il legislatore ha riordinato parzialmente la giustizia tributaria modificando le ipotesi di incompatibilità di cui all’art. 8 D.Lgs. n. 545/92. In particolare, a fronte di una generalizzata esclusione di tutti i professionisti iscritti ad un albo (avvocati, dottori commercialisti, consulenti del lavoro), si consente la partecipazione nei collegi giudicanti degli avvocati dello Stato a riposo e dei superispettori del fisco, compromettendo seriamente anche l’apparenza di terzietà ed imparzialità del giudice tributario nei confronti del cittadono-contribuente.

    Con dette modifiche di fatto il legislatore ha reso difficile il diritto di difesa del cittadino-contribuente che, con la riduzione drastica dei termini per le sospensive (180 giorni) nonché la inevitabile paralisi certa della giustizia tributaria a seguito delle ipotesi di incompatibilità tout-court,difficilmente potrà evitare il pagamento delle maggiori imposte accertate, anche presuntivamente.

    Le suddette riforme mettono seriamente in pericolo i principi di autonomia ed indipendenza della magistratura tributaria e ne travolgono l’attuale assetto in modo irrazionale ed incostituzionale.

    In definitiva, con le attuali modifiche, potremmo avere collegi giudicanti composti da magistrati militari - magistrati contabili - avvocati dello Stato a riposo - ispettori tributari - casalinghe con la laurea in giurisprudenza o in economia e commercio conseguita da almeno due anni - ufficiali della Guardia di Finanza cessati dalla posizione di servizio permanente effettivo prestato per almeno dieci anni - pensionati;- imprenditori - agenti di assicurazioni - commercianti - artigiani - docenti scolastici - magistrati onorari; - giudici di pace.

    Bisogna tener conto che, attualmente, la composizione delle C.T. è del 23,9% di magistrati togati e del 76,1% di giudici non togati.

    Pertanto è necessario modificare tale stato di fatto e, anche in prospettiva della generale riforma fiscale, è importante riformare totalmente e seriamente il processo tributario per consentire un efficace esercizio del diritto di difesa costituzionalmente garantito.

    I principi da rispettare sono i seguenti:

    - dipendenza delle Commissioni tributarie dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e non più dal Ministero dell’economia e delle finanze, che è una delle parti in causa ed ha interesse a non volere un “vero” processo dove il contribuente possa efficacemente difendersi, senza limitazioni, dinanzi ad un giudice terzo, indipendente ed imparziale, anche all’apparenza;

    - il giudice tributario deve essere a tempo pieno e con specifica competenza professionale, tenuto conto della difficoltà e particolarità della materia fiscale e non si può consentire, come oggi, che, per esempio, una semplice casalinga con la laurea in giurisprudenza o ineconomia e commercio presa da almeno due anni possa comporre un collegio giudicante;

    - il giudice tributario deve essere adeguatamente pagato e non umiliato, come oggi, con € 25 a sentenza depositata, pagati a distanza di anni e senza più tassazione separata;

    - le parti (pubbliche e private) devono essere poste sullo stesso piano processuale e senza limitazioni nella fase istruttoria,

    - la norma deve prevedere la possibilità di conciliare anche in grado di appello, logicamente riparametrando le sanzioni, nonché lapossibilità di ottenere le sospensive anche in grado di appello, per evitare una buona volta per tutte il contrasto interpretativo recente tra la Corte Costituzionale ed alcuni giudici di merito che ancora oggi negano in grado di appello la sospensiva delle sentenze impugnate;

    - in prospettiva della riduzione dei riti processuali prevista dal nuovo codice di procedura civile, il processo tributario deve essere disciplinato e gestito come un “vero” processo ordinario, con l’auspicio, peraltro, che possa essere inserito nella riforma della Costituzione.

    L'attuale strategia del Ministero dell’economia e delle finanze, con le recenti norme intrdotte, è quella di costringere il contribuente a pagare o conciliare senza dover ricorrere al giudice tributario e il cittadino-contribuente rischia di trovarsi dinanzi a giudici non professionalmente competenti ed in aggiunta con sensibili limiti istruttori nella fase difensiva.

