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Biglietto da 500 neolire (500 euro-equivalenti)

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

Leggi la Proposta di legge d'iniziativa del Centro Studi Monetari

BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

sabato 28 novembre 2015

Diagramma della truffa del debito pubblico

La Banca d'Italia fornisce arbitrariamente alle banche partecipanti alle "aste titoli" (gli specialisti in titoli di stato o Primary Dealers) le linee di credito sufficienti per acquistare una quantità predeterminata di titoli.

sabato 10 maggio 2014

Unione economica monetaria: opportunità o problema ?

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Canale YouTube di Salvo Mandarà:

venerdì 9 maggio 2014

DENARO: SCHEMA DELLA FRODE BANCARIA

Vale sia per banconote che denaro virtuale, sia con banca nazionale che non, sia con euro che con dollari, yen, sterline, neolire, etc. Se non si rettificano i bilanci, se non si accredita il denaro alla banca all'emissione, il gioco è fatto !


lunedì 21 aprile 2014

M5S: "Decreto Lavoro, il Pd prende ordini dalla Bce"

INCHIESTA / LA MAFIA DEI BANCHIERI ITALIANI

INCHIESTA / LA MAFIA DEI BANCHIERI ITALIANI: HANNO PRESTATO 107 MILIARDI DI EURO AI LORO AMICI ORA ENORME BUCO NEI CONTI

IL NORD, domenica 20 aprile 2014
INCHIESTA / LA MAFIA DEI BANCHIERI ITALIANI: HANNO PRESTATO 107 MILIARDI DI EURO AI LORO AMICI ORA ENORME BUCO NEI CONTI
E' notizia di questa settimana, che le sofferenze bancarie - crediti erogati e non più rimborsati - siano arrivate a oltre 162 miliardi di euro, una cifra mostruosa e di gran lunga superiore al valore in Borsa delle banche che hanno questo buco nei conti. 
Tuttavia, un numero, da solo, dice poco, oltre alle dimensioni del disastro.
Così vale la pena entrare nel dettaglio: il peso delle sofferenze delle banche in continua crescita e' legato ai grandi prestiti che difficilmente vengono rimborsati. Due rate su tre non onorate sono relativi a crediti di alto importo: su oltre 162 miliardi di euro complessivi (a febbraio 2014) di rate non pagate, 107 miliardi (66,1%) si riferisce a finanziamenti di grandi dimensioni (superiori a 500.000 euro), mentre 54,9 mld (33,9%) si riferisci a crediti minori (da 250 a 500.000 euro).

sabato 19 aprile 2014

Avv. Orsini: prima omologazione del piano del consumatore

Banca Marche. "Un'associazione a delinquere"

Bufera Banca Marche. "Un'associazione a delinquere"

IL BANCOMAT "CREA" DENARO ?

IL BANCOMAT "CREA" DENARO ?
by The Money Doctor

" Mamma, mamma... quel "coso" fabbrica i soldi ?". La risposta giusta è "Sì, caro. Ma l'ho capito solo ora..."

Quando vado al Bancomat e ritiro 250 euro, ad esempio 5 banconote da 50 euro, la banca sposta denaro virtuale dal mio conto al suo conto. Mi sta vendendo 250 euro cartacei che ha pagato ognuno 11 centesimi più IVA, totale 55 centesimi più IVA. La banca guadagna sul costo di queste banconote erogate circa 249 euro. Ma questo guadagno non viene indicato da nessuna parte nel Conto Economico del bilancio... Ora ci sono nel mercato altri 250 euro tipografici che vanno ad incrementare l'aggregato monetario e che si sommano ai 250 virtuali incassati dalla banca. Ma nei bilanci bancari non ve n'è traccia...Teoricamente la banca dovrebbe distruggere o il clone monetario virtuale corrispondente, o il cartaceo quando poi li riverso e me li accredita sul conto, clonando nuovamente il denaro. L'attività di clonazione crea "novella ricchezza", ovvero REDDITO, che non finendo in bilancio non viene tassato, dopodiché non ne viene distribuito come dividendo il profitto netto agli azionisti. E' un REDDITO IN NERO. Con la SUPPOSTA smaterializzazione e rimaterializzazione del denaro, di fatto, la banca effettua in realtà una pura e semplice CLONAZIONE. Allo stesso modo la banca non indica la creazione di denaro all'atto del mutuo, prestito, anticipazione etc. e quindi tutto questo denaro, creato e poi clonato, DOVE VA A FINIRE ?

venerdì 18 aprile 2014

IL FISCAL COMPACT Forse non tutti sanno che…

IL FISCAL COMPACT Forse non tutti sanno che…

Pubblicato in Diritto internazionale il 10/04/2014
Autore: Avv. Palma Giuseppe
http://www.diritto.it/docs/36145-il-fiscal-compact-forse-non-tutti-sanno-che

Forse non tutti sanno cos’è esattamente il Fiscal Compact, e sicuramente in pochissimi sanno che – a partire dal 2015 – segnerà per almeno due decenni le sorti delle famiglie italiane.
Da un punto di vista prettamente giuridico è un Trattato internazionale denominato “Patto di bilancio europeo” o “Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria”, sottoscritto da venticinque Stati membri dell’Unione Europea il 2 marzo 2012 (ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca).

