Nel sistema attuale le banche creano denaro
aggiungendo con i computer cifre sui conti bancari, ma si tratta di
"denaro virtuale" che non proviene dalla Banca nazionale, ma viene
creato dalle banche stesse. Gli istituti bancari infatti quando aprono
un credito posseggono solo una minima parte della valuta. La cifra
riportata sui conti bancari inoltre non è un mezzo legale di pagamento,
ma solo una promessa da parte di una banca di pagare denaro contante
quando necessario. Se una banca si trovasse in una situazione precaria i
clienti non potrebbero più prelevare denaro. Esiste una garanzia sui
depositi fino a 100'000 franchi ma questa copre solo l’1,4% di tutti gli
averi.
In Svizzera dal 2003 al 2012 c'erano mediamente 340 miliardi
di franchi di massa monetaria: solo il 10% era denaro emesso dalla
Banca nazionale svizzera (BNS), il restante 90%, pari a circa 300
miliardi, era "denaro elettronico" creato dalle banche private.
L'iniziativa Moneta intera chiede di cambiare questo sistema
permettendo solo alla Banca nazionale di creare moneta elettronica. Le
banche potranno concedere prestiti solo con denaro che hanno ricevuto da
risparmiatori, altre banche o dalla Banca nazionale. La moneta
elettronica diventerebbe così un mezzo legale di pagamento, come le
banconote e le monete, e apparterrebbe al proprietario esattamente come
il contante che ha nel portafogli o in cassaforte, spiegano gli
iniziativisti
Il denaro contante viene sempre meno utilizzato e sostituito da
transazioni. Continuando di questo passo i cittadini quindi non avranno
più a disposizione un mezzo legale di pagamento che valga come il denaro
contante e sarebbero completamente dipendenti dalle promesse di
pagamento della banche.
Inoltre sempre secondo gli iniziativisti il sistema attuale è
contrario alla volontà del popolo. Nel 1891 infatti, con una votazione
popolare, gli svizzeri decisero di affidare unicamente alla BNS la
creazione "di biglietti di banca e di ogni altra moneta fiduciaria".
L'iniziativa "Moneta intera" sarebbe quindi un'iniziativa di
implementazione di quel voto.
Con la moneta intera, aggiungono i promotori, le banche continueranno
ad occuparsi del traffico dei pagamenti, della concessione di crediti,
della gestione patrimoniale e di altri servizi finanziari: semplicemente
non potranno più creare denaro per conto proprio.
Scopri la storia nascosta e i piani che manipolano la finanza e il potere globale.
mercoledì 2 dicembre 2015
martedì 1 dicembre 2015
Svizzera: depositata l'iniziativa "moneta intera"
ATS News
Depositata l'iniziativa "moneta intera" con 110'000 firme
01.12.2015 - aggiornato: 01.12.2015 - 12:25
http://www.gdp.ch/ats-news/depositata-liniziativa-moneta-intera-con-110000-firme-id101135.html
http://www.gdp.ch/ats-news/depositata-liniziativa-moneta-intera-con-110000-firme-id101135.html
L'incredibile scoperta della pratica bancaria
L'incredibile
scoperta della pratica bancaria
di Marco Saba,
IASSEM, 1 dicembre 2015
L'ultimo testo del
professor Richard Werner, che apparirà pubblicato nel prossimo
numero della Rivista Internazionale di Analisi Finanziaria (1),
s'intitola: “Un secolo perduto nell'economia: tre teorie bancarie e
la prova conclusiva”.
Riportiamo la traduzione del sommario
in italiano per la comodità del lettore:
“Come operano
le banche e da dove arriva la provvista di denaro? La crisi
finanziaria ha sollevato la consapevolezza che queste domande sono
state inopportunamente sottovalutate da molti ricercatori. Nel secolo
passato, in periodi differenti, hanno dominato tre differenti teorie
sulla pratica bancaria:
1) La teoria
bancaria correntemente prevalente dell'intermediazione finanziaria
dice che le banche raccolgono i depositi e poi li prestano, proprio
come gli altri intermediari finanziari non bancari.
2) La vecchia
teoria bancaria della riserva frazionaria dice che ogni banca
individualmente è un intermediario finanziario che non ha potere di
creare moneta, ma che il sistema bancario nel suo insieme è capace
di creare moneta attraverso il processo della “multipla espansione
dei depositi” (il moltiplicatore monetario).
3) La teoria
bancaria della creazione del credito, predominante un secolo fa, non
considera le banche come intermediari finanziari che raccolgono
depositi per poi prestarli, ma invece argomenta che ogni banca
individualmente crea credito e moneta nuova ogni volta che la banca
effettua un prestito.
Le teorie
differiscono nel loro trattamento contabile del prestito bancario e
anche per quanto riguarda le implicazione procedurali.
Poiché secondo
la teoria dominante dell'intermediazione finanziaria le banche sono
virtualmente identiche agli altri intermediari finanziari non
bancari, queste non sono incluse nei modelli economici usati
nell'economia o dai banchieri centrali. Inoltre, la teoria che vede
le banche come intermediari ci procura il razionale per la
regolazione bancaria basata sull'adeguatezza del capitale. Se questa
teoria non fosse corretta, la corrente modellazione prevalente
nell'economia e le politiche di regolazione sarebbero senza
fondamento empirico.
Nonostante l'importanza della questione, finora solo una prova
empirica delle tre teorie è stata riportata nelle riviste
scientifiche. Questo documento presenta una seconda prova empirica,
ricorrendo a metodi alternativi, che permette il controllo di tutti
gli altri fattori. Le teorie bancarie dell'intermediazione
finanziaria e della riserva frazionaria vengono rifiutate dalle prove
presentate. Questa scoperta mette in dubbio le motivazioni per la
regolamentazione dell'adeguatezza patrimoniale della banca al fine di
evitare le crisi bancarie, come viene illustrato nel caso di studio
di Barclays Bank durante la crisi. La scoperta indica che consigliare
e incoraggiare i paesi in via di sviluppo a prendere in prestito
dall'estero, è fuorviante. La trattazione considera qual'è il motivo
per cui gli economisti hanno fallito per gran parte del secolo scorso
nel fare progressi per quanto riguarda la conoscenza del sistema
monetario, e perché invece si sono spostati sempre più lontano
dalla verità, come già era riconosciuta dalla teoria della
creazione di credito ben più di un secolo fa. Viene trattato il
ruolo dei conflitti di interessi delle parti interessate nel plasmare
l'attuale consenso accademico che non tiene conto delle banche. Viene
indicata una serie di percorsi per le ulteriori necessarie ricerche.”
