mercoledì 23 novembre 2011

Napolitano. Anatomia di un golpe


Giorgio Napolitano. Anatomia di un golpe…
di Umberto Bianchi - 22/11/2011

Fonte: mirorenzaglia


Strano paese, l’Italia. Si urla, si grida, ci si strappa le vesti nel nome dei santi valori della democrazia. Qualunque uscita poco conforme all’asfissiante dogma democratico in salsa buonista, subisce immediatamente il rito di un pubblico processo, (che il più delle volte assume l’alea del linciaggio) a cui fa quasi sempre seguito un’inesorabile condanna o, nei casi meno gravi, un’impietosa “damnatio memoriae”. Niente pietà e niente sconti, sembrano esservi per coloro che solo osano mettere in discussione i santi principi della democrazia, sia pur sotto le mentite spoglie di un’ideologia rivoluzionaria, di sinistra o di destra che dir si voglia.
Stavolta però, sembra che le cose abbiano invece passato il segno, senza alcuna consistente reazione al riguardo. Mettete il caso di un paese nel bel mezzo di una crisi economico-finanziaria internazionale. Mettete un governo il cui leader è sulla scena da più o meno un quindicennio, promettendo a destra e a manca riforme strutturali di peso, a cui però fan seguito solo dei modesti ed insufficienti palliativi. Mettete un’opposizione che peggiore non si può; burocratica, conservatrice e veramente priva di idee innovatrici ed il cui unico vezzo sia appunto quello di vivere sul dileggio dell’altra parte fine a se stesso, senza però aver nulla da proporre.
Mettete “O’ Presidente”, che d’improvviso ti fa senatore a vita uno dei più ragguardevoli rappresentanti della razza dei “burosauri” di Bruxelles, arrivando addirittura a farlo nominare Presidente del Consiglio, senza che questi si sia mai presentato al giudizio del popolo. Mettete tutti questi elementi assieme e ditemi in quale razza di strana democrazia viviamo. Quanto abbiamo visto in questi giorni rappresenta un fatto di inaudita gravità. Non è la crisi di governo in sé, accompagnata dall’altalenarsi di nomine, poltrone o cadreghe varie a doverci impensierire più di tanto.
L’Italia ci ha abituato in sessant’anni e passa di democrazia, a questo ed altro. Il problema vero sta nel “come” ed in quale contesto i fatti si sono svolti. Partiamo dal secondo punto. Mai come in questi ultimi anni in Italia il dibattito si sia incentrato sul problema della governabilità. Ovverosia la capacità di coniugare l’idea di un esecutivo forte, svincolato dai lacciuoli di un dettato costituzionale sin troppo ingabbiato in regole e vincoli di natura burocratica, con l’esigenza di una maggior partecipazione della gente ai processi decisionali della vita del proprio paese.
Si fa tanto parlare di istituti come il bilancio partecipato o di quale valenza possa avere l’istituto referendario, senza voler parlare della sempre più frequente nascita di gruppi politici spontanei, frutto della progressiva tendenza da parte di interi settori dell’opinione pubblica a gestire più direttamente la propria realtà, nazionale o regionale, senza dover passare attraverso la mediazione dei poteri costituiti. E’ il caso del mondo dell’associazionismo, che abbraccia uno spettro che va da quello della tutela dei consumatori a quello dell’ecosistema.
Senza voler parlare dei partiti territoriali come la Lega o dei movimenti come i grillini o i No Tav o dei vari comitati spontanei che, qua e là, sempre più prendono a costituirsi in base a temi politico economici o sociali d’interesse generale. Un quadro che, sin dagli inizi degli anni ’90, ha visto nell’istituto referendario lo strumento principe per arrivare all’elezione diretta del capo dell’esecutivo e della squadra di governo. Orbene, sulla scia di queste così sentite istanze, cosa ti combina la nostra classe politica? Ti prende e ti nomina a capo del governo uno che dal popolo non è stato eletto, assieme ad una squadra di altrettanti non eletti, sotto la regia del Presidente Napolitano e l’auspicio di una classe politica, stavolta stranamente unita a destra come a sinistra nell’appoggio a questa ulteriore schifezza all’italiana.
La cosa gravissima è che, la classe politica nazionale per intero (eccezion fatta per la Lega e qualche altro sporadico soggetto antagonista) ha avallato il tutto, demandando ad altri l’ora delle scelte più difficili ed impegnative, dimostrando in tal modo una disgustosa pavidità, accompagnata da una cieca ed incondizionata obbedienza ai diktat UE e mondialisti, di cui costoro subiscono ricatti, pressioni, minacce, lazzi ed insulti, senza colpo ferire. Senza contare che l’aria compassata ed educata del neo premier Monti non prepara niente di buono per la gente. Tagli, privatizzazioni forsennate, tasse a iosa e tante altre sgradite sorpresine, covano sinistre nel cilindro del premier-professore.
Ma c’è qualcosa che dovrebbe ancor più preoccuparci. Pierferdinando Casini, il “responsabile”, colui che quando parla sembra un capo scout, piuttosto che un navigato politico, si è fatto sfuggire un preoccupante “nulla sarà come prima”.Papademos in Grecia, Draghi alla BCE, Monti in Italia, non sono coincidenze. Né lo sono le voci di un imminente attacco israeliano all’Iraq, al pari del graduale smantellamento dei tradizionali equilibri interni al mondo arabo. Né lo sono i concentrici attacchi speculativi alle finanze della vecchia Europa. Senza accorgercene, siamo entrati in una nuova e più incisiva fase di quel processo epocale chiamato Globalizzazione.
Gradualmente, iniziando dai paesi considerati più a rischio, si vanno sostituendo le classi politiche con i rappresentanti del mondo finanziario, il cui compito è ora di mettere interi paesi sotto tutela. Stranamente, il “progressista” PD vorrebbe dare l’avallo ad un governo Monti senza restrizioni o limiti di tempo. Lo stesso neo premier, ha più volte esternato il desiderio di voler rimanere in sella sino al 2013, almeno. Alla faccia dunque dei famosi due mesi di durata…
Un’Italia sotto tutela, un’Europa sotto tutela, un mondo sotto tutela.              Il progetto di un governo mondiale della finanza si sta oggi realizzando, preparando un futuro di oppressione e miseria generalizzate, su scala globale. Il sistema capitalista in crisi tira fuori gli artigli, cercando di chiudere più rapidamente possibile le proprie reti sui popoli di tutto il mondo, per garantire la propria sopravvivenza in un mondo malato di degrado politico, economico ed ambientale.
La congiura mondialista, iniziata secoli fa, tra i mercanti ed i banchieri calvinisti e protestanti, esportata nelle sterminate lande del Nuovo Mondo dalla peste massonica e dai suoi strumenti politico- economici liberal-liberisti, è oggi uscita dalla fogna di Wall Street , si è fatta oggidì universale, anzi tri-laterale e sta oggi impestando con i propri miasmi di usura e corruzione il mondo intero. Quel processo di omologazione e conquista allora iniziato, sta forse oggidì volgendo alla propria fase più decisiva.
Ma la Storia è, come si sa, costellata di imprevedibilità. Non sempre la vecchia ratio cartesiana, le certezze positiviste, i calcoli di micro o macro economia azzeccano l’obiettivo. La Storia non finisce con le crisi economiche. Semmai riparte sospinta dal vento della rivolta, da quello spirito vitale, irrazionale, tanto ben decantato dai filosofi del secolo scorso e di quello precedente.
Nietzsche, Husserl, Heidegger, Stirner, Dilthey, Marinetti, Heisenberg, Deleuze e tanti altri, ci insegnano che non si può schematizzare il pensiero, rinchiudendolo nelle gabbie dorate di ideologie putrescenti, né si può fare dell’uomo un semplice oggetto di consumi, un anodino tubo digerente, impacchettandone ed assoggettandone il destino alle leggi del mercato. Europa è figlia dello spirito ellenico, di quelle sponde settentrionali del Mediterraneo, sulle quali si sviluppa l’idea di un governo forte di uomini liberi che nella democrazia greca e nella res publica romana, conoscerà la sua più perfetta realizzazione, all’opposto di quelle città-stato di mercanti di stirpe semitica che, situate sulle sponde orientali del Mare Nostrum, conosceranno solo dispotismi, schiavitù e sottomissione alle leggi dei più forti di turno.
Appartenenza comunitaria e partecipazione, rappresentano la giusta miscela per intraprendere una battaglia epocale di cui si intravede ora l’inizio e che, nella democrazia diretta trova il proprio strumento-principe. Pertanto ora è necessario far ripartire una battaglia dal basso, mobilitandosi per rimandare immediatamente a casa il governo degli oligarchi, dei “nominati” dai poteri forti dell’economia. Indire un referendum per dire NO alle ricette della BCE.
Richiedere elezioni subito e far assumere loro il significato di un vero e proprio plebiscito contro un sistema di partiti che, al momento della bisogna, hanno codardamente demandato ad altri la responsabilità di decisioni forti. E farla definitivamente finita con destre, sinistre e centri, addivenendo alla creazione di un fronte comune che voglia e sappia coniugare le istanze di partecipazione democratica delle masse alle più vitali decisioni politiche, con la irrinunciabile necessità di esecutivi caratterizzati da incisività ed efficienza nella propria azione politica.

