giovedì 1 dicembre 2011

L'Europa bloccata dai banchieri


L'Europa bloccata dai banchieri: al comando Goldman Sachs
di Paul Craig Roberts - 30/11/2011

Fonte: Come Don Chisciotte
 
   
Il 25 novembre, due giorni dopo un’asta fallimentare asta dei titoli di stato emessi dal governo tedesco in cui la Germania non è riuscita a vendere il 35% dell’offerta di titoli decennali, il Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto che la Germania potrebbe ritirare la richiesta avanzata alle banche private detentrici del debito sovrano di Grecia, Italia e Spagna di accettare parte del costo del piano di salvataggio con l’estinzione di parte del valore dei titoli. Le banche private vogliono evitare perdite costringendo il governo greco, italiano e spagnolo a onorare le loro obbligazioni con l’imposizione di un’estrema austerità, oppure ottenendo dalla BCE l’emissione di Euro con cui acquistare il debito pubblico dalle banche private. Emettere valuta per risanare il debito è in contrasto con lo statuto della BCE e spaventa soprattutto i tedeschi, per l’esperienza di iperinflazione subìta durante la repubblica di Weimar.

Ovviamente il governo tedesco ha recepito il messaggio dall’architettato fallimento dell’asta dei titoli di stato. Come ho scritto a suo tempo, per la Germania, con il suo rapporto debito/PIL relativamente basso rispetto ai paesi in fase critica, non esiste alcun motivo per non essere in grado di vendere i propri titoli di stato.
Se la solvibilità della Germania è messa in dubbio, come si può presumere che possa salvare gli altri paesi? La prova che il fallimento dell’asta dei titoli tedeschi è stata architettata, ci viene fornita dalla riuscita asta dei titoli statali della squinternata Italia, due giorni dopo.
Non è strano. L’Italia, il più grande paese dell’Unione Europea a necessitare di un piano di salvataggio per il proprio debito, riesce ancora a vendere i suoi titoli, eppure la Germania, che non ha bisogno di interventi e dovrebbe pure farsi carico dello sproporzionato costo del salvataggio di Italia, Grecia e Spagna, non è riuscita a farlo.
A mio parere, il fiasco dell’asta tedesca è stato architettato dal Ministero del Tesoro americano, dalla BCE assieme alle istituzioni europee e dalle banche private che posseggono il debito sovrano dei paesi in difficoltà.
La mia opinione si basa sui seguenti fatti. Goldman Sachs e le banche degli Stati Uniti hanno garantito probabilmente 1000 miliardi o più di dollari del debito pubblico europeo, vendendo swap e assicurazioni per cui non hanno copertura. Le commissioni che hanno ricevuto le banche statunitensi per garantire il valore degli strumenti di debito sovrano dei paesi europei è finito negli utili e nei premi destinati ai dirigenti. Naturalmente è stato questo a mandare in rovina il gigante delle assicurazioni americano AIG, che ha portato al TARP [piano di soccorso per le attività in dissesto, a seguito delle leggi ‘salvabanche ‘. NdT] a spese dei contribuenti americani e agli enormi utili di Goldman Sachs.
Se uno qualsiasi dei debiti sovrani europei dovesse andare in fallimento, gli istituti finanziari americani che hanno emesso swap o garanzie a fronte del debito senza copertura sarebbero nei guai per dover sborsare un’enormità di somme che non hanno. La reputazione del sistema finanziario statunitense probabilmente non potrebbe sopravvivere all’insolvenza per gli swap emessi. Pertanto il naufragio del debito pubblico europeo risveglierebbe la crisi finanziaria negli USA, con l’esigenza di una nuova serie di piani di salvataggio e/o di “alleggerimenti quantitativi”, ossia iniezione di valuta per rimediare a strumenti finanziari scriteriati, la cui emissione ha arricchito un esiguo numero di dirigenti.
Certamente il presidente Obama non vuole entrare nell’anno elettorale affrontando l’esaltante prospettiva del fallimento finanziario americano. Così, senza alcun dubbio il Tesoro degli Stati Uniti vuole la Germania alla larga dal piano di salvataggio europeo.
Le banche private francesi, tedesche e olandesi, che sembrano possedere la maggior parte del debito dei paesi in crisi, non vogliono sostenere perdite. I loro bilanci, già dissestati dai fraudolenti derivati di Wall Street, non riusciranno a sopportare ulteriori perdite, altrimenti subiranno un ulteriore calo delle loro azioni, come conseguenza della contrazione degli utili dovuta alla svalutazione dei titoli del debito pubblico. In altri termini, per queste banche ci sono di mezzi i grandi poteri finanziari, che offrono loro un enorme impulso a togliere di mezzo il governo tedesco dai loro bilanci.
Alla BCE non piace essere un soggetto inferiore alla Federal Reserve o alla Banca d’Inghilterra. La BCE vuole i poteri per procedere con propri “alleggerimenti quantitativi”. La BCE è frustrata dai limiti posti ai suoi poteri dalle condizioni volute dalla Germania per privarsi della propria valuta e del controllo della Banca Centrale tedesca sulla massa monetaria del paese. Le autorità dell’UE vogliono più “unità”, ossia una minore sovranità dei paesi membri dell’UE. La Germania, essendo il più forte membro, si trova sulla strada di quei poteri che le istituzioni europee vogliono esercitare.
Per questo si è verificato il fallimetno dell’asta dei titoli tedeschi, un evento pianificato per punire la Germania e avvertire il suo governo di non ostacolare l’“unità”. In caso contrario potrebbe perdere la propria sovranità.
La Germania, intimidita sin dalla propria sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, è stata resa costituzionalmente incapace di una forte leadership. Ogni segno di leadershiptedesca è stato subito soffocato, rievocando il ricordo del Terzo Reich. Di conseguenza la Germania è stata spinta in un’Unione Europea che vuole distruggere la sovranità politica dei governi membri, proprio come Abraham Lincoln distrusse la sovranità degli stati americani.
Chi governerà la nuova Europa? Ovviamente le banche private europee e Goldman Sachs.
Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea è Mario Draghi. Questa persona è stata vicepresidente e amministratore delegato di Goldman Sachs International e membro del Comitato Amministrativo di Goldman Sachs. Draghi è stato anche direttore esecutivo italiano della Banca Mondiale, governatore della Banca d’Italia, membro del consiglio direttivo della BCE, membro dei consigli d’amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e dell’Asian Development Bank (AsDB), come pure presidente del Financial Stability Board (FSB).
Ovvio che Draghi tutelerà i poteri dei banchieri.
Il nuovo Presidente del Consiglio italiano, nominato senza elezioni, è stato membro del Collegio dei Consulenti Internazionali di Goldman Sachs. Mario Monti è stato designato alla Commissione Europea, uno degli organi direttivi dell’UE. Monti è presidente europeo della Commissione Trilaterale, un’organizzazione americana che promuove l’egemonia americana nel mondo. Monti è membro del gruppo Bilderberg e membro fondatore del gruppo Spinelli, un organo creato nel settembre 2010 per agevolare l’integrazione all’interno dell’ UE.
Nello stesso modo in cui un banchiere non eletto è diventato Presidente del Consiglio in Italia, un’altro banchiere non eletto è stato nominato Primo Ministro in Grecia. Evidentemente sono incaricati di mettere a punto la soluzione delle banche alla crisi del debito pubblico.
Il Primo Ministro della Grecia appena insediato, Lucas Papademos, è stato governatore della Banca di Grecia. Dal 2002 al 2010. È stato vicepresidente della BCE. Anche lui è membro della Commissione Trilaterale americana.
Jacques Delors, uno dei fondatori dell’UE, nel 1988 promise alla Federazione Sindacale inglese che la Commissione Europea avrebbe preteso dai governi l’introduzione di leggi a favore dei lavoratori. Al contrario, sappiamo che questa Commissione Europea controllata dai banchieri esige dai lavoratori europei il salvataggio delle banche private, accettando stipendi più bassi, minori politiche sociali e un pensionamento ritardato.
L’Unione Europea, proprio come ogni altro gruppo, è semplicemente un altro disegno creato per concentrare la ricchezza nelle mani dei pochi, a scapito dei cittadini europei, che sono destinati, come gli americani, a diventare i servi della gleba del XXI secolo.
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Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GABRIELE P.

