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Come evitare il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

mercoledì 30 luglio 2014

Le banche italiane praticano l'usura, Europa tacendo...

L'INTERVISTA
L'europarlamentare bergamasco, Marco Zanni del Movimento 5 Stelle, denuncia “la grave situazione” delle banche italiane che praticano l'usura e chiede un intervento dell'Unione Europea.

Zanni, M5S: “Le banche
italiane praticano l'usura
L'Europa intervenga”


Contro l'usura in Italia chiama in causa l'Unione Europea perché adotti misure severe e faccia chiarezza nel sistema bancario. La richiesta è dell'europarlamentare bergamasco Marco Zanni del Movimento 5 Stelle.
“In Italia è in vigore la legge 108 del 1996 che fissa un tetto massimo ai tassi di interesse oltre al quale si sconfina nell'usura, con conseguenze penali per gli istituti finanziari – afferma Zanni -. Tuttavia, una circolare della Banca d'Italia, dello stesso anno, permetteva alle banche di non considerare nel conto degli interessi la commissione di massimo scoperto. In questo modo, interessi reali pagati dai clienti superiori al tetto legale, risultavano a norma di legge. La giurisprudenza ha dichiarato più volte la superiorità della legge 108 sulla circolare di Bankitalia, non vincolante per le banche”.

lunedì 28 luglio 2014

I Monti di Pietà come rimedio all’usura delle banche

I Monti di Pietá

Il cambiavalute
I Monti di Pietà come rimedio all’usura delle banche
I Monti di Pietà nascono come enti pubblici dove, posta una somma di denaro come fondo o riserva, si concede una parte di questa stessa somma di denaro come mutuo o prestito a chi ne ha bisogno, per lo più ai poveri, in proporzione di un oggetto prezioso che colui il quale chiede il mutuo depone al Monte di Pietà, a condizione che la somma prestata sia restituita al tempo che è stato fissato (normalmente un anno) il dì del prestito per riottenere l’oggetto impegnato o depositato con un leggero interesseunicamente allo scopo di ammortizzare le spese dei Monti di Pietà e mantenerli in vita di modo che non vadano falliti. Dopo il tempo pattuito, se il mutuo non viene restituito, il pegno è venduto e l’eventuale sovrappiù va a chi ha ottenuto il prestito (mutuatario), mentre l’equivalente del prestito va al fondo del Monte di Pietà.
«Lo scopo di Monti di Pietà è di prestare denaro in cambio di un pegnocon un pagamento minimo di un tenue contributoper coprire le spese di mantenimento di esercizio del Monte e dei suoi impiegati, per combattere l’usura e venire in aiuto delle classi meno abbienti. […]. La fondazione dei Monti di Pietà fu un’innovazione importantissima dal punto di vista sociale, sorta attorno al Quattrocento […] se ne avvantaggiarono quanti non avevano solide garanzie da offrire e sarebbero stati costretti a ricorrere agli usurai» (Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1952, vol. VIII, col. 1378 e 1380, voce “Monti di Pietà”).

sabato 12 luglio 2014

Corso anti-usura per magistrati: In cattedra ci sono gli usurai

Giustizia è morta, venduta agli interessi di banche, banchieri e dei parassiti di Bankitalia
Torna all'inizio
Corso anti-usura per pm In cattedra le banche (sezione: Adusbef)
di Giorgio Meletti
"Il Fatto Quotidiano" del 12-07-2014
Pagina: 10
Argomenti: Adusbef

