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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

lunedì 3 agosto 2015

Juncker: “Le strade di Atene saranno occupate dai carri armati”

“Le strade di Atene saranno occupate dai carri armati”

Kathimerini rivela il Libro nero della Grexit
Tyler Durden Zerohedge 19/07/2015
tsipras_juncker 

Nei sei mesi di dolorose tornata su tornate di duri negoziati tra Grecia e creditori sono nate ogni sorta di speculazioni su ciò che effettivamente comporta la “Grexit“. Senza alcun precedente cui orientarsi, la valutazione delle implicazioni dell’uscita dal blocco valutario era (ed è tuttora) un compito praticamente impossibile, ma gli sforzi collettivi di media mainstream ed analisti politici ed economisti hanno prodotto un vero e proprio buffet di diagrammi ed organigrammi, schemi e diagrammi di flusso nel futile tentativo di mappare la complessa interazione dei problemi finanziari, politici ed economici che invariabilmente seguirebbero se Atene decidesse di rompere finalmente la sua sfortunata relazione con Bruxelles. E non erano solo osservatori emarginati a stendere i piani della Grexit. Nonostante i funzionari dell’UE negassero l’esistenza di un “piano B”, come il piano dell”uscita dolce’ del ministro tedesco Wolfgang Schaeuble “trapelato” lo scorso fine settimana, nessuno degli educati eurocrati fingeva che l’uscita della Grecia non fosse contemplata, ed infatti Yanis Varoufakis sostiene che Atene fu minacciata di controlli sui capitali come a febbraio, se non acconsentiva alle richieste dei creditori. Ora, con ciò che è forse la rivelazione più sconvolgente su ciò che i funzionari dell’UE davvero pensavano accada nel caso la Grecia uscisse dall’EMU e senza tante cerimonie reintroducesse la dracma, Kathimerini tira fuori la descrizione di quello che chiama “Libro nero della Grexit“, presumibilmente contenente il suggerimento che una guerra civile esploderebbe in Grecia nel caso il Paese venisse spinto ad abbandonare il blocco valutario.
Qui altro: “Al 13° piano dell’edificio Verlaymont di Bruxelles, a pochi metri dall’ufficio del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, conservato in una stanza speciale della sicurezza c’è il piano di uscita della Grecia dall’eurozona. Lì, in un volume scritto in meno di un mese da un team di 15 membri della Commissione europea, si risponde alle domande su come affrontare tale uscita tra cui, per scioccante possa sembrare, anche la possibilità di uscita del Paese dal trattato di Schengen, oltre all’espulsione anche dall’UE. Secondo un funzionario europeo, i vertici della Commissione europea avevano già il voluminoso documento che descriveva al primo ministro greco, dallo stesso Juncker prima dell’inizio della sessione, tutti i dettagli della Grexit, facendogli comprendere il contesto giuridico e politico di tale decisione. Nel documento, secondo il funzionario europeo che ne conosce il contenuto, ci sono le risposte a 200 domande che sorgerebbero nel caso della Grexit. Queste domande, come spiega il funzionario, sono collegate a come un’uscita dall’euro creerebbe una serie di eventi che si svilupperebbe in breve tempo. La dracmatizzazione dell’economia imporrebbe i controlli dei cambi esteri del Paese portando infine all’uscita della Grecia dal trattato di Schengen. Gli autori del progetto, secondo il funzionario europeo, operarono in assoluta segretezza. Un gruppo speciale di 15 persone della Commissione europea iniziò a preparalo in contatto diretto con la Grecia ed anche con numerosi alti funzionari e direttori generali della Commissione europea di aree specifiche. Il documento fu iniziato quando la data di scadenza del programma (fine giugno) si avvicinava, così la Commissione si preparava ad ogni evenienza, e quando il referendum fu annunciato il 26 giugno, il relativo lavoro fu accelerato. Il weekend del referendum il lavoro s’intensificò e così a due giorni dall’incontro il progetto fu concluso. Secondo una fonte bene informata, chi lavorava al piano “soffriva le pene” in genere descrivendosi come “K” e “sopraffatto”, perché non poteva credere ciò che avevano concluso a quel punto, e la maggior parte di loro fu direttamente coinvolta nei programmi di salvataggio della Grecia. La Commissione europea inoltre sperava fino all’ultimo minuto che una soluzione si sarebbe trovata, mentre il gruppo conosceva meglio di chiunque altro le conseguenze dell’uscita della Grecia dall’eurozona e il costo di tale decisione. Uno dei partecipanti collegato direttamente alla realtà greca nella fase cruciale della redazione, disse al resto del gruppo che se “attuato il piano, le strade di Atene saranno invase dai carri armati”.
Alla cieca, non è del tutto chiaro cosa intendesse per “sferragliare di carri armati”, e diamo per scontato il suggerimento che UE e Stati membri non cercassero in qualche modo di orchestrare un cambio di regime militare in Grecia, nel caso Atene prendesse la decisione ‘sbagliata’ sull’appartenenza all’EMU. Piuttosto, il suggerimento sembra essere, ed anche questo è semplicemente un’interpretazione sulla base delle informazioni presentate da Kathimerini, che Bruxelles fosse del parere che i risultati del referendum assieme alla contrapposta retorica sul tradimento dei deputati di destra ed estrema sinistra, che il popolo greco fosse profondamente diviso. Anche se le concessioni di Tsipras avranno indubbiamente implicazioni di vasta portata per la politica e la società greca in generale, sembra che Bruxelles tema che il malessere economico che risulti dalla ridenominazione possa innescare un diffuso malessere sociale che, infine, verrebbe controllato dall’esercito greco. Lasciamo ai lettori decidere l’accuratezza della nostra interpretazione e quanto il suddetto documento “segreto” del “pensatoio” sia una valutazione accurata della situazione o l’ennesimo tentativo di far capitolare Tsipras, ma una cosa è certa, anche menzionare la possibilità che “le strade di Atene” siano occupate dai militari non sembra qualcosa che un “partner” direbbe a un altro.133213433Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