Bankitalia: il falso in bilancio? Un'invenzione interessante

ESCLUSIVO! La Banca d'Italia confessa di essere una SPA ed ammette il falso in bilancio! from censuratixcaso on Vimeo.

Crunch, crunch


Crunch, crunch
di Beppe Grillo - 30/11/2011

Fonte: Il Blog di Beppe Grillo

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C'è un mostro che si aggira per le banche. Ha chele potentissime in gradi di stritolare qualunque società. Crunch, crunch. Assorbe denaro come un magnete e non lo restituisce se non a carissimo prezzo. E' il Credit Crunch. Una parola che diventerà familiare come lo spread. Credit Crunch significa che non si fa credito a nessuno, che la liquidità in circolazione sta diventando come l'acqua nel deserto. Il fido bancario che copriva i costi di gestione delle aziende in attesa dei pagamenti da parte dei clienti è diventato un miraggio. L'azienda deve anticipare gli stipendi, l'Iva, le tasse sul presunto reddito del prossimo anno e ogni forma di commodity. Finché i soci o gli azionisti riescono a mettere mano al portafoglio regge, poi schianta.
Le banche hanno spesso più debiti che soldi e i debiti non si possono prestare. Si possono però mettere sul mercato sotto forma di bond. Il gioco funziona sino a quando i bond bancari venduti e rimborsati si equivalgono. Poi può saltare il banco. Le banche europee hanno venduto 413 miliardi di dollari di bond nel 2011. Hanno dovuto rimborsare 654 miliardi in scadenza. E' rimasto un cratere di 241 miliardi di dollari di mancanza di disponibilità (*). Le banche non sono più in grado di comprare titoli pubblici per salvare gli Stati e non riescono neppure a vendere i loro titoli.
Falliranno prima gli Stati o le banche? O entrambi? Nel frattempo muoiono le aziende a decine di migliaia per mancanza di ossigeno. Il debito aziendale è una catena di Sant'Antonio. La prima azienda della catena che va in asfissia finanziaria strangola la seconda che a sua volta strangola la terza e così via. Lo Stato chiede anticipi, le banche negano prestiti o li concedono a tassi usurai o ipotecando la azienda. Ma se muoiono le aziende chi pagherà i costi enormi della macchina dello Stato e gli stipendi dei bancari? Il debito non si mangia.
Negli scorsi anni sono stati concessi mutui a tasso variabile per le abitazioni anche al 90% del capitale. Moltissime famiglie che li hanno contratti non sono più in grado di pagarli. Le case vanno all'asta o alle banche. Chi abiterà queste case? Un'obbligazione bancaria, un titolo azionario? E gli sfrattati che hanno perso, oltre all'appartamento, la quota di capitale versata che fine faranno? Al Credit Crunch non si può reagire con la Taxation Crunch come si appresta a fare il Governo. Ogni organismo ha il suo punto di collasso e l'Itala ha già una forte tachicardia. E' necessaria una moratoria per i mutui delle prime case, l'abolizione immediata dell'anticipo dell'Iva e della tassazione sul reddito presunto delle aziende sull'anno successivo. L'Italia ha bisogno di respirare. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
(*) fonte Dealogic/Ft

