sabato 30 luglio 2011

Tratto in arresto ex direttore del Banco di Sicilia

Troina. Tratto in arresto, in flagranza di truffa aggravata, l’ex direttore della locale filiale del Banco di Sicilia


http://www.vivienna.it, lug 29th, 2011

I Carabinieri della Stazione di Troina nella serata del 27.07.2011 hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, Sergio Sproviero, di anni 59, pensionato, molto conosciuto in paese poiché già direttore, negli anni scorsi, della locale filiale del Banco di Sicilia.

I Carabinieri della Stazione, al comando del giovane Maresciallo Giuseppe Parrella, nella tarda mattinata hanno ricevuto la denuncia-querela da parte di un’anziana sig.ra di 77 anni che ha riferito ai militari che agli inizi del mese di luglio era stata contattata a casa sua dal direttore Sergio Sproviero, da lei conosciuto perché correntista del Banco di Sicilia da molti anni, il quale le aveva proposto di affidargli i propri risparmi promettendole di concludere dei buoni affari con alti guadagni in breve tempo.

Riponendo fiducia nello Sproviero l’anziana è stata convinta dallo stesso a consegnargli il proprio carnet degli assegni, nonché la propria carta bancomat completa di codice segreto. All’anziana lo Sproviero ha anche raccomandato di non dire nulla a nessuno, nemmeno ai famigliari.

Una figlia della signora si è però fortunatamente accorta dopo circa due settimane, che la madre non possedeva più il carnet degli assegni e la carta bancomat, scoprendo in breve, presso la banca, che l’uomo nel giro di appena una settimana aveva fatto in modo di prelevare ogni giorno il massimo prelevabile con la carta bancomat, ponendo all’incasso ben cinque assegni, appropriandosi in breve di una somma superiore ai 17.000,00 euro

Da qui la denuncia e la richiesta di spiegazioni avanzata telefonicamente dalla figlia della donna all’interessato che chiaramente si è precipitato presso l’abitazione dell’anziana cercando di dare delle spiegazioni. Sul posto erano però presenti anche i Carabinieri che, avendo avuto contezza della inverosimili dichiarazioni che l’uomo stava fornendo sono entrati nella stanza dove era avvenuto l’incontro provvedendo ad identificare l’uomo. Durante la perquisizione personale è stata trovata nel suo portafogli la carta bancomat dell’anziana ed altra documentazione ritenuta utile alle indagini.

A seguito del grave fatto sono state immediatamente proseguite le indagini presso l’abitazione dello Sproviero, residente in provincia di Catania, sottoposta a perquisizione con il rinvenimento di altra documentazione bancaria riconducibile ai movimenti bancari dell’uomo, compresa altra documentazione relativa a altri soggetti residenti a Troina.

Non si esclude pertanto che altri anziani possono essere cadute nelle truffaldine promesse dell’uomo consegnando di fatto allo stesso i propri risparmi.

Ulteriore sorpresa ha dato il rinvenimento, nel borsello dell’ uomo, di un coltello a serramanico di genere vietato e di un ulteriore coltello ed un’ascia rinvenuti all’interno della vettura con la quale era giunto sul posto.

Attese le immediate risultanze d’indagine l’uomo è stato dichiarato in arresto e deferito anche per detenzione e porto illegale di armi bianche

Su disposizione del Procuratore Capo della Repubblica di Nicosia, Dott. Scavone, immediatamente informato lo Sproviero è stato condotto presso il Carcere di Nicosia dove nei prossimi giorni verrà tenuto l’interrogatorio di garanzia e quindi l’udienza per la convalida dell’arresto.

Sono in atto accurate indagini disposte dalla Procura su tutta la documentazione sequestrata.

Qualora altre persone siano state contattate per fatti simili dall’ex direttore di banca sono invitate a presentarsi presso il Comando Stazione die Carabinieri per ogni opportuno approfondimento della vicenda che potrebbe far emergere ulteriori sorprese.

