mercoledì 21 agosto 2013

Caltanissetta – Condannate otto banche

Caltanissetta – Condannate otto banche per illegittima procedura esecutiva in danno ad un imprenditore

AMORELLIIl Tribunale di Caltanissetta nella persona del G.I. dott. Gaetano Sole con Sentenza del 20 luglio, ha accolto l’opposizione alla esecuzione proposta dai legali di Amorelli, considerato nel mondo il re delle pipe,  (gli avvocati Marcello Petitto e Giuseppe Salvato) con queste motivazioni: non può restare in vita una procedura esecutiva una volta che il creditore pignorante è stato soddisfatto nella sua pretesa e nel caso in cui non vi siano pignoramenti successivi, sentenzia il Giudice Sole, la procedura esecutiva va dichiarata estinta. I principi erano già ben chiari alla giurisprudenza di legittimità, ma ovviamente, avversati dalle banche e l’imprenditore che ha confidato nella giustizia raggiunge un risultato di conforto anche per la moltitudine di persone che si sentono raggirate e aggredite nei propri beni da banche, società finanziarie e di riscossione “con dichiarazioni insidiose e fraudolente tali da indurre in errore i Magistrati delle esecuzioni e che gettano nella disperazione famiglie e imprese” sottolinea Amorelli.
Se poi andiamo a vedere i fatti concreti della Procedura Esecutiva ora sospesa con Ordinanza del 31 luglio, si nota che un creditore per un importo di 25.000 euro assoggetta a pignoramento un patrimonio di 14.000.000 euro e anche se è stato soddisfatto nella sua pretesa  (nel lontano 2005) diverse Banche con in testa il Banco di Sicilia, e la Serit Sicilia pretendono la vendita forzata dei beni senza dimostrare l’entità/legittimità dei propri crediti che, viceversa, evidenzia Amorelli, “risultano usurari all’esito di un incidente probatorio penale (Banco di Sicilia) e all’esito di otto CTU svolte nei paralleli giudizi civili introdotti”. Oppure si oppongono alla sospensione dell’esecuzione anche se i propri crediti vengono dichiarati inesistenti o non dovuti per mancanza di prova (Sentenza n.    Giudice Cammarata) o se sospesi dalla Commissione Tributaria nel caso della Serit. Tra l’altro gli stessi crediti, vantati come certi ed  esigibili, sono risultati “irregolari” anche per la Banca d’Italia. Infatti, la Vigilanza aveva imposto l’immediata rettifica delle segnalazioni trasmesse alla Centrale dei Rischi dal 2009 al 2011, alla luce di un esposto dell’imprenditore presentato alla Unità di Informazione Finanziaria, smentendo così le decisioni favorevoli per le Banche assunte in precedenza dall’Arbitro Bancario Finanziario ai reclami presentati dalla Ditta. Dove sta quella certezza, liquidità ed esigibilità di crediti tanto sbandierata dalle Banche nelle Aule giudiziarie? “E’ tutta da scoprire, si rifiutano di rispettare le Sospensioni dei Termini concesse dalla Prefettura ex art. 20 L. 44/99 e finanche l’Accordo Quadro sottoscritto al Ministero dell’Interno” risponde l’imprenditore che ora attende l’esame del dossier presentato alla Guardia di Finanza contenente le analisi di 25 rapporti di credito intrattenuti dalla Ditta e in cui ritiene vi siano gli estremi di reati commessi dai vertici di 14 Istituti di credito anche alla luce delle recenti Sentenze di Cassazione penale.
La vicenda bancaria di Amorelli, che è assistito dagli avv.ti Marcello Petitto, Giuseppe Salvato, Paolo Grassi, Mario Lupica, Italo Amorelli, Michele di Benedetto, Ivan Maravigna e dal consulente Baldassare Accolla, è complessa e articolata, è stata anche oggetto di interpellanza Parlamentare, sembrerebbe unica e surreale. “Non lo è affatto” ad avviso di Amorelli, “ ogni impresa è costratta a difendersi da un sistema creditizio tutto italiano che trae profitti oltre i limiti consentiti dalla legge e conduce il reato di usura, ma non solo quello, alle estreme conseguenze fino ad uccidere persone e libera impresa da Trento a Gela”.
A ben guardare ciò che può accadere ad un operatore economico che fa ricorso al credito bancario per sviluppare l’attività d’impresa non possono che venire i brividi.
E se in ballo ci sono finanziamenti pubblici ottenuti dalle imprese per realizzare capannoni, acquistare macchinari e incrementare l’ occupazione ? La musica non cambia, anzi:
“Intanto l’interesse ( ! ) delle Banche diventa più famelico, forti della materiale disponibilità dei fondi statali, e poi c’è il pericolo concreto che la dazione usuraria avvenga con meccanismi automatici, all’insaputa del beneficiario e  …. con i soldi dello Stato. Dunque altre illegalità in pregiudizio all’interesse pubblico e sviamento delle finalità previste dagli Enti, altro che incentivi per miliardi di euro erogati alle imprese per lo sviluppo delle aree depresse del Paese secondo le previsioni di legge vedi 488/92 o Patti Territoriali”.
Dunque una nuova faccia della medaglia sull’utilizzo dei fondi strutturali europei, fatta da non solo truffe di imprenditori criminali che prima o poi risponderanno alla Magistratura, ma anche, e forse soprattutto iniziative industriali sostenute dalle Banche per percepire fondi statali al fine di ripianare le passività dei rapporti bancari preesistenti  gonfiati da anatocismo ed usura.  All’imprenditore onesto che investe i suoi averi nell’idea progettuale, vengono fatti sottoscrivere investimenti in strumenti finanziari complessi e rischiosi, cioè tossici, o similari, tipo “for-you” propinati dalla Banca che promette finanziamenti “a tasso di favore”, invece fuorilegge, per sostenere l’investimento nelle more dell’erogazione statale che, manco a dirlo, ritarderà ad essere erogata e l’imprenditore si vedrà sommerso di debiti e di obbligazioni rese impossibili dalla stessa Banca che aveva assentito il programma industriale proposto dall’impresa.

