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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 3 novembre 2024

Centro Studi Monetari: Proposta di legge sui biglietti di Stato

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BIGLIETTI DI STATO A CORSO LEGALE

sabato 23 luglio 2016

BCE: Cos'è la moneta ?

Cos’è la moneta?

24 novembre 2015
https://www.ecb.europa.eu/explainers/tell-me-more/html/what_is_money.it.html

Le banconote e le monete metalliche in euro costituiscono moneta, così come anche il saldo di un conto bancario. Ma cos’è in realtà la moneta? Come si crea? E qual è il ruolo della BCE?

L’evoluzione della natura della moneta

La natura della moneta è mutata nel tempo. In origine ha assunto generalmente la forma di moneta merce: un oggetto fabbricato di un materiale che aveva valore di mercato, ad esempio le monete d’oro. In epoche successive, la moneta rappresentativa era costituita da banconote che potevano essere cambiate con una certa quantità di oro o argento. Le economie moderne, fra cui l’area dell’euro, si basano sulla moneta fiduciaria, ossia dichiarata a corso legale ed emessa da una banca centrale ma, diversamente dalla moneta rappresentativa, non convertibile ad esempio in una quantità fissa di oro. La moneta fiduciaria non ha valore intrinseco, la carta utilizzata per le banconote è in linea di principio priva di valore, ma è accettata in cambio di beni e servizi, perché gli utilizzatori confidano che la banca centrale manterrà il valore della moneta stabile nel tempo. Se la banca centrale non dovesse tenere fede a questo impegno, la moneta fiduciaria perderebbe l’accettazione generale come mezzo di scambio e ogni interesse come riserva di valore.
Oggi la moneta può esistere anche indipendentemente da una rappresentazione fisica, ad esempio su un conto corrente come registrazione informatica, oppure come deposito su un conto a risparmio. La moneta digitale, o elettronica, costituisce valore monetario memorizzato, ad esempio, in una carta prepagata o uno smartphone. Gli addebiti diretti, i pagamenti in Internet e quelli con carta sono tutte forme di pagamento che non implicano l’uso di contante. (Tra gli sviluppi più recenti vi sono persino le valute digitali decentrate o i circuiti di moneta virtuale come Bitcoin, che funzionano senza un’istanza di controllo centralizzata quale una banca centrale. Da una punto di vista giuridico non sono considerati moneta.)
I pagamenti elettronici hanno visto una rapida crescita, ma l’utilizzo del contante è ancora molto diffuso. Nell’area dell’euro il contante è usato in percentuale elevata per i pagamenti inferiori a 20 euro. Il valore del contante in euro è garantito dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, che insieme formano l’Eurosistema.

Le funzioni della moneta e come la BCE ne segue gli andamenti

La moneta, in qualsiasi sua forma, assolve tre diverse funzioni. È un mezzo di scambio, un mezzo di pagamento con un valore in cui tutti confidano. La moneta è anche unità di conto che permette di attribuire un prezzo a beni e servizi. Ed è anche riserva di valore. In realtà circola, vale a dire è utilizzata per i pagamenti, solo una parte del contante in euro in circolazione, Ad esempio, molti dei biglietti da €50 circolanti sono accumulati come riserva di valore.
In genere le banche centrali definiscono e tengono sotto osservazione vari aggregati monetari. I loro andamenti possono fornire informazioni utili sulla moneta e sui prezzi. Sono necessari vari aggregati perché molte delle diverse attività finanziarie sono sostituibili; inoltre la natura e le caratteristiche di tali attività, delle operazioni e dei mezzi di pagamento mutano nel tempo. L’Eurosistema ha definito un aggregato monetario ristretto (M1), uno “intermedio” (M2) e uno ampio (M3) ai fini dell’analisi monetaria della BCE. La BCE esamina gli andamenti di questi aggregati, insieme a molte altre informazioni e analisi, nel quadro della propria strategia di politica monetaria.

Come si crea la moneta?

La BCE funge da banca delle banche commerciali e anche in questo modo influenza il flusso della moneta e del credito nell’economia per conseguire prezzi stabili. A loro volta, le banche commerciali possono rivolgersi alla BCE per contrarre prestiti, ossia riserve di banca centrale, di solito per finanziarsi a brevissimo termine. Per controllare la quantità di moneta “esterna” e quindi la domanda di riserve di banca centrale da parte delle banche commerciali, la BCE ricorre a uno strumento principale: stabilisce i tassi di interesse a brevissimo termine, il “costo del denaro”.
Inoltre le banche commerciali possono creare moneta “interna”, ossia depositi bancari, ogni volta che erogano un nuovo prestito. La differenza tra la moneta esterna e la moneta interna è che la prima è un’attività per l’insieme dell’economia, ma non è una passività per nessuno. La moneta interna invece è così denominata perché ha come contropartita il credito privato: se tutti i crediti detenuti dalle banche verso il settore privato fossero estinti, la moneta interna creata sarebbe annullata. Quindi, è una forma di moneta che viene creata, e può essere annullata, nel settore privato dell’economia.

