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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

martedì 9 febbraio 2016

Daniele Pesco (M5S) a Rai Parlamento: Banche"bail in incostituzionale"

L'OCSE e le transazioni invisibili

L'OCSE e le transazioni invisibili

LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI COME STRUMENTI DI GOVERNO MUTLILATERALE, di Lucia Serena Rossi, Giuffré Editore, 2006
Da pag.184 a pag.185:
https://books.google.it/books?id=_RmdsNRkrm0C&pg=PA185&lpg=PA185&dq=Comitato+dei+movimenti+di+capitali+e+delle+transazioni+invisibili&source=bl&ots=gwTBqbeLoP&sig=5zB5dEhw4wdYVIUc98zEBetZ-hk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiuq_66p-nKAhWCE5oKHe-xCmkQ6AEIIDAA#v=onepage&q=Comitato%20dei%20movimenti%20di%20capitali%20e%20delle%20transazioni%20invisibili&f=false

L'analisi fin qui svolta fornisce un quadro sintetico degli strumenti, diretti e indiretti, di cui l'OCSE dispone per formulare regole di governo della realtà economica internazionale. Ma, tali regole, pur validamente adottate, rischiano di rimanere lettera morta qualora i destinatari non vi si conformino. Per questo motivo l'OCSE ha predisposto dei meccanismi che consentano di controllare l'attuazione delle norme adottate, cercando così di garantirne l'effettività. Tali forme di controllo non rispondono ad una tipologia unica e rigidamente predeterminata, ma vengono definite secondo modalità differenziate in ciascun settore di intervento. Si va dalla previsione di semplici obblighi di notifica al dovere di istituire degli organismi nazionali di collegamento, dalla raccolta di informazioni da parte dell'Organizzazione all'obbligo per gli Stati membri di inviare periodicamente dei rapporti, dalla semplice consultazione alla possibilità per uno Stato di ricorrere contro un altro Stato considerato inadempiente e così via.
Sono tuttavia sempre presenti talune caratteristiche fondamentali alle quali rispondono tutti i meccanismo di monitoraggio elaborati in seno all'OCSE: essi non assumono in nessun caso un carattere giurisdizionale, ma si basano essenzialmente sulla sorveglianza multilaterale e sul così detto "esame tra pari" (peer review), consistente nell'analisi e nella valutazione sistematica del comportamente di uno Stato da parte di altri Stati (Pagani). Obiettivo principale, ma non unico, di tale strumento è quello di indurre lo Stato esaminato ad adottare una condotta conforme alle normative e ai principi definiti dall'Organizzazione.
L'esame viene effettuato, a cadenze periodiche, in seno all'organo sussidiario competente *ratione materiae* ed è condotto da alcuni Paesi membri, scelti come esaminatori, sulla base di un sistema a rotazione. Si tratta indubbiamente di uno dei punti deboli del meccanismo: gli esaminatori, infatti, pur non dovendo in teoria lasciarsi influenzare da interessi nazionali, agiscono formalmente in qualità di rappresentanti dei loro Stati di appartenenza, rischiando così di compromettere la credibilità del dispositivo di vigilanza reciproca. L'unica garanzia in questo senso è il ruolo svolto dal Segretario che vigila sull'indipendenza, la trasparenza e la qualità dei lavori durante tutto l'iter del procedimento.
Al termine della discussione, che talvolta si articola in veri e propri negoziati che coinvolgono lo stesso Stato esaminato, l'organo sussidiario adotta, normalmente per *consensus*, un documento contenente un rapporto sui progressi compiuti dallo Stato e le eventuali lacune ancora persistenti, nonché alcune conclusioni e raccomandazioni. Contrariamente a quello che accade in procedimenti di carattere giurisdizionale, il risultato finale non è mai l'adozione di una decisione vincolante o la previsione di sanzioni a carico dello Stato inadempiente. I rapporti adottati dall'organo sussidiario non vengono solitamente nemmeno recepiti in un atto formale dell'Organizzazione.
Ciononostante, questo metodo "morbido" si rivela spesso il più adatto per incoraggiare il rispetto delle regole da parte dei membri, soprattutto in un contesto, quale è quello dell'OCSE, caratterizzato da una forte convergenza di vedute e dalla adesione a valori comuni, caratteristiche quelle a loro volta derivanti dalla relativa omogeneità della composizione dell'Organizzazione. Va da sé, peraltro, che l'efficacia di tale meccanismo di controllo e il suo impatto sul legislatore nazionale dipendono in gran parte dalla circostanza che i risultati dell'esame siano resi pubblici e abbiano risalto nella stampa nazionale ed internazionale.
La valutazione della *performance* dello Stato avviene in relazione a principi, criteri e normative di diversa natura e portata. I rapporti annuali dell'OCSE sulla situazione economica dei diversi Paesi membri contengono delle valutazioni sulla condotta dei governi rispetto ai principi macroeconomici formulati nell'Accordo istitutivo dell'Organizzazione. Particolarmente importanti risultano poi quei meccanismi che vigilano sull'attuazione di una determinata normativa giuridicamente vincolante, emanata dall'OCSE o sotto i suoi auspici.
E' il caso del Comitato dei movimenti di capitali e delle transazioni invisibili, dotato di un meccanismo per l'esame della conformità degli ordinamenti nazionali ai Codici di liberazione.

