giovedì 6 ottobre 2011

Segreti di Stati Cap.16 - L'agente Chip Tatum

(Segreti di Stati - torna all'indice)

Capitolo XVI - L'agente americano Gene "Chip" Tatum

"DICHIARAZIONE: Io, William J. Casey, dichiaro: ho scoperto che la libertà è un bene senza prezzo che richiede una continua vigilanza per garantirne la longevità. Sono stato assegnato all'Ufficio dei Servizi Strategici (OSS - Office of Strategic Services) a Londra, in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale. In quel periodo feci amicizia con un giovane soldato tedesco di nome Gunther. Usai Gunther e molti altri prigionieri di guerra antinazisti, in operazioni dell'OSS nella Germania nazista. Sapevo che questo violava la Convenzione di Ginevra. Ma non m'importava. La Convenzione di Ginevra non è altro che un insieme di regole che governano atrocità umane commesse in nome di un'ideologia politica. Gestire la guerra attraverso delle regole non fa che prolungare le sofferenze umane. Una guerra piena è l'ultima risorsa di una nazione civilizzata e va usata con parsimonia. Le guerre vanno combattute selvaggiamente usando tutti gli strumenti e trucchi che si hanno a portata di mano. Gunther era uno strumento. Il trucco fu di ignorare la Convenzione di Ginevra. Dopo esser diventato Direttore della CIA (DCI - Director of Central Intelligence), il 28 gennaio 1981, venni avvicinato e informato da William Colby, ex DCI. La mia storia con Bill Colby è cosa nota. Colby mi notificò a voce l'esistenza di due operazioni che stava ancora conducendo in America latina. Le due operazioni erano al di fuori della conoscenza e approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti, del presidente Ronald Reagan ed addirittura dello stesso apparato di intelligence americano. Colby identificò le due operazioni con la sigla A-6 ("Red Mist") e A-7 ("Project Sandman"). L'operazione A-7 comprendeva delle sottooperazioni. Mi venne detto che l'operazione A-6 riguardava delle persone e la creazione della minaccia comunista in America latina. Alcune informazioni raccolte con la A-6 venivano usate dalla Task Force - 157. Mi venne detto che la A-7 era "Il programma Phoenix" per l'America latina, riguardava l'assassinio dei membri dell'infrastruttura comunista attraverso l'America latina. Mi venne detto che Colby autorizzava che i mezzi coinvolti nella A-6 e nella A-7, fossero impiegati in traffici di droga per finanziare le due operazioni. Colby si occupava di operazioni che sapevo erano state svolte allo stesso modo in Vietnam, per la stessa ragione. Colby mi informò candidamente del fatto che aveva predisposto più di un milione di libbre di cocaina, a Panama, tra il primo dicembre 1975 ed il primo aprile 1976. Questo venne compiuto con l'aiuto del nostro gentile alleato, il generale Manuel Noriega. La cocaina venne trasportata in Salvador, nel Costa Rica e nell'Honduras, tra il 1976 ed il 1981. Colby sta ora davanti a me, con il suo cappello in mano, e mi chiede aiuto per la consegna della cocaina sul mercato americano. Mi è stato riferito che Colby stava usando un nostro comune amico, il colonnello Albert Vincent Carone, militare americano ed ufficiale dei servizi americani, per portare a termine la A-6 e la A-7. Al Carone è un patriota carismatico che ci venne presentato dal generale Joseph W. Stilwell, alla fine del 1945. A parte le consuete qualifiche, Al Carone poteva contribuire alla guerra contro il comunismo grazie alle connessioni col suo amico di lunga data, Vito Genovese. Genovese era il capo dei traffici di droga e del gioco d'azzardo, per conto della famiglia di cui faceva parte, a New York. Carone è un amico del latitante internazionale Robert Vesco. Carone ha molti contatti con informatori anticomunisti come Maurita Lorenz, amica di Fidel Castro. Al Carone è il fratello più giovane del Dottor Pasquale Carone. Il Dr. Carone aveva lavorato per la CIA in ambiti differenti. Colby mi disse che i proventi del traffico di cocaina sarebbero stati riciclati attraverso Al Carone, la mafia di New York e Robert Vesco, che era stato reimpostato in funzione anticomunista dallo stesso Colby. Dopo alcune discussioni con Al Carone, decisi di portare la cocaina nell'aeroporto Mena, a Mena, in Arkansas. La CIA aveva già usato quell'aeroporto in precedenti occasioni. Questa volta lo strumento era la cocaina. Il trucco consisteva nell'ignorare la legge ed evitare il giudizio del pubblico. Venimmo aiutati, nei nostri sforzi, da William J. Clinton e da William F. Weld. Al 1984, tutta la cocaina era stata trasportata nell'aeroporto Mena e ci eravamo già procurati altri fornitori. La cocaina veniva trasportata, attraverso l'hangar quattro e l'hangar cinque, nella base aerea di Ilapango, nel Salvador. Il mio uomo a Mena era Adler Barriman Seal (Berry Seal). Bill Clinton si rivelò prezioso per impedire le indagini della polizia locale sulle attività segrete condotte a Mena. Bill Weld, sostituto procuratore, venne incaricato della Divisione Criminale del Ministero della Giustizia. Questo venne deciso in modo che Bill Weld potesse controllare le indagini su Mena condotte dalle agenzie federali d'indagine. Questa carica di Weld si dimostra tutt'oggi molto preziosa. Ho ordinato a John Poindexter, a Robert McFarland e a Oliver North, di utilizzare tutti i canali al di fuori di quelli normali, inclusa la mafia, per assicurare le consegne di droga all'aeroporto Mena. Le consegne avvenivano in grandi quantità attraverso l'impiego di personale della National Security Agency (NSA) e della Army Security Agency (ASA). Gli uomini e le donne della NSA e dell'ASA, accecavano i satelliti ed i radar per permettere che non fossero scoperti gli atterraggi all'aeroporto di Mena. I nomi in codice di queste operazioni della NSA e dell'ASA erano: "Sea Spray" e "Jade Bridge". Ho appreso che il corso della lotta democratica, in Nicaragua ed in America latina, sta volgendo dalla nostra parte. Attribuisco questo successo alle operazioni A-6 e A-7, delle quali Bill Colby possiede la lungimiranza, la precisione e la spina dorsale per portarle avanti. Ho preso nota degli sforzi eroici di Al Carone, Bill Clinton, Bill Weld, John Poindexter, Bud McFarland ed Oliver North. Senza di loro, le operazioni A-6 ed A-7 non avrebbero visto la luce. La libertà è un bene impagabile. La quantità di libertà che godiamo dipende dalla quantità di vigilanza che investiamo. Le mie azioni potranno essere qualificate come criminali condannando un numero inimmaginabile di americani alla dipendenza dalla droga. Non m'importa. Tutte le guerre producono vittime. Generalmente, più una guerra è violenta e meno dura. La mia scelta era tra il rimanere ad osservare passivamente una guerriglia insorgente in America latina o l'usare i mezzi a disposizione per finanziare e promuovere una guerra violenta, di corta durata, per la democrazia. Difendo la mia scelta. Lo strumento è la cocaina. Il trucco sta nel capire che i drogati hanno la libertà di scegliere. Loro scelgono la droga. Io ho scelto di usare il loro vizio per finanziare la democrazia di cui l'America tutta gode. Per mantenere gli americani al riparo dalla minaccia comunista che bussa alla nostra porta di servizio in America latina. Per una volta, i drogati serviranno alla società. Dichiaro, sotto pena di spergiuro, che i fatti sopradescritti corrispondono a verità e sono veri per quanto di mia conoscenza. Scritto il giorno 8 dicembre 1986 a McLean, in Virginia. Firmato: William J. Colby. Controfirmato, come testimone: Richard Nixon. "

Gene "Chip" Tatum venne impiegato per anni come operativo dei servizi USA. Il suo lavoro principale consisteva nell'effettuare consegne di cocaina dal Sud America nel Nord America. Ufficialmente pensava di consegnare frigoriferi. Poi, durante un trasporto, se ne ruppe uno ed allora uscirono decine di panetti di droga. Dal 1985, quando per la prima volta si accorse che la CIA trafficava droga, cominciò a collezionare documenti, registrazioni audio e videocassette, pensando al suo "pensionamento". Si rendeva conto che gli agenti segreti maggiormente "coperti" non sopravvivevano a lungo in questo sporco gioco di poker di alto livello. Quando nel 1992 il presidente Bush gli chiese di "neutralizzare" il candidato alla presidenza Ross Perot, Tatum si rifiutò. Disse che aveva documenti compromettenti nascosti in varie parti del mondo e che se gli fosse successo "qualcosa", a lui o alla sua famiglia, questi documenti sarebbero stati resi di pubblico dominio.