    Le Commissioni tributarie non devono fare cassa a tutti i costi ma decidere con giustizia, competenza, equilibrio ed indipendenza da qualsiasi parte processsuale.

    Necessita pertanto, e con urgenza, una vera e completa riforma strutturale della giustizia tributaria, con giudici tributari professionalmente competenti, a tempo pieno, senza limitazione a diritto di difesa e, soprattutto, senza il controllo e la gestione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è una delle parti in causa.

    Renato Brillo

    Fronte comune: gli Usa e la destrutturazione


    Occorre liberarsi al più presto dal dominio anglo-statunitense e dalle loro servitù monetarie e militari

    Fronte comune: gli Usa e la destrutturazione planetaria delle nazioni


    Rinascita, 2 Agosto 2011

    Attraverso un asfissiante ed ossessivo ricatto mediatico, opportunamente messo in campo dai soliti noti, tutto il mondo è stato tenuto con il fiato sospeso in attesa dell’esito scontato del duello tra democratici e repubblicani in atto negli Stati Uniti d’America, Stati Uniti che qualcuno che conosceva bene la situazione interna, ebbe a definire - in epoca non sospetta - l’unico paese al mondo che è passato dalla barbarie alla decadenza senza attraversare un solo giorno di civiltà. Ha avuto un senso tutto ciò?
    E, in definitiva, qual è stato il vero motivo del contendere? Strano a dirsi e paradossale ad ammetterlo ma si tratta soltanto di legalizzare una funzione giuridica attraverso formule diverse dove però il problema di fondo, non solo è rimasto, a intesa raggiunta, irrisolto ma non viene proprio affrontato nelle sue cause scatenanti che altro non sono che cause da ricercare all’interno del “sistema americano”.
    Alzare il livello di debito ammesso e consentito attraverso l’emissione di altra moneta a debito, significa continuare ad invadere il mondo con carta straccia chiamata dollaro che, per convenzione imposta unilateralmente con le armi, è lo strumento che regola le transazioni commerciali e finanziarie a livello planetario; e nemmeno il tanto decantato Obama si arrischia a fare l’unica mossa utile, la nazionalizzazione della Federal Reserve per il recupero della sovranità monetaria!
    E tutto ciò comporta, da parte della cricca usurocratica anglosassone, di poter continuare a scaricare gli effetti del debito sugli altri arricchendosi e destabilizzando contestualmente la vita politica ed economica dei popoli e delle nazioni rese schiave con la forza delle armi e con il ricatto economico.
    A rendere ancora più drammatica la situazione il fatto che i popoli sono volutamente tenuti all’oscuro sul meccanismo perverso del signoraggio e dell’usura da parte di una classe politica di governo e di opposizione servile ed in stato di totale sudditanza nei confronti della cupola plutocratica.
    L’Italia sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori in cui il masochismo e la rassegnazione sono gli stati d’animo dominanti di un popolo sottoposto ad una serie di provvedimenti punitivi finalizzati ad un progressivo impoverimento economico e morale ed alla perdita definitiva ed irreversibile della propria identità nazionale.
    Assiste impotente e senza reagire alla destrutturazione dell’organismo “stato-nazione”, che è l’obiettivo finale di quel mostro senza volto e senza patria che vuole dominare il pianeta.
    In tale contesto non c’è che da prendere atto che occorre aprire - senza indugio - la successione ai sistema politico-istituzionale imposto all’Italia dai vincitori della II Guerra mondiale, se vogliamo ancora sperare di poter vivere da uomini liberi.
    Il lungo dopoguerra è durato anche troppo! Si tratta soltanto, da parte delle componenti di quel “Fronte Comune” che si sta coagulando attorno a “Rinascita”, di verificare se lo stesso sarà all’altezza di rivendicare il diritto alla successione. Liberiamoci dai liberatori, il nostro grido di battaglia, ma non solo: definiamo al più presto i “postulati” per un’azione politica costruttiva.

    Maurizio Canosci
    Stelvio Dal Piaz
    arezzo

    martedì 2 agosto 2011

    Il signoraggio diventa mainstream: ne parla FOX NEWS

    Film sul signoraggio + critica di fox business from censuratixcaso on Vimeo.

