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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

sabato 16 settembre 2017

INTELLIGENCE, APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SETTIMA EDIZIONE DEL MASTER

MASTER IN INTELLIGENCE, 7 edizione a.a. 2016/2017

INTELLIGENCE, APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SETTIMA EDIZIONE DEL MASTER DELL'UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA.
SCADENZA 30 OTTOBRE 2017.

INTELLIGENCE (15.9.2017) - Aperte le iscrizioni alla settima edizione del Master in Intelligence dell'Universita della Calabria, che rappresenta la prima esperienza di questi studi in un ateneo pubblico italiano e avviato nel 2007 con il sostegno del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Ne dà comunicazione il Direttore del Master Mario Caligiuri che evidenzia come la scadenza per presentare le domande sia prevista per il 30 ottobre 2017 e possa avvenire esclusivamente On-Line sul sito http://www.unical.it/portale/concorsi/view_bando.cfm?Q_BAN_ID=5678&Q_COMM=
L'inizio delle lezioni è previsto per il 25 di novembre 2017 e tutte le attività termineranno entro il mese di dicembre 2018. Possono presentare domande esclusivamente i laureati del vecchio ordinamento (4 anni) e quelli in possesso della laurea magistrale (5 anni), essendo un Master di II livello. La quota di iscrizione è di € 3.000 (tremila), suddivisibili in due rate. Per gli appartenenti alle forze di polizia è prevista una riduzione del 30%. Il master si articolerà il 19 lezioni d'aula, che si svolgeranno di sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30. Sono pure previste, alla fine del ciclo delle lezioni, attività laboratoriali che si terranno in 10 giornate consecutive di due settimane (da lunedì a venerdì). Sono anche possibili assenze in una misura massima del 20 per cento e inoltre vanno svolte 300 ore stages in strutture convenzionate. Come in ogni edizione, i docenti saranno professori universitari ed esperti italiani del settore. Nelle edizioni precedenti sono intervenuti, tra gli altri, i ministri Marco Minniti, Paolo Savona e Giulio Tremonti; i Direttori dei Servizi Franco Gabrielli, Vittorio Stelo, Luigi Ramponi e Nicolò Pollari; i direttori delle scuole dei Servizi Paolo Scotto di Castelbianco, Maurizio Navarra e Mario Maccono; i professori Alberto De Toni, Giorgio Galli, Antonio Baldassarre, Umberto Gori, Roberto Baldoni e Antonio Teti; i prefetti Carlo Mosca e Marco Valentini; i generali Fabio Mini e Carlo Jean; i giornalisti Lucio Caracciolo, Paolo Messa, Massimo Franco e Andrea Cangini; i magistrati Nicola Gratteri, Rosario Priore, Giuseppe Pignatone e Mario Spagnuolo; gli ambasciatori Michele Valensise e Domenico Vecchioni; i funzionari dello Stato Alessandro Ferrara, Adriana Piancastelli e Giuseppe Scandone; i dirigenti della sicurezza di multinazionali Alfio Rapisarda e Alberto Accardi.

Le attività di approfondimento in questa edizione saranno riservate alla cyber intelligence, con lo svolgimento di seminari e laboratori, d'intesa con il Distretto della Cyber Security di Poste Italiane. Per gli studenti sono previste attività di stage che nelle precedenti edizioni si sono svolte presso istituzioni pubbliche e società private, tra le quali ENEL ed IRI. Per qualunque informazione ci si può rivolgere al Direttore del Master ai recapiti 337 980189 oppure mario.caligiuri@unical.it

venerdì 25 agosto 2017

Parere del garante AGCOM sulla creazione di euro scritturali


venerdì 11 agosto 2017

Le società della rete del futuro

Le società della rete ovviamente, non sono geograficamente localizzate


David Orban
Qual è la domanda che dovrei fare?

2017 settimana 31

Le società della rete del futuro

Le società che emergono da un robusto fondamento tecnologico della comunicazione e delle reti economiche globali si svilupperanno in modo molto diverso dalle città e dagli stati nazione di oggi.


Siamo abituati a vedere il potere centralizzato e la delegazione del processo decisionale. Questo sarà integrato da organizzazioni decentrate che assegnano risorse a progetti locali e globali in tutto il mondo. Riconoscere la coopetizione tra le due alternative apre la strada alla creazione di valore sostenibile e alla fioritura delle opportunità ovunque.

