giovedì 17 ottobre 2013

I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia

martedì 15 ottobre 2013

FMI: LANNUTTI, PRELIEVO FORZOSO 10% ATTO CRIMINALE

Martedì 15 Ottobre 2013 11:30

Christine Lagarde e la Baronessa Rothschild

FMI: LANNUTTI, PRELIEVO FORZOSO 10% ATTO CRIMINALE CONTRO ITALIANI


(AGENPARL) - Roma, 15 ott - Il “modello Cipro”, che ha ingiunto una taglia sui conti correnti e sul risparmio, rilanciato dal Fondo Monetario Internazionale in un paper intitolato “Proposte del FMI sulla crisi fiscale” per imporre un prelievo forzoso del 10% del risparmio privato nei 15 paesi della zona euro come veicolo per affrontare i problemi di sostenibilità del debito pubblico, ha la finalità di demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio”, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio dei banchieri e della finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer e della troika, innescando un circolo vizioso per alimentare i profitti delle banche sulla pelle di intere generazioni intossicati dalle carte di debito.
"Vivere a credito dà dipendenza come poche altre droghe, e decenni di abbondante disponibilità di una droga non possono che portare a uno shock e a un trauma quando la disponibilità cessa. Oggi ci viene proposta una via d'uscita apparentemente semplice dallo shock che affligge sia i tossicodipendenti che gli spacciatori: riprendere (con auspicabile regolarità) la fornitura di droga…. I clienti che restituiscono puntualmente il denaro preso in prestito sono l'incubo dei prestatori… Non riesci a ripagare il tuo debito? Non preoccuparti: a differenza degli avidi prestatori di denaro vecchio stile, ansiosi di veder ripagate le somme prestate entro termini ben precisi e non differibili, noi prestatori di denaro moderni e disponibili non ti chiediamo indietro i nostri soldi, bensì ci offriamo di prestartene altri per pagare il vecchio debito e avere un po' di disponibilità (cioè di debito) in più per toglierti nuovi sfizi. Siamo le banche che dicono "sì", le banche disponibili, le banche col sorriso, come diceva una delle pubblicità più geniali...” scrive Zigmunt Bauman sulla Società Liquida.
Se si vanno a studiare le dinamiche che hanno portato alla crisi finanziaria, a partire dalla vicenda dei mutui subprime negli Stati Uniti, ci si rende conto del fatto che la grande criminalità finanziaria sfugge praticamente a tutti i controlli- ha affermato   Jean De Maillard, giudice specializzato in reati economici e finanziari, membro dell'Osservatorio nazionale sulla criminalità francese, autore di  diversi volumi tra i quali, ‘La truffa:la finanza al di sopra della legge e delle regole’ (Gallimard 2010) e ‘Criminalità e globalizzazione’ (Feltrinelli 2002).
De Maillard ha addirittura teorizzato,  tra le  attività illegali del sistema finanziario, "illegalità legittima", tollerata dagli Stati, perché attraverso la deregolamentazione gli Stati ancora oggi lasciano che siano i mercati a fare le loro leggi. Quando parla di "illegalità legittima" si riferisce al privilegio che abitualmente appartiene agli Stati di poter infrangere la legge. Infatti, ciò che caratterizza lo Stato è l'avere il monopolio della forza. Lo Stato è colui che fa le leggi e nella sua azione può, in alcune circostanze molto limitate, anche infrangerle. Questo privilegio che appunto è chiamato "illegalità legittima" è stato delegato nel corso degli anni dagli Stati ai mercati finanziari. Questo era già accaduto in passato quando in alcuni Paesi il privilegio dell'illegalità legittima era stato trasferito a organizzazioni criminali come la mafia. Ma oggi questo privilegio è stato completamente abbandonato ai mercati finanziari, ciò spiega la forte criminalizzazione dell'economia e della finanza, come anche tutti i legami che si sono stabiliti tra le mafie e il sistema economico e finanziario per garantirsi guadagni rapidi ed elevati.
I nuovi dittatori di Troika e  Fondo Monetario Internazionale, ai quali governi democratici hanno delegato funzioni vitali per le democrazie costituite su suffragio e sovranità popolare, non hanno alcuna autorità morale, dati i disastri provocati con i loro “piani di protezione”  per risolvere  le crisi che hanno finito per aggravare, come  testimoniato dalla Grecia con una medicina che di fatto ha peggiorato lo stato di salute di Atene, gettando la popolazione nella disperazione e nella miseria, vogliono alimentare le paure – come testimoniato dalle preoccupate telefonate che stanno arrivando da ieri agli sportelli Adusbef, da parte di pensionati che hanno faticato una vita per mettere da parte qualche spicciolo per il futuro loro e dei loro figli e nipoti, unici ammortizzatori sociali- con il rischio di una corsa ai bancomat ed al ritiro dei soldi agli sportelli, così come è accaduto in Grecia lo scorso anno ed a Cipro, prima che le banche rendessero inservibili gli sportelli automatici, bloccandoli per molti giorni.
Adusbef e Federconsumatori auspicano che tale proposta criminale, che sta scatenando il panico soprattutto per un popolo di risparmiatori come l’Italia, venga urgentemente smentito dalla signora Lagarde, dalla Troika e dal Governo Letta.

