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Come evitare il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

giovedì 14 novembre 2019

RUBI BANCA, CONFERMATE LE IPOTESI DEL PM: DELEGHE IN BIANCO

Un caso paradigmatico:

“CASO UBI BANCA”, CONFERMATE LE IPOTESI DEL PUBBLICO MINISTERO: DELEGHE IN BIANCO, TESTIMONI CHE NON HANNO MAI PARTECIPATO ALL’ASSEMBLEA MA CHE RISULTANO AVER VOTATO E VOTI ADDIRITTURA DISCONOSCIUTI DAI DIRETTI INTERESSATI

(OPi - 13.11.2019) Riceviamo dal presidente dell'Associazione Azionisti UBI, Giorgio Jannone, e pubblichiamo:  il pubblico ministero all’inizio delle indagini, nel decreto di perquisizione destinato agli indagati, aveva scritto letteralmente: “Osservato in particolare che l’assemblea del 20.01.2013 si sarebbe svolta in maniera del tutto irregolare, ovvero ponendo in essere condotte integranti atti simulati o fraudolenti in modo da determinarne la maggioranza a vantaggio dei soggetti interessati alla governance del gruppo UBI”.

Dopo le ultime udienze, sentite nelle aule del tribunale ormai centinaia di persone, le irregolarità emergono confermando le ipotesi del pubblico ministero : deleghe in bianco, testimoni che dichiarano di non aver mai avuto la minima intenzione di partecipare all’assemblea, ma che risultano aver votato e addirittura voti disconosciuti dai diretti interessati.

Anche nell’udienza di ieri, come riportano i quotidiani, sono emersi casi di testimoni che hanno dichiarato di non aver mai votato, ma che dai verbali uffciali dell’assemblea di UBI banca risultano aver espresso il proprio voto.
Presenti in udienza i legali di Banca d’Italia e di CONSOB, ieri e’ poi esploso il caso di Anna Bellini Cavalletti, sorella di Letizia Bellini Cavalletti (entrambe figlie di uno dei fondatori, Luigi Bellini, nel consiglio di sorveglianza di UBI ininterrottamente dal 2007 al 2013) attuale membro del consiglio di amministrazione di UBI banca (presidente del comitato nomine e membro del comitato remunerazione), eletta per la prima volta nel consiglio di sorveglianza nel 2013 (quando il padre non si presento') proprio a seguito del risultato dell'assemblea che oggi e' al vaglio del processo.

Anche in questo caso, davvero eclatante, sono emerse deleghe irregolari, ma si è ancor piu’ evidenziato un tema di vitale importanza, che approfondiremo a breve, inerente alle dichiarazioni, agli obblighi normativi ed ai requisiti degli amministratori di UBI banca.

13.11.2019 – l’Eco di Bergamo - UBI, giallo deleghe: «non votai, c'era troppo caos». ma quei voti risultano

«Ero curioso e andai, ma una volta entrato non votai: c'era troppo caos». Aldo Orlandi, 47 anni, artigiano bresciano, lo ripete più volte davanti al collegio presieduto da stefano storto nella nuova udienza del processo UBI dedicata alla presunta illecita influenza sull'assemblea del 20/4/2013 per l'elezione del consiglio di sorveglianza. Orlandi è uno dei 33 testi del pm Paolo Mandurino. «Consegnai il biglietto all'ingresso ma non votai», ribadisce. Né per se stesso, né per i tre deleganti che dice di non conoscere. Eppure il suo voto (e gli altri tre) risulta espresso a favore della lista 1 riferita ad Andrea Moltrasio, risultata vincitrice.

Il suo caso non è l'unica anomalia. Nel 2012 l'avvocato Lorenzo Marangoni, studio Astolfi e associati di Milano, acquista azioni UBI, cliente storico dello studio. «L'acquisto era finalizzato a rafforzare la posizione del professor Cera, che aveva un rapporto personale molto stretto con l'avvocato Astolfi. Entrammo anche nell'associazione “insieme per UBI”, il costo delle azioni mi venne rimborsato dallo studio». Marangoni votò per la lista 1 anche per delega «ma non conosco i deleganti», così come non li conosceva, dice, Anna Bellini Cavalletti, consulente immobiliare e legale rappresentante di tre società in rapporto con UBI: da lei 10 voti alla lista 1, comprese le deleghe. le ricevette da dirigenti della banca? «Devo averle ricevute da loro», ammette, dopo una serie di «non ricordo». Il suo legame con la banca è familiare. Lo studio ha sede sopra la filiale di Milano, la sorella Maria Letizia, figlia del dirigente storico Luigi, è membro del cda e già nel consiglio di sorveglianza nel 2013 e nel 2019. Può aver ricevuto le deleghe dalla sorella?, chiede il pm «No, non ricordo neanche se sia entrata nel 2013 o dopo».

13.11.2019 Corriere della Sera Bergamo - UBI, i rapporti tra i delegati e la banca
il caso: «non votai», ma il nome è nei verbali. altri testimoni: «abbiamo scelto liberamente»

Pensionati, commercialisti, medici, insegnanti, avvocati, ex dipendenti della banca. al processo UBI, nella galassia dei soci stanno testimoniando diverse tipologie di persone che risultano aver votato per la lista istituzionale da delegati o come deleganti.

