mercoledì 24 febbraio 2016

Moneta intera: sorpresa dalla reazione del Consiglio federale

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Gentili giornaliste, egregi giornalisti,

nel suo comunicato stampa odierno il Consiglio federale ha respinto senza controprogetto l’iniziativa Moneta intera.

I promotori dell’iniziativa Moneta intera sono sorpresi dalla valutazione del Consiglio federale. Per ulteriori informazioni vi preghiamo di fare riferimento al comunicato stampa sottostante.

Tante grazie e cordiali saluti,

Reinhold Harringer (Comitato d'iniziativa/portavoce): 079 229 34 58
Daniel Meier (Comitato d'iniziativa): 079 773 34 50
Konstantin Demeter (Comitato d'iniziativa/coordinatore Ticino): 076 437 88 92
Sergio Morandi (Gruppo regionale Ticino): 078 712 91 25


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Promotori dell’iniziativa Moneta intera sorpresi dalla reiezione del Consiglio federale
Berna – Oggi il Consiglio federale comunica la sua reiezione dell’iniziativa Moneta intera.

La reiezione del Consiglio federale è sorprendente, poiché l’iniziativa Moneta intera realizzerebbe ciò che la maggioranza degli svizzeri desiderano e ritengono essere già oggi realtà:

  • solo la Banca nazionale crea denaro – non solo monete e banconote ma anche la moneta scritturale elettronica sui nostri conti. 
  • le banche sono incaricate del traffico dei pagamenti, della gestione patrimoniale e della concessione di crediti. Non possono però più creare denaro per conto proprio.
L’iniziativa dell’associazione apartitica MoMo (Modernizzazione Monetaria) auspica quindi che la Banca nazionale crei anche tutta la moneta scritturale elettronica, oltre alle monete ed alle banconote. Questo denaro bancario elettronico sui conti svizzeri oggi viene creato dalle banche private e non rappresenta un mezzo legale di pagamento. È insicuro, mette a rischio il sistema finanziario e quindi l’economia svizzera. Il Consiglio federale sottovaluta le problematiche ancora acute del mercato finanziario (svizzero), in particolare la problematica del “too big to fail”, anche secondo relazioni di esperti ancora irrisolta.
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In merito alla reiezione dell’iniziativa Moneta intera da parte del Consiglio federale, Daniel Meier, membro del Comitato dell’iniziativa, spiega:

- la veloce reiezione dell’iniziativa Moneta intera da parte del Consiglio federale ci sorprende. Il Consiglio federale spreca una grande occasione per avere denaro a prova di crisi. Fortunatamente la decisione in merito all’iniziativa Moneta intera spetterà al popolo e non al Consiglio federale. Anche il presidente della BNS Thomas Jordan disse nella sua Usterrede 2014: “Risposte a questioni fondamentali non vengono date da un rappresentante della BNS ma solo dal popolo”.

- Con la moneta intera i franchi sui conti privati sono sicuri al cento per cento, in particolare anche quando una banca si trova in difficoltà. Ciò è un grande passo verso una maggiore sicurezza.

- La moneta intera corrisponde all’immagine tradizionale delle banche e può essere introdotta con semplicità. Per il singolo cliente bancario cambia poco.

- L’iniziativa Moneta intera viene sostenuta da molti prestigiosi scienziati:
http://www.iniziativa-moneta-intera.ch/scienziati/

- Anche molti altri Paesi auspicano ad una riforma per una moneta intera:
http://internationalmoneyreform.org

- L’emissione statale di denaro è una prassi centenaria. Il vigente monopolio statale sull’emissione di monete e di banconote è generalmente accettato e nessuno gli attribuisce un problema. Corrispondentemente non esistono fondati argomenti contro una estensione di questo monopolio alla moneta scritturale elettronica divenuta oggi consueta.

- Sono esclusi effetti negativi per le banche e per la piazza finanziaria svizzera, poiché si ha un periodo introduttivo sufficientemente lungo e non vi sono automatismi ciechi. Se necessario la Banca nazionale può calibrare o correggere ogni passo.

- La concessione di crediti può continuare ad essere garantita dalle banche private, poiché la Banca nazionale può mettere in circolazione sufficiente denaro in qualunque momento.

