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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

lunedì 6 luglio 2015

"Dove sta andando l'Europa?" con Paolo Gila e Marco Saba

sabato 4 luglio 2015

EURO: perché gli oligarchi ne temono l'uscita

EURO: perché gli oligarchi ne temono l'uscita
di Marco Saba, IASSEM, 4 luglio 2015

Esiste un motivo molto concreto per cui gli oligarchi temono l'uscita simultanea dall'euro di tutti i paesi che lo stanno adottando: i tesoretti off-shore chi li converte ?

Andiamo per  ordine. Se dall'euro esce un solo paese, ad esempio la Grecia, chi detiene tesoretti off-shore in euro può sempre spenderli nei paesi europei che ancora adottano l'euro. Ma se escono tutti i paesi, gli euro off-shore rischiano di non essere più convertibili...in niente !

Questo è il vero incubo. Infatti, mentre per l'euro cartaceo e metallico è sempre possibile risalire ai paesi originari di provenienza, che sono indicati sulle monete stesse, la stessa cosa non si puà dire per gli euro virtuali, o elettronici che dir si voglia, a causa del segreto bancario e del fatto che non esiste un catasto ufficiale delle banche che li hanno emessi.

 Infatti, come abbiamo dimostrato negli interventi nelle assemblee degli azionisti delle banche nel 2014-2015, supportati anche dai documenti pubblicati dalla Banca d'Inghilterra, la creazione di euo elettronici non viene contabilizzata dalle banche commerciali d'emissione. E quindi è impossibile, una volta immessi nei circuiti telematici interbancari, risalire all'origine nazionale di tali euro.

Una banca centrale del paese X può sempre decidere di convertire automaticamente tutti i conti in euro dei residenti accesi presso le banche commerciali del suo paese in conti corrispondenti nella nuova valuta nazionale emessa, ma non avrebbe alcun interesse a convertire gli euro depositati su conti in altri paesi nella propria moneta nazionale poiché perderebbe la relativa quota di signoraggio.

Tutti questi euro creati extracontabilmente e finiti in depositi al di fuori dei paesi che adottano l'euro, presumibilmente in conti di oligarchi o comunque del famoso 1% "più fortunato" della popolazione, diventerebbero imediatamente denaro scottante non più spendibile e che nessuno avrebbe più interesse a convertire. Infatti, la Banca Centrale Europea, l'unico ente che potrebbe essere costretto legalmente a convertirli, non possiede assolutamente beni sufficienti a garantirne la conversione (oro o riserve valutarie estere). A Draghi non rimarrebbe che pregare la Madonna dei Debitori prima che lo vadano a cercare... Grazie alla miopìa colossale della Commissione Europea, la BCE è nata insolvente e morirà insolvente.

 Il risultato netto sarebbe che tutti questi ricchi di contrabbando diventerebbero improvvisamente dei poveracci disperati con in mano una moneta senza più corso, mentre tutti i popoli diventerebbero più ricchi poiché a causa dell'improvvisa scomparsa dalla circolazione di tutta questa massa di denaro, i loro stati potrebbero emettere direttamente enormi quantità di nuova moneta nazionale senza paura d'inflazione.

Si avvererà dunque davvero il detto che "gli ultimi saranno i primi" con grande soddisfazione di Papa Francesco ? Chissà... Il tempo, che oggi non è molto galantuomo con gli oligarchi, forse ce lo dirà.

lunedì 8 giugno 2015

(video) interventi di Rosanìa, Saba e Sibilia all'assermblea Unicredit 13-5-2015


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Elman Rosania


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Marco Saba (IASSEM)


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Carlo Sibilia


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - (non)Risposta dell'AD Ghizzoni.


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Repliche di Rosania e Saba


I tre interventi di Rosania, Saba e Sibilia in sequenza:
 
[NB: Nessuno dei giornalisti presenti ha riportato la notizia, tra i quali:
Stefano Bernabei (Reuters), Lorenzo D'Avanzo (Agi), Andrea D’Ortenzio (Ansa), Sergio Di Pasquale (Bloomberg), Marco Ferrando (Il Sole 24 Ore), Mirca Mantero (Il Sole 24 Ore), Eva Palumbo (MF-DOW JONES), Alessandro Remia (Adn Kronos.]

Verbale notarizzato degli interventi:
https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup/documents/it/governance/assemblea/assemblea-13-maggio-2015/Verbale.pdf

martedì 19 maggio 2015

Video della conferenza sulla BAD BANK alla Camera

Conferenza sulla Bad Bank alla Camera, intervento di Marco Saba


Conferenza sulla Bad Bank alla Camera 

Sala della Regina, Palazzo di Montecitorio, 18 maggio 2015

Intervento di Marco Saba:

La proposta della “bad bank” è un ennesimo raggiro dell'oligarchia che domina il paese dietro le quinte, il cui scopo è quello di estrarre il massimo della ricchezza dalla platea prima che questa imbracci le armi. Gli economisti da sempre sono stati al servizio del potere dominante ed infatti quelli che fanno carriera e diventano famosi sono quelli le cui idee favoriscono e permettono lo status quo in cui c'è una classe enorme di sfruttati ed un piccolo club di fortunatissimi bari e falsari che approfittano ed abusano dell'ingenuità del pubblico.

Se ci pensate bene, appare evidente che lo scopo finale ed unico della scuola dell'economia neoclassica moderna sia quello di convincerci che l'equa redistribuzione delle risorse sia inattuabile o deleteria.

