sabato 21 gennaio 2012


Dire addio all’euro, la tentazione dei finlandesi alle urne


I finlandesi vanno alle urne per le presidenziali e potrebbero mandare al ballottaggio un candidato anti euro, rendendo così le loro elezioni un referendum sulla moneta unica. Nei sondaggi un terzo dei cittadini ora ha un’opinione negativa dell’euro. Helsinki ha tenuto la tripla A e la sua posizione è determinante anche per il fondo salvastati. Così, proprio quando potrebbe iniziare a contare davvero di più a Bruxelles, la tentazione della Finlandia di mandare a quel paese i greci e tutti noi si fa sempre più forte. Ma qualsiasi cosa decideranno, questo è uno dei paesi col miglior sistema educativo al mondo e dove il 79% degli abitanti usa internet. Insomma non sarà becero populismo.

I finlandesi che domani potrebbero mandare al ballotaggio per le presidenziali un candidato anti euro, Paavo Matti Väyrynen, da opporre al più filo Bruxelles ex ministro delle finanze Sauli Niinistö, celebre nel Paese anche per essere sopravvissuto allo tsuanami del 2004, sono molto stanchi di dare soldi ai greci e più in generale ai Paesi periferici. Lo stesso ministro degli esteri finlandese Erkki Tuomioja ha bollato come "inutile e dannoso" l’accordo sull'unione fiscale europea, suscitando paure di una futura opposizione.  Così la situazione generale trasforma il voto di queste cinque milioni e mezzo di persone in un referendum sulla moneta unica e il futuro della Ue. Niinistö potrebbe vincere anche al primo turno o andare al secondo con altri rivali, mentre i candidati che vogliono lasciare l’euro, (perché assieme a Väyrynen dei centristi c'è anche Timo Soini dei populisti «True Finns») dovrebbero portare a casa circa un quarto dei voti. 
Negli ultimi tempi i segnali finlandesi non sono stati troppo negativi per la moneta unica. Helsinki ha poi spiegato che quella di Tuomioja non è la posizione ufficiale del governo e pochi giorni fa  è trapelata la notizia che eurozona e la Finlandia sono vicini a un accordo sul nuovo sistema di voto per il nuovo fondo salvastati Esm. I leader della zona euro hanno concordato infatti il mese scorso che l'Esm prenderà decisioni urgenti sui prestiti ai paesi in difficoltà con una maggioranza dell'85% dei voti, invece che all'unanimità come concordato inizialmente. Ed Helsinki è l'unica capitale che non potrebbe cambiare, perché questa modifica allo schema dell'Esm richiederebbe il sostegno dei due terzi del Parlamento finlandese, una maggioranza che il governo non ha. Un'intesa eliminerebbe così uno degli ultimi ostacoli per il varo del programma il luglio prossimo e, senza il consenso della Finlandia, per il fondo di salvataggio permanente sono guai. Fra l'altro la Finlandia è una delle poche nazioni sopravissute alla forbice di S&P e la sua tripla A è necessaria perché il fondo possa prendere a prestito denari a tassi più vantaggiosi.  Come ha spiegato al Financial Times il ministrio dell'economia Jyri Jukka Häkämies il Paese è ora in «una posizione più forte per prendere un ruolo di rilievo in Europa». Ed ecco il paradosso: proprio quando i finlandesi potrebbero iniziare a contare davvero di più a Bruxelles, la tentazione di mandare a quel paese i greci e tutti noi si fa sempre più forte. 

Gli osservatori raccontano però che la retorica anti euro dei candidati ha fatto in queste ultime elezioni un grande balzo in avanti, preludio di altre retoriche che sentiremo sempre più anche da noi. Nei sondaggi risulta che ora un terzo dei finlandesi ha un'opinione negativa di Ue ed euro (alla fine del 2009 era un quarto). Per un economia passata da agricola ad industriale come facemmo noi nel dopoguerra, ma anche da industriale ai servizi, come fece il Regno Unito con la Thatcher, e la cui dipendenza dal commercio estero è forte, questa voglia di mandare in pensione la moneta unica pone prima di tutto delle sfide interne visto che anche per loro le previsioni per il 2012 sono fosche con l'Ocse che teme che i consumi interni non riusciranno a continuare a compensare la caduta nell'export. La crisi del 2009 ha avuto per il Paese un impatto quasi pari solo alla caduta dell'Urss con cui confina e con la quale, per l'esigenze del buon commercio, aveva sempre evitato di usare toni critici («finlandizzare» un discorso negli anni '70, quando il presidente finlandese era Urho Kekkonen, durato ben 25 anni, voleva dire evitare di usare toni critici coi comunisti russi).