    La crisi economica e la soluzione per superarla

    Chieti, 2 Agosto ’11 – Martedì, S. Alfonso - Anno XXX n. 276 - www.abruzzopress.info - abruzzopress@yahoo.it - Tr. Ch 1/81
    Nuovo ABRUZZOpress Nazionale
    Servizio Stampa - CF 93030590694 - Tel. 0871 63210 - Fax 0871 404798 - Cell. 333. 2577547 - Dir. Resp. Marino Solfanelli

    Ap – Economia

    La crisi economica e la soluzione per superarla

    di Savino Frigiola

    I nodi al pettine. In rapida successione si sono verificati tre accadimenti, assolutamente imprevedibili sino a poco tempo fa, significativi e solo apparentemente scollegati.

    1) Dopo anni d'inascoltate segnalazioni la Commissione Finanze della Camera, (maggioranza ed opposizione), scopre e denuncia le "agenzie di rating" per aggiotaggio e per "conflitti di interesse tra l'attività di valutazione svolta e la prestazione di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione"; ma anche, ed è l'aspetto più grave, per attività svolta a favore ed in sintonia con gli interessi della "cupola economica-monetaria" che gestisce i debiti sovrani e sconta i titoli di debito emessi dagli Stati. Fatto in se di tutto rilievo poiché è la prima volta che ufficialmente un organo ufficiale dello Stato comincia a percepire e denuncia la truffa che si annida nei vari passaggi dell'attuale emissione monetaria ed interviene anche se, per il momento in maniera del tutto marginale, ma nella giusta direzione.

    2) Nel giro di poche ore, all'improvviso, viene convocato l'incontro di tutte le organizzazioni del lavoro: categorie imprenditoriali, cooperative, sindacati, agricoltori & C. Scopo della riunione sollecitare il Governo a prendere provvedimenti contro la crisi economica per sostenere la crescita e per fronteggiare le manovre speculative in atto verso il debito pubblico che si verificano in campo internazionale, pilotate e spinte dalle solite "agenzie di rating". Unica nota stonata la presenza dei banchieri i quali, con le varie manovre di "Basilea Una, Due e Tre", con la drastica riduzione della circolazione monetaria sull'intero mercato, con gli alti tassi pretesi, con i costi bancari praticati (tra i più alti al mondo), hanno contribuito in maniera significativa al fallimento di tante aziende, alla sottrazione di ricchezza dal mercato ed all'aggravarsi della crisi economica. L'incontro si è svolto nel segno di voler lanciare la "discontinuità" (non è dato sapere nei confronti di chi o di cosa).

    3) Per quanto riguarda il terzo evento, basta riportare integralmente il comunicato ANSA: - ROMA, 28 LUG - La decisione di Deutsche Bank di 'scaricare' 7 miliardi di euro di titoli italiani «mi ha sconvolto, vuol dire che è la fine di ogni legame di solidarietà.» (leggasi Euro) E' quanto ha affermato l'ex premier Romano Prodi. Una scelta del genere, ha sottolineato, «'significa obbligare tutti a giocare in difesa,» e quando viene presa dalla Germania, una guida storicamente ''saggia'', «sono turbato: dobbiamo avere il senso dell'allarme, senza dare colpa alla globalizzazione.» Poco d'aggiungere se non per sottolineare che proprio Prodi ha spinto e gestito la morte della Lira e l'avvento dell'Euro che doveva risolvere ogni e qualsiasi problema di tutti.