Il 23 marzo scorso l'economista Norbert Häring, intervenendo al seminario “Economia e Potere” alla Camera dei Lord a Londra, ha riassunto efficacemente la situazione: La moneta è "IL" Potere”. (Vedi: Economics as Superstructure https://rwer.wordpress.com/2015/03/26/economics-as-superstructure/ )

Così i poteri forti, che da sempre si industriano ed affannano a nascondere al popolo l'origine del loro potere, per impedire che venga loro sottratto, oggi fan di tutto per sopprimere o manipolare un dibattito libero ed aperto sulla moneta. E gli economisti ipocriti e ruffiani, i farisei moderni, dirottano l'attenzione del pubblico su questioni marginali o irrilevanti al fine di impedire che si scopra tra l'altro il meccanismo contabile con cui l'oligarchia dominante si appropria del “potere-moneta”.

Ci viene nascosto come funziona realmente il sistema bancario, la sua influenza sull'economia e specialmente l'arbitrarietà antidemocratica nella gestione dell'emissione di moneta e dell'allocazione della stessa all'interno dell'economia. La politica monetaria non passa il test dello scrutinio democratico e la sua enorme importanza nella società viene occultata al grande pubblico, nonché ai rappresentanti politici, sia dal mondo dei media che da quello dell'accademia.

Pensate che lo stesso Luigi Einaudi, primo governatore di Bankitalia sotto l'occupazione e poi presidente della Repubblica, ancora nel 1936 scriveva: “L'alto signoraggio, aperto o traverso, cadde in disuso dall'aprirsi dell'età moderna, sia perché meno agevole a prelevarsi nascostamente, sia perché instaurate imposte regolari, i prìncipi più non ebbero necessità di ricorrervi”. (Cfr: Scritti economici, storici e civili, Mondadori, 1983, pag. 470).
Ma cosa dice mai questo ennesimo bugiardo istituzionale ?
In un temerario comunicato di Bankitalia si legge addirittura che: "la Banca d'Italia continuerà a respingere le richieste di pagamento del reddito da signoraggio". E siamo nel 2015.

Lo scopo dell'inaudita affermazione einaudiana palesemente falsa, è quello di far credere alla plebe che il signoraggio sulla moneta sia stato sostituito, anziché addizionato, dalle imposte che oggi infieriscono per il 72%, sui contribuenti sia direttamente che attraverso i beni da questi acquistati. Non stupisce quindi ricordarvi che lo stesso onorevole Sibilia da anni – ANNI ! - aspetta inutilmente una risposta dal governo alla sua circostanziata interrogazione sul signoraggio (vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=XHEDYOCfuTI ). Lo stesso dicasi per quella dell'On. Di Pietro che ne chiedeva ragione già prima (Vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=j1cQVDtF-jw ).

Prima sulla carta stampata, poi oggi su internet, dei patetici individui sociopatici si ostinano a etichettare come complottisti, cospirazionisti o anche di peggio, quanti si interrogano su questa rapina primordiale che condiziona profondamente la vita del paese. Di fronte ad un debito pubblico di 2.100 miliardi, creato perché lo Stato, non a caso dopo l'assassinio di Aldo Moro, ha rinunciato definitivamente ad emettere cartamoneta statale lasciando questa lucrosa attività in esclusiva al cartello bancario privato, sarebbero cospirazionisti quanti si interrogano sulla proprietà – all'origine – di tutta la moneta che è stata messa in circolazione dai banchieri. Sani di mente invece sarebbero quanti hanno cospirato e cospirano perché questo cartello di pirati rimanga in piedi arrivando addirittura a cantare “Bella Ciao” alla Camera in occasione della privatizzazione definitiva di Bankitalia ! (Vedi: https://www.youtube.com/watch?v=_kzKzy-mKQE )

Ci troviamo cioè nella situazione paradossale in cui le banche emettono moneta creata dal nulla addebitandosela, senza prima accreditarsela, per poi pretendere che sia il pubblico a riempire il buco nero da esse stesse generato. E quando i governi, ignoranti e beceri in tema di sovranità monetaria, assecondano i disegni di questi personaggi, come da sempre fanno, non v'è magistratura o parlamento che tenga !

Tutti dietro al pifferaio magico della privata Bankitalia. Il risultato è che tutta la massa monetaria circolante in banconote o denaro elettronico, quello che avete sui conti, è stato speso per prima dalle banche stesse senza che queste - precedentemente - se ne siano assunte la proprietà e la relativa responsabilità fiscale.

Questo potere fondamentale, di creare tutto il denaro circolante a proprio favore e di addebitarlo alla società civile falsando i bilanci, una vera tassa occulta gigantesca,è stato denunciato dal magistrato Elman Rosanìa all'Ottava Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura il 24 marzo scorso. E il risultato ? Mi chiederete. Fino ad oggi, un silenzio assordante.

Se non vi opporrete con tutte le forze, e con tutte le intelligenze, a questo scempio permanente, se non pretenderete indietro la sovranità completa sul signoraggio, o almeno di tassare questo enorme guadagno, vi aspettate forse che i banchieri facciano un passo indietro autonomamente ?
“Il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, ricordava Lord Acton.

