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mercoledì 8 maggio 2013
Danilo Coppola assolto, vittima dei poteri forti
L'ex furbetto del quartierino Danilo Coppola assolto con formula piena. All'Huffpost dice: "Sono stato vittima di manovre dei poteri forti"
L'Huffington Post | Di Andrea Bassi Pubblicato: 07/05/2013 18:21 CEST | Aggiornato: 07/05/2013
Danilo Coppola
Quasi due anni di carcerazione preventiva. Un tentativo di suicidio. Un fuga dall'ospedale dove era piantonato solo per rilasciare un'intervista a SkyTg24 per dichiararsi "un perseguitato". E ora, dopo oltre un lustro, assolto perché il fatto non sussiste. Condannato a sei anni di reclusione in primo grado, l'immobiliarista Danilo Coppola, uno dei protagonisti dell'estate dei furbetti del quartierino, quella delle scalate alle banche, è stato assolto con formula piena in appello. Una sentenza che arriva dopo che già la Cassazione aveva riabilitato l'imprenditore romano annullando il fallimento della Micop. Proprio quello che aveva portato all'arresto di Coppola. L'Huffingtonpost ha raggiunto telefonicamente l'immobiliarista.
Dottor Coppola, lei ha detto a caldo: “molti devono vergognarsi di quello che è accaduto”. Chi e perché?
Sono anni che cerco di raccontare quello che è accaduto. Il mio arresto è stato creato a tavolino dalla Procura di Roma. Mi hanno arrestato facendo fallire una mia società (la Micop, ndr) senza che io ne fossi a conoscenza. Una società fatta fallire, tra l’altro, per un debito fiscale di 7 milioni di euro in un gruppo che all’epoca fatturava 3,5 miliardi. Per questo sono stato tenuto in custodia cautelare per 2 anni, battendo ogni record nella storia della Repubblica italiana. Senza quella istanza di fallimento, poi annullata dalla Cassazione, non ci sarebbe stato il caso Coppola. È stato fatto un attentato ad una persona ritenuta in quel momento scomoda. Alcuni pm si sono comportati come dei camerieri dei poteri forti. Non so per quali ragioni o quanto consapevolmente.
Sono anni che cerco di raccontare quello che è accaduto. Il mio arresto è stato creato a tavolino dalla Procura di Roma. Mi hanno arrestato facendo fallire una mia società (la Micop, ndr) senza che io ne fossi a conoscenza. Una società fatta fallire, tra l’altro, per un debito fiscale di 7 milioni di euro in un gruppo che all’epoca fatturava 3,5 miliardi. Per questo sono stato tenuto in custodia cautelare per 2 anni, battendo ogni record nella storia della Repubblica italiana. Senza quella istanza di fallimento, poi annullata dalla Cassazione, non ci sarebbe stato il caso Coppola. È stato fatto un attentato ad una persona ritenuta in quel momento scomoda. Alcuni pm si sono comportati come dei camerieri dei poteri forti. Non so per quali ragioni o quanto consapevolmente.
In che modo avrebbero "servito" questi poteri forti?
È bastato che alcuni giornali facessero degli articoli delegittimatori e loro si sono messi a ruota.
È bastato che alcuni giornali facessero degli articoli delegittimatori e loro si sono messi a ruota.
Che fa, tira in ballo il cortocircuito mediatico-giudiziario?
Sono finito in un meccanismo del genere. Ma non è solo questo. Mi sono scontrato con un pubblico ministero, il dottor Cascini, che probabilmente apparteneva ad una classe sociale diversa e che vedeva in me un arricchito.
Sono finito in un meccanismo del genere. Ma non è solo questo. Mi sono scontrato con un pubblico ministero, il dottor Cascini, che probabilmente apparteneva ad una classe sociale diversa e che vedeva in me un arricchito.
Addirittura pregiudizi sociali?
La realtà è che ero una preda facile. Non ero legato a nessuna lobby di potere. Si sono accaniti su di me.
La realtà è che ero una preda facile. Non ero legato a nessuna lobby di potere. Si sono accaniti su di me.
Lei ha tirato in ballo i poteri forti dietro le sue vicende. Chi sarebbe il burattinaio o i burattinai?