Durante la sua ultraventennale carriera come agente segretissimo della CIA e della DIA, Gene "Chip" Tatum vide o partecipò in una serie notevole di operazioni sporche. Il periodo più rimarchevole fu quello dal 1986 al 1992 quando lavorava per una squadra denominata "Pegasus". Questo gruppo operava per conto degli USA e di altri paesi alleati con compiti che andavano dal traffico di droga all'eleminazione fisica di persone. Il nome "Pegasus" è un nome di copertura usato da Tatum per evitare di essere citato in tribunale per rivelazione di segreti di stato, ovviamente. Oggi i particolari vengono fuori poiché sono passati gli anni necessari previsti dall'accordo di non rivelazione che aveva fatto il 21 gennaio 1992, nella Jupiter Island. Pochi conoscono quest'isola, situata sulla costa Atlantica della Florida, a pochi chilometri da Palm Beach. L'isola è larga circa 800 metri e lunga 15 chilometri. Gli abitanti che vi abitano sono la crema dell'establishment americano. Molti hanno stretti legami con le agenzie d'intelligence e non pochi fanno parte della società segreta "Skull and Bones", una specie di loggia massonica nata nella facoltà di legge di Yale ("George Bush - The Unauthorised Biography", di Webster Griffin e Anton Chaitkin). Molti dei primi residenti - inclusi Averall Harriman e Prescot Bush (il padre di Bush Senior) - erano dei grandi fanatici di Hitler e del suo partito nazionalsocialista, prima della seconda guerra mondiale. Secondo Tatum, anche recentemente Bush padre continua a fare affari con dei nazisti che stanno in Sud America. Specialmente nel periodo della Prima Guerra del Golfo, quando gli occhi del mondo erano voltati dall'altra parte. La Jupiter Island è un ambiente super sicuro. Tutti i veicoli sono seguiti da sensori posti nella strada e a tutti i dipendenti esterni che vi lavorano vengono prese le impronte digitali. Gli stessi residenti vengono filtrati prima di essere ammessi a comprarvi proprietà immobiliari ed uno dei loro doveri, una volta accettati, è di svolgere una sorveglianza attiva per garantire la sicurezza dell'isola. E' proprio qui che Tatum discuteva operazioni "sensibili" con l'allora vice presidente ed attuale presidente Bush, nella casa della di lui madre Rose Bush. La struttura organizzativa del cosiddetto gruppo "Pegasus" merita di essere approfondita. Il significato dei vari ordini presidenziali che portarono alla formazione ed operatività delle attività coperte, nelle quali partecipava Tatum, crea un governo segreto all'interno del governo. Gli ordini esecutivi presidenziali (EO, Executive Orders) non sono sottoposti allo scrutinio del Congresso USA e diventano immediatamente esecutivi alla pubblicazione sul Registro Federale. Questo rappresenta quel potere, nascosto dietro la facciata di un governo democratico, che qualcuno chiama "La Piovra" o "Octopus". Le attività includono il traffico di droga ad alto livello, il trasferimento illegale di armi ultratecnologiche come quelle all'uranio impoverito, il riciclaggio di denaro su scala planetaria ed il raddrizzamento e/o riallineamento di singoli individui sulla "retta via". Nel 1981 il Presidente Reagan firmò la Direttiva di decisione sulla sicurezza nazionale numero 3 (National Security Decision Directive Number 3, NSDD-3) che autorizzava il vice presidente a presiedere il Gruppo sulla Situazione Speciale (Special Situation Group, SSG). Questo SSG rappresentava una divisione al di sotto del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (National Security Council, NSC). Una delle entità create per supportare lo SSG era il Gruppo di Lavoro sugli Eventi Terroristici (Terrorist Incident Working Group, TIWG). Questo gruppo venne formato nell'aprile 1982, dal presidente Reagan, con la direttiva NSDD-30. I componenti il gruppo erano i rappresentanti del Direttore della CIA, del Dipartimento della Difesa, dell'FBI, del NSC e altri, a seconda delle necessità. Altri membri erano il Dipartimento di Stato e la Federal Emergency Management Agency (FEMA). La direttiva NSDD-30 era classificata "segreto". Ora è stata parzialmente declassificata nelle parti emendate e vi si nomina Oliver North come responsabile per le azioni di antiterrorismo. Queste azioni includevano "misure attive" per "impedire o prevenire un attacco terroristico" e vi si stabiliva la struttura per "progetti della CIA volti ad eliminare capi di organizzazioni islamiche fondamentaliste". Di tal fatta, si trattava di una direttiva presidenziale illegale. Lo scopo del TIWG era di fornire all'SSG un supporto operativo diretto. Il TIWG, allora, raccomandò al presidente di formare una task force sul terrorismo con a capo l'SSG (il vicepresidente). Reagan approvò la direttiva NSDD-138, nell'aprile 1984, che dava il potere al TIWG di formare delle sottounità. Come risultato, venne formato un sottogruppo operativo (Operation Sub-Group, OSG). Questa struttura era composta da personale della NSC, del DOD (Dipartimento Difesa), della CIA, dell'FBI e dell'agenzia estera di intelligence (FIA, Foreign Intelligence Agency) che operava in modo da scavalcare le operazioni normalmente permesse alle agenzie di intelligence, militari e di polizia. L'OSG venne formato nel febbraio 1986. Specificata così la ragnatela di direttive presidenziali necessarie per condurre operazioni sporche, Tatum fornisce i dettagli dell'operato dell'OSG: "Fui un operativo dell'OSG dall'aprile 1986 fino al gennaio 1992. Quando operavo sotto l'autorità del'OSG, riportavo direttamente a loro, non alla CIA o alla DIA. Questo apparato segreto del governo, creato da Bush dal 1981 al 1986, era capace di ricavare risorse dalla CIA, dalle unità operative speciali del Dipartimento della Difesa (DOD-SOU) e dal settore privato. Usando la clausola del settore privato, Don Gregg, il consigliere sulla sicurezza nazionale di Bush, incluse rappresentanze dell'intelligence britannica ed israeliana". Alla fine vennero creati tre OSG. L'OSG-1 era comandato da Ted Shackley (vedi la fine del cap.IX) ed era il gruppo anti-narcotici. Il coinvolgimento di Shackley nell'industria della droga è pesante. Non ultimo, il Colonnello Bo Gritz - il più decorato ufficiale delle forze speciali nella Storia - ha parlato del suo incontro con il signore della guerra di Burma Khun Sa. Abitando nel centro del "triangolo d'oro", Khun Sa è uno dei principali esportatori di oppio grezzo del mondo. In una intervista videoregistrata, il Signore della guerra afferma che il suo più importante contatto nel business dell'eroina era il Ted Shackley della CIA. Shackley lavorò contiguamente con il capo mafia Santos Trafficante, secondo Khun Sa. Ma torniamo agli OSG. L'OSG-2 era comandato dal Colonnello Oliver North, era il gruppo "antiterrorismo" dove lavorava Tatum. L'OSG-3, comandato da Richard Secord, era il gruppo di "riallineamento". A seguito del ruolo di Oliver North nel Contragate nel 1987, egli dette le dimissioni dall'OSG-2 ed il suo posto venne preso da Secord. Il comando dell'OSG-3 passò a Tatum. Tutti e tre questi OSG rispondevano al TIWG al cui interno il Generale Colin Powell rappresentava la Difesa, William Casey la CIA, Donald Gregg il National Security Council. "Quelli dell'FBI giravano a vuoto...", prosegue Tatum. "Sembrava che non riuscissero a prendere nessuno", conclude. A rappresentare i servizi inglesi c'era Sir Colin Figure, ex capo dell'MI6. Colin Figure venne destinato nel 1986 alla funzione di "coordinatore della Sicurezza" sotto il premierato di Margareth Thatcher (Notate? Anche lei coinvolta nell'insabbiamento del caso Ambrosiano...). Figure andò in pensione nel 1989. Amiram Nir rappresentava i servizi israeliani finché non venne assassinato da una squadra capitanata da Tatum - su richiesta di israeliani di alto livello - nel 1988. Ognuno di questi sei rappresentanti aveva il potere di ordinare una "missione". Stessa cosa poteva fare George H. W. Bush. Di particolare interesse era la rappresentanza occasionale da parte di Lord Chalfont all'interno del TIWG. Il Lord inglese era un consigliere per gli affari mediorientali tra il 1986 ed il 1990. Dal momento che Tatum venne reclutato nell'OSG, venne destinato allo stato di New York dove aprì delle attività di copertura (in un testo pubblicato in Italia, su Gladio, Francesco Gironda risulta a vario titolo in una trentina circa di società: come amministratore, socio, etc. La maggior parte delle società avevano sede a Milano, in via Solferino, dove si trova anche la sede del Corriere della Sera. Su Gladio vedi cap.I). Tatum diceva che era normale per gli operativi degli OSG di attivare i loro business come "coperture". Il finanziamento veniva fornito attraverso una linea di credito della Key Bank of Central New York, Watertown, Stato di New York, attivata da parte del Repubblicano Harry Hyde. Una delle società create da Tatum era la Cedar Shores Estates Inc. Venne creata dall'avvocato Ben Whitaker. La rappresentanza legale era curata da "O’Hara and Crough", in Syracuse, NY. Questa fu la sua base operativa per sei anni. Potrà sembrare una coincidenza che il nome di questa società assomigli a quello della Cedar Holdings, una società inglese collegata all'ex tesoriere del partito conservatore inglese Lord Alister McAlpine. Un'altra coincidenza potrebbe essere rappresentata dall'esistenza di due conti "Cedar Street Ltd" aperti presso una chiacchierata società di clearing interbancario, Clearstream, il 31 ottobre 1994. Si tratta dei conti numero 97094 e 30643, residenti a Londra, con abbreviazione "CEDAR". In un testo non pubblicato di Peter Jones, "The Obedience of Australia", l'autore cerca di far luce sugli affari di McAlpine, eminenza grigia del Partito Conservatore e capo massone. L'autore descrive le connessioni di varie società che egli crede siano coinvolte in tutti i tipi di attività sporche. Vi troviamo ad esempio una società, la "Leisure Circle", che ha contorte connessioni con Sir John Cuckey, una delle figure centrali dell'indagine investigativa di Scott nel traffico d'armi con l'Iraq. Nonostante queste connessioni siano fragili, a dir poco, è da notare che Tatum da New York era impegnato nella consegna delle armi più sofisticate attraverso la frontiera Canadese. Altre società impiegate da Tatum erano: la "Progressive Structures Inc.", la "Irving Place Capital & Development" e la "American National Home Builders". Da notare anche che Oliver North conduceva traffici di armi il cui ricavato veniva riciclato attraverso le isole del Canale britanniche e la sede di Londra della banca BCCI. Ci credereste? Nonostante sia ufficialmente chiusa da anni, anche la BCCI ha un conto su Clearstream. Si tratta del conto numero 52353, intestato "Bank of Credit and Commerce Intl SA", abbreviazione "BCCILDN", data d'apertura 31/10/1994, indirizzo "100, Leadenhall Street, GB-EC3A 3AD Londra". Nel 1995, il referente del conto era un certo signor Humphrey Hatton. Il riciclaggio di denaro sporco era una delle attività principali di Oliver North.