Il problema è molto complesso. Da quando il codice penale è stato modificato e il reato di usura non è più tipico dello strozzino ma anche dei banchieri qualora applichino tassi esagerati, le nostre scienze giuridiche si arrovellano : quando si può considerare superato il tasso-soglia oltre il quale scatta il reato? Pare che dopo quasi vent' anni non siano " ancora sopiti i problemi interpretativi", e così il presidente della Scuola Superiore della Magistratura, Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale, ex candidato a sindaco di Milano ed ex saggio di Giorgio Napolitano, ha avuto un' idea notevole. Ha organizzato un corso di formazione per magistrati in collaborazione con l' Abi (associazione bancaria italiana) e con la Banca d' Italia. Gente che di usura se ne intende, ovviamente, ma con il difetto di essere potenzialmente nel mirino dei magistrati che sono chiamati a formare. I PRESIDENTI di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, hanno preso carta e penna per scrivere una lettera di protesta alle Nazioni Unite, alla Corte Europea per i diritti dell' uomo, al presidente Napolitano, al premier Matteo Renzi e al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Chiedono che Onida sia severamente censurato, e lo fanno con parole forti : " Chi ha ordito questa turpe trovata merita di essere sollevato dagli incarichi. Tanto al fine di evitare che altri magistrati magari siano costretti in futuro a partecipare a corsi antimafia a Corleone, nelle ville di Totò Riina o Bernardo Provenzano". Il corso si tiene il 14 e il 15 luglio prossimo nella sede dell' Abi, gentilmente messa a disposizione dal presidente dell' Abi, Antonio Patuelli. Colpisce che settanta magistrati provenienti da tutta Italia vengano mandati a scuola di usura presso un' associazione che si è trovata in pochi giorni con un vicepresidente arrestato, Giovanni Berneschi ex presidente di Carige, e uno indagato, Emilio Zanetti, ex presidente di Ubi-Banca. Lo stesso Patuelli deve la nomina alle dimissioni del predecessore Giuseppe Mussari, travolto dallo scandalo Montepaschi e oggi rinviato a giudizio anche per usura. Competenza per competenza, non si capisce perché non abbiano invitato anche Mussari a spiegare ai magistrati in cerca di formazione professionale i segreti dell' usura. C' È PERÒ, tra i docenti, Paola Severino, ex ministro della Giustizia e penalista di primo piano. Prima di diventare Guardasigilli a novembre 2011, era impegnata nel processo sull' aeroporto di Ampugnano che coinvolgeva Mussari e altri esponenti del Monte dei Paschi. E proprio a causa della nomina dovette abbandonare la difesa di una banca accusata di usura. Non è dato sapere se le due giornate di aggiornamento professionale prevedano anche esercitazioni pratiche. Ci sarebbe un ottimo caso di scuola a disposizione, l' inchiesta per usura del pm di Trani Michele Ruggiero, che vede indagati, tutti insieme, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola come ex capo della Vigilanza della Banca d' Italia, l' ex ministro dell' Economia Fabrizio Saccomanni in quanto ex direttore generale della Banca d' Italia, e poi i capi o ex capi di alcune della maggiori banche italiane : Luigi Abete e Fabio Gallia della Bnl, Alessadnro Profumo di Unicredit e il suo successore Federico Ghizzoni, Mussari per il Montepaschi insieme all' ex vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone, di cui Severino è da sempre difensore di fiducia. Peccato solo che il pm Ruggiero non sia stato invitato al corso, poteva essere l' occasione per i vertici di Abi e Bankitalia, e per la stessa Severino, di spiegargli per le vie brevi l' eventuale esagerazione delle sue ipotesi investigative. Per Adusbef e Federconsumatori, che hanno sollevato il problema, in gioco c' è la separazione dei poteri, " il doveroso distacco tra Abi e Ordine Giudiziario il cui collante risalente nel tempo stride con un paese ad ordinamento costituzionale e democratico". Una questione antica. Nel 2010 Lannutti, da senatore, interrogò il ministro dell' Economia Giulio Tremonti e il Guardasigilli Angelino Alfano, per sapere come mai l' Abi, con il patrocinio del ministero della Giustizia, avesse " sviluppato un progetto di formazione e-learning destinato a magistrati, cancellieri, avvocati e a tutti gli operatori del settore giudiziario per favorire la conoscenza e l' adozione degli strumenti del processo civile telematico". E riproponendo il tema della società Asteimmobili, costituita dall' Abi per gestire l' esecuzione dei fallimenti. Un' altra invasione di campo.

Associazione MORALIZZARE LA MAGISTRATURA:

Associazione MORALIZZARE LA MAGISTRATURA:
Iscriviti e aiutaci, perché la nostra rovina è che la magistratura è collusa con l’apparato, le banche, il bilderberg ecc, e ‘lavora’ solo per rallentare e sabotare la giustizia per sottrarre queste entità criminali alle condanne e distogliere da esse la società con processi che non cambiano niente.
Agli Avvocati: organizziamoci per far eleggere candidati di MORALIZZARE LA MAGISTRATURA nei Consigli Forensi e nell’OUA, perché i colleghi che ci rappresentano oggi non mostrano, per motivi meglio noti a loro, sensibilità a queste cose, e sprecano quindi il nostro consenso.

È ovvio che, se siamo illecitamente governati e sfruttati da lobby, banche, fisco, bilderberg, è perché la magistratura è collusa con loro e li sostiene.
Dobbiamo dunque aggregarci per moralizzarla rendendo nota il più possibile la sua corruzione.
Quanto invece a noi avvocati, dobbiamo assolutamente organizzarci per far eleggere candidati di MORALIZZARE LA MAGISTRATURA nei Consigli Forensi e nell’OUA, perché i nostri attuali rappresentanti non mostrano purtroppo sensibilità alla gravissima circostanza che, quando il gendarme si allea con il ladro, la società non ha più strumenti per reagire.
Mentre, quanto ai buoni magistrati, auspichiamo aderiscano anch’essi copiosi, perché la corruzione giudiziaria è innegabile, e nessuno più di loro ha interesse alla moralizzazione della categoria.
Bisogna quindi cessare i discorsi deboli, le vaghe proteste, gli eufemismi, i giri di parole, e denunziare apertamente e pubblicamente la collusione di massa tra magistratura, lobby e banche.

venerdì 11 luglio 2014

Economia: solo la Madonna dei debitori può salvare l'Italia ?