Non voglio fare nomi, ma è semplice tirare le fila. In quel momento ero un imprenditore di 38 anni che era arrivato ad avere il 5% di Mediobanca, una disponibilità di partecipazioni importante. È chiaro che questo dava fastidio a chi è seduto nel salotto buono. C'è stata una reazione.
Non voglio fare nomi, ma è semplice tirare le fila. In quel momento ero un imprenditore di 38 anni che era arrivato ad avere il 5% di Mediobanca, una disponibilità di partecipazioni importante. È chiaro che questo dava fastidio a chi è seduto nel salotto buono. C'è stata una reazione.
In che modo?
Tramite i giornali. Hanno fatto dei dossier su di me. Dossier prodotti apposta per delegittimarmi e fare il vuoto intorno. Alla prova dei fatti si è dimostrato tutto falso. Quello che mi è successo è veramente una pagina vergognosa della giustizia italiana. Non si può arrestare una persona, far fallire una società a sua insaputa, metterla in custodia cautelare per un tempo lunghissimo, poi si scopre che nulla era vero.
Tramite i giornali. Hanno fatto dei dossier su di me. Dossier prodotti apposta per delegittimarmi e fare il vuoto intorno. Alla prova dei fatti si è dimostrato tutto falso. Quello che mi è successo è veramente una pagina vergognosa della giustizia italiana. Non si può arrestare una persona, far fallire una società a sua insaputa, metterla in custodia cautelare per un tempo lunghissimo, poi si scopre che nulla era vero.
In termini umani immagino che questa vicenda l’abbia provata moltissimo, ma in termini finanziari quanto le è costata?
I miei avvocati hanno fatto dei conti precisi. Questa vicenda è costata 1,2 miliardi al mio gruppo. Danni veri. La detenzione ha prodotto un effetto domino che ha portato al sequestro e alla svendita di numerosi asset. Faccio solo l’esempio delle azioni Bim che quando me le hanno sequestrate valevano 22 milioni di euro, oggi che me le restituiscono valgono 10 milioni.
I miei avvocati hanno fatto dei conti precisi. Questa vicenda è costata 1,2 miliardi al mio gruppo. Danni veri. La detenzione ha prodotto un effetto domino che ha portato al sequestro e alla svendita di numerosi asset. Faccio solo l’esempio delle azioni Bim che quando me le hanno sequestrate valevano 22 milioni di euro, oggi che me le restituiscono valgono 10 milioni.
Adesso cosa farà?
Grazie a Dio non mi sono mai arreso. Adesso sto facendo delle ristrutturazioni del mio gruppo. Continuo ad avere degli asset molto importanti. La mia famiglia sta costruendo il centro di Porta Vittoria a Milano, 150 mila metri quadri tra residenze e uffici, uno degli alberghi più grandi di Milano, un centro commerciale di cui una parte venduto a Esselunga.
Grazie a Dio non mi sono mai arreso. Adesso sto facendo delle ristrutturazioni del mio gruppo. Continuo ad avere degli asset molto importanti. La mia famiglia sta costruendo il centro di Porta Vittoria a Milano, 150 mila metri quadri tra residenze e uffici, uno degli alberghi più grandi di Milano, un centro commerciale di cui una parte venduto a Esselunga.
Adesso si terrà lontano dalla finanza?
Guardi, il mondo nel frattempo è cambiato. Anche questi poteri forti che c’erano nel 2005-2006 oggi sono meno forti di prima. Tante lobby si sono frantumate. È chiaro che oggi viviamo in un momento in cui c’è molta più meritocrazia che appartenenza a classi sociali o ad amicizie.
Guardi, il mondo nel frattempo è cambiato. Anche questi poteri forti che c’erano nel 2005-2006 oggi sono meno forti di prima. Tante lobby si sono frantumate. È chiaro che oggi viviamo in un momento in cui c’è molta più meritocrazia che appartenenza a classi sociali o ad amicizie.
Banchiere di Ginevra arrestato a New York
Ex banchiere di UBS arrestato al suo arrivo a New York
Un ex-quadro di UBS, attualmente impiegato presso la banca britannica Coutts di Ginevra, è stato arrestato il 18 aprile al suo arrivo all’aeroporto di New York. Si era recato negli Stati Uniti per un soggiorno a titolo privato.