Il nostro Parlamento, con una rapidità che non viene utilizzata per le necessarie riforme istituzionali, lo ha ratificato definitivamente nel luglio del 2012 (appena quattro mesi dopo la sua sottoscrizione) ed ha inserito in Costituzione il principio del pareggio di bilancio (art. 81 Cost).

martedì 15 aprile 2014

MPS: ADUSBEF CONTRO LA BOCCIATURA DELLA CLASS ACTION

14/04/2014 16:20

MPS: ADUSBEF CONTRO LA BOCCIATURA DELLA CLASS ACTION

L'associazione ha presentato l'impugnativa in Corte d'appello

Mps: Adusbef contro la bocciatura della class action
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IRENZE. L’Adusbef non si arrende sull'azione collettiva proposta contro l'aumento di capitale di Mps del 2011, ed oggi ha impugnato davanti alla Corte di appello di Firenze, l'ordinanza del tribunale di primo grado che ha bocciato, dichiarandola inammissibile, la class action preparata dall'associazione nel maggio scorso. L'azione era aperta a tutti i risparmiatori che avevano partecipato all'aumento di capitale di giugno 2011. Nell'atto di citazione si chiedeva di accertare la responsabilità della banca e di risarcire i risparmiatori che sarebbero stati tratti in inganno dalle informazioni contenute nel prospetto informativo dell'aumento di capitale depositato in Consob il 17 giugno 2011. "I dati contenuti nei bilanci Mps e nel prospetto informativo - spiegava l'atto - erano assolutamente errati, incompleti e fuorvianti, non vi è dubbio che i risparmiatori siano stati tratti in inganno dagli stessi. E' evidente, infatti, che laddove dalla lettura dei bilanci e dall'esame del prospetto informativo fosse emersa una situazione economico-finanziaria della società meno solida, i risparmiatori avrebbero effettuato delle scelte di investimento differenti".

lunedì 14 aprile 2014

Luiss = Lutto dell'Università Italiana Senza Sosta

Sul Monoteismo del mercato: l’appello dei docenti Luiss a favore dell’euro
di Sebastiano Caputo - 13/04/2014
Fonte: L’intellettuale dissidente 
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48191
Questa è la parabola che ha portato questi sacerdoti travestiti da professori universitari a lanciare questo appello sulle pagine del Corriere: dal monoteismo cristiano (Università Pro Deo) si è passati poco a poco negli anni al monoteismo del Dio mercato (Luiss). Sempre Pasolini scriveva: “l’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione; e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che omologava gli italiani […] e come concorrente il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo”. E non è un caso che in una delle sedi a Roma, l’aula magna sia una chiesa sconsacrata.

Imparare dalla storia: Irlanda 1970, Chiusura delle Banche

Irlanda 1970, Chiusura delle Banche.

“Cos’è il denaro?”

Il 4 maggio apparve sull’ “Irish Independent”, il miglior quotidiano d’Irlanda, un avviso a tutto pagina, dal titolo semplice ma allarmante: “CHIUSURA DELLE BANCHE”. L’annuncio, pubblicato dalla Commissione Permanente delle Banche d’Irlanda, gruppo che rappresentava tutte le principali banche irlandesi, informava il pubblico che a causa del grave deterioramento dei rapporti industriali fra le banche e i loro impiegati, "si è giunti a una situazione in cui è impossibile per le suddette banche fornire anche il recentemente limitato servizio nella Repubblica d’Irlanda". L’annuncio proseguiva: "In tali circostanze è rammarico che queste banche annunciano la chiusura di tutti gli uffici nella Repubblica d’Irlanda a partire da venerdì 1° maggio, fino a nuovo ordine". Potrà sconvolgere l’idea che il sistema bancario di una economia avanzata potesse chiudere pressochè in blocco da un giorno all’altro, in tempi così recenti. All’epoca, tuttavia, questo esito era ampiamente previsto, non fosse altro perché si era già verificato una volta, nel 1966. L’oggetto del contenzioso fra le banche e i loro impiegati era ben noto all’ Europa della fine degli anni sessanta: l’aumento degli stipendi rispetto a quello dei prezzi. L’inflazione alta per tutto il 1969 (in autunno il costo della vita era salito più del 10% rispetto ai quindici mesi precedenti) aveva spinto il sindacato dei dipendenti a esigere un nuovo accordo sui pagamenti. Le banche si erano rifiutate, e l’Associazione irlandese dei funzionari di banca aveva decretato lo sciopero.
Fin dall’inizio, ci si aspettava che la chiusura delle banche non sarebbe stata breve, dunque ci si preparò all’eventualità. La prima reazione delle aziende fu quella di fare incetta di monete e banconote. Scrisse l’”Irish Independent”:
Ci furono prelievi massicci di contante in tutto il paese: le aziende accumulavano scorte in previsione di una chiusura. Si preannunciano ottimi affari per le compagnie di assicurazione, rivenditori di casseforti e società di sicurezza durante tutto il periodo di “shut down”. Fabbriche e altre attività dagli organici numerosi si sono attivate per ricevere denaro contante da grosse rivendite come supermercati e grandi magazzini per far fronte ai pagamenti degli stipendi.
Ma nel primo mese della crisi divenne evidente che la situazione non era poi così nera.

Le banche, oltre ai soldi, creano anche i Berlusconi

M5S a Cormano: sovranità bancaria