COMUNICATO STAMPA

Economia: solo la Madonna dei debitori può salvare l'Italia 

dalla guerra e dal tracollo economico.


https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=675610032516772&id=600417636702679&fref=nf

È quanto sostiene il noto economista Italiano Marco Saba che in una nota afferma:"Le politiche di austerità ed indebitamento promosse dai controllori occulti di Draghi, il comitato-ombra che fa capo all'istituto Bruegel, rischiano di portarci ad una guerra europea poiché la domanda interna non è adeguatamente sostenuta dal reddito dei consumatori, sempre più disoccupati, indebitati e continuamente colpiti da una fiscalità sperequativa e sadica". E aggiunge: "Si rischia di ripetere il triste copione della crisi del 1929 e della seguente guerra mondiale. Infatti, con una guerra si permette all'industria di produrre e lanciare dei prodotti - le bombe - senza la necessità di avere dei consumatori finali disposti ad acquistarli...  
Già nel 1932 Enrico Cuccia ammoniva che non ha senso continuare ad estendere il credito alle banche ed alle industrie senza prima redistribuire potere d'acquisto ai consumatori oggi bloccati dal sovraindebitamento pubblico e privato. Occorre individuare chi sono i creditori che si nascondono dietro ai fantasmi giuridici residenti nei paradisi fiscali per ritrovare un paradiso terrestre dove chi crea la moneta gratis abbia almeno la decenza di redistribuirne gran parte al resto della comunità."
.Se il 13 settembre 1959 l’Italia venne consacrata al Cuore Immacolato della Vergine Maria, questa volta si vuole rinnovare l’affidamento perché solo un intervento divino potrà' salvare il paese dalla catastrofe. Il Gesuita Ernesto Santucci, noto per le sue opere di carità' in Albania e a Napoli,nonché ispiratore del movimento "Madonna dei debitori" ha dichiarato : "al momento mi sembra più importante viverlo, realizzarlo, entrare in questo affidamento, perché sia realmente nostro… vorrei invitare ad entrare in questo affidamento già fatto, perché sia realtà vissuta da noi ogni giorno e cresca così una Chiesa realmente mariana».

Risparmiatori Sci risarciti, condannate sette banche


I RISPARMIATORI SCI RISARCITI, CONDANNATE SETTE BANCHE
Premio Guido Carli Federico GhizzoniPREMIO GUIDO CARLI FEDERICO GHIZZONI
 (l.fer. ) Sette istituti di credito, seppure già archiviati in sede penale dall’accusa di insider trading, sono stati condannati dalla Cassazione civile a risarcire 14 risparmiatori per il danno indiretto arrecato ai loro investimenti in Borsa con l’utilizzo di informazioni «assolutamente privilegiate e confidenziali»: notizie grazie alle quali Credito Italiano (Unicredito), Cariplo (Banca Intesa), San Paolo Imi, Banca di Roma (Capitalia), Crt, Carige e Centrobanca nell’estate 1997 si alleggerirono, guarda caso appena in tempo, delle azioni detenute nella «Sci costruzioni», società genovese in crisi ma di cui i risparmiatori nello stesso periodo comprarono titoli fidandosi del proclamato impegno delle banche azioniste nel piano di risanamento.
carlo messina e moglieCARLO MESSINA E MOGLIE

A contare, nella sentenza con la quale la terza sezione della Cassazione ha confermato il verdetto di Corte d’Appello del 2007 che a sua volta aveva sposato la linea del Tribunale civile di Milano nel 2004, non è tanto l’entità del risarcimento ai risparmiatori patrocinati dall’avvocato Cino Raffa Ugolini, attorno ai 100.000 euro, ma è il principio.

La «Sci» fallì il 20 marzo 1998, ma ancora l’estate prima il bilancio la dipingeva come un’impresa in via di risanamento gestito dal Comitato ristretto delle banche creditrici, con il pieno sostegno finanziario appunto degli istituti di credito. Peccato che la realtà fosse invece quella del promemoria «strettamente riservato» che l’advisor legale «Vitale e Borghesi & C.» aveva consegnato alle banche il 10 giugno 1997, 20 giorni prima dell’approvazione del bilancio.

Lì le banche decisero che era il momento non solo di non mettere più un quattrino nella società, ma anche di uscirne a razzo prima del tracollo, tra agosto e ottobre 1997 «dismettendo alla chetichella gran parte dei titoli posseduti», per usare l’espressione del Tribunale milanese.
GIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTIGIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTI

Così le banche salvarono dal crac 37 loro milioni di euro, e contribuirono «a illudere i fruitori del mercato che vi fosse un rastrellamento da parte di raiders». Colpa di quella «discrasia informativa» lamentata nella motivazione del Tribunale: «Il mercato borsistico non può essere giudicato come un territorio di giocatori d’azzardo, perché una simile prospettiva genererebbe solo sfiducia verso un mercato su cui si fonda l’intera economia di un Paese industrializzato»

mercoledì 9 luglio 2014

Lettera a Papa Francesco sul peccato originale della moneta bancaria

Lettera a Papa Francesco sul peccato originale della moneta bancaria

Peccato originale della moneta bancaria e suo emendamento
Lettera a Papa Francesco
28 Giugno 2014