USURAI: 31 ottobre, sciopero nazionale di tutta la categoria

31 ottobre sciopero di tutta la categoria per la difesa del contratto nazionale

L’Abi ha formalmente assunto un atteggiamento irresponsabile che avrà conseguenze estremamente gravi per la nostra Categoria.
Lunedì 16 settembre, con circa 10 mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, i banchieri hanno disdettato il Contratto Nazionale di Lavoro di Settore; un CCNL che sarebbe scaduto il 30 giugno 2014 e che da norme vigenti avrebbe potuto essere disdetto a Dicembre 2013, sei mesi dalla scadenza naturale.
Una decisione improvvida assunta nel momento peggiore della crisi del Paese.
Le banche stanno sicuramente attraversando alcune difficoltà, ma Abi addebita ogni responsabilità a fattori esterni al settore ( la crisi economica e la fiscalità ) o interni allo stesso (i vincoli economici e normativi del CCNL) e prova ad approfittare del momento di insicurezza che investe la società, le imprese e le famiglie per imporre le proprie soluzioni: scaricare i costi sulla fiscalità generale (cioè sui contribuenti italiani) e sui lavoratori (cioè su salari e occupazione).
Nulla dice sull’incapacità del top management del settore a trovare una nuova prospettiva strategica attraverso progetti industriali in grado di far crescere i ricavi; nulla dice sulle gravi responsabilità degli alti vertici aziendali sulla crescita esponenziale delle sofferenze.
In una fase in cui occorrono coesione sociale e senso di responsabilità il settore bancario non accetta di fare la propria parte per lo sviluppo e per la crescita: si disimpegna da ogni suo ruolo e funzione produttiva e approfitta per lucrare a spese dei più deboli .
Con la disdetta Abi distrugge un patrimonio di relazioni sindacali
È evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare a una completa deregolamentazione del settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale, del Contratto Nazionale e del Fondo di Solidarietà, con il declassamento della stessa contrattazione di secondo livello a mera “contrattazione di prossimità”, di carattere derogatorio e funzionale alla necessità di flessibilità delle imprese.
Abi approfitta dei cambiamenti introdotti dalla Legge Fornero per mettere in discussione lo strumento più importante utilizzato per gestire le ristrutturazioni: il Fondo di Solidarietà, poiché ne ritiene eccessivi i costi.
La gestione degli “esuberi” avrebbe così altre soluzioni ben più drastiche: uso dell’Aspi (sussidio di disoccupazione) con licenziamenti, della”solidarietà” difensiva obbligatoria (riduzione di stipendio per salvare i posti di lavoro) e delle previsioni di legge (la 223 sui licenziamenti collettivi).
Invece il tema della “Solidarietà espansiva” (lavoratori vicini alla pensione in parttime, affiancati da nuovi assunti in part-time) e della legge sui part-time incentivati per l’accompagnamento alla pensione, viene liquidato con un giudizio di non applicabilità nella situazione data.
.
Abi sferra un attacco pesantissimo ai lavoratori del settore: troppi e inadeguati
I lavoratori del settore vengono etichettati come troppo vecchi, scarsamente motivati, culturalmente distanti dalle nuove esigenze delle banche, marcatamente resistenti o comunque poco disponibili al cambiamento, alla riconversione e riqualificazione professionale e, parimenti, il lavoro, con il 97% di contratti indeterminati, appare troppo stabile e poco flessibile Abi intende scaricare la cattiva organizzazione del settore, frutto di scelte manageriali, interamente sui lavoratori Il ricettario dell’ABI è drastico e chiaro.
