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Come evitare il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 9 febbraio 2020

Propaganda: NEXTquotidiano censura la verità sulla "bufala del signoraggio"

In un articolo che cerca di dileggiare la neo-presidente della Commissione d'inchiesta sulle banche, Carla Ruocco, nextQuotidiano ritira fuori la disinformazione sul signoraggio, definendolo una bufala:


Qui l'articolo intero: https://www.nextquotidiano.it/carla-ruocco-da-dove-oro-di-bankitalia-commissione-inchiesta-sulle-banche/

Provo a commentare col documento della Banca Mondiale, ma...

 

Qui il documento della Banca Mondiale:
The “accounting view” of money: money as equity (Part I) -
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-i
 - The “accounting view” of money: money as equity (Part II) -
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-ii
 - The “accounting view” of money: money as equity (Part III)
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-iii

Qui la "creazione dei depositi" da un documento del Fondo Monetario Internazionale: http://centralerischibanche.blogspot.com/2020/01/cose-che-in-italia-si-studiavano-prima.html

La stampa che pubblica FAKE NEWS - senza diritto di replica e chiarimento - dovrebbe essere messa al bando perché fa disinformazione e scredita l'intero settore, oltre alle persone coinvolte direttamente.

martedì 4 febbraio 2020

La cultura bancaria del furto e dell'assicurazione



venerdì 24 gennaio 2020

Banchiere impiccato e i portoghesi della Banca d'Italia

martedì 21 gennaio 2020

La Spectre secondo Bettino Craxi



 E' appena uscito il romanzo postumo di Bettino Craxi intitolato "Parigi- Hammamet" e pubblicato dalla Fondazione Craxi. Riportiamo un paio di pagine dove è descritta la Spectre:

«Il dossier in nostro possesso dimostra che:

1. Ci troviamo di fronte ad un’organizzazione multinazionale che ricorre anche a tecniche terroristico-eversive. La regia è nelle mani di un settore autonomo, non si sa se deviato, di lobbies finanziarie di Wall Street e della City di Londra. Il termine ricorrente “mucchio” è il nome in codice di questa specie di setta. L’equivalente termine in lingua greca antica è la parola koros. In ogni caso, ho dato già ordine di indagare su “Koros” e dintorni. E di segnalare ogni possibile indizio, con la massima precisione. Intanto, è accertato che questi gruppi sono in grado di determinare crolli repentini di qualsiasi valuta. Nessuna banca centrale è in grado di resistere alla forza d’urto, a fini speculativi, rappresentata da miliardi di dollari che possono essere messi tutti insieme, d’improvviso, sul mercato.
Non fanno del resto mistero dei loro propositi: parlano di interi popoli, usando termini come “bocconi ghiotti”; annunciano il mercato “globale” e la “globalizzazione” politico-istituzionale dell’intero globo; considerano l’identità e l’unità nazionale come ostacoli al mercato e si comportano come capi di uno Stato sovranazionale.
Prima di proseguire, una precisazione: io non lavoro per voi, ma per il mio Paese, la Russia, e, tuttavia, in questa situazione, essendo necessariamente alleati, sento il dovere di informarvi su tutto, a condizione che la lealtà sia reciproca. La Russia è ancora una grande potenza ma gruppi statunitensi stanno approfittando della transizione per porsi come unici padroni del mondo. Non ci sta bene, e non dovrebbe star bene neppure a voi. Gli americani faticano a governare se stessi. Certo non possiamo affidar loro il governo del mondo.

2. Il “Mucchio”, ovvero Koros, qualunque cosa significhi, è così strutturato:

- Un vertice di cinque persone; in ordine gerarchico, però: un numero uno, un numero due e così via. Si tratta di due ebrei del tutto indipendenti, però, dallo Stato d’Israele, e di tre cristiani. Operano all’interno di una fondazione “umanitaria” – ironia delle parole –, collegata con le Nazioni Unite. In realtà si tratta di un centro di studi strategici e geopolitici con sede a Los Angeles.

- Uno Stato maggiore composto di quaranta membri, ognuno specializzato in un settore geografico. All’Europa ed ai Paesi del Mediterraneo, lo Stato maggiore dedica attualmente gran parte delle proprie forze.

