mercoledì 23 maggio 2012

LETTERA DI UNA RAGAZZA UNGHERESE


22 may 2012
ragazze-ungheresi.jpgdi Gianni Fraschetti -

La lettera accorata di questa studentessa ungherese che vive in Italia dovrebbe essere pubblicata e pubblicizzata dal mainstream della informazione con il massimo risalto possibile ed invece, oltre ad  informare.over-blog  non credo che nessuno si prendera' la briga neppure di leggerla, forse.
Eppure la ragazza dice cose molto interessanti e racconta per filo e per segno come questa vilrazzadannata  che dalle torri in vetro e acciaio della UE e della BCE amministra con arroganza le vite di centinaia di milioni di europei.
L' Ungheria e' occi la nostra linea del Piave, la linea del Piave dei popoli d' Europa, se Orban riuscira' a resistere alle pressioni, ai ricatti ed alle minacce che ogni giorno gli vengono rivolte per costringerlo a chinare il capo ed allinearsi ai diktat di Strasburgo, vorra' dire che forse una speranza  di salvarci senza spargimenti di sangue esiste ancora. Se, come purtroppo pare, cosi' non sara', allora vuol dire che per salvarci dovremo combattere.



Egregio Signor Direttore,
mi chiamo Edina Karossy e Le scrivo perché ho scoperto con piacere che anche in Italia esistono persone che pensano come me e come tanti altri ungheresi (anch’io sono ungherese ma ora vivo in Italia).
Come sicuramente saprà in Ungheria attualmente governa il partito FIDESZ con Orbán Viktor che non è per niente fascista, nazi, razzista e antisemita come dice il media in tutta Europa ed è stato eletto da ¾ del popolo ungherese. Lui guarda il nostro interesse e non vuole la Unione Europea e la Banca Centrale come nostri usurai da cui dipendere. Non dice mai niente di offensivo nei confronti di nessuno ma fa capire che noi non abbiamo bisogno di creditori e vogliamo usare le nostre risorse per vivere e non desideriamo diventare il mercato dove vendere i prodotti altrui di pessima qualità distruggendo così il mercato locale. Mette in centro l’istruzione, la famiglia, la religione cristiana, la lingua come valori per una nazione.
Come avrà visto nel media italiano sono state pubblicate delle notizie tremende sull’Ungheria, che da noi non c’è la democrazia, noi mettiamo in pericolo tutta l’Europa, la nostra Costituzione è una vergogna e anche Bruxelles ci punisce perché non rispettiamo le regole. Naturalmente la situazione è scomoda anche per la Banca Centrale perché non vuole perdere un cliente “dipendente” a cui chiedere indietro interessi di interessi. Quindi in un attimo manipolano il cambio Fiorino-Euro e fanno quel cavolo che vogliono con l’economia ungherese e in un attimo mettono in difficoltà il paese.
Se Orbán Viktor fa qualcosa di scomodo inizia subito il solito meccanismo: parlare malissimo di lui e del partito in tutta Europa, manipolare i cambio delle valute e in questo modo anche se lui è un santo, nessuno ci crederà mai più. (vediamo l’esempio di Jörg Haider….l’hanno eliminato perché era assai scomodo e hanno urlato a tutto il mondo che è un ubriacone omosessuale. Ormai qualsiasi cosa facciamo, il 90% del mondo ci crede e lo ripete come un pappagallo e sarà impossibile dimostrare il contrario).