La crisi deve essere pagata a carissimo prezzo dalle Lavoratrici e dei Lavoratori del Settore attraverso un maggiore utilizzo degli impianti produttivi: in parole semplici si tratta di intervenire sulla flessibilità e sugli orari; di eliminare i percorsi di carriera “prefissati” (percorsi professionali) e gli automatismi in genere (ad esempio scatti di anzianità); di ridurre gli inquadramenti con creazione di un “gestore unico” nel settore commerciale, di abbassare il salario, rendendo le parti variabili (VAP) esclusivamente legate alle performance aziendali.
Emblematico è il caso della questione degli sportelli: ABI ritiene di dover rivedere “numero, localizzazione e organizzazione”, una strategia che è stata perseguita a seguito di precise scelte manageriali in vena di grandezza: mentre in Europa si riduceva la presenza di sportelli, in Italia si faceva l’opposto! ; e come non ricordare che alcune fusioni (Monte dei Paschi Antonveneta ad esempio, costate uno sproposito, erano fatte anche per acquisire le reti sul territorio dell’Istituto
acquistato).
Lo stato del settore: fra crisi aziendali e manager inadeguati.
Ciò che è invece assolutamente inadeguata è l’attuale classe dirigente delle banche.
Lo stato dei bilanci bancari, zavorrati dalle sofferenze e dagli accantonamenti. la Banca d’Italia ha posto in evidenza anche gravi deficienze nella valutazione dei rischi: è una considerazione grave perché punta il dito su un’inadeguatezza organizzativa e formativa, figlia dell’orientamento “commerciale” delle Banche, con l’abbandono di professionalità legate alla valutazione dei rischi, alla conoscenza del territorio, alla trasparenza e sicurezza dei prodotti offerti alla clientela, alla
capacità e professionalità nella lettura e analisi dei bilanci e ad una ormai scarsa propensione delle nostre banche a investire nelle idee, nel rinnovamento, nella ricerca di nuove strade imprenditoriali che sappiano essere concorrenziali con i mercati esteri.
Una classe dirigente che si è preoccupata più di generare profitti che di avere attenzione alle ricadute economiche e sociali dei processi d’impresa; o di mettere in atto comportamenti socialmente responsabili.
Una classe dirigente che –mentre chiede l’intervento del Governo a sostegno dei bilanci delle banche, non si preoccupa di dedicare attenzione all’economia reale, alle imprese, alle famiglie, ai temi dello sviluppo della crescita e dell’occupazione.
Una classe dirigente che chiede sacrifici ai lavoratori, producendo un divario inaccettabile tra le retribuzioni, e che aumenta i propri bonus e stipendi e liquidazioni proprio mentre i danni per le aziende bancarie sono sotto gli occhi di tutti.
Come rispondiamo a questo attacco?
La riduzione dei costi deve innanzitutto essere applicata a dirigenti, consulenze ed appalti.
I motivi della forte esposizione delle banche su sofferenze e accantonamenti, derivano principalmente da cause esterne e da errate scelte manageriali; certamente non sono imputabili a chi lavora.
I diritti, i livelli occupazionali rappresentano la tutela per chi lavora e la garanzia per i risparmiatori.
La difesa dell’occupazione e della qualità professionale significa mantenere un modello di banca efficiente e vicino ai settori economici più colpiti dalla crisi.
La lotta per la difesa dei bancari e del loro futuro sarà lunga e aspra. Inevitabile come risposta all’attacco dei banchieri. Cosciente di rappresentare la richiesta di una buona banca per i lavoratori, i cittadini e le imprese.
Il 31 Ottobre scioperiamo per la difesa del nostro futuro
Roma, 10 Ottobre 2013
LE SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL SINFUB UGL UILCA

Al PUBBLICO verrà distribuito questo volantino sulla creazione del credito:
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2011/05/il-trucco-di-mandraghi-la-creazione-del.html

lunedì 14 ottobre 2013

Italia: siamo ai riti satanici...