- Un esercito numeroso, ma non quantificabile, che agisce su contratto e che non conosce il retroscena strategico o pensa di combattere per chissà quale ideale. Qui c’è di tutto: mussulmani fondamentalisti, cristiani, ebrei, atei; tutte le nazionalità, insomma, vista l’enorme disponibilità di denaro attraverso il quale tutti possono diventare potenziali contrattisti, dal giornalista al magistrato, dal poliziotto all’agente segreto, dall’uomo politico al dirigente sindacale, dal killer professionista al rivoluzionario di professione. Noi abbiamo individuato, ad esempio, ex agenti del Kgb, della Cia, del Mossad e dell’Intelligence Service. Francesi e italiani sono reclutati per lo più non nei servizi segreti, che in quei Paesi non esistono o sono stati distrutti o indeboliti, ma nell’ambito dell’informazione e della giustizia.

3. Non c’è alcun rapporto ufficiale con gli Stati, ma non è escluso un coinvolgimento di settori istituzionali degli Stati Uniti e della Germania unificata. Per la Germania vi prego di osservare questo grafico interessantissimo:
sulla sinistra i territori conquistati militarmente dai nazisti dal 1938 al 1943; sulla destra, le nazioni economicamente invase dal marco dal 1989 sino ad oggi.

Se osservate attentamente, sono esattamente le stesse, se si guarda al fronte centro-orientale. La Germania odierna ha, di fatto, invaso di nuovo con la sua potenza economico-finanziaria Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Ucraina, Polonia, Turchia, lambendo pericolosamente anche i territori asiatici dell’ex Unione Sovietica. Ad ovest, le basterà, magari sotto forma di alleanza, annettersi la Francia e il piano di Hitler sarà del tutto attuato, cinquant’anni dopo, senza bisogno dei panzer o di armi segrete. Da segnalare la responsabilità diretta del governo di Bonn, almeno per quanto riguarda la fase iniziale della tragedia, nelle guerre etnico-religiose nella ex Jugoslavia. Vi prego di riflettere sul “laboratorio jugoslavo”, forse il primo test di un “modello” da internazionalizzare.

4. Il Mucchio non tollera governabilità, stabilità e orgoglio nazionale, al quale contrappone separatismi, regionalismi, sovversivismo. Con ciò evita il pericolo di uno stabile e fruttuoso incontro tra Paesi europei e popoli nordafricani e medio-orientali, un nesso mortale per chi specula sulle tensioni religiose, culturali, politiche di questa parte del mondo.

5. Ghino è nel mirino sin dal caso di Abu Abbas. Non hanno dimenticato il suo comportamento. Il suo “no” secco alle richieste di consegnare Abbas, l’amicizia con Arafat, il sostegno alla causa palestinese. In certi ambienti di Washington, già qualche anno fa, sono risuonate minacce contro il presidente, minacce registrate dal mio servizio segreto.
Una di queste – “Gliela faremo pagare cara” – rende perfettamente l’idea. Sarebbe la logica dell’occhio per occhio, dente per dente, aggravata dal fatto che il presidente costituiva un ostacolo autorevole al predominio incontrollato delle “grandi famiglie” italiane, agli affiliati alla “trilateral”, ai potentati collegati ai gruppi avventuristici della finanza internazionale. Basterebbe questo. Ma c’è dell’altro.

   L’ideologia troppo patriottica e pericolosamente orientata verso un’Europa dall’Atlantico agli Urali, una sorta di neogaullismo di sinistra che voleva un’Europa tendenzialmente amica del mondo arabo. Ghino considera la Tunisia come la sua seconda patria. Anche questo disturba. Anche questo è considerato un segnale. Ghino non è nato in Tunisia come Séguin, ma è come se lo fosse. I documenti venuti per accidente in nostro possesso dimostrano che lo vogliono morto, per tre ordini di motivi:

- Ritengono che possa rivelare qualcosa sui membri italiani di Koros.

- Presumono un potere e relazioni forse superiori alla realtà attuale, specie con i Paesi arabi e del Terzo Mondo.

- Vogliono, comunque, spazzar via qualsiasi ombra che possa turbare od ostacolare le prospettive in atto e a medio termine in Italia e nella regione mediterranea.