Se non si dà la sveglia alla società civile, i banchieri, giocando sul fatto che tutti rincorrono i soldi senza sapere che cosa sono, ovvero senza conoscerne l'attributo essenziale per qualsiasi tipo di sovranità effettiva - il signoraggio - poi non ci si deve stupire di leggere, come pochi giorni fa, Lord Adair Turner, ex capo della CONSOB del Regno Unito, che scrive addirittura di “moneta sovrana della BCE”! (Vedi: http://www.dw.de/ecb-could-solve-eurozone-crisis-leading-economist-says/a-18374668 )

Infatti, oggi è la Banca Centrale Europea che è il vero sovrano d'Europa, e il dittatore assoluto è Mario Draghi ! Se non ve la sentite di affrontare direttamente il dispotico sovrano non-eletto d'Europa, leggete almeno il libro “La banca, la moneta e l'usura: la Costituzione tradita”, scritto dal procuratore generale Bruno Tarquini nel 2002 ed edito da Controcorrente di Napoli. E' un libro che vi aprirà un mondo, un libro che, se non altro, ogni volta che viene inserito su Wikipedia nella pagina sul signoraggio, viene regolarmente cancellato dai miseri becchini ed intellettuali precari che la gestiscono.

L'Europa nel 1942 ha già avuto un precedente in cui una banca centrale tedesca gestiva la moneta unica. Vediamo dunque le differenze tra le due dittature:

Nazismo (1942): Programma: Stati Uniti d'Europa, eliminazione delle frontiere, moneta unica.
Capo politico: Hitler - Banca centrale: REICHSBANK - Sede della banca: Berlino
Moneta unica imposta nei paesi occupati: REICHSMARK
Il valore della moneta è garantito dalla produzione, lo sviluppo e la piena occupazione, non dall'oro.
Punizione per il rifiuto dell'adozione della moneta: deportazione nei campi di concentramento

EURISMO (2015): Programma: Unione Europea, eliminazione delle frontiere, moneta unica.
Capo politico: Jean-Claude Juncker - Banca centrale: BCE. Sede della banca: Francoforte.
Moneta unica imposta nei paesi "alleati": EURO.
Il valore della moneta è garantito dal debito pubblico (il baluardo delle rendite parassitarie) e dalle artificiali misure di austerità.
Punizione per l'accettazione dell'adozione della moneta: condanna a vivere in un Euro-campo
di concentramento senza futuro governato da banchieri-oligarchi “al riparo dalla democrazia"...

Concludendo, le banche oggi sono le creatrici di tutta la moneta digitale in euro e dovrebbero invece essere trasformate in quello che la gente crede davvero che siano: dei semplici INTERMEDIARI FINANZIARI. Per fare ciò è sufficiente restituire alla Tesoreria dello Stato la sua primaria funzione nativa dell'emissione di tutta la moneta necessaria direttamente - sostituendo altri tipi d'imposta - come suggerisce il bravo prof. Richard Werner all'Islanda. Ed io, modestamente, lo suggerirei anche fin da subito alla Grecia. (Vedi: “How to Turn Banks into Financial Intermediaries”, qui: https://www.scribd.com/doc/262235706/How-to-Turn-Banks-into-Financial-Intermediaries )

ATTENZIONE PERÒ: Oggi la Tesoreria dello Stato – anch'essa ! - è in mano a Bankitalia. Dal 1907 la Banca d'Italia infatti gestisce la Tesoreria senza che sia mai stata fatta una pubblica gara e l'incarico – nel silenzio-assenso del Parlamento – si rinnova tacitamente ogni vent'anni.
Concludendo, per salvare le finanze pubbliche e le tasche dei cittadini occorre perciò, preventivamente – mi raccomando – restituire la gestione della Tesoreria dello Stato allo Stato. Dopodiché riaffidare allo Stato - o almeno tassare - la rendita monetaria effettiva.

Grazie per la vostra attenzione.

domenica 17 maggio 2015

Dittature a confronto: Nazismo ed Eurismo

Dittature a confronto, tra Nazismo ed Eurismo



NAZISMO (1942)
Stati Uniti d'Europa
Eliminazione delle frontiere
Moneta unica europea
Capo politico: Hitler
Banca centrale: REICHSBANK (pubblica)
Sede della banca: Berlino, Germania
Moneta imposta nei paesi occupati: REICHSMARK
Il valore della moneta è garantito dalla produzione,
lo sviluppo e la piena occupazione (dal lavoro, non dall'oro)
Punizione per il rifiuto dell'adozione della moneta:
deportazione in campi di concentramento


EURISMO    (2015) 
Unione Europea
Eliminazione delle frontiere
Moneta unica europea                                 
Capo politico: Juncker             
Banca centrale: Banca Centrale Europea (BCE, privata)
Sede della banca: Francoforte, Germania
Moneta imposta nei paesi "alleati": EURO
Il valore della moneta è garantito dal
debito pubblico e dall'austerità
Punizione per l'accettazione dell'adozione
della moneta: condanna a vivere in un Euro-campo
di concentramento
governato da banchieri-oligarchi
"al riparo dalla democrazia"...

