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Come evitare il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

mercoledì 18 settembre 2019

Banchieri centrali alla ricerca ossessiva del potere

Banchieri centrali alla ricerca ossessiva del potere
di Ellen Brown, tratto da: https://www.truthdig.com/articles/bankers-will-stop-at-nothing-to-keep-their-grip-on-the-global-economy/

I banchieri centrali hanno esaurito le munizioni. Mark Carney, il capo della Banca d'Inghilterra in procinto di ritirarsi, lo ha ammesso in un discorso all'incontro annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole, Wyo, ad agosto. "A lungo termine", ha detto, "dobbiamo cambiare il gioco". Lo stesso argomento è stato sottolineato da Philipp Hildebrand, ex capo della Banca nazionale svizzera, in una recente intervista con Bloomberg. "Davvero, ci sono poche munizioni rimaste", ha detto. "È improbabile che più o meno la stessa cosa in termini di politica monetaria sia una risposta adeguata se entriamo in una recessione o in una forte recessione".

"Più o meno lo stesso" significa ridurre ulteriormente i tassi di interesse, lo strumento azionario delle banche centrali per mantenere il loro tasso di inflazione mirato in una fase di recessione. Si presume che i tassi di interesse basati sull'affare stimolino l'economia incoraggiando i mutuatari a prendere in prestito (poiché i tassi sono così bassi) e i risparmiatori a spendere (poiché non fanno alcun interesse sui loro depositi e potrebbero dover pagare per conservarli). Al momento, oltre 15 trilioni di dollari in obbligazioni sono negoziati a livello globale a tassi di interesse negativi, ma questa manovra radicale non ha dimostrato di migliorare in modo misurabile la performance economica. In effetti, una nuova ricerca mostra che i tassi di interesse negativi delle banche centrali, piuttosto che aumentare la spesa, arrestare la deflazione e stimolare l'economia come avrebbero dovuto fare, potrebbero avere effetti opposti. Sono accusati di spremere le banche, punire i risparmiatori, mantenere le aziende morenti sul supporto vitale e alimentare un aumento potenzialmente insostenibile dei prezzi delle attività.


 Quindi cosa deve fare un banchiere centrale? La soluzione proposta da Hildebrand è stata presentata in un documento che ha scritto con tre dei suoi colleghi di Black Rock, il più grande gestore patrimoniale del mondo, di cui ora è vicepresidente. Rilasciato ad agosto in coincidenza con la riunione annuale di Jackson Hole, il documento è stato scritto da Stanley Fischer, ex governatore della Bank of Israel ed ex vice presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti; Jean Boivin, ex vice governatore della Bank of Canada; e l'economista di BlackRock Elga Bartsch. La loro proposta chiede "un coordinamento più esplicito tra le banche centrali e i governi quando le economie sono in una recessione in modo che la politica monetaria e fiscale possa lavorare meglio in sinergia". L'obiettivo, secondo Hildebrand, è di andare "diretto con denaro ai consumatori e alle aziende al fine di ravvivare il consumo ", mettendo i soldi direttamente nelle tasche dei consumatori.

Sembra un po '"soldi dell'elicottero", ma in realtà non stava parlando di far piovere soldi sulle persone. La banca centrale manterrebbe una "struttura fiscale di emergenza permanente" che si attiverebbe quando la manipolazione dei tassi di interesse non funzionava più e la deflazione si era verificata. La banca centrale avrebbe determinato la dimensione della struttura sulla base delle sue stime di ciò che era necessario per ottenere il livello dei prezzi torna all'obiettivo. Suona bene fino a quando non arriverai alla parte su chi erogherà i fondi: "Esperti indipendenti deciderebbero come distribuire al meglio i fondi per massimizzare l'impatto e raggiungere gli obiettivi di investimento strategici stabiliti dal governo".


"Esperti indipendenti" è un altro termine per "tecnocrati": carbocrati scelti per la loro abilità tecnica piuttosto che per voto popolare. Potrebbero utilizzare dati sofisticati, algoritmi e formule economiche per determinare "il modo migliore per distribuire i fondi", ma la domanda è "migliore per chi?" Furono i tecnocrati delle banche centrali a far precipitare le economie della Grecia e dell'Italia nell'austerità dopo il 2011 e tecnocrati non eletti che hanno fatto fallire Detroit nel 2013.

Hldebrand e i suoi coautori non stanno parlando delle banche centrali che rinunciano alla loro indipendenza dalla torre d'avorio per lavorare con i legislatori nel coordinamento della politica fiscale e monetaria. Piuttosto, i banchieri centrali avrebbero acquisito ancora più potere, dandosi una nuova pentola di denaro gratuito che avrebbero potuto distribuire nel modo che ritenevano opportuno al servizio di "obiettivi del governo".

Il nuovo gioco di Carney

La tendenza a scavalcare era evidente anche nel discorso di Jackson Hole di Carney quando disse: "Dobbiamo cambiare il gioco". Il cambio di gioco che ha proposto era di spezzare il potere del dollaro USA come valuta di riserva globale. Ciò avverrebbe attraverso l'emissione di una valuta digitale internazionale supportata da più valute nazionali, sul modello della "Libra" di Facebook.


Le valute di riserva multiple non sono una cattiva idea, ma se stiamo seguendo il modello della Libra, stiamo parlando di una nuova valuta di riserva unica che è semplicemente "supportata" da un paniere di altre valute. Le domande quindi sono: chi emetterebbe questa valuta globale e chi stabilirebbe le regole per ottenere le riserve.

Carney ha suggerito che la nuova valuta potrebbe essere "meglio fornita dal settore pubblico, forse attraverso una rete di valute digitali della banca centrale". Ciò solleva ulteriori domande. Le banche centrali sono davvero "pubbliche"? E chi sarebbe l'emittente, la Bank for International Settlement controllata dai banchieri, la banca delle banche centrali in Svizzera? O forse il Fondo monetario internazionale, che Carney sembra essere in linea per dirigere?

L'FMI ​​emette già diritti speciali di prelievo per integrare le riserve valutarie globali, ma sono semplicemente "unità di conto" che devono essere scambiate con valute nazionali. Consentire all'FMI di emettere la valuta di riserva globale avrebbe dato ai tecnocrati non eletti un potere senza precedenti sulle nazioni e sui loro soldi. L'effetto sarebbe simile alla rinuncia da parte dei governi dell'Unione europea al controllo sulle proprie valute, rendendo le loro banche centrali dipendenti dalla Banca centrale europea per la liquidità, con le sue conseguenze disastrose.


È tempo di porre fine alla Fed "indipendente"?

Un evento mediatico che ha provocato ancora più indignazione contro i banchieri centrali ad agosto è stato organizzato a Bloomberg da William Dudley, ex presidente della Federal Reserve di New York ed ex partner di Goldman Sachs. Intitolato "La Fed non dovrebbe abilitare Donald Trump", ha concluso:

    C'è persino una discussione sul fatto che le elezioni [presidenziali] stesse rientrino nella sfera di competenza della Fed. Dopotutto, la rielezione di Trump rappresenta probabilmente una minaccia per gli Stati Uniti e l'economia globale, per l'indipendenza della Fed e per la sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi di occupazione e inflazione. Se l'obiettivo della politica monetaria è raggiungere il miglior risultato economico a lungo termine, i funzionari della Fed dovrebbero considerare come le loro decisioni influenzeranno l'esito politico nel 2020.

La Fed è così indipendente che, secondo l'ex presidente della Fed Alan Greenspan, non risponde a nessuno. Un argomento principale per mantenere l'indipendenza della Fed è che deve rimanere un arbitro neutrale, al di là della politica e dell'influenza politica; e l'opera di Dudley ha chiaramente violato questa regola. I critici lo definirono un tentativo di rovesciare un presidente in carica, un colpo di stato a tradimento che giustificherebbe la fine della Fed.

Forse è vero, ma le banche centrali svolgono effettivamente alcune funzioni utili. Meglio sarebbe nazionalizzare la Fed, trasformandola in una vera utilità pubblica, incaricata di servire gli interessi dell'economia e del pubblico votante. Avere la banca centrale e il governo federale a lavorare insieme per coordinare la politica fiscale e monetaria è in realtà una buona idea, purché il processo sia trasparente e i rappresentanti pubblici abbiano il controllo su dove viene distribuito il denaro. Sono i nostri soldi e dovremmo essere in grado di decidere dove vanno.
 

sabato 14 settembre 2019

Verso un pacifismo insorgente - di Raoul Vaneigem

Intervista integrale concessa da Raoul Vaneigem a LE MONDE

Versione completa dell'intervista rilasciata da Raoul Vaneigem
al quotidiano Le Monde (edizione del 31 agosto 2019)

Domenica 1 settembre 2019, di Raoul Vaneigem

    Il quotidiano Le Monde ha notevolmente ridotto l'intervista scritta a Raoul Vaneigem pubblicata il 31 agosto 2019. Pubblichiamo la versione completa.





Fonte: https://lavoiedujaguar.net/Integralite-de-l-entretien-accorde-par-Raoul-Vaneigem-au-journal-Le-Monde-paru

Qual è la natura della mutazione - del collasso - in corso? In che senso la fine di un mondo non è la fine del mondo, ma l'inizio di un nuovo mondo? Cos'è questa civiltà che vedi timidamente nascere tra le macerie del vecchio?

