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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

domenica 19 febbraio 2017

Le interferenze dei Servizi Segreti nell’inchiesta Mani Pulite

Le interferenze dei Servizi Segreti nell’inchiesta Mani Pulite – Relazioni Copasir 1995-1996

http://www.antoniodipietro.it/2017/02/le-interferenze-dei-servizi-segreti-nellinchiesta-mani-pulite-relazioni-copasir-1995-1996



Sì, sono passati 25 anni dall’inizio dell’inchiesta giudiziaria “Mani Pulite” e nulla sembra sia cambiato.
Il motivo è molto semplice: le indagini giudiziarie portate avanti da quell’inchiesta sono state fermate anzitempo con metodi illegittimi ed anche illeciti da parte di alcuni appartenenti ai Servizi Segreti su ordine di altre Autorità dello Stato.
A causa di quelle indebite interferenze non è stato possibile scoprire tutto il marciume che aveva invaso le Istituzioni, con il risultato che molti dei personaggi coinvolti sono rimasti ancora al loro posto a spadroneggiare a loro piacimento.
Non lo dico solo io ma ciò – oltre a risultare da diverse sentenze dell’Autorità giudiziaria – è documentato da almeno 2 Relazioni adottate a suo tempo dal COPASIR, ovvero dal Comitato parlamentare per i Servizi di informazione e sicurezza dello Stato (organismo composto da Deputati e Senatori ed operante all’interno del Parlamento).
Vale la pena al riguardo rileggere un passo fondamentale di quelle Relazioni che così recita: “…dai dati seppure parziali che il Comitato ha potuto ricostruire, risulta una illegittimità di comportamenti. Le Autorità di Governo ne avevano la percezione? Erano al corrente di quelle note riservate? Non è possibile rispondere con sicurezza. Tuttavia quelle Autorità devono considerarsi politicamente responsabili delle condizioni di illegittimità, di lottizzazione, di inefficienza in cui lavorava allora il SISDE e che le audizioni hanno confermato…
Purtroppo quell’indagine parlamentare esplorativa, avviata nel 1995, si è bloccata nel 1996 per interruzione della legislatura e poi – inspiegabilmente o troppo spiegabilmente – non è mai stata più ripresa.
Ora, a distanza di 25 anni, sarebbe cosa buona e giusta operare una rivisitazione storica di quegli avvenimenti quanto meno al fine di fornire una corretta informazione all’opinione pubblica.
Mi domando: c’è la volontà politica-istituzionale di farla?
Non lo so ma voglio sperarlo e per questa ragione – nel dichiarare la mia disponibilità a raccontare la mia versione dei fatti –  pubblico qui di seguito le due Relazioni del Copasir a cui ho fatto sopra riferimento e precisamente:

1 – Relazione Copasir 26.10.1995 – Sugli atti trasmessi dalla Procura di Milano

2 – Relazione Copasir 05.03.1996 – Sull’acquisizione illegittima di informazioni riservate

Chi ha voglia e tempo, provi a leggerle e poi dica cosa ne pensa!

Antonio Di Pietro

martedì 14 febbraio 2017

Villarosa (M5S): insorgere pacificamente contro la m***a bancaria

domenica 12 febbraio 2017

I debitori eccellenti di Banca Marche; ecco i 50 nomi

I debitori eccellenti di Banca Marche; ecco i 50 nomi di chi non ha restituito i soldi

(Tratto dal TGla7 di Mentana)

La Commissione Finanze del Senato, su richiesta di governo e Pd, ha deciso di non rendere pubblici i nomi di chi ha avuto milioni di euro in prestito dalle Banche e non li ha restituiti. In attesa che qualcuno chiarisca il telegiornale di La7 ha rilanciato, rivelando una lista di 50 nomi che non avrebbero saldato i loro debiti con Banca Marche: l’elenco contiene nomi e aziende insolventi per cifre che vanno da un massimo di 126 milioni a gli 11 milioni di Società sportiva romana, quella di Diego Anemone.
L’impresa più esposta, secondo quanto si legge nei documenti pubblicati dal telegiornale di Mentana, è Fortezza srl, la società del gruppo Lanari. Una vicenda, questa, che si intreccia ovviamente con le note vicende dell’istituto di credito marchigiano da tempo molto esposto con le società legate all’imprenditore anconetano. Scorrendo l’elenco, si nota anche la presenza di la Novafin Spa, da poco dopo fallita, appartenente a Vincenzo Angelini, il “re delle cliniche” abruzzesi, il grande accusatore dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco. Interessante anche il riferimento alla società Capo Caccia resort srl, per il quale è in corso un processo nel tribunale di Sassari per il reato di bancarotta in concorso. Somme importanti anche quelle attribuite al Gruppo Santarelli (110 milioni di euro), ai Minardi (130), ai Ciccolella (80), la famiglia pugliese che con i suoi vivai ha subito lo scorso anno un crac finanziario, Vittorio Casale (70) e Davide De Gennaro (70).
I primi 17 insolventi di Banca Marche:
 
Enrico Mentana, aveva anticipato su Facebook lo scoop del suo tg: “Se il governo – aveva scritto – nasconde il nome dei grandi debitori una parte della stampa ha deciso di comportarsi diversamente. Chi ci governa e chi sostiene il governo in parlamento sono liberi di farsi male da soli: ma a volte non si ravvisa il metodo di questa follia. Noi e tanti altri, e perfino il presidente dell’Abi, abbiamo chiesto che venissero ufficialmente rese pubbliche le liste dei maggiori debitori di Mps e delle altre banche messe nei guai dagli Npl (crediti deteriorati). Invece la Commissione Finanze del Senato ha bocciato tutti gli emendamenti che chiedevano la lista dei nomi dei grandi debitori delle banche in difficoltà e ha approvato la proposta di modifica del relatore che prevede una relazione in cui vengano indicati i profili di rischio ma non i nominativi dei soggetti insolventi. Come tgla7 – in mezzo a un clima di omertà e senza nessuna sponda negli istituti interessati – ci abbiamo lavorato per settimane e abbiamo già cominciato a fare alcuni nomi per la banca senese, e tutti i principali per la Popolare di Vicenza. Stasera facciamo il punto, e magari ci aggiungiamo la lista di Banca Marche”.