È anche sui loro profili, che accusa e difesa si stanno scontrando. secondo il pm paolo mandurino, per conoscenza diretta, parentela, o selezione attraverso le filiali, erano già orientati a favore della lista poi confermata nel 2013.

Attraverso il controesame, la difesa insiste invece sulla scelta maturata direttamente in assemblea. Ieri, una buona parte dei testimoni ha detto di aver scelto dopo aver ascoltato i diversi interventi, perché ricordava Andrea Moltrasio (capolista) come presidente degli industriali o per convinzioni personali. Un punto a favore delle difese. Di contro, a sfavore, è emerso che nella maggior parte dei casi i delegati non conoscessero i deleganti. Come nelle precedenti, anche in questa udienza con 33 testimoni (40, la prossima) il tema centrale è stato infatti quello delle deleghe. Secondo l’accusa, irregolari perché in bianco o false, fecero vincere la lista 1. La difesa mette invece in discussione che abbiano determinato il risultato.

Tra testimonianze spesso simili, quella di Aldo Orlandi si è differenziata. Artigiano bresciano, andò alla fiera di Bergamo per votare con un pullman messo a disposizione dalla banca. In filiale, gli avevano spiegato che si trattava di rinnovare i vertici. alla gdf disse che gli parlarono dell’opportunità di votare la lista della continuità, ieri ha aggiunto di non aver ricevuto un’indicazione precisa. E, comunque, di non aver votato: «c’era troppo casino, ho solo consegnato un biglietto all’ingresso». Qualcosa non torna, però, perché risulta aver votato con tre deleghe, che dice di non aver ricevuto. Nemmeno per Germana Lodolo, 76 anni, di milano, che alla gdf disse di aver dato due voti per la lista 1 e uno per la lista 3, come risulta, ma in aula è «sicurissima» di non aver votato per nessuno. «è stato un macello, un certo Jannone disse che si ritirava e alla fine sono rimaste due liste e non ho votato niente». Giorgio Jannone rimase in lizza ma chiese di far convergere i voti sulla lista Resti.

Non bastò, vinse la lista 1. Lì i voti arrivarono anche attraverso conoscenze e parentele. un normale circuito di contatti, secondo la difesa. Una campagna organizzata a favore della lista istituzionale, secondo l’accusa. Dario Mora, dirigente UBI bresciano in pensione dal 2010, ricevette tre deleghe dal collega dell’audit (il controllo interno). Anna Orofino, avvocato di Bergamo, dalla madre, dice: «era molto conosciuta in banca». Ora in pensione, la mamma ha lavorato nella selezione del personale e alla tesoreria. I voti arrivarono anche da ambienti milanesi. Anna Bellini Cavalletti, consulente immobiliare con studio sopra la filiale della banca, ne espresse dieci: uno per sé, gli altri per delega come rappresentante di tre società. Conosceva personalmente alcuni delegati, altri tramite lo studio. Tra diversi «non ricordo», ha detto di aver ricevuto le deleghe da qualcuno della banca. Esclude dalla sorella Letizia, che in UBI ha un ruolo importante. Dal 2013 al 2019 nel consiglio di sorveglianza, ora è nel cda. Votò per delega anche Lorenzo Marangoni, avvocato dello studio Astolfi legato a UBI da rapporti di consulenza oltre che «di conoscenza personale» tra l’avvocato Astolfi e il professor Cera. Entrò nell’associazione Insieme per UBI: «ci venne prospettato, come fidelizzazione dei clienti e per sostenere il professor Cera».

lunedì 4 novembre 2019

Revisore dei conti allontanato: aveva scoperto i conti segreti del Vaticano

Il revisore dei conti revocato afferma di essersi avvicinato troppo ai conti segreti del Vaticano

Libero Milone ritiene che la sua indagine su ingenti somme trattenute "fuori dai libri" abbia portato alla sua rimozione

FT, Miles Johnson e Donato Paolo Mancini a Roma
2 novembre 2019
Fonte: https://www.ft.com/content/da969ed2-fbef-11e9-a354-36acbbb0d9b6


L'ex capo revisore dei conti del Vaticano ritiene di essere stato estromesso dopo aver indagato sui conti bancari segreti, alcuni dei quali sono stati ora collegati a un accordo su proprietà immobiliari a Londra che ha indotto un'inchiesta interna della Santa Sede su possibili irregolarità finanziarie.

Libero Milone ha dichiarato al Financial Times di ritenere di essere stato costretto a dimettersi due anni fa a causa delle informazioni che ha richiesto su centinaia di milioni di dollari "esclusi dai libri" dalle entità vaticane in Svizzera.


"Alcune persone si sono preoccupate che stavo per scoprire qualcosa che non avrei dovuto vedere", ha dichiarato Milone, ex presidente di Deloitte in Italia, assunto da Papa Francesco nel 2015 come primo revisore dei conti del Vaticano.


"Ci stavamo avvicinando troppo alle informazioni che volevano tenere segrete e hanno inventato una situazione per farmi buttare fuori."


Il mese scorso la polizia vaticana ha fatto irruzione negli uffici del suo Segretariato di Stato, l'amministratore centrale della Santa Sede, per sequestrare documenti e computer collegati a un investimento di 200 milioni di dollari da parte dell'agenzia nel piano di costruzione di 49 appartamenti di lusso nel quartiere londinese di Chelsea.