Pur non avendo attuato il progetto di autogestione della vita quotidiana, il Movimento occupazionale, che era la tendenza più radicale del maggio 1968, poteva vantare comunque una presa di notevole importanza. Aveva aumentato la consapevolezza che avrebbe segnato un punto di non ritorno nella storia dell'umanità. La massiccia denuncia dello stato sociale - dello stato del benessere dei consumatori, della felicità venduta dal temperamento - aveva inferto un colpo mortale alle virtù e ai comportamenti imposti per millenni e era passata per verità irremovibili: il potere gerarchico , rispetto per l'autorità, patriarcato, paura e disprezzo per le donne e la natura, venerazione dell'esercito, obbedienza religiosa e ideologica, competizione, concorrenza, predazione, sacrificio, la necessità di lavorare. L'idea è poi venuta alla luce che la vita reale non poteva essere confusa con questa sopravvivenza che riduce il destino di donne e uomini a quello di una bestia da soma e una bestia da preda. Questa radicalità, si credeva fosse scomparsa, spazzata via da rivalità interne, lotte di potere, protesta del settarismo; fu soffocato dal governo e dal Partito Comunista, che fu l'ultima vittoria. È stato soprattutto, è vero, divorato dall'ondata formidabile di un consumismo trionfante, proprio quello che la crescente pauperizzazione asciuga lentamente, ma sicuramente, oggi. Era da dimenticare che l'incitamento frenetico al consumo portava con sé la desacralizzazione dei valori antichi. La liberazione fittizia, sostenuta dall'edonismo dei supermercati, propagò un'abbondanza e una varietà di scelte che avevano un solo inconveniente, quella di pagare all'uscita. Da lì è emerso un modello di democrazia in cui le ideologie sono state cancellate a favore dei candidati la cui campagna promozionale è stata condotta utilizzando le tecniche pubblicitarie più collaudate. Il clientelismo e la morbosa attrazione del potere completarono la rovina di un pensiero che l'ultimo governo del giorno non ha timore di esibire nello stato di rovina più rovinoso. Cinque decenni ci hanno fatto dimenticare che sotto la coscienza proletaria, che era stata frantumata dal consumismo, c'era una coscienza umana il cui lungo dormienza non ha impedito l'improvvisa rinascita. La civiltà commerciale non è altro che il rumore di una macchina che schiaccia il mondo per distruggerlo in profitti azionari. Tutto è arrossato. Ciò che nasce dal basso, che prende la sua sostanza nel corpo sociale, è un senso di umanità, una priorità dell'essere. Ma l'essere non ha posto nella bolla dell'avere, nelle ruote della globalizzazione delle imprese. Che la vita dell'essere umano e lo sviluppo della sua coscienza ora affermino la loro priorità nell'insurrezione in corso è ciò che mi permette di evocare la nascita di una civiltà dove per la prima volta la facoltà creativa inerente alla nostra specie si libererà dall'oppressiva tutela degli dei e dei maestri.


Dal 1967 descrivi l'agonia della civiltà mercantile. Tuttavia, continua e si sviluppa ogni giorno di più nell'era del capitalismo finanziario e digitale. Non sei prigioniero di una visione progressiva (o teleologica) della storia che condividi con il neoliberismo (mentre la combatti)?
Devo solo creare etichette, categorie e altri cassetti di archiviazione dello spettacolo. Lo svantaggio di un sistema che viene infettato è che la sua disfunzione può durare a lungo. Molti economisti non cessano di urlare in attesa di un inevitabile crollo finanziario. Catastrofica o no, l'implosione della bolla monetaria è nell'ordine delle cose. Il felice effetto di un capitalismo che continua a gonfiarsi fino alla morte è che, come un governo che nel nome della Francia reprime, condanna, mutila, ferisce e impoverisce il popolo francese, incoraggia quelli dal basso a difendere innanzitutto la loro esistenza quotidiana. Stimola la solidarietà locale, incoraggia a rispondere con disobbedienza civile e auto-organizzazione a coloro che sono una miseria redditizia, invita a prendere in mano la res publica, la cosa pubblica rovinata ogni giorno di più dalla truffa di poteri finanziari. Che gli intellettuali discutano concetti alla moda nella triste arena dell'egotismo è il loro diritto. Mi sarà permesso di essere più interessato alla creatività che va, nei villaggi, nei quartieri, nelle città, nelle regioni, reinventando l'insegnamento fallito dalla chiusura delle scuole e dall'educazione del campo di concentramento; ripristinare i trasporti pubblici; scoprire nuove fonti di energia libera; propagare la permacultura rinaturando la terra avvelenata dall'industria agroalimentare; promuovere il giardinaggio di mercato e alimenti sani; per celebrare l'aiuto reciproco e la gioia della solidarietà. La democrazia è in strada, non nei sondaggi.

Sei stato uno di quelli che hanno denunciato coloro che, nei movimenti rivoluzionari e nei gruppi insurrezionali, perpetuano lo stalinismo o addirittura il modo in cui il trotskismo, per esempio, aveva coperto la repressione di Kronstadt. Parlare di "totalitarismo democratico" o di "avidità di concentrazione" sul nostro mondo è un modo adeguato per descrivere la realtà o le offerte rivoluzionarie?

Denunciare gli oppressori e i manipolatori non mi sembra più necessario, tanto è diventata evidente la menzogna. Il primo arrivato ha quella che potrebbe essere definita la "scala di Trump" per misurare il livello di disabilità mentale dei falsificatori, senza ricorrere al giudizio morale. Ma la cosa importante non è lì. Goebbels ha impiegato anni di pigrizia per sentire che "più grande è una bugia, meglio va". Chi oggi ha di fronte lo stato del settore ospedaliero e nelle orecchie le promesse di miglioramenti ministeriali non ha difficoltà a capire che trattare le persone come gruppi di idioti sottolinea solo la devastazione psicopatologica della gente di potere.

Non ho altra scelta che scommettere sulla vita. Voglio credere che ci sia, sotto il ruolo e la funzione di poliziotto, giudice, pubblico ministero, giornalista, politico, manipolatore, tribuno, esperto di sovversione, un essere umano che sostiene che sia sempre più sbagliata la mancanza di autenticità vissuta a cui condanna l'alienazione della menzogna redditizia.

La preoccupazione per l'overbidging e il plusvalore mi è estranea. Non sono né leader né manager di un gruppo, né guru né maestro del pensare. Semino le mie idee senza preoccuparmi del terreno fertile o sterile in cui cadranno. In questo caso, mi godo semplicemente l'apparizione di un movimento che non è populista - come vorrebbero i sostenitori di un caos favorevole alla trama - ma che è un movimento popolare, che decreta fin dall'inizio che rifiuta i leader e i rappresentanti autoproclamati. Questo mi rassicura e mi conferma nella convinzione che la mia felicità personale è inseparabile dalla felicità di tutti.

Perché è stato istituito uno sterile faccia a faccia tra "sinistra paramilitare" e "orde di polizia", ​​soprattutto dopo le proteste contro il diritto del lavoro? E come uscire?


I tecnocrati persistono con un tale cinismo per tormentare le persone, come una bestia intrappolata, con la loro arrogante impotenza, che deve essere sorpresa dalla moderazione della rabbia popolare. Il black-block è un'espressione di rabbia che la repressione della polizia ha la missione di suscitare. È una rabbia cieca i cui meccanismi di profitto globale sono facilmente giusti. La rottura dei simboli non rompe il sistema. Peggio della follia, è una soddisfazione frettolosa, insoddisfacente, frustrante, è la deviazione di un'energia che sarebbe migliorata nella costruzione indispensabile di comuni autogestiti. Non sono solidale con nessun movimento paramilitare e spero che il movimento dei giubbotti gialli in particolare e la sovversione popolare in generale non siano portati via da una cieca rabbia in cui la generosità dei vivi e la sua coscienza umana sarebbero impantanate. Faccio affidamento sull'espansione del diritto alla felicità, punto a un "pacifismo insurrezionale" che renderebbe la vita un'arma assoluta, un'arma che non uccide.

Il movimento dei giubbotti gialli è un movimento rivoluzionario (o reazionario)?

Il movimento dei giubbotti gialli è solo l'epifenomeno di uno sconvolgimento sociale che consacra la rovina della civiltà commerciale. È solo all'inizio. È ancora sotto lo sguardo sbalordito degli intellettuali, dei detriti di una cultura sclerotica, che ha ricoperto il ruolo di direttore delle persone per così tanto tempo e non può credere che sarebbero stati licenziati dall'oggi al domani. Bene, la gente ha deciso di non avere altra guida che se stessa. Tenterà, balbetterà, vagherà, cadrà, si alzerà, ma ha in sé questa luce del passato, questo desiderio di una vita reale e un mondo migliore che i movimenti di emancipazione, una volta repressi, piallati, schiacciati hanno, nel loro momentum spezzato, affidato al nostro presente per riportarli alla fonte e completare il corso.

La tua concezione dell'insurrezione è allo stesso tempo radicale (rifiuto del dialogo con lo Stato, giustificazione del sabotaggio, ecc.) E misurato (rifiuto della lotta armata, rabbia ridotta alla rottura, ecc.). Quali sono i limiti della rabbia insurrezionale? Qual è la tua etica dell'insurrezione? E cosa ne pensi degli scritti pubblicati e delle azioni compiute, negli ultimi dieci anni, sulla scia di L'Insurrection qui vient?