martedì 20 agosto 2013

Come un paese membro in default può stampare euro

di Julian DA Wiseman, http://leconomistamascherato.blogspot.it/2011/08/defaulting-eurozone-country-can-print.html Agosto 2011

Trad. e note a cura di Marco Saba, riveduto da N. Forcheri con aggiunta di note
Nota dei Traduttori:

Dall’articolo sotto si enucleano vari fatti interessanti:

1. che la Gran Bretagna non ha aderito al sistema TARGET2, pur partecipando alla BCE e pur non avendo adottato leuro come la Danimarca che pure appartiene a TARGET2.
2. che i TDS (titoli di Stato) sono altamente liquidi e cioè valgono moneta tra banche (donde il contingentamento della BCE degli stessi per evitare il rischio sotto)
3. che a partire dal momento che un paese ha privatizzato come l’Italia il suo sistema bancario si è dato la zappa sui piedi, il che è elementare ma l’autore sotto ragiona come se il paese X avesse entità da esso controllate ossia pubbliche, cioè ragiona da inglese.
4. che le sentenze dei tribunali possono essere aggiustate in senso favorevole per un dato paese, ma questo è valido nella sovranità di un paese come GB, FR e DE poiché non si è mai visto in Italia la magistratura deliberare contro le banche creditrici.
5. che l’euro non è una moneta unica “finale” in quanto la BCE non è pagatore di ultima istanza (ufficialmente) contrariamente alla BoE e alla sterlina che lo sono
6. last but not least, che stampando moneta a iosa, sia pur in una circostanza di default “si diluisce la ricchezza dei creditori” ergo si aumenta quella dei debitori… Non una parola sulla tanto paventata “inflazione”…
Articolo:
Argomento: I default sovrani sono sempre disordinati, ma un default sovrano nella zona euro può causare danni ancora maggiori, molto sparsi e non marginali, su una parte ancora ricca del mondo.

Cronistoria pubblicazione:
 tratto da www.jdawiseman.com/papers/finmkts/20110619_euro_defaulter_print_euros.html. Articolo coperto dai normali diritti di autore

Indice: Introduzione; La contraffazione; Le sterline presso la Banca d’Inghilterra; L’euro in TARGET2; La struttura legale del TARGET2 (molteplicità dei sistemi, le banche centrali hanno un credito perfetto, Il fallimento non si applica a una banca centrale, Qual’è la zona giuridica di competenza?); Alcune domande senza risposta; Conclusioni.

Introduzione

Ai fini di questo saggio, supponiamo che un paese sovrano dell’Eurozona, il paese X, sia a rischio di default. Questo paese sovrano potrebbe essere uno qualsiasi degli attuali Stati membri dell’Eurozona (AT, BE, CY, DE, EE, ES, FI, FR, GR, IE, IT, LU, MT, NL, PT, SI, SK), o un paese non-membro collegato al TARGET2 (DK), o qualsiasi altro paese sovrano (quando diventerà membro della UE).

Si supponga inoltre che il paese inadempiente agisca egoisticamente, se così facendo avesse la possibilità di ottenere un guadagno.
Questo saggio dimostra come la struttura di TARGET2 permette a un paese egoista in default, membro dell’Eurozona, di aiutare se stesso e i suoi amici con quantità illimitate di euro.

La contraffazione

Quindi, il paese X sa che il default è imminente e – ognun per sé – decide di prendersi quello che può.