Unicredit di Campobasso condannata a risarcire imprenditore

Cronaca Molise, Fonte: Mytermoli, 28 luglio 2011

Aldo De Bendittis

CAMPOBASSO _ E' di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Campobasso, Giudice Dott. Michele Russo, di condanna dell’Unicredito Italiano s.p.a.(Unicredit s.p.a.) chiamata a restituire oltre trecentocinquantamila euro ad correntista, imprenditore di Campobasso, difeso e rappresentato dagli Avvocati Aldo De Benedittis e Carmine De Benedittis. Lo stesso si era opposto alla pratica illegittima dell’anatocismo applicata dalle banche in questione,ed ha visto riconosciuti i propri diritti di restituzione di quanto indebitamente pagato negli anni nel corso del rapporto contrattuale di conto corrente intrattenuto.

La sentenza è stata ottenuta dai legali dell’associazione dei consumatori ADUSBEF ONLUS. Si tratta di un ulteriore risultato raggiunto a favore dei correntisti contro la pratica illegittima delle banche di capitalizzare trimestralmente gli interessi passivi,commissioni e spese. Questa sentenza si aggiunge a tutta una serie di risultati positivi già raggiunti sino ad ora dallo studio legale De Benedittis di Campobasso. Si ricorda,inoltre, ai correntisti,che anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite,con la sentenza n.24418 del 23.11.2010/02.12.2010,ha confermato la illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi,commissioni e spese, affermando che,in virtù della nullità di detta clausola,nessuna capitalizzazione composta può essere applicata ai contratti di conto corrente,neanche annuale.

Chi ha avuto nel corso degli anni passati scoperti di conto corrente può richiedere la restituzione di ingenti somme pagate indebitamente alle banche! Ciò è possibile anche per i rapporti di conto corrente già estinti,purchè non siano decorsi 10 anni dalla loro chiusura o estinzione.La ripetizione dell’indebito può essere richiesta fin dall’inizio del rapporto contrattuale (quindi,a ritroso,anche da 10,20 o 30 anni) purchè si sia in possesso della documentazione contabile di riferimento (estratti conto). Massima attenzione per i correntisti a cui è stato notificato un Decreto Ingiuntivo! Nella maggior parte dei casi dalla rielaborazione del conto corrente risulta un credito a favore e non un debito,oppure l’eventuale debito si riduce di somme consistenti.Opporsi sempre entro 40 giorni dalla notifica dello stesso.

Causa Bloomberg contro BCE


(Causa T-590/10)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Gabi Thesing e Bloomberg Finance LP (Londra, Regno Unito) (rappresentanti: M.H. Stephens e R.C. Lands, solicitors)

Convenuta: Banca centrale europea

Conclusioni delle ricorrenti

Annullare la decisione della Banca centrale europea, comunicata con lettere datate 17 settembre 2010 e 21 ottobre 2010, recante diniego di accesso ai documenti richiesti dalle ricorrenti;

ingiungere alla Banca centrale europea di concedere alle ricorrenti l'accesso a tali documenti, conformemente alla decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3) 1;

condannare la BCE alle spese.

Motivi e principali argomenti

Con il presente ricorso, le ricorrenti chiedono, ai sensi dell'art. 263 TFUE, l'annullamento di una decisione della Banca centrale europea, comunicata con lettere datate 17 settembre 2010 e 21 ottobre 2010, con la quale quest'ultima ha respinto la domanda delle ricorrenti volta ad ottenere l'accesso ai seguenti documenti, conformemente alla decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3):

(i) una nota intitolata "The impact on government deficit and debt from off-market swaps. The Greek case (SEC/GovC/X/10/88a)" (L'impatto su deficit e debito pubblici degli swap negoziati fuori borsa. Il caso della Grecia);

(ii) una seconda nota intitolata "The Titlos transaction and possible existence of similar transactions impacting on the euro area government debt or deficit levels (SEC/GovC/X/10/88b)" (L'operazione Titlos e la possibile esistenza di operazioni analoghe con impatto sui livelli di debito e deficit pubblici della zona euro).

