lunedì 17 febbraio 2014

Le ricette di Machiavelli, contro lo strapotere delle oligarchie

Il populismo è democratico

Machiavelli e gli appetiti delle élite

di Lorenzo Del Savio e Matteo Mameli

L’anti-populismo può facilmente diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. Questo ci può insegnare Machiavelli attraverso un dibattito anglosassone sui rapporti tra i Discorsi e il neo-repubblicanesimo contemporaneo
L’accusa di populismoricorre spesso nel lessico pubblico italiano. Interi movimenti politici sono spesso ricondotti a questa categoria. È il caso per esempio del Movimento 5 Stelle e, per alcuni aspetti, del cosiddettoberlusconismo, oltre che di vari soggetti dediti alla contestazione politica, inclusi i vari Occupy e le loro declinazioni locali.[1]A detta di quelli che lo criticano, il populismo consiste nella semplificazione eccessiva di questioni pubbliche complicate, ridotte a caricature adatte a soddisfare gli appetiti dei più e a suscitare in essi irrazionali e controproducenti istinti contestatori. Tale semplificazione agitatoria danneggerebbe non solo il perseguimento del bene collettivo ma anche quello degli interessi di coloro che si fanno attrarre da tale semplificazione. È implicita in questa concezione del populismo un’immagine negativa delle moltitudini: il “popolo” è spesso disinformato, distratto, disinteressato al bene comune, volatile nelle preferenze e nel giudizio politico, attratto dalle semplificazioni concettuali, estraneo alla razionalità e al senso civico richiesto dall’analisi dei problemi sociali ed economici più urgenti e complessi. Non solo: in tale accusa è implicita una valorizzazione paternalistica del ruolo delle élite tecnocratiche, considerate le più adatte a identificare e interpretare le vere esigenze e i veri interessi delle persone comuni. La maggioranza dei cittadini vivrebbe, secondo gli anti-populisti, in una sorta di falsa coscienza indotta da mancanza di competenze, da pigrizia cognitiva, e da un uso smodato della TV o dei social media, che non permetterebbero alle persone comuni di giudicare da sé del proprio destino politico.
Questa interpretazione anti-populista del significato politico dei populismi, ancorché egemone, è inadeguata. Per chi ritiene che gli appetiti delle oligarchie – per usare i termini di Machiavelli – costituiscano un elemento di rischio importante per quanto riguarda il perseguimento del bene comune, non è difficile vedere come l’accusa di populismo possa diventare facilmente uno strumento per mantenere ed estendere il potere di quelle stesse oligarchie, oltre che la loro influenza sulla vita e le decisioni pubbliche, riducendo così ogni tentativo di contestazione che viene dal basso a irrazionalità o pigrizia intellettuale o morale. L’anti-populismo può dunque diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. E il populismo, se propriamente articolato, può invece essere utile alla vita democratica. Questo ci insegna Machiavelli attraverso un recente dibattito anglosassone sulle tesi dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.

L’anti-populismo e il dibattito neo-repubblicano su Machiavelli
In questo breve scritto, vogliamo spiegare la potenzialità contestatoria e anti-elitista del populismo, esplorandone le potenzialità democratiche. Il nostro punto di partenza è la lettura che il politologo John McCormick ha dato di ciò Machiavelli dice nei Discorsi a proposito delle istituzioni della Repubblica romana, lettura contrapposta a quella cosiddetta neo-repubblicana, e ormai divenuta ortodossa, di autori come lo storico Quentin Skinner e il filosofo Philip Pettit.[2] McCormick pone in risalto quegli aspetti che possono essere legittimamente – anche se anacronisticamente e provocatoriamente – chiamati populisti delle teorie di Machiavelli. Per Machiavelli la Repubblica romana offre un esempio, per quanto imperfetto, di un sistema istituzionale all’interno del quale anche coloro che non appartengono alle élite possono contestare efficacemente, e per di più per via istituzionale, il potere e le ambizioni delle oligarchie, la cui azione sarebbe altrimenti priva di limiti e dannosa per gli interessi delle persone comuni, oltre che per la sopravvivenza stessa della Repubblica, e quindi nel lungo termine per gli interessi di tutti, incluse le oligarchie stesse. Questo aspetto contestatorio si riscontra nelle magistrature plebee della costituzione mista della Repubblica romana, che garantiva ai semplici cittadini ampi poteri reattivi e propositivi tramite assemblee dedicate e potenti ruoli politici, in primo luogo il tribunato, a cui le élite non avevano accesso.