sabato 16 maggio 2015

Interventi di Rosania, Saba e Sibilia all'assemblea UniCredit a Roma

ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Trascrizione dell'ntervento di Elman Rosania 
« Signor Presidente, Signori Amministratori, Sindaci, Azionisti e Partecipanti tutti,
eccepisco gravi vizi nel bilancio di esercizio al 31.12.2014 perché l’atto contabile non considera tra l’altro il MOR (Margine Operativo Reale) di Unicredit spa e del Gruppo Unicredit.
In verità la Banca ha creato denaro virtuale (“commercial bank money”, come definito già nel 2000 dal compianto Padoa Schioppa membro della Banca Centrale Europea - BCE) usato preminentemente per impieghi e prestiti alla clientela, che non è stato preventivamente annotato nella parte attiva del bilancio al 31.12.2014.
Invece quel denaro appena creato va inserito tra gli assets di bilancio di Unicredit e una volta computato produce un importante utile - e conseguente dividendo - ben superiore a quello indicato con delibera del 12.03.2015 dai membri del Consiglio di Amministrazione, i quali propongono all’odierna assemblea degli azionisti di approvare l’esercizio al 31.12.2014 con l’utile di 79.774.102,79 in base al bilancio della capogruppo Unicredit spa (mentre risulta 2 miliardi di euro l’utile del Gruppo Unicredit), destinando:
  • ad ognuna delle n. 2.449.313 azioni di risparmio (ex articolo 32.1 lett.b dello Statuto), quale dividendo privilegiato di 0,315 in danaro, la somma di euro 771.533,60 per l’esercizio 2014 e la somma di euro 1.543.067,19 per l’esercizio 2013 (nel quale - rammento - il Gruppo Unicredit ha conseguito il massimo di perdita storica con 13,96 miliardi di euro) e per l’esercizio 2012;
  • alle iniziative di carattere sociale, assistenziale e culturale euro 6.000.000,00;
  • alla riserva connessa al sistema di incentivazione a medio termine per il Personale del Gruppo euro 50.000.000,00;
  • alla riserva statutaria euro 21.459.502,00.
Pertanto nella parte attiva dello stato patrimoniale e nel conto economico e rendiconto finanziario del bilancio al 31.12.2014 manca alla voce di pertinenza “Liquidità Generata” l'accredito della somma del denaro creato, che si ritiene essere almeno equivalente ai crediti-prestiti alla clientela per 220,64 miliardi di euro secondo il bilancio della capogruppo, che si elevano a 470,56 miliardi di euro - dopo l’ennesima riclassificazione annuale - secondo il bilancio consolidato del Gruppo.
In sostanza Unicredit quando, ad esempio, presta un milione di euro, prima lo crea a proprio favore, tramite un atto decisionale interno, e poi lo da in prestito versandolo sul conto del cliente; nel caso esemplificativo, quindi, non è vero che la Banca va sotto di un milione di euro, in quanto la contabilità di bilancio omette di riportare la proprietà del denaro virtuale, che dovrà risultare di proprietà della banca prima di essere prestato.
Così, sempre con riferimento al precedente esempio del prestito del milione di euro, tutto quello che rientra in Unicredit tra capitale ed interessi costituisce un guadagno stratosferico e smisurato della stessa banca, dal quale va tolta la quota parte del relativo costo d'esercizio.
E se Unicredit ha avuto costi operativi per 5,64 miliardi di euro per la capogruppo e ha creato 220,64 miliardi di euro di prestiti alla clientela, il costo della “creazione del denaro virtuale” della Banca per ogni milione di euro risulta essere di euro 25.572,00, cioè il 2,25% (mentre è euro 30.006,00 - il 3% - se si considera il bilancio consolidato con costi operativi di 14,12 miliardi di euro e prestiti alla clientela di 470,56 miliardi di euro).
La differenza tra il valore nominale del denaro virtuale creato da Unicredit e il suo costo per l’emissione varia quindi tra il 97,75% e il 97% e costituisce l’indice di “redditività della moneta occulta”, equiparabile alle cd. «entrate invisibili» menzionate dal compianto Enrico Cuccia - storico Presidente di Mediobanca - quando nel 1931 con la «Memoria relativa a recenti pubblicazioni sullo svolgimento del piano quinquennale dei sovieti» egli scriveva che «la Russia non ha alcuna delle cosiddette entrate 'invisibili' dei Paesi capitalistici» (cfr. pagina 66 del libro "Cuccia e il segreto di Mediobanca" di Giorgio La Malfa, edito a giugno 2014 da Feltrinelli); e questo indice di “redditività occulta” varia a seconda dei costi operativi di emissione della moneta virtuale non contabilizzata nei bilanci delle diverse banche interessate dal fenomeno.
Pertanto al risultato lordo dell'esercizio al 31.12.2014 di Unicredit vanno aggiunti i “ritrovati” 220,64 miliardi di euro (470,56 miliardi di euro secondo il bilancio consolidato) e quindi l’utile lordo della capogruppo si eleva al totale di 221,14 miliardi di euro - mentre l’utile lordo del Gruppo Unicredit è 472,56 miliardi di euro - per la qualcosa si chiede di apportare le relative rettifiche con il ricalcolo del nuovo e maggiore utile e conseguente dividendo da distribuire all’azionariato (le cui principali quote di 5,011% e 4,655% del capitale sociale sono rispettivamente detenute dagli azionisti esteri Aabar Luxemburg s.a.r.l. e Black Rock Inc. che verrebbero beneficiati - più degli altri - dal riparto del nuovo e maggiore dividendo da utile societario).
Inoltre poiché ho ritrovato/scoperto il denaro virtuale non contabilizzato nel bilancio al 31.12.2014, procurando benefici al contesto societario, chiedo ad Unicredit e ai suoi soci (e amministratori e dirigenti) la corresponsione del relativo premio previsto dall’articolo 930 del codice civile nella misura del 5% («solo del ventesimo») sui ritrovati 220,64 miliardi di euro (470,56 miliardi di euro a dati del bilancio consolidato) e comunque su ogni effettiva somma connessa alla creazione di moneta virtuale non contabilizzata all'origine nella parte attiva del bilancio, come peraltro indicato e richiesto nella lettera inviata nella giornata odierna ai vertici della Banca (Giuseppe Vita, Federico Ghizzoni, Maurizio Lauri) e delle Autorità di Vigilanza - Ignazio Visco Governatore della Banca D’Italia e Giuseppe Vegas Presidente della Consob - della quale chiedo l’allegazione al verbale dell’assemblea ordinaria quale parte integrante di questo intervento.
Vi ringrazio per avermi ascoltato e buon proseguimento dei lavori »