Quando l’automobile emerse all’inizio del ventesimo secolo come un nuovo mezzo di trasporto, il carro senza cavalli inizialmente imitava le caratteristiche del suo predecessore. Ci volle un po’ di tempo perché i più si rendessero conto, che era molto più di una sostituzione della carrozza e in questo processo l’automobile ha veramente trasformato il nostro modo di lavorare, il paesaggio urbano e il mondo.

Le nuove piattaforme di comunicazione globale delle reti sociali, delle applicazioni chat eliminano gli ostacoli alla diffusione delle idee. La digitalizzazione ancora più recente del processo decisionale economico attraverso la blockchain consente l’accelerazione della concorrenza dei modelli d’impresa.
La società è l’insieme delle regole che definiscono come vogliamo vivere in una comunità. È ora possibile, attraverso il potere delle tecnologie esponenziali, ripensare a come funziona la società? Quali saranno le implicazioni di progetti radicali ambiziosi che porteranno ad una vera civiltà del XXI secolo?
Allo Startup Societies Summit a San Francisco, dall’11 al 12 agosto 2017, parleremo di questi temi. Discuteremo come ispirare e catalizzare un movimento globale di persone che credono nel potenziale umano e nel potere della tecnologia per soddisfare le nostre ambizioni.
I leader cominciano a capire che il miglior percorso verso un nuovo sistema è quello di creare esempi. Quando i cittadini possono indicare una società funzionale, utilizzando il meglio della tecnologia e del potenziale umano, il movimento delle startup può accelerare i suoi progressi verso un futuro migliore.
Lo Startup Societies Summit è un evento e un laboratorio di due giorni dedicato alla creazione di “startup societies” (piccoli governi sperimentali). Si può pensare alle città intelligenti, alle zone economiche speciali, ai villaggi ecologici, alle città private, agli stati-città, ai micro stati, alimentati dal blockchain e dai principi di organizzazione decentralizzata. Oltre 2 giorni di panel, workshop, demo e altri eventi (con una bella festa in mezzo), il Summit riunisce una collezione di ingegneri, esperti di politica, tecnologi, urbanisti, economisti, imprenditori, costruttori di comunità e investitori, direttamente coinvolti nella progettazione e costruzione di società autonome che sfruttano il meglio della tecnologia decentralizzata e della governance senza fiducia.
Le Startup Societies sono il percorso verso una nuova era di possibilità nel governo, nella tecnologia e nello sviluppo umano!
Utilizza il codice sconto EXITCON per uno sconto del 25% sul prezzo del biglietto.
Il vertice si svolgerà dall’11 al 12 agosto al City College di San Francisco e metterà le basi per il futuro della governance, un futuro che sarà determinato da tutti noi. È il momento di smettere di criticare e di iniziare a creare.

Video – Vita decuplicata

Il mio intervento al Terasem Workshop sulla nanotecnologia geoetica, dove esprimo il punto di vista che la biosfera è un sottoinsieme della tecnosfera e che la tecnologia può aumentare di dieci volte la capacità portante del pianeta.

Eventi Futuri

Dove sarò? Vuoi che ci incontriamo? Fammi sapere

11-12 agosto: Startup Societies Summit, San Francisco
13-15 agosto: SingularityU Global Summit, San Francisco
27-28 settembre: SingularityU Italy Summit, Milano

La conversazione continua

Quali sono gli argomenti per te più interessanti?