E poi Werner, dopo
aver analizzato il bilancio della Banca Raffeisen ed aver dimostrato
empiricamente la validità dellla teoria della creazione del
“credito”, e che questo credito è denaro, conclude:
“(quanto sopra)
rinforza la necessità di una nuova agenda di ricerca
interdisciplinare sul ruolo delle banche e della banca centrale in
particolare, e del sistema monetario in generale,
che dovrebbe essere saldamente radicata nella metodologia della
ricerca empirica e induttiva
per produrre economia scientifica. Mentre molti autori hanno
proclamato un offuscamento continuo della divisione tra le banche e
le istituzioni finanziarie non bancarie, l'autore
ha mostrato esattamente quello che consente alle banche di creare
denaro (e capitale) dal nulla, mentre le
non-banche non sono
in grado di farlo. E' quindi richiesto un
lavoro interdisciplinare con i ricercatori
in politica, diritto, contabilità, gestione, ricerca operativa,
informatica, ingegneria e sistemi di ricerca per assicurare che
l'economia e la finanza per conto proprio non possano
continuare ad ignorare la realtà empirica e si
avviino in un altro secolo perso per le
scienze economiche .”
Nello
studio precedente (2) Werner affermava che la legalità o meno del
modo con cui le banche gestiscono la parte
contabile necessita di una ulteriore ricerca legale al di là degli
scopi dell'autore, tuttavia rimane aperta
la questione contabile: le banche
registrano l'operazione del prestito NON evidenziando la creazione di
nuovo denaro ma lasciando supporre all'osservatore che esse
utilizzino il denaro contenuto nei depositi, mentre, come
empiricamente dimostrato, nella pratica si comportano in tutt'altro
modo. Le conseguenze di questa tenuta contabile difforme dalla realtà
dei fatti sono state da me evidenziate nel corso di varie assemblee
degli azionisti presso le più importanti banche italiane nel 2014 e
2015.
In pratica, non contabilizzando nell'attivo di cassa il denaro
creato ex novo, si simula una situazione passiva dell'istituto che
non corrisponde a verità ma che influisce sulla nostra realtà visto
l'affannarsi delle autorità nel cercare continuamente metodi per
rimpinguare le casse delle banche, come l'esempio della recente legge
sul BAIL-IN ben ci dimostra.
Si cerca cioè continuamente di riempire
un falso buco contabile attingendo alle tasche dei cittadini,
direttamente o indirettamente, perché non si vuol riconoscere
l'enorme guadagno non contabilizzato che le banche ottengono creando
soldi dal nulla e pretendendo di farseli restituire con gli
interessi.
L'entità
della grave situazione che così si crea è sotto gli occhi di
chiunque. Basta andare in Grecia, o vivere in Italia aprendo gli
occhi. per scoprire la realtà della miseria assurda e non necessaria che creano
continuamente queste politiche bancarie di offuscamento contabile
dell'abbondanza possibile dei mezzi monetari, e quindi della
fattibilità immediata di un reddito di sussistenza per tutti, per
capire che viviamo nella caverna di
Platone.
Il vero problema oggi è che il
sistema bancario è fuori controllo, ma non solo, c'è anche il fatto
drammatico che il mostro di Bankenstein si
è impadronito di tutto il resto. Autorità di controllo comprese,
oltre a tutta l'ostentata ignoranza e indifferenza mostrata
dai media col
silenzio assordante su questo problema.
Note:
1) Werner, R.A., A
lost century in economics: Three theories of banking and the
conclusive evidence, International Review of Financial Analysis
(2015)
2) “Whether
the Client Money Rules were designed for this purpose, and whether it
is indeed lawful for banks to reclassify general ‘accounts payable’
items as specific liabilities defined as ‘customer deposits’,
without the act of depositing having been undertaken by anyone, is a
matter that requires further legal scrutiny, beyond the scope of this
paper.”
In: Werner, R.A.,
How do banks create money, and why can other firms not do the same?
An explanation for the coexistence of lending and deposit-taking,
International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014,
Pages 71–77
sabato 28 novembre 2015
Carlo Sibilia (M5S): "Le Banche sono i veri evasori di questo paese"
Intervento dell'On. Carlo Sibilia in occasione della Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978, fatto a Milano il 23 febbraio 2015. (C. 3331)
Camera dei Deputati, 4 novembre 2015
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0515&tipo=stenografico#sed0515.stenografico.tit00070.sub00030.int00120
(...)
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sibilia. Ne ha facoltà.
CARLO SIBILIA.
Grazie, Presidente. Diciamo che questo sistema del debito e
dell'interesse oggi ci porta ad avere l'Italia a 2.274 miliardi di euro
di debiti, 107 miliardi soltanto di interesse annuo: questi numeri sono i
numeri dell'economia guidata dal mercato, la politica che si assoggetta
al mercato e che muta proprio i concetti base dell'economia, facendo
diventare risorsa ciò che risorsa oggi non è. Se non vi è acqua, l'acqua
è una risorsa, e quindi vi è una crisi idrica e siamo al cospetto di
una crisi. L'acqua è una risorsa. Se non vi è aria, siamo al cospetto di
una crisi, perché l'aria è una risorsa; se la inquiniamo e c’è sempre
meno aria salubre, siamo al cospetto di una crisi. Se vi è poco suolo,
vi è una crisi; vi è consumo di suolo fatto dell'uomo e vi è una crisi.
