lunedì 19 dicembre 2011

Crisi economica: l'Italia nelle mani del signoraggio


Crisi economica: l'Italia nelle mani del signoraggio


di Roberta Calò, Giornale di Puglia


"Il nostro debito pubblico è abbastanza grande per poter badare a se stesso" eppure le difficoltà che ci risucchiano sembrano ricordarci che “Il governo è come un neonato: ha un canale alimentare con un grande appetito da una parte e nessun senso di responsabilità dall’altra”.(Ronald Reagan). Rebus sic stantibus potremmo dire che quello che stiamo vivendo in Italia al momento è un secondo Medioevo, il periodo più buio della storia per antonomasia, e il governo che ha messo in crisi l'Italia ora confida nella maestria di un supporto tecnico per risanare le sorti di un paese alla deriva. Concorderebbero forse in molti allora nel sostenere che "Lo Stato non è la soluzione ai nostri problemi. Lo Stato è il problema" (Ronald Reagan). In molti forse infatti ignorano che la crisi in cui ci troviamo e che svilisce anche altri paesi del mondo dipende proprio da un mal governo fatto di fantocci gestiti dai titani bancari con cui l'Italia si è indebitata per via del "signoraggio". L'Italia, infatti, come tutti gli altri paesi in crisi, ha comprato la moneta che Banche centrali private stampano e vendono. Il 98% della moneta circolante è scritturale (virtuale come assegni, carta di credito etc.) ed ha valore ovviamente nullo, e solo il 2% è fisica. Dal 14 Agosto 1971 con l'abolizione degli accordi di Bretton Woods del 1944, la moneta non ha più un equivalente in oro, ma è solo una stampa. Il suo valore nasce dalla sua circolazione e dal suo utilizzo.
Come lo stesso professore di diritto Giacinto Auriti ci spiega: " Se prendiamo un governatore e lo spediamo su un isola deserta a stampare moneta quella moneta non acquista un valore perché non c'è nessuno che la accetta e la utilizza". Lo Stato emette le monete mentre le banche centrali nazionali emettono banconote e monete scritturali. Queste banche concedono denaro allo Stato in cambio di obbligazioni che lo Stato emette con il vincolo di restituire quel valore più gli eventuali interessi(che viste le cifre, raggiungono vette esorbitanti). Lo Stato dal canto suo utilizza il denaro richiesto per rispondere alle esigenze del suo popolo(stipendi, servizi, pensioni,...). La banca centrale dunque si pone come proprietaria di una moneta legalizzando un processo di usura ai danni dei paesi che "comprano" il denaro, quel danaro che ogni popolo dovrebbe auto-produrre e di cui dovrebbe essere padrone. Tale processo di compra-vendita aveva senso quando c'era l'equivalente in oro, ma ora in teoria questo processo è solo un modo per far collassare i singoli sistemi economici. I politici che si sono susseguiti e continuano a susseguirsi sono fantocci manovrati da queste dinamiche superiori che vengono mantenuti nel proprio ruolo finchè risultano utili al raggiungimento di tali obiettivi e aggravano la situazione già precaria con manovre finanziarie, economiche e legislative che pesano sulle tasche dei cittadini. Il lassismo dinanzi a tali vicende trova il suo apice nella non ribellione nei confronti di suddetti processi e nel demandare il destino dell'Italia ad un governo tecnico che nasconde agli italiani le verità sulla crisi. Forse tutti conosco le modalità con cui è morto Kennedy ma pochi sanno che fu uno dei pochi presidenti, come Lincoln, che impose al governo americano di stampare dollari in piena autonomia e indipendenza dai banchieri privati. Eppure secondo un sondaggio pubblicato da tesionline.it il 76.12% dei laureati e il 74.11% dei non laureati dichiara di aver fiducia in Monti; il 72.39% dei laureati e il 75.00% dei non laureati pensa che la situazioni dell'Italia migliorerà. Molti forse ignorano che il gesto simbolico del nuovo Premier di rinunciare al compenso dovutogli per il ruolo rivestito ha un valore economico di gran lunga inferiore alla pensione che percepisce in quanto senatore a vita. Dinanzi a tali percentuali forse dovremmo prendere consapevolezza del fatto che l'ambito più in crisi dopo quello finanziario, è quello della coscienza di massa ignara di quello che realmente attenta alle nostre vite perchè quello che forse rende un mondo terzo rispetto agli altri non è solo la povertà economica, ma soprattutto quella culturale e conoscitiva che ci rende schiavi assoggettati e inermi.

Debito detestabile? Sovrani subito!



Cos'è in "debito detestabile"? Ce lo insegnano i russi, gli islandesi, gli equadoregni (clicca qui), gli argentini (clicca qui) e deve possedere tre caratteristiche:
1 - Il governo deve aver conseguito prestiti senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza aver chiesto un assenso esplicito (in Svizzera è obbligatorio il referendum per approvare spese oltre un certo importo);
2 - I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno dato benefici alla comunità nazionale/locale;
3 - I creditori devono essere al corrente di questa situazione e non manifestare alcun interesse verso i cittadini dello stato "indebitato".
In Islanda i banchieri responsabili del crack sono stati arrestati e messi in galera, noi li abbiamo eletti presidenti del consiglio con la benedizione dei partiti di destra, centro e sinistra!
Svegliamoci adesso o l'incubo non finirà mai!
Torniamo Sovrani SUBITO!

