martedì 2 agosto 2011

La crisi economica e la soluzione per superarla

Chieti, 2 Agosto ’11 – Martedì, S. Alfonso - Anno XXX n. 276 - www.abruzzopress.info - abruzzopress@yahoo.it - Tr. Ch 1/81
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Ap – Economia

La crisi economica e la soluzione per superarla

di Savino Frigiola

I nodi al pettine. In rapida successione si sono verificati tre accadimenti, assolutamente imprevedibili sino a poco tempo fa, significativi e solo apparentemente scollegati.

1) Dopo anni d'inascoltate segnalazioni la Commissione Finanze della Camera, (maggioranza ed opposizione), scopre e denuncia le "agenzie di rating" per aggiotaggio e per "conflitti di interesse tra l'attività di valutazione svolta e la prestazione di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione"; ma anche, ed è l'aspetto più grave, per attività svolta a favore ed in sintonia con gli interessi della "cupola economica-monetaria" che gestisce i debiti sovrani e sconta i titoli di debito emessi dagli Stati. Fatto in se di tutto rilievo poiché è la prima volta che ufficialmente un organo ufficiale dello Stato comincia a percepire e denuncia la truffa che si annida nei vari passaggi dell'attuale emissione monetaria ed interviene anche se, per il momento in maniera del tutto marginale, ma nella giusta direzione.

2) Nel giro di poche ore, all'improvviso, viene convocato l'incontro di tutte le organizzazioni del lavoro: categorie imprenditoriali, cooperative, sindacati, agricoltori & C. Scopo della riunione sollecitare il Governo a prendere provvedimenti contro la crisi economica per sostenere la crescita e per fronteggiare le manovre speculative in atto verso il debito pubblico che si verificano in campo internazionale, pilotate e spinte dalle solite "agenzie di rating". Unica nota stonata la presenza dei banchieri i quali, con le varie manovre di "Basilea Una, Due e Tre", con la drastica riduzione della circolazione monetaria sull'intero mercato, con gli alti tassi pretesi, con i costi bancari praticati (tra i più alti al mondo), hanno contribuito in maniera significativa al fallimento di tante aziende, alla sottrazione di ricchezza dal mercato ed all'aggravarsi della crisi economica. L'incontro si è svolto nel segno di voler lanciare la "discontinuità" (non è dato sapere nei confronti di chi o di cosa).

3) Per quanto riguarda il terzo evento, basta riportare integralmente il comunicato ANSA: - ROMA, 28 LUG - La decisione di Deutsche Bank di 'scaricare' 7 miliardi di euro di titoli italiani «mi ha sconvolto, vuol dire che è la fine di ogni legame di solidarietà.» (leggasi Euro) E' quanto ha affermato l'ex premier Romano Prodi. Una scelta del genere, ha sottolineato, «'significa obbligare tutti a giocare in difesa,» e quando viene presa dalla Germania, una guida storicamente ''saggia'', «sono turbato: dobbiamo avere il senso dell'allarme, senza dare colpa alla globalizzazione.» Poco d'aggiungere se non per sottolineare che proprio Prodi ha spinto e gestito la morte della Lira e l'avvento dell'Euro che doveva risolvere ogni e qualsiasi problema di tutti.

