domenica 16 febbraio 2014

Regione Lombardia testa la moneta virtuale

Regione Lombardia testa la moneta virtuale, nasce il 'Made in Lombardy'

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/02/11/1024420-moneta-virtuale-lombardy.shtml

sabato 15 febbraio 2014

Consumatori: abuso di potere prelievo 20% su bonifici

Consumatori: abuso di potere prelievo 20% su bonifici da estero
Spetta beneficiario dimostrare che somma non ha natura reddituale.
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Milano, 15 feb. La ritenuta del 20% che le banche sono obbligate a trattenere su tutti i bonifici esteri che arrivano sui conti correnti italiani rappresenta "l' ennesimo abuso di potere". Lo hanno denunciato Adusbef e Federconsumatori accusando il ministero dell' Economia e l' Agenzia delle Entrate. Dal primo febbraio, ricordano le associazioni, sui bonifici dall' estero a persone fisiche italiane la banca deve applicare automaticamente una ritenuta del 20% perché le somme accreditate si considerano reddito imponibile, salvo prova contraria del contribuente. Spetta al beneficiario del bonifico dimostrare che le somme non hanno natura di compenso reddituale.

DISOCCUPATO DA TRE ANNI, SENZA-REDDITO SI IMPICCA

Cronaca 
Foto Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio edile senza lavoro si impicca

Una corda, una sedia e l'elenco dei morti di disoccupazione

Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio edile senza lavoro si impicca

Come biglietto d'addio l'articolo 1 della Costituzione



Trapani - Giuseppe Burgarella ha deciso di porre fine alla sua vita dopo tre anni senza lavoro. Prima di decidere di compiere il gesto estremo, Burgarella aveva scritto al presidente della Repubblica e a Susanna Camusso esprimento tutto il suo disagio per una vita senza più significato. Per due anni l'operaio edile aveva ricevuto un assegno di indennità di disoccupazione di 700 euro al mese ma voleva lavorare perchè stare a casa gli creava 'un senso di oppressione'.

Tre anni di richieste di aiuto, di messaggi disperati che nessuno ha saputo cogliere fino in fondo poi sabato scorso la decisione di farla finita. Una sedia, una corda e un biglietto nel quale al posto di lasciare un messaggio ai suoi cari ha trascritto il lunghissimo elenco delle persone che prima di lui si sono tolte la vita in preda alla disperazione oltre la trascrizione dell'articolo 1 della Costituzione.
Nelle tasche del corpo senza vita di Burgarella i carabinieri hanno trovato le  copie delle lettere scritte a Giorgio Napolitano e a Susanna Camusso. Sul bigliettino trovato di fianco al corpo invece c'era scritto: "La lista di quelli come me. Mi tolgo io dalla condizione".
E l'ultimo nome del lungo elenco era proprio il suo.

La "bad bank" è il popolo sovrano...

Chi ha paura delle banche cattive?

http://www.beppegrillo.it/2014/02/chi_ha_paura_delle_banche_cattive.html
banche_cattive.jpg
"Banca, che bocca grande che hai.
- È per mangiarti meglio!"

Le banche italiane vivono in una situazione schizofrenica, sono infatti sia buone che cattive. Una questione di sdoppiamento come per il dottor Jeckyll e mister Hyde. Ora vogliono avere una sola identità, quella buona, che permetta di fare i prestiti alle imprese che la parte cattiva gli impedisce di fare. La parte cattiva ha 300 miliardi di crediti che non riesce a incassare, definiti sofferenze (crediti bancari la cui riscossione non è garantita) e incagli (ritardi nel pagamento di rate o rientro sullo sconfino di conti correnti). Le sole sofferenze verso imprese e famiglie sono cresciute in un anno del 24,6% raggiungendo i 156 miliardi di euro. Come disfarsi di questa zavorra? Con una banca cattiva, una "bad bank", alla quale trasferire i 300 miliardi tossici di incerto incasso e far ripartire le banche buone, le "good bank". La bad bank dovrebbe essere di "sistema", con il concorso dello Stato, secondo il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Viscoper "razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati con la creazione di strutture dedicate in grado di aumentare l'efficienza delle procedure e la trasparenza di questi attivi". I 300 miliardi di credito sarebbero valutati, e pagati, alle banche con una diminuzione dovuta al fattore di rischio. Ad esempio, un credito di 1.000 euro potrebbe essere valutato 600 euro. La bad bank potrebbe essere a capitale misto, pubblico e privato, o totalmente pubblico. La banca incassa un credito che, con tutta probabilità non avrebbe mai visto, e la bad bank si accolla la riscossione del credito. Qualunque direzione finanziaria di un'azienda sa che dopo un certo tempo i crediti diventano quasi impossibili da recuperare. Meglio quindi passare il testimone a qualcun altro e incassare il più possibile. Ma chi ci metterebbe il capitale per remunerare le banche con una quota del credito? Si sussurra la Cassa Depositi e Prestiti...