Isole Caimane sgabuzzino dell'euro

Nicoletta Forcheri, 5 maggio 2009
Questo relativamente “vecchio” articolo di Global Research, del 27 marzo 2007 è utile per capire i meccanismi-scappatoia di alcuni Stati/banche canaglia in Europa, il dietro le quinte della facciata di presunta superiorità morale di anglofrancolandesi, uno degli sgabuzzini del palcoscenico della democrazia dove si tramano e preparano le comparse, dove si decidono le recite e le parole, dove si determinano le regole del gioco. Questo sgabuzzino dell’euro non solo non sottosta alle leggi europee, ma è una dépendance diretta di uno Stato europeo -dovrei dire Regno- che a sua volta gode di mille deroghe, eccezioni e protocolli aggiuntivi in Europa e che pur non 269px-coat_of_arms_of_cayman_islandsavendo l’euro ha una quota azionaria nella BCE superiore a quella italiana. In quel Regno, la cui Banca centrale è pubblica, la casa reale che ne ha il controllo si trova quindi in una posizione di conflitto di interesse e di insider trading perpetuo potendo tranquillamente decidere e speculare doppiamente sui tassi di cambio, tra euro e sterlina da una parte, e tra sterlina e dollaro delle Cayman dall’altro.
Queste sono alcune delle banche i cui “tesori” (trust e fondazioni) hanno sede nelle isole Caimane:
Bank of America, National Association Banking & Trust
Butterfield Bank (Cayman) Limited Banking & Trust
Caledonian Bank Limited Banking
Cayman National Bank Ltd. Banking & Trust
CIBC Bank and Trust Company (Cayman) Limited Banking & Trust
Close Bank (Cayman) Limited Banking
Deutsche Bank (Cayman) Limited Banking & Trust
Fidelity Bank (Cayman) Limited Banking
FirstCaribbean International Bank (Cayman) Limited Banking
Fortis Bank (Cayman) Limited Banking & Trust
HSBC Bank (Cayman) Limited Banking & Trust
Mercury Trust Limited Banking & Trust
Merrill Lynch Bank and Trust Company (Cayman) Limited Banking & Trust
Morval Bank & Trust Cayman Limited Banking & Trust
Royal Bank of Canada Banking
Royal Bank of Canada Trust Company (Cayman) Limited Banking & Trust
Scotiabank & Trust (Cayman) Ltd Banking & Trust
UBS Fund Services (Cayman) Ltd.
Delle altre 252 istituzioni finanziarie ne cito solo alcune:
Canadian Imperial Bank of Commerce Banking & Trust
Barclays Bank PLC Banking & Trust
Cititrust (Cayman) Limited Banking & Trust
Huntington National Bank (The) Banking & Trust
Bayerische Hypo - Und Vereinsbank AG Banking & Trust
J.P. Morgan Trust Company (Cayman) Limited Banking & Trust
WestLB AG Banking & Trust
Banco do Brasil S.A. Banking
U.S. Bank National Association Banking & Trust
Deutsche Bank International Trust Co. (Cayman) Limited Banking & Trust
Schroder Cayman Bank and Trust Company Limited Banking & Trust
Allied Irish Banks, Public Limited Company Banking & Trust
Australia and New Zealand Banking Group Limited Banking
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria S.A. Banking & Trust
International Bank for Commerce Banking
ING Bank N.V. Banking & Trust
BNP Paribas Banking & Trust
Societe Generale Banking
HSBC Mexico S.A. Banking
Bank of India Banking
Commonwealth Bank of Australia Banking
Israel Discount Bank of New York Banking & Trust
Scotiabank Inverlat S.A. Banking
National Australia Bank Limited Banking
State Street Bank and Trust Company Banking
Zions First National Bank Banking & Trust
ABN Amro Bank N.V. Banking
Arab Banking Corporation (B.S.C) Banking
Bank of China Limited Banking
Credit Suisse Banking
Delta Bank and Trust Company, Grand Cayman Banking & Trust
Royal Bank of Scotland plc (The) Banking
Barclays Private Bank & Trust (Cayman) Limited Banking &
Pictet Bank and Trust (Cayman) Ltd Banking
BNP Paribas Bank & Trust Cayman Limited Banking & Trust
American Express Centurion Bank Banking 1034GT
Banco ABN AMRO Real S.A. Banking
BNP Paribas Private Bank Banking
Dexia Credit Local Banking &
[lista completa qua: http://www.cimoney.com.ky/uploadedFiles/Regulatory_Framework/Banking/Statistics/ListOfAllCategorybBanks.pdf ]
Si ricordi che la CIMA o banca centrale delle isole Caimane, sotto la diretta autorità della monarchia britannica, stampa una valuta legata al dollaro, il dollaro caymanese [http://www.cimoney.com.ky/section/aboutus/default.aspx?id=58 ].
NF
____________________________________________________________________

