lunedì 29 aprile 2013

Bankenstein: anche Le Iene si cagano sotto

Stefano Rodotà - Che tempo che fa

Wally Bonvicini: Equitalia e lo stato dittatoriale

Nessuna fiducia al governo dei cospiratori


Quelle consorterie riservate di Enrico Letta

Byoblu, 

Enrico Letta
di Valerio Valentini (@valentinivaler)
Tra i tanti cambiamenti che questa fase di rinnovamento avrebbe dovuto portare “per riavvicinare il Palazzo ai cittadini”, ci si sarebbe potuti attendere soprattutto una cosa: che mai più un alto rappresentante dello Stato appartenesse a consorterie riservate. E invece, ancora una volta, tocca constatare che in Italia tutto cambia affinché tutto rimanga esattamente com’è. Terminata la sciagurata esperienza del governo tecnico, presieduto da quel Mario Monti membro del Bilderberg, dell’Aspen e della Commissione Trilaterale, si è passati al governo di Enrico Letta. Che sarà anche giovane, ma ha la stessa abitudine del suo anziano predecessore a frequentare le combriccole di illuminati, nelle quali si discute di tematiche politiche ed economicherigorosamente “a porte chiuse”.
Enrico Letta, infatti, è membro di Aspen Italia, la succursale nostrana dell’Aspen Institute, un’organizzazione no-profit fondata nel 1950 da un gruppo di imprenditori e affaristi di Chicago sotto la guida di Walter Paepcke. L’obiettivo dichiarato dell’Aspen è, fin dalla sua fondazione, quello di “promuovere una leadership illuminata, un’ampia diffusione di idee e valori validi in ogni tempo e un dialogo di ampio respiro sulle tematiche contemporanee”. Aspen Italia invece è nata nel 1984 e a fondarla ha contribuito principalmente Gianni Letta, l’eterno sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi. Ne è presidente Giulio Tremonti, mentre il vicepresidente è proprio il futuro primo ministro italiano, quell’Enrico Letta che sembra tenace e determinato nel non voler sfigurare di fronte a suo zio.
Tra l’altro non è a tutti noto che la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è quella che gestisce sottobanco tutte i panni sporchi, mentre l’uomo front-end gira per convegni e conferenze stampa. In altre parole, è a questa carica ombra che relazionano i servizi segreti. E chi si è preso, costantemente, tutti i sottosegretariati alla Presidenza del Consiglio, dai primi governi Berlusconi ad oggi? In dipendenza dal colore politico, due nomi: Gianni Letta e Enrico Letta, che si sono avvicendati l’uno all’altro in un’eterna ruota della (s)fortuna. Se volete sapere qualcosa, qualsiasi cosa sui segreti che sono custoditi nei fascicoli ufficialmente inesistenti, dovete chiedere alla famiglia Letta. Magari sanno anche se la vostra fidanzata vi tradisce.
Ma andiamo avanti. Scorrendo l’elenco del Comitato Esecutivo Aspen, si trovano tuttavia altri nomi davvero interessanti, appartenenti al mondo della politica, del giornalismo, dell’imprenditoria e dell’economia: si va da Giuliano Amato a Lucia Annunziata, da Fedele Confalonieri a Umberto Eco, da John Elkann a Jean-Paul Fitoussi, da Franco Frattini a Emma Marcegaglia, da Paolo Mieli a Lorenzo Ornaghi, da Mario Monti aRomano Prodi. Anche tra i “Soci sostenitori” di Aspen figura gran parte del gotha economico-finanziario italiano (sia pubblico che privato) e internazionale: Acea, Brembo, Aeroporti di Roma, Mondadori, Allianz, Assicurazioni Generali, decine di banche (tra cui MPS, BNL, UniCredit, Popolare di Milano, Credit Suisse, Deutsche Bank), Confindustria, la Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Impregilo, Lottomatica, Mediaset, la Rai, RCS, Google, Microsoft Italia ecc.
Quali sono  gli obiettivi che Aspen Italia persegue? “L’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni”. Il tutto, ovviamente, attraverso “il confronto e il dibattito a porte chiuse”, come la stessa organizzazione ci tiene a specificare: “attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva”.
Ora, è evidente che finché non vengono dichiarate illegali, tutte le associazioni hanno diritto di esistere, e di essere frequentate da chi vi è ammesso. Ed è altrettanto indiscutibile che “riservatezza” non è sinonimo di massoneria deviata o terrorismo occulto. Tuttavia, il problema qui non è di tipo legale: il problema è politico. Può un ministro della Repubblica, o addirittura un Presidente del Consiglio, partecipare a riunioni riservate, in cui si affrontano temi di importanza strategica per il Paese, senza renderne conto al popolo? E chi ci garantisce che la sua attività di servitore dello Stato non venga condizionata dalle decisioni prese all’interno di quelle consorterie di cui non si sa praticamente nulla, se non che esistono? Tra l’altro, ad ogni persona dotata di un minimo di spirito critico il sospetto sorge spontaneo: praticamente, se si esclude D’Alema, tutti i premier dal 1996 a oggi (Amato, Prodi, Monti, Enrico Letta) sono membri del Comitato Esecutivo di Aspen, a cui vanno aggiunti ben 4 ministri o strettissimi collaboratori (Gianni Letta, Confalonieri, Frattini, Tremonti) dell’altro principale protagonista dell’ultimo ventennio italiano, Silvio Berlusconi. Delle due l’una: o Aspen Italia è infallibile nel reclutare le persone giuste nel momento giusto, oppure, forse, la capacità di influenzare le scelte politiche del nostro Paese gli va riconosciuta.
Non siete ancora convinti? Allora date un’occhiata alla lista dei membri di VeDrò, il think thank di Letta che ogni anno si riunisce a Dro, nel trentino. Toh, ci sono sia il neo Ministro per l’Agricoltura Nunzia De Girolamo, fedelissima di Berlusconi ma anche del marito piddino Francesco Boccia (fedelissimo a sua volta di Enrico Letta, per la serie “tutto in famiglia“), sia il neo Ministro per l’Ambiente Andrea Orlando, ma anche il vice designato di Letta, quell’Angelino Alfano che sembra stare a Berlusconi come Ambra Angiolini stava a Boncompagni, e pure il nuovo sottosegretario alla presidenza del consiglio Filippo Patroni Griffi, così come il nuovo Ministro per lo sportJosefa Idem, e pure il neo Ministro per le infrastrutture e per i TrasportiMaurizio Lupi. Mamma mia quante singolari coincidenze! E quella è solo la lista palese (forse anche da aggiornare)…