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domenica 6 agosto 2017

Politica nelle banche, un indice racconta l’effetto sui bilanci

Politica nelle banche, un indice racconta l’effetto sui bilanci. Con sorpresa
scritto da il 04 Agosto 2017
Co-autrice del post è Ornella Darova, Research Intern per la Stockholm University e master student in Economic and Social Sciences all’Università Bocconi; ha studiato Economia e Statistica (B.A. Hons) all’Università di Torino e al Collegio Carlo Alberto; ha collaborato con Luiss Laps e Istituto Bruno Leoni –
Periodicamente, in Italia, scoppia uno scandalo bancario, con annesso salvataggio a spese dei contribuenti. Di recente è toccato alle venete, prima a Banca Etruria, prima ancora a Monte dei Paschi di Siena. Al di là della questione di moral hazard che questi ripetuti salvataggi creano, è palese che nel nostro paese ci sia un problema di management del sistema bancario, e di legami poco chiari con la politica. In che misura i rapporti con figure politiche, per una banca, provocano performance peggiori, e in che modo? Uno studio di Bergamaschini, Brogi, Caselli e D’Amico ha provato a rispondere a questa domanda, dimostrando in che modo si articolano tali relazioni di influenza e quale sia il loro impatto.
“Les Liaisons Dangereuses. Politically connected directors and the governance of banks” identifica la concessione di credito come lo strumento di contrattazione attraverso il quale dirigenti connessi politicamente possono ottenere obiettivi personali o favori per il loro partito. Detto in parole semplici: dirigenti bancari con una certa storia politica, che hanno già ricoperto o ricopriranno cariche politiche, offrono prestiti a persone e imprese che in realtà non possiedono sufficienti garanzie e collaterali, e che più probabilmente non saranno solventi, in cambio di un ritorno personale o politico. D’altra parte, avere qualche amico in politica significa riuscire a ottenere prestiti scavalcando le giuste considerazioni di rischio che un board dovrebbe condurre. E attraverso questo meccanismo morboso, le banche si ritrovano a fornire prestiti che finanziano progetti con scarsa probabilità di ritorni, ad accumulare crediti che non verranno mai pagati da nessuno, e a rendere il nostro sistema sempre più fragile.
I ricercatori delle Università Bocconi e La Sapienza hanno analizzato i consigli di amministrazione di 103 banche italiane (la quasi totalità) tra il 2000 e il 2015, individuando quali membri avessero ricoperto cariche politiche prima o dopo il loro ingresso nei consigli stessi. Sulla base di questi dati, hanno costruito un indice di connessione politica dei board. Il risultato è molto chiaro: più le banche sono legate a persone che hanno fatto attività politica, più alta sarà la quota di prestiti non performanti (cioè che salvo miracoli non verranno ripagati) che hanno a bilancio.
In testa all’indice di connessione politica troviamo delle modeste banche trentine; poi, moltissime venete, e qualche piemontese. Non manca la Banca popolare dell’Etruria, ma a sorpresa Monte dei Paschi di Siena si posiziona soltanto a metà classifica. Insomma: se pensavate che MPS fosse la peggiore, eravate ottimisti.
graficobitetti
Figura 1. Evoluzione della quota di prestiti non performanti. Dati: World Bank
A partire dalla crisi, la quota di prestiti non performanti sembra essere drasticamente aumentata in Grecia, in Italia, e in misura minore in Spagna: ben oltre la media europea, che resta sotto il 7,5%. L’economia è un fenomeno complesso e le cause sono multivariate, ma sicuramente la corruzione e le influenze politiche possono ricoprire un ruolo da non sottovalutare.
Più specificatamente, sono le banche più piccole e locali a soffrire maggiormente di questa distorsione nell’allocazione delle risorse. Evidentemente, i legami tra le figure di potere nelle città sono più stretti e innescano con maggiore facilità uno scambio di favori più o meno legittimo. E a complicare il quadro, in Italia, contribuisce la presenza delle fondazioni bancarie, che sono soggette al controllo delle amministrazioni locali.
Questo modello non funziona e va superato.
Questa allocazione del credito subottimale, oltre a minare in maniera significativa alla stabilità del sistema bancario italiano, mostra un abuso di potere intollerabile specialmente in un contesto nel quale i contribuenti vengono chiamati a, letteralmente, salvare istituti bancari, com’è accaduto negli ultimi giorni per 4,7 miliardi di euro più 12 miliardi in garanzie nel caso delle banche venete. Sono, di fatto, soldi degli italiani che vanno a coprire buchi lasciati dai non solventi, troppo spesso furbetti, e troppo spesso con qualche strategica amicizia in politica.
L’atteggiamento relativamente conciliante della Commissione Europea e della BCE nei confronti degli aiuti di stato al settore bancario di cui l’Italia ha potuto godere negli ultimi due anni probabilmente ha contribuito a dare un messaggio sbagliato a chi siede nelle posizioni dirigenziali, offrendo in definitiva una scappatoia troppo semplice: i portafogli degli italiani.
Twitter @rmbitetti @ornelladarova

lunedì 31 luglio 2017

Presentazione di EquaCoin



EquaCoin nasce da un'idea di Marco Saba (economista) e di Giovanni Ciallella (esperto ITC) come sintesi di studi, esperimenti empirici e lavori, condotti da vari decenni nell'ambito dei rispettivi settori.