CODE DE LA LIBÉRATION DES OPÉRATIONS INVISIBLES COURANTES - 2013
http://www.oecd.org/fr/daf/inv/politiques-investissement/InvisibleOperations_WebFrench.pdf

CODE OF LIBERALISATION OF CURRENT INVISIBLE OPERATIONS - 2013
http://www.oecd.org/pensions/private-pensions/InvisibleOperations_WebEnglish.pdf

Transazioni invisibili. Regolamento di esborsi e introiti di carattere finanziario; disposizioni emanate dal Ministero del commercio con l'estero. (Roma, 1957)
Elenco delle transazioni invisibili:
https://defranceschialberto.files.wordpress.com/2013/10/traites_1957_cee_1_xm_0810_x1111x.pdf

Committee for Invisible Transactions (OEEC.TIC)
http://archives.eui.eu/en/fonds/173633?item=OEEC.TIC

Principali Comitati dell’OCSE:
- Comitato dei movimenti di capitali e delle transazioni invisibili

lunedì 8 febbraio 2016

La Commissione Europea "capisce" gli aiuti di stato alle banche


Democrazia, potere e sovranità nell’Europa di oggi

znet italy

Democrazia, potere e sovranità nell’Europa di oggi

Nick Buxton intervista Yanis Varoufakis

1435046527 euroIn un’estesa intervista l’ex ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis, sostiene che lo stato-nazione è morto e che la democrazia nella UE è stata sostituita da una tossica depoliticizzazione algoritmica che, se non contrastata, condurrà alla depressione, alla disintegrazione e forse alla guerra in Europa. Egli sollecita il lancio di un movimento pan-europeo per democratizzare l’Europa, per salvarla prima che sia troppo tardi.
Questa intervista, tratta da ‘State of Power’ del Transnational Institute – gennaio 2016,  è stata condotta a fine dicembre 2015 da Nick Buxton del TNI con l’ex ministro greco delle finanze.
* * *
Quali consideri le maggiori minacce alla democrazia oggi?
La minaccia alla democrazia è sempre stata il disprezzo che il sistema prova per essa. La democrazia, per sua stessa natura, è molto fragile e l’antipatia nei suoi confronti da parte del sistema è sempre estremamente pronunciata e il sistema ha sempre cercato di svuotarla.

Aldo Moro e la Banca d'Italia: il caso nel caso

Aldo Moro e la Banca d'Italia: il caso nel caso

Premessa: il 16 marzo 1978 c'è l'agguato delle "Brigate Rosse" ad Aldo Moro, con eliminazione della scorta, cui poi seguirà l'interrogatorio nella prigione segreta e l'eliminazione (EXTRAORDINARY RENDITION).

Dal diario di Paolo Baffi, governatore della Banca d'Italia:

16 gennaio 1978
"Vengo informato da persona in contatto con Gallucci (1) che questi sta considerando di inviare un avviso di reato a me e Ercolani (2) (tra gli altri) per concorso in truffa a danno dello Stato a causa degli impianti che il gruppo Rovelli avrebbe fornito a se stesso ad alto prezzo."

Note:
1) Achille Gallucci. Capo dell'ufficio istruzione presso la procura della Repubblica di Roma. E' il regista delle inchieste giudiziarie più delicate (Italcasse, Sir, Caltagirone) nel periodo considerato nelle memorie di Baffi. In stretti rapporti con alcuni magistratinotoriamente legati a uomini della Dc, soprattutto con Claudio Vitalone (vicino a Giulio Andreotti) e con Luciano Infelisi (legato a Flaminio Piccoli). Lo stesso Baffi annota "l'amicizia di Gallucci per i Caltagirone", costruttori del giro andreottiano.
2) Mario Ercolani. Direttore generale della Banca d'Italia dal settembre 1976 al luglio 1978. Nell'incarico gli succederà Carlo Azeglio Ciampi, direttore generale dal luglio 1978 all'ottobre 1979, e poi governatore.

15 marzo 1978
"Ci giunge da fonte sicura la notizia che presso il PM Jerace (1) si trovano richieste di avvisi di reato (o di mandato di cattura) nei confronti di esponenti della Banca d'Italia per non avere attuato ispezioni all'ICCRI prima della data in cui l'ispezione fu eseguita (agosto 1977)."

Nota:
1) Luigi Jerace. E' il pubblico ministero dell'inchiesta sull'Italcasse. La sua firma pè comparsa sotto i mandati di cattura per Giuseppe Arcaini, direttore generale dell'Italcasse (deceduto il 29 settembre 1978 mentre rientrava in ambulanza in Italia dalla latitanza), Edoardo Calleri di Sala, presidente, e Marcello Dionisi, ragioniere capo.

(Tra il 15 marzo e il 7 aprile nessuna annotazione sul diario sul Caso Moro....)