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Marco Saba (IASSEM)

Trascrizione dell'intervento di Marco Saba

Signor Presidente, Amministratori, Sindaci, cari Azionisti e caro dottor Motta di Deloitte,
sono l'azionista di minoranza Marco Saba ed intervengo confermando quanto prima rivelato dall’azionista Elman Rosania e, a proposito dell'utile d'esercizio, sottopongo alla vostra attenzione l’importante tema della corretta contabilizzazione della moneta creata dalle banche, che è foriero di importanti vantaggi per il nostro Istituto e di beneficio per gli azionisti e l’intero Paese.
La questione riguarda la ben nota vicenda della nuova liquidità che ogni Banca arriva a generare anche attraverso il meccanismo dei prestiti alla clientela con contemporanea erogazione delle relative somme attraverso depositi bancari.
In particolare, si rileva che nel bilancio 2014 non risulta correttamente contabilizzata la liquidità creata da UniCredit e utilizzata per impieghi e prestiti sia alla clientela che alle banche come si desume per inferenza dalla voce “crediti verso clienti” e “crediti verso banche” dello Stato patrimoniale del bilancio della capogruppo e del consolidato.
Questo denaro creato, impiegato per effettuare impieghi e prestiti, non è stato contabilizzato nelle attività bancarie all’atto della sua creazione, rendendo per tale ragione incompatibile, rispetto ai principi di contabilità IAS-IFRS, l’iscrizione degli impieghi verso clienti e banche tra le voci dell’attivo di bilancio.
Si tratta, a ben vedere, di una liquidità effettiva ovvero di moneta legale dal momento che la stessa, una volta erogata a beneficio dei clienti sotto forma di prestiti, va ad alimentare i depositi bancari che la Banca Centrale Europea annovera all’interno dell’aggregato “M1” come componente dell’offerta di moneta.
Peraltro, in base alla definizione ufficiale di “asset” indicata dagli IFRS, riportata nella sezione 2, paragrafo 2.6-2.36 dello Statement of Financial Accounting Concepts emesso dallo IASB, un’attività è definita come «una risorsa controllata da una entità in quanto risultante da eventi passati» e dalla quale la stessa può aspettarsi benefici economici futuri.
E’ quindi evidente che, in assenza della preventiva contabilizzazione della massa monetaria creata dalla banca, il bilancio d’esercizio non risulta conforme a quei principi internazionali sanciti dagli IAS-IFRS ai quali la nota al bilancio dichiara di fare riferimento.
A conferma di ciò il FASB (l’organismo che gestisce il Financial Accounting Standard) afferma che al momento dell’erogazione di un prestito la banca deve accreditare le somme nel conto di deposito acceso a favore del cliente attraverso un pagamento in cash, cosa possibile solo se la moneta creata viene preventivamente contabilizzata dalla banca.
Pertanto, da una stima operata dal mio gruppo di lavoro sulla base di un'analisi contabile comparata di documenti pubblicamente disponibili, si è potuto constatare che i Crediti verso Clientela e i Crediti verso Banche risultanti dal bilancio consolidato 2014 del nostro Istituto non derivano direttamente da liquidità precedentemente pervenuta alla banca e non può che derivare da nuova liquidità, creata appositamente da UniCredit all’atto dell’erogazione dei prestiti. Infatti, oggi le banche contabilizzano i prestiti in modo del tutto difforme da quanto effettuano gli altri operatori del mercato e le imprese finanziarie non-bancarie che, queste sì, seguono le disposizioni dei principi contabili IAS-IFRS.
Affinché il credito erogato possa dunque correttamente essere contabilizzato come un componente delle attività della banca è necessario procedere alla preventiva contabilizzazione della nuova liquidità creata che ha consentito alla banca stessa di erogare il prestito.
Il corretto trattamento di questa operazione richiede dunque l’iscrizione di una voce di cassa e disponibilità liquide a fronte di una sopravvenienza attiva da riportare come componente positiva del reddito d’esercizio relativamente ai bilanci 2014 comparati - secondo la IAS 8 - con quelli degli anni precedenti.
Il citato denaro creato, una volta inserito negli assets dei bilanci del Gruppo, potrà produrre, al netto delle tasse, significativi benefici ed utilità a tutto l’azionariato societario.
E’ doveroso ricordare che il tema della corretta contabilizzazione della moneta creata dalle banche commerciali attraverso il meccanismo dei prestiti è ormai all’ordine del giorno di organismi internazionali e studiosi di settore. Solo per citare alcune fonti ufficiali, va ricordato che nel novembre 2014, il Parlamento inglese ha reso noto un dato della Banca d’Inghilterra in base al quale il 97% della massa monetaria detenuta dal pubblico è in forma di depositi bancari creati dalle banche commerciali attraverso l'erogazione creditizia.
In linea con queste evidenze, nel dicembre 2014 Richard Werner (Professore di International Banking all’Università di Southampton) ha confermato quanto rivelato dalla Banca centrale inglese e ha pubblicato un paper scientifico proponendo di togliere alle banche commerciali il diritto di create moneta dal nulla; Werner ha citato anche l'esempio di creazione di denaro che interviene quando le banche si ricapitalizzano acquistando obbligazioni proprie (vedere anche la questione dell'autocartolarizzazione).
Su posizioni ancora più radicali si pone il noto studioso americano Michael Schemmann (direttore dell’Istituto internazionale dei dottori commercialisti) che nel 2012 - nel libro “Accounting Perversion” - propone la radicale cancellazione dai bilanci bancari dell’importo relativo ai crediti verso clientela con contestuale riduzione del capitale netto per un pari importo. In sostanza, un giubileo universale con l'annullamento di tutti i debiti nei confronti delle banche.
E queste posizioni prevedono di accentrare il potere di creare la moneta virtuale, in alternativa, o alla Banca Centrale o ad una Tesoreria gestita dallo Stato.
Richiamando tali evidenze, lo IASSEM (l’Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economica e Monetaria) da me presieduto, sulla scorta di quanto rilevato da Elman Rosanìa, ha elaborato una “terza via” - più realistica e meno invasiva per il sistema bancario - che si basa sull’emersione della moneta creata dalle banche e relativa iscrizione nell’attivo del bilancio, a fronte del rilevamento di una sopravvenienza attiva portatrice di grandi benefici per Unicredit in termini di ricapitalizzazione e di maggiore trasparenza contabile e finanziaria.
Da quanto sopra si deduce inoltre che, nella voce dell'avviamento - per soddisfare quanto richiesto da IAS 3 e IAS 36 a proposito delle “Cash Generation Unit” - dovrà essere considerato, aggiungendolo, il valore di questa “licenza implicita” di creazione di denaro una volta evidenziato contabilmente.
E vado alla conclusione. Solo questa soluzione potrebbe consentire alla banca di regolarizzare da subito la propria posizione, evidenziando l'attuale privilegio d'emissione per affrontare serenamente un futuro altrimenti incerto sotto il profilo del “Moral Hazard” e del rischio “Governance”.
Vi ringrazio per la Vostra cortese attenzione, rimanendo a disposizione degli organi gestionali ed amministrativi di Unicredit e dell’azionista di minoranza Elman Rosanìa per ulteriori indicazioni e concertamenti in merito alla revisione e composizione corretta dei bilanci della Banca »

ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Trascrizione dell'ntervento di Carlo Sibilia 

« Signor Presidente, Cari soci e presenti tutti,
questo mio intervento, di cui chiedo la trascrizione integrale a verbale, potrà essere anche pubblicato in rete per ragioni di trasparenza, per la quale informo di essere parlamentare della Repubblica Italiana.
Prendo parte ai lavori odierni dopo avere partecipato per la prima volta lo scorso anno 2014 ad assemblee di azionisti di primari istituti bancari italiani, tra cui Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, grazie alla disponibilità offerta a parlamentari di tutte le forze politiche dal gruppo di minoranza dei soci/risparmiatori/persone fisiche dell’ex controllata Banca Mediterranea del sud Italia costretto a confluire nel 2007 in Unicredit.
Vorrei intervenire in merito all'interessante questione della “creazione di denaro extra bilancio” sollevata da Elman Rosanìa e ribadita e supportata da Marco Saba.
Vorrei rilevare in questa autorevole assemblea che il potere della “creazione del denaro” da parte delle banche è stato riconosciuto e pubblicamente dichiarato in un’intervista resa lo scorso anno 2014 dal compianto consigliere generale della Banca di Francia Bernard Maris, deceduto lo scorso 7 gennaio 2015 a Parigi nel vile attentato di Charlie Hebdo.
Come pure questo potere creativo è stato riconosciuto nel Bollettino n.1 del 2014 della Banca d’Inghilterra ed è stato oggetto di successivo dibattito al Parlamento inglese, dove il 20 novembre 2014 la Camera dei Comuni ha discusso sulla “creazione di denaro” da parte delle banche commerciali e se questo importante potere non debba essere invece affidato direttamente al Governo o alla Banca d’Inghilterra.
Questa situazione di falsa povertà in mezzo all’abbondanza, di falsa scarsità di moneta che giustificherebbe l'applicazione (direi sadica) di inutili regimi di austerity, impedisce il rispetto del contratto sociale che vorrebbe gli Stati garanti della sussistenza almeno di base dei cittadini.
Il primo libro dello scrittore di fantascienza James Ballard fu "Il vento dal nulla": un vento sempre più forte soffia ovunque e la sua intensità aumenta giorno dopo giorno; la sua origine è sconosciuta e il vento cessa soltanto quando l'ultimo edificio sulla Terra viene distrutto.
Questo vento è oggi il denaro, il denaro dal nulla, che sta infettando le economie e gli Stati che ne vengono travolti.
Il denaro in circolazione non ha più niente a che fare con la realtà. Si stima che il debito totale del mondo ammonti a 200 trilioni di dollari, mentre la produzione mondiale annua, il PIL, è di 70 trilioni, circa un terzo: una bolla enorme destinata ad esplodere, con strascichi pesantissimi per le vite dei cittadini.
Immaginiamo invece gli effetti di una corretta contabilizzazione del danaro creato così come suggerito dai soci Saba e Rosania. Solo attraverso la loro tassazione potremmo avere un gettito economico che permetterebbe di salvare i 9 milioni di poveri che popolano ormai il nostro Paese.
Il Movimento 5 Stelle ha proposto un “reddito di cittadinanza” che permetta di fornire 780 euro mensili a tutti i cittadini italiani maggiorenni, disoccupati o inoccupati; incrementare le pensioni minime fino a raggiungere tale soglia che secondo l'OCSE è proprio la soglia di povertà. Abbiamo fatto capriole legislative per riuscire a reperire i 15,9 miliardi di euro annui necessari, siamo andati a scavare nelle pieghe dimenticate del bilancio e degli sprechi di questo Stato e ci siamo riusciti.
Ma immaginate cosa significherebbe se uno Stato potesse garantire su una riserva di danaro creato come potete fare voi: la disoccupazione odierna al 13% si azzererebbe, la corruzione - che oggi costa ai cittadini 60 miliardi di euro - si ridurrebbe drasticamente, i reati diminuirebbero sensibilmente ed i suicidi economici (aumentati nel 2012-2014 da 89 a 201) non esisterebbero.
Io vengo dalla Campania che, secondo i dati di Save the Children (una delle associazioni umanitarie più grandi del mondo), ha 155mila bambini che vivono sotto la soglia di povertà: il numero più alto d'Italia.
Secondo i soci Rosania e Saba, contabilizzando a dovere il denaro extra bilancio, potremmo salvare delle vite umane in pericolo; potremmo finalmente parlare di un reddito a carattere universale perché, come ho appena illustrato, non manca di certo il cd. “reddito di bancanza”.