Santità,

Le scrivo l'essenziale di quanto ho scoperto in merito al peccato originale commesso all'atto della creazione della moneta bancaria moderna e come porvi rimedio tramite un semplice accorgimento di rettifica contabile. Il tutto allo scopo di sopperire all'impossibilità attuale di adottare la dottrina sociale della Chiesa finché perdurerà tra i fedeli l'adozione di una moneta bancaria asociale e corrotta che genera all'origine ogni sorta di ostacolo ed esclusione sociale nonché il sovvertimento dei diritti naturali delle persone. Nella stesura dello scritto che segue ho tratto ispirazione dal lavoro d'incredibile attualità di Nicolas Oresme, Vescovo di Lisieux nel 1377 (Traité des monnaies). Premetto che sarebbe utile io fossi presente qualora si discutesse in commissione finanze quanto segue, allo scopo di ribattere verbalmente ad eventuali obiezioni e per dimostrare scolasticamente le verità che espongo

Problema: La creazione della moneta bancaria non confessata

Nella pratica quotidiana ordinaria le banche creano moneta virtuale senza confessarne la creazione a loro favore nella contabilità ufficiale. Esempi: prestiti, mutui, assegni circolari, operazioni di cambio ed operazioni di deposito di contante. Ogni volta che la banca deve effettuare un impiego di moneta, essa la crea all'istante ma non la registra nella contabilità nella voce delle sue entrate. Non ne confessa la creazione a proprio vantaggio al puro scopo di ingannare il pubblico pretendendo di essere la banca un "istituto d'intermediazione finanziaria" quando invece è principalmente un istituto d'emissione di moneta bancaria (virtuale o cartacea, nel caso delle banconote). Con questo peccato originale il banchiere tiranno e bandito ottiene vari scopi malefici:

Scopi malefici conseguenti

1) Giustifica il suo guadagno non già dal signoraggio del 100% percepito su tutto il denaro virtuale che crea, il capitale, ma tramite l'introduzione degli interessi, dell'usura, che ha lo scopo principale di giustificare un guadagno bancario agli occhi del grande pubblico ingenuo. La gente crede infatti che le banche guadagnino dal differenziale tra gli interessi passivi pagati ed interessi attivi percepiti, mentre invece il grosso del guadagno bancario deriva dal reddito monetario effettivo (il signoraggio moderno) e riguarda il 100% di tutta la moneta circolante e, se confessato, renderebbe inutile e superflua l'applicazione degli interessi su prestiti e depositi. L'usura quindi è inutile, oltreché dannosa e illegale; 2) Inganna le autorità fiscali sul reale guadagno bancario in modo da evitare le tasse;
3)Inganna gli azionisti della banca sul reale guadagno dell'esercizio in modo da evitare la distribuzione di equi dividendi sulle azioni;
4) Crea un enorme falso buco contabile che dovrà essere ricoperto espropriando ingiustamente la comunità dei frutti del suo lavoro;
5) Crea una massa di denaro irresponsabile ed invisibile alla contabilità che - quando rientra come riflusso bancario - viene registrato solo come flusso che azzera i conti debitori, ma la sostanza rimane disponibile alla banca che può riciclarla segretamente tramite i canali di compensazione interbancari (Euroclear, Clearstream e SWIFT in Europa) addirittura usando conti non pubblicati, una specie di libro segreto virtuale che ricorda il libro segreto dei banchieri toscani usato dal 1200 in avanti. L'entità complessiva di tale denaro fantasma per l'anno 2013 in Italia ammonta a oltre 1400 miliardi di euro, 90% del PIL.

Ipotesi di uso degenere del denaro fantasma prodotto dal nulla

Si può facilmente immaginare che questo denaro fantasma venga poi usato per gli scopi più turpi (corruzione, destabilizzazione, illecito arricchimento, operazioni sporche, ecc..) che solo un'indagine interna approfondita sull'utilizzo effettivo dei conti internazionali della banca potrebbe rivelare.Soluzione: il rimedio al peccato originale bancario è la confessione contabile. Occorre quindi che ogniqualvolta la banca crea denaro, provveda immediatamente ad accreditarlo nelle sue entrate, prima di registrarlo nelle uscite.

Clonazione del denaro

Ad esempio, quando il cliente effettua un deposito contante, la banca crea denaro virtuale sul conto del cliente, ma non provvede a distruggere contemporaneamente il contante, raddoppiando così la quantità di denaro versato (clonazione). Deve invece provvedere a registrare a suo favore il denaro creato per evitare che il contante rimanga IN NERO nella sua disponibilità. Allo stesso modo, quando la banca presta denaro, prima di accreditarlo sul conto del cliente, prima di creare quindi il DEPOSITO, deve accreditarlo nelle sue ENTRATE e - solo dopo - nelle USCITE all'atto del prestito.

Impossibilità di andare in rosso

In questo modo la banca non potrebbe mai andare in rosso, cosa assurda per un istituto d'emissione monetaria, ed otterrebbe il suo guadagno di fine anno dalla differenza tra TUTTO il denaro creato e le spese d'esercizio della banca stessa.

Doverosa Rettifica Contabile e Benefici

Occorrerebbe quindi che tutte le banche rettificassero i bilanci passati, almeno dal 2013, per ottenere una situazione effettiva delle finanze bancarie e per impedire che i banchieri disonesti continuino ad obbligare la comunità dei fedeli a dissanguarsi in eterno per coprire i falsi passivi. I benefici per la prima banca che deciderà di adottare tale sistema contabile rettificato sono evidenti: possibilità di evitare interessi ed usura; onestà nella gestione che diventa redditizia non solo per la banca ma per tutta la comunità.

