giovedì 27 marzo 2014

M5S e consumatori contro Bankitalia

Banca centrale inglese contro Federal Reserve

Banca centrale inglese contro i colleghi americani: “Il denaro non dipende da noi”

La ripresa economica si basa sulle iniezioni di liquidità della Federal Reserve, ma la Bank of England lancia l'allarme: "La teoria alla base è sballata"

Alt fermi tutti. La Banca Centrale Inglese pubblica un documento nel quale di fatto si dissocia dalla teoria quantitativa della moneta. Un documento che a partire dal sottotitolo farà discutere. Il messaggio è chiaro e semplice: “Tutto quello che avete imparato sulla moneta dai libri di testo di economia è sbagliato”. In sostanza, in un solo paper la Bank of England smonta il concetto fondamentale della teoria classica della moneta. A differenza della spiegazione abituale, secondo la BoE, le banche centrali non hanno un controllo diretto tanto meno un’azione diretta sulla quantità di moneta. Ma possono solo fare leva ritoccando il prezzo del denaro, ovvero iltasso d’interesse.
Pubblicando il suo solito bollettino, la banca centrale inglese stavolta ha cercato di rispondere a una di quelle domande tipiche dei bambini: da dove viene il denaro che spendiamo. E di fatto ha innescato un processo che potrebbe minare gran parte delle teorie economiche su cui si basa l’Occidente. Ai tempi del Golden standard tutto era più semplice. I soldi venivano dall’oro. O meglio, tanto denaro quanto oro stava nei caveau. Adesso in periodo di trasferimento elettronico la risposta è diversa: il denaro viene dalle banche commerciali e dai prestiti. Semplice. Ma in questo modo, la BoE ha ammesso che gli enti centrali di fatto non possono creare il denaro e quindi tutta l’attività di sostegno all’economia promossa in primis dalla Federal Reserve si basa su una teoria sballata.
“La politica monetaria agisce solo come ultimo limite sulla creazione di denaro”, si legge nel paper a firma di Michael McLeayAmar Radia and Ryland Thomas, “la Banca d’Inghilterra ha lo scopo di assicurarsi che la quantità di moneta in circolazione nell’economia sia coerente con una inflazione bassa e stabile. In tempi normali, la Banca d’Inghilterra attua la politica monetaria impostando il tasso d’interesse sulle riserve. A sua volta questo influenza i tassi di interesse per l’economia reale, compresi quelli sui prestiti bancari”. In circostanze eccezionali, invece, quando itassi di interesse sono al loro limite inferiore (…) una possibile risposta sta nell’avviare una serie di acquisti di asset; ciò che comunemente si chiama Quantitative Easing o QE .
“Il QE – prosegue la BoE – è destinato a migliorare la quantità di denaro circolante nell’economia direttamente con l’acquisto di asset principalmente da società finanziarie non bancarie”. L’operazione inizialmente aumenta la quantità di depositi bancari in luogo delle attività vendute. Successivamente scatta la necessità di riequilibrio dei portafogli con l’acquisto di asset ad alto rendimento. La sequenza di tali compravendite stimola la spesa. Le riserve delle banche centrali correlate agli stimoli economici sono il sottoprodotto del QE, ma non sono la parte fondamentale del gioco come erroneamente – sostengono gli analisti della BoE – viene raccontato da molti analisti e commentatori. “Questo articolo spiega come, proprio come in tempi di normalità, queste riserve non si moltiplicano se non in parallelo ai depositi che le rappresentano”.
Insomma, non è denaro gratis per le banche. In quanto tale prima o poi andrà ripagato. E qualcuno dovrà farlo. Ecco in sostanza la famosa bolla. In molti diranno che è la scoperta dell’acqua calda. Che da anni i dimostranti di Occupy Wall Street sostengono la stessa cosa, oltre ad altre numerose teorie. A differenza di Occupy – ovviamente – dopo aver smontato la teoria del QE la BoE si ferma. Non abbraccia altre filosofie, tanto meno spiega cosa succederà in futuro, quando a un certo punto scoppierà la bolla creata per sostenere artificialmente la ripresa economica.
Già ma il fatto che a mettere nero su bianco tutto ciò sia una banca centrale rende la questione molto illuminante. “Abbiamo discusso di come il denaro viene creato nella moderna economia”, concludono i tre analisti. “La maggior parte del denaro in circolazione è creato, non per le macchine da stampa della Banca d’Inghilterra, ma dalle banche commerciali stesse: le banche creano denaro ogni volta prestano a qualcuno o acquistano un bene. E in contrasto con descrizioni presenti in alcuni libri di testo,  la Banca d’Inghilterra non controlla direttamente la quantità di base né quella aggregata”. Eppure da anni gran parte dei media spiega che sono proprio le banche centrali ad avere il timone della nostra economia. Andiamo bene.