Matteo Renzi, il terzo premier golpista delle Brigate Rothschild

Il Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore in merito al rapido evolversi della situazione politica italiana e a poche ore dall'incarico dato a Matteo Renzi per formare un nuovo governo comunica: 
“ Ora dopo ora cominciano ad emergere particolari a dir poco agghiaccianti che spiegherebbero la rapida ascesa di Matteo Renzi verso le più alte cariche dello stato.

Una ascesa caratterizzata da amicizie con personaggi imbarazzanti del gotha politico-finanziario internazionale, da rapporti ambigui con uomini espressione di potenze straniere, da appropriazioni di fondi che hanno destato più di un sospetto anche all'interno del suo stesso partito.

É ora chiaro il motivo per cui Matteo Renzi fin dal lontano 2007 frequenta con sempre maggiore insistenza Michael Ledeen, consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca. Un oscuro signore protagonista di colpi di stato, coinvolto nella strage di Bologna, teorico di tutte le guerre nel medio oriente nonchè` interprete simultaneo della telefonata fra Craxi e Reagan a Sigonella dove lo stesso cambio’ le parole di Reagan facendo rischiare volutamente lo scontro a fuoco fra militari italiani e americani.

Per l’ economia invece Renzi si affida a Yoram Gutgeld deputato PD con cittadinanza israeliana a Marco Carrai, che ha addirittura propri interessi in Israele, cosi come Marco Bernabè anche lui legato a Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures.

Viste le discutibili e unidirezionali amicizie del futuro presidente del consiglio italiano,si capisce il motivo per cui una denuncia chiara e circostanziata di un vecchio comunista, come Ugo Sposetti, attuale tesoriere del PD, secondo cui “ dietro i finanziamenti milionari a Renzi c'è Israele e la destra americana” è rimasta inascoltata.

Ciò che comincia ad emergere con sempre più determinazione è una verità alquanto allarmante: Matteo Renzi è l'uomo imposto dai poteri forti internazionali, dalla destra repubblicana neocon, da Israele, dall'Arabia Saudita, Morgan Stanley, Mediobanca, De Benedetti e Caltagirone.

Una pedina manovrabile e dipendente, priva di autonomia, non interessato a difendere gli interessi nazionali ma pronto a rispondere positivamente e con entusiasmo a qualsiasi porcheria proveniente dalla Casa Bianca o da Tel Aviv come per esempio, un attacco militare alla Siria di Assad.

Per quanto riguarda le politiche sociale attendiamoci un ulteriore selvaggio attacco allo Stato Sociale ed alle fasce piu’ deboli. Qui non abbiamo a che fare piu’ con i vecchi padroni delle ferriere ma con i moderni affamatori di popoli, quelli della finanza creativa per pochi e distruttiva per molti.

IRLANDA: MEGA PROCESSO CONTRO BANCHIERI

6 febbraio 2014


IRLANDA: MEGA PROCESSO CONTRO BANCHIERI

http://cafedehumanite.blogspot.it/2014/02/irlanda-mega-processo-contro-banchieri.html


‘3 banchieri "nella gabbia" di un affollatto tribunale a Dublino, accusati forse del piu' grande crimine dei colletti bianchi, mai commesso in Irlanda e che riguarda mutui di 625milioni di euro 

 Tutti si sono voltati a guardare l'uomo principale nel caso giudiziario: Sean Fitz Patrick, l'ex boss dell'ora defunto Anglo Irish Bank,il cui abbigliamento impeccabile e lo shock dei suoi capelli bianchi sono balzati all'occhio, mentre si dichiarava non colpevole.

 Il vento e la pioggia di Dublino hanno tenuto basso il numero del pubblico presente ma poi in centinaia si sono presentati per il primno giorno del piu' grande processo penale che avviene nella città, da molti anni a questa parte.’

>> tutto l'articolo qui: 
http://www.independent.co.uk/news/business/news/irelands-bankers-in-the-dock-anglo-irish-chiefs-charged-with-illegally-bolstering-banks-share-price-9110344.html 

domenica 16 febbraio 2014

La gabbia : Massoneria e politica (15/01/2014)

Regione Lombardia testa la moneta virtuale

Regione Lombardia testa la moneta virtuale, nasce il 'Made in Lombardy'

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/02/11/1024420-moneta-virtuale-lombardy.shtml

sabato 15 febbraio 2014

Consumatori: abuso di potere prelievo 20% su bonifici

Consumatori: abuso di potere prelievo 20% su bonifici da estero
Spetta beneficiario dimostrare che somma non ha natura reddituale.
WebStampa articoloInvia ad un amicoEsportaCopia collegamento