CARMELA MELANIA REA OMICIDIO SACERDOTESSE DEL SESSO E RITI SATANICI L'INTERVISTA AL SOSTITUTO PROCURATORE PAOLO FERRARO
Corsera 10 Giugno 2011. Abbiamo incontrato il sostituto procuratore Paolo Ferraro, della Procura della Repubblica di Roma. Lo stesso era in compagnia del criminologo Francesco Bruno questo pomeriggio, deve difendersi davanti al CSM, vogliono cacciarlo dalla magistatura. Partono da lontano le indagini sulla sacerdotesse del sesso negli ambienti militari. Ne faceva denuncia, nel lontano 2008, un magistrato,un sostituto procuratore della Repubblica di Roma Paolo Ferraro. Il magistrato ha registrato una serie di appuntamenti tra una donna e alcuni militari. Si parla di ipnosi, alterazione della psiche,comandi esoterici che renderebbero le reclute vere proprie schiave del sesso, sacerdotesse delle iniziazioni. Follia? fantasia? estasi? Il magistrato possiede i file audio, sconcertanti, tenebrosi, che fotografano momenti sconcertanti di una relazione sessuale, dettagli che a suo dire sono la testimonianza dello sdoppiamento della personalità dei suoi partecipanti, un festino alterato dall’assunzione di ketamina un potente anestetico dissociativo, che procurano fenomeni cosiddetti near-death experiences.
La ritualità degli accoppiamenti, il modello sviluppato e utilizzato, lascerebbe presagire che vi sia una struttura interna,doppia,alle organizzazioni militari, “un secondo esercito“. Reclute adepti, il magistrato parla di “rane pescatrici“, ovvero personalità che hanno la funzione di centrifugare eventuali adepti, quello che dicono,cosa pensano, cosa fanno. Struttura paramilitare, festini hard, comandi esoterici, persecuzione. Il magistrato Paolo Ferraro dice di essere perseguitato “vogliono farmi fuori dalla magistratura“, “quella che ci troviamo difronte è la più grande inchiesta italiana negli ultimi venti anni“. Mi reco nella sua casa, mi fa ascoltare i file audio. Sono impressionanti, esattamente come riprodotti nei suoi brogliacci.Quasi una porta che si apre nell’inferno, qualcosa che ti spinge verso il basso, con suoni e rumori sconcertanti, comandi esoterici, imposti alle sacerdotesse del sesso. Siamo vicini a quei confini che abbiamo visto violare con l’omicidio di Carmela Melania Rea, ma forse ne siamo ben oltre, perchè una cosa è certa, se fino a ieri, questa realtà dipinta, poteva sembrare anche fantasiosa, oggi l’omicidio efferato di Carmela Melania Rea, costruisce uno scenario davvero diverso, ribaltato, fa emergere dalle tenebre le ombre e le vampate di un Inferno, che si nasconde vicino a ognuno di noi, vicino a Salvatore Parolisi, dentro la Caserma del 235° Reggimento Piceno. Qualcosa di spaventoso, perchè Carmela Melania Rea è morta davvero, il suo cadavere martoriato dalle coltellate non è certamente una finzione. segretoSeguo con interesse le parole di questo magistrato coraggioso,seguo il suo filo logico, seguo la sua mente, i confini oltre i quali è andato, in cui si è trovato per caso. E’ uno stalker. Confini inquietanti, orribili, il cui volto traccia il dedalo di un labirinto pieno di misteri, pericoli. Non c’è più ombra di fantasia nel suo racconto, ma deduzioni logiche, dettagli precisi, voci che sembrano provenire dall’oltretomba. E’ scritto sul volto di Carmela Melania Rea, scolpito con il sangue sceso sul terreno, con i capelli arruffati, il volto sbranato da belve feroci, la pelle scheggiata dalle coltellate. Se non è questa la vera rappresentazione dell’Inferno, dobbiamo chiederci allora quale sia la verità o la realtà che hanno accertato i ROS o il procuratore Monti? Perchè fino adesso tutti tacciono, eppure la storia è già scritta, pesante, come agghiaccianti ombre sul nostro presente, voci latrate, che squarciano la coscienza, devono percuoterci fin dentro l’anima. Esiste dunque un secondo livello nell’Esercito italiano, esiste un secondo esercito, esiste una organizzazione deviata, dedita alla ritualità satanica, una vera e propria setta che miscela adepti e atti sessuali? Chi e cosa si nasconde dietro la morte di Carmela Melania Rea? “C’è una setta satanica tra i generali in divisa, nei ranghi militari italiani.” Nell’indagine personale del dr. Paolo Ferraro c’è anche questa ipotesi indiziaria, che scaturisce dall’attento esame dei 45 files audio in suo possesso. Nei brogliacci delle sue trascrizioni, si fa riferimento anche ad un altissimo ufficiale, un GENERALE, un certo Attilio, chiaramente si distingue la specifica del nome nelle voci registrate, da parte di una delle partecipanti al banchetto sessuale. La medesima dichiarazione viene assunta in una annotazione di Polizia Giudiziaria, relativa ad una conversazione telefonica avvenuta con un maresciallo dei Carabinieri il giorno 29.12.2010. Una setta satanica massonica militare, che si muove nell’ombra, trova proseliti, adepti, amalgama i suoi iscritti con riti satanici a base di sesso e droghe. KETAMINA e sacerdotesse del sesso, una rete invisibile, dove si muovono le “rane pescatrici“, operatori addetti alla pulizia invisibile di eventuali contaminazioni del circuito segreto della setta. Le “rane pescatrici” depurano l’aria inquinata,assumono informazioni, si innestano nella organizzazione con lo scopo di creare delle coperture, sia nell’Esercito stesso sia all’interno della magistratura, una sorta di “secondo apparato magistratuale“. Ne ha parlato chiaramente anche con il sostituto procuratore Monti, che si occupa delle indagini di Carmela Melania Rea. Il dr. Paolo FERRARO avrebbe visto la vittima, alcune settimane prima dell’omicidio, parlare in PROCURA, al terzo piano alle ore 19.00 del 23 Marzo del 2011. Secondo Paolo FERRARO Carmela Melania Rea o la sua sosia, parlava con un altro sostituto il dr. Stefano Pesci. Carmela era lei o una sua sosia? Non usa mezze parole il magistrato Paolo FERRARO della Procura di Roma, lo chiama “secondo livello nell’esercito“. La sua sembra piuttosto una intuizione, se non fosse corroborata da decine di files audio, di una storia incredibile che ci conduce al centro del sisma, anzi del cataclisma. “Un sistema che gira a Genova, Milano, Roma, Caserta...” Ma c’è dell’altro secondo lui, una efficiente organizzazione satanica che cerca di creare dei modelli ripetitivi comportamentali, gerarchia di comando, che si nasconde agli altri, ma è un sistema pulsante, fecondo, che si nutre di proseliti ammaliati dalle sacerdotesse del sesso. Organismo complesso, viscerale, pronto a qualsiasi cosa, ma sopratutto illegale.