LE ISOLE CAYMAN DI LONDRA, IMPERO DEGLI HEDGE FUNDS
[fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3190; fonte originale in inglese Global Research]
DI RICHARD FREEMAN
Il 27 Febbraio gli hedge funds [particolari fondi di investimento, vedi nota a fine articolo oppure questo link N.d.r.] mondiali, per mezzo della loro manipolazione e dei loro calcoli errati sul carry-trade dello yen ["operazioni finanziarie in cui banche e fondi prendono in prestito denaro offerto a basso tasso d'interesse, come lo yen o l'euro, per investirlo in titoli ad alto rendimento ed alto rischio, come i bonds dei “mercati emergenti”, le obbligazioni spazzatura delle imprese o titoli emessi sui mutui, le Mortgage-backed securities." vedi qui e qui, N.d.r], hanno causato un violento scaricamento di quel carry-trade, che ha scatenato la disintegrazione della struttura finanziaria mondiale. Le borse sono crollate, dall’indice Dow-Jones negli Stati Uniti all’indice composto cinese di Shangai, all’indice Bovespa brasiliano, sprecando più di 1500 miliardi di dollari in mancati guadagni. Alcune circostanze secondarie hanno contribuito ad avviare il ribasso. Ma gli hedge funds hanno già trascinato le maggiori banche commerciali e corporation internazionali nella più assoluta bancarotta, e hanno sfruttato fondi a prestito e derivati per il più grande tumore finanziario mai esistito. Ciò, combinato con il loro ruolo nel carry-trade dello yen, ha amplificato gli effetti delle circostanze secondarie, e sta adesso portando il sistema finanziario verso un ulteriore crollo sistemico.
E dove si trovano quegli hedge funds? Sebbene essi possano avere uffici in posti come Greenwich, Connecticut o New York, 8.282 su un totale di 9.800 hedge funds operanti in tutto il mondo alla fine del terzo trimestre del 2006, sono stati registrati nelle Isole Cayman, una colonia britannica governata come una dittatura da un Royal Governor [Governatore Reale, ndt] nominato dalla regina Elisabetta II, con una popolazione locale di 57.000 persone.
C’è una buona ragione per tutto ciò. La Cayman Islands Monetary Authority (CIMA) [Autorità Monetaria delle Isole Cayman, ndt] serve ufficialmente a “regolare” gli edge funds, mentre invece mette in atto un racket di protezione per il loro commercio di derivati e di esenzione fiscale. La CIMA concede ad ogni hedge fund, alla registrazione, una esenzione di 100 anni da qualunque tassa; protegge l’attività dei funds dietro un muro di segretezza ufficiale; permette al fund di autoregolarsi; ed impedisce ad altre nazioni di regolare i funds insistendo sulla prima ed ultima autorità nell’area.
E il resto degli hedge funds mondiali, non registrati nelle Isole Cayman? Molti sono registrati in altre colonie britanniche e satrapie, come le Bahamas, le Bermuda, le Isole Vergini britanniche e l’isola di Man.
Strumento dell’Oligarchia Finanziaria Globale
A partire dalla metà di Gennaio, forze a livello internazionale – che spaziano dal governo danese, al vice Cancelliere tedesco Franz Müntefering (che ha notoriamente etichettato i funds come “locuste”), al senatore USA Carl Levin (Democratico del Michigan) – hanno diretto iniziative intese a regolare, e potenzialmente portare sotto controllo le attività predatorie degli hedge funds mondiali. Per i suoi tentativi, Müntefering è stato oltraggiosamente attaccato il 14 Febbraio dall’edizione tedesca del Financial Times, la voce dell’oligarchia finanziaria di Londra, come “antisemita”.
Le iniziative di Müntefering, Levin, e di altri, pur riflettendo un nobile impulso, non riconoscono la reale natura della bestia; di conseguenza non risolveranno il problema. Per l’oligarchia anglo-olandese, il profondo intreccio tra banche e hedge funds è il principale strumento di potere in suo possesso per controllare il sistema finanziario, per derubare e devastare aziende e nazioni. Riconoscendo che questo sistema finanziario sta per cedere, l’oligarchia andrà verso una guerra nucleare generale contro Iran, Russia e Cina, piuttosto che perdere i propri strumenti di potere. Quindi è impossibile pensare ad una riforma degli hedge funds negli Stati Uniti o in Germania, perché la vera fonte del potere degli hedge funds in questi paesi, risiede fuori, nelle Isole Cayman, avvolta in uno scudo fortificato. Leader come Müntefering o Levin devono essere preparati per spezzare il potere delle Isole Cayman – cioè l’appiglio mortale dell’oligarchia anglo-olandese, se vogliono realizzare qualcosa di valore.
Questa oligarchia ha introdotto dei cambiamenti nelle Isole Cayman in modo che la “muffa” degli hedge funds trovasse un terreno ospitale per la sua crescita. La crescita degli hedge funds nelle Cayman, a sua volta, ha alimentato la crescita internazionale.
I tre isolotti nel mar dei Caraibi, 480 miglia sotto la punta sud della Florida – che cominciarono ad essere noti come Cayman a causa della denominazione nativa per i coccodrilli (caymana) – sono stati per secoli una base per i pirati che attaccavano i vascelli commerciali.