Si legge spesso che la BCE “stampa moneta”. Di cosa si tratta?

In pratica, soltanto le banche centrali nazionali emettono fisicamente le banconote in euro. “Stampare moneta” è un’espressione colloquiale utilizzata per indicare il programma di acquisto di attività della BCE, una forma di “allentamento quantitativo”. Acquistando attività nel mercato finanziario, la BCE crea ulteriori riserve di banca centrale che possono aiutare a ridurre, tramite vari canali, i tassi di interesse a carico di famiglie e imprese; il fine è sostenere l’economia e, in ultima analisi, mantenere stabile il valore della moneta quando il margine di manovra per una diminuzione dei tassi di interessi direttamente controllati dalla BCE è limitato. In questo processo, la BCE di fatto non stampa banconote per acquistare le attività, ma crea moneta elettronicamente, che è accreditata al venditore o all’intermediario, ossia a una banca commerciale. Il venditore può quindi utilizzare la liquidità aggiuntiva per acquistare altre attività oppure, nel caso di una banca commerciale, per erogare credito all’economia reale. Gli acquisti contribuiscono a migliorare le condizioni monetarie e finanziarie, riducendo il costo dell’indebitamento per famiglie e imprese, che possono così investire e spendere di più. Il fine ultimo è che il tasso di inflazione torni su livelli prossimi ma inferiori al 2% in linea con il mandato di stabilità dei prezzi della BCE.

giovedì 21 luglio 2016

SALVA BANCHE: TRIBUNALE DI CHIETI "LA BANCA NON ERA INSOLVENTE"

SALVA BANCHE: TRIBUNALE DI CHIETI "LA BANCA NON ERA INSOLVENTE AL MOMENTO DELL'AVVIO DELLA RISOLUZIONE"
di Daniele Pesco, parlamentare M5S
La notizia è di qualche giorno fa, ma va ricordata in quanto apre una breccia in quella apparentemente inscalfibile facciata reputazionale di Bankitalia.
Dai giornali difatti si apprende che la sentenza sullo stato di insolvenza di Carichieti : " ha stabilito che in atti non ci sono elementi che consentano di affermare l’esistenza di uno stato di insolvenza al momento dell’avvio della risoluzione, mentre l’insolvenza vi era al momento in cui è stato emanato il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa."
Ed anche :"Sempre a proposito della insolvenza i giudici avrebbero scritto che si basa su perdite scaturite da rettifiche di valore netto dei crediti di cui non è stata data alcune giustificazione. "
Che cosa vuol dire? Vuol dire che finalmente un tribunale ha messo in dubbio l'operato degli ultimi amministratori della banca tra cui i commissari di Bankitalia che hanno svalutato in modo eccessivo i famosi crediti deteriorati andando a intaccare in modo irreversibile il patrimonio, arrivando quindi al dissesto.
Ma è stato un dissesto indotto... in quanto al momento dell'avvio della risoluzione e cioè di quella attività partita col decreto salvabanche la situazione non era ancora compromessa del tutto.
Svalutare un credito deteriorato vuole dire andare ad abbassare il valore in bilancio di quei finanziamenti concessi dalla banca e sui quali si inizia a perdere le speranze di recupero. Alla svalutazione segue un accantonamento e cioè una parte del patrimonio disponibile della banca viene sacrificata per compensare la perdita di valore del credito. Se svaluto troppo, accantono troppo e rimango senza capitale per continuare a fare la banca. 
A questo punto è doveroso chiedersi:
chi può decidere quanto una banca deve accantonare? 
La banca decide in modo autonomo quanto accantonare e nel caso lo facesse in modo insufficiente decide la banca d'Italia e per le "banche significative" la BCE. 
In che modo? o tramite la cosidetta "moral suasion" o attraverso ordini a seguito di ispezioni o commissariando la banca.
Potrebbe essere uno strumento utilizzato da chi detiene il controllo delle licenze bancarie ( BCE e Bankit) per chiudere, accorpare e ridurre il numero di banche? 
Secondo me si.

sabato 16 luglio 2016

Analisi contabile: la passività *fantasma* della Banca "d'Italia"

Analisi contabile
Il vero tesoretto: la passività *fantasma* della Banca "d'Italia"