Solo 9 Paesi si salvano dai Rothschild...

27 de marzo de 2014

Solo 9 Paesi hanno una Banca Centrale che non appartiene ai Rothchild

Attilio Folliero, Caracas, 27/03/2014
http://umbvrei.blogspot.it/2014/03/solo-9-paesi-hanno-una-banca-centrale.html#more

Sono solamente 9 i Paesi che hanno la Banca Centrale che non appartiene ai Rothschild. Sono: Cina, Russia, Iran, Venezuela, Ungheria, Siria, Cuba, Islanda e Corea del Nord. Tre di questi Paesi, nell'ordine Russia, Iran e Venezuela, sono anche le tre più grandi riserve energetiche del mondo, considerando le riserve di petrolio, gas e carbone.

Direttamente o indirettamente tutte le altre banche centrali appartengono o sono controllate dai Rothschild. Ci sono addirittura quattro banche centrali che sono quotate in borsa: le banche centrali di BelgioGreciaGiappone e Svizzera. La Banca centrale di Grecia oltre che essere quotata alla Borsa di Atene è quotata anche alla Borsa Tedesca.

Da queste brevi considerazioni, penso sia comprensibile a tutti perchè i paesi che hanno una banca centrale indipendente siano costantemente attaccati mediaticamente dai media di tutto il mondo, tutti al servizio ovviamente delle grandi potenze imperialistiche dell'occidente.

Tutti questi paesi sono praticamente inseriti nell'asse del male, tutti i loro governi sono per i media occidentali delle "dittature" ed in tutti ci sono tentativi di destabilizzazione.

Si comprende anche perchè Russia, Iran e Venezuela siano costantemente "presi di mira" dai media internazionali. Oltre che avere la Banca Centrale indipendente dai Rothschild sono anche le tre più grandi riserve energetiche del mondo. 

Quando una Banca Centrale disegna la politica economica e monetaria del proprio paese sta pensando ai benefici per il suo popolo o ai benefici per i propri azionisti? Scontata la risposta: pensano ai benefici per i propri azionisti. Si comprende perchè un Paese come il Belgio possa stare per mesi (esattamente 18) senza un governo, perchè in sostanza il ruolo del governo è relativo. Si comprende perchè un paese come Grecia è completamente in balia della Troika, ossia del Fondo Monetario Internazionale (FMI), della Banca Centrale Europea (BCE) e della Commissione Europea (CE).

E l'Italia? La maggior parte degli italiani pensa che la Banca d'Italia, ossia la Banca Centrale dell'Italia appartenga allo Stato! Invece, come tutte le banche centrali del mondo, escluse quelle dei 9 paesi citati sopra, la Banca d'Italia appartiene ai propri azionisti. L'elenco completo degli azionisti della Banca d'Italia è consultabile nel sito stesso della Banca d'Italia, all'URL: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf. Da tale documento, in linea, si evince che le due principali banche italiane, Intesa San paolo e Unicredit hanno il 52% delle quote; Inps e Inail, enti statali, hanno quote irrilevanti. Ovviamente nel capitale delle grandi banche italiane, che controllano la Banca d'Italia, rientra quello dei Rothschild. Povera Italia! Poveri italiani!  

martedì 25 marzo 2014

NON HA SENSO TENERE IN PIEDI IL PACHIDERMA BANKITALIA

"NON HA SENSO TENERE IN PIEDI IL PACHIDERMA BANKITALIA"