martedì 28 luglio 2015

Claudio Messora intervista Marco Saba

La creazione del denaro – Marco Saba vs Giovanni Zibordi

http://www.byoblu.com/post/2015/07/28/la-creazione-del-denaro-marco-saba-vs-giovanni-zibordi.aspx

NON PERDETEVI MARCO SABA,OGGI, SU BYOBLU.COM

Oggi pomeriggio su Byoblu.com videointervista esclusiva con Marco Saba, presidente dello IASSEM (Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economica e Monetaria). Parleremo di BCE, della fine che ha fatto il Quantitative Easing di Mario Draghi e ci chiederemo se le banche dovrebbero pagare le tasse sulla creazione del denaro.

Parte dell'intervista sarà in diretta su Periscope (seguite il profilo Twitter @byoblu).

Se avete delle domande per Marco, potete iniziare a scriverle qui, tra i commenti. Marco ne prenderà nota e cercheremo di rispondere nei limiti del possibile.

venerdì 10 luglio 2015

Gli euroinomani del ‘ci vuole più Europa’

Gli euroinomani del ‘ci vuole più Europa’

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/09/gli-euroinomani-del-ci-vuole-piu-europa/1856858/

Gli euroinomani del ‘ci vuole più Europa’

Filosofo
E poi vi sono gli ‘euroinomani’. Sono coloro i quali non riescono a vivere senza l’euro, l’Unione Europea e la Banca Centrale. Nell’odierno scenario di genocidio finanziario e di usurocrazia bancaria, gli euroinomani continuano a ripetere il mantra del ‘ci vuole più Europa’, che è l’analogo del ‘ne voglio ancora’ tipico dei tossicodipendenti. Se il male è – difficile negarlo – l’Europa dell’euro e delle banche (cioè l’unica Europa oggi esistente!), dire ‘ci vuole più Europa’ è, in effetti, l’equivalente del dire, di fronte alle tragedie del tossico, ‘ci vuole più droga’.
La definizione di ‘euroinomani‘ la devo a un amico vero, il coraggioso giornalista Alessandro Montanari. Discutere con gli euroinomani è impossibile: non tanto in nome dell’adagio scolastico per cui ‘contra negantem principia non est disputandum’, quanto piuttosto per il fatto che, in ragione della loro assuefazione, essi non riescono a concepire un mondo senza l’euro e senza la Banca Centrale. Ne segue un paradosso evidente, che è sotto gli occhi di tutti: le tragedie annunciate dagli euroinomani come inevitabili qualora si uscisse dall’euro (miseria, impoverimento, conflitti, violenza, ecc.), si stanno tutte puntualmente realizzando permanendo nel sistema eurocratico. La Grecia ne è un esempio, un tragicissimo esempio.

Così com’è, l’Europa esiste unicamente come asservimento dei popoli e come dittatura della finanza: e questo nel quadro di un perverso sistema in cui a decidere non sono parlamenti e popoli sovrani, ma banchieri e finanza, in una oscena oligarchia che non pensa ma solo calcola, ai danni del pianeta e dei popoli. Il sogno di Kant è sostituito dall’incubo dell’eurocrazia: pensare di pervenire al primo senza uscire dal secondo è un errore clamoroso, purtroppo largamente egemonico nell’odierno panorama culturale e politico.
