venerdì 4 ottobre 2013

Sospendere appalti pubblici di Coopsette

La cooperativa, indagata per il TAV di Firenze, gestisce lavori pubblici in tutta Italia

Relazioni poco chiare e ipotesi di corruzione e infiltrazioni mafiose rendono necessario sospendere tutti gli appalti pubblici affidati alla Coopsette, una cooperativa che gestisce in tutta Italia lavori nell'edilizia, nelle ferrovie, nelle strade e autostrade e che spazia dai grandi appalti sul TAV di Firenze fino ad arrivare ai lavori legati alla ricostruzione post-sisma in Emilia. Questo in sintesi è quello che chiediamo con l'interrogazione depositata per far chiarezza sulla attuale posizione amministrativa di Coopsette alla luce degli elementi emersi dall'indagine giudiziaria partita dal TAV di Firenze.

La mafia al nord sta dilagando, infiltrandosi proprio negli appalti per infrastrutture edili e stradali, per questo non possiamo permetterci di abbassare la guardia o temporeggiare facendo finta di non vedere. E’ vero che un indizio non significa colpevolezza ma il quadro che sta emergendo dalle indagini è piuttosto allarmante. La Coopsette e la sua controllata Nodavia sembrerebbero aver avuto una continua e reiterata collaborazione con società che si suppone in qualche modo legate alla criminalità organizzata o a rischio infiltrazione mafiosa, come ad esempio la Veca Sud di Caserta, che risulterebbe strettamente legata al clan camorristico dei Casalesi e alla famiglia Caturano, la Eco-ge srl di Genova, oggetto di una misura interdittiva antimafia o ancora la Bianchini Costruzioni Srl di San Felice sul Panaro (MO), finita al centro di indagini per lo smaltimento di residui di amianto nei giardini di alcune scuole, tra cui quella di Reggiolo, durante l’esecuzione di lavori avuti in appalto proprio dalla Coopsette.

Tre dirigenti di Coopsette sembrerebbero essere stati già interdetti dallo svolgimento di attività per società ed enti di appartenenza per due mesi ma questa misura precauzionale non basta: è necessario essere maggiormente incisivi a tutela dei cittadini e della cosa pubblica non solo adottando misure severe nella concessione degli appalti e nell'uso dei fondi pubblici ma anche nella verifica e nel mantenimento dei requisiti. Per questo il Movimento 5 Stelle continuerà a vigilare e denunciare perché i Cittadini non hanno paura di scoperchiare coperchi e urlare forte le verità che nessuno osa dire.

Michele Dell’Orco
Cittadino Deputato
Movimento 5 Stelle

nell'era della Moneta di Satana...fate il vostro gioco!

giovedì 3 ottobre 2013

L'intervista integrale di Ballarò a Grillo

mercoledì 2 ottobre 2013

Stasera alle 19 su Salvo5.0: DIVERSAMENTE SOVRANI.

DIVERSAMENTE SOVRANI.

Stasera alle 19 su Salvo5.0 con Salvatore Tamburro, Jervé, Toni Ciaccio, Marco Bonifacio Di Marzo (in collegamento da Bangkok), Mahat Matteo Cerasuolo parleremo di Sovranità' individuale (ma non solo)!

Si prega di condividere (e soprattutto invitare) l'evento facebook (il cui link e' riportato in basso) e/o il link per assistere su youtube.


http://www.youtube.com/watch?v=dyTx20IqyTI
https://www.facebook.com/events/1412043642357105/1412638945630908

Principio di indeterminazione monetaria

Il principio di intedeterminazione monetaria, segnalatoci da Sai Saba, dice che: quando il cliente versa alla banca 100euro cash e il cassiere ne crea 100 sul conto del cliente, la tentazione di spendersi poi il cash viene sempre regolarmente soddisfatta.

L'indeterminazione sta nel fatto che non sai più se il denaro originale è quello cash o quello virtuale... o tutti e due !