Superbanconote
Una delle operazioni a conoscenza di Tatum, riguarda la stangata delle cosiddette "superbanconote". Anni prima, fine anni sessanta-inizio anni settanta, la CIA (vedi anche capitolo XV) aveva segretamente fornito allo Scià di Persia delle matrici perfette per stampare inappuntabili biglietti da 100 dollari. Venne fornita anche una macchina da stampa speciale capace di imprimere una forza enorme sulla carta per riprodurre perfettamente la filigrana della banconota. Ovviamente venne fornita anche la carta e l'inchiostro per produrre imitazioni perfette. Lo Scià in seguito lasciò l'Iran e dimenticò, nella confusione, tutto questo armamentario. Questo materiale sarebbe ancora a Teheran, secondo alcuni esperti (vedasi un articolo pubblicato sul The New Yorker del 23 ottobre 1995, a firma Fredric Dannen e Ira Silverman). Secondo Tatum, venne raggiunto un accordo tra l'allora vicepresidente Bush, Manuel Noriega di Panama e la leadership iraniana. Una somma di 8 miliardi di dollari, depositata nel Banco Nacional de Panama (che ha un conto su Clearstream, il numero 83324, sigla BCONACPA) per conto del re del cartello colombiano della droga Pablo Escobar, venne "affittata" a George H.W. Bush. Di questa somma, 4 miliardi di dollari vennero spediti in aereo in Iran dove vennero scambiati uno-contro-due con le banconote false. Nel viaggio di ritorno, effettuato con un cargo 707, un container conteneva due pallet pieni zeppi ognuno con 4 miliardi di dollari. L'aereo arrivò nella base Howard/Albrook Air Force di Panama dove i pallet vennero scaricati sotto la sorveglianza della guardia armata militare panamense. I soldi contraffatti vennero di nuovo depositati sul conto di Escobar nella Banca Centrale panamense. Per nessun motivo questi soldi avrebbero potuto lasciare la cassaforte, al fine di evitare di svalutare la moneta americana, e successivamente verranno prese azioni per impedirlo. L'altra metà dei soldi "buoni", di Escobar, venne consegnata a Nana DeBusia, il nipote del primo leader democratico del Guyana. DeBusia venne scelto personalmente dal capo della CIA William Casey per riciclare la grande somma di denaro in vari conti cointestati Casey-Bush. L'ultima parte dell'operazione consisteva nel recuperare i 4 miliardi scambiati con le superbanconote in Iran. Questo venne facilitato attraverso la consegna di equipaggiamento militare - armi, munizioni e parti di ricambio per sistemi d'arma. Questa parte dell'accordo venne curata dal Colonnello Oliver North per conto di William Casey. Il risultato di queste manovre complesse era duplice. Da una parte la CIA acquisiva 4 miliardi di dollari - attraverso la vendita di armi - per usarli in futuro in operazioni sporche senza bisogno che queste fossero approvate dal Congresso statunitense. Tatum spiega che, se in seguito fossero stati beccati, alla CIA avrebbero potuto dire che i soldi provenivano da un traffico d'armi con l'Iran. Parte di questi fondi vennero usati per finanziare i Contra, mentre il resto finì nel buco nero gigante del bilancio segreto della CIA. Nel frattempo, Nana DeBusia aveva cominciato a riciclare i rimanenti 4 miliardi di dollari attraverso varie banche, inclusa quella del Vaticano (anche lo IOR, Istituto per le Opere di Religione, ha decine di conti presso Clearstream). Tatum afferma che DeBusia riciclò questa somma attraverso banche londinesi. In questa storia, le coincidenze abbondano.Vale la pena citare Gerald James, ex presidente della Astra plc ed uno dei personaggi principali dell'inchiesta Scott implicati nella vendita di armi all'Iraq. Gerald cita un memorandum interno della società, che si riferisce ad un grande traffico di armi dell'anglo-saudita Al Yamamah, nel quale viene citata la somma di 4 miliardi di dollari in congiunzione ad una tangente per il principe saudita Bandar, un nipote di Re Fahd. Il memorandum recita: "Questi 4 miliardi di dollari vennero menzionati assieme al nome del figlio della Thatcher". La somma di 3,8 miliardi di dollari la troviamo anche nel rapporto Kerry a proposito dello scandalo IranContra. Per il suo disturbo, DeBusia prese una commissione di 200 milioni di dollari. I rimanenti 3,8 miliardi di dollari vennero messi in conti segreti sparsi per il mondo e cointestati Bush-Casey. L'operazione venne definita ulteriormente anni dopo: 1) Nel 1989 Pablo Escobar venne colpito da un'intensa campagna antidroga statunitense-colombiana. Si dette alla latitanza, temendo per la vita, ma venne rintracciato nel 1993 ed ucciso dalla polizia. Un documentario televisivo inglese rivela che Escobar era disarmato al momento della fuga. La campagna anti-Escobar serviva per assicurarsi che non ritirasse gli 8 miliardi di dollari falsi. A seguito della sua morte, la quantità di cocaina colombiana sul mercato decuplicò - nonostante la propaganda sulla "guerra alla droga". 2) Sempre nel 1989, il generale panamense Noriega venne catturato durante l'invasione USA di Panama. Noriega venne in seguito condannato e messo sotto controllo continuo in un carcere federale per assicurarsi che non parlasse. Il teste principale contro Noriega, durante il processo, venne manipolato dalla giuria al fine di NON dire tutta la verità. 3) Nana DeBusia venne incriminato di 32 reati inclusa la frode bancaria e così silenziato. Infatti, a seguito dell'intervento della CIA, DeBusia venne poi assolto da tutte le imputazioni e da allora sta zitto. 4) Precedentemente, nel 1987, il direttore della CIA William Casey era morto di tumore al cervello - proprio pochi giorni prima di essere sentito dal Senato americano sullo scandalo Contragate. Secondo Tatum, solo una persona si salvò - George H.W. Bush, che da solo ora controlla i 3,8 miliardi di dollari riciclati. Ovviamente la CIA controlla i 4 miliardi di dollari rimanenti, la sua parte nella Grande Stangata. E' interessante notare che questa versione è confortata da un'altra fonte la cui credibilità è fuori discussione. Questa persona era a Teheran, durante lo svolgersi degli eventi, ed in seguito venne dislocata in un'altro punto cruciale dell'operazione. Inoltre è stato anche rivelato che la BNL, la Banca Nazionale del Lavoro, era pesantemente coinvolta nella stangata delle banconote false. Che la BNL fosse parte intrinseca della cosiddetta "impresa" di Oliver North - in realtà gli OSG del TIWG (Terrorist Incident Working Group) - è fuor di dubbio. Per altri dettagli sul ruolo della BNL, leggere "The Spider's Web", di Alan Friedman, Faber & Faber 1993. Ecco che emergerebbe un nuovo interessante filone di indagini: gli allora scarsi risultati delle due Commissioni parlamentari d'inchiesta sullo scandalo BNL-Atlanta, i controlli distratti da parte dell'allora Governatore della Banca d'Italia... (uno dei vari conti Bankitalia su Clearstream è il n.C1003. Quello subito dopo nella lista è il C1005... della BNL) Rimane la domanda: che ci vuol fare Bush Senior con questi 3,8 miliardi di dollari neri? Qual'era lo scopo finale dell'operazione? Forse una parte servì per comprarsi la campagna elettorale dopo la presidenza Reagan? O forse, chissà, per altre opere pie. O forse per quel progetto che Tatum chiama: il Nuovo Ordine Mondiale Personale dei Bush e compagnia cantante. Una copia del business plan, per quest'ultima operazione, venne consegnata da Bush Senior proprio nelle mani di Tatum. Vi si legge la descrizione della formazione di una Corporation il cui scopo è: "...fornire un sistema centrale di informazione, analisi e strategia su base internazionale per ottenere l'ordine mondiale e la stabilità economica (la "loro", si presuppone)". Si tratta di una super CIA con il compito di decidere come si svilupperà il mondo e deciderne l'economia e la distribuzione delle risorse. Il problema è che il Consiglio d'amministrazione, formato da dodici membri, viene eletto annualmente da azionisti privati... Potremmo migliorare questo progetto prevedendo che le azioni siano pari al numero delle persone del pianeta ed ad esse vengano distribuite equamente. Ma la "loro" idea non era proprio questa... Il documento comunque è impossibile da certificare come genuino poiché appare battuto a macchina su tre fogli A4 senza intestazione. Giudichi il lettore. Nel marzo 1996 Tatum scrisse una lettera all'ex direttore della CIA, William Colby, lo stesso che l'aveva reclutato la prima volta nel 1971. Nella lettera Tatum chiede a Colby di uscire dal progetto di cui al documento citato, lo implora presagendo che Colby sarebbe comunque stato scaricato (come altri personaggi di questo libro). Gli dice anche che aveva intenzione di scrivere un libro sulle sue azioni compiute dal 1980. Dice: "Non scriverò solo delle missioni, ma parlerò anche del progetto NWO (Nuovo Ordine Mondiale), fornirò dei nomi ed una esatta cronologia". Tatum a questo punto parla di terroristi, alludendo ai personaggi che aiuterebbero lo svolgersi del progetto. Ancora, nella lettera, chiede a Colby di uscirne. Nella chiusura si legge: "Signor Colby - avete fatto troppo per il Nostro paese per uscirne in disgrazia come finirà quella gente!" Meno di due mesi dopo, Colby viene dato per disperso. Lunedì 6 maggio 1996, viene ritrovato il corpo di Colby. Si tratterebbe di un incidente in canoa nel fiume Wicomico, nel Maryland. Sono in molti a dubitarne, Colby aveva il terrore dell'acqua. Avrebbe dovuto essere completamente impazzito per andarsene in escursione in canoa. Nonostante ciò, la sua morte ufficialmente venne archiviata come incidente. Questo non stupisce Tatum più di tanto: "Sapevo che la nostra squadra (OSG) era a prova di bomba: la morte di uno dei nostri obiettivi, di 25 anni, venne classificata come attacco di cuore. Il suo nome era Al-Jarrah". Ma questa è un'altra storia.  