Per imporre la schiavitù, il sistema moderno – scriveva il poeta Ezra Pound – utilizza il debito: il debitore finisce per essere asservito al creditore, secondo un nesso di schiavitù puramente economico-finanziario. L’usura ‘offende divina bontade’, scrive Dante nella Commedia (“Inferno”, XI, vv. 95-96). E la Grecia si sta ribellando contro l’usura del capitale finanziario.
Contro l’usura furono Dante e Aristotele, Tommaso e Marx, Platone e Pound. E noi dovremmo accettare l’usura perché ‘ce lo chiede l’Europa’ e lo vuole la signora Merkel?
Per tornare alla metaforica della droga e degli euroinomani, si tratta di eliminare la droga (non di intensificare le dosi col “ci vuole più Europa”!), nel nostro caso di uscire dal folle progetto eurocratico, tornare alla sovranità nazionale democratica (la Grecia di Tsipras ci sta arrivando?) e, da lì, perseguire forme di comunità alternative, sempre basate sul riconoscimento tra liberi e uguali. La vera Europa realizzata sarebbe quella in cui la Grecia e la Germania stessero tra loro come soggetti liberi e uguali e non, come oggi avviene, come un servo (la Grecia) e un signore (la Germania), secondo una asimmetria fondata su nessi economici.
La vera Europa – di cui l’odierna è la perversa negazione – è un’Europa plurale, di popoli liberi e sovrani, con le loro lingue e le loro tradizioni, in cui a decidere sia il popolo e non l’economia, gli uomini in carne e ossa e non le entità ‘sensibilmente sovrasensibili’ – avrebbe detto Marx – del mercato e della finanza.
L’euro, del resto, non è stato un ‘errore': è stato il compimento di un esiziale processo di spoliticizzazione dell’economia avviatosi nel 1989. Come ho cercato di spiegare nel mio ‘Il futuro è nostro’ (Bompiani, 2014), l’euro e l’Unione Europea sono, infatti, il compimento di un ‘capitalismo assoluto’, in cui sovrani sono solo il mercato e quelle realtà ‘piene di capricci teologici’ (Marx) come la Banca Centrale, che nessuno ha democraticamente eletto e che, non di meno, decidono della vita dei popoli.
Per questo, la lotta contro il capitale e in difesa del lavoro e dei popoli deve essere oggi, anzitutto, lotta contro l’euro e la dittatura finanziaria pudicamente chiamata “Unione Europea”. Tramite il colpo di Stato eurocratico, si è instaurato un vero e proprio cesarismo finanziario, in forza del quale si sono trasferiti i poteri dei governi democratici a istanze prive di rappresentatività, non soggette ad alcun controllo da parte del popolo. Si è instaurata la sovranità assoluta dei mercati finanziari e si è prodotta un’autentica deriva oligarchica della democrazia. È ora di disintossicarsi, prima che arrivi inesorabilmente l’“overdose”.