Usurocrazia: la Chiesa non compia l'errore


La Chiesa non compia l'errore di sostenere i banchieri
di Martino Mora - 22/11/2011

Fonte: Arianna Editrice     

La Chiesa cattolica ha storicamente  denunciato come pratica immorale e peccaminosa  l'”usura”, non intesa come oggi quale prestito ad interesse troppo elevato, ma  come prestito a qualsiasi interesse. Tralasciando le chiarissime condanne evangeliche e paoline dell'accumulo delle ricchezze, possiamo almeno soffermarci sulla più specifica condanna dell'usura e degli usurai, che non era affatto nuova anche nel mondo pagano, dove era quasi ovunque vietata per legge. 
I Padri della Chiesa, a partire da Clemente Alessandrino e dagli apologisti, condannano fermamente la pratica del prestito ad interesse.  S. Ambrogio, S. Agostino, S. Girolamo, S. Basilio, S. Gregorio Nisseno, S. Gregorio Nazianzeno e molto più tardi S. Tommaso d'Aquino (che la definì “turpitudo” riprendendo il giudizio aristotelico sulla “crematistica”): tutti o quasi i principali intelletti della Chiesa cattolica, e molti dei santi più grandi, denunciano come illecito e immorale qualsiasi prestito ad interesse. E questo basandosi principalmente sulla Scrittura, ma anche sul sostegno delle grandi opere della filosofia classica, da Platone ad Aristotele. 
Dopo la prima condanna ufficiale del Concilio di Elvira (300-306), il  primo Concilio di Nicea (325) definisce illecita  l'usura, e la vieta ai religiosi. 
San Leone I Magno (440-461), il papa passato alla leggenda per avere fermato Attila, definisce  l'usura come “la morte dell'anima”. E' proprio Leone Magno, nel 440, a vietare tale pratica anche ai laici, divieto confermato dal Concilio di Clichy (627). 
Carlo Magno con il capitolare di Nimega (806) trasforma la proibizione morale della Chiesa. in legge dell'Impero. La pratica dell'usura viene tollerata solo per gli ebrei, che ne diventano protagonisti. 
Dal XII secolo però, con l'espansione delle attività mercantili, la Chiesa sente il bisogno di riaffermare la condanna dell'usura in modo ancora più fermo.  Con Alessandro III (1159-1181) - il papa che sostiene i comuni della Lega Lombarda contro il Barbarossa, e che umilia Enrico III di Inghilterra dopo che questi  ha fatto uccidere il vescovo Tommaso Becket - la Chiesa commina, con il terzo Concilio del Laterano (1173), la scomunica e il divieto di sepoltura per chi presta ad interesse. Condanna ribadita dallo stesso pontefice con il canone “Ex eo de usuris”.

Il Concilio di Vienne (1311) stabilisce che deve essere considerato eretico anche chi afferma la non peccaminosità dell'usura. Siamo però in un periodo difficile per la Chiesa, costretta dai re di Francia alla “cattività avignonese”(1309-1377) e fortemente indebolita. 
Proprio nel   XIV secolo, con l'ascesa ulteriore del ceto dei mercanti, l'usura diviene  un fenomeno talmente forte e diffuso da contribuire alla crisi della Chiesa, che viene, per così dire, lentamente espugnata dall'interno. 
Già nella seconda metà del secolo, prima e durante  lo Scisma d'Occidente (1378-1417), i papi si esprimono raramente sull'immoralità dell'usura e dei grandi mercanti usurai, dai quali cominciano ad essere finanziati. E' in questo periodo che in Italia nascono le prime banche della storia, quali quelle dei Bardi e dei Peruzzi. Il pontificato di Bonifacio IX (1389-1404) già si caratterizza per  la ricerca di continui finanziamenti. 
Dalla seconda metà del XV secolo, con Paolo II (1464-1471) inizia la lunga serie di papi mecenati dell'arte, spesso dissoluti e paganeggianti, tra i quali tutti ricordano i celeberrimi Alessandro VI Borgia e Giulio II della Rovere, al quale succede Leone X (1513-1521), al secolo Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. Per la prima volta il rampollo di una famiglia di banchieri diventa papa.  I mercanti sono entrati nel tempio. 
Il padre gli fa prendere i voti a sette anni e il papa lo fa cardinale a tredici. Divenuto papa, nel 1513, da figlio e nipote di banchieri non esita a fare mercato delle cose sacre, in particolare delle “indulgenze”, lettere di perdono che condonano parzialmente i peccati da scontare in Purgatorio.
Già il megalomane Sisto IV (1471-1484) aveva iniziato la vendita delle indulgenze, ma solo con Leone X  questo sistema raggiunge la più capillare estensione. Come ben sa chi conosce un po' di storia, questa scelta dissennata contribuisce a far scoppiare in Germania, per opera di Martin Lutero e dei principi che lo sostengono, la più grande rivolta contro l'autorità della Chiesa, che avendo successo sarà solo la prima delle divisioni nella cristianità occidentale. 
Dopo la breve parentesi riformatrice di Adriano VI (1522-1523), viene eletto papa Clemente VII (1523-1534), al secolo Giulio de' Medici, cugino di Giovanni e figlio naturale di Giuliano, ucciso giovanissimo nella congiura dei Pazzi. Cresciuto con lo zio Lorenzo il Magnifico, divenuto papa si  comporta senz'altro meglio del  cugino. Ciò nonostante è anch'egli un papa piuttosto sfortunato, perché deve assistere allo scisma anglicano di Enrico VIII (Atto di Supremazia, 1534) e prima ancora al sacco di Roma (1527) ad opera dei lanzichenecchi dell'imperatore Carlo V. Si può quindi dire che i papi banchieri della famiglia Medici alla Chiesa non abbiamo portato fortuna, per usare un eufemismo. 
Col Concilio di Trento (1545-1563) la Chiesa cattolica si riforma e ritrova se stessa. Il mondo moderno invece no, perché l'ascesa della classe borghese dei mercanti e dei banchieri continua trionfale, nonostante la Chiesa condanni ancora l'usura prima con Gregorio XIII (1572-1585), che scrive il “Decreto in risposta a Guglielmo duca di Baviera”, e poi con Benedetto XIV (1740-1758).  Nonostante la pressione di dotti settecenteschi come Scipione Maffei, che vorrebbero che la Chiesa si adeguasse ai protestanti nel riconoscere il ruolo positivo delle banche nello sviluppo capitalistico, Benedetto XIV ribadisce con la “Vix pervenit” (1745) la condanna morale per chi presta ad interesse. 