Legalità della rettifica contabile - Secondo razio normativa attuale

La rettifica contabile suggerita, la confessione contabile, avviene nel rispetto delle norme IAS8 e della circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005 e secondo l'aggiornamento del 21 gennaio 2014, che così recita: “Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata” (pag. 1.2.1). Mi limito a queste brevi note rendendomi disponibile per un approfondimento qualora Sua Santità lo ritenesse degno d'attenzione e ringrazio per la pazienza dedicata alla lettura della presente.

Cordialmente,

Marco Saba

Direttore della Ricerca Centro Studi Monetari

Mafia bancaria: il diritto/dovere civile all'obiezione fiscale

La mafia bancaria spiegata ai nostri figli

martedì 8 luglio 2014

Insurrezione giudiziaria a favore delle banche

La importantissima sent. Cass 350/2013 suscita una vergognosa (emblematica) ‘insurrezione’ dei giudici di merito e dei CTU perché colpisce le banche stabilendo che (ovviamente) c’è usura nei mutui sol che, computando il tasso di mora, l’usura vi sia al momento del contratto.

Avv. Alfonso Luigi Marra

La Cassazione, con la sentenza n. 350/2013 – che è tanto fondata quanto ovvia, perché non fa altro che riprendere l’art. 1815 del cc – ha statuito che «si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori».

Recita infatti l’art. 1815, co 2, del cc: «Se sono convenuti interessi usurari (Cod. Pen. 644 e seguenti), la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale».

Sentenza innovativa solo nel senso che la giurisprudenza di ogni grado era prima così piegata agli interessi delle banche da aver ‘rimosso’ il fastidioso 1815 cc.

Sennonché – udite udite – in un loro convegno, i CTU (che nelle cause banche servono solo ad aggravare i costi, perché non si vede perché i giudici non debbano controllare i conteggi degli avvocati, anziché quelli dei CTU), sono insorti all’unisono contro la Cassazione facendosi forti di alcune sentenze di giudici di merito così addolorati dal fatto che la Cassazione si è finalmente pronunziata contro le banche, da avere incredibilmente ‘tuonato’ contro la fondatissima 350/2013 definendola ‘creativa’, laddove la verità è che è incredibile che continuino, persino contro gli articoli del codice civile, ad essere così apertamente favorevoli alle banche.

Un’insurrezione giudiziaria a favore delle banche che lascia di stucco, e che costituisce un evento mai visto in 41 anni di professione.

lunedì 7 luglio 2014

Enrico Cuccia scrive a Mario Draghi: "Imbecille!"

Enrico Cuccia scrive a Mario Draghi: "Imbecille!"
by the Money Doctor

"Ma a che serve nella crisi attuale estendere il credito alle banche od all'industria , quando banche ed industria nulla possono fare per ravvivare il consumo ? Attualmente si dice che il produttore debba strappare del credito che gli è negato; ma le banche possono tuttalpiù sovvenzionarlo per trattenerlo sull'orlo del fallimento, ma non possono assorbire la sua produzione. Nella ridda di discussioni e di teorie sembra che sia stata dimenticata una verità banalissima: che la produzione va assorbita dal pubblico e non dalle banche; che la maggior parte del pubblico trae il credito di cui può disporre per il consumo collaborando al ciclo di produzione delle merci, e che il credito all'industria e alla agricoltura sotto forma di sovvenzioni non può modificare le condizioni esistenti, perché - oggi può sembrare strano - lo scopo di un produttore è di vendere i suoi prodotti con profitto e non di regalarli, o tanto meno di trarre il corrispettivo delle sue merci in parte soltanto dal prezzo di vendita ed in parte da sovvenzioni e da nuovi indebitamenti. "

- Enrico Cuccia, Londra, luglio 1932 (X)

Falso in bilancio: secondo verbale sul caso UNICREDIT (500 miliardi...)

UNICREDIT: verbale assemblea 6 giugno 2014 (da pagina 8 in avanti...)

sabato 5 luglio 2014

Attento, Renzi ! La mafia bancaria ha preso il sopravvento

Un altro favore alle banche

http://www.beppegrillo.it/2014/07/forse_il_govern.html
bank_sistem.jpg

Immagine tratta da Bobbiblogger


"Forse il governo si sentiva in debito con le banche. Forse voleva farsi perdonare quel piccolo sgarbo dell’aumento della tassazione una tantum sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia. Allora ecco subito servito il favore agli istituti di credito, favore che poi è una fregatura di ritorno per cittadini e imprese cui gli intermediari prestano denaro.
Nel nuovo decreto "Competitività" (quella dei soliti furbi, non del Paese reale) riappare infatti l’anatocismo bancario: una sorta di parolaccia che nasconde il meccanismo infernale degli interessi su un capitale da restituire che vengono capitalizzati essi stessi e generano altri interessi. In pratica, gli interessi sugli interessi.
La norma dovrà essere attuata dal Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio), l’organo politico che, ironia della sorte, avrebbe dovuto concretizzare l’abolizione dell’anatocismo scritta nell’ultima legge di Stabilità.
Eh sì, perché la Finanziaria del governo Letta ci aveva provato a cancellarlo, anche se con una formulazione imprecisa, maldestra e pasticciata, che dava adito ad ambiguità. Adesso, però, dopo appena sei mesi, il dietrofront è servito. Il governo ora dirà che la norma della Stabilità andava precisata meglio. Dirà che viene rispettata la parità di trattamento tra interessi attivi e passivi per il cliente (peccato non abbiano la stessa entità). La verità è che la lobby bancaria ha lavorato bene in questi mesi. E anche il governo Renzi alla fine non ha potuto evitare di andare mestamente a Canossa".
M5S Camera