Non vedo, dopo lo scoppio del maggio 1968, altre insurrezioni che l'apparizione del movimento zapatista in Chiapas, l'emergere di una società comunista in Rojava e, sì, in un contesto molto diverso, nascita e moltiplicazione ZAD, aree da difendere in cui la resistenza di una regione alla creazione di fastidi ha creato una solidarietà di "convivenza". Non so cosa significhi un'etica dell'insurrezione. Ci troviamo solo di fronte a esperienze piene di gioie e furia, sviluppi e regressioni. Tra le domande, due mi sembrano indispensabili. Come possiamo prevenire l'assalto dei soldati di stato che devastano gli spazi abitativi in ​​cui la mancia non si adatta bene al principio del profitto? Come possiamo evitare che una società, che predica l'autonomia individuale e collettiva, consenta di ricostituire in se stessa la vecchia opposizione tra persone di potere e una base troppo poco sicura del proprio potenziale creativo?

Perché dobbiamo andare oltre il virilismo e il femminismo (né patriarcato né matriarcato)? E cosa intendi con l'istituzione della "preminenza acratica della donna"?
La trappola del dualismo è che impedisce il sorpasso. Non ho combattuto contro il patriarcato per fargli succedere a un matriarcato, che è la stessa cosa sottosopra. C'è maschile nella femmina e femminile nell'uomo, qui c'è una gamma abbastanza ampia da consentire la libertà del desiderio amoroso lì a piacere. Ciò che mi affascina di uomini e donne è l'essere umano. Non mi verrà fatto ammettere che l'emancipazione delle donne consiste nell'accedere a ciò che ha reso il maschio così spesso spregevole: potere, autorità, crudeltà bellicosa e predatoria. Una donna ministro, capo di stato, poliziotto, uomo d'affari non è molto meglio del maschio che l'ha ottenuta per meno di niente.

D'altra parte, è tempo di rendersi conto che esiste una relazione tra l'oppressione delle donne e l'oppressione della natura. Entrambi compaiono durante il passaggio dalle civiltà pre-agrarie alla civiltà agromercantile delle città-stato. Mi è sembrato che la società che viene delineata oggi debba, a causa di una nuova alleanza con la natura, segnare la fine dell'antifisi (antinatura) e, di conseguenza, riconoscere alla donna la preponderanza acratica, vale a dire senza potere, di cui godeva prima dell'istituzione del patriarcato. (Ho preso in prestito la parola dalla corrente libertaria spagnola degli "acrati".)
 


Perché consideri l'intellettuale come "un poeta che nega se stesso" e vanifica controversie intellettuali (dal post-strutturalismo al femminismo, dal survivalismo all'animalismo)?

La poesia è vita. L'intellettuale è orgoglioso di una funzione alienante come quella manuale - sia derivata dal lavoro che dalla sua divisione. Lottando con il corpo, i cui impulsi doma invece di raffinarli, è uno spirito le cui idee, per quanto interessanti possano essere, sono tagliate fuori dai viventi e da quell'intelligenza sensibile che emana dai nostri impulsi vitali. Le idee "inventate dalla testa" alimentano un'intelligenza astratta che non si discosta mai dal potere che intende esercitare sul corpo e sul corpo sociale.

Cosa ti fa pensare che, una volta arrivata l'età dell'autogestione della vita, i problemi (relazione di dominio di ogni tipo, abuso di animali, identità di misoginia, ecc.) Saranno risolti ("la comune revoca il comunitarismo ", ecc.)? In che modo l'emergere di un nuovo stile di vita potrebbe proteggerci dall'egoismo, dal potere e dal pregiudizio?

Nulla viene mai acquisito, ma la coscienza umana è un potente motore di cambiamento. In una conversazione con il "sub-comandante ribelle" Moisés, nella base zapatista di La Realidad, in Chiapas, ha spiegato: "I Maya sono sempre stati misogini. La donna era un essere inferiore. Per cambiare questo, abbiamo dovuto insistere sul fatto che le donne accettino un mandato nella "giunta del buon governo", dove vengono discusse le decisioni delle assemblee. Oggi la loro presenza è molto importante, lo sanno e non verrebbe a un uomo l'idea di trattarle dall'alto in basso. Il progresso è sempre stato identificato con il progresso tecnico che, da Gilgamesh ai giorni nostri, è gigantesco. D'altra parte, se giudichiamo dalla differenza tra la popolazione delle prime città-stato e i popoli ora soggetti alle leggi del profitto, il progresso del destino riservato all'essere umano è, altrettanto incontestabilmente, infinitesimale. Forse è giunto il momento di esplorare le immense potenzialità della vita e infine di privilegiare il progresso non per averlo ma per esserlo.

In che modo lo zapatismo è uno dei tentativi più riusciti di autogestione della vita quotidiana? E lo zadismo è uno zapatismo?


Come dicono gli zapatisti: "Non siamo un modello, siamo un'esperienza. Il movimento zapatista nacque da una comunità contadina Maya. Non è esportabile, ma è permesso imparare dalla nuova società che sta cercando di gettare le basi. La democrazia diretta postula l'offerta di agenti appassionati di un determinato settore e propongono di mettere le loro conoscenze a disposizione della comunità. Sono delegati, per un periodo limitato, alla "giunta del buon governo", dove riferiscono alle assemblee il risultato dei loro sforzi. La messa in comune della terra era la ragione dei conflitti spesso sanguinosi che affliggevano i proprietari terrieri. Il divieto di droghe scoraggia l'intrusione dei trafficanti di droga, le cui atrocità travolgono gran parte del Messico. Le donne hanno ottenuto il divieto di alcol, che probabilmente avrebbe rianimato la violenza del machismo di cui sono state a lungo vittime. La San Cristóbal Land University offre istruzione gratuita per una vasta gamma di professioni. Non viene rilasciato alcun diploma. Gli unici requisiti sono il desiderio di apprendere e il desiderio di diffondere conoscenza ovunque. Qui c'è una semplicità in grado di sradicare la complessità burocratica e la retorica astratta che ci tira da noi stessi alla lunghezza dell'esistenza. La coscienza umana è un'esperienza continua.

La seguente domanda e la sua risposta sono state cancellate, senza consultarmi, sul giornale pubblicato il 31 agosto 2019.
È possibile uscire dalla spirale della violenza?

La domanda deve essere posta al governo e per ricordargli quello che Blanqui ha detto: "Sì, signori, è la guerra tra ricchi e poveri, i ricchi lo hanno voluto così, sono davvero gli aggressori. Solo che considerano come un'azione dannosa il fatto che i poveri si oppongono con la resistenza. Sarebbero felici di parlare della gente: questo animale è così feroce che si difende se viene attaccato. Il progetto Blanqui, che sostiene la lotta armata contro gli sfruttatori, merita di essere esaminato alla luce dell'evoluzione congiunta del capitalismo e del movimento operaio, che stava lottando per annientarlo.






 
La coscienza proletaria che aspira a fondare una società senza classi è stata una forma transitoria la cui storia è diventata coscienza umana in un momento in cui il settore produttivo non ha ancora lasciato il posto alla colonizzazione consumistica. È questa coscienza umana che riaffiora oggi nell'insurrezione i cui giubbotti gialli sono solo un presagio. Stiamo assistendo alla nascita di un pacifismo insurrezionale che, con la sola arma di una volontà irrefrenabile di vivere, si oppone alla violenza distruttiva del governo. Perché lo stato non può e non vuole ascoltare le richieste di un popolo che viene gradualmente strappato via da ciò che costituiva il suo bene pubblico, la sua res publica.

Ovviamente, la dignità umana e la testarda determinazione degli insorti sono precisamente ciò che salva la canaglia della Repubblica da un'ondata di violenza che li colpirebbe fisicamente nei loro ghetti dei soldi sporchi. Come assurdità, non trovano niente di meglio da fare che prendere di mira un movimento che impedisce loro di accendere la violenza. Eccitano i loro media e i cani da guardia della polizia. Rapiscono, imprigionano, uccidono impunemente. Moltiplicano le provocazioni, mostrando agli occhi dei più poveri i loro segni esterni e derisori di ricchezza. La loro preoccupazione di recuperare, se non di incoraggiare saggiamente i devastatori di bidoni della spazzatura e vetrine, non mostra che non hanno bisogno di una vera guerra civile ma del suo spettacolo, della sua messa in scena? Come tutti sanno, il caos fa bene agli affari.

I leader non hanno altro sostegno che il profitto, la cui disumanità rosicchia loro. Hanno intelligenza solo il denaro che prende il suo posto. Sono la barbarie con cui gli insorti annulleranno costantemente la legittimità usurpata.

Privilegiare l'essere umano, organizzarsi senza leader o un'autoproclamato delegato, per garantire la preminenza dell'individuo cosciente sull'individualista belante del gregge populista, tali sono per l'insurrezione in corso e per le popolazioni del globo i migliori garanti del crollo del sistema oppressivo e della sua violenza distruttiva.

Il clima si sta riscaldando, la biodiversità si sta erodendo, l'Amazzonia sta bruciando di fronte alla complicità attiva o alle petizioni di principio dei governi. La lotta contro la devastazione della natura che mobilita gran parte della popolazione (occidentale, ma anche mondiale) e la sua giovinezza può essere una delle leve dell '"insurrezione pacifista" che tu sosteni ?

Il fuoco della foresta pluviale amazzonica fa parte del vasto programma di desertificazione che l'avidità capitalista impone agli stati di tutto il mondo. È irrisorio, per non dire altro, rivolgere rimostranze a quegli stati che non esitano a devastare i propri territori nazionali in nome della priorità data al profitto. I governi di tutto il mondo stanno deforestando, soffocando gli oceani sotto la plastica, avvelenando deliberatamente il cibo. Gas di scisto, pompaggio di petrolio e oro, seppellimento di scorie nucleari sono solo un dettaglio di fronte al deterioramento climatico che accelera ogni giorno la produzione di fastidi da parte di aziende a noi vicine, a portata di mano di chi ne è vittima.