La concomitanza di questi tre eventi costringe a prendere atto che, improvvisamente, ci si è accorti che la nave sta affondando e senza che sia stato lanciato il "si salvi chi può"; ciascuno si agita per proprio conto, anche per perseguire scopi diversi, in Patria e all'estero. Il pericolo maggiore in queste circostanze è proprio il panico che contamina tutti, capace di provocare più danni della stessa falla apertasi a bordo dell'imbarcazione; tipica situazione che si verifica in carenza di preventive esercitazioni. La nave con tutti i suoi beni è ancora salvabile, basta procedere razionalmente con le appropriate manovre. In primo luogo assicurare sotto i ferri quelli che hanno aperto la falla. Prendere atto definitivamente che la crisi economica è dovuta al mastodontico debito pubblico costruito prevalentemente con l'attuale emissione monetaria, pertanto se si vuole salvare la nave, non vi è altra soluzione che stagnare la falla e creare le condizioni che non possa riaprirsi, applicando la semplice equazione: 1) per superare la crisi, rilanciare l'economia e pagare i debiti occorrono nuove risorse che non vi sono. 2) impossibile reperire risorse con l'aumento del debito (è già sin troppo insopportabile), impossibile, come sosteneva il prof. Giacinto Auriti, estinguere un debito con altro debito. 3) Occorre reperire nuove risorse per fronteggiare i debiti e rilanciare l'economia e l’occupazione, senza creare debito. 4) Unica soluzione possibile quella che lo Stato ritorni a battere moneta con l'acquisizione al proprio attivo, per titolo originario, dei valori monetari emessi. 5) Vantiamo in questa attività dello Stato italiano una positiva e centennale esperienza dal 1874 al 1975. 6) Come nel passato, i valori monetari acquisiti direttamente dallo Stato (signoraggio) invece che dai banchieri privati, consentono di superare la crisi economica, con il rilancio dell'occupazione ed il pagamento dei debiti, senza dover emettere nuovi titoli del debito pubblico. Questa è l'unica discontinuità possibile da invocare e praticare nell'interesse di tutti. In questa orchestrata emergenza, per mal acquisito concetto del contenimento dei costi della politica, o per praticare più agevolmente la svendita dei gioielli di famiglia, preparata e tanto attesa dalla "cupola monetaria-bancaria", (Tirrenia docet) a qualcuno potrà venire in mente di ridurre l'impiego di tre monti per utilizzarne solo Uno. Come in Islanda, individuato il primo da mettere sotto i ferri.

S.F.

TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO

TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO

ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN): TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO


Roma 02.08.2011: - “Sono convinto dell’importanza di una coesione tra Politica, Confindustria e sindacato, per affrontare al meglio la crisi economica, chiedendo alle banche di restituire agli utenti i 50 miliardi di euro, illegittimamente percepiti negli ultimi 20 anni”. Così l’On. Scilipoti (MRN) in riferimento alla crisi economia che ha investito, in questi ultimi 10 anni, il nostro Paese. “Le aziende migliorerebbero il proprio rating, potrebbero utilizzare le risorse riacquisite e accedere ad ulteriore credito per effettuare investimenti, fondamentali per la ripresa. Le banche, dal canto loro - prosegue Scilipoti – ove non disponessero immediatamente dei 50 miliardi di € da restituire e re immettere nel sistema economico per la crescita e lo sviluppo, potrebbero chiedere in tutto o in parte, il sostegno pubblico attuabile attraverso delle emissioni di speciali obbligazioni che le stesse banche potrebbero restituire nell’arco di un decennio. Il reddito (attuale e dei prossimi 10 anni) dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, non presenta - allo stato attuale - dei margini ulteriori per delle manovre economiche volte a reperire risorse per lo sviluppo. E’ inutile - continua Scilipoti - fare pressing sul Governo con la inedita “triplice” , Banche - Confindustria - Sindacati, il cui obbiettivo appare quello di far cadere l’esecutivo, auspicando un ritorno dell'opposizione alla guida del Paese. La sinistra, si sa, è da sempre alleata con il sistema bancario. E’ per questa ragione che invito la Marcegaglia e la Camusso a unirsi a noi, al cospetto dell'ABI e non al suo fianco, affinché siano le banche, restituendo il maltolto, a farsi carico della ripresa economica. Nel 2008, in Francia, negli USA ed in Paesi, sono stati concessi agli istituti di credito dei finanziamenti pubblici per evitarne il tracollo, regolarmente restituiti (compresi gli interessi).Sono stati ben 13 i miliardi di € di Interessi pagati dalle Banche Francesi allo Stato, chesono stati tutti dirottati verso lo sviluppo: finanziando la ricerca scientifica. Le banche, quindi, in Italia, rappresentano un’importante risorsa, tuttora utilizzabile per sostenere la crescita e la Marcegaglia e la Camusso devono schierarsi dalla parte degli oppressi e non degli oppressori.

lunedì 1 agosto 2011

E se tutti i PIIGS facessero come l'ISLANDA ?