Quando c’è poca moneta, non vi è una crisi, perché la moneta è uno
strumento che viene creato. Quindi, non è possibile che si abbia una
crisi economica dettata dalla poca circolazione di moneta, visto che la
moneta viene creata dall'uomo, non è una risorsa naturale.
Quindi, quello che mi piace sottolineare è che spesso di questi argomenti non si parla e, quando siamo davanti a questo genere di ratifiche, viviamo quel sistema di silenzio assordante che è quello dei media di regime, italiani, chiaramente, perché sia la Reuters sia il Corriere del Ticino hanno dato notizia che il 31 ottobre scorso, avendo raccolto le 100 mila firme necessarie, la Svizzera terrà un referendum avente per oggetto l'iniziativa popolare federale «Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale svizzera (Iniziativa Moneta Intera)».
Questo referendum che dovrà tenersi entro i prossimi cinque anni prevede di togliere alle banche commerciali il potere di creare moneta elettronica dal nulla, concentrando tale facoltà alla Banca centrale svizzera, in modo che il relativo profitto derivante da tale emissione vada a vantaggio dei cantoni invece che dei banchieri privati come oggi avviene esentasse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Infatti, voglio ricordare che in molteplici assemblee di primari istituti bancari alle quali ho personalmente partecipato, sia nel 2014, che nel 2015, ho avuto modo di ascoltare interventi ben documentati e finalizzati alla richiesta della contabilizzazione nell'emissione di denaro bancario secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, ovvero che il denaro, all'atto di emissione, fosse contabilizzato nell'attivo di cassa, prima di essere impiegato, in modo tale da poterne tassare il relativo profitto cioè la rendita monetaria effettiva che deriva dal creare denaro gratis. Succede questo oggi: le banche private, quando vi concedono un prestito, creano questa moneta, nel momento in cui la creano la logica vuole che all'interno dei loro bilanci bancari questa voce venga considerata all'attivo, ma nelle banche, nei bilanci bancari, questa voce non c’è ! Soldi spariti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! I soldi spariscono ! Vi starete chiedendo cosa c'entra con questa ratifica ? Questo problema riguarda direttamente anche gli Accordi bilaterali sull'imposizione fiscale, perché la domanda sorge spontanea signori: le banche del Paese estero che hanno filiali nel nostro Paese, in Italia, dove dovranno pagare la tassazione sulla creazione di denaro che avviene nel nostro Paese prima che tale potere venga centralizzato dalle rispettive banche centrali ? Viceversa se le nostre banche creano danaro dal nulla nelle filiali o nelle partecipate estere, dove si tasseranno i relativi profitti ? Allora, stiamo parlando del vero sommerso, signori, altro che le cooperative di Buzzi e Carminati, con questo giochetto le banche private occultano una roba di 800 miliardi all'anno. Questi sono i grandi evasori e di questi che ci dobbiamo occupare. Questo è il vero accordo bilaterale. La vera lotta all'evasione va fatta nelle banche perché loro sono i veri evasori di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Banche private che non vengono controllate. Abbiamo persone come Visco che hanno ricevuto degli avvisi di garanzia, c’é gente come Vegas della Consob che non vigila assolutamente da nessuna parte altrimenti non avremmo degli scandali come quello del Monte dei Paschi di Siena. Quindi, oggi possiamo raccontarcela in tutte le salse, cari signori, che stiamo abolendo le doppie imposizioni, che siamo agevolando la lotta all'evasione fiscale, ma non è così. Finché non attaccheremo il potere delle banche di poter creare la moneta dal nulla, e non ce la prenderemo noi cittadini per poter utilizzare questi soldi tassati per il benessere dello Stato, quindi con il reddito di cittadinanza, con il finanziamento alle piccole e medie imprese, non andremo mai da nessuna parte. Noi affronteremo il problema e voi, sicuramente, non lo state facendo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Quindi, quello che mi piace sottolineare è che spesso di questi argomenti non si parla e, quando siamo davanti a questo genere di ratifiche, viviamo quel sistema di silenzio assordante che è quello dei media di regime, italiani, chiaramente, perché sia la Reuters sia il Corriere del Ticino hanno dato notizia che il 31 ottobre scorso, avendo raccolto le 100 mila firme necessarie, la Svizzera terrà un referendum avente per oggetto l'iniziativa popolare federale «Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale svizzera (Iniziativa Moneta Intera)».