* Il Paese X presta alle sue banche locali, senza garanzie, una quantità enorme di titoli di Stato la cui quantità teorica potrebbe corrispondere a diversi anni di PIL 

* Questo debito pubblico è utilizzato come garanzia in TARGET2 per effettuare pagamenti di grosse dimensioni a soggetti di comodo in altri paesi della UE.

* Queste entità di comodo possono poi effettuare dei pagamenti ad altri, ivi compreso ad enti nello stesso paese originante, X.
Si rivelerà poi impossibile smontare tutte o in gran parte le operazioni effettuate. Quindi grosse quantità di euro verranno trasferite al paese X. Naturalmente, ci saranno problemi legali. Ma molte di queste cause dovrebbero avvenire nei tribunali del paese X, e citare in giudizio i paesi in bancarotta, presso i propri tribunali, di solito non è produttivo.

Chi è stato derubato? Probabilmente, il reato più simile è quello della contraffazione: il denaro è stato creato, in modo da diluire la ricchezza dei detentori di euro e diluendo così la ricchezza dei creditori. Infatti, se l’operazione viene eseguita in dimensioni abbastanza grandi, la diminuzione del valore della moneta in euro potrebbe essere sostanziale.

La Banca centrale europea è sicuramente al corrente del rischio di tale misfatto. Con le spalle al muro, la BCE sarebbe sicuramente disposta a spendere un sacco – un sacco! – per evitarlo. Gli operatori del mercato potrebbero pensare che questo riduce la probabilità di default. Ma se, in un momento testardo di reciproca distruzione, al paese X è permesso di fare bancarotta, e lo fa dopo questa rapina, il tasso del recupero in euro svalutato sarebbe minimo.

Purtroppo per il paese X, il denaro nuovo di zecca non può essere usato per impedire il default. È solo perché il paese X è inadempiente che sarebbe disposto a creare enormi quantità di obbligazioni. I soldi possono essere stampati, ma mai abbastanza per catturare la coda del debito [NdT: poichè il denaro-debito chiamato euro produce sempre ulteriori interessi da pagare cui non corrisponde il capitale inizialmente creato, una delle principali assurdità del nostro sistema monetario corrotto è che cerchiamo disperatamente di esportare con le guerre pacifinte: vedi Libia i cui ribelli sono finanziati dalla Banca Mondiale].

Il resto di questo saggio spiega come la struttura legale del TARGET2 non riesce a evitare che una banca centrale ostile esegua la contraffazione di enormi quantità di euro.

Le sterline presso la Banca d’Inghilterra

Per spiegare meglio, iniziamo con un semplice esempio sugli aspetti giuridici del sistema di pagamento, a cui la zona euro può essere confrontata. La GBP, la sterlina inglese, è una moneta con una sola banca centrale unificata che, per ragioni storiche, viene chiamata la Banca d’Inghilterra (‘BoE’, Bank of England).

Mettiamo che un milione di sterline siano da pagare, per un qualsiasi motivo, da qualcuno che ha il conto presso la Barclays a qualcuno che ha il conto alla Royal Bank of Scotland (‘RBoS’). Il cliente della Barclays ordina alla banca Barclays il pagamento. La Barclays riduce il saldo del conto del cliente di questo importo. La Barclays, attraverso il sistema di pagamento CHAPS [NdT: sistema di compensazione interbancaria - o settlement], istruisce la BoE di trasferire il denaro dal conto Barclays presso la BoE al conto RBoS sempre presso la BoE. Questa istruzione alla BoE contiene anche informazioni su quale conto RBoS è il beneficiario, e la RBoS aumenta il saldo di quel conto. Il pagamento è fatto.

Si osservi che ci sono due livelli. I clienti bancari ordinari fanno operazioni attraverso le banche, mentre le banche operano attraverso la banca centrale. Nel sistema della sterlina, il tipo supremo di denaro, noto anche come “denaro finale”, è il denaro della banca centrale. Le banche possono continuare a effettuare pagamenti fino a quando il denaro si esaurisce e la BoE smette di prestarne [NdT: e quindi di crearlo "ex nihilo", dal nulla, derubando i legittimi detentori della sovranità monetaria].

L’euro nel TARGET2

Ora supponiamo che un milione di euro debba essere versato da un cliente della Société Générale (‘SG’) in Francia, a un cliente della Danske Bank in Danimarca. (La Danimarca non è un membro della zona euro, ma la banca centrale danese è collegata al TARGET2). Così il cliente della Société Générale ordina alla SG stessa di effettuare il pagamento. La SG diminuisce il saldo del conto del cliente del rispettivo importo. La SG invia un ordine di pagamento su TARGET2, a cui entrambe le banche centrali sono collegate. La Banque de France riduce il saldo del conto SG in base a questo valore, e la Danmarks Nationalbank aumenta il saldo della Danske Bank per la stessa quantità. Infine, la Danske Bank accredita il conto del proprio cliente e il pagamento è fatto.