Islanda: governo costretto alle dimissioni, Costituzione rifatta sui social network, banche nazionalizzate. Una rivoluzione nel silenzio

14 luglio 2011
lug142011

FONTE: http://www.ilpuntodivistaonline.it

Di Chiara Pica

L’islanda, il paese che con le sue eruzioni vulcaniche è stato in grado di bloccare il traffico aereo per giorni, è ora il protagonista di un’eruzione forse ancora più imponente: la rivoluzione democratica. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito. Un paese con la democrazia probabilmente più antica del mondo, le cui origini vanno indietro all’anno 930 e che, da occupante il primo posto nel rapporto dell’ ONU sull’indice dello sviluppo umano 2007/2008, viene messo tra i dimenticati dai media. Perché questo silenzio su cambiamenti così epocali? Cosa fa così paura da tenere la cosa sotto censura? Vediamo come si sono svolti i fatti così capiremo come e perché un intero popolo si è risvegliato.

L’islanda ha visto negli ultimi 15 anni crescere notevolmente il benessere economico, tuttavia legato a un modello neoliberista puro, sinonimo di privatizzazione dei servizi pubblici, liberalizzazione di ogni settore e fine di ogni chiusura doganale; un modello economico spinto a tal punto che nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate. Esse cercarono di attrarre gli investimenti stranieri attraverso conti online con tassi di interesse piuttosto alti. Tutto ciò portò ad un notevole innalzamento del debito estero di queste banche, che dal 200% del PIL arrivò nel 2007 al 900%. Il colpo di scure arrivò con la crisi dei mercati finanziari del 2008: le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, fallirono e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull’euro, che perse l’85 per cento, peggiorò drasticamente le cose tanto che alla fine dell’anno il paese andò in bancarotta. Il governo fu costretto a chiedere l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, mentre nel frattempo serpeggiò il malcontento nella popolazione: questa costituì un presidio prolungato davanti al parlamento che portò a gennaio al crollo del governo. Nel frattempo il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea proponevano come unica soluzione possibile lasocializzazione del debito, cioè doveva essere la popolazione a farsene carico. Nonostante l’insediarsi di un governo di sinistra fortemente contrario al neoliberismo, esso cedette alle pressioni e con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento, che equivaleva a una spesa di 100 euro mensili a famiglia. Questo fu decisamente troppo: il popolo islandese, già esasperato dai precedenti avvenimenti, riuscì a convincere il capo di stato Ólafur Ragnar Grímsson a non approvare la manovra fiscale e a indire un referendum sulla questione. I potentati economici inglesi e olandesi passarono subito al contrattacco: se fosse passato il referendum avrebbero messo in atto il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi e il blocco di ogni prestito. Nonostante le accese minacce il referendum passò con il 93% delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le minacce promesse furono messe in atto, ma la rivoluzione continuò implacabile e portò l’interpool a emettere una serie di arresti verso i banchieri implicati nel crollo finanziario.

Il fermento popolare è cresciuto di giorno in giorno e ha portato alla proposta di creare ex novo una nuova costituzione completamente su base popolare: è stata eletta un’assemblea costituente composta da 25 cittadini scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. E, cosa ancora più innovativa, è una costituzione completamente costruita sulla comunicazione attraverso i social network.

Ora forse risultano più chiari i motivi per cui questa rivoluzione viene oscurata. Cosa implicherebbe la trasposizione ad altri paesi come l’Italia di un tale movimento di popolo? Lo Stato teme il dilagare del potente strumento mediatico che la rete rappresenta? L’esempio islandese è la prova che a decidere le sorti di un paese non sono solo i potentati economici o le lobby politiche. Molti paesi sono sull’orlo di questa crisi o ci sono già pienamente dentro. Il caso dell’Islanda rende chiaro il concetto a noi propinato come utopico che non deve essere il cittadino comune a sanare i debiti di una nazione.

