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giovedì 13 ottobre 2011

La polizia greca contesta la troika e protesta

La polizia greca contesta la troika e protesta di fronte alle ambasciate di Francia e Germania

Proprio quelli che erano stati incaricati di proteggere il parlamento Greco e i politici dalle masse furibonde e che sono stati criticati da Amnesty International per la loro mano pesante, la polizia greca, ora, ha anch’essa cominciato a protestare contro l'austerità dell'UE-FMI.

Lunedì, la polizia dell'Unità Special Guards hanno risalito il Monte Licabettus, il punto più alto di Atene, per esporre un gigantesco striscione nero sotto il colle della famosa Cappella di San Giorgio  che diceva: “Giorno di paga, giorno di lutto”.

Circa 50 poliziotti scioperanti proteggevano lo striscione dalla polizia rimasta in servizio e che aveva ricevuto l'ordine di strappare lo striscione.

Truppe della polizia hanno protestato anche fuori degli uffici della Commissione Europea nella capitale e delle ambasciate di Francia e Germania, con uno striscione che recitava: “Fuori quelli della Troika!” e un'altro della Pan-Hellenic Federation of Police Officers che dichiarava in inglese:

“I greci non negoziano la loro dignità nazionale.”

“Non diverremo la scorta di politici tossicomani per procuragli la loro ultimissima dose”, diceva un altro riferendosi all'operazione di polizia di giugno per proteggere i deputati dalle proteste di massa  perché potessero entrare in parlamento ad approvare le misure di austerità. Il  termine greco usato per indicare una tranche del prestito e una dose di droga è stessa parola.

Gli agenti protestano per i tagli degli stipendi e i congedi forzati non retribuiti. Lunedì era un giorno fissato per le paghe, ma parte degli stipendi è stata trattenuta come quota di una speciale “tassa di solidarietà” imposta sui lavoratori del settore pubblico.

 Essi hanno dichiarato che intendono partecipare “massicciamente” alle proteste a fianco degli altri dipendenti pubblici. Ulteriori proteste della polizia sono programmate per martedì sera in prossimità del parlamento.

Una rabbiosa dichiarazione sul sito del sindacato di polizia avvisava “su un'escalation della nostra lotta” e che le forze di sicurezza “non avrebbero accettato acriticamente le direttive emanazione del FMI, dell'Unione Europea e delle Potenze.”

“Noi rifiutiamo di accettare le condizioni di governo degli occupanti la nostra terra.”

Le dimostrazioni della polizia giungono nel pieno di un'ulteriore agitazione sindacale dei lavoratori dei trasporti lunedì, con la metro di Atene, i tram e la ferrovia suburbana ferme per 24 ore. I lavoratori dei bus e filobus hanno incrociato le braccia per parecchie ore e i controllori di volo hanno preso l'iniziativa di uno sciopero in bianco.

I lavoratori dei trasporti hanno convocato una due giorni di sciopero dopo questa settimana. Uno sciopero del settore pubblico è stato annunciato per il 5 ottobre, mentre uno sciopero generale di tutto il settore si terrà il 19 ottobre.

Domenica, la polizia antisommossa ha usato lacrimogeni per sgomberare piazza Syntagma dalle migliaia di contestatori di fronte al parlamento greco. Il governo greco a giugno era stato criticato da Amnesty International per il suo uso eccessivo di gas lacrimogeni contro i contestatori.

Lo stesso giorno, circa 50 studenti irruppero negli uffici della televisione di stato con lo scopo di trasmettere un messaggio di protesta contro le riforme delle università, tagli che avevano dato il via ad una serie di sit-in negli istituti post-secondari in tutto il paese.
“C'è stata un'occupazione del canale televisivo pubblico NET e ce ne stiamo occupando”, ha dichiarato  il portavoce del governo Elias Mossialos.  La stazione rifiutò la richiesta degli studenti e trasmise un documentario  al posto del Tg delle sette.

Separatamente,  la Commissione Europea lunedì ha dichiarato che gli ispettori della troika ancora non sarebbero giunti ad Atene per continuare il loro esame  dello stato di attuazione delle misure d’austerità richieste dai creditori internazionali.

Non è stata fissata alcuna data, ha detto il portavoce economico Amadeu Altafaj-Tardio. Un funzionario UE ha tuttavia dichiarato, dopo, che la commissione è abbastanza fiduciosa [ che possano ritornare questa settimana]”.

“[La troika] sta ultimando le discussioni con la Grecia, poi potremo andare avanti”, ha dichiarato il funzionario.

Comunque, nel corso di un meeting dei ministri della finanze dell’eurozona del 3 ottobre in Lussemburgo, non è stata presa nessuna decisione sul rilascio dell’ultima tranche di 8 miliardi di euro in contanti per il salvataggio del paese.

La missione della troika deve prima ritornare ad Atene, produrre una valutazione di conformità, che deve poi essere valutata dagli altri stati dell’eurozona prima che i finanziamenti possano essere consegnati.

Sarà un programma serrato poiché il paese finirà i soldi per pagare i dipendenti pubblici e le pensioni a metà del prossimo mese.

Di LEIGH PHILLIPS

Euobserver 26/09/2011

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