Davvero? Un momento: come fa la Banque de France a pagare la Danmarks Nationalbank? Non lo fa. Non esiste una moneta unica “finale” nella zona euro.Le banche centrali nazionali non regolano queste cose tra di loro. Fino a quando esse saranno solventi e affidabili, funziona. Ma vuol dire che un paese X fallito può effettuare pagamenti che non può pagare, e se tali pagamenti sono ad agenti dello stesso paese X, allora il paese X avrà pagato sé stesso [NdT, ciò è valido per i paesi che abbiano agenti/enti pubblici cioè banche pubbliche e controllate dal pubblico, donde l'importanza di mantenere un sistema pubblico di banche e società].

La struttura legale di TARGET2

Cerchiamo quindi di esplorare la struttura legale di TARGET2. Il do Indirizzi della BCE del 26 Aprile 2007 sul trasferimento espresso trans europeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2)cumento rilevante è “Indirizzo della BCE del 26 Aprile 2007 relativo a un sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2)” (TARGET2) (BCE/2007/2) GU L 237 dell’8.9.2007, pag. 1. Esso comprende la formulazione degli accordi che disciplinano il TARGET2.

Il TARGET2 è una molteplicità di sistemi
Allegato II, titolo I,
Art. 3, par. 5-6

5. TARGET2 è giuridicamente strutturato come una molteplicità di sistemi di pagamento composta da tutti i sistemi che costituiscono TARGET2, designati come «sistemi» secondo le rispettive normative nazionali di attuazione della Direttiva sul carattere definivo dei regolamenti. TARGET2-[inserire riferimento a BC/paese] è designato come «sistema» ai sensi del [inserire la disposizione nazionale pertinente di attuazione della Direttiva definitiva sui regolamenti].

6. La partecipazione a TARGET2 ha luogo con la partecipazione a un sistema costitutivo TARGET2. Le presenti condizioni descrivono i reciproci diritti e obblighi dei partecipanti a TARGET2-[inserire riferimento a BC/paese] e della [inserire il nome della BC]. Le regole di elaborazione degli ordini di pagamento (titolo IV) si riferiscono a tutti gli ordini di pagamento immessi o ai pagamenti ricevuti da qualunque partecipante a TARGET2.

Quindi TARGET2 non è una persona giuridica, anzi non è nemmeno una cosa sola. Si tratta di una molteplicità di sistemi, ciascuno dei quali è sotto il controllo di una banca centrale.

Il TARGET2 presuppone che le banche centrali abbiano un credito perfetto
Allegato II, titolo IV,
Art. 16, &1 e 3

1. Un partecipante può limitare l’uso della liquidità disponibile per gli ordini di pagamento nei confronti di altri partecipanti a TARGET2, escluse le BC, fissando limiti bilaterali o multilaterali. Tali limiti possono essere fissati solo in relazione a ordini di pagamento ordinari.

3. Con la determinazione di un limite bilaterale, il partecipante dà disposizione alla [inserire nome della BC] di non regolare un ordine di pagamento accettato se la somma dei propri ordini di pagamento ordinari in uscita verso un altro conto PM di un partecipante a TARGET2, al netto della somma di tutti i pagamenti urgenti e ordinari in entrata provenienti dal conto PM di tale partecipante a TARGET2, supera detto limite bilaterale.

Si osservi che il modello alla base di TARGET2 presuppone che le banche centrali abbiano un credito perfetto.

La procedura d’insolvenza non si applica a una banca centrale
Allegato II, titolo IX,
Art. 34, par. 1

Sospensione e cessazione straordinaria della partecipazione
1. La partecipazione di un partecipante a TARGET2-[inserire riferimento a BC/paese] cessa con effetto immediato e senza preavviso ovvero è sospesa se si verifica uno dei seguenti eventi di default:

a) l’apertura di procedure d’insolvenza;

BCE/2007/2 ,
Allegato II, titolo I,
Art. 1 (Definizioni)
- per «partecipante» (o «partecipante diretto») (participant or direct participant) si intende un soggetto che detiene almeno un conto Payment Module presso la [inserire nome della BC], 1

Poiché le regole di insolvenza si applicano a un partecipante, e che un partecipante detiene un conto Payments Module (PM) presso le rispettive banche centrali e, visto che presumibilmente una banca centrale non dovrebbe detenere un conto PM presso se stessa, quindi la procedura fallimentare non si applica a una banca centrale.