sabato 4 luglio 2015

EURO: perché gli oligarchi ne temono l'uscita

EURO: perché gli oligarchi ne temono l'uscita
di Marco Saba, IASSEM, 4 luglio 2015

Esiste un motivo molto concreto per cui gli oligarchi temono l'uscita simultanea dall'euro di tutti i paesi che lo stanno adottando: i tesoretti off-shore chi li converte ?

Andiamo per  ordine. Se dall'euro esce un solo paese, ad esempio la Grecia, chi detiene tesoretti off-shore in euro può sempre spenderli nei paesi europei che ancora adottano l'euro. Ma se escono tutti i paesi, gli euro off-shore rischiano di non essere più convertibili...in niente !

Questo è il vero incubo. Infatti, mentre per l'euro cartaceo e metallico è sempre possibile risalire ai paesi originari di provenienza, che sono indicati sulle monete stesse, la stessa cosa non si puà dire per gli euro virtuali, o elettronici che dir si voglia, a causa del segreto bancario e del fatto che non esiste un catasto ufficiale delle banche che li hanno emessi.

 Infatti, come abbiamo dimostrato negli interventi nelle assemblee degli azionisti delle banche nel 2014-2015, supportati anche dai documenti pubblicati dalla Banca d'Inghilterra, la creazione di euo elettronici non viene contabilizzata dalle banche commerciali d'emissione. E quindi è impossibile, una volta immessi nei circuiti telematici interbancari, risalire all'origine nazionale di tali euro.

Una banca centrale del paese X può sempre decidere di convertire automaticamente tutti i conti in euro dei residenti accesi presso le banche commerciali del suo paese in conti corrispondenti nella nuova valuta nazionale emessa, ma non avrebbe alcun interesse a convertire gli euro depositati su conti in altri paesi nella propria moneta nazionale poiché perderebbe la relativa quota di signoraggio.

Tutti questi euro creati extracontabilmente e finiti in depositi al di fuori dei paesi che adottano l'euro, presumibilmente in conti di oligarchi o comunque del famoso 1% "più fortunato" della popolazione, diventerebbero imediatamente denaro scottante non più spendibile e che nessuno avrebbe più interesse a convertire. Infatti, la Banca Centrale Europea, l'unico ente che potrebbe essere costretto legalmente a convertirli, non possiede assolutamente beni sufficienti a garantirne la conversione (oro o riserve valutarie estere). A Draghi non rimarrebbe che pregare la Madonna dei Debitori prima che lo vadano a cercare... Grazie alla miopìa colossale della Commissione Europea, la BCE è nata insolvente e morirà insolvente.

 Il risultato netto sarebbe che tutti questi ricchi di contrabbando diventerebbero improvvisamente dei poveracci disperati con in mano una moneta senza più corso, mentre tutti i popoli diventerebbero più ricchi poiché a causa dell'improvvisa scomparsa dalla circolazione di tutta questa massa di denaro, i loro stati potrebbero emettere direttamente enormi quantità di nuova moneta nazionale senza paura d'inflazione.

Si avvererà dunque davvero il detto che "gli ultimi saranno i primi" con grande soddisfazione di Papa Francesco ? Chissà... Il tempo, che oggi non è molto galantuomo con gli oligarchi, forse ce lo dirà.

lunedì 8 giugno 2015

(video) interventi di Rosanìa, Saba e Sibilia all'assermblea Unicredit 13-5-2015


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Elman Rosania


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Marco Saba (IASSEM)


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Intervento di Carlo Sibilia


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - (non)Risposta dell'AD Ghizzoni.