La banca privata denominata fraudolentemente "Banca d'Italia", espone in bilancio 2015 una voce passiva chiamata "banconote in circolazione" per 174,3 miliardi di euro (pag.28 del bilancio). Vedi:
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bilancio-esercizio/2016-bilancio-esercizio/bil-eserc-2016.pdf

A fronte di questa voce passiva, dovremmo trovare nel bilancio della Tesoreria di Stato una corrispondente voce attiva sempre per 174,3 miliardi di euro come "signoraggio da banconote in circolazione". Ma è inutile cercarla: non c'è. E il motivo è semplice: dal 1907 il servizio di Tesoreria dello Stato è appaltato, e si badi bene: senza regolare gara, alla stessa Banca d'Italia che non ha evidentemente interesse a restituire allo Stato questa somma enorme. Ma non è tutto: abbiamo parlato delle sole banconote, ma il denaro elettronico creato da bankitalia dove trova corrispondenza nell'attivo del Tesoro ? Da nessuna parte. 

Qui casca l'asino: è una bomba a tempo che ci porterà dritti ad una nuova repubblica.

Marco Saba, 16 luglio 2016 

Vedi anche:

Tesoro sommerso: l'errore contabile del ministro Padoàn

giovedì 14 luglio 2016

Davigo sui criminali dai colletti bianchi

Davigo: "I reati dei colletti bianchi? Scritti per non farli andare in carcere"

ADNKRONOS / CRONACA
Davigo: I reati dei colletti bianchi? Scritti per non farli andare in carcere
Piercamillo Davigo (Fotogramma)
"La cosa grave in Italia è che i reati dei colletti bianchi sono scritti in modo tale da non consentire che vadano in carcere". Lo ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Piercamillo Davigo durante il programma ‘Siamo Noi - Lungo le strade della Misericordia’ su Tv2000 dedicato al tema delle carceri.
"Il settimo comandamento 'non rubare' - ha sottolineato Davigo - può essere declinato con il furto o con l’appropriazione indebita. Il furto è un reato tipico della delinquenza comune, l’appropriazione indebita è un reato commesso solitamente da un colletto bianco. E’ praticamente impossibile commettere un furto semplice, quasi sempre è aggravato e per questo sono consentiti l’arresto e la detenzione. Per l’appropriazione indebita non è consentita la custodia in carcere".
"I reati dei soggetti che riempiono le carceri - ha aggiunto Davigo - sono facili da commettere ma anche facili da scoprire e reprimere. E’ invece molto più difficile fare un processo per falso in bilancio che avere un processo per furto d’auto".
"Negli ultimi decenni nell’Occidente - ha proseguito Davigo - la classe media si è sempre più assottigliata, c’è stato un impoverimento della fascia bassa e un arricchimento vergognoso delle posizioni di vertice. Una volta un amministratore, quando guadagnava tanto, percepiva dieci volte il salario dei suoi operai, oggi guadagna cento volte di più. Normalmente negli altri Paesi rubano i poveri e non i ricchi perché non hanno bisogno di rubare. In Italia invece rubano anche i ricchi".
"Sono convinto - ha concluso Davigo - che la maggior parte degli italiani non sono ladri ma derubati. Gli elettori danno l’idea di essersi rassegnati. Negli anni ’90 c’era indignazione, oggi vince la rassegnazione".

Imposimato scatenato contro la cupola bancaria

Banche: Salvo Mandarà "battezza" la fine del Truman Show

lunedì 11 luglio 2016

La BCE ammette: le banche commerciali creano denaro

La BCE ammette: le banche commerciali creano denaro

Il 7 luglio 2016 a Madrid, in Spagna, il vice presidente della BCE ha ammesso:

"Una motivazione fondamentale per la regolamentazione bancaria si riferisce al fatto che, quando concedono credito, le banche creano denaro creando un deposito corrispondente. Questa attività, che è al centro del nostro sistema di moneta-credito, comporta una significativa trasformazione di liquidità poiché i depositi sono molto più liquidi dei crediti."

Qui l'originale in inglese: 

"A crucial rationale for bank regulation relates to the fact that when they concede credit, banks create money by creating a corresponding deposit. This activity that is at the centre of our credit-money system, involves a significant liquidity transformation as deposits are much more liquid than credits."

Qui il testo ufficiale nel sito della BCE:

Challenges for the European banking industry

Lecture by Vítor Constâncio, Vice-President of the ECB, at the Conference on “European Banking Industry: what’s next?”, organised by the University of Navarra, Madrid, 7 July 2016

http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2016/html/sp160707_1.en.html