Quale giurisdizione?
BCE/2007/2 , § IV,
Art. 12, par. 1 e 3

Risoluzione delle controversie e legge applicabile
1. In caso di controversia tra le BC dell’Eurosistema relativamente al presente indirizzo, le parti interessate tentano di comporre la controversia in conformità di quanto previsto nel protocollo di intesa relativo alla procedura per la composizione delle controversie interne al SEBC.
3. Nel caso di una controversia del tipo di cui al paragrafo 1, i rispettivi diritti e obblighi delle parti sono determinati in via principale dalle norme e procedure stabilite nel presente indirizzo. Nelle controversie relative ai pagamenti tra i sistemi componenti TARGET2 trova applicazione, in via sussidiaria, la legge dello Stato membro in cui si trova la sede della BC dell’Eurosistema del beneficiario, a condizione che essa non contrasti con il presente indirizzo.

Ciò lascia spazio ad astuzie impreviste e alle conseguenti dispute. Che cosa accade se il paese X, sul bordo del default, fa quanto segue:

  • Crea tantissimi titoli di Stato, valutati generosamente, e li presta a una banca locale amichevole.

  • Tale banca, utilizzando i titoli appena emessi come garanzia, invia i soldi sul conto di un’entità di comodo nel paese Y non ìn default e appartenente al sistema TARGET2 (con X ≠ Y).
  • Metà di tale denaro viene poi reinviato a un altro ente del paese X.

  • E quindi? I tribunali del paese Y possono decidere se il pagamento in uscita, sostenuto da garanzie dubbie, sia valido o meno. Se è valido, allora la metà del denaro restante nel paese Y è moneta buona. Se non è valido, allora l’entità di comodo del paese Y fallisce, e il suo liquidatore si rivarrà per il pagamento con il paese X. Ma quest’ultimo caso verrà poi valutato dal Tribunale del paese X, le cui leggi potrebbero essere state “aggiustate” in senso sfavorevole per la condanna di tali azioni.

    Nel determinare la validità dei pagamenti, la regola importante è tipicamente la legislazione locale del 1998 di attuazione della DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 98/26/CE concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i crediti
    (la cui implementazione è un obbligo: si veda l’allegato II, Titolo I, Art. 3, par. 5 citato sopra).

    Ma la legislazione locale e la giurisprudenza potrebbe variare, quindi le autorità del paese X potrebbero complicare ulteriormente le cose con l’invio di denaro, tramite entità di comodo, in molteplici giurisdizioni del sistema TARGET2.

    Alcune domande senza risposta

    Questo ragionamento lascia senza risposta alcune domande sgradevoli.

    • ">In quale momento la BCE potrebbe accorgersi di cosa sta succedendo, e quindi avviare il default formale staccando la spina? La stampa finanziaria ha generalmente descritto le azioni delle autorità dell’Unione europea, nella crisi attuale, come “buttare a calci il barattolo giù per la strada”. Questo passo sarebbe il contrario: la BCE direbbe che, poiché il paese X deve comunque fallire un giorno, la BCE fa avvenire il default immediatamente. Questa sarebbe una decisione difficile da prendere e da giustificare. Non è chiaro se sia legale.

  • Qual è la nazionalità dei dipendenti della BCE che potrebbe staccare la spina? Si può aver fiducia che non farebbero una telefonata rimandando di dieci minuti? Davvero possiamo fidarci ?
  • Sarebbe davvero possibile per il paese X di eseguire un atto ostile in diretta violazione degli obblighi derivanti dal trattato? Anche se non lo facesse, potrebbe forse il paese X minacciare di farlo? La BCE potrebbe davvero contare sul fatto che il paese X non lo farebbe ?

  • Conclusione

    I default sovrani sono sempre disordinati, ma un default sovrano nella zona euro può causare danni ancora maggiori, molto sparsi e non marginali, su una parte ancora ricca del mondo. La BCE lo sa sicuramente ed è per questo che continua a insistere sul non-default.La BCE intende proprio questo.

    - Julian DA Wiseman
    19 giugno 2011
    www.jdawiseman.com
    1[per Payment Module (PM) si intende un modulo della Single Shared Platform o Piattaforma unica condivisa nel quale i pagamenti dei partecipanti a TARGET2 sono regolati sui conti PM, cioé un conto detenuto da un partecipante a TARGET2 nel paese membro presso una BC dell'Eurosistema, necessario per consentire a tale partecipante a TARGET2 di: immettere ordini di pagamento o ricevere pagamenti attraverso TARGET2; e regolare tai pagamenti attraverso tale BC dell'Eurosistema]v

    Bankenstein spiegato ai bambini

    sabato 17 agosto 2013

    BCE: "MANIPOLAZIONI DI MERCATO APERTO"