A sostegno del loro ricorso le ricorrenti deducono i seguenti motivi:

In primo luogo, esse affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 1, lett. a), della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe omesso di interpretare l'art. 4, n. 1, lett. a), nel senso che esso impone che si prendano in considerazione elementi di pubblico interesse a favore della divulgazione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe omesso di riconoscere una rilevanza sufficiente o adeguata agli elementi di pubblico interesse a favore della divulgazione dei documenti richiesti;

(iii) la Banca centrale europea avrebbe sovrastimato e/o erroneamente identificato l'interesse pubblico che osta alla divulgazione dei documenti richiesti.

Inoltre, le ricorrenti affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 2, della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe dovuto interpretare la nozione di interesse pubblico "prevalente" nel senso di un interesse pubblico che è sufficientemente importante da prevalere su qualsiasi interesse pubblico a mantenere l'eccezione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe dovuto concludere ritenendo esistente un interesse pubblico prevalente, in tal senso, favorevole alla divulgazione delle informazioni richieste.

Infine, le ricorrenti affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 3, della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe dovuto interpretare la nozione di interesse pubblico "prevalente" nel senso di un interesse pubblico che è sufficientemente importante da prevalere su qualsiasi interesse pubblico a mantenere l'eccezione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe dovuto concludere ritenendo esistente un interesse pubblico prevalente, in tal senso, favorevole alla divulgazione delle informazioni richieste;

(iii) la Banca centrale europea avrebbe sovrastimato e/o erroneamente identificato l'interesse pubblico che osta alla divulgazione dei documenti richiesti.

____________

1 - Decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3) (GU 2004 L 80, pag. 42).

Una email inviata a Bloomberg sulla BCE

Una email inviata a Bloomberg sulla Banca Centrale Europea - (English - Français)

Cara Elsa Martuzzi e Alan Katz della Bloomberg,

ho appena letto il vostro articolo "La Bloomberg fa causa alla BCE per obbligarla a svelare gli swap con la Grecia"

Voglio precisare che ci sono altri segreti della BCE che meritano di essere indagati ed esposti al pubblico:

1) La BCE non vuol rivelare quanti euro ci sono in giro rifiutandosi di comunicare il valore aggregato delle linee di credito esistenti in euro:

2) La BCE conduce strane "operazioni di mercato aperto" per centinaia di milioni di euro, comprando titoli tossici da società perlopiù sconosciute. Qui c'è una lista di quelle italiane:

3) Ancora non conosciamo a quanto ammonta la linea di credito che la Federal Reserve offre alla BCE per le operazioni di salvataggio di società private e stati:

4) La Corte dei Conti Europea si rifiuta di indagare la pratica criminale della BCE che mette al passivo il valore facciale delle banconote inconvertibili, nascondendolo così dai profitti, sottraendosi alla tassazione e alla redistribuzione di questo valore (signoraggio) agli stati membri della Unione Europea:
Irregolarità in ambito BCE/SEBC
http://seigneuriage.blogspot.com/2011/07/alla-corte-dei-conti-ue-irregolaita-in.html

5) Ci sono altre domande non risposte che sono state esposte al parlamento italiano ed a quello europeo:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento italiano:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento europeo:

Se lo riterrete opportuno, potrete contattarci per maggiori informazioni e/o un'intervista.