Questo referendum che dovrà tenersi entro i prossimi cinque anni prevede di togliere alle banche commerciali il potere di creare moneta elettronica dal nulla, concentrando tale facoltà alla Banca centrale svizzera, in modo che il relativo profitto derivante da tale emissione vada a vantaggio dei cantoni invece che dei banchieri privati come oggi avviene esentasse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Infatti, voglio ricordare che in molteplici assemblee di primari istituti bancari alle quali ho personalmente partecipato, sia nel 2014, che nel 2015, ho avuto modo di ascoltare interventi ben documentati e finalizzati alla richiesta della contabilizzazione nell'emissione di denaro bancario secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, ovvero che il denaro, all'atto di emissione, fosse contabilizzato nell'attivo di cassa, prima di essere impiegato, in modo tale da poterne tassare il relativo profitto cioè la rendita monetaria effettiva che deriva dal creare denaro gratis. Succede questo oggi: le banche private, quando vi concedono un prestito, creano questa moneta, nel momento in cui la creano la logica vuole che all'interno dei loro bilanci bancari questa voce venga considerata all'attivo, ma nelle banche, nei bilanci bancari, questa voce non c’è ! Soldi spariti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! I soldi spariscono ! Vi starete chiedendo cosa c'entra con questa ratifica ? Questo problema riguarda direttamente anche gli Accordi bilaterali sull'imposizione fiscale, perché la domanda sorge spontanea signori: le banche del Paese estero che hanno filiali nel nostro Paese, in Italia, dove dovranno pagare la tassazione sulla creazione di denaro che avviene nel nostro Paese prima che tale potere venga centralizzato dalle rispettive banche centrali ? Viceversa se le nostre banche creano danaro dal nulla nelle filiali o nelle partecipate estere, dove si tasseranno i relativi profitti ? Allora, stiamo parlando del vero sommerso, signori, altro che le cooperative di Buzzi e Carminati, con questo giochetto le banche private occultano una roba di 800 miliardi all'anno. Questi sono i grandi evasori e di questi che ci dobbiamo occupare. Questo è il vero accordo bilaterale. La vera lotta all'evasione va fatta nelle banche perché loro sono i veri evasori di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Banche private che non vengono controllate. Abbiamo persone come Visco che hanno ricevuto degli avvisi di garanzia, c’é gente come Vegas della Consob che non vigila assolutamente da nessuna parte altrimenti non avremmo degli scandali come quello del Monte dei Paschi di Siena. Quindi, oggi possiamo raccontarcela in tutte le salse, cari signori, che stiamo abolendo le doppie imposizioni, che siamo agevolando la lotta all'evasione fiscale, ma non è così. Finché non attaccheremo il potere delle banche di poter creare la moneta dal nulla, e non ce la prenderemo noi cittadini per poter utilizzare questi soldi tassati per il benessere dello Stato, quindi con il reddito di cittadinanza, con il finanziamento alle piccole e medie imprese, non andremo mai da nessuna parte. Noi affronteremo il problema e voi, sicuramente, non lo state facendo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
venerdì 27 novembre 2015
Elementi giuridici del sistema di creazione di mezzi monetari
Workshop per Magistrati, Avvocati,
Notai e Dottori Commercialisti
“Elementi giuridici del sistema di creazione di mezzi monetari delle banche private”
giovedì, 26 novembre – ore 15.00 – 17.30
BOLZANO – Casa Kolping, Via A. Kolping, 3 – Josefsaal
http://humaneconomy.it/
Nella crisi del 2008, abbiamo appreso
che la contrazione della moneta in circolazione è dovuta alla
contrazione del credito concesso dalle banche, e che quindi le banche
non si limitano a raccogliere e prestare moneta liquida, ma li creano,
in virtù di un potere non conferito da alcuna legge, e spesso in modo
temerario e distruttivo per la collettività.Oggi un crescente numero di
studi economici e giuridici sta gettando luce sulla natura, sugli
effetti e sui problemi di legittimità costituzionale e ordinaria della
pratica generalizzata con cui le banche commerciali, da decenni oramai,
generano oltre il 92% della liquidità nel sistema
- nella loro attività imprenditoriale privata
- con operazioni contabili ed elettroniche
- senza impegnare riserve o altri capitoli di bilancio
- denominandola come valuta legale mentre è moneta creditizia.
La scoperta di questa realtà e il
diffondersi della conoscenza di essa, impone il problema della
legittimità di un tale sistema monetario, oltre che della sua
opportunità, rispetto sia alla legge ordinaria che alla Costituzione.
Si può sostenere che un credito
derivante da “moneta-contabile” (c.d. moneta scritturale), creata dalle
banche private attraverso una mera operazione contabile/digitale è
invalido, ovvero, nullo (la voce contabile “crediti verso clienti a
debiti verso clienti” comporta una semplice espansione del bilancio
bancario).
Inoltre, il procedimento suddetto è in
netto contrasto con le norme del Trattato di Maastricht e quelle del
D.Lgs. n. 385/1993 (T.U. Bancario).
Contenuti del workshop:- L’atto di creazione della moneta-contabile come atto illecito delle banche private
- Implicazioni giuridiche dell’accettazione di questa prassi da parte degli Stati
- I risvolti di questi fatti e la criminalità organizzata
- L’espansione di bilancio delle banche dovuta all’erogazione del credito come creatio ex nihilo; le implicazioni di questo fatto sul proprio indebitamento e sull’indebitamento interbancario; impossibilità sistemica e matematica della restituzione dei debiti dei rispettivi interessi.
Spesso Magistrati e Avvocati non sono a
conoscenza della prassi di creazione monetaria e degli aspetti contabili
bancari. Il workshop offre quindi la possibilità di sviluppare un nuovo
orientamento sia dottrinale, che giurisprudenziale.
Verranno inoltre esposti gli strumenti
di rimedio e di soluzione per neutralizzare gli effetti di questo
problema, sia per quanto concerne le banche, sia per quanto riguarda gli
Stati. Per eliminare il rischio di default delle banche, non è
necessario far ricorso a nuovi fondi, che aumenterebbero ulteriormente
la pressione fiscale. Occorre invece una semplice legge, che definisca
nuovi strumenti contabili per il risanamento delle banche in crisi.
Programma del workshop: “Elementi giuridici del sistema di creazione di mezzi monetari delle banche private”
giovedì, 26 novembre – ore 15.00 – 17.30 BOLZANO – Casa Kolping, Via A. Kolping, 3 – Josefsaal“Creazione illegittima della moneta e l’aspetto penale nella sua accettazione da parte degli Stati ed il suo collegamento con la criminalità organizzata” (in lingua italiana)
Nicolas Giannakopoulos era responsabile
di un programma di ricerca triennale finanziato dalla Confederazione
Svizzera dal titolo “corruzione svizzera e criminalità organizzata”.
Prima di questo è stato attivo in molti programmi di ricerca e ha
effettuato numerose analisi per le grandi istituzioni. Ha collaborato
strettamente con i servizi di polizia e magistrati ed è stato premiato
con la medaglia al merito dalle autorità giudiziarie brasiliane. Mr.
Giannakopoulos ha pubblicato materiale significativo riguardante i
diversi aspetti delle moderne organizzazioni criminali. Egli è anche
Presidente e co-fondatore di OCO, l’Osservatorio di criminalità
organizzata e direttore dell’azienda con sede a Ginevra indagine penale
interno COSA.