Altri dieci inadempienti:

Uno schiaffo, per l’ex rottamatore Matteo Renzi, i vertici del Pd, inclusi Gentiloni e i ministri hanno deciso che gli italiani devono pagare il crac di Monte Paschi di Siena e delle altre banche, ma senza sapere, senza aver il diritto di conoscere, i nomi dei debitori responsabili del buco. Fra le tante dichiarazioni rilasciate in queste ultime ore dai politici sull’amara vicenda delle Banche, qualcosa in più parrebbero contenere le uscite di Roberto Calderoli, in genere ben informato sui movimenti dei maneggioni di professione.

Un altro gruppo:

La bocciatura, ha detto l’ex ministro per la Semplificazione Normativa nel governo Berlusconi IV, è avvenuta in commissione Finanze al Senato, “con il mio emendamento al decreto ‘salva-risparmio’ – prosegue – chiedevo di derogare eccezionalmente alla legge 196/2003 sulla privacy ‘nei casi di ricapitalizzazione mediante intervento statale di qualsiasi istituto di credito operante sul territorio nazionale’ e di obbligare la Banca d’Italia e la Presidenza del Consiglio a pubblicare, sui propri siti istituzionali, ‘l’elenco dei debitori insolventi per i crediti concessi dai medesimi istituti‘ e di indicare ‘i nominativi delle persone fisiche e giuridiche insolventi per debiti superiori a 1 milione di euro’ e di indicare ‘i nominativi dei partiti politici e delle fondazioni e associazioni loro collegate, insolventi per debiti di qualsiasi importo”. Insomma, non c’è bisogno di fare particolari collegamenti, per Calderoli, fra gli insolventi potrebbero esserci anche partiti politici e movimenti a loro collegati. E che per questo si tenta di zittire la stampa. Dal cilindro delle banche potrebbe venire fuori qualcos’altro di inatteso.

Derivati segreti: una operazione completamente cannata...


Derivati, ecco i contratti segreti che hanno svenduto l’Italia alle banche

Pubblichiamo per la prima volta i contratti con la banca americana Morgan Stanley che nel 2013 ci sono costati più di tre miliardi di euro. Sull'Espresso in edicola domenica 12 l'inchiesta integrale

di Luca Piana

http://espresso.repubblica.it/affari/2017/02/09/news/derivati-ecco-i-contratti-segreti-che-hanno-svenduto-l-italia-alle-banche-1.295090

Derivati, ecco i contratti segreti che hanno svenduto l’Italia alle banche
Cade il segreto che le istituzioni hanno cercato di porre per impedire la divulgazione dei contratti derivati fatti dal Tesoro con le banche d'affari, e che stanno costando miliardi di euro alle casse pubbliche. Nel numero in edicola domenica 12 febbraio, L'Espresso pubblica infatti per la prima volta i contratti che nei primi giorni del 2012 hanno costretto il governo di Mario Monti a versare 3,1 miliardi di euro alla banca americana Morgan Stanley, per effetto di strumenti finanziari ad alto rischio che erano stati sottoscritti negli anni precedenti.

Si tratta di quattro famiglie di derivati molto complessi, che l'istituto ebbe la facoltà di terminare in largo anticipo rispetto alla data di scadenza prevista, per effetto di una discussa clausola di chiusura anticipata prevista in un vecchio accordo del 1994, mai esercitata in precedenza.


Nei dettagli i contratti chiusi erano due “Interest rate swap” e due “swaption”, che vengono descritti nell'articolo dell'Espresso assieme ad altri documenti relativi ai rapporti fra il Tesoro e Morgan Stanley. Ci sono i memorandum con i quali, proprio in concomitanza con l'avvicendamento a Palazzo Chigi tra il premier uscente Silvio Berlusconi e Monti, la banca americana comunicava al governo la decisione di rientrare di una cifra di 3,5 miliardi di dollari.



L'Espresso in edicola da domenica 12...
L'Espresso in edicola da domenica 12 febbraio
E ci sono i contenuti di una perizia richiesta dalla procura di Roma nel corso di un'indagine giudiziaria avviato nel 2015 e poi archiviato. Il professor Ugo Pomante, l'esperto interpellato dai magistrati romani, nella sua ricostruzione sostiene che per effetto di quella clausola del 1994 i vertici del Tesoro avrebbero dovuto astenersi dal fare nuovi contratti con Morgan Stanley. Al contrario negli anni che vanno dal 2004 al 2008 vennero rinegoziati derivati precedenti o ne vennero fatti di nuovi, come dimostrano i documenti rilevati da L'Espresso, perché i vertici del Tesoro non erano a conoscenza o sottovalutarono gli effetti della clausola in mano alla banca americana.

giovedì 9 febbraio 2017

11 febbraio: Conferenza a Carpi (MO) di Moneta Nostra

Sabato 11 febbraio alle 15, in via Terrazzieri 2. a Carpi (MO), si terrà una conferenza dedicata al progetto Moneta Nostra, Saranno presenti avvocati e vittime delle banche.

Relatori: Avv. Marco Della Luna (Centro Studi Monetari) e Marco Saba (presidente IASSEM)