- La riforma per una moneta intera non porta ad uno svantaggio concorrenziale per le banche svizzere, poiché la riforma vale per tutte le banche che operano in franchi svizzeri, perciò sia per banche estere che per banche svizzere. Siccome le condizioni cambiano per tutte non vi sono penalizzazioni.

- L’iniziativa Moneta intera rafforza la fiducia nel franco svizzero, in particolare perché viene rafforzata la capacità d’azione della Banca nazionale.

- Una positiva conseguenza dell’iniziativa Moneta intera è che la Banca nazionale annualmente può versare da cinque a dieci miliardi in più alla Confederazione ed ai Cantoni. A seconda della crescita economica, la Banca nazionale può distribuire utili maggiori da due fino a quattro volte rispetto a quanto avvenuto fino ad ora, senza provocare inflazione. Con questi utili supplementari si potrebbero ridurre le imposte ed il debito pubblico, oppure potrebbe essere elargito un contributo ai finanziamenti di infrastrutture pubbliche e di istituzioni sociali. Inoltre, sarebbe possibile mettere in circolazione nuovo denaro attraverso un dividendo di cittadinanza annuo da 500 a 1'000 franchi per ogni cittadino. Dell’utile supplementare derivato dalla creazione di moneta beneficiano dunque concretamente la società e l’economia reale. Il motivo per cui il Consiglio federale intenda rinunciarne è un grande mistero.
Ulteriori segnalazioni:

domenica 21 febbraio 2016

LA GARANZIA DELLA MONETA: L'ONESTÀ CONTABILE !

LA GARANZIA DELLA MONETA: L'ONESTÀ CONTABILE !
di Marco Saba, presidente IASSEM, 21 febbraio 2016


Quando si parla di emettere moneta, ovvero di creare moneta forzosa dal nulla, ci si chiede spesso da che cosa è garantita. Nel passato abbiamo avuto contemporaneamente la pretesa teorica che la moneta fosse garantita da metalli preziosi e la prassi contabile scorretta che non faceva in realtà mai corrispondere i metalli posseduti ai certificati esistenti (banconote) che anzi coesistevano, di fatto, come dure aggregati monetari ben distinti.

Più modernamente, si pretende di garantire la moneta, e le banche, attraverso il debitore di ultima istanza, lo Stato, che si riserva il potere di espropriare i cittadini tramite l'imposizione fiscale. lo Stato è, di fatto, la Bad Bank del sistema bancario... Come questo sia potuto accadere, ovvero che lo Stato abdicasse al principio cardine della Lex Monetae (il diritto di emettere moneta) a favore del cartello bancario, è oggetto di studio per gli storici e gli esperti di antiterrorismo. Fatto sta che lo Stato è diventato un esattore del cartello bancario svolgendo le funzioni di EQUIBANCA piuttosto che di EQUITALIA.

Quindi la moneta attuale è garantita dal fatto che il cittadino deve utilizzarla per ottemperare ai diktat fiscali di uno Stato schizofrenico che deve garantire gli interessi dei cittadini e, contemporaneamente, assicurare i privilegi assurdi della classe dei banchieri che si rivelano, giornalmente e sistematicamente, contrari a quelli della popolazione e della RES PUBLICA.

Ma non basta che lo Stato accordi questo privilegio della creazione monetaria ai banchieri se non fosse che contemporaneamente tollera - nello stato psicotico in cui versa - che il ceto dei banchieri evada la più grande responsabilità di chi crea denaro dal nulla: la corretta contabilizzazione che obbligherebbe almeno a pagarne le tasse.

Poiché la moneta ed il sistema bancario in generale si basano alla fine solo su una fiducia malrimessa (e così anche per la sopportazione di una tirannia oligarchica antidemocratica), scoprire che la creazione di moneta non viene correttamente contabilizzata creerà, più prima che dopo, una completa sfiducia terminale del popolo sia nell'euro che nell'eurosistema e, in ultimo, nelle istituzioni nazionali ed europee.

Si pone quindi il problema di curare questa sfiducia prima che i padroni del vapore (si ricordi qui, en passant, che il presidente Napolitano prendeva ordini dal banchiere Passera) ricorrano ai sistemi violenti di cui storicamente abbiamo traccia: guerre mondiali, rivoluzioni ammaestrate, etc etc.