A chi conosce un po' di  storia, fa quindi oggi una certa impressione osservare l'entusiasmo di gran parte del mondo cattolico per il governo di Mario Monti. L'esponente della Commissione Trilaterale e del Bildelberg club, nonché consulente di Goldmann-Sachs e di Coca Cola company, sembra essere riuscito dove Silvio Berlusconi, che fu iscritto alla ben più modesta Loggia massonica P2, aveva fallito: riunire quasi tutte le anime del mondo cattolico in un sostegno incondizionato alla propria persona. 
Dai catto-comunisti delle Acli  e “Famiglia cristiana” ai berlusconiani di Comunione e Liberazione, dagli ex democristiani all'Azione Cattolica, passando per gli ex sessantottini di Sant'Egidio (premiati con un ministero ad Andrea Riccardi) è arrivato un convinto sostegno al governo Monti. Anche l'”Osservatore Romano” e il quotidiano dei vescovi italiani, “Avvenire”, si sono uniti, nel coro osannante Mario Monti, ai giornali del grande capitale (“Corriere della sera”, “La Repubblica”, “La Stampa”). Gli unici a scuotere il capo sono i fedeli più legati alla Tradizione, che però in televisione e sulla grande stampa non compaiono mai. 
Il governo dei banchieri, imposto dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea, sembra quindi piacere, e molto, anche ai cattolici. Gerarchie comprese. 

Al mondo cattolico sembrano quindi sfuggire alcuni aspetti essenziali, etici e politici insieme. 
Mario Monti è un banchiere, seppure non in senso stretto. Non è cioè un capitalista della finanza, proprietario di una banca. E' un tecnico dell'economia che gestisce i capitali finanziari e che è strettamente legato ai  principali centri mondiali della finanza e delle multinazionali, anche quelli occulti, come testimoniano i suoi ruoli di dirigenza  nella Commissione Trilaterale e la sua presenza costante agli incontri del Bildelberg. E' un uomo del grande capitale, che senz'altro condivide il progetto di un unico governo mondiale dell'economia, il quale favorirebbe l'espansione totale, quasi dirigistica, del capitalismo dei consumi e del capitalismo finanziario a tutto il globo, cioè il  trionfo completo della globalizzazione. 
Ciò renderebbe  più rapida  la tendenza alla massificazione completa dell'umanità, la distruzione sistematica di tutte le differenze, le tradizioni culturali e le identità collettive, l'omologazione dell'uomo in tutti i punti della terra, lo sradicamento da ogni appartenenza che non sia quella del denaro e della merce. Naturalmente si tratta di un piano folle, perché si bassa sull'implicita convinzione che vi possa essere una crescita infinita in un mondo finito, e questo, con buona pace del grande capitale e dei suoi servi stolti, non è possibile. Quando i cinesi e gli indiani consumeranno come gli occidentali di trenta anni or sono, la partita sarà finita. Ammesso che non finisca prima, data la crisi attuale del capitalismo. 