Naturalmente tutti i miei colleghi e conoscenti italiani sono convinti che io ungherese metto in pericolo la UE, la democrazia e tutto. Solo alcuni intelligenti che hanno letto la Costituzione e che mi hanno ascoltato cominciano a riconoscere la mia verità, ma la maggior parte delle persone crede a ciò che dicono nel TG. E’ incredibile come selezionano le notizie da trasmettere e il modo in cui le presentano. Ho sempre sospettato che lo facessero come gli è comodo, ma ora ho visto tutto con i miei occhi. 3 persone si sono radunate a Budapest per manifestare per una trasmissione radio dove le blasfeme erano normalissime battute su cui ridere. Qua se ne parlava per dei giorni come vergogna d’Europa dove non c’è la libertà perché chiudono le radio ecc.
Io sapevo già che tutti si stavano preparando per la manifestazione pacifica, una fiaccolata a Budapest, per far capire a Europa che il popolo ungherese era con Orbán Viktor e per far capire che non è giusto ciò che Europa fa contro gli ungherese e contro il nostro paese. Non vedevo l’ora di far vedere ai miei colleghi la verità, la notizia sui giornali che più o meno mezzo milione di persone per bene, cantando l’inno nazionale hanno fatto quella fiaccolata commovente (famiglie, anziani, disabili tutti insieme come una grande famiglia). Compro i giornali, vado su internet e veramente incredibile: neanche una parola che menziona l’evento! Zero, niente!
La stessa cosa con il plagio del Presidente della Repubblica, Schmitt Pál del FIDESZ che era costretto a dimettersi ed ora lotta per la sua verità, mentre del plagio 100 volte più scandaloso di Gyurcsány Ferenc, l’ex Presidente del Governo, liberalista socialista e comunista che ha venduto il pese, l’ha derubato spudoratamente ed ha mentito su tutto, non se ne parla. Naturalmente ha ancora potere nel suo partito, ha la faccia tosta e non si dimette anche se non ha mai messo piede in un’università, non ha mai scritto una tesi, ma si dichiara laureato. Non si vergogna minimamente, ma non deve, perché non se ne parla all’estero. E noi ungheresi potevamo già abituarci che lui è un bugiardo, quindi non fa notizia.
Insomma è scandaloso ciò che ci fanno nella UE e purtroppo non tanti se ne accorgono. In Italia ancor meno che in Ungheria. Per questo ho scoperto con piacere che qualcuno qua ha le idee a me famigliari perché sinceramente in Italia non ho trovato un partito nazionale che le rappresenti.
A me pare di lottare contro un’enorme onda nel mio piccolo quando cerco di far capire alle persone che tutto il mondo dipende dalle banche e dalle persone che hanno in mano la stampa delle banconote, che in Europa non c’è nessuna democrazia. Solo quelli che hanno in mano tutto possono dire ed agire a loro piacere, gli altri no. Sento che mi considerano un’idiota, mi prendono in giro, mi salutano con “Heil” ecc.
Così a volte penso che mi tengo i miei pensieri…è meglio. Oppure uniamo le forze e magari ci sarà qualche cambiamento? Io volevo solo raccontarLe questo e dirLe che sono contenta di non essere da sola! Le faccio i miei complimenti e Le auguro di poter divulgare le Sue idee senza difficoltà ed efficaciamente!
Magari si può agire tutti insieme, magari “si possono sfruttare” tanti ungheresi che pensano come Lei. Se Le serve qualche aiuto ungherese (per il Suo sito, traduzioni ecc) io ci sto volentieri! Forse se tante persone in diversi paesi d’Europa aprono gli occhi e vedono ciò che succede porta a qualche cambiamento. Se Lei vede qualche fantasia in questa possibilità, La prego di farmi sapere cosa posso fare (non sono esperta di politica, di economia, io lotto nel mio piccolo, ma La aiuto molto volentieri).
Cordialmente.
Edina Karossy