GOVERNO FANTOCCIO E MINISTRI FINTI

GOVERNO FANTOCCIO E MINISTRI FINTI
Giuseppe Franchi

Giù la maschera.I politici non l'ammetteranno mai, nemmeno sotto tortura , ma dopo aver discusso e tergiversato fino allo svenimento, finiranno per obbedire alla UE. I giornalisti , con la scusa dell'informazione , distolgono l'attenzione dalle cose serie e ci raccontano le diatribe del PD in vista del congresso (8/12), ma i problemi sono sempre gli stessi .Suvvia , siamo seri. Saccomanni (uomo UE) va ripetendo che l'aumento dell'IVA è inevitabile ed è pronto a dimettersi perché non accetta compromessi. A parte il fatto che le dimissioni si rassegnano e non si minacciano, sarebbe meglio che dicesse che la UE (1/9/13) gli ha ordinato di spostare la tassazione dalle persone alle cose . Per quale motivo si parla tanto dell'IMU che tiene banco da mesi ? La risposta è solo una. IL FMI ( 4/7/13 ) aveva detto: "L'IMU va mantenuta". non è questione di coperture finanziaria . I soldi si trovano sempre quando si vuole trovarli.( Letta stesso ha ammesso che si sono recuperati 2 miliardi
con l'abbassamento dello spread e che con l'IMU sulle seconde case si sono raggranellati 8/9 miliardi in più del previsto). Si dica la verità , si ammetta che è per far digerire alla Troika qualche nostra "disubbidienza" che si è dato il via allo studio della service tax per farci perdonare un barlume di indipendenza . Rendiamoci conto che Letta sta in piedi per l'appoggio della UE . Se sgarra , verrà fatto saltare con i soliti mezzi (risalita dello spread, incubo del commissariamento e panico sul default).
Ricordiamo la frase sfuggita ad Olli Rehn (29/1/13) : " Berlusconi non rispettò gli impegni". Come dire, siamo stati costretti a farlo cadere di brutto. carissimi, o si è d'accordo sul principio che alleanze , patti e trattati sono fatti per essere rotti,o moriremo nella miseria più nera. Teniamo presente che non ci possono tirare fuori dai guai coloro che ci hanno messo dentro . Perseverare nel sistema è diabolico . Con la nomina di Amato a giudice della corte costituzionale si è dimostrato che non c'è limite al peggio. Per chi non lo ricordasse , o non lo sapesse , è l'uomo che da premier ( 1993) privatizzò la banca d'Italia con l'aiuto di Ciampi e Prodi. Si salvi chi può dalla sua mente arguta e dalla sua spada tagliente .
N.A. n.a.
22/09/2013

martedì 1 ottobre 2013

Fisac-Cgil: inaccettabile il comportamento dei banchieri

I sindacalisti non sanno ancora come le banche creano i soldi:
Ordine del giorno del Direttivo Nazionale del 25 e 26 settembre 2013, approvato all’unanimità con un astenuto.