Milone ha lasciato il Vaticano dopo essere stato accusato dalle guardie svizzere di spionaggio e appropriazione indebita. Le autorità vaticane hanno successivamente abbandonato tutte le accuse, che l'ex capo revisore aveva sempre negato. Milone ha dichiarato che il cardinale Giovanni Angelo Becciu, allora secondo in comando del Segretariato che ha autorizzato l'accordo sulla proprietà di Londra, gli ha detto che avrebbe dovuto lasciare il Vaticano.

Il Vaticano non ha risposto a una richiesta di commento sulle accuse di Milone.
Parlando nel 2017 dopo che Milone aveva lasciato il Vaticano, il cardinale Becciu ha respinto le affermazioni dell'ex revisore dei conti che era stato ingiustamente costretto a ritirarsi. "Ha infranto tutte le regole e stava spiando le vite private dei suoi superiori e del suo staff, incluso me", ha detto il cardinale in quel momento. "Se non avesse accettato di dimettersi, lo avremmo denunciato".


Questa settimana il cardinale Becciu ha negato qualsiasi illecito. "È prassi accettata per la Santa Sede investire in proprietà, lo ha sempre fatto: a Roma, a Parigi, in Svizzera e anche a Londra", ha affermato. "La mia coscienza è chiara e so di aver sempre agito nell'interesse della Santa Sede e mai in quello personale".


Il cardinale Pietro Parolin, il secondo funzionario più alto del Vaticano dopo il Papa, ha dichiarato questa settimana che era in corso un'indagine sull'accordo sulla proprietà di Londra. “Stiamo lavorando per chiarire tutto. Questo accordo era piuttosto opaco e ora stiamo cercando di chiarire ", ha detto ai giornalisti a Roma.


Milone ha affermato che, quando è diventato capo revisore contabile nel 2015, non esistevano documenti ufficiali sulle centinaia di milioni di dollari detenuti dal segretariato nei conti bancari svizzeri e che era venuto a conoscenza della loro esistenza solo quando fonti esterne alla Santa Sede hanno informato la sua squadra.


Quando Milone alla fine ottenne il permesso direttamente dal Papa di richiedere informazioni a queste banche svizzere, affermò che la sua richiesta fu successivamente bloccata da altri all'interno del Vaticano.

sabato 2 novembre 2019

Gli effetti del terrorismo economico della Federal Reserve

La risposta di liquidità della Fed arriva troppo tardi, ma quello era da sempre il piano ...

Fonte: https://www.zerohedge.com/markets/feds-liquidity-response-too-little-too-late-was-always-plan

I globalisti e le élite bancarie hanno praticato la truffa "ordine dal caos" per molto tempo, da secoli in effetti. Una cosa che fanno, in pratica è far sembrare brillanti le persone di intelligenza altrimenti mediocre. Una cosa che fa, la cospirazione organizzata (NdT: "mafioneria"), è di far apparire onnipotente e intoccabile un gruppo di criminali altamente vulnerabili. In definitiva, si gioca tutto sul tempo. I globalisti hanno avuto molto tempo per sintonizzare e perfezionare i loro metodi per manipolare la psiche collettiva delle masse.


Spesso commettono errori, ma finché nessuno li confronta direttamente e li rimuove dall'equazione, semplicemente questi aprono un business altrove con un nome diverso usando maschere diverse e continuano il loro lavoro insidioso.

  Finché la società è ancora vittima dell'ignoranza e presuppone che tali cospirazioni siano "impossibili", le élite hanno la mano libera per vittimizzare ulteriormente la popolazione. Fintanto che gli idioti accademici fraintendono il rasoio di Occam e insistono sul fatto che l'evidenza della cospirazione non ha importanza perché non si adatta alla loro nozione ristretta della "spiegazione più semplice", essi sostengono il cartello bancario e gli permettono di prosperare.

Sul lato positivo, vedo un risveglio in atto in un sottogruppo della popolazione che è esperto dei giochi dei globalisti. Credo che questa sottile ondata di samurai analitici abbia preoccupato le élite; queste si rendono conto che il loro tempo, per una volta nella storia, sta per scadere. Un giorno, molto presto, potrebbero trovarsi ad essere gli obiettivi diretti di una rivoluzione e questa cosa non gli piace.

Quindi, i globalisti hanno bisogno di un piano, un gioco truccato di proporzioni epiche in cima a una delle più grandi bolle economiche della storia recente. Il piano si basa prima su una reale arma sperimentata delle élite: la cooptazione delle persone che si oppongono a loro. E come si fa a cooptare un movimento? Assumendo la loro leadership. In secondo luogo, per il cambiamento globale la cabala ha bisogno di una distrazione globale, o di una tempesta di numerose distrazioni per mantenere il pubblico affascinato e/o spaventato. In terzo luogo, devono distogliere la colpa da se stessi presentando al pubblico dei capri espiatori credibili.
 


Quando sarà tutto finito, vogliono che le persone siano stupite e sconvolte, chiedendosi come sia successo e cercando qualcuno su cui puntare un dito. La narrazione sarà che "è stata una tempesta perfetta di coincidenze", che è stato "il male della sinistra politica" o "il male della destra politica". Vogliono trasformare la confusione pubblica in una guerra civile, tutto questo mentre stanno dietro e godono il caos da una comoda sedia da spiaggia aspettando il momento buono in cui possono precipitarsi e agire come salvatori della patria che cercano di "porre fine alla follia".

Questo processo sta accadendo oggi e solo i più ciechi hanno problemi a rendersi conto che il mondo ha superato il limite di un brutto precipizio.

