lunedì 2 luglio 2012

Ecco gli angeli delle nuove aziende

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sabato 30 giugno 2012

Allianz Bank: i benefici della moneta sovrana in Cina

giovedì 28 giugno 2012

Equitalia: che fine faremo ?

EQUITALIA. SCILIPOTI (MRN): INCONTRO PROFICUO LAVOREREMO INSIEME

Stamattina durante la manifestazione di protesta organizzata dal Movimento di Responsabilità Nazionale davanti agli uffici di Equitalia sud a Roma, l’On. Domenico Scilipoti è stato ricevuto dal Dott. Angelo Coco Direttore Centrale Servizi Enti e Contribuenti di Equitalia, con il quale ha avuto un proficuo confronto volto ad affrontare i problemi che affliggono milioni di italiani alle prese con l’ente di riscossione tributi. L’On. Scilipoti si è detto molto soddisfatto dell’incontro durante il quale il Dott. Coco ha mostrato grande disponibilità ed ha garantito il suo impegno affinché si realizzi un tavolo di confronto tra le forze politiche, Equitalia, l’Inps e l’agenzia delle entrate per verificare la possibilità di eliminare dalle cartelle esattoriali la somma dovuta come sanzione pecuniaria, la riduzione dell’aggio dall’attuale 9% nonché un abbattimento del 70% degli interessi a carico del debitore.  Lo rende noto il capo ufficio stampa dell’ On. Scilipoti.

Sperando di farVi cosa gradita, Vi alleghiamo il link relativo al video della manifestazione, tenutasi stamani, davanti alla sede di Equitalia sud a Roma:

mercoledì 27 giugno 2012

Conferenza a Cesena sull'Euro


BASTA RICATTI, SERVE GOVERNO POLITICO

GOVERNO. SCILIPOTI (MRN): BASTA RICATTI DOPO VERTICE UE SERVE GOVERNO POLITICO

“Il Presidente del Consiglio ha sfruttato l’imminenza del vertice di Bruxelles per ricattare i partiti costringendoli a sostenere il suo Governo e votare la fiducia su una riforma del lavoro dannosa che ci allontana dall’Europa”. Lo afferma in una nota Domenico Scilipoti Segretario Nazionale MRN.

“ Ora vedremo – continua l’On. Scilipoti - se Monti sarà in grado di far valere la posizione italiana ed ottenere la concessione degli Eurobond da parte della Germania; in caso contrario non saremo più disposti ad accettare ricatti. Il Premier dovrebbe ammettere i suoi errori, dimettersi e lasciare spazio ad un Governo politico, legittimato dal voto degli italiani, che sappia dare quelle risposte necessarie a far uscire il nostro Paese dalla crisi ”.

martedì 26 giugno 2012

Nazionalizzata la banca MPS

NAZIONALIZZATO MONTE PASCHI OGGI!
(come mai nessun giornale o TV che titoli così ?)
http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123476963#123476963

Per chi non crede alla spiegazione che qui si è data di come funziona la moneta moderna: sei mesi dopo che MontePaschi aveva "aiutato" lo stato comprando circa 20 miliardi di BTP ora lo stato "aiuta" Monte Paschi comprandogli 3.9 miliardi di bonds. Gli stessi miliardi hanno fatto due volte il giro ? Sono a debito e credito presso il Tesoro e MontePaschi ? Cioè la BCE ha prestato 30 miliardi a MontePaschi, questi ne ha usati 20 per comprare BTP e ora il Tesoro usa una parte dei 20 per comprare 4 miliardi di MontePaschi...

Ci credete o no che la moneta moderna è solo un fatto di contabilità, di attivo e passivo che devono pareggiarsi, ma che possono essere dilatati o ridotti a fisarmonica in qualunque momento, arbitrariamente, digitandoli nel computer ? Le chiamano "risorse" finanziarie, ma non sono risorse, sono modi di tenere un conteggio, metti +20 miliardi a passivo e ne metti +20 miliardi all'attivo, tra Banca Centrale, banche e Tesoro. Tutti e tre sono di fatto "statali" e tra di loro si segnano a vicenda questi 20 o 200 miliardi di passivo e attivo come e quando vogliono. Perchè sono solo numeri che digitano in un computer. Non costano niente, non devono prelevarli, non devono tassarli, non devono fare niente se non tenerne una contabilità.... la BCE segna +30 miliardi di attivo e MontePaschi +30 miliardi di passivo, poi MPS segna +20 di attivo e il Tesoro si segna +20 di attivo, poi il Tesoro oggi segna +4 miliardi di attivo e MPS si segna +4 di passivo...