Cordialmente,

Marco Saba
Centro Studi Monetari

Questa email può essere diffusa liberamente ovunque.

venerdì 29 luglio 2011

Gallia alla riscossa

Prima della sua privatizzazione, la MPS era una banca virtuosa, pubblica, locale, cooperativa, che ridistribuiva ricchezza al territorio e che da essa traeva ricchezza. Al punto che gli anglosassoni non si spiegavano come mai fosse così ricca, senza "internazionalizzazione" e senza quotazione in borsa, e misero in giro la voce, veicolata dai soliti servili giornalisti, pagati dai soliti padroni, che doveva modernizzarsi per "affrontare l'economia globale": fu così privatizzata, nel 1997 grazie al Calta, ai suoi committenti Morgan e Axa, immagino  elargendo briciole e favori a PD/fondazioni.
Ora il territorio di quel di Siena è sempre più spolpato - come stanno constatando i senesi: oggetto di speculazione con equity funds  (cfr. aeroporto di  Ampugnano abnorme e privatizzato), spremuto con trivelle in Val d'Orcia, rubato con la futura privatizzazione della Siena Grosseto, massacrato con altri disastri ambientali all'Amiata, inceneritori sparsi vari di cui quello di Poggibonsi, taglio di pini insensato in città; è quindi oggetto dello  stesso spolpamento di cui soffre l'Italia intera, ai sensi di quella concezione anglosassone di banca e affari dove primeggia il contratto internazionale per aggirare la legge, che ahinoi subiamo tutti quanti. Tale concezione trasforma gli Stati in correntisti bancari che possono fallire ed è veicolata e propagandata dalle organizzazioni "internazionali" con la complicità della magistratura deviata di Lussemburgo e del braccio armato NATO che interviene con sottili ricatti in Europa, o con pesanti bombardamenti altrove.  Essa affonda le sue radici nella truffa del 1694 della Bank of England e nei soprusi imperialistici delle Compagnie occidentali e orientali che stampavano moneta per commerciare meglio con le colonie ... 
MPS adesso gioca con i grandi, unica banca italiana che con BNP Paribas, con CITI, con Goldman, RBS, Deutsche Bank, siede nel cartello delle banche dealer che determinano il prezzo dei nostri titoli del debito pubblico e che hanno deciso, dalla lettura dei giornali di oggi, di farne aumentare il rendimento, in seguito all'attacco speculativo che tutti noi stiamo leggendo sui giornali. Come non pensare che sia intervenuto un accordo segreto, tra Deutsche Bank e BNP Paribas, visto che la prima si è liberata - fino a oltre l'80% - dei nostri titoli deprezzandone artificiosamente il valore, e la seconda..si dimostra interessata, sempre più presente nella penisola con tutto il suo corteo di società-partner. Come?
Primo con un'operazione segreta che si potrebbe chiamare "Gallia" e che sta affiorando sempre di più condizionandoci con messaggi subliminali linguistici messi in bella vista sui giornali, se è vero che oggi sul Corriere, era alla ribalta l'intervista di appunto certo Gallia, attualmente membro del comitato esecutivo di BNP Paribas, e rispettivamente ad e presidente delle filiali BNL e Findomestic. 
Mentre Gallia afferma (http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=884192&lang=it)  che la nostra economia rimane solida e che BNP Paribas non intende fare altri acquisti al momento dopo avere ultimato quello di Findomestic e che
si guarda agli elementi strutturali di forza del nostro Paese, al dinamismo e alla imprenditorialita' degli italiani, in una prospettiva di lungo periodo
La rivincita sulla conquista della Gallia sta prendendo forma? Dai risultati si direbbe che proprio di questo si tratta e l'Italia si sveglierà molto presto accorgendosi di essere diventata provincia francese, esattamente come qiando la Corsica fu rubata ai genovesi con il debito, la speculazione e l'abuso di fiducia. All'epoca l'esercito francese di stanza sull'isola per provvedere alla  sua difesa per conto della Repubblica, allungò i conti apposta, con modalità degne della mafia antelitteram della Reggio-Salerno, fino ad arrivare a pignorare l'isola in pagamento; oggi quell'esercito di pelandroni, ladri e imbroglioni sono proprio gli azionisti della BNP Paribas e i suoi soci: di gran lunga la principale creditrice in assoluto del nostro debito sovrano.  