domenica 31 luglio 2011

Ahmadinejad denuncia il Signoraggio bancario


TEHERAN – La persistente crisi finanziaria globale ha esposto il lato oscuro del sistema capitalista occidentale. Lo ha affermato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad aggiungendo che “gli Stati Uniti passeranno alla storia come i più grandi ladri mai esistiti per quello che stanno facendo in questi anni.”
Secondo la rete  satellitare PressTv, Ahmadinejad che parlava ai rappresentanti del D8, il gruppo dei paesi in via di sviluppo, ha ribadito che il capitalismo in stile occidentale è il motivo principale dell’ondata interminabile di problemi finanziari che ha investito l’economia del mondo intero.
“Sarebbe ora, ha detto Ahmadinejad, che i paesi occidentali affrontassero la verità che l’avidità insita nel capitalismo li ha spinti sull’orlo del collasso”. Il presidente iraniano ha proseguito: “L’idea principale sui cui si basa il capitalismo è svuotare le tasche delle nazioni del mondo per proteggere gli interessi di poche nazioni selezionate”. Ahmadinejad ha poi pronunciato la parte più importante del suo discorso: “Basandosi su dati attendibili, si apprende che la Federal Reserve ha stampato negli ultimi 30 anni oltre 29 mila miliardi  di dollari Usa in banconote senza controvalore. Questo è sicuramente il più grande furto della storia umana”.
La seduta annuale del D8 quest’anno si è tenuta a Teheran; i membri del gruppo, oltre l’Iran, sono Bangladesh, Egitto, Indonesia, Malesia, Nigeria, Pakistan e Turchia.
http://italian.irib.ir/ 4 aprile 2011

sabato 30 luglio 2011

Tratto in arresto ex direttore del Banco di Sicilia

Troina. Tratto in arresto, in flagranza di truffa aggravata, l’ex direttore della locale filiale del Banco di Sicilia


http://www.vivienna.it, lug 29th, 2011

I Carabinieri della Stazione di Troina nella serata del 27.07.2011 hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, Sergio Sproviero, di anni 59, pensionato, molto conosciuto in paese poiché già direttore, negli anni scorsi, della locale filiale del Banco di Sicilia.

I Carabinieri della Stazione, al comando del giovane Maresciallo Giuseppe Parrella, nella tarda mattinata hanno ricevuto la denuncia-querela da parte di un’anziana sig.ra di 77 anni che ha riferito ai militari che agli inizi del mese di luglio era stata contattata a casa sua dal direttore Sergio Sproviero, da lei conosciuto perché correntista del Banco di Sicilia da molti anni, il quale le aveva proposto di affidargli i propri risparmi promettendole di concludere dei buoni affari con alti guadagni in breve tempo.

Riponendo fiducia nello Sproviero l’anziana è stata convinta dallo stesso a consegnargli il proprio carnet degli assegni, nonché la propria carta bancomat completa di codice segreto. All’anziana lo Sproviero ha anche raccomandato di non dire nulla a nessuno, nemmeno ai famigliari.

Una figlia della signora si è però fortunatamente accorta dopo circa due settimane, che la madre non possedeva più il carnet degli assegni e la carta bancomat, scoprendo in breve, presso la banca, che l’uomo nel giro di appena una settimana aveva fatto in modo di prelevare ogni giorno il massimo prelevabile con la carta bancomat, ponendo all’incasso ben cinque assegni, appropriandosi in breve di una somma superiore ai 17.000,00 euro

Da qui la denuncia e la richiesta di spiegazioni avanzata telefonicamente dalla figlia della donna all’interessato che chiaramente si è precipitato presso l’abitazione dell’anziana cercando di dare delle spiegazioni. Sul posto erano però presenti anche i Carabinieri che, avendo avuto contezza della inverosimili dichiarazioni che l’uomo stava fornendo sono entrati nella stanza dove era avvenuto l’incontro provvedendo ad identificare l’uomo. Durante la perquisizione personale è stata trovata nel suo portafogli la carta bancomat dell’anziana ed altra documentazione ritenuta utile alle indagini.

A seguito del grave fatto sono state immediatamente proseguite le indagini presso l’abitazione dello Sproviero, residente in provincia di Catania, sottoposta a perquisizione con il rinvenimento di altra documentazione bancaria riconducibile ai movimenti bancari dell’uomo, compresa altra documentazione relativa a altri soggetti residenti a Troina.

Non si esclude pertanto che altri anziani possono essere cadute nelle truffaldine promesse dell’uomo consegnando di fatto allo stesso i propri risparmi.

Ulteriore sorpresa ha dato il rinvenimento, nel borsello dell’ uomo, di un coltello a serramanico di genere vietato e di un ulteriore coltello ed un’ascia rinvenuti all’interno della vettura con la quale era giunto sul posto.