I sovrani obbediscono alle leggi della Monsanto e accusano l'illegalità di un sindaco che ha vietato i pesticidi sul territorio del suo comune. È accusato di criminalità perché vuole preservare la salute degli abitanti. È qui che si trova la lotta, alla base della società, dove il desiderio di una vita migliore nasce dalla precarietà della vita.

In questa lotta, il pacifismo è fuori posto. Voglio rimuovere qualsiasi ambiguità qui. Il pacifismo rischia di essere solo una pacificazione, un umanitarismo che sostiene un ritorno alla nicchia dei dimessi.


D'altra parte, nulla è meno pacifico di un'insurrezione, ma nulla è più odioso di quelle guerre condotte dalla sinistra paramilitare e i cui leader si affrettano a imporre il loro potere sulle persone di cui si vantano di essere superiori.

Pacifismo sacrificale e intervento armato sono i due termini di una contraddizione da superare. La coscienza umana avrà compiuto progressi apprezzabili quando i sostenitori del belante pacifismo avranno capito che danno allo stato il diritto di picchiare e mentire ogni volta che si prestano al rituale elettorale e sceglieranno, secondo le libertà di una democrazia totalitaria, i rappresentanti che rappresentano solo se stessi e gli interessi pubblici plebiscitari che diventeranno interessi privati.

Per quanto riguarda i sostenitori della rabbia vendicativa, si spera che, stanchi dei giochi di ruolo messi in scena dai media, impareranno e si adopereranno per portare il ferro e fuoco nel luogo in cui i colpi raggiungono davvero il sistema: il profitto, la redditività, il portafoglio. Propagare la gratuità è l'aspirazione più naturale della vita e della coscienza umana di cui essa ci ha concesso il privilegio. L'aiuto reciproco e la solidarietà festosa mostrata dall'insurrezione della vita quotidiana sono un'arma con cui nessuna arma che uccide verrà mai a capo.

Non distruggere mai un uomo e non smettere mai di distruggere ciò che lo disumanizza. Annichilire chi pretende di farci pagare il diritto imprescrivibile alla felicità.

Utopia? Trasforma la domanda come preferisci. Non abbiamo altra alternativa che osare l'impossibile o strisciare come larve sotto il tallone di ferro che ci schiaccia.

Intervistato da Nicolas Truong

martedì 3 settembre 2019

La guida alla storia reale: profitto e dominazione mondiale

La guida alla storia reale: profitto e dominazione mondiale
 
Fonte: https://www.zerohedge.com/news/2019-09-02/guide-real-history-profit-world-domination

 
Lun, 09/02/2019 - 23:45

di Sylvain LaForest via OrientalReview.org,

Negli ultimi due secoli, tutte le guerre sono state macchinate da banchieri che perseguono due obiettivi molto semplici: il profitto e un dominio mondiale che porta un nome: il Nuovo Ordine Mondiale.


 

L'istruzione e i media sono i principali colpevoli dell'abitudine di mantenere l'importante ruolo dei banchieri nelle ombre oscure della storia. La genuina rilevanza di Rothschild, Rockefeller, Warburg, Morgan e dei loro contemporanei viene volontariamente tenuta nascosta all'attenzione del pubblico, in modo che qualsiasi investigatore che scava nei regni del nostro passato possa essere facilmente screditato come un "teorico della cospirazione". L'autore Carroll Quigley ha avuto una volta pieno accesso ai documenti del Consiglio sulle Relazioni Esterne (Council on Foreign Relations, CFR) e ha documentato la vera e propria cospirazione bancaria nel mondo progettata per dominare il pianeta, nel suo libro "La Tragedia e la Speranza" (Tragedy and Hope).

Stranamente, la scuola e i media preferiscono riportare tutto a personaggi pubblici e politici come Churchill, Hitler o Stalin, ma non ti diranno mai che questi mostri carismatici non avevano soldi, né li hanno creati. Hitler era un artista fallito che costruì la macchina da guerra più formidabile che il mondo avesse visto in soli 6 anni, in un paese quasi in bancarotta privato di qualsiasi produzione di petrolio, quindi non pensi che avrebbe potuto avere qualche aiuto?


Il grande schema


Prima del 1971, i prestiti bancari si basavano sulle loro riserve auree, ma nessuna banca possedeva davvero il valore in oro del denaro prestato nel corso degli anni, quindi lo schema non era molto diverso dal sistema frazionario di creazione di moneta di oggi, in cui le banche dovrebbero possedere 1/100 dei loro prestiti. Ad esempio, se la banca A ha un milione di dollari, può prestare 100 milioni alla banca B, che può prestare 10 miliardi a un paese, poiché la banca B possiede 100 milioni. Questo è fondamentalmente il modo in cui il mondo alla fine è attualmente in debito di 184mila miliardi di dollari (184.000.000.000.000 di dollari) verso le banche private. 


(NdT: 244mila miliardi di debito aggregato nel 2019 contro denaro in circolazione - M1 - per 37mila...)

Se dubiti di questo schema di creazione di denaro privato, dimmi solo dove erano quei soldi prima che glieli dovessimo? Immagino che questo risolva la questione.

Quando un paese va in guerra, prende in prestito denaro da banche private che prestano fondi che creano dal nulla. Ora, i banchieri non solo recupereranno i fondi che non hanno mai avuto, ma addebiteranno anche interessi su questi prestiti. Cambieranno anche il tasso di interesse a piacimento, cercando di trattenere le loro risate. Nel prossimo passo, i paesi useranno questi soldi falsi per acquistare attrezzature militari da settori in cui i banchieri internazionali sono i principali azionisti o partner negli investimenti. Questa attrezzatura viene quindi utilizzata per distruggere quanta più infrastruttura possibile nei paesi in guerra, in modo che tutto debba essere ricostruito dai governi che prenderanno in prestito più denaro dai banchieri, per pagare le società di costruzioni parzialmente o totalmente possedute dai banchieri. Ecco perché è stato inventato il bombardamento a tappeto sui civili. (NdT: anche per creare un clima generalizzato di terrore che facilita la sottomissione...) Tutti questi prestiti e interessi si sommano al debito pubblico o, se preferite, al conto che i cittadini devono rimborsare attraverso le loro tasse che consegnano al governo con molta fiducia nel loro buon uso.

«La guerra è un raket», disse saggiamente il generale Smedley Butler. Pertanto, perché mai le onnipotenti banche centrali che detengono un potere privato permanente e il controllo sui paesi, accetterebbero gentilmente di condividerlo con un presidente fantoccio nel suo incarico di 4 anni?



Ma la trama si infittisce.

L'ideologia della divisione

Proprio quando pensi di aver scoperto le ultime manipolazioni che ci sono state imposte per secoli, ricerche approfondite ti porteranno ancora di più nella profondità abissale della cospirazione di cui pochi hanno parlato. Grazie a James Madison, sappiamo che i padri fondatori americani avevano progettato il sistema elettorale bipartito come un modo per confinare la democrazia in una piccola scatola che limitava la scelta del popolo tra due teste dello stesso mostro, in modo che una massa di poveri potesse solo mantenere una efficace plutocrazia grazie ai loro voti. Tutto ciò che restava da fare era di polarizzare le opinioni, aggiungendo diverse ideologie e caratteristiche a ciascun partito, per dare l'impressione che il tuo voto potesse davvero determinare il futuro del Paese, ma ormai sappiamo tutti che non ha mai cambiato nulla di fondamentale. Pertanto, un'analisi obiettiva prenderà rapidamente il sopravvento sullo stupore delle tue scoperte, dal momento che il prossimo capitolo descrive più plausibilmente il modo in cui la politica funziona davvero.

Spesso immaginiamo Karl Marx come scrittore solitario in un appartamento scadente, che progettava il suo grande Manifesto comunista nel 1848 sotto una luce tremolante a lume di candela per spezzare la tirannia capitalista, in nome dell'operaio. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità, poiché il piano generale era di dividere il mondo e portarlo a condurre guerre perpetue, per garantire rendite perpetue. Guy William Carr non era nessuno; era un ufficiale dei servizi segreti canadesi ed era stato responsabile di tutta la Royal Canadian Navy. Proprio come Carroll Quigley, era un vero addetto ai lavori con accesso a piani segreti che non ci sono mai stati detti. Ecco cosa ha detto nel suo elogiato libro del 1958 «Pedine del gioco».

 Karl Marx

Mentre Karl Marx stava scrivendo il Manifesto comunista sotto la direzione di un gruppo di Illuministi, il professor Karl Ritter dell'Università di Francoforte stava scrivendo l'antitesi sotto la direzione di un altro gruppo, in modo che coloro che dirigono la cospirazione al vertice potessero usare le differenze tra queste due ideologie per iniziare a dividere un numero sempre maggiore di esseri umani in campi opposti, in modo che potessero essere armati e poi costretti a combattere e distruggersi a vicenda, insieme alle loro istituzioni politiche e religiose.

Ormai è noto al pubblico che la famiglia Rothschild aveva finanziato sia Napoleone che i suoi nemici britannici all'inizio del XIX secolo, il che ha dato l'esempio del maggior successo per trarre profitto dal doppio finanziamento. Non si può perdere una guerra se si possiede entrambi i lati della prima linea! Pertanto, l'autore Anthony Sutton aveva molto senso quando descrisse i dettagli su come banchieri sionisti e di Wall Street finanziarono il comunismo in «Wall Street e la rivoluzione bolscevica», pubblicato a metà degli anni settanta.

