martedì 2 ottobre 2012

Questioni di ortografia ed etimologia


Più che il termine di 'democrazia' oramai arciabusato e bistrattato, cui corrisponde meglio il neologismo 'democrazismo', suggerirei di cominciare a rimettere in auge i termini - e le nozioni - di 'popolare' e 'sociale': sovranità popolare, stato sociale. 'Popolare' da popolo, senza il suffisso peggiorativo '- ista' ostentato come un'arma per pugnalare chi è appunto di gradimento popolare, e denigrarlo, 'sociale' come welfare ma alla latina. Anche la parola e la nozione di 'cooperativa', sancita dalla nostra Costituzione dovrebbe via via risostituire le odiose società anonime e le SPA, nonché i concetti di 'pubblico', ma non all'inglese dove significa "quotata in borsa", per una società, e la nozione di 'demanio', nozione latinissima inesistente nella Common law, che per definizione è inalienabile.

Dovremmo anche rispolverare la nozione di 'corporazione' non all'inglese che significa l'odiosa criminosa multinazionale, ma in senso italico, ordine professionale che ne tutela i lavoratori, fatto che con la direttiva Bolkenstein è stato depennato. Come vedete questi inglesi scopiazzano e anche male. Rispetto al sistema odierno, un'estensione dell'impero britannico, persino la democrazia censitaria della Repubblica di Venezia era più 'popolare' 'sociale' e interessata al bene 'pubblico', il che è tutto dire.

Propongo anche di rivalutare il concetto di 'comune' nel senso di più piccolo ente pubblico  e di libertà comunali, rispetto allo statalismo che lo schiaccia con il dirigismo persecutorio fascista senza il suo lato B, cioé lo stato sociale. Rispolveriamo e applichiamo le libertà comunali, che in Europa  sono state spiazzate dalla farsa 'sussidiarietà', di cui vediamo i risultati: sindaci che non hanno più lacrime per piangere.
Sostituirei anche la nozione di 'Unità' d'Italia per trasformarla in  'confederazione': una confederazione spontanea di comuni e regioni costituirà il nostro paese, l'erede della cultura grecolatina, il  faro del Mediterraneo.
Fantapolitica? No, questione di corretta ortografia ed etimologia.
N. Forcheri 1 ottobre 2012

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