Il sito di EquaCoin: http://equacoin.com
Il collegamento per entrare nel canale EquaCoin su Telegram: https://t.me/EquaCoin
Il collegamento al Meetup di EquaCoin: https://www.meetup.com/EquaCoin-Roma-Meetup/events/242103953/

Per un approccio alla conoscenza dei concetti-chiave che hanno permesso questa versione 3.0 delle valute virtuali, proponiamo alcune letture:

1) Una società senza denaro - di Jacques Maritain, 1973 https://view.publitas.com/p222-14223/una-societa-senza-denaro/
2) The phenomenon of money, by Thomas Crump, 1982 http://libgen.io/ads.php?md5=64693B151002570C486A36CBDA565290
3) Moneta Nostra, di Marco Saba, 2010 http://studimonetari.org/monetanostra.pdf
4) Stress-testing a central bank: the case for scriptural money creation (from October 2016, ongoing): http://facebook.com/monetanostra
5) Il primo articolo che parla di EquaCoin: https://scenarieconomici.it/equacoin-la-nuova-generazione-delle-monete-virtuali-di-marco-saba/
6) La risposta dell'economista Nino Galloni al primo articolo: https://scenarieconomici.it/nino-galloni-interviene-sullarticolo-di-marco-saba-sulla-nuova-generazione-di-monete-virtuali/

sabato 15 luglio 2017

GALLONI SULL’ARTICOLO DI SABA SULLA NUOVA GENERAZIONE DI MONETE

posted by

NINO GALLONI INTERVIENE SULL’ARTICOLO DI MARCO SABA SULLA NUOVA GENERAZIONE DI MONETE VIRTUALI

https://scenarieconomici.it/nino-galloni-interviene-sullarticolo-di-marco-saba-sulla-nuova-generazione-di-monete-virtuali/

 

Se non conoscessi e non frequentassi Marco Saba da più di un decennio, penserei che, dietro il citato articolo, si nasconda quanto di meglio e di terribile potrebbero proporre i Rothschild o quelli sopra i Rothschild! Invece so che è tutta farina del suo sacco.
Marco Saba è un genio, è sempre stato un genio, ma ciò non significa che abbia ragione in tutto.
Personalmente condivido ed apprezzo quanto ha scritto dal punto 2 in giù (leggere per credere), ma dissento su un aspetto – importante – della premessa o punto 1: le banche, sì, creano moneta (scritturale e virtuale), ma il processo non finisce lì.
EquaCoin: la nuova generazione delle monete virtuali di Marco Saba
Se non ci fosse il descritto passaggio creativo o credito moderno, l’umanità sarebbe rimasta agli usurai; così, invece, si è finanziato uno sviluppo che ha portato (anche qui, virtualmente, ma non solo) l’umanità – per la prima volta dopo millenni – fuori dalla scarsità (e lo stesso capitalismo avrebbe trovato ostacoli per il suo divenire). Tuttavia, la moneta creata all’inizio del processo produttivo, deve confermarsi come reddito e come moneta effettiva a un certo punto (quando si paga il lavoro): la recente evoluzione (carte di credito, ecc.) ha dissimulato tale circostanza, ma la sostanza non cambia.
Il contributo del credito moderno e delle banche allo sviluppo è stato (e dovrebbe essere) quello di ovviare alla carenza (e alla non necessità) di mezzi monetari accumulati, risparmiati o presenti al momento dell’inizio del ciclo produttivo. Che, poi, le banche vadano oltre – anche grazie a taluni meccanismi che Saba descrive – è patologia che porta a crisi e problematiche…
Dixi et salvavi animam meam!

Nino Galloni

venerdì 7 luglio 2017

Il signoraggio e la Costituzione della Tricolonia Italia

Il signoraggio e la Costituzione della tricolonia Italia
di Marco Saba, 7 luglio 2017

Costituzione art. 45, estratto:

"Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto , di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].
 
Wikipedia:
 (..)L'attuale condizione di segretezza in cui permangono numerosi trattati e accordi internazionali stipulati dallo Stato italiano, risulta incompatibile con la disciplina costituzionale e, in particolare, con gli articoli 80 e 87 della Costituzione, che prevedono la ratifica del Capo dello Stato, previa autorizzazione del Parlamento con legge, di diverse tipologie di trattati, tra i quali quelli di natura politica e quelli che comportano modificazioni di leggi. Emblematico è il caso delle basi e installazioni militari NATO e USA presenti in Italia, la cui disciplina è contenuta in accordi e memorandum in gran parte mantenuti riservati.
(...)
Il 22 aprile 2014 Matteo Renzi ha firmato la direttiva che avrebbe dovuto declassificare gli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna e rapido 904.[16][17] Fino a dicembre 2016 i fascicoli risultano ancora sotto segreto di stato.