Il fallimento della Banca di Credito Cooperativo di Cosenza

nviato da  il 

Calabria, fallisce banca. Conti dei risparmiatori depredati dai dirigenti

La gestione allegra dei suoi dirigenti ha portato al fallimento della Banca di Credito Cooperativo di Cosenza. In particolare hanno svuotato i conti correnti dei risparmiatori per concedere prestiti senza garanzie a parenti e amici.

Calabria, fallisce banca. Conti dei risparmiatori depredati dai dirigenti
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Cosenza. Canile lager, sequestrato dal C.F.S. (FOTO CHOC)

Sapere che il fallimento della  Banca di Credito Cooperativo di Cosenza è stata favorita dal comportamento spericolato dei suoi dirigenti non mancherà di creare tensione e rabbia nella citta bruzia. Si è conclusa ieri l'inchiesta con l'operazione della Guardia di Fianza definita "Family bank", la quale ha determinato un ordine di arresto, la denuncia di 38 persone e il sequestro di beni per circa tre milioni e mezzo di euro. A finire in carcere dovrebbe essere l'ex presidente della Banca Giacinto Ettore Caroselli, uno dei più famosi ginecologi cosentini, il quale è già latitante , poichè condannato in via definitiva per reati di violenza sessuale. Sono più di 20 milioni gli euro scomparsi dai conti dei clienti della banca e erogati in modo allegro eparenti e amici dei dirigenti della banca. 
I dirigenti della banca avevano creato, secondo le risultanze dell'inchiesta, un sistema che, attraverso una serie di appropriazioni indebite, avrebbe affossato i conti della banca. Gli ideatori di questo meccanismo criminale sarebbero stati l'ex presidente dell'istituto, in collaborazione con l'ex vicepresidente Giancarlo Tosto, 58 anni, imprenditore originario di Piane Crati e residente a Rogliano, e l'ex direttore generale Eugenio Gallo, 46 anni, per poter concedere prestiti senza garanzie ai loro parenti e a imprenditori. Queste operazioni spericolate hanno determinato un buco di 20 milioni di euro che ha portato la banca cosentina al fallimento.
 