Sebbene da secoli fossero sotto il dominio britannico, le Cayman divennero ufficialmente una colonia della Corona britannica nel 1971, anche se in seguito il termine venne sostituito dall’eufemistica definizione di British Overseas Territory [territorio britannico oltremare, ndt]; da allora e fino ad oggi, la Regina Elisabetta II governa fermamente, nominando il Governatore delle Isole, ecc.
Nel 1993 venne presa la decisione di convertire questa trappola per turisti in un importante potere finanziario, attraverso l’adozione di una Mutual Funds Law [una legge sui fondi comuni di investimento, ndt], per rendere possibile la facile incorporazione e/o registrazione degli hedge funds in un sistema deregolamentato (tecnicamente, un hedge fund è un tipo di fondo comune di investimento, ma non di tipo tradizionale). Secondo un’azienda che incorpora degli hedge funds, “La Mutual Fund Law è stata varata [...] per posizionare le Isole Cayman al centro dell’industria finanziaria”.
* “Nessuna restrizione normativa su politiche o strategie di investimento, sui termini commerciali… , o sulla scelta dei fornitori dei servizi…
* “Un ambiente tax-free, senza tasse dirette sulle corporation, sulle acquisizioni di capitali, sui redditi, sui profitti o sulle trattenute che siano applicabili ai funds”.
La facilità con cui è possibile avviare un hedge fund è stata evidenziata durante una conversazione telefonica con un membro della CIMA, che ha il compito di “regolarli”. Dal giorno della domanda bastano da due a cinque giorni per ottenere l’approvazione, con una spesa totale di 3.600 dollari, solo una goccia nell’oceano. Per investire in un hedge fund, un investitore deve impiegare almeno 100.000 dollari. Da allora in poi, l’hedge fund deve produrre un resoconto annuale, verificato localmente da un contabile delle Cayman. Se si tiene presente come Arthur Andersen LLP e altri contabili abbiano svolto le verifiche negli ultimi anni, è evidente che ciò non rappresenta un grande ostacolo.
L’unica informazione che la CIMA renderà nota circa un hedge fund è che esso è registrato, e dove si trova il relativo ufficio. I nomi degli investitori ed altre informazioni minime sono tenute strettamente segrete. Dato che le isole Cayman non hanno leggi fiscali, la CIMA condivide poche o nessuna informazione finanziaria con le autorità delle altre nazioni. Su altre materie, sta alla CIMA decidere se “condividere o divulgare informazioni”.
Nel complesso, né la Securities and Exchange Commission USA [SEC, l'equivalente della Consob, ndt], né organismi di vigilanza di altri Paesi hanno una qualche autorità sugli hedge funds. Inoltre, né la SEC, ne altri organismi hanno mai perforato l’armatura della CIMA.
La Mutual Fund Law del 1993 ha avuto i suoi effetti: con provenienza dalla City di Londra, il numero di hedge funds operanti nelle Isole Cayman è esploso: da 1.685 hedge funds nel 1997 a 8.282 alla fine del terzo trimestre del 2006, un incremento di cinque volte. Gli hedge funds delle Isole Cayman rappresentano i quattro quinti del totale mondiale. Globalmente, gli hedge funds contengono 1.440 miliardi di dollari di risorse in gestione, ma attraverso un tasso di indebitamento che va da 5 a 20 ovunque, comandano fino a 30.000 miliardi di dollari in fondi impiegabili.
Ma l’oligarchia anglo-olandese ha costruito una intera sovrastruttura finanziaria sulle Isole Cayman. Escludendo gli enormi patrimoni di beni da hedge fund, il sistema bancario delle Isole possiede risorse per 1.410 miliardi di dollari (sebbene questa cifra includa qualche sovrapposizione con i beni da hedge fund). Le deregolamentate e off-shore Isole Cayman possiedono il quarto sistema bancario al mondo per grandezza – dopo quelli di Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna. Paragoniamo: gli Stati Uniti contano 300 milioni di persone, le Isole Cayman circa 57.000.
Le Isole Cayman sono anche la seconda giurisdizione al mondo per le ‘captive insurance companies’ (un tipo di compagnie di assicurazione dallo scopo specifico e sempre più speculative). Le compagnie con licenzea delle Cayman gestiscono 29.600 miliardi di dollari in beni.
Gli uomini della Regina
Per far funzionare le Cayman da epicentro per la globalizzazione e la guerra finanziaria, l’oligarchia anglo-olandese ne ha selezionato accuratamente i più alti funzionari.
* Dal tardo 2005, il Governatore delle Isole, approvato dall’ufficio della Regina, è Stuart Duncan Jack, un funzionario di carriera del Ministero degli Esteri britannico. Per il suo servizio, Jack è stato ordinato Comandante del Royal Victorian Order, un ordine cavalleresco fondato dalla Regina Vittoria che ha un rango superiore all’Order of the British Empire.
* Timothy Ridley, il presidente della vitale CIMA, è un avvocato che è stato ordinato come membro dell’Order of the British Empire per il suo ruolo nella costituzione degli hedge funds e della loro infrastruttura durante gli anni ‘90.
Due Americani nel consiglio della CIMA indicano ulteriormente il brutto carattere di questa istituzione.
* Warren Coats, che ha lavorato per 26 anni con il FMI, è stato coinvolto dagli Stati Uniti come consigliere in Iraq e in Afghanistan sulla “ricostruzione dei sistemi bancario e monetario” - che è risultata in un disastro.