L'archivio libico rivela che furono i francesi ad abbattere il Dc-9 su Ustica

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/10/documenti-segreti-sulla-tragedia-di.html

Fonte originale in inglese: AlFatah69
Traduzione italiana di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


Documenti segreti libici svelano la tragedia di Ustica e come Gheddafi si salvò riparando a Malta

Secondo i resoconti dei media italiani, i documenti riservati trovati negli archivi del servizio segreto libico, dopo la caduta di Tripoli, che sono ora nelle mani di Human Rights Watch, dimostrano ciò che ha provocato l’abbattimento del Dc-9 Itavia sul Mediterraneo, presso l’isola di Ustica, il 27 giugno 1980. Ottantuno persone a bordo del volo, sulla rotta da Bologna a Palermo, sono morte.

Come si è a lungo sospettato, i documenti confermano che un missile aveva colpito l’aereo, dopo che era stato scambiato per un aereo che trasportava il leader libico Muammar Gheddafi.

Secondo i documenti, due jet francesi all’inizio attaccarono l’aereo, e poi s’impegnarono in un duello con un solitario caccia MiG, che portava le insegne della Jamahiriya, e che si pensava scortasse il colonnello Gheddafi, fino a quando non impattò nella regione montuosa della Sila, nel sud d’Italia. Il colonnello Gheddafi, informato in tempo dell’attacco, riparò a Malta, dove atterrò col suo Tupolev, secondo i documenti.

Sembrerebbe, dalle carte dei servizi segreti trovate, che Gheddafi sia stato informato dai servizi segreti italiani (SISMI), che stava per essere attaccato, e aveva cercato rifugio a Malta.

Le autorità italiane hanno isolato l’area in cui il MiG cadde, e un giornalista e un fotografo, che cercavano di scoprirne la vicenda, al momento, furono arrestati e trattenuti per ore dalla polizia, fino a che non svelarono ciò che avevano documentato. Più tardi, le autorità libiche affermarono che il pilota del MiG era in volo di addestramento, quando avrebbe perso la rotta. Il suo cadavere, che era già stato sepolto, fu riesumato; l’autopsia venne effettuata e il cadavere fu poi rimpatriato in Libia. Pochi giorni dopo, il 7 luglio 1980, una bomba distrusse gli uffici della Libyan Arab Airlines, a Freedom Square, a La Valletta, e ci fu anche un tentativo di incendio doloso dell’Istituto libico di Cultura, a Palace Square, in quel periodo.

Secondo un libro del giornalista e storico francese, Henri Weill, la bomba e l’incendio doloso furono opera dei servizi segreti francesi, lo SDECE, come anche un attacco a una nave libica, a Genova. Poi, meno di un mese dopo, il 2 agosto 1980, un’enorme bomba distrusse la maggior parte della stazione ferroviaria di Bologna, e 80 persone furono uccise. La responsabilità dell’attacco terroristico non è mai stata stabilita con certezza. Proprio questa settimana, un tribunale italiano ha ordinato al governo di pagare 100 milioni di euro di danni civili ai parenti delle 81 persone uccise nel disastro aereo del 1980, che tuttora rimane ancora uno dei misteri più duraturi dell’Italia, almeno fino a quando i documenti scoperti questa settimana, saranno studiati a fondo.

Il governo italiano ha dichiarato che avrebbe fatto ricorso contro la decisione del tribunale civile di Palermo, che ritiene i ministeri della difesa e dei trasporti responsabili di aver omesso di garantire la sicurezza del volo. Tra le altre teorie sulle cause dell’incidente, vi era quella di una bomba a bordo o che l’aereo fosse stato accidentalmente preso in mezzo a un duello aereo.