Eppure oggi, dicevamo,  la gerarchia ecclesiastica si avvicina pericolosamente ai banchieri, come testimonia il sostegno al governo Monti. La storia sembra ripetersi, seppure su altre basi rispetto all'epoca del Rinascimento. Non sono stavolta il mecenatismo e la grandeur  dei papi a propiziare questo legame contro natura, ma  l'adesione all'idea di un unico centro di potere mondiale. L'utopia dello Stato mondiale sembra unire le aspirazioni dei banchieri e delle multinazionali a quelle della gerarchia ecclesiastica. 
Giovanni XXIII è stato il primo pontefice a profilare la necessità e l'auspicabilità di un unico governo mondiale nell'enciclica “Pacem in terris”(1963). Vi affermava la la necessità di “un'autorità politica con competenze universali”, “in cui il potere, la costituzione e i mezzi d'azione abbiano essi stessi dimensioni mondiali, e che possa esercitare la sua azione su tutta la terra”. Nella stessa enclica Giovanni XXIII sposava l'ideologia dei diritti umani, fino ad allora contestata dalla Chiesa come individualista ed antropocentrica: 
“Un atto della più alta importanza compiuto dalle Nazioni Unite è la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata in assemblea generale il 10 dicembre 1948... Su qualche punto particolare della dichiarazione sono state sollevate obiezioni e fondate riserve. Non è dubbio però che il documento segni un passo importante nel cammino verso l’organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale”.
E' quindi per la sua tendenza al mondialismo che la “Dichiarazione dei diritti dell'uomo” viene accetta, seppure con qualche riserva. Su questi temi, Giovanni XXIII potrebbe essere stato influenzato dal suo amico francese Yves Marsaudon, affiliato  alla massoneria di rito scozzese e membro della Gran Loggia Nazionale di Francia. La massoneria ha infatti sempre sostenuto con forza l'ideologia dei diritti umani e dell'unificazione politica del mondo. Successivamente, Paolo VI si recò all'ONU il 4 ottobre 1965, per tornarvi nel 1978, pochi mesi prima della morte. Anche Giovanni Paolo II vi si recò due volte, nel 1979 e nel 1995; Benedetto XVI  nel 2008. 
Si potrebbe discutere se l'ecumenismo spinto (cristiano e interreligioso)  di Giovanni Paolo II non abbia prefigurato, nel calderone ecumenico e nelle sue ricadute immigrazioniste, il progetto mondialista.  E però nella “Caritas in veritate” (2009) che l'idea dello Stato mondiale  viene espressa con altrettanta chiarezza e maggiore approfondimento che nell'enciclica giovannea del 1963. Scrive infatti Benedetto XVI : 
“In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l'impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell'intera famiglia umana ... così da dare forma di unità e pace alla città dell'uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio”.  E più avanti: “Urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale, quale è già stata tratteggiata dal mio predecessore, il beato Giovanni XXIII... Lo sviluppo integrale dei popoli e la collaborazione internazionale esigono che venga istituito un grado superiore di ordinamento internazionale di tipo sussidiario per il governo della globalizzazione e che si dia finalmente attuazione a un ordine sociale conforme all'ordine morale e a quel raccordo tra sfera morale e sociale, tra politica e sfera economica e civile che è già prospettato nello Statuto delle nazioni Unite”. 
Il celebre storico Yves Chiron vi ha constatato  la  scelta politica del mondialismo a causa di una “visione ottimistica ed evoluzionistica del futuro dell'umanità”. Pelagiana, potremmo tradurre in teologia. Anche il grande pensatore cattolico Thomas Molnar, pochi mesi prima di morire constatava amaro: “La Chiesa in questo momento si sta allineando al mondialismo”
Meno di un  mese fa, il Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, presieduto dal cardinale Renato Martino (noto alle cronache per aver proposto, qualche anno fa, l'istituzione dell'ora di religione islamica nella scuola italiana), ha ancora ripreso l'idea di un'unica autorità planetaria che possa regolare l'economia mondiale.  Mario Monti naturalmente, come il Bildelberg club e la Commisione Trilaterale di cui è dirigente, è su questa stessa linea. Negli ultimi anni è stato più  volte in Vaticano e  si è detto in sintonia con la “Caritas in veritate”, che ha definito “un documento guida  tecnico della società”.  Ha anche dichiarato: “Non vi è antitesi tra economia ed etica, anzi si basano su principi comuni, su uno stesso sistema di valori”. Agghiacciante. Qualche cardinale avrebbe fatto bene a ricordare  a Monti le parole di Cristo: “Nessuno può servire due padroni, o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire due padroni: a Dio e a Mammona.” (Lc16, 13). 
Le verità del Vangelo sono aspre per il mondo, tanto più per un mondo dominato dalla merce e dal denaro, dal consumismo, dall'usura e dai mercati quale è il nostro. Più il cattolicesimo si “mondanizza e più difficile diventa ricordarle. Nessuno in compenso può ricordare una sola parola del “cattolico”  Mario Monti nei dieci anni  in cui è stato commissario europeo (1994-2004) sull' omosessualismo e l'abortismo sponsorizzati dalla UE. Anche questo strano cattolico praticante è un Ponzio Pilato alla Romano Prodi, il “cattolico adulto” che si è sempre svestito della sua fede ogni volta che presiedeva la Commissione europea? Del resto Monti e Prodi hanno diverse cose in comune: sono entrambi tecnici dell'economia, appartengono entrambi alla Commissione Trilaterale e  al cub Bildelberg, e sono entrambi consulenti di Goldmann-Sachs. Esattamente come il terzo tecnocrate italiano di rilevo internazionale, quel Mario Draghi che su indicazione del governo Berlusconi ora presiede la Banca Centrale Europea. Anche per Draghi le stesse amicizie e gli stessi legami internazionali: Commissione Trilaterale, Bildelberg, Goldmann-Sachs. 
 Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, il  principale gruppo bancario del Paese,  ha lasciato la sua stanza dei bottoni alla Cà de sass  di Milano per scendere a Roma come ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Ebbene, anche Passera, per il quale i giornali prevedono un brillante futuro politico, è un esponente del gruppo Bildelberg, come è attestato dalla  sua presenza alle riunioni degli ultimi anni. 
E' evidente che per questi signori a contare è soltanto l'economia. Il loro regno è quello delle banche, delle Borse, dei mercati  e della agenzie di rating. Nel mondo che sognano (e che in parte si è già realizzato) non vi è posto per il cristianesimo, se non nel ruolo subalterno di assistenza sociale ai “perdenti” del sistema: barboni, tossicomani, handicappati, extracomunitari senza lavoro. Qualora la Chiesa ricominci a predicare contro Mammona, le verrà tolto il microfono.  La stessa cosa vale per la sinistra politica e gli intellettuali laicisti:  la Chiesa va bene se concepita come assistenza sociale e agenzia di collocamento dei più sfortunati, va ancora meglio se sponsorizza l'immigrazione, le moschee e i minareti, ma qualora dicesse cose non funzionali all'utopia Benetton del bazar multietnico e multicolor modello Sodoma, la vorrebbero ricacciare nelle catacombe. La Chiesa va bene, purché sia sempre culturalmente subalterna al mondo moderno. Cioè alla destra del denaro, e alla sinistra dell'individualismo assoluto e della pornocrazia egualitaria. 
I cattolici non devono essere culturalmente subalterni, ma “il sale della terra”. Non si lascino sedurre dai  seguaci di Mammona e dell'usura. E' vero che Berlusconi ha  senz'altro dato il suo contributo alla scristianizzazione dell'Italia (che qualcuno ama chiamare “modernizzazione”) con la martellante proposizione, tramite le sue televisioni, di un' “american way of life”edonista e consumista, di un volgare americanismo senza America che dal 1980 in poi, con la nascita di Canale 5,  molto ha influito sullo stile di vita della gente comune. Eppure Monti, nonostante la lodevole sobrietà  e serietà di vita privata, può essere oggi più pericoloso del grande puttaniere (che  comunque, detto per inciso,  ha  ostacolato leggi contrarie all'etica, come i simil-matrimoni omosessuali).  E forse Monti può essere anche peggio  della sinistra nichilista, che pure lo appoggia. 
Infatti Berlusconi è sempre rimasto escluso dai “salotti buoni” dell'economia e della finanza, e quando Gianni e Umberto Agnelli facevano parte del Bildelberg e della Commissione Trilaterale (nel silenzio assordante del servile giornalismo italiano), Berlusconi doveva accontentarsi della più modesta Loggia massonica P2. Gli Agnelli si consigliavano con Rockfeller e Kissinger, mentre Berlusconi doveva accontentarsi di Licio Gelli e Bettino Craxi. . La stessa cosa vale oggi con Monti, Draghi, Passera ed altri. Questi tecnici e manager  rispondono a degli interessi che vanno ben oltre quelli di un'azienda di proprietà come Mediaset. E tanto più vanno oltre a quelli di una sinistra italiana ed europea che è ormai completamente sottomessa alla Nato e al Fondo monetario internazionale (vero, presidente Napolitano?).
La Chiesa (intesa come gerarchia) rifiuti il mondialismo e ricordi la storia: dai papi del Rinascimento a  Calvi e Marcinkus, la vicinanza ai  banchieri le  porta male. Molto male. 