IL DEFAULT SELETTIVO: SOLUZIONE "ETICA" ALLA CRISI

IL DEFAULT SELETTIVO QUALE SOLUZIONE “ETICA” ALLA CRISI DEI DEBITI SOVRANI
di Filippo Matteucci

Se sei debitore di uno strozzino, pagare il tuo debito all’usuraio vuol dire rovinare la tua vita e quella della tua famiglia. Vuol dire rendere te stesso e la tua famiglia schiavi di un individuo infame, schiavi per oggi e per il futuro. Gran parte dei debiti sovrani devono essere ripagati non a privati cittadini che hanno investito i propri risparmi in titoli pubblici, ma a enti finanziari che fanno capo, direttamente o tramite società prestanome, all’élite bancaria internazionale, a quelli che eufemisticamente vengono definiti i “poteri forti”. Forti in quanto sono loro che controllano le multinazionali, gli stati, i governi, gli istituti di emissione della moneta carta straccia, le privatissime banche centrali che il popolino crede pubbliche...

Ezra Pound sosteneva che i politici sono i camerieri dei banchieri.
Ovviamente contro i popoli. E’ stato facile per questi poteri forti ordinare ai “loro” politici (di qualsiasi colore verniciati) di far indebitare stati, regioni, comuni, imponendo una enorme spesa pubblica ben canalizzata verso le loro tasche usuraie. Ora presentano il conto.

venerdì 4 luglio 2014

Derivati: il club dei 9 denunciato da Lannutti nel 2010

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01814


Atto n. 3-01814 (in Commissione) 

Pubblicato il 13 dicembre 2010, nella seduta n. 472
Svolto nella seduta n. 222 della 6ª Commissione (03/02/2011)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri. -
Premesso che:
secondo un articolo de "La Stampa" pubblicato il 13 dicembre 2010 "Una setta di banchieri decide le sorti del mondo. Sono nove, si riuniscono il terzo mercoledì del mese, controllano tutta la finanza". Secondo un articolo dello stesso giorno de "la Repubblica" è un club segreto: «Stessi nomi, stessi vizi, una storia che sembra condannata a ripetersi e col finale che rischia di essere già scritto: l'impunità. Stavolta è l'intero mondo dei titoli derivati - finanza "tossica" che ebbe un ruolo cruciale nella crisi del 2008 - l'oggetto delle loro congiure. Una vera e propria "cupola" di grandi banchieri che esercita un potere esclusivo di controllo su questo mercato. Fuori da ogni trasparenza, e al riparo da ogni concorrenza. "Il terzo mercoledì di ogni mese - il New York Times rivela - nove membri di una élite di Wall Street si riuniscono a Midtown Manhattan. I dettagli delle loro riunioni sono coperti dal segreto. Rappresentano Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse".

Renzi: L'Europa è dei cittadini europei, e non dei banchieri

ADUSBEF: incostituzionale il conto corrente obbligatorio

giovedì 3 luglio 2014

L'Italia è (il)legalmente una dittatura (video)

L'incontro del Bilderberg 2014 a Copenhagen

sinistra

Segretezza e meccanismi di egemonia del capitale

L'incontro del Bilderberg 2014 a Copenhagen

Domenico Moro*

Club-Bilderberg-2014Quest’anno il consueto incontro del Gruppo Bilderberg si è tenuto a Copenhagen tra il 29 maggio e il primo giugno. In Italia rispetto all’anno scorso, almeno tra i mass media, è stata data meno attenzione all’evento, forse perché, a differenza di Monti e di Letta, Renzi non è mai stato ospite né dirigente del Bilderberg. È un peccato, perché l’influenza del Bilderberg sui governi europei va ben al di là della partecipazione diretta di loro esponenti e anche quest’anno il Bilderberg si rivela essere un consesso all’altezza della sua fama, riunendo una fetta importante dell’”élite del potere”, come direbbe Wright Mills. Una élite che, però, è internazionale e non solamente statunitense come quella studiata dal sociologo Usa negli anni ’50. Quest’anno si riscontra una più massiccia presenza di scandinavi e la rappresentanza italiana è un po’ più piccola, ma sempre di altissimo livello: Mario Monti, Franco Bernabè, John Elkan e Monica Maggioni.
Il Bilderberg è l’organizzazione più famosa del capitale occidentale e transatlantico. Essendo il corrispettivo della Nato sul piano economico e politico, il Bilderberg riunisce alcune tra le più importanti personalità di Usa, Canada, Europa occidentale e Turchia.
Del resto, nasce nel 1954 per contrastare la diffusione del comunismo dopo la fine della Seconda guerra mondiale e per rafforzare l’integrazione economica e politica tra Europa occidentale e Usa, su cui doveva fondarsi la ricostruzione del mercato mondiale capitalistico. Col tempo e nonostante il dissolvimento dell’Urss il suo ruolo di luogo di incontro delle élite occidentali si è rafforzato (come ha fatto la Nato), a causa dei processi di integrazione e mondializzazione del capitalismo, sempre però nell’ottica di mantenere l’egemonia dell’asse atlantico, basato sull’alleanza Usa-Europa occidentale.