Procura di Trani: Euribor, le rogatorie alla City di Londra

COMUNICATO STAMPA

INCHIESTA EURIBOR: PM RUGGIERO (PROCURA TRANI), CHIEDE DI INTERROGARE (TRAMITE ROGATORIE) I BANCHIERI DI DEUTSCHE BANK, BARLCLAYS,HSBC ED ALTRI 7 MANAGER GIA’ INDAGATI DELLA CITY. MANIPOLAZIONE EURIBOR COINVOLGE 2,5 MILIONI FAMIGLIE ITALIANE,CON DANNI STIMATI IN CIRCA 3 MILIARDI DI EURO. MARTEDI 18.2.2014, UDIENZA AGENZIE RATING FITCH S&P.

Dopo le denunce penali presentate da Adusbef e Federconsumatori, raccolta dalla Procura di Trani per la manipolazione dell’Euribor, il Pm Michele Ruggiero ha presentato richieste di rogatorie (di cui viene informato il ministero di Grazia e Giustizia italiano), alle autorità giudiziarie straniere di Francia, Germania ed Inghilterra, con specifici atti di citazione delle persone coinvolte nell' inchiesta e di fissare il calendario degli interrogatori.
Nei prossimi giorni infatti partiranno alla volta di Francia, Germania e Gran Bretagna, i quesiti che la procura di Trani vuole vengano posti nel corso dell' interrogatorio ai testimoni (in prevalenza general manager delle banche) e ai 7 indagati, tutti trader della city londinese che, tra il 2007 ed il 2009, avrebbero manipolato il mercato perché -secondo l' accusa- anziché comunicare alle 17 di ogni giorno il tasso di interesse al quale le banche primarie si scambiavano il denaro, si sarebbero messi d' accordo per alterare il valore di quel tasso.
La richiesta di rogatoria internazionale ed i quesiti preparati dal Pm Michele Ruggiero e dagli ufficiali della Guardia di Finanza delegati a seguire l’indagine sulla presunta manipolazione del tasso Euribor, che coinvolge una quarantina tra testimoni ed indagati di banche nazionali internazionali, arriveranno entro fine mese sul tavolo dei magistrati degli uffici giudiziari che hanno sede a Francoforte per la Deutsche Bank, a Londra per la Barclays, a Parigi e Londra per la Hsbc.
Il Pm Ruggiero, che aveva ascoltato nei mesi scorsi alcuni esponenti importanti delle banche italiane, che partecipano al fixing dell’Euribor, potrebbe partecipare agli interrogatori dei colleghi magistrati francesi, tedeschi ed inglesi, in qualità di osservatore, dal cui esito potrebbero arrivare ulteriori elementi utili per l' inchiesta che vede coinvolte circa 2,5 milioni di famiglie italiane (in particolare con prestiti e mutui), danneggiati per circa 3 miliardi di euro.
Dall’esito dell’ inchiesta penale, dipenderà in gran parte l’avvio di una class action in sede civile, che Adusbef e Federconsumatori potrebbero presentare contro le banche, dopo che si sono costituite parte civile al processo penale per manipolazione dei mercati finanziari a carico dei top manager delle agenzie di rating FITCH e S&P e Fitch, la cui udienza dinanzi al Gup del tribunale di Trani sulle richieste di rinvio a giudizio, riprenderà martedi 18 febbraio alle ore 9,30.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,14.2.2014

venerdì 14 febbraio 2014

Il business di Brussels (documentario)

Zanardi, un altro morto targato Bankitalia

VENETO SVENATO - LE BANCHE SOSPENDONO I FIDI, E L’EDITORE ZANARDI S’IMPICCA IN AZIENDA DOPO AVERE MESSO IN CASSA INTEGRAZIONE ANCHE LE FIGLIE…

La Zanardi editoriale nel giro di pochi anni è passata da 300 a 110 dipendenti - A portare la società al declino sarebbero stati i debiti, ma anche alcuni errori di gestione, tra gli altri una liquidazione molto dispendiosa di due soci per un totale di circa 800 mila euro…