    Strepitosa Piazza Affari

    STREPITOSA PIAZZA AFFARI

    Titoli bancari in orbita
    Manovre della Bce (autorizzate da Berlino per motivi elettorali) fanno volare i nostri titoli bancari. Oggi svetta Intesa. Sul fondo Tod’s, Stm e Gtech.
    Tutti vogliono le banche italiane, grandi, piccole, spa o società cooperative, non importa, in questo momento si compra di tutto ed il nostro indice principale vola.
    Fino ad un mese fa non le voleva nessuno ora cosa è accaduto? Da un mese a questa parte è arrivato un nuovo taglio di rating da parte di S&P, e le previsioni economiche dell’Italia sono peggiorate, ed i titoli bancari volano?!?!?
    E nessuno spiega il perché?
    Naturalmente alla base di tutto c’è Mario Draghi, il 4 luglio ha dato l’annuncio e dal 13 luglio ha cominciato ad “operare” sul mercato ed ecco che lo spread diminuisce i titoli bancari italiani aumentano e tutto ciò con la peggior situazione economica e politica di sempre.
    Quello che è accaduto oggi, poi, non ha quasi precedenti. Sapete tutti del famoso detto che se Wall Street ha un raffreddore a Piazza Affari viene una polmonite, ebbene, non vale più!
    In breve, il nostro indice principale arrivava da un periodo strepitoso, coronato da sei rialzi nelle ultime sei sedute (non so da quando non capitava), siamo al 14 agosto e dopo la chiusura di Milano Wall Street termina con un significativo ribasso, il giorno seguente è Ferragosto ed in Italia (giustamente) la Borsa è chiusa, Wall Street tracolla perde più di un punto e mezzo percentuale, si pensa così che alla riapertura delle contrattazioni Piazza Affari subirà pesanti vendite per “uniformarsi” al momento difficile dei mercati mondiali, ed invece?
    Invece sulla nostra Borsa arrivano solo acquisti che si concentrano soprattutto sui titoli bancari ed il nostro Ftse Mib (+1,23%) vola a 17.677,77 punti, incredibile!!!

    Ma c’è qualcosa di ancor più incredibile, ieri il Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo parlando alla festa del Pd di Siena dice che stanno lavorando alacremente per evitare la nazionalizzazione (LA NAZIONALIZZAZIONE AVETE CAPITO?), che sperano di evitare, ma non ne hanno la certezza.
    Ora dopo una affermazione del genere, tempo fa, all’apertura dei mercati il titolo avrebbe perso il 20%, cosa accade invece oggi? Sale!
    Insomma è cambiato il mondo.
    Un altro dato? Il nostro Ftse Mib ha oggi una performance ad un anno (cioè dal 16 agosto 2012 ad oggi) migliore rispetto al Dow Jones del 4,35%!!! (+18,41 per il Ftse Mib e +14,06 per il DJ).
    Ed ecco le performances odierne dei titoli bancari: Intesa Sanpaolo (+6,40%), BpM (+3,59%), Mediobanca (+2,84%), Ubi Banca (+2,48%), Bper (+2,33%), Unicredit (+1,70%), Banca MPS (+1,64%) e Banco Popolare (+0,86%).
    Giornata estremamente positiva anche per A2A (+2,39%) e +75,24% da un anno a questa parte, tornata sopra quota 0,7 euro come non accadeva da un anno e mezzo.
    Sale ancora Buzzi Unicem (+2,26%) e torna vicina ai massimi storici Fiat Ind. (+1,92%).
    Nonostante l’ottimo risultato dell’indice principale diversi i titoli in rosso, citiamo solo i ribassi più significativi: Tod’s (-2,42%), Stmicroelectronics (-1,78%), Gtech (-1,47%) e Salvatore Ferragamo (-0,94%).
    Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   
    di  il .

    venerdì 16 agosto 2013

    Banche fallite, pagano i soci? No, i clienti.

    Link originale: http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de...ts-nachrichten/

    Si ringrazia per la traduzione Cristina Bassi

    http://hbtb.forumcommunity.net/?t=54954960

    NEL SOLITO SILENZIO STAMPA, NUOVE REGOLE EU PER I RISPARMIATORI. TIMORI ANCHE PER RISPARMI SOTTO I 100MILA EURO.

    Se la banca fa bancarotta anche i suoi clienti avranno grandi problemi. L'attuale proposta EU dice che i clienti possono ritirare un max da 100 a 200 euro al giorno, se la banca fallisce. Questo stato puo' durare fino a 3 settimane. Chiunque stia programmando un acquisto maggiore deve pensarci per tempo, per avere il suo denaro.


    Ecco i tre gentlemen che hanno progettato le regole per l'Unione Bancaria,
    che sarà valida per i conti risparmio di ogni europeo:
    Herman Van Rompuy (che nessuno ha eletto),
    Dalia Grybauskaite (scelta dal 68.21 percento dei Lituani),
    José Manuel Barroso (vedasi Van Rompuy).