  La domanda più importante ed urgente a cui rispondere è: perché col passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, e poi anche con la Costituzione e il Trattato di Maastricht, il potere sovrano della creazione della moneta è passato direttamente dal Re ai banchieri privati, senza passare dalla casella "Popolo Sovrano" ?

Mi spiego meglio: per adempiere perfettamente, ad esempio, al dettato costituzionale dell'art. 81: (...) Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. (...), in regime di sovranità monetaria, sarebbe facile ordinare al MEF la creazione delle necessarie somme a copertura, lasciando così piena libertà di legiferare al Parlamento. Ma il combinato disposto della trinità dei poteri coloniali sottintesa nel titolo sopra, ovvero USA, BCE e UE, non ce lo consente. E quando questo veto non è opponibile in chiaro con gli strumenti previsti dalla democrazia, che non esistono, allora entrano in funzione i persuasori occulti: terrorismo e criminalità da strada, rapimenti, ricatti etc.

Se uno viene preso di mira da un killer abbastanza intelligente, c'è sempre l'ultima possibilità di offrirgli in denaro il doppio di quanto pagato da chi l'ha mandato, per poter essere risparmiati. Ma, banalmente, se non si ha in mano la cassa...
La perdita, o meglio, il non avere mai avuto concretamente in mano la sovranità monetaria, rappresenta un grave vulnus per il popolo sovrano. Le eccezioni sono solo due: la cartamoneta partigiana e i biglietti di Stato che usava Aldo Moro. Di quest'ultimo si conosce bene la fine: fu l'unico presidente del consiglio assassinato dai terroristi. Sui partigiani, stendiamo un velo pietoso.

Ma come fare per ottenere questa benedetta sovranità oggi ? L'iniziativa Moneta Nostra - che si sostanzia nell'omonima pagina facebook e che è recensita nel sito della "Banca d'Italia" - ha inteso profittare del vuoto normativo rispetto alla creazione di Euro scritturali e mette a disposizione del pubblico un modulo tramite il quale il popolo sovrano può creare denaro fiat per ripagare tutti i debiti. Debito pubblico incluso. Infatti, la qualifica di FIAT è l'imperio del sovrano che può creare "moneta" ed utilizzarla per ripagare i debiti (LEX MONETAE).
 La parola popolo nel suo significato più specifico è un termine giuridico che indica l'insieme delle persone fisiche che sono in rapporto di cittadinanza con uno Stato tali da essere titolari della sovranità che il più delle volte non viene esercitata in maniera diretta, ma delegata a uno o a più rappresentanti (Treccani).

Nel caso specifico, la sovranità di creare denaro scritturale non risulta delegata ufficialmente a nessuno, e ciò che non è chiaramente delegato rimane ovviamente nel potere del delegante, non è che sparisce nel nulla. Infatti, tra il popolo, i banchieri si erano già attrezzati da tempo in tal senso.

Il problema arriva quando UNA parte del popolo pretende di avere più sovranità di TUTTO il popolo: è lì che nascono i privilegi e le ingiustizie. Il caso della moneta, via via che la crisi si aggrava, diventa sempre più importante, in attesa che "gli illuminati" trasformino il principe italiano in un rospo, baciandolo, come hanno fatto nel caso della Grecia.

La magistratura, da parte sua, non ha ancora capito che non può impunemente decretare l'esistenza di italiani di serie A e di serie B senza incorrere in un ridicolo che potrebbe finire per minarne l'esistenza stessa.

Questa creazione sovrana di  denaro, invisa ai poteri costituiti, che però non si sono ancora doverosamente costituiti davanti a una giuria popolare, potrebbe rappresentare l'unico motore di una ripresa italiana che stenta a decollare davanti a una Banca centrale europea cieca e sorda e muta che si ostina a creare nuovo denaro solo per gli amici degli amici, ignorando, se non disprezzando, la povera plebe proletaria europea.

Nel frattempo il popolo sovrano potrà continuare ad utilizzare il sistema ideato da Moneta Nostra che, se adottato su vasta scala, salverà tutte le banche dalle sofferenze e, di conseguenza, impedirà l'ulteriore salasso della cosa pubblica che, quando le casse sono vuote, viene sempre chiamata a colmare i falsi buchi creati da banchieri che - per usare le parole di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, non sono capaci di redigere un bilancio tenendo conto della creazione di denaro...