Attese le immediate risultanze d’indagine l’uomo è stato dichiarato in arresto e deferito anche per detenzione e porto illegale di armi bianche

Su disposizione del Procuratore Capo della Repubblica di Nicosia, Dott. Scavone, immediatamente informato lo Sproviero è stato condotto presso il Carcere di Nicosia dove nei prossimi giorni verrà tenuto l’interrogatorio di garanzia e quindi l’udienza per la convalida dell’arresto.

Sono in atto accurate indagini disposte dalla Procura su tutta la documentazione sequestrata.

Qualora altre persone siano state contattate per fatti simili dall’ex direttore di banca sono invitate a presentarsi presso il Comando Stazione die Carabinieri per ogni opportuno approfondimento della vicenda che potrebbe far emergere ulteriori sorprese.

Unicredit di Campobasso condannata a risarcire imprenditore

Cronaca Molise, Fonte: Mytermoli, 28 luglio 2011

Aldo De Bendittis

CAMPOBASSO _ E' di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Campobasso, Giudice Dott. Michele Russo, di condanna dell’Unicredito Italiano s.p.a.(Unicredit s.p.a.) chiamata a restituire oltre trecentocinquantamila euro ad correntista, imprenditore di Campobasso, difeso e rappresentato dagli Avvocati Aldo De Benedittis e Carmine De Benedittis. Lo stesso si era opposto alla pratica illegittima dell’anatocismo applicata dalle banche in questione,ed ha visto riconosciuti i propri diritti di restituzione di quanto indebitamente pagato negli anni nel corso del rapporto contrattuale di conto corrente intrattenuto.

La sentenza è stata ottenuta dai legali dell’associazione dei consumatori ADUSBEF ONLUS. Si tratta di un ulteriore risultato raggiunto a favore dei correntisti contro la pratica illegittima delle banche di capitalizzare trimestralmente gli interessi passivi,commissioni e spese. Questa sentenza si aggiunge a tutta una serie di risultati positivi già raggiunti sino ad ora dallo studio legale De Benedittis di Campobasso. Si ricorda,inoltre, ai correntisti,che anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite,con la sentenza n.24418 del 23.11.2010/02.12.2010,ha confermato la illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi,commissioni e spese, affermando che,in virtù della nullità di detta clausola,nessuna capitalizzazione composta può essere applicata ai contratti di conto corrente,neanche annuale.

Chi ha avuto nel corso degli anni passati scoperti di conto corrente può richiedere la restituzione di ingenti somme pagate indebitamente alle banche! Ciò è possibile anche per i rapporti di conto corrente già estinti,purchè non siano decorsi 10 anni dalla loro chiusura o estinzione.La ripetizione dell’indebito può essere richiesta fin dall’inizio del rapporto contrattuale (quindi,a ritroso,anche da 10,20 o 30 anni) purchè si sia in possesso della documentazione contabile di riferimento (estratti conto). Massima attenzione per i correntisti a cui è stato notificato un Decreto Ingiuntivo! Nella maggior parte dei casi dalla rielaborazione del conto corrente risulta un credito a favore e non un debito,oppure l’eventuale debito si riduce di somme consistenti.Opporsi sempre entro 40 giorni dalla notifica dello stesso.

Causa Bloomberg contro BCE


(Causa T-590/10)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Gabi Thesing e Bloomberg Finance LP (Londra, Regno Unito) (rappresentanti: M.H. Stephens e R.C. Lands, solicitors)

Convenuta: Banca centrale europea

Conclusioni delle ricorrenti

Annullare la decisione della Banca centrale europea, comunicata con lettere datate 17 settembre 2010 e 21 ottobre 2010, recante diniego di accesso ai documenti richiesti dalle ricorrenti;

ingiungere alla Banca centrale europea di concedere alle ricorrenti l'accesso a tali documenti, conformemente alla decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3) 1;

condannare la BCE alle spese.