Insomma da questo primo turno delle elezioni finlandesi (il secondo sarà il 5 febbraio) possono dipendere umori ed effetti a catena che per la sopravvivenza della moneta unica e chissà che il termine "finlandizzare" non siginificherà in futuro "criticare così tanto la moneta unica da affossarla”.

Ma teniamo conto che questo non è un paese da populismo ignorante e zoticone. Qui il 79% degli abitanti usa Internet, la sua stampa è considerata da Freedom House una delle più libere e migliori al mondo, e il suo sistema educativo è per l'Ocse uno dei migliori in assoluto con i risultati dei test Pisa fra i più alti. Certo, siamo in una cultura nordica, dove lo spazio è solo quello dell'interno, dove non si dà esterno, dove una cultura della piazza alla Rabelais è impossibile, dove quindi l'alcol è spesso l'unico modo per uscire, dove il 15% dei ragazzi fra i 15 i 19 senza lavoro o studio si suicida, dove non per caso lì a fianco, in Norvegia, Ibsen ha portato il dramma borghese a nuove vette, ma qualsiasi cosa decideranno sarà il frutto di uno dei sistemi sociali che meglio rende il cittadino capace di decidere. Che poi saremo d'accordo con loro, questa è un'altra storia.  

Narni, convegno sul "Signoraggio bancario"


Narni, convegno sul "Signoraggio bancario" organizzato da La Destra

Politica
http://www.lagoccia.eu/politica/7127-narni-convegno-sul-qsignoraggio-bancarioq-organizzato-da-la-destra.html
Signoraggio Bancario. Questo argomento sarà il tema principale del convegno che si terrà a Narni, domenica 22 gennaio alle ore 18 presso l’Auditorium San Domenico, evento organizzato dalla Segreteria Provinciale di Terni de La Destra, rappresentata da Daniela Cirillo. All’evento saranno presenti numerosi esponenti del partito, a partire dal  Segretario Nazionale, Sen. Francesco Storace,  Gianni Musetti Segretario Nazionale di Gioventù Italiana, l'On.le Roberto Buonasorte Consigliere regionale della Regione Lazio e Responsabile Nazionale dell’organizzazione, Piero Puschiavo, dirigente Nazionale  e l’avvocato Monica Nassisi, Responsabile Nazionale del Settore Nazionale Giustizia de La Destra che affronterà il problema di Equitalia, oltre all'Avv. Maurizio Cecconelli che parlerà di anatocismo. La segreteria provinciale de “La Destra” ha inoltre annunciato che il Segretario Nazionale, Francesco Storace, interverrà anche in merito alle prossime consultazioni elettorali che si svolgeranno nella città di Narni nella prossima primavera, confermando l’appoggio del suo partito alla candidatura a Sindaco dell’attuale capogruppo in consiglio comunale di Narni, Sergio Bruschini. 
In merito alle prossime elezioni, e all’appoggio de La Destra, che come annunciato nei giorni scorsi da Daniela Cirillo, costituirà una propria lista in appoggio al candidato del Popolo della Libertà, ha dichiarato di essere soddisfatta di come si è fino ad ora dialogato con il direttivo comunale del Pdl, che ha rispettato la coalizione che vi è a livello nazionale tra il Pdl e La Destra. “La Destra -aggiunge la Cirillo- ha nel proprio dna la lealtà nei confronti degli alleati   ed è proprio per questo motivo che ho molto apprezzato l'atteggiamento costruttivo, coerente e leale del coordinatore comunale del Pdl Amleto Bussotti, e dei consiglieri comunali Sergio Bruschini e Ilaria Ubaldi”. La Destra, dunque, ha dichiarato guerra aperta a tutte le possibili vessazioni economico-finanziarie a cui è sottoposto, oggi, il cittadino italiano.