La proposta che faccio, inaudita altera parte, è di introdurre un forte fattore stabilizzante dell'intero sistema: applicare la correttezza contabile ai sistemi di creazione del denaro. Questo serve per rendere responsabili (in inglese: "accountable", che ricorda il termine "accounting", ovvero contabilità) sia le banche del loro potere invisibile che lo Stato delle sue entrate fiscali.

Per fare questo occore esaminare attentamente come le tre forme di denaro contante prodotto oggi vengono attualmente contabilizzate: le monete metalliche, le banconote e il denaro elettronico (i "sight deposits" o depositi a vista), ricordando che si tratta di tre diversi aggregati di mezzi monetari che si ritrovano SOMMATI nella misura di M1 indicata dalla BCE (e che quindi non rappresentano, contrariamente a quanto si crede, forme sostitutive della stessa quantità il cui massimo comun denominatore sarebbe l'aggregato della liquidità nei depositi.

Per quanto riguarda la moneta, in generale, si può dire che chi la emette guadagna la differenza tra il costo lordo d'emissione ed il valore legale o di facciata del mezzo monetario considerato. Quindi, M1 costa alla produzione intorno all'1% del valore di scambio sul mercato. Il punto è proprio questo: come mai contabilmente non si vede ? Come mai sembra che le banche debbano ricorrere all'applicazione degli interessi per poter giustificare un margine operativo ? Come mai le banche vengono definite "intermediari finanziari" quando si sa che creano denaro dal nulla a differenza delle altre società non bancarie, per esempio, che presentano differenze nella registrazione contabile delle operazioni di prestito ?

La risposta  è che c'è una visione sbagliata da parte del pubblico e, aimé, dello Stato, per cui si redigono i bilanci bancari ad arte COME SE le banche non creassero il denaro che utilizzano ma bensì come se questo denaro fosse fornito dai depositi di misteriosi speculatori o clienti di cui non esiste traccia d'origine nei flussi di cassa delle banche stesse... Mentre è ovvio che la creazione di denaro debba apparire anche dai bilanci che altrimenti si riferiscono ad entità astratte - le banche viste come intermediari finanziari - non esistenti nella pratica della vita terrena. Occorre quindi RETTIFICARE le scritture contabili, un compito che ci saremmo aspettati di veder svolgere almeno dalle società di revisione contabile ed auditing....

La rettifica è resa semplice dall'uso dei programmi informatici nella gestione dell'attività bancaria: basta che questi tengano nota di ogni attività di creazione di denaro da parte della banca accreditando ogni volta il conto dei flussi di cassa. Questa inaudita forma corretta di registrazione della moneta creata, che andrebbe adottata sia dalle banche commerciali che dalle banche centrali, porterebbe all'emersione di ingentissime quantità di mezzi monetari, oggi invisibili, cui poter attingere per la fiscalità dello Stato e per la solvibilità delle banche stesse, interrompendo per sempre la litanìa dei sacrifici economici ed umani che accompagnano le crisi periodiche da cui siamo afflitti.

La conseguenza più importante, oltre a quella di far meritare maggiore fiducia al "sistema", è che si priva il cartello bancario dello strumento di ricatto principale con cui esso condiziona la politica, i governi e gli Stati, per addivenire finalmente alla tanto agognata e decantata indipendenza NON SOLO del sistema bancario da quello politico, ma anche viceversa.

Che problema c'è ? Basta solo volerlo !


Bibliografia di riferimento:

- la composizione di M1 nel glossario della BCE:
https://www.ecb.europa.eu/stats/money/aggregates/aggr/html/index.en.html

- il denaro "fiat" è ricchezza netta:
Willem H. Buiter, The Simple Analytics of Helicopter Money: Why It Works - Always, Economics, Vol. 8, 2014-28, Version 2, September 2, 2015
http://www.economics-ejournal.org/economics/journalarticles/2014-28/version-2/count

- la prova forense che le banche creano individualmente moneta dal nulla:
Werner, R.A., Can banks individually create money out of nothing? — The theories and the empirical evidence, International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014, Pages 1–19
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001070