Parma: hanno vinto i cittadini


Parma: hanno vinto i cittadini


Grillo_Pizzarotti.jpg


"Grandi. Siete stati grandi tutti. Abbiamo conquistato Parma, la nostra Stalingrado, e adesso andiamo verso Berlino. Due considerazioni: la prima riguarda i soldi. Abbiamo dimostrato di poter fare politica senza soldi. A Parma sono stati spesi 6.400 euro di autofinanziamento e abbiamo vinto. Come abbiamo vinto a Mira e Comacchio con poche centinaia di euro. Devono chiedersi come mai, perché e come abbiamo fatto. Dovranno confrontarsi su queste cose. E poi non ha vinto Pizzarotti a Parma, ma hanno vinto i cittadini di Parma. Questo concetto bisogna capirlo. Il Movimento 5 Stelle è uno strumento che serve ai cittadini per amministrare loro stessi: cittadini che eleggono altri cittadini. E' una vittoria della democrazia sul capitalismo. Senza soldi, cittadini che si eleggono e vanno a gestire la loro città, è un fatto di democrazia che non ha precedenti. E poi una grande vittoria che abbiamo già avuto è che a Parma l'inceneritore non si farà più. Questa è una grandissima vittoria. Non volevano fare il referendum? Il referendum lo abbiamo fatto con queste elezioni. Oggi avete questa grande sicurezza: in una città straordinaria come Parma non si farà l'inceneritore. Un abbraccio. Ci vediamo a Berlino." Beppe Grillo

Invito Orvieto 25 maggio

Invito Orvieto 25 maggio

Invito a Roma il 24 maggio


Cari amici,
vi aspetto il 24 maggio alle ore 18.00 al Centro Congressi
Frentani, in via dei Frentani 4, per la presentazione del libro
"Chi ha tradito l'economia italiana?" di Antonino Galloni,
per confrontarci sull'origine della crisi e le possibili soluzioni
per superarla.
Un abbraccio
Giovanni Quarzo

lunedì 14 maggio 2012

Lidia Undiemi: il MES e la finanziarizzazione della democrazia

Pubblicato in data 12/mag/2012 da byoblu http://www.byoblu.com/post/2012/05/12/Vale-la-pena-di-condividere-questo-post...
Il MES (Esm in inglese) è il Meccanismo di Stabilità Europea. Il cosiddetto fondo salva-stati. Sembra una cosa buona, ma con il MES ci stiamo per indebitare di 125 miliardi di euro. 15 dovremo darli subito, e siccome non li abbiamo, dovremo fare nuovi debiti. Nuovi debiti significa nuovi interessi. Per cosa? Per essere "salvati", nella malaugurata ipotesi dovessimo fallire. Ma come verremo salvati? Ci daranno semplicemente i soldi, un po' come farebbe un'assicurazione a fronte del pagamento di un premio, al verificarsi di un sinistro? No, ce li presteranno. Nuovi debiti. Paghiamo 125 miliardi per avere la possibilità di farci prestare dei soldi a interessi elevati. Ve l'hanno mai raccontata così? Anzi: ve l'hanno mai raccontata in un qualsiasi modo? Ma non finisce mica qui: chi deciderà quanti soldi dovremo versare e quando? Diciassette uomini: i diciassette ministri dell'economia di diciassette stati membri (quelli che ratificheranno il trattato). Il diciassette porta sfiga. Infatti, secondo il trattato, nessuno di questi 17 uomini potrà essere chiamato in giudizio per una qualsiasi delle decisioni che prenderà nell'ambito del MES. E neppure avremo la possibilità di visionare i documenti che al MES verranno prodotti. Una super organizzazione opaca pagata con i soldi dei cittadini, che deciderà se e quale stato avrà il diritto di indebitarsi ulteriormente, a suo insindacabile piacimento, e per quale ammontare, senza essere sottoposta a nessun procedimento di verifica e di controllo democratico. A che scopo tanta segretezza? A che scopo tutta questa impunità? E che senso ha farsi un'assicurazione solo per avere il permesso di farsi riempire di debiti? Quando accendi un finanziamento sai quante rate dovrai pagare e quando scadrà l'ultima.
Con il MES diamo un libretto degli assegni infinito e completamente in bianco. Il board dei governatori potrà infatti decidere in qualsiasi momento un aumento di capitale, che partirà con 800 miliardi, e gli stati membri dovranno corrispondere la loro quota parte secondo i tempi e le modalità stabilite di volta in volta, senza potersi opporre in alcun modo. Come non c'è modo di uscirne: se ratifichi il trattato, è per sempre. Non solo, ma siccome non c'è limite al peggio, il MES potrà rastrellare i soldi necessari, all'occorrenza, presso la grande finanza internazionale. Per esempio la Cina o le grandi banche d'affari. In questo caso, il finanziatore esterno avrà il diritto di commissariare lo stato sovrano che beneficerà del prestito (cui, è bene ripeterlo, saranno applicati interessi elevati), che si ritroverà la Goldman Sachs o Hu Jintao in Parlamento ad approvare o respingere ogni decisione. E una clausola specifica prevede che nessun Governo successivo a quello che ha ratificato il trattato potrà disimpegnarsi, adottando una eventuale decisione di uscita. Stiamo per consegnare le chiavi di casa alla grande speculazione internazionale e per abdicare a qualsiasi principio democratico conquistato nel tempo.
Per ogni generazione a venire, nei secoli dei secoli, amen. Cosa dite, vale la pena di condividere questo post?