L’uomo, un 55enne romando, lavora dall’inizio del 2012 per la banca Coutts, istituto finanziario nel mirino delle autorità fiscali statunitensi.
Stando a quanto riporta il domenicale Le Matin Dimanche, il banchiere avrebbe mantenuto relazioni bancarie con clienti aventi la doppia nazionalità russa e americana, evitando di dichiarare i loro conti al fisco americano.
L’informazione è stata confermata da Nadine Olivieri, console generale aggiunto a New York.
Il banchiere si trova attualmente in Florida in libertà vigilata, munito di una cavigliera elettronica che informa la polizia di ogni suo spostamento. Al momento le autorità americane non hanno ancora emesso un atto d’accusa nei suoi confronti.
La banca Coutts di Ginevra intende avviare un’inchiesta interna.
Stando a quanto riporta il domenicale Le Matin Dimanche, il banchiere avrebbe mantenuto relazioni bancarie con clienti aventi la doppia nazionalità russa e americana, evitando di dichiarare i loro conti al fisco americano.
L’informazione è stata confermata da Nadine Olivieri, console generale aggiunto a New York.
Il banchiere si trova attualmente in Florida in libertà vigilata, munito di una cavigliera elettronica che informa la polizia di ogni suo spostamento. Al momento le autorità americane non hanno ancora emesso un atto d’accusa nei suoi confronti.
La banca Coutts di Ginevra intende avviare un’inchiesta interna.
martedì 7 maggio 2013
Il fondatore tedesco dell’Euro: “Basta con la moneta unica"
Il fondatore tedesco dell’Euro: “Basta con la moneta unica, sta portando al disastro”
Oskar Lafontaine, tra i padri fondatori dell'euro, cambia radicalmente la sua posizione e ne chiede la dissoluzione per evitare un disastro economico e sociale.
Le posizioni di Lafontaine sembrano aver trovato una prima conferma nel Ministro delle finanze francese,Pierre Moscovici, secondo cui “è giunta la fine del dogma of austerity”, che sta rendendo sempre più freddi i rapporti tra Germania e Francia. “Abbiamo perorato la causa della crescita per un anno. L'austerità da sola impedisce la crescita” dice Moscovici, sottolineando come la mossa porterà ad una maggiore flessibilità di bilancio, che consentirà a Parigi di avere due anni più, fino al 2015, per riportare il rapporto deficit/pil al 3%. Moscovici ha sottolineato che Parigi intende vendere parte delle azioni detenute in società statali per finanziare gli investimenti necessari a stimolare la crescita del Paese. Il ministro ha quindi precisato che l'esecutivo non ha intenzione di privatizzare le società in cui lo Stato ha una quota di maggioranza.
Banchieri pagliacci distrutti dalla coca
La cocaina dilaga tra banchieri e manager
In Svizzera è emergenza da "dipendenza"
Oltre la metà dei pazienti dell'ospedale che a Ginevra si occupa di tossicodipendenza ricopre incarichi di responsabilità in banche, società finanziarie e gruppi assicurativi. Le città elvetiche sono le capitali europee del consumo della polvere bianca
di FRANCO ZANTONELLI"I nostri pazienti - spiega l'esperto, in durante un'intervista al quotidiano 20Minuten - hanno tra i 25 ed i 45 anni e, per oltre la metà, ricoprono posti di responsabilità in banche, società finanziarie e gruppi assicurativi". Un universo di gente apparentemente normale che, tuttavia, ad un certo punto, è costretta a chiedere aiuto. "Hanno una rete sociale di amici, un partner o una famiglia, spesso sembrano persone in forma", dice Zullino. In realtà, spesso, sono dei disperati costretti a tirare avanti a suon di sniffate. "Molti di loro iniziano, con la prima striscia, la mattina presto, poi vanno avanti, così, per tutta la giornata, come degli atleti prigionieri del doping", continua il medico dell'Ospedale universitario di Ginevra.