- un referendum in Svizzera chiede di togliere alle banche commerciali il potere di creare moneta:
Iniziativa popolare federale 'Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)'
https://www.admin.ch/ch/i/pore/vi/vis453t.html

- la mancanza di coerenza nella tenuta dei flussi di cassa nel sistema bancario rispetto alla creazione di moneta e l'impossibilità di stabilire l'insolvenza delle banche da tali scritture:
Cash Flow Accounting in Banks— A study of practice, Ásgeir B. Torfason, University of Gothenburg, 2014
https://gupea.ub.gu.se/handle/2077/35272

- l'incongruenza nella registrazione contabile delle operazioni di prestito effettuate da banche e non-banche:
Werner, R.A., How do banks create money, and why can other firms not do the same? An explanation for the coexistence of lending and deposit-taking, International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014, Pages 71–77
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001434

- un secolo perso nell'economia a causa di sballate indicazioni da parte dell'Accademia sul funzionamento delle banche:
Werner, R.A., A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis (2015)
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

- iscrivere la creazione di moneta nelle passività bancarie non è realistico:
Eric Lonergan, Accounting as religion: Buffett, Derrida, and MM, Positive Money blog, February 25, 2016
http://positivemoney.org/2016/02/accounting-as-religion-buffett-derrida-and-mmt/

- la corruzione delle agenzie di revisione contabile, il caso KPMG:
THE CHEMISTRY OF AUDIT FAILURE A Case Study of KPMG Atul K. Shah Senior Lecturer, Suffolk Business School, November 2015
https://www.academia.edu/17958528/THE_CHEMISTRY_OF_AUDIT_FAILURE_-_A_Case_Study_of_HBOS_audit_by_KPMG

- la necessità dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza delle banche:
Marco Saba, IASSEM, Banche: necessità dell’accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza, ScenariEconomici, 16 febbraio 2016
http://scenarieconomici.it/banche-necessita-dellaccertamento-giudiziario-dello-stato-dinsolvenza-di-marco-saba/

- la creazione di moneta - mal contabilizzata dalle banche - rappresenta "aiuti di Stato":
Segnalazione alla Commissione Europea e risposta della DG Concorrenza
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/02/la-commissione-europea-capisce-gli.html

- l'economista Antonino GALLONI conferma che la contabilizzazione della creazione di moneta è necessaria per la corretteza dei bilanci bancari:
Estratto da: A.Galloni, L'Economia Imperfetta, Novecento Editore, 2015
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/01/galloni-la-nuova-contabilita-bancaria.html

- la storia della manipolazione delle regole contabili e la necessità urgente di porvi rimedio:
Thomas A Lee, Reflections on the origins of modern accounting, Accounting History. 2013
http://ach.sagepub.com/content/18/2/141.abstract

- la corruzione politica nelle scelte degli organi contabili internazionali:
Bengtsson E (2011) Repoliticalisation of accounting standard-setting – the IASB, the EU and the global financial crisis. Critical Perspectives on Accounting 22(6): 567–580.
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1045235411000578 

- la prova empirica dei flussi di cassa da creazione monetaria nel programma di modellazione economica MINSKY del prof. Steve KEEN, sviluppato in Australia (video):
Macroeconomics of Loanable Funds & Endogenous Money compared using Minsky
https://youtu.be/pmnuzfULtVw

- La verità sulle banche nel bollettino del Fondo Monetario Internazionale:
The TRUTH about  BANKS , by Michael Kumhof and Zoltán Jakab , Finance & Development - A quarterly publication of the International Monetary Fund, March 2016, Volume 53 - Number 1, pp. 50-53
https://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/2016/03/pdf/fd0316.pdf