    La concomitanza di questi tre eventi costringe a prendere atto che, improvvisamente, ci si è accorti che la nave sta affondando e senza che sia stato lanciato il "si salvi chi può"; ciascuno si agita per proprio conto, anche per perseguire scopi diversi, in Patria e all'estero. Il pericolo maggiore in queste circostanze è proprio il panico che contamina tutti, capace di provocare più danni della stessa falla apertasi a bordo dell'imbarcazione; tipica situazione che si verifica in carenza di preventive esercitazioni. La nave con tutti i suoi beni è ancora salvabile, basta procedere razionalmente con le appropriate manovre. In primo luogo assicurare sotto i ferri quelli che hanno aperto la falla. Prendere atto definitivamente che la crisi economica è dovuta al mastodontico debito pubblico costruito prevalentemente con l'attuale emissione monetaria, pertanto se si vuole salvare la nave, non vi è altra soluzione che stagnare la falla e creare le condizioni che non possa riaprirsi, applicando la semplice equazione: 1) per superare la crisi, rilanciare l'economia e pagare i debiti occorrono nuove risorse che non vi sono. 2) impossibile reperire risorse con l'aumento del debito (è già sin troppo insopportabile), impossibile, come sosteneva il prof. Giacinto Auriti, estinguere un debito con altro debito. 3) Occorre reperire nuove risorse per fronteggiare i debiti e rilanciare l'economia e l’occupazione, senza creare debito. 4) Unica soluzione possibile quella che lo Stato ritorni a battere moneta con l'acquisizione al proprio attivo, per titolo originario, dei valori monetari emessi. 5) Vantiamo in questa attività dello Stato italiano una positiva e centennale esperienza dal 1874 al 1975. 6) Come nel passato, i valori monetari acquisiti direttamente dallo Stato (signoraggio) invece che dai banchieri privati, consentono di superare la crisi economica, con il rilancio dell'occupazione ed il pagamento dei debiti, senza dover emettere nuovi titoli del debito pubblico. Questa è l'unica discontinuità possibile da invocare e praticare nell'interesse di tutti. In questa orchestrata emergenza, per mal acquisito concetto del contenimento dei costi della politica, o per praticare più agevolmente la svendita dei gioielli di famiglia, preparata e tanto attesa dalla "cupola monetaria-bancaria", (Tirrenia docet) a qualcuno potrà venire in mente di ridurre l'impiego di tre monti per utilizzarne solo Uno. Come in Islanda, individuato il primo da mettere sotto i ferri.

    S.F.

    TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO

    TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO

    ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN): TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO


    Roma 02.08.2011: - “Sono convinto dell’importanza di una coesione tra Politica, Confindustria e sindacato, per affrontare al meglio la crisi economica, chiedendo alle banche di restituire agli utenti i 50 miliardi di euro, illegittimamente percepiti negli ultimi 20 anni”. Così l’On. Scilipoti (MRN) in riferimento alla crisi economia che ha investito, in questi ultimi 10 anni, il nostro Paese. “Le aziende migliorerebbero il proprio rating, potrebbero utilizzare le risorse riacquisite e accedere ad ulteriore credito per effettuare investimenti, fondamentali per la ripresa. Le banche, dal canto loro - prosegue Scilipoti – ove non disponessero immediatamente dei 50 miliardi di € da restituire e re immettere nel sistema economico per la crescita e lo sviluppo, potrebbero chiedere in tutto o in parte, il sostegno pubblico attuabile attraverso delle emissioni di speciali obbligazioni che le stesse banche potrebbero restituire nell’arco di un decennio. Il reddito (attuale e dei prossimi 10 anni) dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, non presenta - allo stato attuale - dei margini ulteriori per delle manovre economiche volte a reperire risorse per lo sviluppo. E’ inutile - continua Scilipoti - fare pressing sul Governo con la inedita “triplice” , Banche - Confindustria - Sindacati, il cui obbiettivo appare quello di far cadere l’esecutivo, auspicando un ritorno dell'opposizione alla guida del Paese. La sinistra, si sa, è da sempre alleata con il sistema bancario. E’ per questa ragione che invito la Marcegaglia e la Camusso a unirsi a noi, al cospetto dell'ABI e non al suo fianco, affinché siano le banche, restituendo il maltolto, a farsi carico della ripresa economica. Nel 2008, in Francia, negli USA ed in Paesi, sono stati concessi agli istituti di credito dei finanziamenti pubblici per evitarne il tracollo, regolarmente restituiti (compresi gli interessi).Sono stati ben 13 i miliardi di € di Interessi pagati dalle Banche Francesi allo Stato, chesono stati tutti dirottati verso lo sviluppo: finanziando la ricerca scientifica. Le banche, quindi, in Italia, rappresentano un’importante risorsa, tuttora utilizzabile per sostenere la crescita e la Marcegaglia e la Camusso devono schierarsi dalla parte degli oppressi e non degli oppressori.