Lo Stato deve creare denaro


Lo Stato deve creare il denaro di cui necessitiamo esercitando la Sovranità monetaria senza indebitarsi con la BCE

http://www.avaaz.org/it/petition/Che_lo_stato_non_si_indebiti_piu_con_le_banche_per_avere_il_denaro_dicui_necessitiamo_esercitando_la_Sovranita_monetaria/?foroVbb&pv=6

Lo Stato deve creare il denaro di cui necessitiamo esercitando la Sovranità monetaria senza indebitarsi con la BCE

Perché è importante

In Italia esiste una legge che da anni giace inapplicata, ingiustamente temuta da tutti i politici che se ne tengono alla larga, la Legge 28 dicembre 2005, n. 262.
Questa legge all'Art. 19 comma 10, recita testualmente:
Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.
La semplice attuazione di questa legge permetterebbe allo Stato italiano di recuperare la Sovranità monetaria, lo Stato è Sovrano (art 1 costituzione) di rientrare in possesso della Banca d'Italia e della sua moneta nazionale, di essere debitore verso la sua banca centrale come Giappone e Cina e di garantire un Reddito di cittadinanza senza creare debito verso nessuno.

domenica 28 aprile 2013

Il governo dei mostri che scatena le furie


Il club dei mostri

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E' ufficiale. Un banchiere all'Economia, Saccomanni, per salvare le banche. Un manichino parlante, Alfano, con incarico doppio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Interni. Enrico Letta, capitan findus, lo stoccafisso scongelato, Il nipote di suo zio, il più amato dalla Goldman Sachs, come presidente. Lupi, la nipote di Fantozzi, ai Trasporti e alle infrastrutture, là dove volano gli appalti e la TAV in Val di Susa. Mauro, un filosofo ciellino alla Difesa degli F35. Una signora che ha frequentato il liceo classico, la Lorenzin, alla Sanità, leggerà Leopardi ("sempre caro mi fu quest'ermo colle") e Carducci in corsia. Franceschini a parlare con il Parlamento. De Girolamo, la moglie pdl del Boccia pdmenoelle, alle Politiche Agricole, l'inciucio nell'inciucio. Quagliarello alle Riforme Istituzionali,quello di "Eluana non è morta, è stata ammazzata" e ho detto tutto. La Bonino agli Esteri, la radicale più vicina allo psiconano, liberale, liberista e libertaria, mondialista e frequentatrice del Bildeberg. L'uddicino Giampiero D'Alia alla Pubblica Amministrazione, autore di un emendamento per obbligare i provider a oscurare siti, blog e social media su richiesta del ministero degli Interni, persino la Idem, una canoista tedesca (a quando un rugbista neozelandese?), e Zanonato, "l'uomo del muro di sinistra" allo sviluppo economico.
Questo governo ricorda un animale fantastico, mitologico, con molte teste ma un solo cervello con due emisferi separati: quello destro è Berlusconi che sarà prescritto, quello sinistro la finanza internazionale che spolperà l'Italia. Un club dei mostri, una famiglia Addams che ubbidisce allo schioccar di dita della BCE e delle agenzie di rating.