- la situazione fiscale in Italia rispetto alla creazione della moneta:
Note per uno studio di settore sull'attività bancaria, di Marco Saba, documento per l'Ordine dei Commercialisti, 16 maggio 2014
http://centralerischibanche.blogspot.it/2014/05/note-per-uno-studio-di-settore.html

sabato 20 febbraio 2016

Stati generali di Sovranità Popolare. In diretta dall’Aquila

lunedì 15 febbraio 2016

Morte e soldi: il film horror del neo liberismo

Claudio Messora:
La Deutsche Bank effettuò una speculazione definita il "Death Bond", il Bond della Morte. Morte in cambio di soldi. Che cosa fecero i signori della Deutsche? Presero 500 anziani, di condizioni ovviamente economiche non delle migliori (furono pagati per poter essere visitati da dei medici della Deutsche), e in base alle loro condizioni di salute fu effettuata una scommessa, una speculazione. Come funzionava? Se l'anziano moriva entro i 12 mesi, lo speculatore guadagnava il 6%. Se l'anziano non moriva dai 12 ai 38 mesi, lo speculatore più o meno riprendeva quello che aveva investito. Se l'anziano non si decideva a morire, ebbene lo speculatore perdeva quasi il 50% del proprio investimento. In poche parole la speculazione consisteva nello sperare che l'anziano morisse il prima possibile. Un film horror dei più terrificanti! Se noi abbiamo permesso a questi criminali paranoici di effettuare una scommessa sulla vita dei nostri genitori, sulla vita dei nostri nonni, allora questa non è neanche più una crisi economica: questa è una vera e propria crisi antropologica.
Morte e soldi sono la trama del film horror che stiamo vivendo almeno dal 2008.

Intervista a Gianluca Ferrara, direttore editoriale di Dissensi Edizioni

domenica 14 febbraio 2016

Ritirate tutti i risparmi - per salvare le banche

Ritirare tutti i depositi per salvare le banche !

Le banche creano denaro dal nulla, non usano i soldi dei risparmiatori. Solo che lo contabilizzano male... dimenticano di accreditarselo. Risultato: la crisi bancaria.

Per salvare le banche occorre ritirare immediatamente tutti i depositi. Infatti, la passività più grande nel bilancio delle banche è costituita dai depositi della clientela (Debiti verso clientela, nello Stato Patrimoniale). Se ritirate presto tutti i depositi, le banche si salvano. Verificate per credere. Alla domanda: ma dove li metto ? La risposta è semplice: in una cassetta di sicurezza. Infatti, il contenuto delle cassette di sicurezza è al riparo dai maneggi contabili delle banche !

giovedì 11 febbraio 2016

I "messaggi a distruzione immediata" della BPVI: una tecnica che ricorda la Gladio...

Fidi della Bpvi: indagato l'ex direttore generale Samuele Sorato

Nell''inchiesta della Procura di Prato sulla Banca Popolare di Vicenza si ipotizza il reato di estorsione per i fidi concessi in cambio dell'acquisto di pacchetti di azioni

PRATO. Il presente messaggio si autodistruggerà entro dieci secondi. No. Alla Banca popolare di Vicenza i metodi dei più sofisticati servizi segreti per non lasciare tracce delle direttive inviate ai loro uomini, non le conoscevano. E si affidavano ad un più semplice: “distruggi questo messaggio appena lo hai letto”. Confidando così nella diligenza e nell’obbedienza del subordinato. Ma non tutti, evidentemente, sono stati diligenti ed ubbidienti nella scala gerarchica che dalla casa madre di Vicenza arrivava anche alle piccole filiali di Prato. La procura pratese ha trovato diversi di questi messaggi nella valanga di materiale tecnico ed informatico sequestrato. Messaggi che chiudevano le direttive con cui da Vicenza si davano disposizioni ai subordinati di vendere ad ogni costo le azioni dello stesso istituto a tutti coloro che chiedevano mutui, finanziamenti o aperture di credito. Un do ut des dal quale i clienti non potevano sottrarsi e, per la procura, quei messaggi sono la prova provata che tutti sapevano di stare commettendo qualcosa di non lecito.

leggi anche:

Ed è in questo ambito che sono partiti altri cinque avvisi di garanzia per concorso in estorsione, uno dei quali ha raggiunto l’ex direttore generale della Banca popolare di Vicenza, Samuele Sorato. Un avviso di garanzia che consolida la teoria dei finanzieri coordinati dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dalla sostituto Laura Canovai sull’esistenza di un metodo estorsivo approvato dai vertici della banca. L’inchiesta era partita in seguito alla denuncia da parte di una quindicina di clienti che lamentavano appunto il fatto di essere stati costretti ad acquistare le azioni della BpVi, per vedere accolta la loro domanda di fido. E quando le azioni acquistate a  62 euro e 50 centesimi, di colpo sono state svalutate a 48 euro con una perdita secca di un quarto dell'investimento e con in vista un'ulteriore perdita quando la Bpvi sarà quotata in Borsa ecco che è nata l'azione di protesta.   Il 10 dicembre scorso le perquisizioni nelle filiali della BpVi di via Valentini, Chiesanuova, via Roma e Montemurlo, oltre a quelle in Sant'Agostino a Pistoia, Agliana e Altopascio, con l’iscrizione nel registro degli indagati di undici funzionari.
A distanza di due mesi sono partiti altri cinque avvisi di garanzia e uno di questi ha raggiunto direttamente l’ex direttore generale. Per tutti viene contestato sempre e solo il reato di concorso in estorsione. Fino ad oggi, nella gran mole di documenti sequestrati e visionati sarebbero emersi solo riscontri positivi all’ipotesi di accusa sulla quale sta indagando la procura di Prato. Ma perché quelle email dei dirigenti che finivano con l’ordine di distruggerle dopo averle lette non lo sono state? Probabilmente perché, secondo una ipotesi investigativa, anche il funzionario chiamato ad operare sul campo, ovvero a trattare direttamente con i clienti, voleva una pezza di appoggio, una prova che lui era solo un esecutore materiale. La procura sta vagliando attentamente le posizioni individuali di ciascuno degli indagati e sta circoscrivendo la veste giuridica adeguata da appioppare a tutta la vicenda e a ciascuno dei protagonisti coinvolti. L’inchiesta di Prato procede in via parallela a quella della procura di Vicenza che invece sta indagando per falso in bilancio e vede indagati fra gli altri l’ex presidente Gianni Zonin e lo stesso ex direttore generale Samuele Sorato. In futuro non è escluso che le due inchieste possano trovare dei punti di incontro. Ma sulla competenza della procura di Prato su questi casi di presunta estorsione non ci sono dubbi visto che sono stati commessi nel territorio pratese.

martedì 9 febbraio 2016

Daniele Pesco (M5S) a Rai Parlamento: Banche"bail in incostituzionale"

L'OCSE e le transazioni invisibili

L'OCSE e le transazioni invisibili

LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI COME STRUMENTI DI GOVERNO MUTLILATERALE, di Lucia Serena Rossi, Giuffré Editore, 2006
Da pag.184 a pag.185:
https://books.google.it/books?id=_RmdsNRkrm0C&pg=PA185&lpg=PA185&dq=Comitato+dei+movimenti+di+capitali+e+delle+transazioni+invisibili&source=bl&ots=gwTBqbeLoP&sig=5zB5dEhw4wdYVIUc98zEBetZ-hk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiuq_66p-nKAhWCE5oKHe-xCmkQ6AEIIDAA#v=onepage&q=Comitato%20dei%20movimenti%20di%20capitali%20e%20delle%20transazioni%20invisibili&f=false