“Argumente gegen die Möglichkeit eines wirtschaftlichen Schadens von Banken bei Kreditausfall aufgrund der buchtechnischen Giralgeldschöpfung” (in deutscher Sprache – con traduttore italiano)
Seit 1983 am Institut für Revisions-,
Treuhand- und Rechnungswesen der Wirtschaftsuniversität Wien
beschäftigt, 2001-2010 Gastprofessor am Institut für
Wirtschaftsinformatik (Communications Engineering) der Universität
Linz, seit 1997 gewerblich befugter Unternehmensberater, von 1995-2015
korrespondierendes Mitglied des Fachsenats für Datenverarbeitung der
österreichischen Kammer der Wirtschaftstreuhänder und seit 2001
Prüfungskommissar im Rahmen der Wirtschaftsprüfer-Ausbildung der
österreichischen Kammer der Wirtschaftstreuhänder. Von 2001-2010 Lektor
an der FHW (Fachhochschule der Wirtschaftskammer Wien). Entwickelte die
neue Geldform „Informationsgeld“ (http://www.informationsgeld.info)
“Elementi giuridici della creazione di moneta-scritturale contra ius in base all’ordinamento giuridico italiano”
(in lingua italiana)
www.marcodellaluna.info, avvocato,
dottore in legge e in psicologia, autore di testi in materia monetaria e
di social control (Euroschiavi, Neuroschiavi, Cimiteuro, La moneta
copernicana, Sbankitalia e altri).
Contributo spese: 60 € (incl. una brochure di ca. 50 pag.)Posti limitati – contattateci per l’iscrizione: via Email: event@humaneconomy.it o per tel. 334 3218495
Lieti della Vostra affluenza per trattare e discutere insieme un tema cruciale per la pace sociale e un futuro armonioso dell’umanità
Il Team di Human Economy
Usa, nuova azione giudiziaria nei confronti di dieci grandi banche
TempoReale
Usa, nuova azione giudiziaria nei confronti di dieci grandi banche
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201511260853013109&chkAgenzie=ITALIAOGGI&sez=news&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=tempo-reale
Una class action è stata intentata contro le dieci più grandi banche di Wall Street e due piattaforme di scambio con l'accusa di aver formato "almeno dal 2007" un cartello per limitare la competizione nel mercato del più diffuso tipo di derivati, gli "interest rate swap" (prodotti derivati da tassi di interesse). Si tratta di un mercato valutato circa 320 miliardi di dollari.
La causa è stata presentata presso la corte distrettuale di Manhattan contro il gotha di Wall Street: Goldman Sachs, Bank of America Merrill Lynch, JPMorgan Chase, Citigroup, Credit Suisse, Barclays, Bnp Paribas, Ubs, Deutsche Bank e Royal Bank of Scotland.
Secondo i ricorrenti, l'accordo tra le banche, in teoria concorrenti e rivali, ha impedito l'ingresso sul mercato di questi derivati di intermediari alternativi non bancari. La causa è stata presentata dai titolari di un fondo pensione di Chicago che avrebbe pagato più del dovuto i contratti di swap sottoscritti. Accanto alle banche sono citate in giudizio due piattaforme di scambio degli swap, la Icap e la Tradeweb. Quest'ultima è controllata al 40% dall'agenzia di stampa anglo-canadese Thomson Reuters che però non è citata in giudizio.
Già a metà settembre dodici istituti bancari avevano accettato di pagare 1,87 miliardi di dollari per risolvere una vertenza giuridica negli Stati Uniti. In quel caso le banche erano accusate da investitori di pratiche contrarie alla concorrenza sul mercato dei prodotti derivati di credito ("credit default swap").
La Massoneria accusa: stragi di Parigi ? E' stato Mario Draghi
“I veri mandanti dell’Isis e la Superloggia massonica Hathor-Pentalpha”
By Carlo Tarallo on
Intervista
esclusiva a Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico
(www.grandeoriente-democratico.com) e Presidente del Movimento
Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), autore del best-seller “MASSONI.
Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges”
(Chiarelettere, Milano 2014) primo volume di una trilogia, che sta anche
per essere pubblicato in lingua spagnola, francese e inglese.
D. Magaldi, lei afferma nel suo libro “Massoni” che il nome “Isis” ha un significato legato a una superloggia massonica…
R. Come ho spiegato nel primo volume della serie di Massoni. Società a responsabilità, Chiarelettere Editore, l’Isis e il progetto politico-terroristico connesso sono una precisa e meditata creazione ad opera della Ur-Lodge Hathor-Pentalpha, una superloggia sovranazionale malignamente “eretica ed estremista” nei suoi fini e nei suoi mezzi, persino rispetto agli ordinari circuiti massonici neoaristocratici e reazionari. Del resto, Isis o Iside è la stessa divinità egizia che, in determinati contesti mitologico-rituali, assume il nome di “Hathor… Tutto questo, comunque, viene spiegato minuziosamente nel libro Massoni, cosi come vi vengono profetizzati- con mesi e mesi di anticipo (il libro è uscito nel novembre 2014)- eventi quali i tremendi attentati terroristici di Parigi del 7 gennaio (episodio di “Charlie Hebdo”) e del 13 novembre 2015.
Le superlogge “Hathor-Pentalpha”, “Amun”, “Geburah”, “Der Ring” (alla guida di altre, loro satelliti) lucrarono enormi profitti geopolitici ed economici dalle guerre “preventive” al terrorismo dei primi anni ‘2000. Guerre che avrebbero avuto un senso solo se davvero fossero state volte ad “esportare” democrazia, libertà, laicità, diritti universali e infrastrutture materiali e immateriali in grado di garantire in Medio Oriente e altrove non solo istituzioni fondate sulla sovranità popolare e il pluralismo liberale, ma anche giustizia sociale e prosperità per tutti e per ciascuno. Cosi non fu. Quelle guerre, scatenate con il pretesto di abbattere “regimi canaglia” fiancheggiatori del terrorismo islamico, in realtà sono servite a scopi di ampliamento del potere e della ricchezza di un ristretto numero di gruppi massonici reazionari e neoaristocratici.
Cosa sono le superlogge massoniche?