Adusbef concorda con il presidente del Consiglio



R
OMA. Una sola questione delle tante affermazioni del presidente del Consiglio Renzi è pienamente condivisa dall’Adusbef e riguarda la Banca d’Italia, un pachiderma inefficiente e costoso, stranamente tenuto fuori dalla polemica in atto sui megastipendi ai manager.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che predica l’austerità e tagli a stipendi e pensioni miserabili, guadagna 41.333 euro al mese, 496.000 euro l’anno: ben 121.000 euro in più del presidente Bce Mario Draghi, che ne riceve 375.000 euro, 346.000 euro in più di Janet Yellen, la nuova presidente della Federal Reserve USA, che si ferma a 150 mila euro.  Il direttore generale Salvatore Rossi,  guadagna 37.500 euro al mese, 450.000 euro l’anno,  i tre vicedirettori generali Fabio Panetta, Luigi Federico Signorini e Valeria Sannucci  26.250 euro/mese, 315.000 euro l’anno, mentre un funzionario generale si porta a casa 130.000 euro l’anno, 10.833 euro al mese, che equivale allo stipendio annuo di milioni di giovani precari, costretti a sputare sangue per vedersi rinnovare i contratti trimestrali. I dirigenti di Bankitalia, passata dalla funzione monetaria alla funzione bibliotecaria per propagandare (come si legge sul sito ufficiale) collezioni d’arte, mostre e claque organizzata per gli alti papaveri che vanno in visita per le 58 Filiali, sono 606, i funzionari 1.449, i coadiutori 1.317, gli altri dipendenti 3.697. Il monte stipendi, più oneri vari, per il personale in servizio è ammontato nel 2012 a 747 milioni di euro, mentre pensioni ed indennità di fine rapporto, nel 2012 sono costati 323 milioni di euro.  In media ognuno dei 7.069 dipendenti di Palazzo Koch sito in Roma a via Nazionale 91 e delle 58 filiali sparse per l’Italia, è costato alla collettività 105.672 euro l’anno.
Adusbef auspica che il presidente Renzi passi dalle parole ai fatti, estendendo le forbici della spending review anche ai ‘mandarini di Palazzo Koch’ e di una Banca d’Italia, che oltre ad aver perso la funzione monetaria in cambio della funzione bibliotecaria con stipendi 10 volte maggiori dei lavoratori delle biblioteche,  funge da zerbino agli interessi delle banche e dei banchieri, senza mai prevenire i crack bancari come quello del MPS costato alla fiscalità 4,1 miliardi di euro. A meno che le elezioni Europee non sanciscano il processo di uscita dall’euro,  mantenere una pletora di dipendenti è uno sperpero scandaloso ed intollerabile, che bisogna affrontare con urgenza.

Elio Lannutti (presidente Adusbef)

Sgarbi a Piazzapulita: "L'Euro l'hanno voluto Ciampi e Prodi"

L'ircocervo della "passività irrecuperabile" e l'hybris dei banchieri


All'attenzione dell'organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo
http://www.intosai.org/

A: i dirigenti

Da: Marco Saba
Responsabile della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

Una domanda all'INTOSAI : che cosa è un "debito irredimibile " ?


Egregi/e Signori / Signore ,

che cosa è un "debito inesigibile" ? Si tratta di un profitto mascherato, non è vero ?

Cosa succede se si considera un guadagno come una passività in bilancio aziendale? Non si paga le tasse su di esso, non si dà agli azionisti una congrua compensazione alla fine dell'anno e si deve riempire la perdita del falso in bilancio con dei profitti reali. OSSIA : 2 + 2 = - 4 ( meno quattro ) invece di 2 + 2 = 4 ( più quattro ) . La differenza è facile da individuare : è il doppio della somma in questione , è 8 in questo caso.

È necessario lavorare molto duramente per coprire dei passivi fittizi, ma, nel caso del settore bancario, si può pretendere che il governo dello stato in cui la vostra attività bancaria è svolta debba fornire le risorse per colmare il gap ... tassando i cittadini per pagare la più grande tassa privata ​​chiamata "signoraggio bancario", due volte!

Le "passività irredimibili" bancarie stanno formando il buco nero che sta inghiottendo tutta la zona Euro (e molti altri paesi occidentali).

"Il vincolo di solvibilità della Banca centrale richiede solo che il valore attuale delle sue passività non monetarie nette sia "non positivo" nel lungo periodo poiché le sue passività monetarie sono passività solo di nome, in quanto sono irredimibili . " 
- Willem H. Buiter, Signoraggio, Discussion Paper 2007-8 , pagina 20 , 1 marzo 2007
http://www.economics-ejournal.org/economics/discussionpapers/2007-8

Lo stesso accade quando le banche commerciali iscrivono le linee di credito create come una passività nel loro bilancio.

Il mio messaggio qui è solo una semplice domanda : come e quando pensate di esporre questa grande frode prima che la vostra alta Istituzione rischi di essere emarginata o addirittura ridicolizzata da altri agenti che evidenzino questa irregolarità ?

Grazie per la risposta, nel frattempo questa e-mail è pubblicata qui in attesa della vostra risposta (che sarà pubblicata al più presto) :
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2014/03/to-intosai-giant-black-hole-is.html

Cordiali saluti ,

Marco Saba
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org