Palazzo Chigi: disoccupato spara sui politici


#SPARATORIA - "VOLEVO UCCIDERE I POLITICI"

Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici"

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/28/sparatoria_-_luomo_voleva_suicidarsi.html

ULTIM'ORA - Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici". 

«Sembra un gesto isolato. Un atto tragico stato compiuto da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato l'intenzione di suicidarsi, ma non ha potuto farlo per l'esaurimento del caricatore».

Parole del vice presidente del Consiglio e ministro dell'interno incaricato Angelino Alfano in una conferenza stampa convocata dopo la sparatoria a Palazzo Chigi nella quale sono stati feriti due carabinieri, di cui uno in modo «serio». «In corso comunque ci sono accertamenti», ha detto il ministro dell'Interno confermando «che sono state rafforzate le misure di sicurezza sugli obiettivi sensibili, anche se la situazione generale non desta preoccupazioni». Poi a nome di tutto il consiglio dei ministri ha espresso solidarietà ai carabinieri e alle famiglie delle vittime.

Un cittadino fa pignorare la banca


La banca esagera con gli interessi: ex imprenditore la fa pignorare

BANCA deutsche_bank_2_dm_110914_wgEx imprenditore costretto a chiudere vince la causa, si presenta alla  Deutsche con l’ufficiale giudiziario: ottiene 96mila euro.
VENEZIA 28 Aprile 2013 - Quando è la banca a essere pignorata. Nonsuccede spesso, visto che quasi sempre è l’istituto bancario ad avvalersi dello strumento coattivo per recuperare i crediti di clienti insolventi. Stavolta la situazione è letteralmente a parti inverse. È un correntista, o meglio un ex correntista, il titolare di un’impresa edile di Mestre, che – forte di una sentenza del Tribunale di Venezia – si è presentato nella filiale di via Riviera XX Settembre della Deutsche Bank con l’ufficiale giudiziario, ottenendo il pagamento di 96mila euro.
«Non è stato facile - commenta l’avvocato Daniela Ajese, legale dell’imprenditore – ma alla fine i funzionari dell’agenzia ci hanno consegnato il sospirato assegno circolare. Si tratta della somma fissata dal giudice che ha condannato la Deutsche Bank alla restituzione degli interessi ultralegali, delle commissioni di massimo scoperto e di altre spese non dovute, addebitate al mio cliente nel corso del rapporto che è stato dichiarato illegittimo».
Tutto comincia con un crac. Appunto quello di un’azienda attiva sia in terraferma che in centro storico nel settore delle costruzioni che al massimo del suo sviluppo ha dato lavoro a una decina di dipendenti. Le prime difficoltà arrivano quando il comparto inizia a soffrire all’inizio del Duemila: gli immobili non si vendono, il costo del denaro che lievita e la progressiva difficoltà di accedere al credito. Poi la chiusura della ditta, dovuta in sostanza alla sovraesposizione con il sistema bancario che esige il rientro dei debiti.
«Debiti? Alla fine – sottolinea l’avvocato Ajese, da anni attiva nel settore bancario a tutela delle aziende – analizzando la gestione dei conti correnti in essere con la medesima società abbiamo recuperato nei confronti di più istituti di credito complessivamente più di un milione di euro. Per quanto riguarda la Deutsche Bank – conclude Ajese – gli addebiti illeggitimi sono stati effettuati nel periodo compreso fra il 1990 e il 1996. Per fortuna la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito (l’ultima sentenza è del 2010) che la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione degli importi dovuti inizia a decorrere a partire dalla data di estinzione del conto corrente ed è per questo motivo che abbiamo potuto rivalerci sulla banca, ottenendone la condanna a distanza di così tanto tempo».
di Monica Andolfatto su: Il Gazzettino