Questa attività per conto dei bolscevichi ebbe origine in gran parte da un unico indirizzo: 120 Broadway, New York City. La Federal Reserve Bank di New York era in 120 Broadway. Il veicolo per questa attività pro-bolscevica era l'American International Corporation - sempre in 120 Broadway. Le opinioni dell'AIC sul regime bolscevico furono richieste dal segretario di Stato Robert Lansing solo poche settimane dopo l'inizio della rivoluzione e Sands, segretario esecutivo dell'AIC, riuscì a malapena a trattenere il suo entusiasmo per la causa bolscevica. Ludwig Martens, il primo ambasciatore sovietico, era stato vicepresidente di Weinberg & Posner, anch'esso situato a 120-Broadway. La Guaranty Trust Company era accanto a 140 Broadway, ma la Guaranty Securities Co. era a 120 Broadway. John MacGregor Grant Co., che è stato finanziato da Olof Aschberg in Svezia e Guaranty Trust negli Stati Uniti, e che era nella lista nera dei servizi segreti militari, era a 120 Broadway. I Guggenheim e il cuore esecutivo della General Electric (anche loro interessati a American International) erano a 120 Broadway. Non ci sorprende quindi che anche il Bankers Club fosse al 120 di Broadway, all'ultimo piano. Rende abbastanza l'idea. 

Ecco quindi cosa ha detto un piccolo totalitario tempestivo e baffuto in "Mein Kampf", subito dopo la prima guerra mondiale e la rivoluzione bolscevica:
Questo colossale impero in Oriente è maturo per lo scioglimento. E la fine del dominio ebraico in Russia sarà anche la fine della Russia come Stato. Siamo scelti dal Destino come testimoni di una catastrofe, che fornirà la più forte conferma della teoria nazionalista della razza.

Destino, davvero Adolf? Sembrava più un incontro di boxe tra ideologie artificiali create decenni prima, con Hitler e Stalin che indossavano i guanti, accompagnati da Karl Ritter in un angolo e Karl Marx nell'altro, con in mano le sputacchiere.


Una svolta nella storia
 
Il fatto è che Hitler era stato ampiamente finanziato da banche e industrie americane per fare pressione sui Rothschild affinché condividessero la loro egemonia sul mondo, che fu confermata a Bretton-Woods nel 1944, dove il dollaro USA sostituì la sterlina inglese come valuta di riserva mondiale. In altre parole, l'Impero americano ha sostituito l'Impero britannico per guidare il Nuovo Ordine Mondiale, ma era lo stesso schema bancario, solo con un diverso gruppo di proprietari.
 


 
Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt e Josef Stalin alla Conferenza di Yalta nel 1945. Fonte: US Library of Congress/wikipedia.org


A Yalta, Stalin e Roosevelt hanno effettivamente diviso il mondo in due ideologie per i loro padroni, mentre Churchill si chiedeva cosa fosse successo, visto che gli altri due sembrano divertirsi molto insieme. Ciò gli lasciò ampio tempo per pensare alla suo prossimo aforisma storico per i posteri.

Dopo la seconda guerra mondiale, la NATO e la CIA furono create per contrastare la nascosta Minaccia Rossa. I cittadini sovietici erano raffigurati ovunque come robot assassini a sangue freddo, come se fossero qualcosa di diverso da gente comune che si guadagnava da vivere per mantenere i propri figli e si divertiva nel fine settimana. L'intero pianeta entrò nella Guerra Fredda, fornendo grandi zone di tensione come l'Europa dell'Est e l'Asia meridionale, giustificando un folle finanziamento militare e la produzione industriale di armi nucleari. Le guerre potevano essere condotte senza alcun obiettivo, solo per il puro piacere di fare grandi soldi a beneficio di banchieri e degli industriali militari; su entrambi i lati della cortina di ferro, dovrei aggiungere.

Guerre perpetue

Il caso della guerra di Corea è triste e spaventoso. Le Nazioni Unite hanno condotto l'aggressione alla Corea del Nord già nel 1950, perché né la Cina né l'URSS avevano posto il veto all'attacco al Consiglio di sicurezza. Ci sono alcune ragioni che sono state fornite per questo attacco, ma nessuna è più verosimile dell'esistenza di pinocchio.

Il generale MacArthur respinse rapidamente i nordcoreani fino alla frontiera cinese e dovette solo far saltare in aria i ponti sul fiume Yalou per rompere qualsiasi speranza di rinforzo dalla Cina, quando ricevette una chiamata dal membro del CFR, il generale Marshall, che gli ordinò di lasciare intatti i ponti. Un esercito cinese li attraversò, i comunisti respinsero le truppe delle Nazioni Unite nel mezzo del paese, MacArthur si dimise e si misero d'accordo per un pareggio. Dopo un paio d'anni di bombardamenti e 3 milioni di coreani morti più tardi, la linea di separazione è stata rimessa al suo posto originale sul 38° parallelo, ma se guardiamo al lato positivo, le banche e le industrie militari avevano fatto un'impressionante mazzetta che termina con 9 zeri, e gliela dovevamo restituire, con interessi.
 


 
Le forze delle Nazioni Unite attraversano il 38 ° parallelo mentre si ritirano da Pyongyang, la capitale della Corea del Nord, nel 1950 

(NdT: è da notare che l'Italia non vota nel consiglio di sicurezza perché risulta ancora "nemico di guerra" nello statuto dell'ONU, assieme a Germania, Giappone, Finlandia... Prima o poi ve lo diranno perché la nostra adesione all'ONU è un vulnus permanente all'art. 11 della Costituzione: "...in condizioni di parità...".)

 Poi c'era il Vietnam. E poi l'Afghanistan. Combattere il comunismo era il motto delle guerre perpetue senza scopo. Non possiamo avere alcuna analisi seria sulla guerra fredda di 75 anni, senza tener conto di come e perché è stato creato il movimento comunista. Questa manipolazione si concluse con la caduta dell'URSS nel 1991, che fu immediatamente rimpiazzata dalla paura dell'islamismo, che venne accesa lo stesso anno con la guerra del Golfo in Iraq. Poiché la storia si ripete ancora e ancora, ciò che è accaduto in Corea risolve il mistero del perché George Bush Sr non è andato fino a Saddam.

Quello che era il comunismo contro il capitalismo è ora l'Islam contro il cristianesimo. Se ascoltiamo i media, ogni musulmano è un potenziale jihadista che vuole imporci la legge della sharia, come se fossero qualcosa di diverso dalle persone comuni che si guadagnano da vivere per i loro figli e si divertono nel fine settimana. Siamo bloccati in una copia carbone della Guerra fredda che ha spaventato il mondo per tre quarti di secolo.

Conclusione

La triste realtà sembra essere che la politica e le ideologie non siano altro che una bolla creata per polarizzare le opinioni e dividere la popolazione, mentre ai banchieri centrali non gliene po frega' de meno se un paese è gestito da democratici, comunisti, fascisti, nazisti, dittatori, socialisti, partiti verdi, un re o persino idraulici, purché il governo mantenga la plutocrazia che schiavizza la popolazione attraverso il debito, saccheggia le nostre risorse naturali e controlla pienamente la nostra economia attraverso il loro monopolio di creazione di denaro.

Dividere la popolazione impedisce che si unisca contro il nostro vero nemico comune, che dà il vero significato a "Dividi e impera". Ad esempio, i movimenti di indipendenza sono perfetti per polarizzare le opinioni e dividere la massa, e una volta che una nazione diventa indipendente, è dal vicino che è separata nella stessa maledetta plutocrazia della tua, non certo dai banchieri che continueranno a saccheggiare i tuoi soldi e trarre profitto dalle tue risorse. Pensaci la prossima volta che discuti con tuo cognato di politica, quando elogia il tuo partito che è molto meglio del suo. Pensaci quando voti.

Se ci sbarazzassimo delle banche private negli affari pubblici e i governi emettessero tutti le loro valute, la pace e la prosperità insopportabile vagherebbero per la terra. Oggi alcuni uomini stanno combattendo questo sistema finanziario mondiale profondamente corrotto: Putin è stato il primo e il principale aiutando il presidente Assad a mantenere la Siria libera dalle banche internazionali, poi arrivarono Xi e Trump. Ora sai cosa intende Donald quando dice «restituire il paese alla gente»! Sta combattendo apertamente con la Federal Reserve, parla della nazionalizzazione di questa istituzione privata ed è stato il politico più efficiente che abbia mai convinto le persone a mentire costantemente sui media, la base della nostra ignoranza generale.

 
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha condotto un test di volo di un missile da crociera lanciato a terra configurato convenzionalmente sull'isola di San Nicolas il 19 agosto 2019, meno di 3 settimane dopo che gli Stati Uniti hanno ufficialmente abbandonato il Trattato INF.
  

Ma né i media tradizionali, né i libri di storia ufficiali hanno mai parlato del grande schema, e questo mi rende un "teorico della cospirazione" per la maggior parte della gente. Anche giornalisti e gli analisti indipendenti raramente menzionano le banche per paura della maledizione della teoria della cospirazione, un'etichetta creata dalla CIA nel 1967 per ridicolizzare coloro che contestarono la conclusione della Commissione Warren sull'omicidio di JFK, da parte della stessa CIA. Le teorie della cospirazione ora si applicano a tutto ciò che i media tradizionali non possono giustificare con delle bugie che sembrano avere un senso e non sono troppo ovvie.