Quando la coca presenta il suo conto questo si manifesta con "l'insonnia, gli stati depressivi e gli attacchi di panico. Quando vengono da noi magari hanno già perso il posto di lavoro, perché sorpresi a consumare droga in ufficio e, spesso, sono spinti a intraprendere una terapia da qualche famigliare, il più delle volte dalla moglie", afferma Zullino. La terapia contro la dipendenza il più delle volte parrebbe funzionare, quantomeno il soggetto vittima della droga riesce a non esserne più schiavo. Anche perché, come è trapelato di recente, con riferimento ad un uomo politico rovinatosi con la cocaina, questa era finita per costargli 8mila franchi al mese (6.500 euro), un salasso che anche i manager ben pagati fanno fatica a sopportare. Il che non impedisce a città come Zurigo e Ginevra di detenere, con Amsterdam, il ruolo di capitali europee del consumo di cocaina, con una cifra d'affari, annua, di circa mezzo miliardo di franchi, circa 400 milioni di euro. E parecchi consumatori, come ha rivelato il dottor Zullino, appartengono al mondo degli affari.
Non è forse un caso che i pusher a Losanna si ritrovino davanti alla sede della Banca Cantonale. Fatto sta che, per molti analisti, il problema evidenziato dallo studio di Ginevra non sarebbe estraneo alla crisi finanziaria, esplosa nel 2008. Che l'ex-presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, attribuì a "un'esuberanza irrazionale". "Molti politici e finanzieri in vista hanno preso decisioni irrazionali perché in preda a una megalomania indotta dalla cocaina", rileva, dal canto suo, il dottor Chris Luke, dell'ospedale universitario di Cork, in Irlanda. Più esplicito l'editorialista del quotidiano britannico Guardian, Geraint Anderson, secondo cui "solo dei pagliacci distrutti dalla cocaina potevano investire miliardi di dollari in crediti ipotecari privi di copertura".
lunedì 6 maggio 2013
EuroCrisi: ormai si suicidano anche in RAI
Rai, suicida Paolo Petruccioli
Era il vicedirettore del Tgr
Il vicedirettore della Testata giornalistica regionale della Rai, Paolo Petruccioli, si è suicidato stamani lanciandosi da una finestra degli uffici Rai di Borgo Sant'Angelo a Roma. Prima di suicidarsi avrebbe spedito una mail alla moglie manifestando le sue intenzioni. La donna, secondo quanto si apprende da fonti investigative, avrebbe tentato di fare il possibile per evitare il tragico gesto. Sul posto è intervenuto il 118 di Roma. Petruccioli lavorava alla Rai dal 1982. Prima dell'incarico nel Tgr, è stato vicedirettore di Raisport, di Radio1, delle Relazioni Esterne e di Televideo.
Intervista all'economista Nino Galloni
INTERVISTA DI
GIANCARLO INFANTE
Nino Galloni, economista, 60 anni, romano, laureato in
giurisprudenza, sindaco effettivo INPS dall’ottobre 2010, già
dell’Inpdap, in precedenza prestigiosi incarichi al ministero del
Lavoro, Direttore generale della Cooperazione e, prima ancora, dal
1990 al ’93, DG dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro. Una
vita al servizio della pubblica amministrazione, della ricerca e
dello studio sulle realtà monetarie.
Più che la fine dell’euro si potrebbe pensare alla
coesistenza con una o più monete locali. Non c’é nessun rischio
per l’inflazione. Le banche sono quelle che hanno guadagnato a
tenere sotto silenzio i rischi della ” bolla” speculativa. Lei,
dott. Galloni tanti anni anni fa, in tempi non sospetti, cominciò a
sostenere la possibilità che potessero essere introdotte una o più
monete locali da far coesistere con l’Euro. Un tema che, dopo tante
alzate di spalle, adesso si sta imponendo. L’ultima notizia é
quella dell’interesse della Regione Lombardia. Ci può spiegare la
sua proposta?