martedì 8 maggio 2012

Hollande e l'elezione precoce

Al Grande Oriente di Francia, Tempio Arthur Groussier, Parigi, 22 novembre 2011, si tenevano, probabilmente per il grande pubblico, i seguenti discorsi - giusto per rifarsi una verginità o per uscire allo scoperto - con il neo eletto presidente della Repubblica francese, François Hollande - letteralmente Franco-Olanda - che già sapeva che sarebbe stato eletto. Il corsivo e le parentesi quadre sono della traduttrice, N. Forcheri, e vogliono sottolineare le parole inusitate, parole o espressioni chiave e/o gravide di doppi sensi. 

"Grazie per le risposte che questa assemblea ha seguito con molta attenzione, e che è riuscito a fare in orario, me ne congratulo, La invito a dare le Sue impressioni su questa serata dei grandi scambi e a concludere gli interventi.” F. Hollande: “Vorrei innanzitutto ringraziare per le interpellanze e le interrogazioni che mi hanno portato a precisare, per quanto possibile, la concezione che ho della carica che rivendico ["che pretendo"], e delle sfide che dovremo raccogliere. Se voglio dare una conclusione è che una campagna presidenziale non è solo una competizione tra persone. Ci sarà molto di questo, uno dirà che essendo presidente ha ricevuto la formazione opportuna, dell'altro diranno che non è stato neanche ministro come se quando si considera la composizione dei governi degli ultimi dieci anni, per non essere ingeneroso, non mi dicessi che la mia condizione è più elevata, ma è da dimostrate. Certamente sarà una gara personale per vedere chi è capace, per vedere chi è più sincero e chi convince di più per trascinare il paese, ma l'elezione presidenziale è soprattutto una questione di società, una posta in gioco collettiva, di cui il paese deve appropriarsi. Non è una giostra/contesa [joute, termine di cavalleria, si noti la negazione: in realtà sta dicendo che è esattamente questo, una joute tra 'cavalieri'?], ci sono elementi di divario che dobbiamo riconoscere, ci saranno delle scelte che impegneranno la nazione nella durata, ci saranno sicuramente delle conseguenze molto importanti per la scuola, i nostri valori, la previdenza sociale, e se non citiamo la portata ["l'altezza"] delle poste in gioco, allora cadremo nella mediocrità dei dibattiti, nella facilità, nella menzogna, nel riduzionismo del grande oggetto [strano l'uso del singolare: di quale argomento/soggetto parla?] a interessi mediocri. Quindi è una questione collettiva e vincerò solo se ci sarà un movimento collettivo, peraltro le grandi vittorie della sinistra – se si considera quella del 1981-1982 oppure quella del 1997 in altro contesto - le grandi vittorie della sinistra sono sempre state precedute da movimenti, ci vuole del movimento [si noti il gioco di parola sull'ambiguità di 'un movimento' e 'movimento' nel senso di agitazione]. Se la società è inerte, la sinistra francamente non potrà essere dinamica essa stessa.