L'analisi fin qui svolta fornisce un quadro sintetico degli strumenti, diretti e indiretti, di cui l'OCSE dispone per formulare regole di governo della realtà economica internazionale. Ma, tali regole, pur validamente adottate, rischiano di rimanere lettera morta qualora i destinatari non vi si conformino. Per questo motivo l'OCSE ha predisposto dei meccanismi che consentano di controllare l'attuazione delle norme adottate, cercando così di garantirne l'effettività. Tali forme di controllo non rispondono ad una tipologia unica e rigidamente predeterminata, ma vengono definite secondo modalità differenziate in ciascun settore di intervento. Si va dalla previsione di semplici obblighi di notifica al dovere di istituire degli organismi nazionali di collegamento, dalla raccolta di informazioni da parte dell'Organizzazione all'obbligo per gli Stati membri di inviare periodicamente dei rapporti, dalla semplice consultazione alla possibilità per uno Stato di ricorrere contro un altro Stato considerato inadempiente e così via.
Sono tuttavia sempre presenti talune caratteristiche fondamentali alle quali rispondono tutti i meccanismo di monitoraggio elaborati in seno all'OCSE: essi non assumono in nessun caso un carattere giurisdizionale, ma si basano essenzialmente sulla sorveglianza multilaterale e sul così detto "esame tra pari" (peer review), consistente nell'analisi e nella valutazione sistematica del comportamente di uno Stato da parte di altri Stati (Pagani). Obiettivo principale, ma non unico, di tale strumento è quello di indurre lo Stato esaminato ad adottare una condotta conforme alle normative e ai principi definiti dall'Organizzazione.
L'esame viene effettuato, a cadenze periodiche, in seno all'organo sussidiario competente *ratione materiae* ed è condotto da alcuni Paesi membri, scelti come esaminatori, sulla base di un sistema a rotazione. Si tratta indubbiamente di uno dei punti deboli del meccanismo: gli esaminatori, infatti, pur non dovendo in teoria lasciarsi influenzare da interessi nazionali, agiscono formalmente in qualità di rappresentanti dei loro Stati di appartenenza, rischiando così di compromettere la credibilità del dispositivo di vigilanza reciproca. L'unica garanzia in questo senso è il ruolo svolto dal Segretario che vigila sull'indipendenza, la trasparenza e la qualità dei lavori durante tutto l'iter del procedimento.
Al termine della discussione, che talvolta si articola in veri e propri negoziati che coinvolgono lo stesso Stato esaminato, l'organo sussidiario adotta, normalmente per *consensus*, un documento contenente un rapporto sui progressi compiuti dallo Stato e le eventuali lacune ancora persistenti, nonché alcune conclusioni e raccomandazioni. Contrariamente a quello che accade in procedimenti di carattere giurisdizionale, il risultato finale non è mai l'adozione di una decisione vincolante o la previsione di sanzioni a carico dello Stato inadempiente. I rapporti adottati dall'organo sussidiario non vengono solitamente nemmeno recepiti in un atto formale dell'Organizzazione.
Ciononostante, questo metodo "morbido" si rivela spesso il più adatto per incoraggiare il rispetto delle regole da parte dei membri, soprattutto in un contesto, quale è quello dell'OCSE, caratterizzato da una forte convergenza di vedute e dalla adesione a valori comuni, caratteristiche quelle a loro volta derivanti dalla relativa omogeneità della composizione dell'Organizzazione. Va da sé, peraltro, che l'efficacia di tale meccanismo di controllo e il suo impatto sul legislatore nazionale dipendono in gran parte dalla circostanza che i risultati dell'esame siano resi pubblici e abbiano risalto nella stampa nazionale ed internazionale.
La valutazione della *performance* dello Stato avviene in relazione a principi, criteri e normative di diversa natura e portata. I rapporti annuali dell'OCSE sulla situazione economica dei diversi Paesi membri contengono delle valutazioni sulla condotta dei governi rispetto ai principi macroeconomici formulati nell'Accordo istitutivo dell'Organizzazione. Particolarmente importanti risultano poi quei meccanismi che vigilano sull'attuazione di una determinata normativa giuridicamente vincolante, emanata dall'OCSE o sotto i suoi auspici.
E' il caso del Comitato dei movimenti di capitali e delle transazioni invisibili, dotato di un meccanismo per l'esame della conformità degli ordinamenti nazionali ai Codici di liberazione.

CODE DE LA LIBÉRATION DES OPÉRATIONS INVISIBLES COURANTES - 2013
http://www.oecd.org/fr/daf/inv/politiques-investissement/InvisibleOperations_WebFrench.pdf

CODE OF LIBERALISATION OF CURRENT INVISIBLE OPERATIONS - 2013
http://www.oecd.org/pensions/private-pensions/InvisibleOperations_WebEnglish.pdf

Transazioni invisibili. Regolamento di esborsi e introiti di carattere finanziario; disposizioni emanate dal Ministero del commercio con l'estero. (Roma, 1957)
Elenco delle transazioni invisibili:
https://defranceschialberto.files.wordpress.com/2013/10/traites_1957_cee_1_xm_0810_x1111x.pdf

Committee for Invisible Transactions (OEEC.TIC)
http://archives.eui.eu/en/fonds/173633?item=OEEC.TIC

Principali Comitati dell’OCSE:
- Comitato dei movimenti di capitali e delle transazioni invisibili