In linea di massima ci sono tre possibilità. La prima è
un’emissione di buoni acquisto (o qualsiasi altro titolo di
credito) da parte di un Comune o anche dello Stato nazionale (vale a
dire locale!!) che siano, in un secondo tempo anche accettati in
pagamento di tasse etributi; la seconda è l’emissione di moneta
complementare da parte di privati per un ammontare doppio rispetto a
un montante in euro che viene depositato da qualche parte, tale nuova
moneta circola in modo che – a tempo o ad ogni scambio – perda un
po’ di valore (démurrage) fino a ritornare a quello iniziale (in
euro) e il gioco può ricominciare; la terza è la cosiddetta
alternativa, può venir emessa da un consorzio di imprese o di
disoccupati (purchè capaci di produrre beni e servizi che il mercato
non assorbirebbe se approntati a costi elevati in euro per via della
globalizzazione) con la partecipazione anche di sindacati e autorità
varie attraverso un patto in deroga per aggirare le normative fiscali
(per una cosa piccola e urgente in termini di ordine pubblico può
bastare anche un interpello all’agenzia delle entrate, ma non è
detto che dica di sì!). Poi ci sono gli abbuoni o gli sconti che
camminano, una cosa già ampiamnete praticata ma non sempre efficace
se troppo prudente come percentuale sui prezzi di listino e, non
ultimo, varie tecniche per valorizzare i crediti fra imprese
anticipandone - non tramite banche - forme di monetizzazione
fiduciaria.
Pensa che chi ha il potere finanziario in mano accetterà mai
queste sue idee?
Oggi chi ha il potere finanziario è più in confusione di noi,
comuni mortali. L’unica cosa che sanno tutti è che manca la
liquidità (anche se pochi sembrano in grado di riconoscere la
differenza tra limiti di bilancio e disponibilità di liquidi);
quindi è interesse di tutti che essa si formi anche endogeneamente e
non solo perché le Banche Centrali la pompano disperatamente ed
illimitatamente, ma solo per tamponare le falle delle banche
universali createsi sui mercati speculativi internazionali,
Dalla circolazione di moneta locale non può venire un aumento
dei tassi d’inflazione?
Due sono gli scenari nefasti: che ci sia moneta ma non capacità
produttiva; che una certa moneta (non a corso legale) venga rifiutata
cioè sfiduciata (inflazione infinita). Il primo è improbabile anche
se i governi europei fanno di tutto per distruggere le imprese; il
secondo corrisponderebbe al mero fallire di un eventuale
esperimento…conseguenze scarse.
A proposito, Lei ritiene che le statistiche che riguardano la
macroeconomia siano davvero veritiere? Ad esempio, a vedere il
continuo aumento dei prezzi al consumo, nei supermercati, per
intenderci, come si può credere che l’inflazione sia realmente
bassa e sotto controllo?
E’ un discorso lungo che riguarda i cosiddetti panieri…la gente
si impoverisce e cambia paniere…poi nel paniere ufficiale ci sono
beni che vedono una riduzione dei prezzi (dovuta ai costi
decrescenti). Molti srvizi aumentano di prezzo, è vero, ma
altrettante famiglie devono rinunciarvi. Ci sono settori dove la
crisi fa da calmiere, altri no.
Lei ha denunciato molti anni prima che la situazione esplodesse
la bolla finanziaria e legata ai mutui. Chi ci ha guadagnato dal
tenere invece tutto ciò sotto silenzio?
Le banche che hanno cartolarizzato (per non fare vedere i mancati guadagni come le italiane) o fatto derivati come le tedesche, francesi e americane che poi si sono rivolte alle Banche Centrali al loro servizio per ottenere liquidità illimitate ed evitare il tracollo.
Lei condivide la politica seguita dall’Europa di sostegno
alle banche? Di quelle stesse banche che hanno messo a forte
repentaglio l’economia internazionale? E perché dobbiamo pagare
noi cittadini mentre i profitti, comunque generati da operazioni
scellerate, restano ben al riparo sui conti delle grandi famiglie e
dei grandi gruppi della finanza internazionale?
Qualcosa sta cambiando, ma temo in peggio: non si chiede alle banche
la contropartita di smetterla (ripristinando la sacrosanta netta
separazione tra soggetti che operano sui mercati speculativi e
soggetti creditizi), piuttosto si attaccano i depositi seminando quel
panico che – è vero – è condizione di sottomissione dei popoli,
ma anche l’unico modo certo per far saltare tutte le banche. Quindi
penso che il messaggio sia: vi lasciamo continuare, ma dovete
rispondere alle Banche Centrali…anche in Europa!
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