Fermiamo le banche! Scilipoti, Sara Tommasi e Alfonso Luigi Marra



Sabato 26 novembre l'onorevole Domenico Scilipoti, leader dei "Reponsabili", e Alfonso Luigi Marra, scrittore e filosofo, hanno lanciato il movimento "Fermiamo le banche!", finalizzato, si legge nel comunicato, "alla costituzione del Comitato Promotore del referendum per l'abrogazione delle 6 gravi leggi anticostituzionali, 4 delle quali recentissime, regala-soldi alle banche, e per l'abolizione del signoraggio bancario. 
Testimonial d'eccezione, Sara Tommasi,

mercoledì 30 novembre 2011

Appello per bloccare le gravissime misure di Monti


Oggetto: Appello per non fare approvare le gravissime misure di Monti

Carte di credito = signoraggio terziario, ovvero la principale forma di creazione elettronica di denaro dal nulla a vantaggio della banca che fa il pagamento.

Amici deputati e senatori, amici tutti delle organizzazioni contro il signoraggio bancario e cittadini, dobbiamo assolutamente impedire l'approvazione delle misure che Monti tenterà di far votare in blocco nell'interesse del suo mandante: la privata organizzazione criminale denominata BCE (sottolineo: privata perché di proprietà delle banche private, comprese le banche italiane proprietarie della Banca d'Italia, a sua volta proprietaria del 15% della BCE).
Ciò specie in relazione alla norma con la quale Monti vuole vietare l'uso del contante oltre poche centinaia di euro.
Monti, infatti, vuole questa norma perché ogni pagamento con carta di credito costituisce ovviamente una creazione di denaro generato elettronicamente dal nulla a vantaggio della banca attraverso la quale si effettua il pagamento (signoraggio terziario).
La banca, cioè, nel momento in cui paga, diviene creditrice nei confronti del suo cliente dell'importo che sta pagando per suo conto.
Un pagamento che alla banca non costa null'altro che lo sforzo necessario per 'pigiare' (elettronicamente) dei tasti (denaro 'non inverato').
Ne deriva che abbassare la soglia dei pagamenti elettronici significa aumentare enormemente la liquidità in denaro elettronico delle banche.
Un aumento che è immensamente maggiore delle cifre che Monti dice di voler far recuperare in termini fiscali.
Un aumento gravissimo perché produce un fortissimo incremento del denaro elettronico circolante ad opera di un soggetto privato e quindi non legittimato (le banche), e causerà quindi una proporzionale svalutazione.
Una strategia che, oltre a costituire un immenso regalo per le banche, serve poi anche ad aumentare il controllo delle banche sulla società.
Quanto alle altre norme, quelle 'sacrificali', sono tanto inutili quanto deliberatamente dannose.
Inutili perché causano risparmi irrisori di fronte alle enormi cifre con le quali si gioca attraverso l'incremento dei pagamenti elettronici o altri trucchi finanziari. Deliberatamente dannose perché le banche vogliono indebolire il più possibile la società per fini di dominio, giacché è palese che queste norme producono diminuzione dei consumi e quindi ulteriore crisi delle aziende, licenziamenti, malessere sociale, ecc.
Il fatto che gli uomini della televisione e dei giornali concordino con queste misure è dovuto alla circostanza che questa è la condizione che devono accettare se vogliono apparire nei media e godere della vantaggiosissima notorietà di cui godono.

Documento redatto da A. L. Marra e divulgato dal Comitato per la lotta al signoraggio bancario primario, secondario e terziario.

RADIO IES, intervento di Alfonso Luigi Marra


RADIO IES, intervento di Saba a Ouverture

No al golpe finanziario - video di Magdi Cristiano Allam