Mps, arriva l'aiuto di Stato
Il Tesoro compra 4 miliardi di bond 
MILANO - La toppa al buco di bilancio, la mette lo Stato. Sarà il Tesoro a puntellare le vacillanti fondamenta del Monte dei Paschi di Siena, la storica banca senese, piegata dalla gestione di Giuseppe Mussari, oggi presidente dell'Associazione bancaria italiana, sotto la cui guida è stata acquisita Antonveneta.

Il patrimonio della banca, dilapidato per rilevare l'istituto veneto dal Santander, sarà puntellato attraverso l'emissione di altri 2 miliardi di "Tremonti bond". Il nuovo sostegno pubblico al Monte dei Paschi, infatti, arriverà fino a 2 miliardi "attraverso nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione assimilabili a obbligazioni speciali simili ai Tremonti bond". Lo ha deciso il consiglio dei Ministri in una nota in cui spiega che sottoscriverà nuovi strumenti finanziari emessi dalla banca fino a 3,9 miliardi e saranno contestualmente sostituiti i vecchi Tremonti bond per 1,9mld. La Banca d'Italia ha comunicato che per raggiungere il target di 3,3 miliardi di capitale richiesto dall'Eba entro il 30 giugno la banca senese stima un fabbisogno di capitale di 1,3-1,7 miliardi.

Si tratta di fatto di una nazionalizzazione dell'istituto visto che in Borsa la banca non vale più di 2,5 miliardi di euro. Nel 2007, Mps, spese ben 9 miliardi per comprare i mille sportelli di Antoveneta. L'intervento dello Stato dovrebbe però essere "eccezionale e temporaneo" e solo per consentire alla banca di raggiungere un coefficiente patrimoniale core tier 1 del 9 per 

cento, secondo quanto chiesto

lunedì 25 giugno 2012

BORSELLINO E LA TRATTATIVA STATO-BANKENSTEIN


Salvatore Borsellino: “Napolitano si è messo di traverso sulla strada della verità”