Milano, 15 feb. La ritenuta del 20% che le banche sono obbligate a trattenere su tutti i bonifici esteri che arrivano sui conti correnti italiani rappresenta "l' ennesimo abuso di potere". Lo hanno denunciato Adusbef e Federconsumatori accusando il ministero dell' Economia e l' Agenzia delle Entrate. Dal primo febbraio, ricordano le associazioni, sui bonifici dall' estero a persone fisiche italiane la banca deve applicare automaticamente una ritenuta del 20% perché le somme accreditate si considerano reddito imponibile, salvo prova contraria del contribuente. Spetta al beneficiario del bonifico dimostrare che le somme non hanno natura di compenso reddituale.

DISOCCUPATO DA TRE ANNI, SENZA-REDDITO SI IMPICCA

Cronaca 
Foto Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio edile senza lavoro si impicca

Una corda, una sedia e l'elenco dei morti di disoccupazione

Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio edile senza lavoro si impicca

Come biglietto d'addio l'articolo 1 della Costituzione



Trapani - Giuseppe Burgarella ha deciso di porre fine alla sua vita dopo tre anni senza lavoro. Prima di decidere di compiere il gesto estremo, Burgarella aveva scritto al presidente della Repubblica e a Susanna Camusso esprimento tutto il suo disagio per una vita senza più significato. Per due anni l'operaio edile aveva ricevuto un assegno di indennità di disoccupazione di 700 euro al mese ma voleva lavorare perchè stare a casa gli creava 'un senso di oppressione'.

Tre anni di richieste di aiuto, di messaggi disperati che nessuno ha saputo cogliere fino in fondo poi sabato scorso la decisione di farla finita. Una sedia, una corda e un biglietto nel quale al posto di lasciare un messaggio ai suoi cari ha trascritto il lunghissimo elenco delle persone che prima di lui si sono tolte la vita in preda alla disperazione oltre la trascrizione dell'articolo 1 della Costituzione.
Nelle tasche del corpo senza vita di Burgarella i carabinieri hanno trovato le  copie delle lettere scritte a Giorgio Napolitano e a Susanna Camusso. Sul bigliettino trovato di fianco al corpo invece c'era scritto: "La lista di quelli come me. Mi tolgo io dalla condizione".
E l'ultimo nome del lungo elenco era proprio il suo.

La "bad bank" è il popolo sovrano...

Chi ha paura delle banche cattive?

http://www.beppegrillo.it/2014/02/chi_ha_paura_delle_banche_cattive.html
banche_cattive.jpg
"Banca, che bocca grande che hai.
- È per mangiarti meglio!"

Le banche italiane vivono in una situazione schizofrenica, sono infatti sia buone che cattive. Una questione di sdoppiamento come per il dottor Jeckyll e mister Hyde. Ora vogliono avere una sola identità, quella buona, che permetta di fare i prestiti alle imprese che la parte cattiva gli impedisce di fare. La parte cattiva ha 300 miliardi di crediti che non riesce a incassare, definiti sofferenze (crediti bancari la cui riscossione non è garantita) e incagli (ritardi nel pagamento di rate o rientro sullo sconfino di conti correnti). Le sole sofferenze verso imprese e famiglie sono cresciute in un anno del 24,6% raggiungendo i 156 miliardi di euro. Come disfarsi di questa zavorra? Con una banca cattiva, una "bad bank", alla quale trasferire i 300 miliardi tossici di incerto incasso e far ripartire le banche buone, le "good bank". La bad bank dovrebbe essere di "sistema", con il concorso dello Stato, secondo il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Viscoper "razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati con la creazione di strutture dedicate in grado di aumentare l'efficienza delle procedure e la trasparenza di questi attivi". I 300 miliardi di credito sarebbero valutati, e pagati, alle banche con una diminuzione dovuta al fattore di rischio. Ad esempio, un credito di 1.000 euro potrebbe essere valutato 600 euro. La bad bank potrebbe essere a capitale misto, pubblico e privato, o totalmente pubblico. La banca incassa un credito che, con tutta probabilità non avrebbe mai visto, e la bad bank si accolla la riscossione del credito. Qualunque direzione finanziaria di un'azienda sa che dopo un certo tempo i crediti diventano quasi impossibili da recuperare. Meglio quindi passare il testimone a qualcun altro e incassare il più possibile. Ma chi ci metterebbe il capitale per remunerare le banche con una quota del credito? Si sussurra la Cassa Depositi e Prestiti...