Se fai un rapido controllo su Wikipedia, Carroll Quigley, Guy William Carr, il generale Smedley Butler e Anthony Sutton sono oggi descritti come teorici della cospirazione, perché tutti hanno deciso di usare il loro accesso a file e segreti estremamente gravi a beneficio della gente attraverso una denuncia delle banche internazionali come fonte di ogni guerra, e la maledizione della cospirazione è l'ultimo disperato tentativo di screditarle. La tecnica della CIA funziona su coloro le cui menti sono ancora programmate dai media tradizionali, anche se sempre più persone ora capiscono che questi incredibili analisti e veri e propri umanisti non erano dei matti e pazzi, ma stavano semplicemente descrivendo una realtà che molti di noi trovano difficile da digerire.

Quindi, mi dispiace, dimentica quello che ho detto, non è successo niente di sbagliato. Continua a lavorare, fischiettare e distogliendo lo sguardo mentre vieni derubato, bombardato a tappeto, spiato o mandato in guerra, mentre ti viene detto cosa puoi o non puoi fare della tua vita, quando voti o litighi con qualcuno che sta cercando di spiegarti le cose, come hai fatto per tutta la vita, e come ha fatto anche il tuo bisnonno.

Ma, almeno, il tuo vecchio non lo sapeva.

venerdì 30 agosto 2019

La chiave per un'economia sostenibile ha 5000 anni

La chiave per un'economia sostenibile ha 5000 anni


 Fonte: https://www.truthdig.com/articles/the-key-to-a-sustainable-economy-is-5000-years-old/

a cura di: Avv. Ellen Brown


Stiamo di nuovo raggiungendo il punto nel ciclo economico noto come "picco del debito", quando i debiti si sono aggravati al punto che il loro totale cumulativo non può essere pagato. Il debito degli studenti, il debito delle carte di credito, i prestiti auto, il debito delle imprese e il debito sovrano sono tutti più elevati di quanto non siano mai stati. Come scrive l'economista Michael Hudson nel suo provocatorio libro del 2018, "... e perdona loro i loro debiti", i debiti che non possono essere pagati non saranno pagati. La domanda, dice, è come non saranno pagati.

I modelli economici tradizionali lasciano questo problema alla "mano invisibile del mercato", supponendo che le tendenze si auto-correggeranno nel tempo. Ma mentre il mercato può davvero correggere, lo fa a spese dei debitori, che diventano progressivamente più poveri man mano che i ricchi diventano più ricchi. I mutuatari falliscono e le banche incassano la garanzia, espropriando i debitori delle loro case e dei loro mezzi di sussistenza. Le case vengono acquistate alle aste faòllimentari dai ricchi a prezzi stracciati e vengono affittate ai debitori a prezzi gonfiati, che sono poi costretti a pagare con un salario di mera sopravvivenza. 


Quando le banche stesse falliscono, il governo le salva. 

Pertanto, il mercato si corregge, ma non senza l'intervento del governo. Tale intervento giunge alla fine del ciclo per salvare i creditori, la cui capacità di acquistare politici dà loro il sopravvento. Secondo gli apologeti del libero mercato, questo è un ciclo naturale simile nel tempo, che risale alla nascita dell'economia moderna nell'antica Grecia e Roma.

Hudson ribatte che quelle società classiche in realtà non sono dove il nostro sistema finanziario è iniziato e che il capitalismo non si è evoluto dal baratto, come affermano i suoi ideologi. Piuttosto, passò da un sistema di credito egualitario più funzionale, sofisticato, che fu sostenuto per due millenni nell'antica Mesopotamia (ora parte dell'Iraq, della Turchia, del Kuwait e dell'Iran). 


La moneta, il settore bancario, la contabilità e la moderna impresa commerciale non hanno avuto origine nell'oro e nel commercio privato, ma nel settore pubblico dei palazzi e dei templi dei Sumeri nel terzo secolo a.C. Dato che si trattava di credito emesso dal governo locale piuttosto che di prestiti dei privati ​​in oro, i crediti inesigibili potevano essere periodicamente perdonati piuttosto che aggravarsi fino a quando non avrebbero demolito l'intero sistema, una caratteristica fondamentale che ha permesso la sua notevole longevità.

Le vere radici del denaro e dell'attività bancaria

Sumer è stata la prima civiltà della quale abbiamo trovato documenti scritti. Tra le sue notevoli scoperte, troviamo: la ruota, il calendario lunare, il nostro sistema numerico, i codici della legge, una gerarchia organizzata di re sacerdoti, strumenti e armi in rame, irrigazione, contabilità e denaro. La civiltà sumerica produsse anche la prima lingua scritta, che prese la forma di figure cuneiformi impresse sull'argilla. Queste tavolette erano in gran parte solo strumenti di contabilità, che registravano il flusso di cibo e materie prime nelle officine del tempio e del palazzo, così come le cambiali (principalmente verso queste grandi istituzioni pubbliche) che dovevano essere conservate per iscritto per essere poi saldate. Questo sistema di contabilità del tempio consentiva il flusso coordinato di credito agli agricoltori contadini dalla semina alla raccolta e gli anticipi ai commercianti per impegnarsi nel commercio estero.
In effetti, si pensa che la necessità di gestire i conti di una grande forza lavoro sotto il controllo burocratico, abbia portato allo sviluppo della scrittura. La gente accettò volentieri questo controllo burocratico perché considerava che fosse stato decretato dagli dèi. Secondo i loro scritti cuneiformi, gli esseri umani furono geneticamente ingegnerizzati per lavorare nei campi e nelle miniere dopo che alcuni dèi inferiori si erano ribellati a quel duro lavoro.
L'usura, o il ricarico di interessi sui prestiti, era una parte accettata del sistema creditizio mesopotamico. I tassi di interesse erano alti e sono rimasti invariati per due millenni. Ma gli studiosi mesopotamici erano ben consapevoli del problema dei "debiti che non possono essere pagati". A differenza del curriculum economico accademico di oggi, Hudson scrive:

    Gli studenti scribi babilonesi erano già stati formati nel 2000 a.C. nella matematica dell'interesse composto. I loro esercizi scolastici richiedevano di calcolare quanto tempo ci voleva per raddoppiare un debito con un interesse di 1/60 al mese. La risposta è di 60 mesi: cinque anni. Quanto tempo per quadruplicare? 10 anni. Quanto tempo per moltiplicare 64 volte? 30 anni. Deve essere stato ovvio che nessuna economia può crescere in linea con questo incremento dell'interesse.

I re sumeri risolvevano il problema del "picco del debito" dichiarando periodicamente "tabula rasa", con cui i debiti agricoli venivano perdonati e i debitori venivano liberati dalla servitù per lavorare come inquilini sui propri appezzamenti di terra. La terra apparteneva agli dèi sotto la gestione del tempio e del palazzo e non poteva essere venduta, ma i contadini e le loro famiglie ne mantennero perpetuamente i beni di terzi fornendo una quota dei loro raccolti, servendo nell'esercito e lavorando nella costruzione di infrastrutture comunali . In questo modo, le loro case e i mezzi di sostentamento furono preservati, un accordo reciprocamente vantaggioso, poiché i re avevano bisogno del loro servizio.

Gli scribi ebrei, che trascorsero del tempo in cattività a Babilonia nel sesto secolo a.C., adattarono queste leggi con l'anno del giubileo, che secondo Hudson fu aggiunto al Levitico dopo la cattività babilonese. Secondo il Levitico 25: 8-13, un Anno Giubilare doveva essere dichiarato ogni 49 anni, durante i quali i debiti sarebbero stati perdonati, gli schiavi e i prigionieri liberati e le loro proprietà, pignorate, ripristinate.  


Come nell'antica Mesopotamia, la proprietà rimase con Yahweh e i suoi delegati terreni. La legge del Giubileo proibì di fatto la vendita definitiva dei terreni, che potevano essere affittati solo per un massimo di 50 anni (Levitico 25: 14-17). Il Giubileo levitano rappresentava un progresso rispetto alle "tabuke rase" della Mesopotamia, dice Hudson, in quanto codificato in legge piuttosto che basato sul capriccio del re. Ma i suoi proclamatori mancavano di potere politico e non è chiaro se la legge sia mai stata applicata. È servito più come una prescrizione morale piuttosto che come legge.

L'antica Grecia e Roma adottarono il sistema mesopotamico dei prestiti a interesse, ma senza la valvola di sicurezza delle periodiche "tabule rase", poiché i creditori non erano più il re o il tempio, ma i prestatori privati. L'usura senza restrizioni ha provocato la schiavitù del debito e la decadenza della proprietà, il consolidamento in grandi proprietà terriere, un cuneo crescente tra ricchi e poveri e la distruzione definitiva dell'Impero romano.

Per quanto riguarda il celebre sviluppo dei diritti di proprietà e della democrazia nell'antica Grecia e Roma, Hudson sostiene che non abbiano effettivamente servito i poveri. Hanno servito i ricchi, che controllavano le elezioni, proprio come fanno oggi i ricchi donatori coi politici. L'allontanamento del potere dai governi locali privatizzando le terre un tempo comuni consentiva ai creditori privati ​​di approvare leggi in base alle quali potevano confiscare legalmente le proprietà quando i loro debitori non potevano pagare. Il "libero mercato" significava la libertà di accumulare ingenti ricchezze a spese dei poveri e dello stato.