Il Direttivo Nazionale della Fisac-Cgil, riunitosi a Roma il 25 e 26 settembre 2013, ritiene
inaccettabile e provocatorio il comportamento dei banchieri che, per un verso, continuano a
mostrare l’incapacità di elaborare strategie di rilancio del settore, a sostegno dell’economia reale e
del Paese nell’attuale crisi, per l’altro, vogliono scaricare il peso delle difficoltà esistenti sui
lavoratori e sulla fiscalità generale.
Il CDN giudica che l’attuale management, non sia solo strapagato, ma anche inadeguato alla fase,
considerate le crisi aziendali in atto, il livello dei crediti deteriorati (che superano l’ammontare
complessivo del patrimonio del sistema e costituiscono oltre il 12% degli impieghi), la scarsità di
accantonamenti a copertura e le gravi carenze nella valutazione e gestione dei rischi, che Banca
d’Italia ha evidenziato.
In questo contesto l’ABI, per conto delle Banche, in assenza di un progetto industriale
minimamente credibile, ha chiesto al Governo di intervenire a sostegno delle attività di credito, non
sufficientemente remunerative, ed ha disdettato con 10 mesi d’anticipo ed in modo unilaterale, il
CCNL. E’ evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare ad una completa
deregolamentazione del Settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale, del
Contratto Nazionale e del Fondo di Solidarietà, con la declassamento della stessa contrattazione di
secondo livello a mera “contrattazione di prossimità”, di carattere derogatorio e funzionale alle
necessità di flessibilità delle imprese.
In tale contesto sono fortemente sotto attacco i livelli occupazionali e la contrattazione, proprio
quella contrattazione che abbiamo costruito in questi anni con il supporto e la forza delle lavoratrici
e dei lavoratori. L’iniziativa di ABI mette in discussione anche il ruolo stesso del Sindacato e la sua
capacità di tutela e difesa della categoria.
Di fronte a tale atteggiamento il CDN anche in relazione alle posizioni espresse unitariamente, a
partire dallo sciopero generale della categoria:
• respinge il progetto di ABI e delle banche che si preparano alla completa destrutturazione
del settore ;
• impegna la Fisac ad un grande sforzo politico e organizzativo nella costruzione di una
risposta forte, unitaria e determinata nei confronti delle parti datoriali;
• ritiene impossibile proseguire la trattativa sul Fondo di solidarietà, in presenza della citata
disdetta del CCNL.
• Contemporaneamente giudica prioritario il coinvolgimento del Governo, per impedire ad
ABI forzature rispetto agli adeguamenti da apportare al Fondo di Solidarietà, in
ottemperanza alle previsioni della legge 92/2012 “Fornero”, entro il 31 ottobre 2013. E’
evidente che l’atteggiamento di ABI corrisponde ad una implicita disdetta unilaterale del
Fondo che va rifiutata, così come va evitato il passaggio al Fondo Residuale presso l’INPS.
Il Fondo di Solidarietà ABI, anche alla luce della riforma imposta dall’art. 3 della legge
92/12, va salvaguardato nella sua natura e nell’insieme dei diritti e delle prestazioni;
• Ritiene necessaria, nell’ambito delle iniziative unitarie da mettere in atto,la sospensione
delle relazioni sindacali a livello aziendali e di gruppo, con l’eccezione delle procedure
previste dalla legge.
• Giudica urgente l’avvio di assemblee unitarie in tutti i posti di lavoro, per sostenere una
vertenza nazionale che rappresenti una forte risposta del sindacato e dei lavoratori, in
funzione della tenuta occupazionale del settore e della difesa della centralità del CCNL ABI
a partire dall’area contrattuale. Risposta di cui il prossimo sciopero generale e la costruzione
di una successiva grande manifestazione nazionale della Categoria da decidere
unitariamente, devono essere elementi centrali ma non unici.
• A sostegno della vertenza in corso, va predisposta in tempi brevi una Piattaforma alternativa
al progetto di ABI di rinnovo contrattuale,, capace di coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici
attraverso una decisa e chiara difesa delle garanzie economiche e normative, a cominciare
dal rafforzamento dell’Area contrattuale.
• È necessario infine costruire nella vertenza alleanze nel Paese in funzione di un diverso
modello di banca, di erogazione del credito e di gestione del risparmio a tutela dei
risparmiatori e dei cittadini, coinvolgendo anche i media e l’opinione pubblica.
Il CDN dà mandato alla Segreteria Nazionale affinchè, da subito, coinvolga le altre OO.SS. per
deliberare al più presto i passi necessari ad un’ adeguata risposta, capace di rendere efficace e
positivo l’esito della vertenza in corso.

Italia: il governo dei banchieri è morto

PERCHÉ NESSUNO DICE AGLI ITALIANI CHE IL GOVERNO LETTA È DIMISSIONARIO E CHE PERTANTO NON PUÒ CHIEDERE LA FIDUCIA?

Sono sconvolto dal fatto che nonostante le dimissioni "irrevocabili" del vice- primo ministro e altri 4 ministri del Pdl, né il premier Enrico Letta né nessun organo d'informazione hanno finora comunicato agli italiani che il governo è morto non solo politicamente ma anche costituzionalmente. 

Sono incredulo nel sentire che mercoledì Letta chiederà la fiducia al Parlamento. Come potrebbe chiedere la fiducia un governo che non c'è più? O Letta si presenta con un nuovo governo sostituendo i 5 ministri dimissionari, o assume ad interim i 5 dicasteri, oppure dovrà limitarsi a ufficializzare le sue dimissioni.
Possibile che nel nostro Paese tutto sia arbitrario, discrezionale, mistificato se non falso? Possibile che l'occultamento della verità da parte di pochi si traduce nella negazione della verità per la maggioranza degli italiani? Possibile che i poteri forti che ci governano trattano gli italiani come incapaci di intendere e di volere? Noi non ci stiamo! Buonanotte amici!