7 aprile 1978
"Mi reco al palazzo di Giustizia dove sono ricevuto dal col. Varisco (1), l'unica persona di quell'ambiente che in ogni occasione mi tratterà con estrema cortesia e segni di riguardo.
Vengo interrogato per un'ora e tre quarti dal consigliere Gallucci, presente il procuratore Infelisi (2) (che si sta occupando del sequestro di Moro e strage della scorta). E' presente anche il giudice Pizzuti evidentemente perché il mio interrogatorio deve servire tanto all'istruttoria Rovelli quanto a quella Italcasse. Gallucci mi "avverte" in apertura che avrebbe potuto mandarmi una comunicazione giudiziaria: non lo ha fatto, dice, per non rendersi autore di un golpe economico.
I quesiti si sono aggirati (nel senso che ogniqualvolta se ne dipartivano, poi vi tornavano) intorno alla posizione debitoria di Rovelli verso l'Iccri e a quello che ad avviso dell'interrogante era il contrasto tra l'atteggiamento "permissivo" della vigilanza nei confronti del primo e quello "severo" nei confronti della sistemazione della posizione debitoria dei Caltagirone.
Altri argomenti toccati sono: la politica delle ispezioni (frequenza, destinatari) dal 1970 in poi, la natura e gli scopi del controllo sui fidi eccedenti; i poteri di intervento della Banca nelle procedure di sistemazione di posizioni di difficile recupero. (...) ...dopo di che, mi si accusò di reticenza. Se si sia trattato di una trappola tesa ad arte, ovvero di un caso che fornì poi pretesto a una accusa capziosa, non so dire. Ai posteri.... Resta che secondo l'avviso di reato che mi verrà inviato il 24 marzo 1979 il mio "disegno criminoso" ebbe inizio con l'interrogatorio del 7 aprile 1978."

Note:

1) Il nome di Antonio Varsico ricorre naturalmente anche nell’affaire Moro. Il colonnello ha un ufficio presso Piazza delle Cinque Lune nel quale si incontra con un altro ufficiale dei carabinieri (forse Dalla Chiesa) e Mino Pecorelli: quest’ultimo proprio in quei giorni pubblica sul suo giornale Op parti inedite del memoriale Moro ripromettendosi di fare ulteriori rivelazioni nelle settimane successive (non farà a tempo: sarà ucciso da un commando i cui componenti non sono mai stati identificati). Pecorelli e Varisco si conoscono e hanno modo di incontrarsi più volte nei giorni del sequestro dello statista democristiano. Strana coincidenza che i tre protagonisti di questa storia siano morti tutti in modo violento: Pecorelli e Varisco nel 1979 a Roma, Dalla Chiesa nel 1982 a Palermo.
Varisco viene ucciso alle 8,25 del 13 luglio 1979 mentre con la sua Bmw percorre il lungotevere Arnaldo Da Brescia. Attentato pianificato e realizzato in fretta (?) ai danni di un uomo che si apprestava a lasciare l’Arma per dedicarsi alla sicurezza di Farmitalia.
 All'inizio delle indagini vi furono dubbi sulla matrice sia per l'arma usata, fucili a canne mozze caricati a pallettoni, che per il particolare accanimento, furono esplosi ben 18 colpi. Pallettoni e fucile a canne mozze paiono essere più adatti a un commando mafioso che a uno brigatista. Così come l’uso di motociclette/auto (le fonti divergono in tal senso) e di bombe fumogene marca Energa per coprire la fuga.
Nel 1982 il leader della "colonna romana Antonio Savasta" delle Brigate Rosse si assumerà la responsabilità dell'omicidio. Nel 2004, dopo la cattura, anche Rita Algranati, confesserà la sua partecipazione all'omicidio. Rimangono sconosciuti gli altri membri del gruppo di fuoco che si suppone fosse composto da almeno cinque persone.
L’attività professionale di Varisco lo porterà a imbattersi in alcuni importanti casi: lo scandalo Lockheed, quello dell’Italcasse, La Rosa dei Venti e quello relativo ad una loggia massonica segreta poi comunemente denominata P2 (indagine che porterà il colonnello a indagare alcuni superiori, per esempio il generale Santovito, capo del SISMI, il servizio segreto militare). A incaricare Varisco di questi accertamenti sarà il giudice Vittorio Occorsio poi ucciso da Pierluigi Concutelli ex esponente di Ordine Nuovo (movimento neofascista sciolto nel 1973 dal ministro degli interni Paolo Emilio Taviani).

2)  Luciano Infelisi. E' il pubblico ministero dell'inchiesta sulla Sir. Definito da molti magistrato-superstar per la capacità di trovarsi sempre in mezzo ai casi giudiziari più clamorosi. Annota Baffi (2 settembre 1979): "Infelisi è amico dei Caltagirone e frquenta la loro casa".

Vedi: Memorie di Paolo Baffi

venerdì 5 febbraio 2016

Truffa e usura nei contratti di leasing Hypo Alpe Adria

Si informano gli interessati che è possibile chiedere eventuali maggiori danni (rispetto a quelli già rimborsati dalla stessa Hypo) partecipando come parte civile al processo penale che si svolgerà da luglio prossimo.

Sintesi del Caso Hypo Alpe Adria