6. Non c’è ombra di dubbio sul fatto che Koros stia appoggiando il fondamentalismo mussulmano per creare un grande disordine. In seguito, si agirà per distruggerlo con il consenso e la complicità delle restanti nazioni. Ciò, a costo di mettere a repentaglio la stessa esistenza dello Stato d’Israele, che, ai loro occhi, ha fallito come potenza imperiale capace di rendere inoffensivo il mondo arabo.
(...)
La Spectre, dunque, esisteva.

domenica 5 gennaio 2020

Le quattro società di revisione e il Deep State: la tragica alleanza

Le quattro società di revisione e il Deep State: la tragica alleanza
Quello che segue è un estratto di Bean Counters: The Triumph of the Accountants e How They Break Break Capitalism, disponibile su Amazon (e su LibGen):
https://www.amazon.it/Bean-Counters-Triumph-Accountants-Capitalism/dp/1786490315


Qui l'estratto in inglese: https://evokeagents.blogspot.com/2020/01/big-four-auditing-firms-and-deep-state.html



GESTIONE DELLE CATASTROFI

Nel 2008, dopo un ritardo di cinque anni, il programma di rifornimento di carburante a reazione su cui il multiforme Dr Stone di KPMG aveva fatto da consulente, alla fine è andato avanti. Divenne presto chiaro che il contratto ventennale di aeromobili strategici con navi cisterna aveva inflitto alle forze armate degli aerei costosi che non erano nemmeno adatti per "aree ad alta minaccia": una sorta di inconveniente per gli aerei militari. Il fiasco ha provocato uno dei rapporti più dannosi dell'Ufficio nazionale di revisione contabile su un importante contratto pubblico, completo del punto nero "non conveniente". L'accordo, afferma l'organo di controllo, era stato concluso "senza una solida valutazione delle strade di approvvigionamento alternative per giustificare il motivo per cui la rotta PFI (NdT: PFI = Iniziativa di Finanziamento Privato) offrisse il miglior rapporto qualità-prezzo". 14

Dal momento che il principale uomo del PFI di KPMG era stato al comando, questo non era troppo sorprendente. Nel 2010, il risultato è stato riassunto dal presidente della commissione per i conti pubblici del Parlamento, all'epoca Sir Edward Leigh. "Introducendo un elemento di finanza privata all'accordo", ha concluso, "il Ministero della Difesa è riuscito a trasformare quello che avrebbe dovuto essere un acquisto relativamente semplice in un incubo burocratico". 15

Tuttavia, un "incubo burocratico" è il sogno di ogni consulente, e con il contribuente che consegna oltre 10 milioni di sterline per "consulenza in materia finanziaria, fiscale e contabile", ancora una volta i contatori di fagioli guidati dal dott. Stone si sono distinti (NdT: contatore di fagioli = termine ironico per descfrivere i revisori contabili). Né la faccenda ha danneggiato il capo dell'unità PFI del Ministero della Difesa che aveva firmato l'accordo, Nick Prior. Quando venne esposta l'entità degli sprechi, Prior era ormai passato attraverso la porta girevole ben oliata tra Whitehall e l'industria PFI per diventare il "capo globale delle infrastrutture" di Deloitte.
Lì si rallegra del ruolo di "principale partner del servizio clienti" per il Ministero della Difesa. 16

Anche con il PFI e il ruolo delle grandi società di contabilità in esso ampiamente screditati, il regime rimane un altro dono del contribuente che continua a pagare ai contatori di fagioli. Quando i trust ospedalieri fregati da contratti PFI troppo costosi inevitabilmente si sono trovati nei guai dopo alcuni anni, i Big Four sarebbero tornati sulla scena vendendo rimedi per gli effetti negativi dei loro magheggi. Nel 2013, il più grande programma PFI per la salute, una riqualificazione di 1,1 miliardi di sterline a St Bartholomew e Royal London, stava consumando 120 milioni di sterline all'anno del budget del trust, gettandolo in un deficit di circa 50 milioni di sterline e costringendo migliaia di tagli di posti di lavoro. La PwC arrivò come specialista di inversione a U, anche se la stessa ditta aveva consigliato con fiducia di firmare l'accordo PFI sette anni prima. Allora, anche il presidente del Trust aveva ammesso: "Se questo fosse il settore privato, saresti in prigione. Questo è ciò che ha messo Enron nei guai. È tutto fuori bilancio. È la terra dei cucù delle nuvole, roba di Alice nel paese delle meraviglie. " 17