 Seconda conclusione: un'elezione è una divaricazione, c'è una scelta, e quindi una separazione temporanea del paese e ciononostante il ruolo del presidente della Repubblica così come lo concepisco è di riunire, unificare, riconciliare, pacificare, persino in un momento particolarmente aspro e difficile, il suo ruolo sarà di elevare il paese, di rispettarlo, ho fatto quindi questa distinzione tra la modalità di esercizio della carica presidenziale e quello che rivendico per il paese. Non vuol dire non fare scelte, mi diranno che se voglio riunire, vuol dire che vorrò sempre scendere a compromessi, trovare sempre un equilibrio, e invece no!, bisognerà fare delle scelte e permettere nel contempo che tutti siano rispettati, elevati, onorati. Questa è la mia concezione dell'elezione del presidente della Repubblica, che non è qualcuno che separa, stigmatizza e divide, ma dev'essere qualcuno in cui tutti si riconoscono anche se non lo hanno votato.

 Terzo elemento conclusivo: ho messo i giovani al centro del mio impegno perché considero la trasmissione generazionale l'elemento più decisivo, ragion per cui ho tanto insistito questa sera sulla scuola della Repubblica. Non è solo una questione di mezzi e di organico, ma è ciò che unisce il paese, che può ridargli fiducia, il che non significa che tutto dipenda dalla scuola – sono state fatte ricadere sulla scuola a volte responsabilità che non le appartengono - ma dipende anche dalla scuola. Vorrei che la generazione che sta arrivando, chi ha meno di vent'anni, vivesse meglio. Nel 1981 [il motto, per chi?] era cambiare vita. Se cambiassimo la vita dei meno di 20 anni, se alla fine del mio mandato quinquennale, quindi nel 2017, se vengo scelto dai francesi, se osservassi che la generazione nuova vivrà meglio che nel 2012 allora sarò consapevole di avere avuto successo, se ci provate con il presidente uscente [sa già che Sarkozy non verrà rieletto???] non sono sicuro che l'esercizio arriverà in porto [figura retorica tratta dalla navigazione tirata per i capelli in questo contesto]. Ma ciò che conta per me non è tanto di essere alla guida di una nave – metafora di navigazione di cui diffido [come mai questo insistere sull'immagine retorica della navigazione, negandole importanza, con risolini in sala?] – ma di poter accompagnare una generazione verso il progresso [parola chiave: di quale progresso parla?], di cui vi ho già parlato, se la Repubblica non porta il progresso, la Repubblica sarà minacciata e io sono repubblicano. E un repubblicano deve portare il progresso".

 Gran Maestro: "F. Hollande, La ringrazio della Sua partecipazione. Spetta a me, per tradizione, in qualità di presidente dell'associazione e Gran Maestro di ringraziarLa, ma queste riunioni possono avvenire solo grazie alle nostre Logge, devo dirlo, e sono grato ai fratelli che si sono impegnati, dico 'fratelli' perché all'Oriente vedo poche sorelle, argomento di cui potremmo parlare, ma i fratelli che si sono impegnati qua lo hanno fatto senza riserve e con un talento che ha forse affinato il Suo, che già conoscevamo. Lei si è espresso innanzitutto in un'assemblea che, è vero, a parte il contesto che la circonda e che può sembrare esotico per chi non lo conosce, è un'assemblea di uomini e di donne che si ritrovano in una cultura determinata, una cultura molto particolare, fatta di temi e di concetti – che riconoscerete - che sono quelli della riconoscenza. Sapete che esiste nei nostri rituali, o non lo sapete, un termine, la 'riconoscenza', diciamo che ci riconosciamo in quanto tali, il tema del riconoscere l'altro, che è uno dei fondamenti del nostro impegno, è importantissimo. Perché se Lei ha parlato di tutte quelle difficoltà attuali, in particolare nelle periferie e della gioventù, che ci stanno a cuore, è perché tutta una serie di fasce della popolazione non sono riconosciute in quanto tali, sono viste con pregiudizi, sono discriminate e si descrivono e si ingessano in caricature in cui non si riconoscono. I giovani sono adulti in divenire e noi tentiamo di dire che sono gli attori della società attuale, i giovani sono hic et nunc in vita [strana espressione, in vita, "en vie" che si può capire anche come 'envie', voglia], con la necessità per noi, di riconoscerne la partecipazione nella società, la prima cosa per evitare le sbavature.