L’avvocato Daniele Osnato, che insieme a un manipolo di avvocati rappresentati i parenti delle 81 vittime, ha detto che la giustizia è stata finalmente fatta. Oltre a determinare che i ministeri competenti non erano riusciti a proteggere il volo, ha detto, il tribunale ha anche concluso che erano colpevoli di aver nascosto la verità e di aver distrutto le prove.

Un’altra teoria sul dogfight aereo, aveva avuto credito dal giudice Rosario Priore, il quale aveva inizialmente accusato dei generali di esserne i responsabili. Il giudice Priore aveva teorizzato che un missile, lanciato da un caccia statunitense o da un altro aereo della NATO, avesse accidentalmente colpito il jet di linea interna italiano, durante il tentativo di abbattere un aereo libico.

Funzionari francesi, statunitensi e della NATO, hanno a lungo negato qualsiasi attività militare nei cieli, quella notte.

Populismo o banchismo ?

Barbara Spinelli su Repubblica:


"Inizialmente il populismo sorge come risposta democratica alle oligarchie. Un laccio stringe il capo al suo popolo, e questo laccio, simbolo della sovranità popolare, comanda su tutto, non tollerando né istituzioni intermedie né autorità sovranazionali. Il populismo semplifica, quando per uscire dalla crisi urge complicare, differenziare i poteri."

Marco Saba su Signoraggio.it:


"Inizialmente il banchismo sorge come risposta oligarchica alle democrazie. Un laccio stringe il capo al suo popolo, e questo laccio, simbolo della sovranità monetaria privatizzata, comanda su tutto, non tollerando né istituzioni popolari né autorità democratiche. Il banchismo complica, quando per uscire dalla crisi urge semplificare, controllando democraticamente i poteri."

Appello a Beppe Grillo per i referendum anti-usura

Vedere dal minuto 9 in poi l'appello a Beppe Grillo

Segreti di Stati - Cap.15 - Soldi falsi e destabilizzazione

(Segreti di Stati - torna all'indice)

Capitolo XV - Soldi falsi e destabilizzazione

Qualcuno si chiederà perché gli euro, distribuiti a piene mani nei balcani, vengono stampati in Romania, visto che questo paese non fa parte ancora della UE e non è autorizzato, almeno ufficialmente, a stampare la moneta europea. Qualcun altro si chiederà, ancora più malizioso, come mai sono sorti come funghi, sempre nei balcani, sportelli della Deutsche Bank, specialmente alla luce del coinvolgimento di questa grande banca europea (ma in realtà londinese) in clamorosi casi di "insider trading" precedenti gli attentati dell'11 settembre 2001...Eppure sarebbe lecito chiedersi, ad esempio, dove vengono depositati gli euro falsi "rumeni". Almeno per quanto riguarda i balcani. Cerchiamo di descrivere il business delle banconote false.

Quando due soci-compari litigano, assomiglia ai litigi all'interno delle coppie.Ci si rinfaccia di tutto: ognuno accusa l'altro di aver commesso qualche ingiustizia. Si accusano di tradimento, di essersi rubati i gioielli di famiglia, e chi più ne ha, più ne metta. Se afferrate questa dinamica, sarete in grado di capire come stanno interagendo tra loro George Herbert Walker Bush (Bush papà, per intendersi) e Saddam Hussein.Sicuramente uno dei due è il diavolo, così dice l'altro.

Bush padre era già un personaggio importante, per la CIA, alla nascita della ZAPATA PETROLEUM COMPANY, oggi "ZAPATA OFFSHORE". La società aveva centinaia di soci sparsi per il mondo. Si dice che l'attività più importante di questa impresa, dal nome che pare rubato ai film di Zorro, fosse di assistere vari servizi segreti per le loro operazioni "coperte", ma non solo, che acquisisse informazioni riservate un po' dappertutto. Investigatori americani insinuano che, attraverso le proprie piattaforme petrolifere offshore, al di la' delle frontiere americane, la società facesse da base per consegne clandestine di merci proibite. Ad esempio, che servissero da "hub" per trasferimenti di droga. Gli elicotteri, che erano adibiti al rifornimento delle piattaforme, pare non facessero il viaggio di ritorno a mani vuote. Caricavano narcotici per importarli negli USA. La Reuters, anni fa, studiò il problema confermandone il meccanismo. Ma pare che la storia sia finita in un buco nero dell'informazione. Per intendersi: del tipo di quelli creati ad arte, a suo tempo, da un inquilino dell'Hotel Excelsior di Roma, che invece di dormire, di notte, leggeva le veline degli articoli che sarebbero dovuti uscire, o meno, il giorno dopo, sui principali quotidiani italiani. Possibile che Bush padre non fosse al corrente di quello che accadeva sulle piattaforme della ZAPATA? Poteva NON sapere? Un libro molto circostanziato spiega come la fortuna dei Bush sia stata sponsorizzata dalla famiglia reale inglese (The Unauthorized Biography of George Bush, Webster Tarpley ed altri, 1992). In un documento dell'FBI, datato 29 novembre 1963, si legge che: "George Bush della CIA" ha giocato un ruolo determinante nel coprire i dettagli dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. "JFK" aveva commesso un errore imperdonabile, anzi due: non aveva fatto passare la proposta del Joint Chiefs of Staff ed aveva firmato il trattato per proibire i test nucleari di superficie. Infatti sua moglie, Jacqueline, aveva abortito poco prima a causa della contaminazione radioattiva subita durante una visita ad una fabbrica di materiale nucleare. Questo aveva spinto JFK a contrastare la contaminazione dovuta alla ricaduta radioativa causata dai test nucleari. La folle proposta del Joint Chiefs of Staff (JCS), quelli che si erano inventati i Gladiatori di Stay-Behind, per intenderci, era di commettere atti terroristici in territorio americano, di addebitarli a Fidel Castro e quindi, per "ritorsione", di invadere Cuba. In Italia, ad esempio durante l'Operazione Delfino, vennero lanciate bombe contro la sede di un partito nel nord del paese. La solita destabilizzazione per "stabilizzare", contro il pericolo, sempre presente (secondo qualcuno), della piena realizzazione della democrazia. La JCS e la NSA (National - o Nuclear - Security Agency) non gradirono l'opposizione di JFK.

Ma torniamo a Bush padre, che quindi come detto era attivo nella comunità dell'intelligence (chiamamola così, magari porta bene) americana molto prima del 1976, quando divenne capo della CIA. Bush fu attivo anche dopo, quando alla fine degli anni '70, attraverso la pratica degli assassini politici, installò Saddam Hussein a capo dell'Iraq. Negli anni '80, Bush padre era infatti il socio privato di Saddam Hussein. A Chicago stanno ancora ridendo perché la società incaricata della sicurezza dell'aeroporto della città è di proprietà proprio del duo Saddam-Bush. Questi personaggi, proprio come si dice che facciano le famiglie mafiose, in cambio di laute "stecche", proteggevano i business petroliferi di corrotti sceiccati arabi. I soci americani di Bush padre, negli anni '80, fornivano a Saddam gli strumenti per fabbricare le cosiddette "armi di distruzione di massa". Recentemente la cosa è venuta fuori perché Bush figliuolo ha fatto sequestrare il rapporto iracheno alle Nazioni Unite: per censurarne le parti compromettenti. Per purgarlo delle informazioni che, sì, avrebbero tolto smalto alla figura del padre: ma ci avrebbero anche dato un'immagine più chiara delle connessioni tra i terroristi internazionali dai bianchi colletti. Vedi l'articolo: "Annan Criticizes Handling of Iraqi Files", New York Times, 11 dicembre 2002.