Gli agenti della disinformazione lo chiamano "rovina e oscurità", perché ciò dovrebbe dissuaderti dal prenderlo sul serio. Ma i fatti sono i fatti. Questo è il motivo per cui mi concentro gran parte del mio tempo sull'economia e, sebbene numeri e statistiche possano essere truccati, gli effetti di un incidente finanziario non possono essere nascosti. È innegabile che tutto ciò che i critici di queste informazioni possono fare è di cercare di indurre le persone a non guardare.

La realtà è questa: l'economia americana è in forte declino e questo è un evento programmato.

La Federal Reserve ha trascorso gran parte dell'ultimo decennio a gonfiare quella che oggi chiamiamo "La Bolla di Tutto", una bolla che si diffonde in quasi tutti gli aspetti dell'economia, dalle azioni agli alloggi, al PIL, all'occupazione, al debito delle imprese, al debito dei consumatori e al debito nazionale. Non credo che nessuno neghi l'esistenza di questa bolla, tranne le banche centrali e alcuni media mainstream.


Jerome Powell, ora presidente della Fed, aveva avvertito nel 2012 che i mercati erano diventati dipendenti dallo stimolo della Fed e che qualsiasi inasprimento della liquidità da parte della banca centrale, compreso il taglio del bilancio o l'innalzamento dei tassi di interesse, avrebbe causato una brusca inversione o un crollo. Non appena Powell è diventato presidente, ha ignorato i propri avvertimenti e ha continuamente aumentato la liquidità.

Le persone confuse sul perché Powell abbia intrapreso un'azione del genere, sapendo benissimo che ciò avrebbe innescato un incidente, dovrebbero esaminare la storia della Banca dei regolamenti internazionali e come questa banca detta le decisioni politiche di tutte le banche che la compongono. La BRI è la "banca centrale delle banche centrali" ed è il gestore globale centrale di tutte le banche centrali nazionali. Powell e il consiglio della Fed non scrivono le politiche da soli, ma semplicemente eseguono le decisioni politiche prese dalla BRI.

Come ha accennato Powell nel 2012, la "bolla di tutto" è stata lanciata nel 2018 dalla Fed attraverso aumenti dei tassi e tagli al bilancio. Una volta che la valanga è stata innescata, non è possibile fermarla. La rottura dei fondamentali è in corso. Solo i mercati azionari e alcune statistiche truccate rimangono in beata levitazione.
Il crollo dei mercati azionari a dicembre è stato bloccato quando le stesse società sono intervenute con riacquisti di azioni e la Cina ha pompato miliardi di stimoli nel sistema globale. Tuttavia, le azioni non sono lunghe per questo mondo poiché i riacquisti rallenteranno e le misure di stimolo di varie banche centrali vedranno progressi limitati.
 


- La manifattura americana è scesa a livelli mai visti in 10 anni ed è entrata nel territorio della recessione.

- I nuovi alloggi negli Stati Uniti sono calati bruscamente a settembre e la costruzione di nuove case è diminuita. Questo indicatore di solito precede un calo delle vendite complessive di alloggi di alcuni mesi. Ciò significherebbe un ritorno al crollo delle vendite di abitazioni come visto l'ultima volta durante l'estate. In altre parole, il recente aumento delle vendite è una tantum, trainato da tassi ipotecari più bassi e destinato a terminare.

- Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti stanno seguendo un modello simile al mercato immobiliare, con un calo recessivo all'inizio di quest'anno, seguito da un rimbalzo a breve termine e ora un ritorno in territorio negativo mentre la tendenza si riafferma.

- I negozi al dettaglio stanno chiudendo a un ritmo record nel 2019. Oltre 8.500 negozi stanno già chiudendo quest'anno, con una previsione di 12.000 negozi in chiusura all'inizio del 2020. Questo è spesso attribuito allo "shopping online", ma i rivenditori online rappresentano solo circa 14 % del mercato al dettaglio totale. Questo non spiega perché i piccoli negozi stanno chiudendo a frotte. Non solo, ma i principali rivenditori online come Amazon stanno registrando profitti in calo, con profitti previsti, in occasione delle feste, destinati a ridursi ulteriormente.

- Gli utili aziendali sono crollati nel 2019 e le stime sulla crescita degli utili sono state drasticamente adeguate al ribasso. Solo alcune società, come Apple, sono uscite dalla mischia incontaminate finora, ma questo è comune durante gli eventi di crisi a livello di recessione e depressione: una manciata di società sopravvive e si consolida mentre il resto collassa.

- Il debito societario è sempre ai massimi, mentre i depositi in contanti della maggior parte delle società sono minimi; così tanto che queste società si rivolgono sempre più a prestiti overnight pronti contro termine della Fed per rimanere liquidi.
 


- Il debito dei consumatori è sempre ai massimi, con le famiglie americane indebitate per un totale di oltre 13 trilioni di dollari.

 - Sebbene si sia verificato un recente inasprimento della curva dei rendimenti da 3 mesi a 10 anni e della curva dei rendimenti da 2 a 10 anni, questo è in realtà un brutto segno. Un'inversione a lungo termine della curva dei rendimenti è un segnale sicuro di recessione economica. Quando la curva dei rendimenti si indebolisce, questo è il punto in cui storicamente si verifica un brusco crollo dei fondamentali e dei mercati.