Anzitutto occorre rammentare che il termine tecnico per denominarle è “Ur-Lodges”. Si tratta di logge molto potenti e speciali, di respiro e composizione sovranazionale, che cooptano tra i propri membri eminenti personaggi (sia uomini che donne) appartenenti alle Comunioni massoniche tradizionali (Gran Logge e Grandi Orienti) e anche profani e profane di particolare spessore e prestigio politico-sociale, economico-finanziario, mediatico, militare e culturale. E si tratta di contesti dove non ci si occupa soltanto di gestire il potere ai suoi massimi livelli globali, ma anche di cenacoli dove teorie e pratiche rituali ed esoteriche vengono coltivate con grande assiduità e scrupolosità. In effetti, a partire da fine Ottocento (momento di nascita delle prime, tra queste superlogge) e poi soprattutto nel corso del Novecento e nel primo quarto del XXI secolo, l’egemonia massonica e l’egemonia tout-court a livello planetario passa dalle tradizionali comunità massoniche organizzate su base nazionale a queste superlogge sovranazionali.
Anzitutto occorre rammentare che il termine tecnico per denominarle è “Ur-Lodges”. Si tratta di logge molto potenti e speciali, di respiro e composizione sovranazionale, che cooptano tra i propri membri eminenti personaggi (sia uomini che donne) appartenenti alle Comunioni massoniche tradizionali (Gran Logge e Grandi Orienti) e anche profani e profane di particolare spessore e prestigio politico-sociale, economico-finanziario, mediatico, militare e culturale. E si tratta di contesti dove non ci si occupa soltanto di gestire il potere ai suoi massimi livelli globali, ma anche di cenacoli dove teorie e pratiche rituali ed esoteriche vengono coltivate con grande assiduità e scrupolosità. In effetti, a partire da fine Ottocento (momento di nascita delle prime, tra queste superlogge) e poi soprattutto nel corso del Novecento e nel primo quarto del XXI secolo, l’egemonia massonica e l’egemonia tout-court a livello planetario passa dalle tradizionali comunità massoniche organizzate su base nazionale a queste superlogge sovranazionali.
Perché una superloggia dovrebbe scatenare il terrore in Europa?
Da mesi, con la sceneggiata hollywoodiana sull’Isis e i suoi tagliatori di teste trasmessa worldwide, si è dapprima preparato il terreno. Poi è giunto il primo assaggio cruento nel cuore del Vecchio continente (vedi attentato alla sede della rivista “Charlie Hebdo”), quindi c’è stata una ulteriore escalation con l’episodio di venerdì 13 novembre 2015 e la strage di Parigi. Pur dissentendo da qualsivoglia paranoia complottista sulle numerologie di certi eventi, occorre rammentare che da quando, il venerdì 13 ottobre del 1307, il re di Francia Filippo il Bello diede l’ordine di arresto dei Cavalieri Templari, “venerdì 13” è divenuto un significante importante e famigerato negli ambienti esoterici e massonici e poi anche nell’immaginario collettivo “profano”, tanto da dar vita, in tempi recenti, ad alcune serie filmografiche sul tema.
E’ in corso una lotta fratricida tra ambienti massonici neoaristocratici, egemoni da mezzo secolo, e la ripresa di attività dei circuiti latomistici progressisti, decisi ora ad invertire il corso antidemocratico e tecnocratico tanto della globalizzazione che della governance europea. Colpendo in un giorno molto preciso e particolare, le manovalanze terroristiche eterodirette dagli ambienti della Ur-Lodge Hathor-Pentalpha, intendevano conseguire due precisi obiettivi.
Uno: dare un segnale infra-massonico ai circuiti liberomuratori progressisti e in particolare a una superloggia precisa, legata alla tradizione dei Templari e operante con particolare attenzione in Francia, in questi mesi… Dirò poi di che Ur-Lodge si tratti e che cosa stia cercando di fare sul territorio francese.
Due: grazie allo shock provocato e allo spauracchio della presunta impossibilità di garantire la sicurezza senza misure emergenziali, determinare sia in Francia che altrove un maggiore controllo politico, sociale e mediatico “autoritario”, mediante l’introduzione di eventuali modifiche costituzionali (vedi gli annunci di Hollande in tal senso) e di una sorta di “Patriot Act” europeo. In sostanza, dopo aver determinato una cinesizzazione del popolo europeo sul piano dei rapporti sociali ed economici (smantellamento del welfare, disoccupazione galoppante, crollo della domanda aggregata e dei consumi e conseguente aumento di manodopera a buon prezzo e con bassi salari) e dopo aver costruito una UE matrigna e antidemocratica (il Parlamento europeo, luogo di rappresentanza della sovranità del Popolo europeo non ha il potere di fiduciare e sfiduciare un esecutivo politico continentale che sia sovraordinato alle strutture burocratiche comunitarie, invece di essere, come effettivamente è, subordinato alla dittatura tecnocratica della Bce, vero “dominus” non elettivo dell’attuale Europa), adesso si cerca di mortificare ulteriormente la vita democratica del Vecchio continente, introducendo, per mezzo della paura del terrorismo, leggi liberticide e autoritarie.
Da mesi, con la sceneggiata hollywoodiana sull’Isis e i suoi tagliatori di teste trasmessa worldwide, si è dapprima preparato il terreno. Poi è giunto il primo assaggio cruento nel cuore del Vecchio continente (vedi attentato alla sede della rivista “Charlie Hebdo”), quindi c’è stata una ulteriore escalation con l’episodio di venerdì 13 novembre 2015 e la strage di Parigi. Pur dissentendo da qualsivoglia paranoia complottista sulle numerologie di certi eventi, occorre rammentare che da quando, il venerdì 13 ottobre del 1307, il re di Francia Filippo il Bello diede l’ordine di arresto dei Cavalieri Templari, “venerdì 13” è divenuto un significante importante e famigerato negli ambienti esoterici e massonici e poi anche nell’immaginario collettivo “profano”, tanto da dar vita, in tempi recenti, ad alcune serie filmografiche sul tema.