mercoledì 2 luglio 2014

CONTI IN TASCA AGLI OLIGARCHI UE: CATHERINE ASHTON

CONTI IN TASCA AGLI OLIGARCHI UE: QUELLA COSA INUTILE DI CATHERINE ASHTON (ESTERI UE) COSTATA 2 MILIONI DI STERLINE!CONTI IN TASCA AGLI OLIGARCHI UE: QUELLA COSA INUTILE DI CATHERINE ASHTON (ESTERI UE) COSTATA 2 MILIONI DI STERLINE!

IL NORD, mercoledì 2 luglio 2014

LONDRA - E' un fatto abbastanza risaputo che i commissari europei navigano nell'oro grazie ai soldi estorti ai cittadini italiani ed europei ma la stampa di regime italiota censura queste storie al fine di evitare che i cittadini italiani vengano contagiati da quel populismo che e' cosi' malvisto dai vari Renzi, il fu Monti e Napolitano.
Ed indubbiamente tutti coloro che sono stati ridotti alla fame e alla disperazione dalle misure lacrime e sangue imposte dalla UE scoppierebbero di rabbia se sapessero che Catherine Ashton, negli anni in cui era commissario europeo per gli affati esteri (il suo mandato scade ad Ottobre), percepiva una remunerazione annuale di £287.583 (pari a 343mila euro all'anno) grazie alla quale era diventata la seconda donna politico piu' stipendiata al mondo.

CAMERA: INTERROGAZIONE sul settore finanziario e creditizio

Al Ministro dell'economia e delle finanze
— Per sapere – 
premesso che: 

- il 10 giugno 2014, le più accreditate testate giornalistiche italiane diffondono la notizia clamorosa secondo cui la procura di Trani, attraverso la Guardia di finanza, aveva notificato avvisi di fine indagine a 62 persone del gotha del mondo bancario italiano, tra cui l'ex responsabile della Vigilanza di Bankitalia, Anna Maria Tarantola (attuale presidente della Rai), l'ex Ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni (ex dg di via Nazionale) e l'ex dg Vincenzo Desario; 

- secondo il pm inquirente della procura della Repubblica, di Trani, Michele Ruggiero, sarebbe stato commesso il reato di usura, in relazione a finanziamenti concessi sotto forma di anticipazioni ad alcune imprese pugliesi, da parte degli organismi di governance e di controllo delle banche con il concorso morale degli ex vertici di Bankitalia e da parte del capo della quinta direzione del dipartimento del Tesoro, Giuseppe Maresca; 

- questi ultimi, contravvenendo alle disposizioni della legge dell'usura, dal 2005 al 2012 avrebbero prescritto alle banche di calcolare gli oneri dei finanziamenti concessi in rapporto al credito accordato invece, come richiesto dalla normativa vigente, che a quello realmente erogato e utilizzato dal cliente, in modo da realizzare le condizioni per una elaborazione da parte degli istituti di credito di tassi effettivi globali, i cosiddetti Teg, falsati in quanto più bassi di quelli effettivamente praticati; 

- tutto ciò, secondo le indagini, determinava che gli interessi/remunerazioni applicati dagli istituti di credito alla clientela per alcune forme di finanziamento, quale l'anticipazione in c/c, risultassero sempre entro i limiti dei «tassi soglia», nonostante in realtà superiori ad essi e, quindi, usurai

- negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie infinita di casi con i quali si è volutamente trarre in inganno gli organi di vigilanza bancaria come nel caso di Monte Paschi di Siena che, nel 2009, subito dopo la fusione con Antonveneta, per evitare multe chiedeva alla Fondazione Mps di trasferire i suoi soldi (circa 100 milioni di euro) da Siena a Roma allo scopo di rispettare, attraverso un evidente trucco contabile, la quota di raccolta (massimo 58 per cento) nella provincia di Siena imposta dagli stessi organi di vigilanza; 

- l'Adusbef ha presentato un esposto denuncia per evidente lesioni dei diritti degli investitori nel caso del recente aumento di capitale di Mps. Il giorno 9 giugno del 2014 dopo un'eccezionale performance del titolo BMPS con un + 20 per cento, Unicredit e Societè Generale, banche emittenti, decidono di modificare in corsa il regolamento del prodotto la stessa sera del 9 giugno 2014, stabilendo arbitrariamente che la performance del warrant non fosse più indicizzata all'andamento del solo titolo BMPS, come invece era previsto dal regolamento redatto dalle stesse banche emittenti e comunicato il giorno 6 giungo del 2014, ma alla performance dei BMPS più il diritto di opzione sui BMPS. Tutto ciò in conflitto con il Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana SpA di cui al capo 7 articolo 2.2.22 comma 1, lettera d);