ASSEMBLEA UNICREDIT 2015 - Repliche di Rosania e Saba


I tre interventi di Rosania, Saba e Sibilia in sequenza:
 
[NB: Nessuno dei giornalisti presenti ha riportato la notizia, tra i quali:
Stefano Bernabei (Reuters), Lorenzo D'Avanzo (Agi), Andrea D’Ortenzio (Ansa), Sergio Di Pasquale (Bloomberg), Marco Ferrando (Il Sole 24 Ore), Mirca Mantero (Il Sole 24 Ore), Eva Palumbo (MF-DOW JONES), Alessandro Remia (Adn Kronos.]

Verbale notarizzato degli interventi:
https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup/documents/it/governance/assemblea/assemblea-13-maggio-2015/Verbale.pdf

martedì 19 maggio 2015

Video della conferenza sulla BAD BANK alla Camera

Conferenza sulla Bad Bank alla Camera, intervento di Marco Saba


Conferenza sulla Bad Bank alla Camera 

Sala della Regina, Palazzo di Montecitorio, 18 maggio 2015

Intervento di Marco Saba:

La proposta della “bad bank” è un ennesimo raggiro dell'oligarchia che domina il paese dietro le quinte, il cui scopo è quello di estrarre il massimo della ricchezza dalla platea prima che questa imbracci le armi. Gli economisti da sempre sono stati al servizio del potere dominante ed infatti quelli che fanno carriera e diventano famosi sono quelli le cui idee favoriscono e permettono lo status quo in cui c'è una classe enorme di sfruttati ed un piccolo club di fortunatissimi bari e falsari che approfittano ed abusano dell'ingenuità del pubblico.

Se ci pensate bene, appare evidente che lo scopo finale ed unico della scuola dell'economia neoclassica moderna sia quello di convincerci che l'equa redistribuzione delle risorse sia inattuabile o deleteria.

Il 23 marzo scorso l'economista Norbert Häring, intervenendo al seminario “Economia e Potere” alla Camera dei Lord a Londra, ha riassunto efficacemente la situazione: La moneta è "IL" Potere”. (Vedi: Economics as Superstructure https://rwer.wordpress.com/2015/03/26/economics-as-superstructure/ )

Così i poteri forti, che da sempre si industriano ed affannano a nascondere al popolo l'origine del loro potere, per impedire che venga loro sottratto, oggi fan di tutto per sopprimere o manipolare un dibattito libero ed aperto sulla moneta. E gli economisti ipocriti e ruffiani, i farisei moderni, dirottano l'attenzione del pubblico su questioni marginali o irrilevanti al fine di impedire che si scopra tra l'altro il meccanismo contabile con cui l'oligarchia dominante si appropria del “potere-moneta”.

Ci viene nascosto come funziona realmente il sistema bancario, la sua influenza sull'economia e specialmente l'arbitrarietà antidemocratica nella gestione dell'emissione di moneta e dell'allocazione della stessa all'interno dell'economia. La politica monetaria non passa il test dello scrutinio democratico e la sua enorme importanza nella società viene occultata al grande pubblico, nonché ai rappresentanti politici, sia dal mondo dei media che da quello dell'accademia.

Pensate che lo stesso Luigi Einaudi, primo governatore di Bankitalia sotto l'occupazione e poi presidente della Repubblica, ancora nel 1936 scriveva: “L'alto signoraggio, aperto o traverso, cadde in disuso dall'aprirsi dell'età moderna, sia perché meno agevole a prelevarsi nascostamente, sia perché instaurate imposte regolari, i prìncipi più non ebbero necessità di ricorrervi”. (Cfr: Scritti economici, storici e civili, Mondadori, 1983, pag. 470).
Ma cosa dice mai questo ennesimo bugiardo istituzionale ?
In un temerario comunicato di Bankitalia si legge addirittura che: "la Banca d'Italia continuerà a respingere le richieste di pagamento del reddito da signoraggio". E siamo nel 2015.