* Richard Rahn, un membro della Mont Pelerin Society, il centro di coordinamento dell’oligarchia per la deregolamentazione e l’eliminazione dello stato-nazione, è anche il capo del Center for Economic Growth. Questo Centro è un ramo della destrorsa FreedomWorks Foundation, diretta da C. Boyden Gray, erede della fortuna della Reynolds Tobacco; e dall’ex House Majority Leader [una sorta di capogruppo del partito di maggioranza alla camera dei rappresentanti USA, ndt] Dick Armey (Repubblicano del Texas). L’amico e intelligenza operativa di Rahn, cioè Gray, ha aiutato a preparare la direttiva europea sul risparmio, che ha permesso al governo delle Isole Cayman di esimere gli hedge funds locali dall’obbligo di riportare ai paesi europei i loro “cross-border income”.
In aggiunta alle Cayman, le offshore Isole Vergini britanniche contano oltre 2.000 hedge funds registrati, e le Bermuda oltre 500 (è da notare che il numero totale di hedge funds registrati negli avamposti britannici, combinato, supera il totale mondiale, in questo settore non regolato).
Il vero nemico
Con il potere accumulato da questi avamposti offshore non regolati guidati dalle Isole Cayman, l’oligarchia finanziaria anglo-olandese ha assemblato una incredibile potenza offensiva, superiore e contrapposta agli interessi degli stati nazionali.
* Gli hedge funds sono la forza dominante nel carry-trade dello yen e, fino ad un certo punto, in quello del franco svizzero. Il carry-trade ha fornito una enorme fonte di liquidità per alcuni dei più rischiosi giochi finanziari derivati e basati sulla leva finanziaria nel mondo. Il rilassamento di questo commercio, rappresentato dall’apprezzamento del 3,6% dello yen dal 26 Febbraio al 2 Marzo, può da solo mettere in crisi il sistema finanziario mondiale.
* Secondo alcuni resoconti, durante il 2005 gli hedge funds sono stati responsabili fino al 50% delle transazioni nelle borse di Londra e New York.
* I senatori Carl Levin e Norm Coleman (Repubblicano del Minnesota) – presidente e membro anziano della sottocommissione del Senato per le Indagini Permanenti della commissione per la Sicurezza Interna – hanno dimostrato che gli hedge funds sono un centro per la circolazione di centinaia di miliardi di dollari nei flussi del denaro sporco e nei rifugi per le tasse. Essi documentano il caso dei fratelli Sam e Charles Wyly del Texas, che hanno usato due hedge funds delle Isole Cayman per conservare e proteggere dalle tasse 300 milioni di dollari negli Stati Uniti.
* Gli hedge funds sono tra i più grandi speculatori in alcuni dei più inaffidabili strumenti derivati, come i credit derivatives e le collateralized debt obligations (CDO), che stanno aggiungendo instabilità al tremolante sistema finanziario mondiale.
* Gli hedge funds stanno guidando una frenetica ondata di fusioni e acquisizioni, che l’anno scorso hanno raggiunto quasi 4.000 miliardi di dollari, e stanno comprando e smantellando aziende che vanno dal produttore di autoricambi Delphi e dalla azienda energetica texana TXU, all’Office Equities Properties, a centinaia di migliaia di appartamenti a Berlino e a Dresda, in Germania. Ciò ha portato a centinaia di migliaia di licenziamenti.
Sono assistiti dai loro alleati a Wall street. Presi tutti assieme, gli hedge funds, con i soldi presi in prestito dalle banche commerciali e di investimento più grandi del mondo, hanno gonfiato la bolla mondiale dei derivati ben oltre i 600.000 miliardi di dollari in valore nominale, e mettono il mondo sulla strada della disintegrazione finanziaria più grande nella storia moderna.
Nello stesso tempo, in questo miscuglio anglo-olandese ci sono grandi banche, come la British Crown’s Dope, Inc. bank, la Hong Kong and Shanghai Bank, le più grandi d’Europa; e l’olandese ABN-Amro, che possiede l’antica banca di investimento dell’Impero britannico, la Barings. Con questa forza integrata, usando le Isole Cayman come base operativa, i liberali anglo-olandesi hanno un’influenza sul sistema finanziario mondiale.
Le selvagge incursioni degli hedge funds non possono essere controllate da risoluzioni efficaci su un reportage aperto. Il problema degli hedge funds riguarda l’oligarchia anglo-olandese, che crede di essere in una guerra all’ultimo sangue, e farà di tutto per preservare il proprio potere. Questo è il livello della lotta per qualunque forza che voglia seriamente affrontare il problema degli hedge funds.
Richard Freeman
Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
11.03.2007
Traduzion a cura di STIMIATO per www.comedonchisciotte.org
NOTA: Il “Glossary of the Global Financial Casino” dell’Executive Intelligence Review (EIR) pubblicato il 27 Maggio 2005, definisce un hedge fund come “una forma di fondo comune di investimento utilizzata da individui e istituzioni facoltosi per impegnarsi in attività speculative aggressive proibite ai normali fondi comuni di investimento. Gli hedge funds sono limitati per legge ad un numero massimo di 100 investitori per fund, e si presume che tali investitori siano abbastanza bene informati per capire i rischi. Molti hedge funds hanno un ammontare minimo di investimento richiesto estremamente alto, che va dai 250 mila dollari a ben oltre il milione di dollari”.
© Copyright Richard Freeman, EIR, 2007