- dalle notizie diffuse, nelle ultime settimane, dai media nazionali, l'ex presidente di Carige ed ex vice-presidente di Abi, Giovanni Berneschi, attualmente in carcere con l'accusa di truffa aggravata, associazione a delinquere e riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta su Carige Vita Nuova, risulta indagato dalla procura della Repubblica di Genova anche per false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci e dei creditori e per aggiotaggio –: 

quali iniziative intenda assumere, anche nella sua veste di Presidente del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, al fine di assicurare il pieno rispetto della legalità nel settore finanziario e creditizio, a garanzia dei diritti dei cittadini risparmiatori e consumatori ed a tutela della trasparenza di un settore cruciale della vita economica del Paese.
 (4-05337)

martedì 1 luglio 2014

ANATOCISMO E USURA BANCARIA: ADUSBEF AZZANNA IL GOVERNO

ADUSBEF AZZANNA IL GOVERNO: ''RICORREREMO IN OGNI SEDE CONTRO LA REINTRODUZIONE DELL'ANATOCISMO'' (USURA BANCARIA)

IL NORD, martedì 1 luglio 2014

Il Governo, nelle misure per la 'crescita economica' "ha reintrodotto l'anatocismo bancario nell'ordinamento, cancellato su ricorsi Adusbef da decine di sentenze di Cassazione negli anni novanta e perfino dalla Corte Costituzionale (forse per consentire la 'Crescita' degli interessi, spesso usurari, delle banche), ma si e' anche permesso di giocare allo scaricabarile sulla pelle di utenti, consumatori, piccole e medie imprese e delle famiglie, gia' strozzate ed asfissiate da tassi di interessi molto elevati e ben superiori alla media Ue''.
Lo afferma il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti che aggiunge: ''come nel gioco delle tre carte, il ministro Federica Guidi, ha affermato in una intervista di non sapere nulla su una norma inserita nel 'decreto competitivita'' materia di stretta competenza del ministero dello Sviluppo Economico; fonti del ministero dell'Economia, hanno fatto sapere che la 'polpetta avvelenata' per gli utenti dei servizi bancari, sarebbe stata infilata di notte in un 'decreto mostruoso', indicando la Banca d'Italia come responsabile ed autrice di quella norma capestro. cancellata dall'ordinamento da plurime sentenze di Cassazione.
Adusbef quindi ''oltre ad impugnare quel decreto per illegittimita' costituzionale'', chiede di ''individuare il responsabile, oppure i responsabili materiali che hanno inserito quella norma capestro, che lede gravemente diritti e legalita'''.

ADUSBEF AZZANNA IL GOVERNO: ''RICORREREMO IN OGNI SEDE CONTRO LA REINTRODUZIONE DELL'ANATOCISMO'' (USURA BANCARIA)

Anche lo IOR è sotto la CUPOLA Bankitalia

SUL TAVOLO IL BUSINESS-PLAN E IL RUOLO NELLA GESTIONE DEL PATRIMONIO

Chi sono gli uomini chiave 
della nuova finanza vaticana


Inizia domani il consiglio dei cardinali consiglieri di papa Francesco. La segreteria dell’Economia in una sede diversa da quella dell’Istituto

di Maria Antonietta Calabrò

Sarà sicuramente un caso, una coincidenza, anzi, una pura coincidenza. La scelta del Torrione di San Giovanni, come sede, da poche settimane del nuovo dicastero della Curia romana, dalla nuova Segreteria dell’economia, affidata al cardinale australiano George Pell, che il Papa ha soprannominato «il Ranger». Costruito nell’848 da Leone IV per difendere la basilica di San Pietro dalle incursioni dei musulmani, la Torre culmina alla cima del monte ed è situato all’estremità occidentale della Città- Stato, nei giardini vaticani. Proprio dall’altra parte ad Est, c’è la «Torre di Niccolò V», che ha meno della metà degli anni (1453), e che ospita dal 1942 la sede dell’Istituto per le Opere di Religione. È piantata al centro, proprio addossata al Palazzo Apostolico, dove fino a Bergoglio viveva il Papa, come a sostenerlo dal basso. Mentre in più di mezzo secolo di storia, ne ha varie volte minato l’autorevolezza, se non l’autorità.


 Il Torrione di San Giovanni dove ha sede la nuova Segreteria dell’Economia. In quello di Niccolò V si trova, invece, la sede dello Ior
Il Torrione di San Giovanni dove ha sede la nuova Segreteria dell’Economia. In quello di Niccolò V si trova, invece, la sede dello Ior

La Torre di Niccolò è vicina al varco della Porta Sant’Anna, cioè a quel «confine» con l’Italia, che segna una prossimità con il nostro Paese che nel bene e nel male ne ha condizionato la vita, con una serie infinita di scandali. Ecco, a vederla così la disfida dei due Torrioni, può sembrare che la Torre di San Giovanni, periferica, lontano dal Palazzo, lontana dall’Italia, incarni meglio della Torre dello Ior, la visione delle finanze vaticane di Papa Francesco. Un’immagine certamente suggestiva, se si limita a questo.