Uscita di sicurezza, secondo Tremonti


Un libro in cui l’ex ministro, che però resta nell’Aspen, accusa gli eccessi del liberismo finanziario selvaggio

Le contraddizioni dell’antimercatista Tremonti

di Filippo Ghira, RINASCITA


Estromesso dal governo, l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha partorito il suo ennesimo libro per dire la sua sui tempi bui che stiamo vivendo e su quelli cupi che ci attendono. Libri contenenti affermazioni il più delle volte condivisibili come quello sul “mercatismo suicida” e quello sulla “crisi globale che si avvicina” e nella quale puntualmente siamo sprofondati. In verità per prevedere la crisi attuale non c’era bisogno di essere delle cime o degli esperti. Bastava solo un po’ di buon senso.

Bancocrazia totalitaria padrona della UE


Bancocrazia totalitaria padrona della UE

L’UNIONE EUROPEA COME L’UNIONE SOVIETICA 

  Politica
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=65969&idsezione=2


(21/01/2012) - In occasione della manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara al Teatro Manzoni di Milano il 12 novembre 2011, trovandomi a tu per tu con un noto giornalista corrispondente de La7, purtroppo non ricordo il nome, gli suggerivo di scrivere nel suo probabile servizio giornalistico che l’Unione Europea ormai assomiglia alla bieca Unione Sovietica. E proprio in queste settimane la mia convinzione si è rafforzata, soprattutto dopo aver letto un brillante fondo di Antonio Socci del 15 gennaio scorso sul quotidiano Libero che mi sembra molto utile presentare ampi stralci ai miei lettori. Gli italiani, secondo Socci, da sempre fortemente europeisti, ora dopo la guerra finanziaria nei confronti dell’Italia, hanno perso la fiducia nell’Europa. “Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l’inizio dell’euro (un impoverimento di massa). La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata “moneta unica” – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti. Grazie a questo incredibile esperimento, l’Italia – un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta – sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali)”. (Antonio Socci, L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare, 15.1.12 Libero). E’ una deriva totalitaria dell’UE prevista venti anni fa da una voce profetica, un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, che sotto l’Urss era stato rinchiuso in un manicomio politico e nel gulag, per anni torturato, poi liberato nel 1976. Bukovsky, in una conferenza nell’ottobre del 2000, riportata di recente su “Italia oggi”, aveva fatto affermazioni che allora sembrarono esagerate, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche. Socci non si riferisce al commissariamento dell’Italia e della Grecia e al tentato commissariamento (in corso) dell’Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle “bocciature” di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate. “Per quasi 50 anni” disse Bukovsky “abbiamo vissuto un grande pericolo sotto l’Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell’Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito”.
Bukovsky si riferiva all’Unione Europea e argomentava: “Chi governava l’Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l’Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro”. Per la verità oggi è peggio, abbiamo addirittura governi non eletti (come quello italiano) con un programma dettato dalla Bce



Vivere (bene) senza EURO


Vivere (bene) senza denaro
di Riccardo Luna - 20/01/2012

Fonte: La Repubblica
  
Se pensate che qui, in Italia, non si possa vivere senza l' euro, andate in Sardegna. E provate a dire in giro che voi pagate in Sardex. Cosa? A parte benzina, farmaci ed energia elettrica, potrete comprare tutto, sia beni che servizi. E quindi alberghi, dentisti, falegnami, elettricisti, meccanici, consulenti di marketing, sale congressi, corsi di lingua inglese, pubblicità sui giornali locali, vestiti, mobili, ristoranti e persino la connessione Internet. Oltre al cibo, vino e carni, tutto rigorosamente sardo, come il resto. Il Sardex è la "moneta a chilometro zero".