    Alla totale insaputa del pubblico, la EU fa passi concreti nel caso si verificasse un fallimento bancario. Alcune settimane fa, in un weekend ( qui ), è stato deciso di procedere al salvataggio delle banche; i risparmiatori oltre i 100.000 euro e gli azionisti e i titolari di bonds dovranno partecipare con un tributo obbligatorio al salvataggio bancario
    (qui ).
    Ora la presidenza lituana ha presentato i primi dettagli concreti su come sarà un salvataggio bancario, che sarà estremamente spiacevole anche per quei risparmiatori che in sicurezza credono, grazie alla assicurazione sul deposito, che riguarderà solo i "ricchi", ovvero gli investitori con piu' di 100mila euro.

    La proposta lituana indica che se una banca va in bancarotta, anche i piccoli risparmiatori non potranno avere immediatamente il loro denaro. Essi dovranno invece attendere fino a 4 settimane - 20 giorni lavorativi - ed arrangiarsi solo per le piccole necessità: potranno infatti prelevare da 100 a 200 euro al giorno - non di piu'.
    Il Consiglio EU sotto la direzione di un presidente eletto da nessuno in Europa, alias Herman Van Rompuy, aveva originariamente proposto di far attendere i risparmiatori 4 settimane prima che avessero il loro denaro.

    Il Parlamento trovo' questa scadenza un po' troppo lunga e richiese che i depositi al di sotto dei 100.000 euro venissero pagati entro 5 giorni.

    Poichè pero' tecnicamente tutto questo non è possibile - nessuna banca dispone di cosi tanto denaro reale- il compromesso dovrà essere questo: 20 giorni di attesa, in cui è possibile prelevare con bancomat, quotidianamente, dai 100 ai max 200 euro.


    Ci si dovrà preoccupare di 3 settimane, come cita il giornale della Borsa, fino al 2020 , perchè gli ispettori nazionali semmai giungano a pensare se la faccenda non possa andare piu' velocemente. Nel caso in cui gli ispettori facessero attenzione agli investitori o reclutassero gli stessi principalmente da Russi armati, allora potrà andare piu' velocemente: dapprima 15 poi 10 e nel 2023 finalmente 7 giorni lavorativi



    Questo sviluppo di fatto significa che anche per un risparmiatore che si affidasse oggi ciecamente a cio' che dicono Angela Merkel e Wolfgang Schäuble, ovvero che depositi al di sotto dei 100mila euro sono sicuri, dovrà pietire per avere i suoi risparmi. Se volete veramente avere tra le mani il vostro denaro, oppure ne avete bisogno per acquisti maggiori oppure avete una attività, che di solito ha delle uscite quotidiane ben maggiori di 100 euro, allora sarà bene che riflettiate su come poter disporre del vostro denaro se la banca finisce in bancarotta.



    Il piano attuale indica che nel caso di un crollo bancario, nessuno potrà fare affidamento sulle affermazioni dello stato. Piuttosto verranno pronunciate "condizioni eccezionali", che faranno si, che anche i risparmiatori che in banca hanno meno di 100mila euro, dovranno contribuire con un tributo obbligatorio.

    Il governatore della banca centrale lituana, Vitas Vasiliauskas, ha detto alla Reuters, di rendersi conto che le elezioni federali tedesche "potranno ritardare un po' il processo" , ma che l'"Unione Bancaria è una super-priorità della EU"


    Non c'è unione invece sulla questione dell'importo che le banche dovrebbero pagare come sicurezza sui depositi. Qui la EU è in conflitto sprattutto su chi deve calcolare il rischio, rappresentato dalle singole banche e sulla cui entità si deve definire un importo.

    Per i funzionari c'è stata una acutizzazione notevole nel documento mostrato: l'importo „dovrebbe“ definirsi in funzione del rischio, mentre in passato si diceva „puo'“ essere calcolato secondo il rischio. Che l'importo non "debba" essere calcolato in funzoine del rischio, come penserebbe ogni mente sana, dipende anche dal fatto che i governi nazionali in futuro dovrebbero essere esclusi dal calcolo del rischio.

    Le banche vogliono regolare tra sè i rischi e lasciar definire il tutto alla EBA - ente di ispezione delle banche europee-, una istituzione che la belga Dexia , in un "test sullo stress" solo alcuni mesi fa prima del suo spettacolare crollo, aveva definito come istituto particolarmente affidabile.


    I piani della EU per i primi crolli delle banche europee nel secolo dei derivati e delle turbo-speculazioni procedono...perchè il crollo diventi, soprattutto per i piccoli risparmiatori ed azionisti un test esistenziale per lo stress.