 La seconda cosa è che noi abbiamo un desiderio profondo di affermare la nostra identità sociale. Il tema dell'identità sociale che è nella ricerca delle rivolte al di là del Mediterraneo [ruolo della massoneria nelle primavere arabe] è anche la ricerca di una legittimità che si ritrova nella Repubblica, o che dovrebbe essere della Repubblica ma che spesso è negata attualmente. Il cittadino, Lei lo ha detto e qua lo ribadiamo, sparisce di fronte a degli imperativi, ed è una delle problematiche della laicità. Perché è vero che è stato detto che ci sono delle clericature [parola poco usata derivante da clero, nella forma ricorda 'caricatura', nel merito significa sia lo stato o la condizione di chi deve entrare negli ordini, sia una congrega di esperti], alcune delle quali più legittime di altre e che alcune spiritualità lo erano più di altre, non dimentichiamo che Jean Jaurès nel 1985 diceva già che il massimo bene è la libertà sovrana dello spirito, che non si misura con il metro delle religioni e quando si dice che il maestro (fondatore) [instituteur, gioco di parola tra maestro e fondatore di istituzione] ha meno legittimità del religioso nella società, ci possiamo porre delle domande, e altre domande ancora sorgono di cui non abbiamo parlato ad esempio quella di altre clericature, come quella dei soldi: si pensi a uomini come Monti in Italia o a Papademos in Grecia, o alla BCE, uomini provenienti dalla Goldman Sachs, che sono stati per tanto tempo dipendenti di una banca che è stata all'origine della nostra crisi, ci possiamo legittimamente porre una serie di domande su queste clericature che fanno dei soldi una mistica.

Non ne abbiamo abbastanza parlato qua, ma riportare il denaro al ruolo di strumento e non di fine, noi ci teniamo e ciò ci obbliga a volte a tirar fuori dei discorsi definiti utopisti [doppio senso: si può capire anche "ci obbliga a uscire dai discorsi utopisti"], semplicemente perché ci troviamo nell'obbligo di sistemi che ci vincolano e dove la libertà di cui ha parlato è l'ultima cosa." Infine il sentimento di debito sociale, di cui ha parlato e a cui teniamo. Al GOF e in genere nella massoneria abbiamo l'impressione di avere un debito sociale nella misura in cui abbiamo una conoscenza acquisita nelle nostre Logge e quindi un potere, perché si ritorna alla Sua conclusione, quella del potere. Noi abbiamo un certo potere e abbiamo anche la sensazione che è morale dirlo ed esercitarlo e riconosciamo chi si impegna con la volontà di riabilitare anche la politica. Ecco gli elementi che hanno arricchito il dibattito. Lei non ci aveva dato tutte le chiavi, noi volevamo vederla in una formula semplice [parola strana, formula] perché è con le spalle al muro che si riconosce il massone.

 8 maggio 2012

venerdì 4 maggio 2012

Preavviso di uscita dall'euro - Euro Break up Warning

DI MARCO DELLA LUNA marcodellaluna.info Il FMI ha ultimamente pubblicato numeri che danno la certezza matematica che l’Italia non può essere risanata e portata nei parametri dell’Eurosistema: è vero che dal 2008 al 2017 sarà leader nell’avanzo primario, ma questo conta ben poco rispetto al fatto che il suo pil, in quel periodo, calerà dell’1,7%, mentre quello USA aumenterà del 20,3, quello francese del 10, quello tedesco dell’8,8, quello cinese del 116. Il rapporto debito/pil italiano peggiora del 13,2%. Ciò basta a porre l’Italia fuori del circolo dei paesi del Primo Mondo (già nella precedente fase di crescita era rimasta indietro di molti punti dall’Eurozona e dall’America) e ad escludere che possa rispettare il Fiscal Compact (riduzione del 20% all’anno della quota di debito pubblico eccedente il 60% del pil).