E’ in corso una lotta fratricida tra ambienti massonici neoaristocratici, egemoni da mezzo secolo, e la ripresa di attività dei circuiti latomistici progressisti, decisi ora ad invertire il corso antidemocratico e tecnocratico tanto della globalizzazione che della governance europea. Colpendo in un giorno molto preciso e particolare, le manovalanze terroristiche eterodirette dagli ambienti della Ur-Lodge Hathor-Pentalpha, intendevano conseguire due precisi obiettivi.
Uno: dare un segnale infra-massonico ai circuiti liberomuratori progressisti e in particolare a una superloggia precisa, legata alla tradizione dei Templari e operante con particolare attenzione in Francia, in questi mesi… Dirò poi di che Ur-Lodge si tratti e che cosa stia cercando di fare sul territorio francese.
Due: grazie allo shock provocato e allo spauracchio della presunta impossibilità di garantire la sicurezza senza misure emergenziali, determinare sia in Francia che altrove un maggiore controllo politico, sociale e mediatico “autoritario”, mediante l’introduzione di eventuali modifiche costituzionali (vedi gli annunci di Hollande in tal senso) e di una sorta di “Patriot Act” europeo. In sostanza, dopo aver determinato una cinesizzazione del popolo europeo sul piano dei rapporti sociali ed economici (smantellamento del welfare, disoccupazione galoppante, crollo della domanda aggregata e dei consumi e conseguente aumento di manodopera a buon prezzo e con bassi salari) e dopo aver costruito una UE matrigna e antidemocratica (il Parlamento europeo, luogo di rappresentanza della sovranità del Popolo europeo non ha il potere di fiduciare e sfiduciare un esecutivo politico continentale che sia sovraordinato alle strutture burocratiche comunitarie, invece di essere, come effettivamente è, subordinato alla dittatura tecnocratica della Bce, vero “dominus” non elettivo dell’attuale Europa), adesso si cerca di mortificare ulteriormente la vita democratica del Vecchio continente, introducendo, per mezzo della paura del terrorismo, leggi liberticide e autoritarie.
Il
Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, ha detto che “forse
dobbiamo essere pronti a rinunciare ad alcune delle nostre libertà
personali, in particolare dal punto di vista della comunicazione” a
causa della necessità di combattere con ogni mezzo il terrorismo. Cosa
ne pensa?
Proprio il 14 novembre, sul sito ufficiale del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), poi rilanciato anche sul sito di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), è apparso un importante intervento intitolato “Strage a Parigi del 13 novembre 2015: il tragico avverarsi delle profezie di MASSONI e di Gioele Magaldi (risalenti al 2014) e un necessario impegno di tutti e di ciascuno per difendere democrazia e libertà, contro qualsivoglia deriva autoritaria e illiberale in stile Patriot Act sul suolo europeo e contro altre conseguenze strumentali e scellerate auspicate dai mandanti degli attentati di ieri (13 novembre) e del 7 gennaio 2015 in Francia”, articolo pubblicato il 14 novembre 2015 sul sito MR, di cui consiglio un’attenta lettura. Dopo qualche polemica iniziale, “a caldo”, rispetto a quanto da lui affermato, ho avuto modo di informarmi meglio sulla figura di Franco Roberti, procuratore antimafia e antiterrorismo, e in molti me ne hanno parlato come di persona seria, competente e amante della libertà e della democrazia. Credo, quindi, che quelle parole (anch’ esse dette “a caldo”, sull’onda dei fatti terribili che ci hanno tutti indignato e scosso) sul fatto di rinunciare alla libertà, specie di comunicazione, in favore della sicurezza, siano state pronunciate in un momento di comprensibile e preponderante preoccupazione di assicurare al popolo italiano il massimo di tutela da minacce terroristiche.
Ma sono altrettanto convinto che Franco Roberti e i suoi collaboratori saranno in grado di lavorare alacremente sul lato della prevenzione e del controllo sapiente del territorio e dei luoghi più esposti a rischio, senza minimamente attentare alle libertà fondamentali dei cittadini. Del resto, il massone progressista Benjamin Franklin, uno dei massimi padri della nascita della prima Repubblica costituzionale e democratica al Mondo, gli Stati Uniti d’America, soleva affermare: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.
A proposito dei fatti di Parigi di venerdì scorso, vorrei aggiungere quello che mi hanno suggerito diversi amici fraterni onesti e scrupolosi, tra i quadri e i dirigenti dei servizi d’intelligence (di diverse nazioni) operanti in Francia, e in particolare a Parigi. E sa cosa mi hanno detto? Che senza una falla grossa come una casa nell’operato degli stessi servizi segreti occidentali e francesi (qualche agente infedele che, evidentemente, ha “collaborato” con i terroristi, tradendo con infamia i propri doveri e la propria dignità di uomo e di servitore dello Stato), quello che è accaduto venerdì 13 novembre non sarebbe mai potuto accadere.
Ma stiamo scherzando? Terroristi che arrivano indisturbati a pochi passi da dove si muove il Presidente della Repubblica e che vanno a fare il più atroce attentato in un locale che avrebbe dovuto essere scientificamente guardato a vista da servizi d’intelligence e sicurezza, in quanto già attenzionato in precedenza per possibili atti di terrorismo e violenza?
Senza la connivenza di apparati deviati dell’intelligence militare e civile, tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile. Ecco, dunque ci si prodighi per evitare, in Italia, le falle clamorose e inescusabili relative alla prevenzione degli attentati e al presidio capillare dei luoghi più esposti a rischi. E da questo punto di vista, in molti che lo conoscono bene, mi assicurano che Franco Roberti rappresenti una garanzia- per competenza, intelligenza e desiderio sincero di proteggere la popolazione esposta a minacce terroristiche- di prim’ordine.