In altre parole, il crollo sta avvenendo ora. Molti analisti hanno erroneamente ipotizzato che i recenti acquisti di attività della Fed indichino che stanno cercando di "dare un calcio al barattolo" durante l'incidente. È troppo tardi per quello. Se la Fed volesse bloccare lo schianto, avrebbero iniziato il QE4 a pieno ritmo circa 8-10 mesi fa, subito dopo il crollo di dicembre. Le banche internazionali e le banche centrali segnalano problemi di liquidità in dollari dalla metà del 2018. La Fed ha continuato a impuntarsi e non ha agito fino agli ultimi due mesi, per coincidenza, subito dopo che numerosi sondaggi hanno mostrato che la maggioranza degli americani si stava preoccupando per la recessione.

Vale a dire, la Fed ha mantenuto le condizioni di liquidità il più rigorose possibile fino a quando il pubblico non è diventato finalmente consapevole della crisi. La verità è che nulla è cambiato per quanto riguarda la liquidità.


 La Fed ha lanciato acquisti di asset per far sembrare che sia interessata al tentativo di risolvere il problema. Tuttavia, gli stimoli del pronti contro termine della Fed e gli aumenti di bilancio non sono sufficienti per fare la differenza. Chiamare le azioni pronti contro termine della Fed "Not-QE" è un modo divertente per sottolineare che la Fed non è diretta nelle sue intenzioni, ma quando si confrontano i prestiti pronti contro termine correnti e gli acquisti di attività con un evento come il TARP nel 2008, che da solo ha iniettato oltre 16 trilioni di dollari di liquidità nel sistema finanziario (non è stato ancora intrapreso alcun audit sugli altri programmi di QE), lo stimolo attuale non è altro che una goccia nell'oceano.

La Fed NON è assolutamente onesta nelle sue intenzioni, ma non nel modo in cui molti analisti alternativi sembrano pensare. La Fed non sta cercando di nascondere le misure del QE4, la Fed sta continuando a fare il minimo necessario per apparire come se stessero agendo, mentre in realtà stanno realizzando pochissimo.

Chiaramente non hanno più intenzione di prendere tempo. La Fed ha voluto un incidente, e ora ce l'hanno. Il motivo è perfettamente logico: la banca centrale, sotto il controllo dei globalisti della BRI, ha bisogno del caos economico per fornire copertura a quello che chiamano il "reset economico globale". In sostanza, è la demolizione controllata del vecchio ordine mondiale per far posto al loro "nuovo ordine mondiale".

Come ho notato negli articoli precedenti, hanno già fatto tutto questo prima e hanno ammesso apertamente di aver causato incidenti in passato, inclusa la Grande Depressione. Dopo ciascuno di questi eventi di crisi finanziaria, sono state formate istituzioni globaliste e sono stati fatti passi avanti nella governance globale. L'implosione della "Bolla di Tutto" sembra essere l'ultimo evento di crisi economica previsto prima che venga raggiunta la centralizzazione totale.

Questo non vuol dire che avranno successo con la loro agenda; Mi capita di pensare che a lungo andare falliranno. Ma resta il fatto che l'attuale crollo recessivo, che presto diventerà molto più distruttivo di quanto non lo sia già, è stato causato dai banchieri centrali e lo hanno fatto consapevolmente. La narrazione della "Fed confusa" nel disperato tentativo di salvare se stessa o il sistema è delirante. Le prove semplicemente non supportano questa affermazione.

I funzionari della Fed hanno riconosciuto pubblicamente cosa sarebbe accaduto se fosse stata perseguita una stretta di liquidità. Lo hanno fatto comunque, e poi hanno detto al pubblico che tutto andava bene. Hanno mentito ad ogni passo, mantenendo il pubblico completamente al buio e impreparato alle conseguenze.


 Allo stesso tempo, abbiamo un presunto presidente "populista" che attacca regolarmente la Fed e allo stesso tempo si prende pienamente il merito della bolla dei mercati. Donald Trump si vanta quotidianamente della sua influenza sui mercati, sull'occupazione, sul PIL, ecc. Lo fa anche se ha definito la ripresa economica "una bolla" durante la sua campagna. Ora possiede la salute dell'economia e, per estensione, ha fatto un regalo perfetto ai banchieri centrali e al globalista: ha impostato se stesso e i suoi sostenitori come capri espiatori per l'incidente. La sua caduta serve a screditare i critici della banca centrale nelle generazioni a venire.

Se ti stavi chiedendo perché i globalisti hanno aspettato dieci anni a far schiantare il sistema, ora lo sai. Se avessero lanciato la crisi qualche anno fa, ne sarebbero stati incolpati loro. Oggi è difficile da dire. Il crescente contingente di attivisti per la libertà immuni alla truffa (e immuni al teatro Kabuki che coinvolge Donald Trump) potrebbe essere in grado di invertire la tendenza abbastanza da forzare la mano delle élite. Forse dovranno abbandonare alcuni dei loro sforzi di centralizzazione o trascinare la recessione economica più a lungo di quanto desiderassero. Sospetto che abbiano già dovuto farlo in diverse occasioni a causa degli analisti liberi.