Oscar Giannino: la censura di Bankenstein

Il governo "Goldmonti", dannoso e inutile


Il governo "Goldmonti" è tanto dannoso quanto inutile


22 novembre 2011 (MoviSol) - La cosa peggiore del governo "tecnico" di Mario Monti non è tanto nella dura politica di tagli, dismissioni, licenziamenti e aumento delle tasse che praticherà, ma quanto il fatto che essa sarà completamente inutile. Infatti il 21 novembre, alla riapertura dei mercati dopo il voto di fiducia, la borsa è crollata e lo spread è tornato a salire, segno inequivocabile che l'"effetto Monti" era una grande balla. In realtà, il contagio si è già esteso alla Francia, con Moody's che minaccia la retrocessione del rating transalpino e l'interrogativo inevitabile: sospenderanno la democrazia anche in Francia per salvare l'euro?
In secondo luogo, la dimensione strategica del governo "tecnico" di Goldman Sachs/Monti non va sottovalutata. Per la prima volta, un militare in servizio diventa ministro della Difesa, un'assoluta anomalia nelle democrazie occidentali. L'Ammiraglio Giampaolo Di Paola è attuale capo del Comitato Militare della NATO, la più alta autorità militare dell'Alleanza. In questa carica, Di Paola ha coordinato i bombardamenti "equi e solidali" in Libia, cosa di cui si è vantato in un discorso pronunciato l'8 ottobre scorso a Bucarest. L' "impegno dell'Alleanza in Libia" ha detto Di Paola, "è la prima operazione ad aver luogo dopo che il Concetto Strategico è stato approvato dai capi di Stato e di Governo a Lisbona. Perciò potremmo pensare e affermare che l'operazione in Libia è stata la prima applicazione di quel concetto. Per cui si tratta di un significato politico molto importante".
Si è trattato di uno dei primi casi in cui la comunità internazionale "ha chiesto a noi tutti di agire a suo nome per proteggere la popolazione dalle azioni della propria leadership. Si tratta di una risoluzione abbastanza notevole. La protezione dei popoli è ora in qualche modo riconosciuta come un valore dalla Comunità Internazionale, che può giustificare, in alcuni casi, anche l'uso della forza militare". In realtà, la NATO è andata ben oltre la risoluzione iniziale dell'ONU.
La presenza di Di Paola al comando della Difesa di un paese strategicamente così importante per il Mediterraneo come l'Italia assicura che nel caso di future operazioni contro la Siria o l'Iran, il meccanismo decisionale sia ancor più oliato.
Così come sarà oliato il meccanismo degli Esteri, dove l'ambasciatore Terzi ha già segnalato un perfetto allineamento al blocco anglo-francese nel suo primo incontro internazionale, quello col ministro degli Esteri tedesco Westerwelle.
La nomina di Corrado Passera, il principale banchiere italiano allo Sviluppo (ex Industria) e Infrastrutture suona come una beffa. Un esperto di economia di carta dovrebbe rilanciare l'economia reale. Il nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero, sostiene da anni il passaggio ad un pieno sistema contributivo, il che significa un taglio netto nel livello medio delle pensioni.
Dato che, come abbiamo detto, la "cura Monti" fallirà nel suo scopo – salvare l'euro – ma ucciderà l'economia italiana, è bene insistere fin d'ora sulla necessità di stilare un "Piano B" per l'uscita dall'euro, come ha fatto nuovamente il prof. Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, in una conferenza il 18 novembre ad Ascoli Piceno.
Quale futuro per l'Europa? - Ascoli Piceno 18 novembre 2011
La locandina del convegno del 
18 novembre 2011 ad Ascoli Piceno
"Se l'Italia entra in una deflazione grave, quale sarà la capacità di sopportazione sociale in un paese con 16 milioni di pensionati e 20 milioni di lavoratori?", si è chiesto il prof. Savona alla conferenza "Quale futuro per l'Europa", organizzata da Piceno Tecnologie. Per questo, i gruppi dirigenti "hanno il dovere di avere un Piano A e un Piano B". Il Piano A dice quanto ci costa rimanere in Europa, e il Piano B quanto ci costa uscire, ad esempio come si stabilirà il tasso di cambio. Ci siamo accorti in ritardo, ha spiegato polemicamente Savona, di avere un debito denominato in una valuta "estera", in quanto l'euro non è controllato dal governo. "Io sono europeista convinto, ma non sono afflitto dalla Religione Europea", ha affermato, accusando le classi dirigenti di essersi mossa "con troppa superficialità" aderendo all'euro invece di fare, come la Gran Bretagna, uso della clausola di "opting out" nel Trattato di Maastricht. In seguito, con il Trattato di Lisbona, "abbiamo cambiato la Costituzione con un atto illegittimo". Ora, si spera che essendoci accorti del debito in moneta "straniera", si apra un dibattito e non si rimanga nella religione europea.
Alla stessa conferenza, l'illustre costituzionalista e già ministro prof. Giuseppe Guarino ha smontato con grande maestria la tesi secondo cui il declino dell'Italia sarebbe dovuto al debito pubblico. Grazie al debito pubblico, l'Italia ha avuto tassi di sviluppo dal 1948 al 1980 che la vedono al primo posto nel mondo. Col passaggio dal mercato comune al mercato unico, l'UE ha adottato la "tecnica di Tamerlano", e cioè di distruggere tutto ciò che trovava sulla sua strada. Raccontando un episodio della vita di Luigi XIV il giovane, il prof. Guarino ha paragonato le terapie della UE ai salassi somministrati dai grandi medici francesi e lombardi, che stavano per stroncare il re francese finché non fu chiamato un medico locale che gli somministrò un cordiale, e il re guarì. "Ci chiedono di fare sviluppo, ma se ci fanno salassi da 50, 100 e 200 miliardi, come facciamo a fare lo sviluppo?", ha chiesto Guarino tra gli applausi.


Andrew Spannaus a "Piazzapulita" de La7
sul Britannia, il Governo Monti e la fine dell'Euro
17 novembre 2011


È andata in onda un'intervista con il Segretario di MoviSol Andrew Spannaus nel corso del programma "Piazzapulita" deLa7 giovedì scorso, in cui ha potuto parlare della separazione delle funzioni bancarie, la svendita del patrimonio pubblico in Italia iniziata con l'incontro sul Britannia nel 1992, e la necessità di uscire dalla BCE e dall'euro, tra l'altro. Il servizio della giornalista Francesca Nava è stato girato al BlogEconomyDay II tenutosi a Castrocaro Terme il 12-13 Novembre, dove decine di blogger economico-finanziari hanno discusso del fallimento dell'attuale sistema finanziario internazionale e della necessità di cambiamenti coraggiosi per evitare di finire come la Grecia o molto peggio.
In ossequio alle regole del politically correct, il conduttore Corrado Formigli ha presentato l'evento come un ritrovo di "complottisti", pur volendo chiaramente fare sentire gli interventi al pubblico televisivo e costringere i politici e i professori a misurarsi con le accuse fatte. Inoltre, nonostante le promesse in senso contrario, è stato tagliato ogni riferimento a MoviSol e Spannaus è stato presentato solo come blogger economico.
Tuttavia, l'importanza dell'intervento è stato recepita dal pubblico e dagli ospiti in studio, alcuni dei quali hanno appoggiato quello che è stato detto, mentre altri hanno dovuto arrampicarsi sugli specchi per evitare di ammettere che Spannaus aveva ragione. Esemplare è il caso del Prof. Daveri della Bocconi, che ha voluto ridurre il concetto della legge Glass-Steagall alla sola "Volcker Rule", la proposta diluita appoggiata da Obama per evitare di discutere di un cambiamento vero del sistema della speculazione finanziaria.