La prima guerra del Golfo non fu altro che un litigio tra due "ex-soci": Bush padre e Saddam Hussein. Nel 1991, periodo in cui ricevetti da un funzionario della BNL una banconota falsa da 100 dollari da me allegata ad una denuncia presentata ai carabinieri, Bush padre rubò miliardi e miliardi di dollari che appartenevano al suo ex socio. Questi beni vennero trasferiti in 25 conti segreti, depositati in giro per il mondo ed intestati alla "famiglia" Bush. Una delle transazioni, di cui sono disponibili gli estratti conto, mostra 100 miliardi di dollari trasferiti su un conto che Bush papà aveva con la regina d'Inghilterra, nella di lei banca privata "Coutts Bank of London". Dopo il bonifico, la regina spostò il direttore di tale banca, Andrew Fisher, presso il "Carlyle Group", la società che segue gli interessi dei mercanti americani delle armi e dove era/è socia la famiglia Bin Laden. Il capo della Carlyle sembra uscito dall'epopea della mafia americana degli anni '30: si chiama "Frank Carlucci". Ma torniamo alle banconote false. Usando la CIA, Bush papà cercò di rovesciare il regime di Bagdad attraverso la perfusione di banconote false: un sistema efficace molto più delle bombe, quando si tratta di rovesciare i governi. Una squadra di falsari, esperti, produsse le matrici per la contraffazione dei dollari (la moneta che, espropriata al popolo americano, viene stampata "ad libitum" dalla banca privata Federal Reserve. Vedere in proposito: G.Auriti, "Il valore del diritto" e "L'ordinamento internazionale del sistema monetario", edizioni Edigrafitel, Teramo, 1993). Bush padre, attraverso varie transazioni, alcune riguardanti macchinari per l'estrazione petrolifera, riempì l'Iraq di dollari falsi sottoforma di banconote da 100 dollari l'una. Erano stampate così bene che passavano tranquillamente attraverso le macchinette contabanconote della Banca Centrale USA (Nota Bene: una recente disposizione della Banca Centrale Europea impone di usare macchinette simili per controllare la validità degli euro). C'era un precedente: la stessa squadra di falsari, impiegata presso una divisione segreta del ministero USA del Tesoro e della CIA, aveva affogato l'Unione Sovietica con rubli falsi di qualità superiore. Qualcuno addebita a questo fatto il crollo dell'ex-Urss. Bush padre assieme alla sua banda di criminali avevano appoggiato Yeltsin, e poi Putin, con qualcosa come 800 miliardi di dollari falsi. Putin alla fine capì il trucco e cominciò a rimandarli indietro acquistando oro. Ma perché tutto ciò sta venendo fuori, ora? Perché la "famiglia" Bush ha dimenticato di pagare la banda dei falsari che ora stanno divulgando, attraverso dei giornalisti indipendenti, i dettagli delle varie operazioni.

La storia cominciò a Chicago, nella parte ovest della città. Era nel periodo della guerra in Corea. C'era un'impresa gestita da alcuni fratelli, una tipografia. Le altre tipografie vicine erano rimaste colpite da alcuni dettagli che avevano notato: gli impiegati della tipografia non lavoravano molte ore, cosa strana in un periodo in cui c'era parecchio lavoro. I fratelli non erano preoccupati per la penuria di carta durante il periodo bellico. Lavoravano solo qualche ora, di notte. Guidavano automobili lussuose e sembravano pieni di soldi.Ma cosa stampavano alla fine e solo per due o tre ore di notte? Era il periodo in cui alcuni professionisti di lusso usavano carta da lettere stampata all'antica, con logotipi in rilievo: avvocati e commercialisti, perlopiù. Il sistema di stampa dei fratelli tipografi rappresentava un passo in avanti rispetto al foto-offset, che era comunque criticato già dai concorrenti che preferivano il sistema all'antica. Dopo un paio d'anni, il segreto poteva essee letto su tutti i giornali: i fratelli avevano perfezionato un sistema di stampa che poteva produrre buoni del Tesoro americani di qualità superiore, che al tempo erano chiamati "U.S. Treasury Savings Bonds - Serie H". Quelli che compravano buoni del Tesoro sapevano che ve ne erano due serie: la serie E e la serie H. I fratelli stampavano grandi quantità di titoli della serie H. Ma non li stampavano per conto del Tesoro, erano dei falsari e finirono presto in prigione. Mentre erano arrestati, divennero consulenti del Tesoro USA che ambiva a produrre titoli della serie H con il sistema più perfezionato e veloce usato da loro. Il loro metodo era così perfezionato che pochissimi avrebbero potuto riconoscere i titoli falsi da quelli veri. Stampando titoli o soldi falsi di un governo straniero, nemico, se ne può destabilizzare il sistema. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti producevano una serie raffinata di banconote da cinque sterline inglesi. I tedeschi avevano un doppio progetto: da una parte bombardare Londra ed il suo governo, dall'altra invadere il paese, ed il mondo, con valuta inglese contraffatta. Se conosctete ex agenti dei servizi americani, potrete imparare parecchie cose sulla contraffazione e chi ne tira i fili, nel retroscena. Il governo USA ha un'unità speciale di operatori che si occupano di contraffazione di valuta. Non si tratta di romantici patrioti. Si tratta di falsari che sono arrestati sommariamente da un giudice federale ricattabile. Il tutto per poi convincerli a lavorare per il governo o per altri. Uno di questi falsari, uscito presto di prigione, aprì un negozio di parrucchiere nella periferia di Chicago. Gli agenti dei servizi USA glielo fecero saltare in aria per convincerlo a collaborare con loro. Volevano produrre valuta contraffatta di paesi "nemici", come ad esempio del sud-est asiatico. Negli anni '70 a Chicago vennero eliminati sei di questi falsari perché avevano parlato troppo. Il fatto che il Tesoro USA sia organizzato per produrre valuta contraffatta è un segreto abbastanza ben conservato. I giornalisti non ne parlano per varie ragioni: Per esempio per non perdere il loro nulla-osta rilasciato dai servizi e che gli permette di intervistare i pubblici ufficiali USA. Perderebbero le credenziali e quindi il lavoro nel monopolio della stampa americana. Nell'ottobre 1980, Bush padre che era candidato alla vicepresidenza degli USA, fece un accordo da alto tradimento con gli iraniani che detenevano 52 ostaggi dell'ambasciata americana di Teheran. Durante un incontro a Parigi, gli iraniani accettarono di tenere gli ostaggi fino all'elezione del duo Reagan-Bush alla Casa Bianca. Il presidente uscente Carter perse la rielezione proprio perché agli occhi dell'opinione pubblica non era riuscito a risolvere la crisi di Teheran. Bush offrì ai terroristi soldi ed armi che vennero consegnate attraverso il Portogallo e poi Israele. In seguito, fece uccidere il primo ministro portoghese, simulando un incidente aereo, per cancellare le tracce (quello che si chiama in gergo: modulo Kennedy). Israele ha conoscenza di tutta la storia e l'ha usata per ricattare Bush padre, poi Clinton ed ora Bush figlio. Una parte meno nota dell'accordo con gli iraniani riguardava la promessa da parte dell'amministrazione USA, di non intervenire se avessero stampato valuta falsa, INCLUSA la stessa valuta americana. Così gli iraniani comprarono in Germania la macchina per stampare le banconote false da 100 dollari. La carta venne fornita direttamente dagli USA. Ne vennero stampate per più di 800 miliardi di dollari. Una parte delle banconote veniva spacciata dagli iraniani, un'altra attraverso un accordo tra mafiosi russi (ex agenti del KGB) e una fazione del cartello colombiano della droga. Un'altra parte, le spie la spacciano direttamente negli USA. Sull'intesa Bush-cartello della droga colombiano, ne parliamo in un altro capitolo. Negli USA ci sono cinque maestri falsari ed uno in Colombia. Ogni tanto vengono "beccati" dagli agenti federali per impedirgli di smettere di fare questo lavoro sporco per il governo. In un libro ("Thieves World The Threat of the New Global Network of Organized Crime", by Claire Sterling, Simon & Schuster, N.Y., 1994) si descrive l'operazione della manipolazione del rublo che cominciò nel 1990, sempre organizzata da Bush in combutta con agenti corrotti dei servizi. Il libro era scritto da Claire Sterling, una giornalista americana che scrive per l'edizione romana del "The Daily American", un giornale sponsorizzato dalla CIA. Ma la scrittrice non scrive nel libro che la manipolazione del rublo avvenne attraverso la stampa massiccia di valuta sovietica contraffatta. Si parla solo di "manipolazione della valuta da parte di banche mondiali occidentali". Ai falsari venne promessa una fetta della torta derivante da quest'operazione che portò ad una situazione quale quella che oggi conosciamo nell'ex-URSS. Accade spesso, quasi mensilmente, che "banchieri" che si rifiutano di collaborare per la mafia russa, nel riciclaggio dei proventi di imprese criminali, vengano assassinati. I falsari, principalmente europei che risiedono negli USA ed altri paesi, "avanzano" dal Tesoro USA mille miliardi di dollari, promessi loro in cambio della caduta del regime di Mosca. Per cercare di ottenere il loro compenso, hanno ricattato gli ultimi tre presidenti USA minacciando d'informare le autorità Russe e di creare uno scandalo finanziario internazionale. Alcuni di questi falsari, a seguito della caduta del maresciallo Tito in Yugoslavia, hanno operato a Belgrado per la caduta del governo di Milosevic. L'operazione venne organizzata dal tedesco Henry Kissinger, da alcuni denunciato come criminale internazionale (fu lo stesso che "consigliò" la BNL durante lo scandalo di Atlanta, poi messo a tacere perché il condirettore della BNL di New York era Claudio Ciampi). Vedere ad esempio: "The Trial of Henry Kissinger", di Christopher Hitchens, paperback, Verso, 2002. La Federal Reserve, la Banca Centrale americana (una banca privata posseduta da banchieri londinesi) , non dice niente di questi 800 miliardi di dollari falsi in giro per il mondo, alcuni dei quali poi rientrano negli USA. Una parte di questi dollari falsi viene usata infatti per sorreggere artificialmente le Borse americane, per impedire un crollo totale del sistema finanziario. Lo stesso motivo per cui l'aristocrazia USA ha impedito indagini serie sugli attentati dell'11 settembre 2001, di cui avevano conoscenza prima. Bernanke, uno dei sette governatori della Federal Reserve, insiste a dire che possono invadere il mondo di quanti dollari vogliono ad un costo praticamente zero. Vedi: "Federal Officials Say Policy Isn't Limited by Low Rates", New York Times, 22 novembre 2002. La domanda è: può l'altamente corrotta e cospiratrice Federal Reserve pompare il mercato americano utilizzando dollari falsi stampati dal Ministero del Tesoro USA? E' forse anche per questo che, adesso, "qualcuno" sta riempiendo i balcani di euro falsi? Per riequilibrare la situazione che si viene a creare con l'emissione dei dollari falsi, o meglio: geopolitici? Perché dobbiamo rimetterci, noi europei, in questa guerra fra cosche?
Intanto i falsari ingannati dal presidente hanno sporto una causa per danni, in Florida, contro Bush padre, Bush figlio, il ministero del Tesoro ed altri. Aspettiamo la decisione del Giudice Federale.
---------------------------------
Addendum: a questo capitolo del 2003, occorre aggiungere la destabilizzazione delle forze "alleate tra loro" che hanno occupato e comprato l'Italia negli anni 1940 con le false (AM)Lire (146 miliardi del 1943): 