Alla fine, l'incidente riguarda noi. Si tratta di influenzare i cambiamenti della psicologia collettiva, rendendoci più ricettivi all'estrema globalizzazione. Se a loro non importa cosa pensiamo, allora perché spendere trilioni di dollari, ore infinite e forza lavoro cercando di influenzare la nostra percezione? Hanno bisogno della stragrande maggioranza di noi per acconsentire al "nuovo ordine mondiale", altrimenti avranno fallito.

giovedì 31 ottobre 2019

Promemoria sulla dittatura bancaria - trasmesso a suo tempo a Imposimato

Promemoria sulla dittatura bancaria - trasmesso a suo tempo a Ferdinando Imposimato

La dittatura bancaria stabilisce i nomi delle cose, chiamando se stessa "democrazia", mentre, qualora vi fosse un governo del popolo, lo chiamerebbe "tirannia". Allo stesso modo orwelliano, la dittatura ha cambiato e snaturato il significato della parola "signoraggio". Inizialmente il signoraggio indicava il guadagno del signore - del sovrano -  sulla creazione di moneta, cioè la differenza tra i costi di produzione della moneta, il valore intrinseco,  ed il  valore nominale che lo stesso sovrano gl'imponeva. Il guadagno di conio della zecca che si somma ai costi della materia prima, nella produzione della moneta, si chiama invece "monetaggio". La materia era delicata e, nel medioevo, la sede della zecca era nel palazzo stesso del signore. Gli operai di zecca si tramandavano la professione, coi segreti del mestiere, di padre in figlio.

Lo stesso Luigi Einaudi, primo governatore di Banca d'Italia sotto l'occupazione americana e poi presidente della Repubblica, già nel 1936 mentiva:  
“L'alto signoraggio, aperto o traverso, cadde in disuso dall'aprirsi dell'età moderna, sia perché meno agevole a prelevarsi nascostamente, sia perché instaurate imposte regolari, i prìncipi più non ebbero necessità di ricorrervi”.
(Cfr: Scritti economici, storici e civili, Mondadori, 1983, pag. 470).

Con l'avvento della dittatura bancaria privata, consolidata con due guerre mondiali, il signoraggio nel 2019 viene definito così dalle banche centrali del sistema globalista: "il flusso di interessi sulle proprie attività fruttifere" - ovvero, ad esempio, gli interessi ottenuti comprando il debito pubblico, facendo sparire completamente il vero signoraggio ottenuto dalla creazione della base monetaria. Il signoraggio diventa l'usura - gli interessi - che la banca poi restituisce allo stato - tolte le proprie spese gestionali. Il furto del capitale diventa invisibile al pubblico poiché nel bilancio le banche, centrali o meno, registrano il valore nominale del denaro come fosse una passività, delle stesse, che tuttavia non viene mai regolata. Una "falsa" passività che ha solo lo scopo di nascondere i veri utili al pubblico, fingendo che la banca paghi a qualcuno il capitale che crea dal nulla.

Questo serve per mantenere l'inganno scritto sul sito della Banca d'Italia: "Oggi, quindi, il signoraggio viene percepito in prima battuta dalle banche centrali, le quali tuttavia lo riversano poi agli Stati, titolari ultimi della sovranità monetaria." Se così avvenisse, secondo la definizione originaria della parola, dovremmo trovare nel bilancio dello Stato una voce attiva corrispondente alle passività bancarie. Ma questo non avviene.

L'inganno - che costituisce una enorme tassa privata o tangente - è stato possibile ottenendo la completa indipendenza delle banche centrali dal governo, spesso a suon di bombe o terrorismo, come avvenne in Italia con gli anni di piombo finiti poi con la firma da parte del presidente Francesco Cossiga del Trattato di Maastricht. Cossiga delegò alla firma effettiva gli ormai defunti e non più processabili Guido Carli e Gianni De Michelis.

Ottenuta l'indipendenza dal sovrano ufficiale, le banche falsarie sono diventate i veri sovrani dell'era moderna ed ecco spiegata la sudditanza dei tre poteri di Montesquieu (legislativo, giudiziario ed esecutivo) che vi s'inginocchiano, economicamente ammanettati. Questa furba tassa da signoraggio vale ufficialmente mille miliardi l'anno, per l'Italia, ma si stima piuttosto attorno ai duemila miliardi con un calcolo più accurato.

domenica 27 ottobre 2019

IL PECCATO ORIGINALE DELLA CONTABILITÀ

IL PECCATO ORIGINALE DELLA CONTABILITÀ
Tratto da: “Bean counters – The triumph of the accountants and how they broke capitalism” di Richard Brooks, ex ispettore delle tasse, oggi una firma del giornale Private Eye
 
Vedi: Un libro accusa le Big Four: «Tra conflitti d’interesse e guadagni facili, PwC, Kpmg, EY e Deloitte hanno tradito la loro anima»

La devozione di Pacioli scivola in un passaggio narrativo del "Particolaris", il cui spirito ha fatto eco nei secoli. È necessario capire un po più di contabilità per apprezzare il perché. Supponiamo che un commerciante acquisti dei vestiti per 10 ducati in contanti. Se non ha venduto i vestiti entro la fine dell'anno, il suo bilancio mostrerà un magazzino aumentato di 10 ducati e la cassa ridotta dello stesso importo. Non ha perso nulla. Ma cosa succede se lo stock viene danneggiato? O i vestiti non vanno più di moda a Venezia quell'anno? Ora potrebbero valere solo 6 ducati. Quando chiude il suo libro, deve registrare il cambiamento di valore dello stock. In questo caso, lo farebbe accreditando il conto magazzino di 4 e addebitando di conseguenza il conto profitti e perdite di 4 (il debito e il credito devono sempre corrispondere). Il suo profitto avrebbe avuto una perdita di 4 ducati.