- di Lorenzo Lamperti -
Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso a Palermo 20 anni fa, in un’intervista esclusiva ad Affaritaliani.it dice la sua sulla trattativa Stato-mafia: “mancino svolse un ruolo” e attacca il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Credo si sia messo di traverso sulla strada della verità, in una vicenda che rappresenta il peccato originale della Seconda Repubblica. Senza una soluzione di questa storia, la nostra repubblica non sarà mai democratica, ma fondata sul sangue di quelle stragi”.
La celebrazione del ventennale della strage? “Mi risulta che anche per quest’anno non è prevista nessuna visita del capo dello Statoche si è recato, oserei dire furtivamente, in via D’Amelio nel giorno dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone. Se venisse sarebbe accolto come tutti gli altri rappresentanti delle istituzioni, con una contestazione civile e silenziosa”.
Salvatore Borsellino, a 20 anni dalla morte di Falcone e di suo fratello deve prevalere la commozione o l’indignazione?
La commozione è fuori luogo per una strage della quale non solo non si conoscono i colpevoli ma anche si ostacolano le indagini che la riguardano. Il cammino della giustizia viene ostacolato addirittura dai vertici più alti delle istituzioni. Non è tempo di lacrime, ma ancora e fortemente di rabbia. Da qualche anno, da quando noi del movimento delle agende rosse presidiamo via D’Amelio per evitare che vengano portate delle corone di Stato per una strage che è stata una strage di Stato, le istituzioni non si fanno più vedere. Mi risulta che anche per quest’anno non è prevista nessuna visita del capo dello Stato che si è recato, oserei dire furtivamente, in via D’Amelio nel giorno dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone. E comunque, se dovesse presentarsi, sarebbe accolto come un qualsiasi altro membro delle istituzioni: con una contestazione civile. In silenzio alzeremo le nostre agende rosse che rappresentano la nostra richiesta di verità e di giustizia.
Pensa che il 23 maggio la ricorrenza di Capaci sia stata celebrata nella maniera giusta?
In queste circostanze io vedo sempre quella che Roberto Scarpinato definisce “retorica di Stato”. Sono anni che non partecipo alla commemorazione per la morte di Falcone. Questi momenti a me non interessano per niente.
Si aspettava l’omicidio di suo fratello?
Dopo la morte di Falcone, sapevamo che anche Paolo era condannato a morte. Però non pensavo sarebbe successo così presto. Se fosse stata soltanto la mafia a ucciderlo sarebbe passato un periodo molto più lungo.
Quale fu la sua prima interpretazione dopo la strage di via D’Amelio?
Dal primo momento mi accorsi che mio fratello non era stato protetto. Il giorno dopo il prefetto di Palermo e il ministro dell’Interno dissero che via D’Amelio non era considerato un obiettivo a rischio. Questo la dice lunga su come era stata preparata quella strage. All’inizio pensavo solo che la strage fosse stata solo favorita. Negli anni successivi invece ho capito che c’era un’effettiva complicità.
Quali parti dello Stato furono complici?
Questo sta venendo alla luce poco a poco, grazie al coraggio dei magistrati che stanno provando a togliere questo velo nero sopra quello che è successo. Mi riferisco alle procure di Palermo innanzitutto, ma anche a quelle di Caltanissetta e di Firenze. Io da anni avevo un obiettivo perché ero sicuro che mentisse, ed era Nicola Mancino. Sono sicuro che ha partecipato a quella trattativa e non riesco tutt’ora a capire come possa pervicacemente negare un incontro che sicuramente c’è stato. In un’agenda che non è stata sottratta, mio fratello aveva appuntato di un incontro con il ministro. Quello che dicono i pentiti come Brusca è molto chiaro: Riina voleva avere l’assicurazione che dietro Mori e Di Donno ci fosse un rappresentante più in alto a livello istituzionale. E questa figura sono convinto fosse proprio Mancino.
Quindi Mancino come vero volto della trattativa?
No, ritengo ci fossero personaggi anche più in alto di Mancino. Oggi finalmente dopo vent’anni le cose stanno cominciando a venire alla luce. Ci sono uomini delle istituzioni che ammettono l’esistenza di questa trattativa, rompendo la congiura del silenzio. Mi chiedo però in che modo questa congiura sia riuscita a mantenersi per così tanto tempo.
Siamo vicini alla verità?
Potremmo esserlo, ma dobbiamo ricordarci le parole di Antonio Ingroia: “Noi siamo riusciti a socchiudere la porta e siamo riusciti per ora solo a dare uno sguardo dall’altro lato”. Più ci si avvicina alla verità e più le resistenze si fanno forti. Se la porta si dovesse richiudere sarebbe persa l’ultima occasione di aprirla.
Nella politica e nelle istituzioni vede la voglia di aprirla questa porta?
Purtroppo no, vedo anzi uno stringersi delle complicità attorno al silenzio. A parte qualche voce isolata, come quella di Di Pietro, non vedo la voglia di ricercare la verità. La verità va ricercata a qualsiasi costo e a qualsiasi livello delle istituzioni si debba arrivare. Altrimenti i testimoni poco a poco cominceranno a morire, come Scalfaro e Parisi.
Che cosa ne pensa degli ultimi sviluppi sul caso Mancino e le presunte pressioni sulle istituzioni?
Io non le chiamo presunte. Queste pressioni per me ci sono state e sono l’ennesimo ostacolo frapposto sulla strada della verità.
Sonia Alfano ha richiesto l’impeachment di Napolitano. Lei è d’accordo?
Sonia Alfano è una persona che stimo, è stata espulsa dall’Idv per le sue posizioni coraggiose. Sì, sono d’accordo con lei.
Per quale motivo chiederebbe l’impeachment?
Credo si sia messo di traverso sulla strada della verità, in una vicenda che rappresenta il peccato originale della Seconda Repubblica. Senza una soluzione di questa storia, la nostra repubblica non sarà mai democratica, ma fondata sul sangue di quelle stragi.
A un certo punto anche lei si era avvicinato all’Idv.
Sì, ma è stato un errore. Mi ero avvicinato a quel partito perché pensavo che potesse rappresentare in parlamento il movimento dell’agenda rossa. E’ vero solo in parte, perché poi quel partito è andato in una direzione diversa. Poi notai alcuni tentativi di strumentalizzazione, con qualcuno che alzò agende rosse senza averne il diritto. Fu un mio errore di valutazione.
Che fine ha fatto l’agenda rossa?
Credo che in via D’Amelio ci fosse qualcuno già pronto a prelevare l’agenda. Uccidere Paolo senza farla sparire non sarebbe servita a niente. Il 25 giugno alla sua ultima uscita pubblica aveva detto di aspettare di essere chiamato per raccontare quello che aveva scoperto su Capaci e sull’assassinio di quello che per lui era veramente come un fratello.
Condivide la richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata da Di Pietro?
Penso che prima di tutto bisognerebbe far lavorare la magistratura. Purtroppo ho tristi esperienze delle commissioni di inchiesta nel nostro Paese. Credo che non possa servire neppure ora. Credo anche che unificare le inchieste delle tre procure potrebbe essere deleterio. Io ho grande fiducia nella procura di Palermo e credo che debba continuare a lavorare sulla trattativa così come ha fatto finora.
Qual è la situazione con Ayala?
E’ quella di qualche mese fa. Credo che lui debba ancora chiarire qualcosa e rispondere alle domande che gli ho fatto tempo fa sul suo comportamento quando arrivò in via D’Amelio subito dopo la strage e non sottrarsi dicendo che io ho problemi mentali e che nei confronti di mio fratello sono come Caino.
E’ ottimista o pessimista per il futuro?
Fino a poco tempo ero convinto che non avrei mai conosciuto la verità. Probabilmente sarà così, però sono ottimista perché nei giovani vedo voglia di verità e di giustizia.