Vedi il video:
http://www.movisol.org/11video13.htm

martedì 22 novembre 2011

Crozza a Ballarò su Monti (video) 22/11/2011


Marra dalla Lucarelli a GLOSSIP (16 novembre 2011)

I flussi internazionali del denaro


2007 * O la Banca o la vita * 7. I flussi internazionali del denaro * Marco Saba

Mentre la finanza internazionale attraversa una crisi generalizzata a seguito delle disfunzioni relative ai mutui del mercato immobiliare americano (agosto 2007), il presidente francese Sarkozy ha indirizzato una lettera all’attuale presidente del G8 Angela Merkel (1), lamentandosi delle mancanze del sistema finanziario mondiale e dell’assenza di trasparenza dei mercati. In questo capitolo cerchiamo di chiarire come funzionano gli scambi finanziari internazionali descrivendo le strutture che li permettono e che gestiscono la circolazione degli attivi finanziari assicurando la liquidità dei mercati. Queste strutture vengono denominate “camere internazionali di compensazione”. E’ in occasione degli accordi economici tra la Francia e la Libia – che sono seguiti alla liberazione da parte della Libia delle infermiere bulgare quest’estate e che hanno suscitato una controversia a livello europeo (2) – che ci si chiede se queste camere di compensazione non potrebbero rivelarsi utili nelle indagini che sta svolgendo la Commissione d’inchiesta parlamentare francese sulla modalità con cui questi accordi con la Libia si siano realmente svolti. In pratica, se fosse stato pagato un riscatto questo risulterebbe proprio dai movimenti contabili di queste camere di compensazione.

Da qualche decina d’anni, le transazioni finanziarie sono facilitate da questi organismi centralizzati che possono essere nazionali – come in Italia il Monte Titoli (3) - oppure internazionali, come in Europa Euroclear Bank, Clearstream International, SWIFT (4), in Svizzera la SegaInterSettle o, negli Stati Uniti, il CHIPS (5) e la DTC (6). 


Negli anni dal 2001 in avanti, con l’uscita di vari libri d’indagine firmati dal giornalista investigativo francese Denis Robert (7) sulla Banca Clearstream, che precedentemente si chiamava CEDEL e che fa parte del gruppo tedesco Deutsche Börse, in Francia sono scoppiati vari scandali tutti legati al fatto che queste società di compensazione sono opache e che mantengono dei conti, cosiddetti “non pubblicati”, attraverso i quali è possibile perdere le tracce di importanti movimenti di denaro. L’argomento è stato poi approfondito in un capitolo di un mio precedente lavoro (8).

Queste camere di compensazione - in inglese: International Central Securities Depositories, ICSD – nel caso di Euroclear e Clearstream – cumulano la funzione di stanze di compensazione con quella di vere e proprie banche.

Il ruolo di queste organizzazioni private è quello di permettere la circolazione dei valori finanziari autorizzando transazioni in tempo quasi-reale tra i clienti del sistema che sono le banche tradizionali, le istituzioni finanziarie, le banche centrali ed alcune multinazionali (9). Queste transazioni – o “regolamenti” – riguardano cifre importanti, normalmente dell’ordine di varie centinaia di milioni di euro. I titoli o valori mobiliari che sono stati smaterializzati attraverso l’informatica - ovvero vengono registrati come cifre digitali in dei computer – vengono scambiati attraverso comunicazioni digitali ed attraverso un gioco di scritture contabili, sui conti dei clienti di queste istituzioni. Tutte le transazioni vengono memorizzate e ritrascritte nei conti della società di compensazione che svolge la funzione di agente dei “regolamenti”. Le carte-valori vengono depositate nelle casseforti di queste organizzazioni – quando non sono emesse esclusivamente in modo digitale – ed in questo caso la camera di compensazione assolve la funzione di “deposito titoli”. Per quanto riguarda Clearstream, si parla di cifre di diversi trilioni di euro (dodici zeri), circa 23 volte il prodotto interno lordo di un paese come la Francia. Quindi, qualsiasi transazione internazionale che si realizza tra banche che hanno aperto un conto presso questi organismi, viene da essi svolti facendo pagare delle spese per il servizio. Un organismo come Clearstream International SA permette ai suoi clienti di svolgere tre tipi differenti di compensazioni o regolamenti:

-  i regolamenti interni: riguardano delle transazioni con contropartite o clienti all’interno del sistema Clearstream;

-  i regolamenti detti di “Bridge” (Ponte): si tratta di transazioni con contropartite presso la collegata Euroclear attraverso l’uso di un ponte elettronico tra il sistema Clearstream e quello Euroclear;

-  i regolamenti esterni: per delle transazioni con contropartite all’esterno delle due camere internazionali di compensazione (o ICSD) che sono appunto Euroclear Bank e Clearstream.

 

Schema di funzionamento del sistema basato sul ponte elettronico BRIDGE

borsavitacap7_3
 

Le due camere di compensazione sono quindi strettamente legate e permettono ai loro clienti di passare da un sistema all’altro attraverso un ponte di collegamento elettronico che inizialmente funzionava di notte, dal 1993, ma che poi ha cominciato a funzionare anche di giorno, nel 2004, avendo visto crescere il traffico ed è poi notevolmente aumentato, dall’inizio del 2007, nel tentativo di “liquidificare” il mercato. Le banche clienti possono così scambiare dei titoli e concludere delle transazioni anonime utilizzando le banche “corrispondenti” Euroclear e Clearstream. Conservando le tracce di tutte le transazioni effettuate all’interno dei loro sistemi, queste  istituzioni internazionali potrebbero, se volessero o fossero costrette, collaborare efficacemente con le istituzioni che indagano sui movimenti di denaro legati al terrorismo ed alla criminalità.

Nel 2004, due senatori belgi, Isabelle Durant e Jean Cornil, avevano proposto una legge per creare una commissione d’inchiesta nazionale incaricata di indagare sull’utilizzazione dei conti presso “delle società di compensazione e d’istradamento finanziario” a fini di frode, evasione fiscale e/o riciclaggio di denaro. Questa proposta di legge non ha avuto seguito poiché la commissione europea ha stimato che il Lussemburgo ha “trasposto ed applicato correttamente la direttiva relativa allo sbiancamento dei capitali”. Ora questo perlomeno appare assai strano nel quadro della persecuzione giudiziaria che lo stesso Lussemburgo sta praticando da anni nei confronti di Denis Robert, colpevole solo di aver portato alla luce che, ad esempio, attraverso Clearstream fu pagato un riscatto anglo-americano per mantenere prigionieri gli ostaggi dell’Ambasciata americana a Teheran, rapiti dall’Iran, allo scopo di farli rilasciare solo dopo e non prima dell’elezione di Reagan e Bush alla Casa Bianca (nel gennaio 1980). Le cause tentate per imbavagliare Robert, quasi tutte poi perse, hanno solo lo scopo di distruggere finanziariamente una persona che ha osato sfiorare da vicino la piramide dei creatori di denaro dal nulla. Queste camere di compensazione infatti permettono proprio di riciclare i proventi del signoraggio primario delle banche centrali oltre al signoraggio secondario delle altre banche tradizionali. Ma non basta: permettendo la compensazione mobiliare, permettono alle banche centrali, che usano per lo più conti “coperti”, di effettuare quelle cosiddette Operazioni di Mercato Aperto (10) che altro non sono che un sistema per trasferire ricchezza agli amici degli amici. Ma Denis Robert a denunciare questo ancora non ci è arrivato…

Continuiamo la nostra esplorazione di queste centrali private di traffico di capitali internazionali. Descriviamo ora altre due di queste istituzioni: la DTC (Depository Trust Company) e il sistema SWIFT.