I rendimenti di un commerciante variano quindi con il modo in cui valuta il suo stock, rendendo notevole la visione di Pacioli sulla questione. "Considera i prezzi piuttosto più alti che più bassi", egli consiglia quando valuta, ad esempio, gli oggetti d'argento nell'inventario. "Ad esempio, se ti sembra che valgano 20, metti 24, in modo da poter ottenere un profitto maggiore." Questo invito a falsificare i libri è stato un grande allontanamento dalla nozione di contabilità come pratica veritiera. Il padre della contabilità non stava solo confermando che la contabilità è un atto di giudizio. Stava sostenendo di esercitare questo giudizio in modo disonesto.
I conti prodotti con il metodo della partita doppia non sono mai stati irreprensibili. Infatti, pretendendo di presentare un quadro completo di un'azienda con debiti e crediti in perfetto equilibrio, hanno portato il nuovo pericolo di una fiducia messa fuori posto. La sopravvalutazione della Banca Medici dei suoi prestiti alla clientela - che in un settore bancario sono simili al magazzino nel commercio e allo stesso modo gonfiano i profitti se non ridotti in caso di perdita di valore - è stata un esempio emblematico. Così avviene con la debacle del prestito subprime alcuni secoli dopo. Eppure, nonostante la sua suscettibilità agli abusi, la contabilità a partita doppia, come spiegato da Pacioli, dimostrerebbe il suo valore. Nei secoli a venire, le aziende che hanno contabilizzato bene in generale hanno prosperato; quelli che non lo hanno fatto hanno fallito. Nelle parole del Padre della contabilità: "Se non sei un buon contabile nella tua attività, andrai a tentoni come un cieco e potresti incontrare grandi perdite." Quelle rimangono alcune delle parole più vere degli ultimi cinquecento anni di storia dell’attività finanziaria.


Nota Bene: nel 28 giugno 2014 - quattro anni prima che uscisse il libro di Brooks - Papa Francesco aveva ricevuto una lettera in merito al peccato originale, rispetto alla creazione monetaria:
http://www.quieuropa.it/lettera-a-papa-francesco-sul-peccato-originale-della-moneta-bancaria/

mercoledì 18 settembre 2019

Banchieri centrali alla ricerca ossessiva del potere

Banchieri centrali alla ricerca ossessiva del potere
di Ellen Brown, tratto da: https://www.truthdig.com/articles/bankers-will-stop-at-nothing-to-keep-their-grip-on-the-global-economy/

I banchieri centrali hanno esaurito le munizioni. Mark Carney, il capo della Banca d'Inghilterra in procinto di ritirarsi, lo ha ammesso in un discorso all'incontro annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole, Wyo, ad agosto. "A lungo termine", ha detto, "dobbiamo cambiare il gioco". Lo stesso argomento è stato sottolineato da Philipp Hildebrand, ex capo della Banca nazionale svizzera, in una recente intervista con Bloomberg. "Davvero, ci sono poche munizioni rimaste", ha detto. "È improbabile che più o meno la stessa cosa in termini di politica monetaria sia una risposta adeguata se entriamo in una recessione o in una forte recessione".

"Più o meno lo stesso" significa ridurre ulteriormente i tassi di interesse, lo strumento azionario delle banche centrali per mantenere il loro tasso di inflazione mirato in una fase di recessione. Si presume che i tassi di interesse basati sull'affare stimolino l'economia incoraggiando i mutuatari a prendere in prestito (poiché i tassi sono così bassi) e i risparmiatori a spendere (poiché non fanno alcun interesse sui loro depositi e potrebbero dover pagare per conservarli). Al momento, oltre 15 trilioni di dollari in obbligazioni sono negoziati a livello globale a tassi di interesse negativi, ma questa manovra radicale non ha dimostrato di migliorare in modo misurabile la performance economica. In effetti, una nuova ricerca mostra che i tassi di interesse negativi delle banche centrali, piuttosto che aumentare la spesa, arrestare la deflazione e stimolare l'economia come avrebbero dovuto fare, potrebbero avere effetti opposti. Sono accusati di spremere le banche, punire i risparmiatori, mantenere le aziende morenti sul supporto vitale e alimentare un aumento potenzialmente insostenibile dei prezzi delle attività.


 Quindi cosa deve fare un banchiere centrale? La soluzione proposta da Hildebrand è stata presentata in un documento che ha scritto con tre dei suoi colleghi di Black Rock, il più grande gestore patrimoniale del mondo, di cui ora è vicepresidente. Rilasciato ad agosto in coincidenza con la riunione annuale di Jackson Hole, il documento è stato scritto da Stanley Fischer, ex governatore della Bank of Israel ed ex vice presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti; Jean Boivin, ex vice governatore della Bank of Canada; e l'economista di BlackRock Elga Bartsch. La loro proposta chiede "un coordinamento più esplicito tra le banche centrali e i governi quando le economie sono in una recessione in modo che la politica monetaria e fiscale possa lavorare meglio in sinergia". L'obiettivo, secondo Hildebrand, è di andare "diretto con denaro ai consumatori e alle aziende al fine di ravvivare il consumo ", mettendo i soldi direttamente nelle tasche dei consumatori.