Questa banca, non solo fa parte dei dealer che trattano i titoli del debito (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/09/elenco-degli-specialisti-strozzini.html), non solo è azionista di Banca d'Italia attraverso la BNL - quella che ha frodato i comuni di Messina e Taormina con l'imbroglio dei derivati (cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/banche-alla-deriva-ti-la-bnl-accusata-di-aver-truffato-i-comuni-di-messina-25652.htm), ma è un'attivissima socia delle cartolarizzazione dei titoli delle nostre imprese assieme alla Finint, e soprattutto è in joint venture con la Compagnie Nationale à Portefeulles (di Albert Frère, degno prestanome degli eredi della Compagnia delle Indie) nella partecipazione strategica e di riferimento delle multinazionali a partecipazione anche pubblica: Gaz de France Suez, Total e Suez Environnement (cfr. http://www.cnp.be/attachments/20101231_structure_du_Groupe_FR.pdf).  Quelle cioé che ci stanno privatizzando l'acqua, e ottenendo tutti gli appalti pubblici dei rifiuti, degli inceneritori, dei rigassificatori, illuminazione pubblica, Solvay e chi più ne ha più ne metta.

La Deutsche Bank vende, le agenzie di rating gufano e BNP Paribas - sodalizio Francia-globalisti - incassa. Si vede che la Germania avrà (già avuto?) il suo contentino...La MPS anche.

N. Forcheri

ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN) PERPLESSO

ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN) PERPLESSO

ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN) PERPLESSO CON CONFINDUSTRIA E SINDACATI

Roma, 29/07/2011: "E' apparsa su tutti i giornali l'intesa appena stretta
tra la Marcegaglia, residente della Confindustria, la Camusso, segretaria
generale della CGIL e Mussari, presidente dell' ABI. E' vergognoso che i
rappresentanti delle imprese da una parte e dei lavoratori dall'altra, si
stanno schierando a difesa del sistema bancario, chiamato a restituire 50
miliardi di euro ai correntisti, per oneri illegittimamente percepiti".
Questa la dura la reazione dell'On. Scilipoti, segretario politico del
Movimento di Responsabilità Nazionale, in riferimento agli articoli di
stampa di ieri, quasi facenti seguito all'esposto presentato dal deputato
MRN alla Procura della Repubblica di Roma e di Milano, alla Consob, alla
Banca d'Italia e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
"Ora - continua l'On. Scilipoti - si presentano alla collettività con volti
sereni, tutti coesi e determinati a fate pressione sul Governo, affinché
adotti concrete iniziative volte a favorire lo sviluppo." "Se i
rappresentanti istituzionali sostenessero le istanze dell'On. Scilipoti,
oltre a compiere un gesto di coerenza rispetto ai loro fini istituzionali,
potrebbero essere validi collaboratori del Governo, chiamato ad affrontare
il difficile momento di grave crisi economica che sta attraversando Il
nostro Paese. Così facendo, invece, pare che il lobbismo bancario stia
facendo convergere l'attenzione di alcuni esponenti del Governo verso la
salute dei bilanci degli istituti di credito." Si chiede il deputato MRN:
"Ma Confindustria e Sindacato debbono rappresentare gli interessi delle imprese e delle famiglie, oppure spalleggiare gli "INTERESSI" delle banche?"

giovedì 28 luglio 2011

Marra annuncia i referendum per perseguire i crimini bancari



Clicca il video di Marra che, a Iceberg (Telelombardia), annuncia il referendum abrogativo di FermiamoLeBanche contro le tre leggi con le quali, tutti, dall'estrema sinistra all'estrema destra, senza una parola, hanno votato in favore del regalo di centinaia di miliardi di euro l'anno alle banche mentre fingono di litigare su questioni di milioni.
Marra paragona i politici a dei cani che non attaccano mai il vero padrone (le banche), ma litigano solo sulle ossa che egli getta loro sotto il tavolo.

Raffaele Ferrante

Le organizzazioni e movimenti che vorrnno aderire all'iniziativa possono far riferimento, oltre che a questo blog, alla pagina facebook del Comitato Promotore del referendum contro gli illeciti bancari:

L'INVERAMENTO DEL "DENARO TRUFFA