domenica 18 dicembre 2011

Governo picchia i cittadini e accarezza le banche


Governo picchia i cittadini e accarezza le banche che evadono

http://www.italiadeivalori.it/felice-belisario/10423-governo-picchia-i-cittadini-e-accarezza-le-banche-che-evadono?ml

EmailStampaPDF
Felice Belisario

Troppo poco, direi nulla contro l’evasione fiscale. Lo abbiamo detto giorni fa. Lo ripetiamo oggi, mentre in Aula si discute una manovra spacciata per equa ma che in realtà è ancora così debole su elusione ed evasione fiscale e picchia duro sui cittadini che hanno già pagato la crisi.
Monti, nel suo discorso di insediamento aveva promesso misure contro i furbetti che evadono il fisco, ma le sue promesse sono rimaste parole al vento. Il governo dei tecnici, infatti, con questa manovra ha indossato i guanti bianchi per accarezzare appena i disonesti e, soprattutto, i grandi evasori, a cominciare dalle banche. Temo di dover confermare la mia idea che si tratta di un governo dei poteri forti, che vive grossi conflitti di interesse.
Facciamo un semplice ragionamento. Attraverso la figura dell’abuso di diritto il fisco ha contestato al gruppo Intesa San Paolo, l’illegittimità di alcune operazioni finanziarie, in quanto finalizzate solo a ridurre le imposte da pagare all’erario. Come è finita? La Banca si è salvata con un pagamento di circa 270 milioni di euro. Briciole in confronto al valore complessivo delle violazioni che sarebbe di 1 miliardo di euro.
Allora mi chiedo e ho chiesto soprattutto con un’interrogazione parlamentare al premier Monti, in qualità di ministro dell’Economia: nella manovra in corso di approvazione ha tenuto conto di quei gruppi, come Intesa San Paolo, che hanno contenziosi rilevanti con il fisco? Quei gruppi che, guarda caso, sono sono presenti, con vari exdirigenti di spicco, nel governo con incarichi di non poco rilievo?
Questo Paese ha bisogno di trasparenza affinchè le istituzioni riconquistino, oltre che la credibilità internazionale, la fiducia degli italiani. Il ministro Passera, ex ad di Intesa San Paolo, il ministro Fornero, ex vicepresidente del Consiglio di sorveglianza, e il viceministro Ciaccia, ex ad e dg della Biis, sempre del gruppo Intesa, dovrebbero sentirsi in dovere di spiegare la natura delle operazioni contestate, quantomeno sospette, visto che la loro ex banca è scesa a patti con il fisco.
Monti, da parte sua, deve dire ai pensionati e alle fasce deboli, a cui chiede sacrifici quali misure intende adottare per recuperare le somme non versate all’erario e come intende agire per prevenire e vigilare su eventuali compotamenti abusivi.
E’ allarmante il dato etico e politico di un governo che deve occuparsi di risanare i conti pubblici, mentre l’ex gruppo bancario di alcuni suoi esponenti è in contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per fatti riconducibili alla loro gestione. Sulla questione presenterò anche un esposto alla Banca d’Italia e andrò fino in fondo.
L’Italia dei Valori ha denunciato da tempo l’iniquità di questa manovra e il rischio che il governo potesse operare seguendo interessi di parte. Poiché siano dalla parte dei cittadini, vigileremo affinchè Monti ci smentisca, provvedimento dopo provvedimento, e inizi davvero la lotta all’evasione fiscale e alla corruzione. Di trame e conflitti di interessi ne abbiamo fin sopra i capelli.

Perché siamo in crisi - La verità taciuta


 Servizio andato in onda nel VideoGiornale di TeleToscanaNord del 15-12-2011

L'unione Europea ha una data di scadenza?

"L'unione Europea ha una data di scadenza?"
Un articolo di Adrian Salbuchi.
Traduzione del testo originale a cura di Chiara Lilli.

Una vera e propria riprogettazione dell’intero pianeta ha avuto luogo davanti ai nostri occhi per decenni. Tuttavia, essendo graduale, molti di noi non lo notano o non capiscono cosa stia accadendo.