Solo che non è una moneta, nel senso che fisicamente non esiste, non ne hanno stampato nemmeno una banconota: esiste solo su Internet. E quindi potremmo dire che tutti i Sardex in circolazione - oltre un milione, ma il dato cresce ogni giorno - stanno su un server, un computer in un piccolo comune agricolo tra Cagliari e Oristano: Serramanna. Qui, in un bel casolare, l' hanno inventato quattro ragazzi, sardi naturalmente, non solo di nascita, ma di cultura. Fieri della loro terra. Quattro ragazzi che si erano stufati di sentirsi dire che i sardi sono "pochi, matti e divisi" come al tempo degli aragonesi; o che se un sardo deve chiedere qualcosa a dio sapendo che un suo vicino avrà il doppio, il sardo dirà: dio, cavami un occhio.

Luoghi comuni.

Il Sardex lo sta già dimostrando. Perché si basa su due principii di vita: il primo è che se il tuo vicino guadagna, stai meglio anche tu; e il secondo afferma che nessuno se ne va col bottino e nessuno resta solo. Sembra il nuovo vangelo. Ma uno di quelli apocrifi, come vedremo. Questa parabola inizia nel 2006: Carlo Mancosu, Piero Sanna, Giuseppe e Gabriele Littera sono in giro per l' Europa e la sera si sentono su Skype. Non hanno studiato economia ma sono affascinati dal tema delle monete complementari, le alternative currencies. Nel mondo ce ne sono centinaia, spinte dal web e dalla fiducia reciproca invece che da una imposizione legale.

venerdì 20 gennaio 2012

Commento allo Statuto della Regione Siciliana

L'Alta Corte per la Regione Siciliana
pubblicato il 10/1/12 - 08:03

da
http://www.siciliainformazioni.com

(Massimo Costa)



ART. 24
È istituita in Roma un’Alta Corte con sei membri e due supplenti, oltre il Presidente ed il Procuratore generale, nominati in pari numero dalle Assemblee legislative dello Stato e della Regione, e scelti fra persone di speciale competenza in materia giuridica.


Il Presidente ed il Procuratore generale sono nominati dalla stessa Alta Corte.

L’onere finanziario riguardante l’Alta Corte
è ripartito equamente fra lo Stato e la Regione.

ART. 25

L’Alta Corte giudica sulla costituzionalità:


a) delle leggi emanate dall’Assemblea regionale;


b) delle leggi e dei regolamenti emanati dallo Stato, rispetto al presente Statuto ed ai fini della efficacia dei medesimi entro la Regione.


ART. 26

L’Alta Corte giudica pure dei reati compiuti dal Presidente e dagli Assessori regionali nell’esercizio delle funzioni di cui al presente Statuto, ed accusati dall'Assemblea regionale.


ART. 27

Un Commissario, nominato dal Governo dello Stato, promuove presso l’Alta Corte i giudizi di cui agli artt. 25 e 26, e, in questo ultimo caso, anche in mancanza di accusa da parte dell'Assemblea Regionale.

ART. 28

Le leggi dell’Assemblea regionale sono inviate entro tre giorni dall’ approvazione al Commissario dello Stato, che entro i successivi cinque giorni può impugnarle davanti l’ Alta Corte.


ART. 29

L’Alta Corte decide sulle impugnazioni entro venti giorni della ricevuta delle medesime.

Decorsi otto giorni, senza che al Presidente della Regione [“regionale” fino alla riforma del 2001] sia pervenuta copia dell’ impugnazione, ovvero scorsi trenta giorni dall’ impugnazione senza che al Presidente della Regione [“regionale” fino alla riforma del 2001] sia pervenuta da parte dell’Alta Corte sentenza di annullamento, le leggi sono promulgate ed immediatamente pubblicate nella “Gazzetta Ufficiale della Regione”.
ART. 30
Il Presidente della Regione [“regionale” fino alla riforma del 2001], anche su voto dell’Assemblea regionale, ed il Commissario di cui all’art. 27, possono impugnare per incostituzionalità davanti all’Alta Corte le leggi ed i regolamenti dello Stato, entro trenta giorni dalla pubblicazione.