Hudson sostiene che quando Gesù Cristo predicava il "perdono dei debiti", parlava anche del debito economico, non solo delle trasgressioni morali. Quando Gesù ovesciò i tavoli dei cambiavalute, era perché avevano trasformato una casa di preghiera in "una tana di ladri". Ma i diritti dei creditori avevano ormai acquisito il dominio legale e ai teologi cristiani mancava il potere di scavalcarli. Piuttosto che essere una promessa di redenzione economica in questa vita, il perdono dei debiti divenne così una promessa di redenzione spirituale nella prossima.

Come realizzare un moderno giubileo del debito

 
Tale è stato il destino dei debitori nelle moderne economie occidentali. Ma in alcune moderne economie non occidentali, rimangono tracce della soluzione di cancellazione del debito. In Cina, ad esempio, i prestiti in sofferenza sono spesso riportati nei libri delle banche di proprietà statale o cancellati anziché mettere in bancarotta i debitori insolventi e le banche. Come ha scritto Dinny McMahon a giugno in un articolo intitolato "I dati errati della Cina possono essere una buona cosa":

    In Cina, lo stato si trova dietro le banche del paese. Fintanto che le autorità assicurano che tali banche abbiano liquidità sufficiente per adempiere ai loro obblighi, possono trundling insieme a livelli di "sofferenze" più elevati di quelli che sarebbero considerati sicuri in un'economia di mercato.

Il sistema bancario cinese, come quello dell'antica Mesopotamia, è in gran parte nel settore pubblico, quindi lo stato può sostenere le sue banche con liquidità, se necessario. È interessante notare che lo stato cinese conserva anche l'antica pratica del Vicino Oriente di mantenere la proprietà della terra, che i cittadini possono affittare solo per un periodo di tempo.

Nelle economie occidentali, la maggior parte delle banche sono di proprietà privata e fortemente regolamentate, con elevati requisiti di riserva e capitale. I crediti in sofferenza significano che i debitori vengono preclusi, i posti di lavoro e le infrastrutture di capitale vengono persi e prevale l'austerità. L'amministrazione Trump sta ora perseguendo in modo aggressivo una guerra commerciale con la Cina nel tentativo di livellare il campo di gioco costringendoloi allo stesso regime di austerità, ma un approccio più produttivo e sostenibile potrebbe essere per gli Stati Uniti di impegnarsi in giubilei di debito periodici.

Il problema con questa soluzione oggi è che la maggior parte dei debiti nelle economie occidentali non sono dovuti al governo ma ai creditori privati, che insisteranno sui loro diritti contrattuali al pagamento. Dobbiamo trovare un modo per pagare i creditori mentre si alleggeriscono i debitori dal loro onere del debito.
Una possibilità è nazionalizzare le banche insolventi e vendere i loro crediti inesigibili alla banca centrale, che può acquistarli con il denaro creato sui suoi libri. I prestiti possono quindi essere svalutati o annullati. Precedenti per questa politica sono stati stabiliti con "QE1", il primo round di allentamento quantitativo della Fed, in cui ha acquistato titoli garantiti da ipoteca non negoziabili da banche con problemi di liquidità.

Un'altra possibilità sarebbe quella di utilizzare il denaro generato dalla banca centrale per salvare direttamente i debitori. Ciò potrebbe essere fatto in modo selettivo, comprando il debito degli studenti o il debito della carta di credito o i prestiti auto raggruppati come "titoli garantiti da attività", quindi prescrivendo i debiti, ad esempio. In alternativa, i debiti potrebbero essere alleviati collettivamente con un dividendo nazionale periodico o un reddito di base universale pagato a tutti, sempre prelevato dalla profonda tasca della banca centrale.
 


I critici obietteranno che ciò aumenterebbe pericolosamente l'offerta di moneta e i prezzi al consumo, ma non è necessario che sia così. Oggi, praticamente, tutto il denaro viene creato come debito bancario e si estingue quando il debito viene rimborsato. Ciò significa che i dividendi utilizzati per pagare questo debito verrebbero estinti, insieme al debito stesso, senza aumentare l'offerta di moneta. Per l'80% della popolazione degli Stati Uniti che ora detiene debiti, i rimborsi dei prestiti dai loro dividendi nazionali potrebbero essere resi obbligatori e automatici. Il restante 20% potrebbe risparmiare o investire i fondi, quindi anche questo denaro contribuirebbe poco all'inflazione dei prezzi al consumo; e nella misura in cui è entrato nel mercato dei consumatori, potrebbe contribuire a generare la domanda necessaria per stimolare la produttività e l'occupazione. (Per una spiegazione più completa, vedi Ellen Brown, "Banking on the People", 2019).

Nell'antica Mesopotamia, la cancellazione dei debiti ha funzionato brillantemente per due millenni. Come conclude Hudson:

    Insistere sul fatto che tutti i debiti debbano essere pagati ignora il contrasto tra le migliaia di anni di successo con le cancellazioni del debito del Vicino Oriente e la schiavitù del debito in cui affondò l'antichità [greco-romana]. ... Se questa politica in molti casi ha avuto più successo di quella di oggi, è perché hanno riconosciuto che insistere sul fatto che tutti i debiti devono essere pagati significava pignoramenti, polarizzazione economica e impoverimento dell'economia nel suo complesso.

mercoledì 31 luglio 2019

Come i banchieri fecero crollare l'impero Romano

IL PARADISO PERDUTO: LE REALIZZAZIONI MONETARIE DEI ROMANI
Tratto da: Money, the unauthorised biography, di Felix Martin, Random House, 2013, pag.74

  Con ogni anno che passa, ci rendiamo conto che i risultati tecnologici del mondo romano sono più grandi di quanto pensassimo. Cinquant'anni fa, tendevamo a ritenere che Virgilio si diffondesse in un famoso passaggio dell'Eneide: che i romani potrebbero non essere stati molto bravi nella scienza, nella tecnologia o nelle arti, ma che avrebbero compensato eccellendo nel loro vocazione a costruire imperi e governare il mondo. 1 Ora sappiamo che i loro generali possiedono computer e che i loro imprenditori costruiscono fabbriche meccanizzate. 2 Ma se i risultati tecnologici di Roma erano impressionanti, non sarebbero stati nulla rispetto alla sua raffinatezza finanziaria. Nel giro di pochi secoli dalla sua nascita nell'Egeo, il denaro era ovunque a Roma. 


  L'infrastruttura finanziaria era vasta e complessa. Naturalmente c'era un conio fidato, ma come in qualsiasi sofisticata economia monetaria, le monete erano principalmente per piccole transazioni. I conti grandi - e ai tempi d'oro di Roma, c'erano alcuni conti molto grandi - venivano regolati usando littera o nomina - cambiali o obbligazioni. Il grande politico e oratore Cicerone riassunse il normale metodo dei grandi pagamenti nella tarda Repubblica come "nomina facit, negoium conficit" (" uno fornisce le obbligazioni e completa la transazione "). 3

  Né l'economia del credito si è estesa solo ai grandi pagamenti. Nel libro di testo satirico del poeta Ovidio per i giovani innamorati, Ars Amatoria, avverte il potenziale Lotario che le ragazze hanno bisogno di regali - e non va bene scusarsi che non hai soldi a portata di mano, perché puoi sempre scrivere un assegno. 4


  Già all'inizio dell'età imperiale, i giorni in cui la ricchezza del romano intelligente era interamente nella terra erano ormai lontani. "Dives agris, Dives positis in faenore nummis" ("Ricco di campi, ricco di soldi per interessi") è stato il modo in cui il poeta Orazio descrisse il romano mondano dei suoi giorni. 5 Difficilmente sarebbe sembrato fuori posto nell'Inghilterra vittoriana, con i suoi redditieri che imploravano di essere scusati dal pagare un conto perché sono "tutti nei fondi al momento". Quindi, come oggi, c'erano persino quelli che respingevano del tutto i beni reali e preferivano essere ricchi solo in forma monetaria. 6 


  I banchieri potevano prendere depositi, fare prestiti e saldare pagamenti internazionali. 7 Allora come adesso, questa élite finanziaria si è specializzata nel stupire i non iniziati con la raffinatezza della loro tecnica: il cicerone stanco scrisse di loro con ironia acuta che "riguardo all'acquisizione e al collocamento di denaro e al suo uso, certi eccellenti compagni, la cui sede di affari è vicino al Tempio di Giano, conversa in modo più eloquente dei filosofi di qualsiasi scuola ". 8

  In un'economia così ampiamente monetizzata, non sorprende che i romani conoscessero bene anche un'altra caratteristica familiare della finanza moderna: la crisi del credito. Occasionalmente, le somiglianze con l'età moderna sono a dir poco inquietanti. Nel 33 d.C., i funzionari finanziari dell'imperatore Tiberio furono persuasi che il recente boom dei prestiti privati ​​fosse diventato eccessivo. Fu deciso che la regolamentazione dovesse essere rafforzata per estinguere questa esuberanza irrazionale. Dopo una breve revisione degli statuti, si scoprì che nientemeno che il padre della dinastia, Giulio Cesare, nella sua saggezza aveva istituito una legge molti decenni prima per specificare limiti rigorosi su quanto del loro patrimonio i ricchi aristocratici potevano impiegare in prestiti . 9 In altre parole, aveva introdotto un rigoroso requisito di adeguatezza patrimoniale per i finanziatori. La legge era abbastanza chiara: ma non per la prima volta nella storia, i prestatori operosi si erano dimostrati straordinariamente abili nell'eluderla. Le loro ingegnose evasioni, riferiva lo storico Tacito, "sebbene continuamente represse da nuovi regolamenti, riapparivano ancora, attraverso strani artifici". 10


  Ora l'imperatore decretò che il gioco era finito: la lettera della vecchia legge del dittatore sarebbe stata applicata. Le conseguenze furono caotiche. Non appena fu emessa la prima sentenza, si rese conto con un certo imbarazzo che la maggior parte del Senato era in violazione. Seguirono tutte le caratteristiche familiari di una moderna crisi bancaria.