Proprio come nel caso della proverbiale rana bollita, che gettata nell’acqua bollente saltava fuori riuscendo a sopravvivere, ma moriva se immersa nell’acqua iniziamente tiepida, ma che aumentava la temperatura di un grado ogni 5 minuti…Ció che va sotto il nome di “Nuovo ordine mondiale”, Globalizzazione, o (il mio preferito) “Governo Mondiale” descrive l’obbiettivo a lungo termine di una molto potente Elite di Potere Globale radicata all’interno di ogni paese (specialmente in USA e in Europa) e che possiede, opera e incanala le risorse globali, come il petrolio, le finanze, le risorse naturali, il potere economico e militare, manovrandole dall’interno, con il solo obbiettivo di favorire i propri progetti sovranazionali.

Questo processo cosí complesso, olistico ed ampiamente pianificato, serve a spiegare molta (se non tutta) la violenza incessante, il caos e l’ingiustizia a cui assistiamo, in ambito finanziario, politico ed economico. Ma una buona strategia politica richiede sperimentazione per prove ed errori, costruzione di scenari e giochi di guerra.

Il mio paese natale, l’Argentina, (come d'altronde tutta l’America Latina) é stato ripetutamente utilizzato per compiere questi “esperimenti”, proprio come accadde 10 anni fa, quando il cartello bancario internazionale alleato con l’FMI/Banca Mondiale, il Ministero del Tesoro Americano, le agenzie di rating ed i mass media “autorizzati”, lavorarono assieme affinché avvenisse il crollo del sistema finanziario e monetario argentino, riuscendo allo stesso tempo a salvare le proprie banche operanti nel paese.

La popolazione argentina vide i propri soldi serrati nelle banche, i propri depositi in dollari arbitrariamente convertiti in svalutati pesos a tassi di cambio ingannevoli, mentre i Governi tecnici prendono misure (ancora oggi) irreprensibilmente in linea con gli interessi di banchieri nazionali e internazionali.

Il risultato per l’Argentina? Il PIL diminuito del 40% nel 2002, il 50% della popolazione al di sotto della soglia di povertà (da cui la maggior parte non si è mai recuperata), morte e violenza nelle nostre strade, pignoramenti, fallimenti ed una vera e propria guerra sociale (terminata poco prima di trasformarsi in una guerra civile)…e neanche una banca fallita!

Se volgiamo lo sguardo verso Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Usa, Regno Unito, Portogallo e Islanda, vedremo la stessa scena piú e piú volte.
Ormai é chiaro, non si trata di errori casuali commessi da alcuni governi, ma un di vero e proprio modello, progettato con il fine di controllare nazioni intere, imponendo debiti pubblici non necessari e fraudolenti.

Una delle lezioni chiave che hanno appreso in Argentina é stata come controllare “Noi, la gente” attraverso PsyWar (guerra psicologica) esercitata costantemente dai mass media autorizzati, per fare in modo che la popolazione finisca con l’accettare ogni difficoltá, ogni sofferenza, mentre nel frattempo banchieri e governi colpevoli conservano capitali e potere.

Mi domando, non sará l’Unione Europea, un altro esperimento simile, ma su una piú vasta scala? Un esperimento su come condurre dei paesi, caratterizzati ognuno da un proprio sistema giudiziario, una propria identitá culturale, linguistica, storica e bellica, tutti sotto una stessa camicia di forza di unione burocratica, che poco a poco spazza via ogni sovranitá nazionale?
Una sorta di “Manuale” su come fomentare la sottomissione volontaria dei 27 stati membri dell’UE ad accettare una sola burocrazia giudiziaria, un solo parlamento, un solo presidente non eletto, una sola forza militare, una sola bandiera, una sola moneta…

É possibile considerare le crescenti disavventure dell’Euro come un riflesso del fatto che, dopo piú di mezzo secolo dalla costruzione dell’Europa, vediamo solo adesso, la demolizione pilotata e consapevole dell’UE allo scopo di (ri)costruirla in qualcosa di nuovo?
Forse, “trasformarlo in qualcosa di più vicino al desiderio del loro cuore” come nel XIX secolo sosteneva la Fabian Society inglese, reclamando un graduale governo socialista mondiale, in passato tanto anelato?

Rappresenta l’UE, una tappa intermedia su “La dura strada verso l’ordine mondiale”, suggerita dal membro del Concilio sulle Relazioni Internazionali Richard Gardner, in un influente articolo pubblicato su “Foreign Affairs” nell’Aprile del 1974?

Una tappa durante la quale elementi politici, giudiziari, commerciali, sociali, culturali, mediatici, monetari, militari e molti altri vengono livellati, ridisegnati e rielaborati per servire uno scopo piú grande?

Assisteremo presto alla disgregazione dell’Euro, non come uno sfortunato “incidente”, ma bensì come un mega processo pianificato che (assieme all’iperinflazionato Dollaro americano) lo fará crollare in un collasso pilotato, per poi essere sostituito da una nuova moneta globale emessa e controllata dagli interessi di una Elite di Potere Globale, e da una qualsiasi prossima banca centrale mondiale?