Sembra un po '"soldi dell'elicottero", ma in realtà non stava parlando di far piovere soldi sulle persone. La banca centrale manterrebbe una "struttura fiscale di emergenza permanente" che si attiverebbe quando la manipolazione dei tassi di interesse non funzionava più e la deflazione si era verificata. La banca centrale avrebbe determinato la dimensione della struttura sulla base delle sue stime di ciò che era necessario per ottenere il livello dei prezzi torna all'obiettivo. Suona bene fino a quando non arriverai alla parte su chi erogherà i fondi: "Esperti indipendenti deciderebbero come distribuire al meglio i fondi per massimizzare l'impatto e raggiungere gli obiettivi di investimento strategici stabiliti dal governo".


"Esperti indipendenti" è un altro termine per "tecnocrati": carbocrati scelti per la loro abilità tecnica piuttosto che per voto popolare. Potrebbero utilizzare dati sofisticati, algoritmi e formule economiche per determinare "il modo migliore per distribuire i fondi", ma la domanda è "migliore per chi?" Furono i tecnocrati delle banche centrali a far precipitare le economie della Grecia e dell'Italia nell'austerità dopo il 2011 e tecnocrati non eletti che hanno fatto fallire Detroit nel 2013.

Hldebrand e i suoi coautori non stanno parlando delle banche centrali che rinunciano alla loro indipendenza dalla torre d'avorio per lavorare con i legislatori nel coordinamento della politica fiscale e monetaria. Piuttosto, i banchieri centrali avrebbero acquisito ancora più potere, dandosi una nuova pentola di denaro gratuito che avrebbero potuto distribuire nel modo che ritenevano opportuno al servizio di "obiettivi del governo".

Il nuovo gioco di Carney

La tendenza a scavalcare era evidente anche nel discorso di Jackson Hole di Carney quando disse: "Dobbiamo cambiare il gioco". Il cambio di gioco che ha proposto era di spezzare il potere del dollaro USA come valuta di riserva globale. Ciò avverrebbe attraverso l'emissione di una valuta digitale internazionale supportata da più valute nazionali, sul modello della "Libra" di Facebook.


Le valute di riserva multiple non sono una cattiva idea, ma se stiamo seguendo il modello della Libra, stiamo parlando di una nuova valuta di riserva unica che è semplicemente "supportata" da un paniere di altre valute. Le domande quindi sono: chi emetterebbe questa valuta globale e chi stabilirebbe le regole per ottenere le riserve.

Carney ha suggerito che la nuova valuta potrebbe essere "meglio fornita dal settore pubblico, forse attraverso una rete di valute digitali della banca centrale". Ciò solleva ulteriori domande. Le banche centrali sono davvero "pubbliche"? E chi sarebbe l'emittente, la Bank for International Settlement controllata dai banchieri, la banca delle banche centrali in Svizzera? O forse il Fondo monetario internazionale, che Carney sembra essere in linea per dirigere?

L'FMI ​​emette già diritti speciali di prelievo per integrare le riserve valutarie globali, ma sono semplicemente "unità di conto" che devono essere scambiate con valute nazionali. Consentire all'FMI di emettere la valuta di riserva globale avrebbe dato ai tecnocrati non eletti un potere senza precedenti sulle nazioni e sui loro soldi. L'effetto sarebbe simile alla rinuncia da parte dei governi dell'Unione europea al controllo sulle proprie valute, rendendo le loro banche centrali dipendenti dalla Banca centrale europea per la liquidità, con le sue conseguenze disastrose.


È tempo di porre fine alla Fed "indipendente"?

Un evento mediatico che ha provocato ancora più indignazione contro i banchieri centrali ad agosto è stato organizzato a Bloomberg da William Dudley, ex presidente della Federal Reserve di New York ed ex partner di Goldman Sachs. Intitolato "La Fed non dovrebbe abilitare Donald Trump", ha concluso:

    C'è persino una discussione sul fatto che le elezioni [presidenziali] stesse rientrino nella sfera di competenza della Fed. Dopotutto, la rielezione di Trump rappresenta probabilmente una minaccia per gli Stati Uniti e l'economia globale, per l'indipendenza della Fed e per la sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi di occupazione e inflazione. Se l'obiettivo della politica monetaria è raggiungere il miglior risultato economico a lungo termine, i funzionari della Fed dovrebbero considerare come le loro decisioni influenzeranno l'esito politico nel 2020.

La Fed è così indipendente che, secondo l'ex presidente della Fed Alan Greenspan, non risponde a nessuno. Un argomento principale per mantenere l'indipendenza della Fed è che deve rimanere un arbitro neutrale, al di là della politica e dell'influenza politica; e l'opera di Dudley ha chiaramente violato questa regola. I critici lo definirono un tentativo di rovesciare un presidente in carica, un colpo di stato a tradimento che giustificherebbe la fine della Fed.

Forse è vero, ma le banche centrali svolgono effettivamente alcune funzioni utili. Meglio sarebbe nazionalizzare la Fed, trasformandola in una vera utilità pubblica, incaricata di servire gli interessi dell'economia e del pubblico votante. Avere la banca centrale e il governo federale a lavorare insieme per coordinare la politica fiscale e monetaria è in realtà una buona idea, purché il processo sia trasparente e i rappresentanti pubblici abbiano il controllo su dove viene distribuito il denaro. Sono i nostri soldi e dovremmo essere in grado di decidere dove vanno.