  C'era una corsa folle a chiedere prestiti per ottemperare. Vedendo il pericolo, le autorità tentarono di ammorbidire l'editto allentandone i termini e annunciando un generoso periodo di transizione. Ma la misura arrivò troppo tardi. Il mercato immobiliare crollò quando i terreni ipotecati venivano venduti in massa per finanziare i rimborsi. Il fallimento di massa ha minacciato di inghiottire il sistema finanziario. Con Roma in preda a una stretta creditizia, l'imperatore fu costretto a mettere in atto un massiccio salvataggio. Il Ministero del Tesoro imperiale rifinanziò i finanziatori sovraestesi con un programma di 100 milioni di sesterzi di prestiti triennali senza interessi contro la garanzia di immobili deliberatamente sopravvalutati. Con grande sollievo del Senato, tutto finì felicemente: "Il credito fu così ripristinato e gradualmente ripresero i prestiti privati". 11 Questa prima fioritura della società monetaria in Europa non doveva tuttavia durare.


  Con il declino della potenza militare e politica di Roma, così pure declinò il suo ricco sistema finanziario. Alla fine del terzo secolo d.C., quando il possesso prezioso dell'Egitto da parte di Roma passava dentro e fuori da mani straniere, vi fu un grave disordine monetario, compresa un'inflazione nel 274-5 d.C. quando i prezzi aumentarono del 1000% in un solo anno. 12 

  Dopo il 300 d.C., i banchieri scompaiono dai registri: la stabilità sociale e politica richiesta per sostenere la finanza professionale sembra essersi disintegrata. 13 Mentre le istituzioni del governo si ritiravano dalle zone più esterne dell'impero, così, in gran parte, anche l'istituzione del denaro. Gli effetti erano più gravi nelle colonie più remote e marginali. In Gran Bretagna, ad esempio, il sistema monetario romano scomparve completamente nel giro di una generazione dalla partenza delle legioni all'inizio del V secolo d.C. Per ben duecento anni, il conio fu dimenticato come mezzo per rappresentare il denaro nonostante fosse stato in uso costante per quasi cinque secoli prima di allora.14 

  Alla fine, in tutta Europa - persino nella stessa Roma - la splendida raffinatezza della società monetaria svanì. Come la Grecia dopo la caduta di Micene, l'Europa è entrata nella sua stessa età oscura, un'epoca che ha visto una regressione quasi totale dalla società monetaria a quella tradizionale.


Note:

1. 'Altri, non ne dubito, con la muffa più morbida batteranno il bronzo che respira, coassiali dai lineamenti di marmo alla vita, supplicheranno casi con maggiore eloquenza e con un puntatore rintracceranno i moti del cielo e predirranno il sorgere delle stelle: tu, romano assicurati di governare il mondo (siano queste le tue arti), di coronare la pace con giustizia, di risparmiare i vinti e di schiacciare gli orgogliosi, 'Virgilio, Eneide VI.847–53 (nella traduzione di HR Fairclough).

2. Il generale romano Marco Claudio Marcello recuperò gli strumenti astronomici dall'accademia di Archimede in seguito al sacco di Siracusa - Cicerone li vide nella casa di suo nipote - che probabilmente erano simili al Meccanismo Antikythera, lo straordinario computer antico i cui meccanismi furono decifrati nel 2006 dal progetto internazionale di ricerca sul meccanismo di Antikythera. Le incisioni sulla tomba di Marco Vergilio Eurisace, un magnate romano della cottura di età augustea, raffigurano con orgoglio la produzione
meccanizzata di massa del pane.

3. Cicerone, De Officiis, 3.59, citato in Harris, 2008, pag. 176.


4. Ovidio, Ars Amatoria, 1.428, citato ibid., 2008, pag. 178.


5. Orazio, Ars Poetica, l.421.


6. Ad esempio, il giurista Scaevola si riferisce a un certo banchiere che paene totam fortunam in nominibus [habebat] ("aveva quasi tutta la sua fortuna in obbligazioni"). Il digest di Giustiniano, 40.7.40.8. Vedi Harris, 2006, pag. 6.


7. Andreau, 1999.


8. Cicerone, De Officiis, 2.87. Citato in Jones, 2006. Janus era, ovviamente, il dio a due facce - sebbene questo non avesse le stesse connotazioni per i romani come per noi.


9. La legge era De modo credendi possidendique intra Italiam ("Regolamentare il prestito e il titolo in Italia"). Altra traduzione: Il modo di dare in prestito e di possedere contanti in Italia.


10. Tacito, Annales, 6.16.


11. Tacito, Annales, 6.17. La storia di questa e di altre crisi bancarie viene analizzata in Andreau, 1999, capitolo 9.


12. Vedi Harris, W., "The Nature of Roman Money", in Harris, 2008, p. 205.


13. Ibid.


14. Spufford, 1988, pag. 9.

lunedì 29 luglio 2019

Cartello bancario: e la magistratura che fa ?

Roma, 19 luglio 2019 - Protocollo d'intesa tra la Procura della Repubblica di Milano e la Banca d’Italia

Con il presente Protocollo le Parti individuano modalità volte ad assicurare la più ampia ed effettiva collaborazione al fine di agevolare le rispettive funzioni tenuto conto delle attribuzioni di ciascuna.

https://www.bancaditalia.it/media/comunicati/documenti/2019-02/cs-20190719-protocollo-bi-proc-milano.pdf

I protocolli dei Savi Anziani di Milano...

https://www.bancaditalia.it/chi-siamo/provvedimenti/accordi-vari/Protocollo-BancadItalia-Procura-Milano.pdf

I ricatti di bankitalia illustrati da Bisignani

Conte in guerra con Banca Italia per l’oro

Mentre Conte vivacchia baldanzoso, un’altra scure sta per abbattersi sul Governo: i rapporti sempre più tesi con Banca d’Italia, che rischiano di minare il bilancio dello Stato. Al Premier non è andato giù che le nomine del Direttorio siano state fatte senza un accordo preventivo con Palazzo Chigi. Da quel momento, Lega e M5S hanno iniziato a bombardare la nostra banca centrale con mosse provocatorie, dalla nazionalizzazione, alla pazza idea di utilizzare l’oro, fino alla commissione parlamentare d’inchiesta con lo scopo di mettere sotto accusa la Vigilanza per gli omessi controlli.

Ma via Nazionale, in silenzio, è passata al contrattacco. Per prima cosa, disattendendo la direttiva dell’esecutivo sulla vendita degli immobili non funzionali volta a recuperare 18 miliardi, comunque già usati nell’ultima Legge di bilancio a copertura di ‘reddito di cittadinanza’ e ‘quota cento’. Se dovessero venire a mancare, saranno l’ennesimo buco da ripianare. Gli altri enti coinvolti, Demanio, ex Province, Comuni, Inps, hanno già iniziato le procedure di dismissione, ma non Banca d’Italia, che pure ha una sua società, la Sidief, con un patrimonio di circa 2 miliardi di euro. Stabili di pregio in tutta Italia che il capo servizio immobili, Luigi Donato, non sblocca. Una semplice disattenzione o, come fanno intendere dirigenti vicini al Direttorio, volontà di non collaborare con un governo che vuole Bankitalia meno autonoma e sotto il proprio controllo?

La mossa più eclatante potrebbe avvenire a settembre. Il Servizio Studi e la Cassa Centrale, al pian terreno di Palazzo Koch, stanno infatti valutando la possibilità di un aumento delle riserve auree, l’unico asset che può essere utilizzato in caso di crisi internazionali. L’acquisto dell’oro avverrebbe gradualmente, per non creare ripercussioni nei mercati, ma con conseguenze immediate per il bilancio dello Stato: ridurrebbe l’utile che la Banca d’Italia gira al Tesoro. Per inciso, tale utile nel 2018 è stato attorno ai 5,7 miliardi, parte dei quali, insieme al dividendo di Cassa Depositi e Prestiti, sono stati usati per la trattativa con la Commissione europea, salvando l’esecutivo dalla procedura di infrazione.

Visco potrà dire che altre banche centrali, come quella cinese, polacca e russa, hanno recentemente acquistato il prezioso metallo. L’esatto contrario di ciò che ha in mente il Governo, cioè che, oltre agli immobili, Bankitalia venda anche l’oro per consentire alla maggioranza di spendere a piacimento. Il piano di via Nazionale è in linea con l’ultima esternazione di Mario Draghi, da cui è emerso che tutti gli strumenti di politica monetaria a disposizione della Bce sono stati già utilizzati e l’unico margine di manovra che rimane sembra essere proprio il ricorso ai lingotti gialli.

Per Conte e il suo simpatico esercito di Franceschiello sarà un problema drammatico se Banca d’Italia smetterà di rimpinguare le casse dello Stato. Ma l’Avvocato degli italiani, Salvini e Di Maio fingeranno ancora, come le tre scimmiette, di non vedere, non sentire e non parlare. La lezione di Renzi, bruciatosi sulle banche, gli attacchi a Visco e la commissione d’inchiesta, non sono serviti a nulla. Senza elezioni anticipate, Il baratro, come ripetono a Salvini i principali dirigenti della Lega (Giorgetti, Zaia e Fontana), è vicino. Contenti Salvini e Mattarella, contenti tutti…

Luigi Bisignani, Il Tempo 28 luglio 2019