Il Vaticano, da sempre ben informato, sembra pensare lo stesso, visto il suo recente invito a rinnovare le istituzioni globali; un chiaro segnale che indica come i vecchi signori che passeggiano per i corridoi del Vaticano, stiano di nuovo prenotando il loro posto al sole…

Il collasso controllato dell’Euro, (attraverso il suo crollo) e del Dollaro (attraverso l’inflazione), insieme a una adeguatamente architettata versione della Primavera Araba per Europa, Usa ed altri, corroderanno le sovranità nazionali su scala planetaria con l’aiuto di una serie di guerre controllate e sostenute dalla sempre maggiore Guerra Psicologica proveniente dal monopolio dei media occidentali ...

É tutto solo un grande sbaglio, o semplicemente diversi punti di vista sullo stesso Leviatano universale, deciso a imporre un Governo Mondiale su tutti noi?

18/01/2012: Il Popolo è sovrano anche sulla moneta

17/12/2011 :: 11:46:6

Il 18 gennaio convegno di Forza nuova sul 'signoraggio bancario'

http://www.ilquaderno.it/il-18-convegno-forza-nuova-signoraggio-bancario-66798.html

A+

 

A-


stampa

segnala ad un amico

commenta

Share
Biblioteca Provinciale
Biblioteca Provinciale
La Cooperativa Giornalistica “Nuove Notizie” e il movimento politico Forza Nuova-Sannio hanno organizzato il convegno “Il Popolo è sovrano anche sulla moneta: No al signoraggio bancario, No al governo dei banchieri”. L’incontro si terrà il 18 gennaio, alle 17.30 presso la Biblioteca Provinciale di Benevento in corso Garibaldi. Interverranno: Roberto Fiore, segretario nazionale Forza Nuova; Giuseppe Meola, consigliere comunale di maggioranza di Ponte; Fernando Melchiorre; Francesco Pio Meola; Roberto Benigno Mauriello; Andrea Caporaso, segretario provinciale Forza Nuova.
“Il nostro sistema bancario – spiega Andrea Caporaso - è in mano ad un ristretto gruppo di banchieri privati che con la complicità della classe politica è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta, diventando di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione”. 
“Questo colossale inganno – prosegue il segretario provinciale - ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta, trasformando il popolo da sovrano ad eterno debitore”. 

Governo Monti: un vulnus al concetto di democrazia


Il governo Monti: un vulnus al concetto di democrazia partecipativa

Il governo Monti: un vulnus al concetto di democrazia partecipativa
Segnala articolo Stampa questa pagina A | A
Politica
17 dicembre 2011 ore 12:45
Dall’assessore provinciale Antonio Abbate riceviamo e pubblichiamo:
“Questo Governo rappresenta la negazione del principio alla base della democrazia, per cui un esecutivo governa solo se legittimato e scelto dal voto popolare. E in questo caso tale condizione non si è verificata”.
Così ha aperto ieri il suo intervento Francesco Storace a Veroli, presso il Cigno Blu, alla manifestazione politica organizzata da La Destra, sul Signoraggio bancario.
Dopo il saluto di Giuseppe Fratarcangeli, Responsabile cittadino del partito e di Antonio Abbate, Segretario provinciale, il Segretario nazionale ha affrontato, in sequenza appassionata, tutti i temi dell’attualità politica, riscuotendo l’applauso scrosciante di un platea gremitissima, costituita da iscritti e simpatizzanti.
Storace ha più volte ribadito la posizione critica de La Destra su Premier Monti e sulla sua manovra, quale imposizione dei mercati ad un governo che non è stato scelto dal popolo.
“Un esecutivo che non vogliamo – ha tuonato più volte – e che si accanisce in particolar modo sul ceto medio a suon di tasse. Di qui la necessità della presenza di una vera anima di destra sociale in Parlamento, proprio a tutela e garanzia delle fasce più deboli”.
Entrando poi nel tema del convegno, ha continuato: ” per signoraggio delle banche si intende la differenza tra il valore facciale della carta moneta dato dai banchieri e il costo della stampa. Questa differenza costituisce il guadagno a danno del popolo. Bisogna invece ristabilire il principio che la moneta appartiene alla gente, così come appartengono al popolo tutti i valori emessi dalla Banca d’Italia. Noi proponiamo che nei forzieri dell’Istituto nazionale vengano attivati conti di cittadinanza per ciascun italiano e che in quei conti affluisca il valore delle banconote emesse da Bankitalia, in frazioni uguali per tutti i cittadini. Stesso sistema per tutti i crediti della Banca d’Italia. Sarà la fine del male assoluto del nostro paese, il debito pubblico”.
Tantissimi gli interventi dei presenti che hanno raccolto gli stimoli lanciati da Storace e dai quali è emersa evidente la contrarietà al Governo Monti e l’adesione alla manifestazione che La Destra ha programmato per domani a Roma, alle 10,30, in Via Principe Amedeo, presso l’Hotel Universo, per dire “No al Governo dei Banchieri” e per motivare la contrarietà del movimento de La Destra a un esecutivo non votato dal popolo, e a una manovra che colpisce gli italiani soprattutto nel ceto medio e finisce per impoverirli con nuove tasse.