giovedì 10 ottobre 2013

Disdettato il CCNL: l’ingordigia dei banchieri

Disdettato il CCNL: l’ingordigia dei banchieri

I banchieri con un atto di assoluta arroganza e protervia hanno disdettato
unilateralmente e con dieci mesi di anticipo il CCNL, ritenendo necessaria, nell’attuale
contesto economico, una complessiva revisione del contratto di lavoro.
Una facile scorciatoia, un attacco frontale ai diritti dei lavoratori e alle regole del CCNL, per aggredire
strutturalmente il costo del lavoro e nascondere le distorsioni e gli errori strategici delle banche perpetuate
dal proprio management a partire dai fallimenti dei piani industriali, dalle alchimie operate sui bilanci e dagli
scandali che negli ultimi mesi hanno riguardato il settore e visto l’intervento della magistratura.
Siamo di fronte ad una classe dirigente che non ha la cultura della responsabilità .
E lo fa in modo sfrontato nel documento manifesto elaborato da Abi che motiva la perdita di redditività con
la situazione recessiva in Italia, la contrazione degli organici con la tendenza europea di centralizzare le
lavorazioni di Back Office e a ridurre gli sportelli tradizionali a fronte dell’ampliamento dei servizi telematici
precostituendo un potenziale di oltre 20mila esuberi su un totale di 302mila bancari.
Abi, inoltre, analizzando una serie di indicatori macro economici ci consegna un quadro preoccupante sulla
salute del sistema bancario domestico. Ne consegue, a detta Abi, che “gli addetti bancari mostrano una
marcata resistenza, ovvero ancora una insufficiente disponibilità al cambiamento, alla riconversione
e alla riqualificazione professionale, che sono divenuti, invece, ormai imprescindibili. Il personale
sembra culturalmente distante dalle nuove esigenze”.
La nostra opposizione nasce soprattutto dalla non condivisione delle ragioni dell’Abi !
Tanto più che la flessione dei ricavi dipende essenzialmente dall’imponenza delle rettifiche su crediti e non
dai costi operativi totali (spese per il personale e amministrative) in continua flessione dal 2009.
Rettifiche che derivano anche dal deterioramento del portafoglio dei crediti erogati nel periodo ante
crisi per scelte sbagliate sempre del management e da una cattiva qualità del credito concesso con
logiche clientelari.
Lo stesso gruppo dirigente che oggi pretende di gestire l’uscita dalla crisi scaricando i costi sui lavoratori e la
collettività, omette impunemente di rendere pubblica la loro scandalosa remunerazione.
La protervia manifestata nel documento secondo il quale, la tenuta occupazionale è subordinata alla
revisione delle dinamiche salariali, ci induce a ribaltare questa logica ricordando che i banchieri
percepiscono uno stipendio fisso mediamente 46 volte più alto di quello di un impiegato.
Compensi altissimi, imbarazzanti se rapportati a risultati di bilancio per manager e presidenti che, negli ultimi
anni, hanno fatto incetta di aiuti pubblici non riversati sull’economia reale:
Per questo siamo convinti che sia indispensabile, anche con interventi legislativi, porre un freno al
parassitismo di una casta strapagata, le cui responsabilità sono pesantissime nella gestione della fase.
Tutto questo mentre il paese chiedeva alle banche un “concreto” intervento a sostegno dell’economia reale
attraverso l’allentamento della stretta creditizia. In particolare, era ed è necessaria la riapertura dei
finanziamenti a famiglie ed imprese ed un diverso approccio con la clientela, che vada nella direzione di
rispondere ai bisogni della stessa senza esasperare – per come invece avviene quotidianamente – le
politiche commerciali, con il rischio di riproporre strumenti e prodotti che, è bene ricordare, sono stati una
delle cause della gravissima crisi economica.
In un contesto del genere, il Sindacato e tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore sono chiamati ad una
risposta unitaria forte e compatta; che faccia capire inequivocabilmente alle banche che la categoria non è
disposta ad altri sacrifici e che occorre, una volta per tutte, cambiare registro.
È necessario costruire nella vertenza nazionale alleanze nel Paese in funzione di un diverso modello di
banca, di erogazione del credito e di gestione del risparmio a tutela dei cittadini, coinvolgendo le
associazioni dei consumatori, la rappresentanza politica, i media e tutta l’opinione pubblica.
La risposta sindacale deve essere adeguata al gravissimo atto posto in essere dai banchieri:
a partire dallo sciopero nazionale del 31 ottobre
Roma 9 ottobre 2013
Coordinatori Territoriali Region Centro
Fisac Cgil

mercoledì 9 ottobre 2013

Marra: Obama minaccia la morte dell’economia

Marra: Obama minaccia la morte dell’economia purché non si tocchi il signoraggio…

obama signoraggio
Marra: Obama minaccia la morte dell’economia purché non si tocchi il signoraggio, e nemmeno i repubblicani accennano che si può risolvere tutto semplicemente decidendo che gli USA quei soldi, anziché comprarli dalla Federal Reserve, li producano da sé..
 