Unicredit è il più importante gruppo bancario italiano (per attivo) e partecipa all’ormai privata Banca D’Italia con il 22,11%, che a sua volta partecipa nella BCE e, se non erro, in altre Istituzioni bancarie come la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea che, a quanto pare, non ne sa niente sulla creazione di quella che il compianto Governatore della Banca D’Italia e poi Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi, definiva “moneta immaginaria” già nel 1936: «...i signori prìncipi innalzavano il signoraggio nei tempi calamitosi di strettezze finanziarie allo scopo di procacciarsi una qualche momentanea entrata» egli dichiarava (cfr. Rivista di Storia Economica 1936, vol 1-2, pagina 12).
Ora che il popolo è sovrano, o almeno fino a quando non si dirà che non lo è più, ai signori prìncipi si sono sostituiti i signori banchieri e non le amministrazioni di Stato. E per questo che non ci sono mai i soldi, perché chi li crea non ne risponde nemmeno contabilmente!
I 220 miliardi di euro di impieghi effettuati della capogruppo Unicredit spa nell’esercizio 2014 in esame ed i maggiori 470 miliardi di euro del Gruppo Unicredit non hanno un padrone certo alla nascita; e questo accade pure per gli impieghi annuali di complessivi 1.800 miliardi di euro dell’aggregato delle banche italiane (secondo quanto asserito dal Governatore della Banca D’Italia, Ignazio Visco).
E così da una parte gli azionisti delle banche non vedono corrispondersi il giusto dividendo sulle azioni, ma dall'altra neppure il resto della comunità può beneficiare di questa torta che bisogna chiedersi a questo punto: chi se la mangia?
La creazione irresponsabile di denaro – e quindi senza il gettito giusto per l'Erario - costringe lo Stato italiano ad una fiscalità oppressiva ed insensata, come quella che oggi stiamo vedendo, la quale porta via il necessario ai cittadini, lasciando però i grattacieli esentasse ai banchieri (come quello della Bce a Francoforte). E’ giunto il momento che il fondamentale problema della corretta contabilizzazione del denaro venga finalmente affrontato.
E da chi se non dalla banca più importante (per attivo) di questo martoriato Paese a rischio grecizzazione? Possibile che i maggiori azionisti di Unicredit non capiscano che la rovina della società italiana fa male anche alla stessa Banca? Possibile che ancor oggi, come già diceva nel 1935 Irving Fischer, i banchieri si rivelino quelli meno indicati a fare addirittura il loro stesso interesse?
Che senso ha desertificare economicamente il futuro di un popolo per qualche banchiere? Quando non ci saranno più redditi, fuorché quelli dei banchieri, solo allora si capirà e si ammetterà che le banche - così come fanno ora - non hanno più bisogno dei depositi, perché se li creano a proprio piacimento?
Il mio non vuole essere un intento moralizzatore, anche se ce ne sarebbero da chiedere di rendiconti sulla discrezionalità nell'erogazione del credito creato, ma non si può neppure rimanere indifferenti davanti ad una istituzione creditizia che, basando la sua solidità sull'impunità apparente e sull'ignoranza del pubblico, non ha che una vista corta - come direbbe il compianto Padoa Schioppa - senza essere capace di vedere al futuro.
Se la questione contabile non viene risolta al più presto ed in modo sensato, che cosa potrebbe accadere? Finché non lo sapevate Signori Amministratori e Sindaci, va bene, poteva esserci la mancanza dell'elemento psicologico del fattaccio; ma ora che siete di fronte al problema, vale la pena continuare a tirare la corda sperando che si spezzi nelle mani di qualcun altro?
Chiaramente, come diceva Keynes, si usano espressioni forti per almeno tentare di scuotere la sonnolenza del pubblico e spero che questa volta abbiano effetto reale.
Come spero altresì  di non ritornare l'anno prossimo a ribadire concetti e questioni che voi Amministratori e Sindaci di Unicredit conoscete meglio di me.
Vi ringrazio per l’ascolto »

ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Trascrizione delle repliche di Rosania e Saba
ROSANIA:

Illustre Signor Presidente,
riprendo la parola in sede di replica alle ore 15,05 con il consueto senso di rispetto nei confronti dei vertici societari e dell’assemblea e vorrei precisare che la proposta da me formulata nell’intervento sul punto del bilancio al 31 dicembre 2014 ha, in primo luogo, l’effetto di elevare di decine di volte l’utile dell’esercizio in esame.
E’ utile ribadire nuovamente a questa autorevole platea che della creazione del denaro virtuale/elettronico dal “nulla” se ne è discusso il 20 novembre 2014 (circa sei mesi fa) nel Parlamento inglese e mi piacerebbe avere dai vertici e dirigenti di Unicredit opinioni e rilievi in merito al citato dibattito avvenuto all’estero, anche con comunicazioni che potranno essermi inoltrate dopo questi lavori assembleari.
Mi dichiaro pertanto totalmente insoddisfatto delle risposte fornitemi dai vertici societari e preannunzio voto contrario.
SABA:

Illustre Signor Presidente,
riprendo la parola in sede di replica e La ringrazio per la disponibilità mostrata nella conduzione dei lavori assembleari odierni.
A seguito delle “non risposte” dei vertici societari sulle contestazioni dei punti specifici violati nel bilancio al 31 dicembre 2014 Unicredit rispetto alla normativa IAS/IFRS, come ho dedotto nel mio precedente intervento - seguito a quello dell’azionista di minoranza Elman Rosania - rilevo la non disponibilità da parte degli stessi vertici societari a cogliere la puntualità tecnica e gli aspetti positivi da me evidenziati.
Si continua col solito ritornello - non veritiero - del rispetto da parte di Unicredit dei principi contabili internazionali.
Mi aspettavo una risposta puntuale su quanto rilevato nel mio intervento, di cui ho chiesto la trascrizione integrale a verbale e quindi mi ritengo totalmente insoddisfatto, preannunciando il mio voto contrario.
Grazie 

sabato 9 maggio 2015

Sovranità monetaria, incubo Equitalia e Moneta complementare

Sovranità monetaria, incubo Equitalia e Moneta complementare per i comuni: il video dell’incontro svoltosi ad Andria

Domenica 12 aprile 2015 presso la sala di “Genius Loci” ad Andria si svolto un incontro organizzato da “Assemblee Popolari delle Categorie Produttive e Sociali” con l’attiva partecipazione di simpatizzanti, curiosi, candidati e dei due co-presidenti dell’organizzazione, Sabino Cannone e Vincenzo Caterino.
Hanno partecipato all’incontro lo scrittore Cosimo Massaro, referente per la Puglia della “Scuola Prof. Giacinto Auriti”, l’avv. Davide Storelli per la ricerca e sviluppo della moneta complementare e l’avv. Sandro Lacalamita (esperto di Diritto Bancario e Ricorsi contro Equitalia).
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Cosimo Massaro

“La sovranità monetaria è fondamentale per un popolo, serve per i servizi, per le scuole, per i pagamenti alle forze dell’ordine, per tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Oggi non abbiamo la sovranità monetaria e siamo costretti a chiedere denaro in prestito ad una banca privata straniera, composta dal sistema euro che prevede una banca centrale collegata alle banche. “ – dichiara ai nostri microfoni Cosimo Massaro, scrittore e referente pugliaese della “Scuola Giacinto Auriti”.
“La Banca d’Italia ha un nome ingannevole”  prosegue Massaro –  “in quanto la maggior parte dei soci sono assicurazioni e banche private e ci rendiamo conto di non aver mai avuto una sovranità monetaria. Oggi un bambino quando nasce ha già un debito sulle spalle nonostante abbia il diritto di ottenere un reddito di cittadinanza e non un debito di cittadinanza. Questo debito pubblico dovremmo va rinnegato perché ci composta circa 100 miliardi di euro l’anno di interessi passivi. Questo significa che di tutte le tasse che paghiamo, il 50% circa viene utilizzato esclusivamente per pagare gli interessi passivi sul debito pubblico, non ad abbassarlo. E’ una vera e propria truffa contabile legalizzata.” – conclude Massaro – “Dobbiamo necessariamente conquistare la sovranità monetaria.” 
Oltre al libro “La Moneta di Satana“, Massaro è autore anche di altre pubblicazioni, la più recente “Euro disastro”, è un saggio dove l’autore svela le dinamiche economiche che stanno devastando il mondo, Italia compresa. Trovate i libri a questo link: http://cosimomassaro.blogspot.it .
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avv. Davide Storelli

“La moneta complementare è lo strumento che storicamente si è rilevato più efficace per comunità locali, come comuni, province e regioni per sopperire le carenze di liquidità ed è lo strumento che meglio agevola lo scambio di beni e servizi.” – dichiara l’avv. Davide Storelli, che si occupa della ricerca e sviluppo della moneta complementare  –  “Uno strumento quindi per acquisire l’autonomia finanziaria per il bene dei cittadini presenti sul territorio. Ricordo che ai sensi del testo unico per gli enti locali è responsabilità per gli amministratori locali quello di attivarsi per aiutare i cittadini e per evitare che gli stessi siano costretti a vivere in situazioni di estremo disagio che possono portare poi a gesti estremi.” – ha continuato Storelli, che precisa: “Sto curando un progetto online che si chiama www.pecuswap.com, una piattaforma per la moneta locale complementare frutto di ricerche presenti anche nella mia pubblicazione “Alchemy-Moneta, valore, rapporto tra le parti” (Sovera Edizioni). 

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avv. Sandro Lacalamita

E’ stata un’opportunità in più per dare notizia della legge numero 3 del 2012, la cosiddetta “legge sul sovraindebitamento” varata dal governo Monti nel 2012 e che purtroppo solo oggi, anche grazie a qualche sentenza, si sta facendo conoscere.” – avv. Sandro Lacalamita (esperto di Diritto Bancario e Ricorsi contro Equitalia). -“E’ assurdo che non sia stata fatta informazione, non solo attraverso i media ma anche dagli stessi patronati che dovrebbero fare gli interessi dei cittadini. Oggi è stata un’occasione per  diffondere queste informazioni. Spero che con questo covnvegno sia stato lasciato un messaggio importante. “