La DTC è una filiale della  DTCC (Depository Trust and Clearing Corporation) con sede a New York, è assimilata ad una camera di compensazione nazionale ma di fatto si tratta di una camera internazionale a causa dell’entità e del valore dei suoi depositi: ha un volume di attivi in valuta estera di più di due trilioni di dollari, viene al primo posto seguita nell’ordine da Euroclear e da Clearstream ed è connessa a queste ultime attraverso il sistema “Bridge”.

Il sistema SWIFT, che ha base a Bruxelles, è una rete interbancaria che permette il trasferimento di valute e che permette di effettuare operazioni su titoli e divise grazie ad un servizio di messaggeria istantanea tra gli operatori del sistema, principalmente le grandi banche e le grandi istituzioni finanziarie mondiali. 

 

I trasferimenti finanziari attraverso la tecnica delle banche di corrispondenza, il “correspondent banking”

Nel marzo 2001, il senatore democratico americano Carl Levin citava in un rapporto sul riciclaggio di denaro, la poca collaborazione da parte delle grandi banche americane - che fanno parte delle banche più grandi del mondo – nella lotta contro i crimini finanziari e metteva in luce come la tecnica delle banche di corrispondenza avesse un ruolo cruciale in questo genere di delitti. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, sono state prese delle misure per lottare contro il finanziamento delle reti terroriste: in ambito statunitense attraverso il Patriot Act (11) ed in ambito OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) attraverso il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), aggiungendo 9 raccomandazioni alle 40 già esistenti, di cui una interessa particolarmente i grandi organismi di trasferimenti finanziari descritti in questo capitolo e riguarda i trasferimenti elettronici (12). La tecnica del correspondent banking è “moneta corrente” negli ambienti finanziari e questa tecnica è ampiamente riconosciuta e diffusa (13). 

borsavitacap7_4

La banca “A” apre un conto a suo nome nella banca corrispondente “B” per effettuare delle operazioni finanziarie per conto dei suoi clienti, che saranno coperte da un doppio segreto bancario, a nome della banca “B” scelta e che potrà permettere un accesso indiretto ai clienti a degli organismi di transazioni assicurate come le camere internazionali di compensazione (ICSD), o a degli altri sistemi di transazione. Le ICSD come Clearstream International lavorano in modo significativo con delle istituzioni con base nei paradisi fiscali (14). La tecnica del correspondent banking può così favorire l’entrata di società o d’istituzioni finanziare che le fanno da schermo, nei circuiti della finanza mondiale.

 

Le transazioni a livello di ICSD e di banche di corrispondenza interne a questi sistemi

borsavitacap7_5

Le banche clienti delle ICSD possono fare da banche o da istituzioni di corrispondenza con delle parti terze e dare loro la possibilità di accedere alle operazioni effettuate in seno a questi sistemi. La DTC, i sistemi Euroclear e Clearstream, il sistema SWIFT possono così essere utilizzati da delle parti e controparti “anonime” per quanto riguarda i registri interni o le banche dati delle transazioni di questi organismi. In che misura sono state applicate le raccomandazioni per la lotta al finanziamento del terrorismo nel quadro di queste tecniche interbancarie? Dato il carattere di raccomandazione delle misure di trasparenza enunciato dalle istituzioni come il GAFI, la loro applicazione al livello delle ICSD – dato che la diffusione geografica della clientela non può garantire una armonizzazione del comportamento di trasparenza – sembra non potersi concretizzare, lasciando così un vuoto normativo, giuridico e finanziario, che intacca l’ottimizzazione della sicurezza delle transazioni a livello internazionale.

 

Le banche corrispondenti in seno alle ICSD

borsavitacap7_6
 

Inoltre, la presenza di banche all’interno stesso delle istituzioni che assicurano le compensazioni e i regolamenti dei conti - come è il caso di Euroclear Bank per il sistema Euroclear, di Clearstream Banking nel caso di Clearstream International – permette di utilizzare il ricavato delle operazioni del correspondent banking all’interno di questi organismi stessi. La complessità nel tracciare questi trasferimenti legata a questi livelli intermedi nelle transazioni, rappresenta una difficoltà ulteriore al raggiungimento della trasparenza dei sistemi finanziari. L’insieme degli attivi scambiati al livello delle ICSD partecipa anch’essa a questo stato di cose. (15)

 

Dal correspondent banking al correspondent clearing

borsavitacap7_7
 

La realizzazione di una politica di efficienza e di liquidità dei mercati si è materializzata, negli ultimi anni, attraverso l’istallazione di un ponte elettronico che collega le tre grandi camere di compensazione mondiali che sono la DTC (Depository Trust Company), Euroclear Bank e Clearstream International. La presenza di banche in seno ai due grandi sistemi europei, accoppiata a questo sistema di ponte di collegamento (BRIDGE) permette, infine, l’utilizzazione di questi organismi secondo una tecnica di correspondent clearing. In pratica, le banche clienti dei due ICSD possono utilizzare le banche interne a ICSD come delle banche di corrispondenza passando così da un sistema di compensazione (clearing) all’altro beneficiando così di un ulteriore schermo bancario a fini legali o illegali. In questo contesto si pongono varie questioni a chi osserva il sistema dall’esterno: quali sono le condizioni contrattuali che le banche ICSD offrono ai loro clienti e sono queste differenti da quelle che pongono le altre banche? Queste banche sono aperte a chi non è cliente delle ICSD? Infine, queste banche sono anche clienti a tutti gli effetti delle altre ICSD concorrenti? 

Dalla risposta a queste domande dipende una parte considerevole delle esigenze di trasparenza che sono richieste nel quadro di una mondializzazione finanziaria, perché non si tratta qui solo di un malfunzionamento del sistema finanziario mondiale, ma della sua stessa organizzazione, legalizzazione e della definizione del suo ruolo istituzionale.

 


Note:

 

1) Angela Merkel venne premiata col premio della fondazione Edmond Israel nel 2006. Gli altri otto che ricevettero il premio annuale furono: Helmut Kohl, Jacques Santer, Javier Solana, Guy Verhofstadt, Jean-Luc Dehaene, Jean-Claude Juncker, Árpád Göncz e Wim Duisenberg.