È una situazione veramente surreale quella che vive ormai il mondo: tutti, cioè, sanno ormai che il problema è il signoraggio, ma nessun osa dire che si può risolvere ogni dramma semplicemente consentendo che gli Stati producano i soldi da sé, ovvero senza doverli follemente comprare dalle banche centrali..

Obama in particolare minaccia la fine dell’economia se non potrà finanziarla con altro debito pubblico (comprare soldi dalla Federal Reserve), e i repubblicani, che sono pronti ad assistere a qualunque cataclisma pur di mandarlo a gambe all’aria, neanch’essi fanno la minima allusione alla vera soluzione: confiscare penalmente la Federal Reserve, far indossare delle robuste camice di forza ai suoi principali responsabili unitamente a Obama e agli altri rei di aver taciuto sul signoraggio, e cominciare a produrre a costo zero i soldi che servono senza doverli comprare da nessuno e senza causare alcuna svalutazione, come appunto accade quando i soldi li produce lo Stato (approfondisci da Marra.it – QUI ).

Che è poi la stessa cosa che accade in Italia e nel resto del mondo, perché la dirigenza politica, governativa e mediata del mondo, e la magistratura, sono pronte ad assistere alla rovina globale pur di non dire di no al fatto che le banche centrali sono assurdamente private e vendono agli Stati i soldi – che essi dovrebbero produrre da sé al costo della carta e dell’inchiostro – facendoseli pagare con i buoni del tesori.

Nei video connotati da molta muliebrità per renderne più veloce la divulgazione, e nei documenti invece molto scientifici, in dieci lingue, con i quali mi sono sforzato e mi sforzo di rendere nota nel mondo la parola signoraggio, calcolando che man mano sempre più gente comincerà a chiedersi cosa significa, continuo a chiamare costoro, da anni, criminali, massoni venduti alle banche eccetera, ma la verità è che ci troviamo di fronte ad una singolare forma di follia moderna che si configura come una non meno singolare forma di ‘sobrietà’. 

È quindi ‘sobrio’ quello psicotico cronico  di Letta, così come sono ‘sobri’ quegli psicotici cronici di Obama, Merkel, Napolitano, Draghi eccetera.

Che si può fare? Si può solo continuare a dire queste cose finché un numero adeguato di cittadini le avrà capite, perché il sapere è in sé rivoluzionario, dato che produce il confronto, e nel confronto ogni forma di prevaricazione si dissolve. Il momento dovrebbe essere vicino.

Come mai l’intera classe dirigente e la magistratura mondiale sono psicotiche? 

Perché vigono delle logiche in virtù delle quali, se non sei affetto da quel certo particolare tipo di psicosi (fatto anche di molta abiezione, pochezza, ignoranza, voracità ecc.), non puoi diventare nulla..

Speriamo di vedere presto diciamo almeno i ‘primi’ 5.000 dinanzi ad un tribunale internazionale che li mandi a finire i giorni giocando a carte tra loro e bevendo bibite analcoliche colorate sui verdi prati di un moderno manicomio criminale in qualche luogo ameno.

Per me che li ho così tanto combattuti, e detestati, sarebbe un grande onore se gli Stati accettassero la mia offerta di una ventina di ettari in Toscana, su una pianura dove, recintata da un bel muro per proteggerli dalla pubblica ira, costruire la struttura per ospitarli, in modo da poterli guardare mentre scrivo dalle finestre del podere sul poggio dove spesso dimoro e magari, chissà, prima o poi perdonarli e andarli a trovare di tanto in tanto.

9.10.2013

Alfonso Luigi Marra

La Banca Centrale Europea non garantisce il BUCO del signoraggio

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LA BCE NON CI FARA' USCIRE DALLA CRISI. USCIAMO NOI DALL'EURO!

