sabato 2 giugno 2012

Uscire dall'euro come alternativa


Date of publication at Tlaxcala: 17/01/2012
Original: Salirse del euro como alternativa: el caso de Argentina
Translations available: Ελληνικά 
http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6629

Uscire dall'euro come alternativa: il caso dell'Argentina

Vicenç Navarro 
Translated by  Alba Canelli


Una teoria che è stata promossa da importanti ambienti finanziari, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), è quella sviluppata da due dei suoi economisti, Ken Rogoff e Carmen Reinhart, sorprendentemente definiti in un recente articolo come "nuovi guru dell' economia", i quali sostengono che le recessioni causate da crisi finanziarie devono essere risolte lentamente dopo molti anni di ripresa lenta e dolorosa. Nei loro scritti, questi autori sottolineano i termini lenta e dolorosa. La promozione di questa teoria da parte del FMI e la sua accettazione nei mezzi di comunicazione finanziari ed economici neoliberali, si spiega nel fatto che, discolpa le politiche pubbliche responsabili dello scarso recupero delle economie europee e, più in particolare, quelle dei paesi sprezzantemente definiti come PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), suini in inglese.
Il problema di questa teoria è che facilmente si è dimostrata essere sbagliata. Cioè, ci sono prove per invalidano la sua tesi. Prendiamo, per esempio, quello che è successo in Argentina. Questo paese ha avuto un'enorme crisi finanziaria, dovuta in parte al fatto che il valore della sua valuta era fissato in euro (scusate, volevo dire in dollaro USA). Questa parità l'aveva portata ad avere un debito di 95.000 milioni di dollari. Era il discepolo prediletto del Fondo Monetario Internazionale, applicando le ricette di tale istituzione e raggiungendo un livello di debito impossibile da sostenere.
 
Quindi, contro il volere del FMI e con grande ostilità da parte di questa istituzione, alla fine del 2001, il governo argentino ha deciso di abbandonare l'ancoraggio al dollaro e non pagare il debito al prezzo fissato dal FMI. Il sistema finanziario argentino è crollato e tutte le profezie predicevano che l'Argentina sarebbe entrata in recessione - a livelli di depressione - per molti, molti anni. Fin qui la teoria di Rogoff e Reinhart.
 
I dati, tuttavia, mostrano l'errore di quegli autori. E' vero che l'economia argentina diminuì nella prima metà dell'anno. Ma recuperò ben presto, e in tre anni il livello di attività economica e la crescita erano già identiche a quelle del periodo pre-recessione. Parte della soluzione fu quella di recuperare la propria moneta e una propria autonomia fiscale, garantita dalla propria Banca Centrale. Inoltre, non pagò il debito pubblico ai livelli richiesti, svalutandolo notevolmente. Tutto questo gli ha permesso di recuperare rapidamente, raggiungendo uno dei livelli di crescita economica più accentuati in America Latina, il doppio del Brasile, per esempio.
 
Questa crescita ha avuto un impatto attraverso politiche pubbliche redistributive, per migliorare il benessere delle masse popolari. La povertà e la povertà estrema sono state ridotte di due terzi dal 2002. La spesa pubblica sociale è triplicata nel periodo 2002-2010. E nel 2009, sviluppò un programma di trasferimenti pubblici all'infanzia, che ha riguardato 3,5 milioni di bambini, diventando il programma di riduzione della povertà infantile più ambizioso dell'America Latina. La disuguaglianza è diminuita. Nel 2001 i super-ricchi (il 5% del reddito superiore) avevano un reddito 32 volte quello dei poveri (il 5% di reddito inferiore). Nel 2010 era 17 volte.
 
E' vero che l'inflazione era troppo elevata, anche per gli standard dell'America Latina. Un 20-25% all'anno. Bene, ora se i salari aumentano più dell'inflazione (come sta avvenendo) e la protezione sociale, continua a ridurre le disuguaglianze, l'impatto di tale inflazione è meno dannoso di quello che sembra. Inoltre, quest'inflazione può e deve essere abbassata, ma non può essere usata per negare le grandi conquiste dell'Argentina, il che spiega l'ampio sostegno popolare al proprio governo, ampiamente rieletto alle ultime elezioni (The Argentina Success Story and its implication. Center for Economic and Policy Research. 2011)
 
Per valutare l'esperienza argentina dovrebbe essere confrontata con ciò che sarebbe successo se non avesse cambiato le sue politiche. Come previsto da Reinhart e Rogoff, sarebbe stata per lungo tempo (dieci o quindici anni) in una ripresa lenta e dolorosa. Invece, ha recuperato ed è cresciuta rapidamente, distribuendo in modo più uniforme la ricchezza prodotta in questi anni.
 
