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domenica 16 ottobre 2011

Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati


Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?

Paperblog, 16 ottobre 2011 da Tnepd
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
La rivoluzione francese, dopo un confuso periodo di “rivolte popolari” (nel senso quantomeno che coinvolsero ampi strati della popolazione e che a combattere ed a morir furono per lo più persone appartenenti alle classi più povere portò in dittatorale direttorio) dopo continui ribaltamenti degli equilibri di potere e sanguinosi ricambi della classe dirigente, si arrivò prima alla dittatura del direttorio e poi addirittura all’impero di Napoleone. E se la repubblica francese dovette impegnarsi in diverse guerre contro i paesi vicini, l’impero di Napoleone fu responsabile di una serie ininterrotta di azioni di guerra che misero a ferro e fuoco mezza Europa.
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
Napoleone
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
George Washington
Alla fine dopo tante tribolazioni il popolo francese, si ritrovò ancora alla mercè di una oligarchia che lo dominava e c’è da chiedersi se al di là di tante dichiarazioni di intenti e di sbandieramento di principi di libertà uguaglianza e fraternità (o fratellanza?) sia possibile che un popolo intero, una volta toccata con mano una (vera o presunta) libertà riesca a farsi fregare nuovamente da una minoranza di persone più ricche, più potenti e più furbe. Se veramente è stato il popolo a ribellarsi spontaneamente, come mai non si è ribellato ancora quando ha visto le sue conquiste andar ein fumo?
O forse non dovremmo pensare che dietro le “rivolte popolari” c’era una regia occulta che ha sobillato e diretto le masse affinché destabilizzassero il vecchio sistema per instaurarne uno nuovo e più funzionale alle esigenze di una certa élite economica (la ricca borghesia e la classe dei banchieri)? E’ davvero tanto eretico pensare che il popolo sia stato utilizzato come carne da macello prima nelle rivolte e poi nelle guerre vista la fine che hanno fatto la libertà e l’uguaglianza tanto sbandierate? Leggiamo ciò che dice al riguardo lo storico Paolo De Bernardi nel suo ottimo libro La storia governata dai banchieri a pagina 17: “… Gli Illuministi furono le mere casse di risonanza della nuova forma di potere che per prima aveva attecchito in Inghilterra ( il potere dei padroni del denaro ); infatti furono tutti esaltatori del liberismo inglese quale miglior forma di governo possibile … Una delle più importanti riforme dell’ Assemblea costituente della prima fase della Rivoluzione Francese, fu quella di abolire su tutto il territorio di Francia il sistema degli “open fields”, per consentire quel possesso assoluto della terra che si esplica nella recinzione. Tanto audace fu nelle riforme questa borghesia rivoluzionaria, ma non tanto da cancellare il Debito Pubblico della Francia monarchica, che verrà onorato con guerre ed espropri, ma non certo cancellato per non far dispetto a quei prestasoldi che di questa rivoluzione si fecero sponsor. Pensate: hanno rivoluzionato il calendario, riconvertito le chiese, risuddiviso il paese in dipartimenti, aboliti dazi, dogane, rivoluzionato l’ abbigliamento, l’ esercito … ma l’ unica cosa che non hanno toccato e che gli storici si guardano bene dal ricordare è il debito pubblico.”  [il grassetto è stato aggiunto dall'autore del blog] Del resto è possibile che tutte o quasi tutte le rivoluzioni siano così sfortunate da generare alla fine un potere persino più dispotico ed oppressivo di quello di cui ci si voleva liberare? La rivoluzione russa del 1917 portò alla fine ad un governo dittatoriale e oligarchico semplicemente spaventoso, nel quale una delazione, un semplice sospetto, poteva significare il campo di concentramento, la deportazione, la tortura e finanche la morte. Al regime non certo benevolo dello zar si sostituì un regime falso e ipocrita e criminale, che mandò a morte un numero imprecisato di innocenti cittadini che si stima quantomeno superiore ai tre milioni di persone, anche perché tiene conto non solo delle persone morte nei campi di concentramento, ma anche di quel mezzo milione e più di Kulaki morti nel corso del sanguinoso processo di collettivizzazione dell’agricoltura. Possiamo ancora dire che fu un semplice caso che pure il popolo russo, come quello francese, alla fine della rivoluzione, invece che pessere più libero si ritrovò ai polsimanette ancora più strette di quelle di prima?
 
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
Lenin
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
Marx
Sarà un caso che Karl Marx usa simboli massonici al pari di Lenin, Napoleone, Washington … ? E sarà un caso che il sito rudepravo che difende il comunismo sovietico dalle “infami accuse” negando i fatti sopra riportati (e testimoniati fra gli altri dal notissimo scrittore Aleksandr Solženicyn) ha bene in evidenza un simbolo massonico come logo di un suo aministratore? Del resto la La rivista “Hiram”, organo ufficiale del Grande Oriente di Italia, ci dice che Marx era membro della loggia Apollo di Colonia.
Dalla presa della bastiglia alla rivolta degli indignati?
Arrivati a questo punto che cosa possiamo pensare della “rivoluzione degli indignati” del popolo che “occupa wall street” e di altri movimenti che si sviluppano in maniera così rapida di fronte ai nostri occhi? Se al telegiornale sentiamo dire che questi gruppi si ispirano alla “primavera araba“, notoriamente manovrata dai servizi segreti USA e palesemente appoggiata da Obama e se li sentiamo nominare come “indignati”, e se ricordiamo quello che è realmente il movimento degli indignados spagnoli non ci restano più dubbi: la storia si ripete. Del resto come la rivoluzione francese non toccò i privilegi dei banchieri e non abolì il debito nei loro confronti, così le rivolte odierne non mettono in discussione il signoraggio.
E che dire del fatto che il giorno prima della manifestazione internazionale degli indignati i membri di AlbaMediterranea sono andati davanti bankitalia per parlare di signoraggio e raccogliere le firme per la cancellazione del debito pubblico (proposta da Domenico Longo) e glielo hanno impedito accusandoli di essere “fascisti” se parlano di signoraggio?

Ulteriori approfondimenti nei seguenti articoli:
Il 15 ottobre 1987 hanno ammazzato il presidente Thomas Sankara. Sapete perché? Perché voleva eliminare il debito dal suo paese, il Burkina Faso. Questo è il suo ultimo discorso alle Nazioni Unite.
professore emerito di economia dell’Università di Roskilde parla del signoraggio
la saga degli indignati
http://lalternativaitalia.blogspot.com/2011/10/la-prova-che-la-manifestazione-del-15.html

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