The Finance of European Liberation








mercoledì 5 ottobre 2011

Wall Street: Sale la protesta


Sale la protesta contro le speculazioni dell’Alta Finanza
di Filippo Ghira - 04/10/2011

Fonte: Rinascita


http://www.rinascita.eu/mktumb640.php?image=1317655809.jpg
Gli oltre settecento arresti di manifestanti che a New York avevano bloccato il ponte di Brooklyn e che sono seguiti a quelli di altre decine di persone che avevano occupato la zona antistante alla Borsa di Wall Street, sono state accolte con un misto di stupore e di fastidio dai giornali e dalle televisioni americane ed europee. I manifestanti, hanno cercato di spiegare i media, manifestavano contro la crisi e contro l’incertezza di un futuro che si percepisce come ancora più nero di adesso.
Si tratta soprattutto di giovani, era la spiegazione data, che, come i loro colleghi di sventura europei, tipo gli “indignados” spagnoli, protestavano contro l’incapacità del governo di creare le condizioni per favorire lo sviluppo e l’occupazione.
In realtà, a ben vedere i cartelli che venivano alzati nelle manifestazioni che nei giorni scorsi hanno avuto ripetutamente come teatro le vie della Grande Mela, i bersagli dell’indignazione generale erano e sono le banche che con le loro speculazioni hanno innescato la crisi finanziaria del 2007-2008 e la conseguente recessione globale. Ma sotto tiro, si è trovata anche l’amministrazione democratica di Barack Obama accusata di fare gli interessi delle banche di Wall Street invece di preoccuparsi di tutelare il futuro di tutti quei milioni di cittadini che, senza colpa, si sono ritrovati senza casa, senza lavoro e con i propri risparmi andati in fumo. Non per niente la protesta era stata denominata “antibanks day”.
E’ apparentemente paradossale che l’ex candidato nero approdato alla Casa Bianca sull’onda dell’indignazione popolare contro l’amministrazione repubblicana di Bush junior, accusata di essere collusa con l’Alta Finanza responsabile della crisi, si sia poi legato mani e piedi agli stessi ambienti finanziari. Ne fa fede il prestito di 7,5 miliardi di dollari versato da Obama alla Goldman Sachs che gli aveva gentilmente finanziato la campagna elettorale per le presidenziali. Soldi evidentemente spesi beni da parte della banca d’affari che il cittadino medio americano associa alla più odiosa speculazione e che invece in Italia resta nel cuore “bipartisan” dei vari Mario Draghi, Mario Monti, Romano Prodi, Gianni Letta come era in quello del non compianto (da noi) Tommaso Padoa Schioppa. In Italia i giornali contigui ai cosiddetti poteri forti e quelli apertamente schierati con il PD (tipo la Repubblica) da tempo cercano disperatamente di fare i necessari distinguo tra repubblicani e democratici all’insegna delle commistioni dei primi non solo con l’industria degli armamenti, condizionando quindi le velleità imperiali e militariste di Washington, ma anche con i grandi gruppi finanziari. In realtà, se può essere vero il primo punto, lo stesso non si può dire per il secondo. Anzi. Anche i legami dei democratici con Wall Street sono stati infatti sempre strettissimi e l’aiuto del maggiordomo Obama ai suoi amici della Goldman Sachs ne è solo uno degli esempi più evidenti. Il fatto che non si deve dimenticare, e che purtroppo molti fingono di non vedere, è che la politica della Casa Bianca, sia che ci sia un presidente democratico o repubblicano, non può prescindere dagli interessi del sistema finanziario e industriale nazionale e nella sua azione mirata a mantenere il predominio militare, politico, economico e finanziario degli Stati Uniti. Tutto il resto sono chiacchiere. Come sono chiacchiere di facciata quelle su una pretesa differenza tra il multilateralismo democratico e l’unilateralismo repubblicano. Basti ricordare che gli Usa sono entrati in guerra con i democratici Wilson (1917), con Roosevelt (1941), con Truman (1950 in Corea), con Kennedy (1962 in Vietnam) e con Clinton (nei Balcani).
Ma soprattutto nel campo dell’economia e della finanza le differenze tra democratici e repubblicani sono inesistenti. Ne fa fede l’accordo tra i parlamentari dei due gruppi per alzare il livello “legale” del debito pubblico federale che è ormai al 100% del Prodotto interno lordo (14.300 miliardi di lettore), e che sale al 130% con il debito degli enti locali. Accordo fatto poter continuare a vivere sulle spalle del resto del mondo che deve fare i conti anche con l’enorme debito commerciale statunitense (650 miliardi di dollari). Appare quindi incredibile che il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, abbia avuto la faccia di bronzo di dichiarare che l’Unione Europea non faccia abbastanza per abbattere il proprio debito pubblico. Affermazione doppiata da quella del primo ministro inglese, David Cameron, che ha manifestato tutta la sua preoccupazione per la crisi del debito dei Paesi dell’euro, per i pericoli di un conseguente crollo della moneta unica alla quale Londra non partecipa, pur essendo la City la prima piazza finanziaria mondiale nella quale vengono trattate le obbligazioni in euro e pur essendo i 17 Paesi dell’Eurogruppo i destinatari del 40% delle esportazioni britanniche. Peraltro con un debito pubblico britannico di quasi l’80%  che sale al 200% considerando quello del sistema Paese (famiglie, imprese e sistema finanziario) il signor Cameron dovrebbe avere il buongusto di stare zitto. Non è un caso infatti che anche per colpire l’euro e salvare di riflesso dollaro e sterlina proprio da Wall Street e dalla City siano arrivate le più massicce speculazioni contro i Paesi europei a rischio di bancarotta del debito. Di conseguenza, il fatto che oggi negli Usa stia montando un movimento di massa contro il sistema finanziario e i suoi servi alla Casa Bianca, un movimento non nel sistema ma contro il sistema, deve essere accolto con favore perché testimonia che pure oltre Atlantico la misura è ormai colma e che i cittadini non accettano più di essere derubati dai gangsters di Wall Street e di essere presi in giro dai loro complici politici.