Lo scopo dell'inaudita affermazione einaudiana palesemente falsa, è quello di far credere alla plebe che il signoraggio sulla moneta sia stato sostituito, anziché addizionato, dalle imposte che oggi infieriscono per il 72%, sui contribuenti sia direttamente che attraverso i beni da questi acquistati. Non stupisce quindi ricordarvi che lo stesso onorevole Sibilia da anni – ANNI ! - aspetta inutilmente una risposta dal governo alla sua circostanziata interrogazione sul signoraggio (vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=XHEDYOCfuTI ). Lo stesso dicasi per quella dell'On. Di Pietro che ne chiedeva ragione già prima (Vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=j1cQVDtF-jw ).

Prima sulla carta stampata, poi oggi su internet, dei patetici individui sociopatici si ostinano a etichettare come complottisti, cospirazionisti o anche di peggio, quanti si interrogano su questa rapina primordiale che condiziona profondamente la vita del paese. Di fronte ad un debito pubblico di 2.100 miliardi, creato perché lo Stato, non a caso dopo l'assassinio di Aldo Moro, ha rinunciato definitivamente ad emettere cartamoneta statale lasciando questa lucrosa attività in esclusiva al cartello bancario privato, sarebbero cospirazionisti quanti si interrogano sulla proprietà – all'origine – di tutta la moneta che è stata messa in circolazione dai banchieri. Sani di mente invece sarebbero quanti hanno cospirato e cospirano perché questo cartello di pirati rimanga in piedi arrivando addirittura a cantare “Bella Ciao” alla Camera in occasione della privatizzazione definitiva di Bankitalia ! (Vedi: https://www.youtube.com/watch?v=_kzKzy-mKQE )

Ci troviamo cioè nella situazione paradossale in cui le banche emettono moneta creata dal nulla addebitandosela, senza prima accreditarsela, per poi pretendere che sia il pubblico a riempire il buco nero da esse stesse generato. E quando i governi, ignoranti e beceri in tema di sovranità monetaria, assecondano i disegni di questi personaggi, come da sempre fanno, non v'è magistratura o parlamento che tenga !

Tutti dietro al pifferaio magico della privata Bankitalia. Il risultato è che tutta la massa monetaria circolante in banconote o denaro elettronico, quello che avete sui conti, è stato speso per prima dalle banche stesse senza che queste - precedentemente - se ne siano assunte la proprietà e la relativa responsabilità fiscale.

Questo potere fondamentale, di creare tutto il denaro circolante a proprio favore e di addebitarlo alla società civile falsando i bilanci, una vera tassa occulta gigantesca,è stato denunciato dal magistrato Elman Rosanìa all'Ottava Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura il 24 marzo scorso. E il risultato ? Mi chiederete. Fino ad oggi, un silenzio assordante.

Se non vi opporrete con tutte le forze, e con tutte le intelligenze, a questo scempio permanente, se non pretenderete indietro la sovranità completa sul signoraggio, o almeno di tassare questo enorme guadagno, vi aspettate forse che i banchieri facciano un passo indietro autonomamente ?
“Il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, ricordava Lord Acton.

Se non si dà la sveglia alla società civile, i banchieri, giocando sul fatto che tutti rincorrono i soldi senza sapere che cosa sono, ovvero senza conoscerne l'attributo essenziale per qualsiasi tipo di sovranità effettiva - il signoraggio - poi non ci si deve stupire di leggere, come pochi giorni fa, Lord Adair Turner, ex capo della CONSOB del Regno Unito, che scrive addirittura di “moneta sovrana della BCE”! (Vedi: http://www.dw.de/ecb-could-solve-eurozone-crisis-leading-economist-says/a-18374668 )

Infatti, oggi è la Banca Centrale Europea che è il vero sovrano d'Europa, e il dittatore assoluto è Mario Draghi ! Se non ve la sentite di affrontare direttamente il dispotico sovrano non-eletto d'Europa, leggete almeno il libro “La banca, la moneta e l'usura: la Costituzione tradita”, scritto dal procuratore generale Bruno Tarquini nel 2002 ed edito da Controcorrente di Napoli. E' un libro che vi aprirà un mondo, un libro che, se non altro, ogni volta che viene inserito su Wikipedia nella pagina sul signoraggio, viene regolarmente cancellato dai miseri becchini ed intellettuali precari che la gestiscono.

