giovedì 16 aprile 2026

L’assalto alla CGIL: la brutta copia italiana del 6 gennaio a Capitol Hill

L’assalto alla CGIL: la brutta copia italiana del 6 gennaio a Capitol Hill

Il 9 ottobre 2021, durante la manifestazione No Green Pass a Roma, un gruppo di manifestanti guidato da Roberto Fiore e Giuliano Castellino di Forza Nuova ha raggiunto Corso d’Italia e si è diretto alla sede nazionale della CGIL. Qualcuno ha sfondato una finestra al piano terra, è entrato e – soprattutto – ha aperto il portone principale dall’interno, permettendo a centinaia di persone di irrompere e "devastare" gli uffici (danni per circa 20mila euro...).

Sembra la scena di un film già visto: l’6 gennaio 2021 a Capitol Hill, dove una folla ha sfondato le difese e invaso il cuore delle istituzioni americane. In America si parla da anni di “fed-surrection” (insurrezione con infiltrati federali) e di provocatori che avrebbero facilitato l’ingresso. In Italia il copione è identico, ma più maldestro: la brutta copia tricolore.

Il dettaglio che cambia tutto è nei video delle telecamere interne della CGIL, analizzati dalla Polizia Scientifica e mostrati in tribunale. La polizia chiama quel soggetto W1: un uomo con giubbotto di jeans e mascherina, che entra per primo dalla finestra sfondata alle 17:27 circa. Con passo deciso sale le scale, torna al portone e lo apre dall’interno alle 17:32, facendo entrare la massa dei manifestanti.

Pochi secondi dopo, W1 incontra un altro uomo: la polizia lo chiama SOGGETTO 1. I due si fermano, parlano brevemente, aprono i giubbotti, si mostrano reciprocamente qualcosa (i filmati rallentati e ingranditi mostrano distintivi o tesserini con cordino). È il classico gesto di riconoscimento tra colleghi. W1 poi esce tranquillamente.


Il commissario Pietro Berti (in servizio quel giorno) ha ammesso in aula che c’erano carabinieri del Nucleo Informativo infiltrati tra i manifestanti. Uno di loro era proprio SOGGETTO 1.

Leggi la ricostruzione completa su Il Riformista (17 marzo 2023):
https://www.ilriformista.it/assalto-alla-cgil-ad-aprire-la-porta-ai-manifestanti-fu-un-agente-dei-servizi-348495/

In pratica: il primo a entrare e quello che ha aperto da dentro era verosimilmente un agente dei servizi o delle forze dell’ordine (Digos o Nucleo Informativo). Non un militante di Forza Nuova, non un “no vax incazzato”, ma qualcuno che aveva un lasciapassare istituzionale.

Esattamente come a Capitol Hill, dove decine di partecipanti erano informatori FBI o avevano legami con le forze dell’ordine, e dove i video mostrano porte aperte dall’interno o comportamenti sospetti di agenti in borghese.


Il video del “cambio d’abito”

Circolò subito un video (ripreso dai manifestanti stessi e diffuso su YouTube e social) che mostrava due persone all’interno della CGIL mentre si toglievano felpe e cambiavano magliette. Molti lo interpretarono come prova che agenti infiltrati si stavano “travestendo” o cambiando identità. Il video fu ripreso da vari siti e commentato anche in tv (es. Stasera Italia).


Guarda il video originale (Local Team su YouTube): https://www.youtube.com/watch?v=ao9uGSMASkw


Il "Fact-check" di Facta (13 ottobre 2021) lo ha spiegato come semplici manifestanti che "si sistemavano i vestiti" dopo l’irruzione, non agenti in divisa. Ma il dubbio rimase e alimentò la narrazione degli infiltrati.

Leggi il debunk (giusto per completezza): https://www.facta.news/antibufale/no-queste-due-persone-non-si-sono-cambiate-dabito-durante-lassalto-alla-cgil
 

La narrazione ufficiale è stata la stessa in entrambi i casi:

“Assalto squadrista/fascista” (in Italia)
“Insurrezione armata” (negli USA)

 E in entrambi i casi le condanne sono arrivate pesanti (otto definitive in Cassazione per l’assalto CGIL, con anni di carcere per Fiore, Castellino e altri; risarcimenti alla CGIL).

Ma in entrambi i casi resta la domanda scomoda: chi ha davvero aperto le porte? E perché nessuno ha mai indagato seriamente su W1 e sul suo “collega” SOGGETTO 1? Perché il ministro dell’Interno dell’epoca (Lamorgese) e poi Piantedosi (prefetto di Roma quel giorno) non hanno mai dato risposte chiare sul numero e sul ruolo degli infiltrati? 

Roberto Fiore stesso, in interviste successive, ha dichiarato: «La devastazione è opera di infiltrati delle forze dell’ordine».
Video dichiarazione Fiore (Il Sole 24 Ore, 20 gennaio 2024): https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/assalto-sede-cgil-fiore-devastazione-opera-infiltrati-forze-ordine/AF45hlPC
 

La storia si ripete: quando un movimento di protesta (No Green Pass qui, MAGA là) diventa troppo ingombrante, basta un “incidente” ben gestito per criminalizzarlo tutto. La CGIL diventa il simbolo da difendere, esattamente come il Campidoglio americano. E chi paga sono sempre i manifestanti “utili idioti”, mentre chi ha aperto le porte se ne va con il distintivo in tasca.

Brutta copia italiana? Sì. Stessa regia, stessi metodi, stesso risultato: dividere, criminalizzare, chiudere ogni dibattito.


Fonti aggiuntive per approfondire:

Wikipedia (con il parallelo Capitol Hill nelle intenzioni degli organizzatori): https://it.wikipedia.org/wiki/Assalto_alla_sede_della_CGIL


Secondo articolo Il Riformista sui video senza autore: https://www.ilriformista.it/assalto-alla-cgil-dal-giallo-del-carabiniere-al-mistero-del-video-in-cerca-di-autore-350639/


Radio Radicale – trascrizioni udienze (testimonianza Berti): https://www.radioradicale.it/scheda/680627/processo-luigi-aronica-ed-altri-assalto-alla-sede-della-cgil-avvenuto-il-9-ottobre

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