Tratto da: Salvatore Borsellino: “Napolitano si è messo di traverso sulla strada della verità” | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/06/23/salvatore-borsellino-napolitano-si-e-messo-di-traverso-sulla-strada-della-verita/#ixzz1yorXsQ3a
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

venerdì 22 giugno 2012

Il debito del paese acchiappa-citrulli


Il debito dal nulla
di Beppe Grillo - 21/06/2012
Fonte: Il Blog di Beppe Grillo
Il campo dei miracoli si trova vicino alla città acchiappa-citrulli. Qui Pinocchio viene persuaso a piantare i suoi zecchini d'oro dai due compari, il Gatto e la Volpe. Il campo avrebbe fatto crescere dai denari, in una notte, un albero pieno di monete. Sapete il resto della storia, i due truffatori rubano gli zecchini e fuggono. Collodi fu profetico. Sostituite Pinocchio con gli italiani (ma anche i greci, gli irlandesi, gli spagnoli, i portoghesi), mettete al posto del Gatto e la Volpe, la BCE, Draghi, Monti, Passera e la Merkel. Il campo dei miracoli sono le odierne banche europee e gli zecchini d'oro il debito pubblico. Il debito vale molto di più degli zecchini d'oro. Si crea per magia e tende all'infinito. Ma, allo stesso modo in cui nessun pranzo è gratis, non lo è neppure il debito. Si paga con l'aumento delle tasse, il tracollo dei servizi sociali, la disoccupazione, il taglio degli investimenti, le nuove povertà. Lo Stato che si indebita deve, prima di ogni altra cosa, pagare gli interessi sul debito. Per salvare l'Europa l'idea geniale, degna di una testa di legno, la soluzione definitiva, è quella di sotterrare nel campo dei miracoli, rappresentato dalle banche, enormi quantità di debito. I1.000 miliardi di euro dati dalla BCE alle banche a inizio anno vengono infatti da nuovo debito finanziato attraverso i titoli pubblici, il recente salvagente di 100 miliardi alle banche spagnole è anch'esso nuovo debito. Le banche non danno frutti, però non falliscono, questo in fin dei conti è l'obiettivo. Salteranno prima gli Stati con il default, se li lasceranno fallire, o, in caso contrario, con la miseria generalizzata. Il denaro dal nulla crea onnipotenza. Puoi generarlo come un novello Creatore ogni volta che è necessario. Nel Paese degli acchiappa-citrulli (avete indovinato: è l'Italia) Passera può promettere senza un attimo di esitazione 100 miliardi di euro di investimenti che teneva nel cassetto e Giarda affermare che si possono tagliare subito 100 miliardi di costi e arrivare fino a 300 (allora perchè reintrodurre l'IMU?). Siamo ricchi, straricchi di debito, in pratica degli straccioni inconsapevoli.