Proprio il 14 novembre, sul sito ufficiale del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), poi rilanciato anche sul sito di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), è apparso un importante intervento intitolato “Strage a Parigi del 13 novembre 2015: il tragico avverarsi delle profezie di MASSONI e di Gioele Magaldi (risalenti al 2014) e un necessario impegno di tutti e di ciascuno per difendere democrazia e libertà, contro qualsivoglia deriva autoritaria e illiberale in stile Patriot Act sul suolo europeo e contro altre conseguenze strumentali e scellerate auspicate dai mandanti degli attentati di ieri (13 novembre) e del 7 gennaio 2015 in Francia”, articolo pubblicato il 14 novembre 2015 sul sito MR, di cui consiglio un’attenta lettura. Dopo qualche polemica iniziale, “a caldo”, rispetto a quanto da lui affermato, ho avuto modo di informarmi meglio sulla figura di Franco Roberti, procuratore antimafia e antiterrorismo, e in molti me ne hanno parlato come di persona seria, competente e amante della libertà e della democrazia. Credo, quindi, che quelle parole (anch’ esse dette “a caldo”, sull’onda dei fatti terribili che ci hanno tutti indignato e scosso) sul fatto di rinunciare alla libertà, specie di comunicazione, in favore della sicurezza, siano state pronunciate in un momento di comprensibile e preponderante preoccupazione di assicurare al popolo italiano il massimo di tutela da minacce terroristiche.
Ma sono altrettanto convinto che Franco Roberti e i suoi collaboratori saranno in grado di lavorare alacremente sul lato della prevenzione e del controllo sapiente del territorio e dei luoghi più esposti a rischio, senza minimamente attentare alle libertà fondamentali dei cittadini. Del resto, il massone progressista Benjamin Franklin, uno dei massimi padri della nascita della prima Repubblica costituzionale e democratica al Mondo, gli Stati Uniti d’America, soleva affermare: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.
A proposito dei fatti di Parigi di venerdì scorso, vorrei aggiungere quello che mi hanno suggerito diversi amici fraterni onesti e scrupolosi, tra i quadri e i dirigenti dei servizi d’intelligence (di diverse nazioni) operanti in Francia, e in particolare a Parigi. E sa cosa mi hanno detto? Che senza una falla grossa come una casa nell’operato degli stessi servizi segreti occidentali e francesi (qualche agente infedele che, evidentemente, ha “collaborato” con i terroristi, tradendo con infamia i propri doveri e la propria dignità di uomo e di servitore dello Stato), quello che è accaduto venerdì 13 novembre non sarebbe mai potuto accadere.
Ma stiamo scherzando? Terroristi che arrivano indisturbati a pochi passi da dove si muove il Presidente della Repubblica e che vanno a fare il più atroce attentato in un locale che avrebbe dovuto essere scientificamente guardato a vista da servizi d’intelligence e sicurezza, in quanto già attenzionato in precedenza per possibili atti di terrorismo e violenza?
Senza la connivenza di apparati deviati dell’intelligence militare e civile, tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile. Ecco, dunque ci si prodighi per evitare, in Italia, le falle clamorose e inescusabili relative alla prevenzione degli attentati e al presidio capillare dei luoghi più esposti a rischi. E da questo punto di vista, in molti che lo conoscono bene, mi assicurano che Franco Roberti rappresenti una garanzia- per competenza, intelligenza e desiderio sincero di proteggere la popolazione esposta a minacce terroristiche- di prim’ordine.
Quando e come finirà, se finirà, questa tragedia?
La tragedia non finirà da sola. La sua fine dipende insieme dalle iniziative dei massoni progressisti nel contrastare i progetti di involuzione neo-feudale su scala europea, occidentale e globale e dal risveglio dell’orgoglio di tutti i cittadini comuni, latori pro-quota di sovranità. In questa prospettiva è stato fondato il Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com ), per unire in una alleanza comune élites progressiste e popolo sovrano desideroso di difendere con le unghie e con i denti tre secoli di conquiste democratiche e liberali.
La tragedia non finirà da sola. La sua fine dipende insieme dalle iniziative dei massoni progressisti nel contrastare i progetti di involuzione neo-feudale su scala europea, occidentale e globale e dal risveglio dell’orgoglio di tutti i cittadini comuni, latori pro-quota di sovranità. In questa prospettiva è stato fondato il Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com ), per unire in una alleanza comune élites progressiste e popolo sovrano desideroso di difendere con le unghie e con i denti tre secoli di conquiste democratiche e liberali.
Le sue verità sono sconvolgenti, lei vende tantissimi libri e gira l’Italia a spiegarle a tutti. Ha mai avuto una querela?
Ho ricevuto querele (stralunate) per diffamazione, in relazione alle attività del sito ufficiale di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com ), Movimento massonico d’opinione di cui mi onoro di essere Gran Maestro. Ma non ho ricevuto alcuna querela per questioni attinenti alla pubblicazione del libro Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges.
Ho ricevuto querele (stralunate) per diffamazione, in relazione alle attività del sito ufficiale di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com ), Movimento massonico d’opinione di cui mi onoro di essere Gran Maestro. Ma non ho ricevuto alcuna querela per questioni attinenti alla pubblicazione del libro Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges.
Ho sicuramente sia molti amici che molti nemici, all’esterno del network specifico di GOD, parte del più ampio campo di azione della Libera Muratoria progressista, di cui sono parte integrante. Tuttavia, da qualche tempo a questa parte accadono cose un po’ strane…
L’altro giorno, ad esempio, qualcuno mi ha iscritto ad un Gruppo “Massoneria” su facebook e poi, su quello stesso Gruppo, ieri, mercoledì 18 novembre, sono stato oggetto di minacce di esplicita violenza fisica e anche di morte, da alcuni massoni italiani, peraltro riconoscibili con nome e cognome. Sarà naturalmente mia cura, nelle prossime ore, allertare della cosa in modo adeguato sia le autorità giudiziarie competenti che l’opinione pubblica.
NdB:
Mario Draghi, classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, è affiliato a cinque logge massoniche transnazionali: alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, alla “Three Eyes” e alla “Der Ring".
Vedi anche: La massoneria deviata che controlla il mondo, ecco la lista
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