L'Europa nel 1942 ha già avuto un precedente in cui una banca centrale tedesca gestiva la moneta unica. Vediamo dunque le differenze tra le due dittature:

Nazismo (1942): Programma: Stati Uniti d'Europa, eliminazione delle frontiere, moneta unica.
Capo politico: Hitler - Banca centrale: REICHSBANK - Sede della banca: Berlino
Moneta unica imposta nei paesi occupati: REICHSMARK
Il valore della moneta è garantito dalla produzione, lo sviluppo e la piena occupazione, non dall'oro.
Punizione per il rifiuto dell'adozione della moneta: deportazione nei campi di concentramento

EURISMO (2015): Programma: Unione Europea, eliminazione delle frontiere, moneta unica.
Capo politico: Jean-Claude Juncker - Banca centrale: BCE. Sede della banca: Francoforte.
Moneta unica imposta nei paesi "alleati": EURO.
Il valore della moneta è garantito dal debito pubblico (il baluardo delle rendite parassitarie) e dalle artificiali misure di austerità.
Punizione per l'accettazione dell'adozione della moneta: condanna a vivere in un Euro-campo
di concentramento senza futuro governato da banchieri-oligarchi “al riparo dalla democrazia"...

Concludendo, le banche oggi sono le creatrici di tutta la moneta digitale in euro e dovrebbero invece essere trasformate in quello che la gente crede davvero che siano: dei semplici INTERMEDIARI FINANZIARI. Per fare ciò è sufficiente restituire alla Tesoreria dello Stato la sua primaria funzione nativa dell'emissione di tutta la moneta necessaria direttamente - sostituendo altri tipi d'imposta - come suggerisce il bravo prof. Richard Werner all'Islanda. Ed io, modestamente, lo suggerirei anche fin da subito alla Grecia. (Vedi: “How to Turn Banks into Financial Intermediaries”, qui: https://www.scribd.com/doc/262235706/How-to-Turn-Banks-into-Financial-Intermediaries )

ATTENZIONE PERÒ: Oggi la Tesoreria dello Stato – anch'essa ! - è in mano a Bankitalia. Dal 1907 la Banca d'Italia infatti gestisce la Tesoreria senza che sia mai stata fatta una pubblica gara e l'incarico – nel silenzio-assenso del Parlamento – si rinnova tacitamente ogni vent'anni.
Concludendo, per salvare le finanze pubbliche e le tasche dei cittadini occorre perciò, preventivamente – mi raccomando – restituire la gestione della Tesoreria dello Stato allo Stato. Dopodiché riaffidare allo Stato - o almeno tassare - la rendita monetaria effettiva.

Grazie per la vostra attenzione.

domenica 17 maggio 2015

Dittature a confronto: Nazismo ed Eurismo

Dittature a confronto, tra Nazismo ed Eurismo



NAZISMO (1942)
Stati Uniti d'Europa
Eliminazione delle frontiere
Moneta unica europea
Capo politico: Hitler
Banca centrale: REICHSBANK (pubblica)
Sede della banca: Berlino, Germania
Moneta imposta nei paesi occupati: REICHSMARK
Il valore della moneta è garantito dalla produzione,
lo sviluppo e la piena occupazione (dal lavoro, non dall'oro)
Punizione per il rifiuto dell'adozione della moneta:
deportazione in campi di concentramento


EURISMO    (2015) 
Unione Europea
Eliminazione delle frontiere
Moneta unica europea                                 
Capo politico: Juncker             
Banca centrale: Banca Centrale Europea (BCE, privata)
Sede della banca: Francoforte, Germania
Moneta imposta nei paesi "alleati": EURO
Il valore della moneta è garantito dal
debito pubblico e dall'austerità
Punizione per l'accettazione dell'adozione
della moneta: condanna a vivere in un Euro-campo
di concentramento
governato da banchieri-oligarchi
"al riparo dalla democrazia"...