L’articolato dello Statuto sull’Alta Corte non si può commentare articolo per articolo. Va commentato necessariamente tutto insieme. E il suo commento non può prescindere piú di tanto dalla sua storia. Ci sforzeremo comunque di ridurre al minimo gli aspetti storici che lo riguardano. In fondo si tratta di una disposizione in tutto e per tutto vigente, anche se inibita nella sua attivazione.
Dapprima vediamo così è l’Alta Corte e come funziona, come “dovrebbe” funzionare, e quindi come ha effettivamente funzionato dal 1948 al 1956.
L’Alta Corte è, in breve, la Corte Costituzionale dello Stato regionale di Sicilia. Essa appartiene formalmente alla Magistratura statale, anzi agli organi costituzionali dello Stato italiano e, quindi, come si è visto per tutta la Magistratura, non è un organo interno alla Regione, ma esterno ad essa.

L'interrogazione UE contro Mario Monti


L'interrogazione UE contro Mario Monti sul Bilderberg e sulla Trilaterale

Mario Monti Commissione Trilaterale Gruppo Bilderberg Emma Bonino Commissione Santer Dimissioni Mario Draghi Claudio Messora Byoblu Byoblu.com
 Il 4 aprile 2003 l’eurodeputato Patricia McKenna deposita un’interrogazione parlamentare in cui chiede chiarimenti in merito alle partecipazioni di Mario Monti, commissario UE alla competitività, alle conferenze del gruppo Bilderberged alla sua qualità di membro della Commissione Trilaterale. Questo il testo depositato al parlamento UE.
« I Commissari Mario Monti, Erikki Liikanen, Pedro Solbes Mira, Gunther Verheugen, Antonio Vitorino e Frederik Bolkestein hanno, in passato, partecipato a riunioni del Gruppo Bilderberg e sono, pertanto, membri di fatto, dato che vengono mantenuti informati sulle sue attività. Romano Prodi, Presidente della Commissione, è stato membro del comitato direttivo di tale gruppo negli anni '80, epoca in cui il Presidente della BCE, Wim Duisenberg, era tesoriere. Tre Commissari sono o sono stati membri della Commissione Trilaterale: Mario Monti, Chris Patten e Pedro Solbes Mira.
 Può la Commissione indicare il nome dei Commissari che parteciperanno alle prossime riunioni del Gruppo Bilderberg e della Trilaterale, precisare se essi parteciperanno a nome della Commissione o a titolo apparentemente privato e se beneficeranno di indennità giornaliere o di altri rimborsi per le spese associate a tali riunioni? Può la Commissione assicurare che tali adesioni vengano menzionate nella dichiarazione di interessi finanziari di ogni Commissario? »

Lombardo-Forconi: faccia a faccia in TV


STASERA CONFRONTO TV SU VIDEOMEDITERRANEO

Lombardo-Forconi Uno contro l'altro

forconi 2
20 gennaio 2012 - Polemica a distanza tra il governatore Raffaele Lombardo e il Movimento dei Forconi che al quinto giorno della protesta annunciano che non si fermeranno e che andranno avanti.
Il botta e risposta, è una gustosa anticipazione delfaccia a faccia tra Lombardo e Mariano Ferro,esponente di spicco di Forza d’urto, che stasera andrà in onda, a partire dalle 20.30, sul canale satellitare Video Mediterraneo.
Ma torniamo al botta e risposta di stamattina tra il presidente della Regione e i manifestanti.“Ieri ho incontrato i manifestanti – scrive Lombardo sul suo blog – e alcuni di loro si sono detti delusi. Ma io ho detto loro la verità e non li ho presi in giro. Non ho il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni”.
“Non c’è dubbio che la crisi economica colpisce le regioni più deboli e le economie più fragili. Quella siciliana è sicuramente tra queste e ora vengono al pettine nodi che sono stati legati nei decenni” aggiunge Lombardo ricordando che “lo Statuto siciliano, dopo 50 anni di falsa autonomia e di politiche tutt’altro che autonomiste, purtroppo, è stato ridotto ad un pezzo di carta. Tutto quello che posso fare con i miei poteri e le mie competenze lo faccio. Al di là di questo non posso andare”.