La Spagna non è l'Argentina. Ma è importante studiare la possibile rilevanza di quell'esperienza per la Spagna. Lasciare l'euro non sarebbe la mia prima proposta per uscire dalla crisi. Penso che sia meglio iniziare a trasformare l'architettura dell'Unione Europea e dell'Eurozona con la costituzione di una Banca Centrale (la Banca Centrale Europea non è una banca centrale, per paradossale che sembra: in realtà è una lobby della banca), un Dipartimento Tesoro ed altre misure, tra cui la democratizzazione delle istituzioni dell'Unione Europea volta a costruire gli Stati Uniti d'Europa. Ma temo che il dominio neoliberista della struttura del governo dell'Eurozona e dell'Unione Europea impedisce questo sviluppo, in questo caso la situazione insostenibile attuale si perpetuerà (che è ciò che vuole il capitale finanziario).
 
 
Rivolta in Ungheria contro l'Unione Europea il 14 gennaio 2012
Così, tutte le alternative devono essere considerate, compresa l'uscita della Spagna (e di Grecia, Portogallo, Irlanda e anche dell'Italia, se lo si desidera) dall'euro. La sua permanenza nell'euro, senza fare riforme mirate, significherà la Grande Depressione per milioni di cittadini di questi paesi. Inoltre, la discussione di questa possibilità - di uscire dall'euro - faciliterebbe la mano della Spagna nei negoziati con il governo Merkel e Sarkozy, dal momento che questa uscita è l'ultima cosa che vogliono tali governi, giacchè significherebbe il crollo delle loro banche. Da ciò deriva l'urgenza di avviare il dibattito sull'uscita dall'euro della Spagna, dal momento che l'assenza di questo dibattito sta impoverendo il nostro paese.




Courtesy of Vicenç Navarro
Source: http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/01/salirse-del-euro-como-alternativa.pdf
Publication date of original article: 13/01/2012
URL of this page: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6629 

venerdì 1 giugno 2012

Protesta contro Governo Monti ed Equitalia

Giulietto Chiesa a Beppe Grillo: un grande incontro

giovedì 31 maggio 2012

Gli "orizzonti senza limiti" del capitalismo

Gli "orizzonti senza limiti" del capitalismo
di Costanzo Preve - Claudio Gallo - 30/05/2012
Fonte: Come Don Chisciotte

  Costanzo Preve (nella foto), 69 anni, di genitori italiani e con una nonna armena, non ha mai avuto una vita facile; ha sceltola strada della filosofia senza compromessi, lontano dai circoli accademici e dalle mode culturali.

Si è laureato a Torino, ma isuo percorso intellettuale si è compiuto a Parigi, con insegnanti come Jean Hyppolite, Louis Althusser, Jean PauSartre, Roger Garaudy e Gilbert Mury. 

Oggi niente sembra meno attraente per i salotti letterari come isuo pensiero critico che lega inestricabilmente due grandi pensatori tedeschi definitivamente accantonati nella seconda parte deXX secolo: KarMarx e Georg Wilhelm Friedrich Hegel

A dispetto di quanto i libri scolastici continuano a insegnare, in linea con i comunisti della Guerra Fredda, Preve sostiene che Marx non commise davvero “parricidio”, riportando la dialettica Hegeliana “con i piedi per terra”, invece era fondamentalmente un allievo di Hegel.

Vendita di banche statunitensi alla Cina


Quiproquo: la vendita di banche statunitensi alla Cina e la rivalutazione dello yuan

Il quarto dialogo strategico ed economico tra gli Stati Uniti e la Cina
Alfredo Jalife-Rahme Réseau Voltaire Città del Messico (Messico) 25 Maggio 2012  
Il quarto ciclo di negoziati Sino-statunitensi ha avuto luogo tra l’euforia delle nuove concessioni apparenti di Beijing: massicci investimenti finanziari negli Stati Uniti e rivalutazione dello yuan nei confronti del dollaro, come Washington ha a lungo preteso. Tuttavia, non bisogna farsi ingannare sul significato dell’evento, osserva Alfredo Jalife-Rahme: la Cina non ha acconsentito a questi sacrifici per sottomettersi agli Stati Uniti, ma per inibire il loro imperialismo. Beijing ha usato le sue armi finanziarie e monetarie per neutralizzare l’aggressività di Washington, mentre ha cominciato la costruzione di una vasta area di libero scambio, con degli stati finora sotto l’ampia influenza degli Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone.

martedì 29 maggio 2012

Il mio nome è Bond. Eurobond!

Reddito di cittadinanza in Brasile

Sara Tommasi ed il suo nuovo video


L'Avvocato Alfonso Luigi Marra divulga un nuovo video utilizzando Sara Tommasi nuda, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica un video dove Casini elogia la lotta dell'avv. Marra contro il signoraggio che "dimostra che i politici sanno del Signoraggio bancario, ma fanno finta di niente, perché sono collusi con le banche". Il video prosegue con l'illustrazione de "la fase di Ilenya", l'ultimo documento disponibile su marra.it

COMUNICATO STAMPA
Ecco il nuovo video di Sara Tommasi 'vestita' solo di due cuori neri tatuati uno su un seno e uno sotto l'inguine. Una Sara secondo la quale "il vero problema è che qui ormai fa schifo la gente", a partire dai milioni di 'onesti' pronti a cercare di fermare il vero cambiamento con il silenzio o la denigrazione per il puro gusto di prostituirsi, gratis, alle forze e alle concezioni dominanti.


Ufficio Stampa FermiamoLeBanche