Updated 18 hours ago
Ho fatto visita alla sede della Banca Centrale Europea a Francoforte. È stata la prima volta e sarà sicuramente anche l'ultima volta. Ero curioso di entrare nella tana del lupo. Sapete qual è la mia posizione non critica ma di totale ostilità nei confronti dell'euro, ma avevo la curiosità di vedere e di capire.
Devo purtroppo fare una premessa. Mi è stato rigorosamente vietato da parte del capo della delegazione dei parlamentari europei che fanno riferimento alla commissione per l'occupazione e degli affari sociali, la signora Pervenche Berés, di menzionare in alcun modo ciò di cui si è parlato durante questa riunione.
Avevamo come interlocutore il membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, Benoît Cœuré.
Quindi, non potrò parlare di quanto accaduto e anche questo è un qualcosa di significativo perché siamo dei rappresentanti liberamente eletti dai popoli europei, in visita alla sede della Banca Centrale che dovrebbe essere il riferimento istituzionale sul piano monetario degli stati e dei popoli europei, ma chissà perché non si deve rendere pubblico quello che accade al suo interno.
Bene, io mi limiterò a dire ciò che ritengo essenziale che gli italiani sappiano e comincerò da questo depliant. È il menu, di fatto, del pranzo che abbiamo avuto e il frontespizio indica Banca Centrale Europea e, sotto, Eurosystem. Cioè, la Banca Centrale Europea è concepita come il sistema dell'euro. Mette al centro della propria attività l'euro. Bene. Quando l'ho letto mi è venuta in mente la pubblicità che tante banche fanno in televisione e nel pubblicizzare la propria attività le banche commerciali ci mostrano delle persone felici, ci mostrano delle famiglie perché le banche commerciali sono interessate alla raccolta del risparmio delle famiglie, delle persone, quindi danno di sé un'immagine proiettata nel nostro vissuto, nella nostra quotidianità. Ma non è il caso della Banca Centrale Europea che mette al centro della propria attenzione l'euro.
Quindi, le banche commerciali hanno come riferimento le persone; la Banca Centrale Europea ha come riferimento l'euro. Nel suo statuto è chiaramente indicato che la finalità per cui la Banca Centrale Europea è stata costituita è la stabilità della moneta, è la stabilità dell'euro.
Bene. A questo punto, siccome è una domanda che io ho rivolto ritengo che sia un mio diritto renderla manifesta anche a voi, ho chiesto ai funzionari della Banca Centrale Europea: in Italia, ho spiegato loro, il mio paese, la disoccupazione, perché era la commissione che si occupa della occupazione, la disoccupazione è strettamente collegata alla moria delle imprese e le imprese muoiono perché non hanno soldi, e i soldi non ci sono perché chi deve pagare non paga ed il principale debitore insolvente è lo Stato che deve 130.000.000.000,00 di euro alle imprese.
Ho, pertanto, rivolto la seguente domanda: può la Banca Centrale Europea diventare prestatore di ultima istanza, cioè garantire i debiti dello Stato emettendo i famosi eurobond, emettendo delle garanzie sui debiti degli Stati affinché attraverso questa garanzia gli Stati possano disporre di maggiore liquidità per rilanciare lo sviluppo? Bene, non posso anche in questo caso, entrare nel dettaglio della risposta perché mi è stato vietato di dirvi, di rivelarvi, quello che hanno detto, ma posso limitarmi a dirvi che la risposta è stata negativa. Perché ritengo che sia importante dirvi questo, perché in Italia, e anche altrove, si fanno troppe chiacchiere, si nutrono troppe aspettative nei confronti della Banca Centrale Europea, immaginando che la Banca Centrale Europea possa da un giorno all'altro magicamente stampare moneta o garantire il debito degli Stati emettendo un proprio titolo di debito, appunto l'eurobond, che andrebbe a consolidare la posizione dell'Italia o di altri Stati che necessitano di potersi ulteriormente indebitare.
Bene, non è così. La Banca Centrale Europea non può svolgere questa funzione semplicemente perché è stata costituita per un'altra finalità che è quella di stabilizzare la moneta e impedire che all'interno dell'eurozona possa esserci inflazione.
Abbiamo avuto la conferma, cari amici, che per risollevare le sorti dell'Italia, per rilanciare lo sviluppo, l'unica soluzione concreta e realistica è uscire dall'euro. Solo attraverso la sovranità monetaria, solo quando lo stato italiano potrà, emettendo direttamente moneta a credito, uscire dalla spirale perversa che oggi ci costringe a indebitarci emettendo titoli di debito per ripianare il debito.
Dobbiamo uscire dall'euro per poter disporre di moneta a credito, poter restituire alle imprese i 130.000.000.000,00 che dobbiamo loro e rilanciare finalmente lo sviluppo e finalmente favorire la piena occupazione.