    Questo perchè 3 settimane a battere i denti, soprattutto per i cittadini piu’ anziani, che hanno tutti i loro risparmi nelle banche, diventi d’obbligo. Il crollo di una banca per i risparmiatori è un processo altamente demoralizzante- secondo la proposta EU i risparmiatori dovranno aspettare solo settimanalmente, prima di rendersi conto se potranno o meno rivedere il loro denaro

    La Eu vuole definire i dettagli piu’ importanti dell’Unione Bancaria entro questo anno
    Si fa dura per i risparmiatori e, come sappiamo… non solo per quelli ricchi


    Arcadio Rosacroce (Priore Sacro del Divino Ordine dei Cavaliere Apostolari, (The "Dark Angels" Knights))

    UMILIA I SUPERBI;ESALTA GLI UMILI!! --> Così Nacque Alessandria il 3 Ottobre 1168

    "Il mio tempo presto quì finirà.Il mio nome e la mia città vivranno in eterno!"

    Sempre sarai con me cara Vale...

    lunedì 12 agosto 2013

    CAFFÈ: Lezioni di politica economica

    MORO: BLOCCATO ACCOUNT IMPOSIMATO

    BLOCCATO ACCOUNT IMPOSIMATO, NON SMETTERO' DI COMUNICARE

    Scritto da  ugi
      BLOCCATO ACCOUNT IMPOSIMATO, NON SMETTERO' DI COMUNICARE
    (AGENPARL) - Roma, 07 ago - Riceviamo e pubblichiamo la lettera del giudice Fernando Imposimato nella quale denuncia alla nostra agenzia il blocco del suo account Facebook definendolo un "sabotaggio" da parte di chi vorrebbe che tacesse.
    Il Magistrato si è occupato nel corso della sua carriera della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente delConsiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palmae Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani. 
    [LETTERA]
    Gentile Direttore, 
    La informo che  "ignoti" hanno da tre giorni, bloccato il mio account Facebook e quello dell'ingegnere Niccolò Disperati , mio amministratore su facebook . Credo si tratti di un attacco doloso  da parte  di chi vuole  farmi tacere.  Ma io continuerò a  parlare  e a  dialogare  con i giovani e i lavoratori, ai quali va il mio pensiero solidale e amichevole.
    Per questo mi scuso  con i miei amici di facebook - oltre 22.000,- poichè  sono nella impossibilità  di comunicare con  loro,    e di formulare le mie valutazioni sull'azione del Governo , sulle priorità  da rispettare e sul pericolo gravissimo di stravolgimento della Costituzione, che sta avvenendo nella  indifferenza  generale, come oggi ha ricordato il costituzionalista Alessandro Pace . Ricordo che Aristotele  scrisse, nel 450 AC,   che "occorre difendere la Costituzione, standole vicino".  E   aggiunse "quelli che si danno pensiero della Costituzione  devono procurare motivi di timore in modo che i cittadini siano in guardia e non allentino la  vigilanza  intorno alla Costituzione". Questo pensiero è di una attualità impressinante. Avevo cominciato a creare allarme, ma è quello che mi è stato impedito di fare.
    Avrei anche voluto esprimere il mio consenso alla iniziativa di istituire  una commissione di inchiesta sul caso Moro , che ha come primi firmatari gli onorevoli Giuseppe Fioroni e Gero Grassi, e porta anche la firma dei capigruppo del Pd Speranza, Pdl Brunetta, Sel Migliore, Scelta Civica Dellai, Fratelli d'Italia Meloni, Centro Democratico Pisicchio, del vicecapogruppo della Lega nord Pini, e poi di Bersani, Bindi, Fitto, Cesa, Tabacci, Cecconi e da altri novanta deputati in rappresentanza di tutti i gruppi.. Si tratta di indagare sulle gravi omissioni denunziate  da parte di militari  che avrebbero dovuto partecipare all'intervento in via Montalcini previsto per il giorno 8 maggio 1978, alla  presenza nell'appartamento sovrastante la prigione di uomini di Gladio e dei servizi segreti inglesi (SAS) e tedeschi. sull'ordine che sarebbe stato dato per annulare il blitz, fortemente voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sul comitato di crisi di cui faceva parte anche un uomo del dipartimento di Stato USA, Steve Pieczenik , sul ruolo della P2  e dei generali Santovito, Maletti e Musumeci che ne facevano parte, tutte circostanze tenute nascoste ai magistrati che indagavano sulla strage di via Fani , che vide il sacrificio dei Carabinieri  Oreste Leonardi e Domenico Ricci e degli agenti Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, sulla scoperta, da parte di agenti dell'UCIGOS, della prigione di Moro in via Montalcini, tenuta segreta ai magistrati che indagavano, come vennero tenuto nascosti anche i documenti dei commponenti del comitato di crisi.
    Grazie per la ospitalità 
    Ferdinando Imposimato