Angela Merkel to receive Edmond Israel Foundation’s Vision for Europe Award - Clearstream.com, 6 Novembre 2006

La rivista Forbes ha indicato la Merkel come la donna più potente del mondo nel 2007:
E' la Merkel la donna più potente del mondo - Corriere della Sera, 31 agosto 2007


2) Libia: Cecilia Sarkozy non testimonierà su infermiere bulgare - Corriere del Ticino, 23 agosto 2007
http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=tio344866&idtipo=2


3) http://www.montetitoli.it

 
4) Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication

 
5) Clearing House Interbank Payments System

 
6) Depository Trust Company

 
7) Sito internet di Denis Robert:
http://www.ladominationdumonde.blogspot.com
In italiano è stato tradotto solo il suo primo libro, Révélation$: “Soldi – il libro nero della finanza internazionale”, di D. Robert e E. Backes, ed. Nuovi Mondi Media, 2004

 
8) Bankenstein, di Marco Saba, ed. Nexus, 2006

 
9) Tra i conti che vennero trovati da Denis Robert nei listati di Clearstream ce n’era anche uno del Ministero del Tesoro italiano con sede a Milano.  Si trattava del conto numero C2510. Altre decine di conti italiani erano direttamente intestati a persone (nomi e cognomi)


10) In inglese: Open Market Operations, O.M.O.

 
11) Patriot Act, capitolo 3 Sottotitolo B — Emendamenti alla legge sulla segretezza bancaria e migliorie collegate.

Le misure prese a livello della lotta contro il lavaggio di denaro, a seguito degli attentati del 9-11, sono state parecchio criticate. Alcuni elementi riguardo ad anomali movimenti di borsa collegati agli attentati e segnalati dalla Commissione d'inchiesta sono stati ignorati da varie polizie internazionali, compresa la Guardia di Finanza, sotto la scusa del segreto bancario, della extraterritorialità o semplicemente per "decisioni relative all'inquirente". Se si fossero tracciati a ritroso questi movimenti di borsa, si sarebbe potuto risalire, molto probabilmente, alle "menti raffinatissime" (per usare una definizione di Giovanni Falcone) che si nascondevano dietro agli esecutori degli attentati. Vedi: "Bankenstein", citato sopra, capitolo sulla Deutsche Bank (2006).

Vedi anche: 

SEC SECRET PROBE OF STOCK DEALINGS BEFORE 9/11 - TBRNews.org
http://tbrnews.org/Archives/a048.htm
Sibel Edmonds, ex traduttrice del FBI, sotto la tutela del Privilegio del Segreto di Stato ha testimoniato:
"Le mie traduzioni delle intercettazioni dell'11 settembre riguardavano anche il lavaggio di denaro (dei terroristi), informazioni precise e con data certa.... Se si fossero fatte davvero le indagini, avremmo assistito in questo paese (Stati Uniti) a delle rivelazioni criminali di alto livello... e credetemi, faranno di tutto per nascondere tutto ciò."

The Pakistan Connection,  Guardian Unlimited, 22 luglio 2004


12) VII. Wire transfers
Countries should take measures to require financial institutions, including money remitters, to include accurate and meaningful originator information (name, address and account number) on funds transfers and related messages that are sent, and the information should remain with the transfer or related message through the payment chain.


13) Indirect access to Euroclear and Clearstream Banking is available to other institutions which clear through or maintain a custodial relationship with an account holder of either system. 
http://www.secinfo.com/dsvrt.4fd26.htm

Travaglio: diventa tecnico anche tu


Diventa tecnico anche tu
di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano
Nell’ambito del ritrovato spirito di sobrietà e coesione nazionale lungamente auspicato dalle più alte cariche dello Stato e dalle maggiori autorità civili, militari, religiose, finalmente realizzato dalgovernissimo che fa benissimo, l’intero Paese è chiamato a uniformarsi al nuovo afflato che soffia dai palazzi della politica, evitando smagliature e conflittualità atte a guastare il clima unitario e a ripiombarci nella guerra civile permanente.

Stampa e propaganda. Se lo spread continua a salire o resta alto, si tratta senz’altro d’illusione ottica, dunque evitare di nominarlo. Se i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, nominano a presidente dell’Antitrust l’ex socio nonché avvocato difensore di Schifani, evitare espressioni conflittuali come “nepotismo”, “conflitto d’interessi”, “raccomandato”, anzi esaltare le virtù di insigne “giurista” e “costituzionalista” del nominato.

Cinema. Produttori, sceneggiatori e registi sono chiamati a ideare soggetti improntati alla coesione nazionale, affidandoli a scrittori patriottici, sempre tesi al bene comune e all’amore verso il prossimo contro ogni sterile contrapposizione politica: da Aldo Cazzullo a Pierluigi Battista, da Francesco Alberoni a Federico Moccia. Si auspicano vivamente: film istituzionali ispirati alla vita del giovane Napolitano, che già nella culla emetteva vagiti e balbettava moniti alle riforme condivise; biografie rigorosamente tecniche del giovane Monti che, nato in un alambicco della Bocconi e subito avvolto in fasce di sobrio loden verde, si trastullava col suo ombrellino british e la sua bombettina fumo di Londra; fiction bipartisan sul giovane Passera, partorito nel caveau di una banca e amorevolmente allevato da una nurse che gli spruzzava gocce di Malizia profumo d’Intesa. Molto richiesta anche la nuova Dinasty di grandi intese sui Letta’s, sceneggiata dagli autori di Topolino e Paperino, già esperti in famiglie che si tramandano di zio in nipote.

Sport. D’ora innanzi le competizioni sportive saranno finalizzate non a vincere, ma decoubertinianamente a partecipare, onde evitare inopportuni festeggiamenti dei vincitori sui vinti. Nel calcio, attaccanti e portieri s’incontreranno al limite dell’area per abbracciarsi affettuosamente, evitando traumatici gol che potrebbero indurre una tifoseria a esultare mortificando l’altra. Dalla classifica del Totocalcio verranno aboliti l’ 1 e il 2, per lasciare spazio alla sola X, cioè al pareggio bipartisan e coeso.

Welfare. Se la banca o l’impresa dove lavorate vi licenziano in tronco mettendovi sulla strada dall’oggi al domani, anziché abbandonarvi a reazioni impulsive e conflittuali tipo scioperi, proteste, manifestazioni di piazza, occupazioni e picchettaggi in palese controtendenza con la coesione nazionale, pensate positivo e ringraziate i padroni per il tempo libero che vi rimane per esercitare al meglio i vostri hobby.

Vita quotidiana. Anche l’uomo della strada dovrà collaborare alle grandi intese e al governo tecnico. Se, per esempio, un pirata della strada vi sperona o vi tampona, scendete dalla vostra auto e, anziché insultarlo o bestemmiargli contro, baciatelo a lungo e poi invitatelo a pranzo a casa vostra, per stringere subito amicizia in linea con il nuovo clima di coesione nazionale. Se, passeggiando, un borseggiatore vi strappa la borsa o il portafogli, evitate di gridare al ladro, anzi inseguitelo e, senza spaventarlo, domandategli da veri tecnici se gli serve altro. Se avete una gioielleria e la mattina, alzando la serranda, trovate un rapinatore che ve la sta svaligiando, anziché azionare l’allarme o peggio ancora metter mano alla pistola, fate anche voi i tecnici e suggeritegli amorevolmente la combinazione della cassaforte. Se, rincasando, trovate vostra moglie a letto col vostro migliore amico, contate fino a cento prima di reagire, e poi non fatelo; anzi siate tecnici fino in fondo e indicategli sottovoce il punto G della signora, affinché i due possano godere meglio, finalmente coesi.

Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2011