Motivi e principali argomenti

Con il presente ricorso, le ricorrenti chiedono, ai sensi dell'art. 263 TFUE, l'annullamento di una decisione della Banca centrale europea, comunicata con lettere datate 17 settembre 2010 e 21 ottobre 2010, con la quale quest'ultima ha respinto la domanda delle ricorrenti volta ad ottenere l'accesso ai seguenti documenti, conformemente alla decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3):

(i) una nota intitolata "The impact on government deficit and debt from off-market swaps. The Greek case (SEC/GovC/X/10/88a)" (L'impatto su deficit e debito pubblici degli swap negoziati fuori borsa. Il caso della Grecia);

(ii) una seconda nota intitolata "The Titlos transaction and possible existence of similar transactions impacting on the euro area government debt or deficit levels (SEC/GovC/X/10/88b)" (L'operazione Titlos e la possibile esistenza di operazioni analoghe con impatto sui livelli di debito e deficit pubblici della zona euro).

A sostegno del loro ricorso le ricorrenti deducono i seguenti motivi:

In primo luogo, esse affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 1, lett. a), della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe omesso di interpretare l'art. 4, n. 1, lett. a), nel senso che esso impone che si prendano in considerazione elementi di pubblico interesse a favore della divulgazione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe omesso di riconoscere una rilevanza sufficiente o adeguata agli elementi di pubblico interesse a favore della divulgazione dei documenti richiesti;

(iii) la Banca centrale europea avrebbe sovrastimato e/o erroneamente identificato l'interesse pubblico che osta alla divulgazione dei documenti richiesti.

Inoltre, le ricorrenti affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 2, della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe dovuto interpretare la nozione di interesse pubblico "prevalente" nel senso di un interesse pubblico che è sufficientemente importante da prevalere su qualsiasi interesse pubblico a mantenere l'eccezione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe dovuto concludere ritenendo esistente un interesse pubblico prevalente, in tal senso, favorevole alla divulgazione delle informazioni richieste.

Infine, le ricorrenti affermano che la Banca centrale europea ha interpretato e/o applicato erroneamente l'art. 4, n. 3, della decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 (BCE/2004/3), il quale prevede un'eccezione al generale diritto di accesso sancito dall'art. 2 della medesima decisione, in quanto:

(i) la Banca centrale europea avrebbe dovuto interpretare la nozione di interesse pubblico "prevalente" nel senso di un interesse pubblico che è sufficientemente importante da prevalere su qualsiasi interesse pubblico a mantenere l'eccezione;

(ii) la Banca centrale europea avrebbe dovuto concludere ritenendo esistente un interesse pubblico prevalente, in tal senso, favorevole alla divulgazione delle informazioni richieste;

(iii) la Banca centrale europea avrebbe sovrastimato e/o erroneamente identificato l'interesse pubblico che osta alla divulgazione dei documenti richiesti.

____________

1 - Decisione della Banca centrale europea 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3) (GU 2004 L 80, pag. 42).

Una email inviata a Bloomberg sulla BCE

Una email inviata a Bloomberg sulla Banca Centrale Europea - (English - Français)

Cara Elsa Martuzzi e Alan Katz della Bloomberg,

ho appena letto il vostro articolo "La Bloomberg fa causa alla BCE per obbligarla a svelare gli swap con la Grecia"

Voglio precisare che ci sono altri segreti della BCE che meritano di essere indagati ed esposti al pubblico:

1) La BCE non vuol rivelare quanti euro ci sono in giro rifiutandosi di comunicare il valore aggregato delle linee di credito esistenti in euro:

2) La BCE conduce strane "operazioni di mercato aperto" per centinaia di milioni di euro, comprando titoli tossici da società perlopiù sconosciute. Qui c'è una lista di quelle italiane:

3) Ancora non conosciamo a quanto ammonta la linea di credito che la Federal Reserve offre alla BCE per le operazioni di salvataggio di società private e stati:

4) La Corte dei Conti Europea si rifiuta di indagare la pratica criminale della BCE che mette al passivo il valore facciale delle banconote inconvertibili, nascondendolo così dai profitti, sottraendosi alla tassazione e alla redistribuzione di questo valore (signoraggio) agli stati membri della Unione Europea:
Irregolarità in ambito BCE/SEBC
http://seigneuriage.blogspot.com/2011/07/alla-corte-dei-conti-ue-irregolaita-in.html

5) Ci sono altre domande non risposte che sono state esposte al parlamento italiano ed a quello europeo:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento italiano:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento europeo:

Se lo riterrete opportuno, potrete contattarci per maggiori informazioni e/o un'intervista.

Cordialmente,

Marco Saba
Centro Studi Monetari

Questa email può essere diffusa liberamente ovunque.