Rivoluzione in diretta da Wall Street


Watch live streaming video from globalrevolution at livestream.com


"Io tra gli indignati di Liberty Plaza
Vi imbrogliano, ora diciamo basta"
Michael Moore
l racconto di Michael Moore: "Ho deciso di impegnarmi. Questa adesso è la nostra missione, impegnarci". L'esempio di New York: otto milioni di abitanti, un milione vive in povertà. E' una vergogna e la gente non ne può più.

NEW York ha otto milioni di persone: e un milione vive in povertà. È una vergogna. Eppure il sistema non si ferma qui. Non importa quanta vergogna possiamo provare: la macchina va avanti - per fare altri soldi. Per trovare nuovi modi di imbrogliare la gente che lavora. Nuovi modi per accaparrarsi le pensioni: di rubare ancora di più.Ma qualcosa sta succedendo a Liberty Plaza.

Sono stato a Liberty Plaza per un paio di notti. E ci tornerò. Sapete? Stanno facendo un gran lavoro laggiù. E stanno ricevendo sempre più sostegno. L'altra notte il sindacato dei ferrotranvieri - gli autisti di bus, gli autisti della metropolitana - ha votato con entusiasmo per sostenere la protesta. Tre giorni fa 700 piloti di linea - soprattutto United e Continental - hanno marciato su Wall Street. Non so se avete avuto modo di vedere queste cose nei tg. So bene com'è andata la copertura fin qui: vi hanno mostrato pochi hippy che picchiavano duro sui tamburi - le cose tipiche che cerca la stampa. Per carità: che Dio benedica gli hippy che picchiano sui tamburi! Ma c'è una ragione per cui "loro" vogliono farci vedere solo questo. E allora ve lo dico io che cosa ho visto in quella piazza. Ho visto i giovani. Ho visto gli anziani. Ho visto la gente di tutti i tipi e di tutti i colori e di ogni religione. Ho visto anche la gente che vota per Ron Paul (il candidato presidenziale ultraconservatore che vuole abolire la Banca centrale). Voglio dire: è un gruppo di gente davvero assortita. Ci stanno le infermiere in quella 
piazza. Ci stanno gli insegnanti in quella piazza. Gente di ogni tipo.

Martedì ci sarà una nuova manifestazione: anche gli autisti di autobus e della metropolitana marceranno su Wall Street. E ho già sentito dire che l'Uaw (il sindacato degli operai dell'automobile) sta pensando a qualcosa del genere. Pensate: il loro incubo peggiore diventa realtà. Gli hippy e gli operai dell'auto che marciano insieme! Ma vedete: la gente ha capito. E tutta questa storia sulle divisioni interne e questo e quell'altro: alla gente non gliene importa più niente. Perché stavolta si tratta dei propri figli: che rischiano di non poter più andare al college. Stavolta si rischia di restare senza un tetto. Questo è quello che è davvero in gioco.

Ma quello che mi sembra più strano e bizzarro, dei ricchi, è come abbiano deciso di strafare fino a tanto. Voglio dire: gli stava andando tutto così bene. No: per loro non era abbastanza. Per i nuovi ricchi non era abbastanza. I nuovi ricchi che hanno fatto quattrini non grazie a buona idea. Non a un'invenzione. Non con il loro sudore. Non con il loro lavoro. I nuovi ricchi che si sono arricchiti con i soldi degli altri: con cui hanno giocato come se fossero al casinò. Soldi su soldi. E adesso ci ritroviamo con una generazione di ragazzi per cui gli eroi da seguire sono quelli dei canali tv di business: quelli che si sono arricchiti facendo soldi su quelli che fanno soldi su quelli che fanno i soldi... Ma quanto bisogno avremmo di giovani che si mettessero al lavoro per salvare questo pianeta? Per trovare le cure a tutti questi mali. Per trovare un modo di portare acqua e servizi igienici ai miliardi di persone su questa Terra che non ne hanno.

Questo è ciò che ci vorrebbe. E invece le 400 persone più ricche di questo paese oggi hanno più ricchezza che 150 milioni di americani messi tutti insieme. Dicevano: oh, sarà uno di quei numeri che Michael Moore butta giù. Beh, è una statistica vera: verificata da Forbes e da PolitiFact. Le 400 persone più ricche di questo paese hanno più ricchezza che 150 milioni di persone messe insieme! Ma questa non si può chiamare democrazia. La democrazia implica una qualche sorta di eguaglianza: una qualche sorta di egalitarismo. Io non dico che ogni pezzo della torta dev'essere della stessa misura: però non siamo andati ormai oltre?

Ma ora c'è questa buona notizia. Perché fino a quando avremo qualcuno che pone delle sfide alla nostra democrazia - fino a che la Costituzione resterà intatta - vorrà dire che ciascuno di noi avrà lo stesso diritto di voto dei signori di Wall Street: una persona vota per una personaE loro potranno pure comprare tutti i candidati che vogliono: ma la loro mano non guiderà la nostra mano quando saremo in cabina.

Questo è il messaggio da gridare forte: da fare arrivare a quei milioni di persone che si sono arresi - o che sono stati convinti e fuorviati per ignoranza. Ecco: se riusciremo a far arrivare il nostro messaggio, beh, per quei 400 sarà il peggiore degli incubi. Perché l'unica cosa che sanno fare bene sono i conti. E sanno che noi siamo un fottìo più di loro. Dipende solo da noi. Basta svegliarsi al mattino e dire ok, adesso basta, fine. Ho deciso di impegnarmi. E ho deciso di coinvolgere 10 persone tra i miei vicini. Questa adesso è la nostra missione: impegnarci. Per questo vi dico: sostenete la protesta di Liberty Plaza.

_________________________
(testo raccolto da Angelo Aquaro durante la presentazione dell'ultimo libro di Moore al St. Mark's Bookstore,
la storica libreria indipendente di New York che sta lottando per non chiudere)

Bancocrazia totalitaria


Bancocrazia

dal Blog di Beppe Grillo

scheda-elettorale-finanza.jpg
C'erano una volta i parlamenti, i governi federali e nazionali, i pubblici dibattiti sul futuro delle nazioni. C'era persino l'ONU che non funzionava un granché, ma era pur sempre uno straccio di organo rappresentativo. Tutto questo è memoria, cenere di democratica parvenza, polvere del passato. Non conta più nulla. Altri organismi li hanno superati con sigle misteriose per la gente: WTO, BCE, FMI. Il nostro destino è nelle loro mani, ma non sappiamo chi li dirige, chi ne decide gli obiettivi. Nessuno ne ha eletto i rappresentanti, ma da loro dipendono le nostre vite. La BCE, una banca, può inviare, senza che nessuno più si scandalizzi, una lettera a un governo in carica dettandogli le condizioni e minacciandolo di licenziamento. Il WTO può decidere di sconquassare il mondo con la libera economia, una parodia del libero amore dei figli dei fiori trasformati in figli delle banche. La produzione può essere affidata dalle multinazionali a bambini indiani o a lavoratori cinesi senza alcun diritto sindacale. Trasferita da Stati con norme severissime sull'ambiente, alle quali le aziende devono attenersi pena la loro chiusura, a Stati dove tutto è permesso. Di che competizione globale stiamo parlando? La competizione esiste a parità di regole, di diritti. E' più corretto parlare di sfruttamento globale, di abbassamento generale dei salari nelle nazioni industrializzate, della perdita di conquiste sociali e sindacali frutto delle lotte delle generazioni precedenti. Chi ha deciso tutto questo? Il WTO. E in nome in di chi? Il FMI internazionale ricorda gli avvoltoi. I suoi rappresentanti arrivano quando uno Stato sta tirando le cuoia per proteggere interessi internazionali. La Grecia non può andare subito in default. Se fallisse, potrebbero fallire le banche francesi che detengono il suo debito. Quindi prima deve vendere il suo patrimonio nazionale e salvare le banche. Il mondo è bancocentrico e di politica sociale non si discute nemmeno più. La UE è stata sostituita dalla BCE, l'ONU dal WTO, i governi dal FMI. Le stesse guerre hanno ormai solo finalità economiche, non più ideologiche, religiose o territoriali come ha dimostrato la guerra in Libia. Le banche finanziano le guerre che a loro volta finanziano le banche. In albergo ti chiedono la carta di credito al posto della carta di identità. Alla nascita ti attribuiscono il codice fiscale, insieme alla quota personale di debito pubblico, prima di assegnarti un pediatra. I politici sono i camerieri dei banchieri e noi paghiamo il conto.