Alice D'Este per "il Fatto Quotidiano"
zanardi editorialeZANARDI EDITORIALE
Ha provato di tutto per salvare la sua azienda ma nessuno l'ha ascoltato, se le banche non gli avessero revocato i fidi non sarebbe finita così".
È un grido di dolore che si mescola a un j'accuse quello di Maria, dipendente da 15 anni della Zanardi editoriale che ieri, assieme ai colleghi, quando è arrivata in ufficio si è trovata di fronte alla tragedia. Giorgio Zanardi, 74 anni, titolare e fondatore assieme al fratello Rodolfo dell'azienda Zanardi editoriale, si è ucciso. Soffocato dai debiti, preoccupato per i dipendenti, distrutto dalla sensazione di non riuscire a fare più nulla per cambiare il destino della sua azienda non ce l'ha fatta.
"Non c'è nessun avvenire" ha scritto nel breve biglietto che ha lasciato e in cui spiegava in poche parole le ragioni del suo gesto. E si è impiccato. A trovarlo ieri mattina è stato il capo reparto dell'azienda, che ha subito allertato il Suem. Quando i paramedici sono intervenuti, però, per Giorgio Zanardi non c'era più nulla da fare.
"Da giorni era taciturno, ma noi non avevamo il coraggio di chiedergli nulla, ci sembrava di mettere solo il dito nella piaga - dice Maria - nessuno di noi, però, gli ha mai fatto pesare questa situazione. Nemmeno quando ci è capitato di non prendere lo stipendio negli ultimi mesi. Per tutti noi lui è sempre stato come un padre, trattava tutti con molto rispetto, eravamo una grande famiglia. Quando c'è stato il primo periodo di difficoltà e ha dovuto attivare la cassa integrazione, ha messo le sue due figlie che lavoravano da noi nei ranghi dei cassintegrati, per dimostrare a tutti che non faceva differenze".
Nei racconti dei dipendenti c'è molto dolore, ma anche rabbia. Che non si stempera con il passare delle ore. La situazione dell'azienda, già grave, sarebbe precipitata infatti a novembre, quando le banche hanno deciso la revoca dei fidi, per un totale di 2 milioni di euro. "Non c'era più liquidità, non si riusciva più a comprare il materiale - spiega Maria - ha dovuto mandare indietro commesse a clienti importanti. Non aveva altra scelta. Ha provato di tutto, ha fatto appelli a chiunque, anche ai parlamentari del nostro territorio, ma tanto nessuno gli ha mai risposto".
zanardi editorialeZANARDI EDITORIALE
La Zanardi editoriale faceva libri di grande qualità per case editrici francesi come Hachette, Flammarion e Larousse, per la Rizzoli di New York, per la casa tedesca Taschen. Ma era in difficoltà economica da tempo. "Tutto è cominciato nel 2006 - spiega Marcello Malerba della Slc Cgil, che si occupa a livello sindacale dell'azienda - prima c'è stata l'unificazione dei due stabilimenti di Maniago e di Padova, poi la nomina dell'amministratore unico per provare a far tornare i conti".
L'azienda che nel giro di pochi anni è passata da 300 a 110 dipendenti, aveva infatti nominato dal 7 gennaio 2014 Mario Grillo amministratore unico per provare a far tornare i conti. "L'ho sentito per l'ultima volta lunedì - ha detto Mario Grillo - era molto avvilito per la montagna di debiti dell'impresa".
A portare la Zanardi editoriale al declino sarebbero stati i debiti, ma anche alcuni errori di gestione, tra gli altri una liquidazione molto dispendiosa (e difficilmente comprensibile) di due soci per un totale di circa 800 mila euro, circa due anni fa. Ma gli eventi sarebbero precipitati solo dopo la revoca dei fidi. "Il 9 gennaio era stato presentato il concordato preventivo al Tribunale di Padova, ma nonostante questo non sono stati riaperti i crediti bancari - spiega Malerba - e tutto è piombato nell'incertezza. Sembrava non ci fossero più vie d'uscita".
suicida l editore giorgio zanardiSUICIDA L EDITORE GIORGIO ZANARDI
Un'incertezza che Giorgio Zanardi non è riuscito a reggere. Come lui, negli ultimi anni, in Veneto sono stati in tanti. E altrettanti ci sono andati vicino. In 19 mesi di attività il servizio anti suicidi della Regione ha ricevuto 1137 telefonate.
"Ancora una tragedia, ancora un lutto, ancora una perdita che, come tutte le altre, provoca dolore, sconforto e rabbia - ha detto ieri anche Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto - il nome di Zanardi si aggiunge al troppo lungo elenco delle vittime di questa crisi che non è solo economica, è molto peggio: è la nostra società nel suo insieme che sta vivendo uno dei momenti storici più drammatici di sempre e per uscirne è indispensabile che uno Stato e un governo distratti da beghe di segreterie politiche comincino a pensare ai problemi reali".
Intanto nella sede della Zanardi editoriale gli impiegati sono in ufficio, accanto al telefono. "Stiamo qui - dice Maria mentre scoppia in lacrime - cosa vuole che facciamo? Stiamo qui, come si fa in tutte le famiglie. Nei momenti buoni e nelle tragedie".

DDL moneta proprietà e vero reddito di cittadinanza