Scopri la storia nascosta e i piani che manipolano la finanza e il potere globale.
giovedì 3 ottobre 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
Stasera alle 19 su Salvo5.0: DIVERSAMENTE SOVRANI.
DIVERSAMENTE SOVRANI.
Stasera alle 19 su Salvo5.0 con Salvatore Tamburro, Jervé, Toni Ciaccio, Marco Bonifacio Di Marzo (in collegamento da Bangkok), Mahat Matteo Cerasuolo parleremo di Sovranità' individuale (ma non solo)!
Si prega di condividere (e soprattutto invitare) l'evento facebook (il cui link e' riportato in basso) e/o il link per assistere su youtube.
http://www.youtube.com/ watch?v=dyTx20IqyTI
https://www.facebook.com/ events/1412043642357105/ 1412638945630908
Principio di indeterminazione monetaria
Il principio di intedeterminazione monetaria, segnalatoci da Sai Saba, dice che: quando il cliente versa alla banca 100euro cash e il cassiere ne crea 100 sul conto del cliente, la tentazione di spendersi poi il cash viene sempre regolarmente soddisfatta.
L'indeterminazione sta nel fatto che non sai più se il denaro originale è quello cash o quello virtuale... o tutti e due !
L'indeterminazione sta nel fatto che non sai più se il denaro originale è quello cash o quello virtuale... o tutti e due !
GOVERNO FANTOCCIO E MINISTRI FINTI
GOVERNO FANTOCCIO E MINISTRI FINTI
Giuseppe Franchi
Giù la maschera.I politici non l'ammetteranno mai, nemmeno sotto tortura , ma dopo aver discusso e tergiversato fino allo svenimento, finiranno per obbedire alla UE. I giornalisti , con la scusa dell'informazione , distolgono l'attenzione dalle cose serie e ci raccontano le diatribe del PD in vista del congresso (8/12), ma i problemi sono sempre gli stessi .Suvvia , siamo seri. Saccomanni (uomo UE) va ripetendo che l'aumento dell'IVA è inevitabile ed è pronto a dimettersi perché non accetta compromessi. A parte il fatto che le dimissioni si rassegnano e non si minacciano, sarebbe meglio che dicesse che la UE (1/9/13) gli ha ordinato di spostare la tassazione dalle persone alle cose . Per quale motivo si parla tanto dell'IMU che tiene banco da mesi ? La risposta è solo una. IL FMI ( 4/7/13 ) aveva detto: "L'IMU va mantenuta". non è questione di coperture finanziaria . I soldi si trovano sempre quando si vuole trovarli.( Letta stesso ha ammesso che si sono recuperati 2 miliardi
con l'abbassamento dello spread e che con l'IMU sulle seconde case si sono raggranellati 8/9 miliardi in più del previsto). Si dica la verità , si ammetta che è per far digerire alla Troika qualche nostra "disubbidienza" che si è dato il via allo studio della service tax per farci perdonare un barlume di indipendenza . Rendiamoci conto che Letta sta in piedi per l'appoggio della UE . Se sgarra , verrà fatto saltare con i soliti mezzi (risalita dello spread, incubo del commissariamento e panico sul default).
Ricordiamo la frase sfuggita ad Olli Rehn (29/1/13) : " Berlusconi non rispettò gli impegni". Come dire, siamo stati costretti a farlo cadere di brutto. carissimi, o si è d'accordo sul principio che alleanze , patti e trattati sono fatti per essere rotti,o moriremo nella miseria più nera. Teniamo presente che non ci possono tirare fuori dai guai coloro che ci hanno messo dentro . Perseverare nel sistema è diabolico . Con la nomina di Amato a giudice della corte costituzionale si è dimostrato che non c'è limite al peggio. Per chi non lo ricordasse , o non lo sapesse , è l'uomo che da premier ( 1993) privatizzò la banca d'Italia con l'aiuto di Ciampi e Prodi. Si salvi chi può dalla sua mente arguta e dalla sua spada tagliente .
N.A. n.a.
22/09/2013
Giuseppe Franchi
Giù la maschera.I politici non l'ammetteranno mai, nemmeno sotto tortura , ma dopo aver discusso e tergiversato fino allo svenimento, finiranno per obbedire alla UE. I giornalisti , con la scusa dell'informazione , distolgono l'attenzione dalle cose serie e ci raccontano le diatribe del PD in vista del congresso (8/12), ma i problemi sono sempre gli stessi .Suvvia , siamo seri. Saccomanni (uomo UE) va ripetendo che l'aumento dell'IVA è inevitabile ed è pronto a dimettersi perché non accetta compromessi. A parte il fatto che le dimissioni si rassegnano e non si minacciano, sarebbe meglio che dicesse che la UE (1/9/13) gli ha ordinato di spostare la tassazione dalle persone alle cose . Per quale motivo si parla tanto dell'IMU che tiene banco da mesi ? La risposta è solo una. IL FMI ( 4/7/13 ) aveva detto: "L'IMU va mantenuta". non è questione di coperture finanziaria . I soldi si trovano sempre quando si vuole trovarli.( Letta stesso ha ammesso che si sono recuperati 2 miliardi
con l'abbassamento dello spread e che con l'IMU sulle seconde case si sono raggranellati 8/9 miliardi in più del previsto). Si dica la verità , si ammetta che è per far digerire alla Troika qualche nostra "disubbidienza" che si è dato il via allo studio della service tax per farci perdonare un barlume di indipendenza . Rendiamoci conto che Letta sta in piedi per l'appoggio della UE . Se sgarra , verrà fatto saltare con i soliti mezzi (risalita dello spread, incubo del commissariamento e panico sul default).
Ricordiamo la frase sfuggita ad Olli Rehn (29/1/13) : " Berlusconi non rispettò gli impegni". Come dire, siamo stati costretti a farlo cadere di brutto. carissimi, o si è d'accordo sul principio che alleanze , patti e trattati sono fatti per essere rotti,o moriremo nella miseria più nera. Teniamo presente che non ci possono tirare fuori dai guai coloro che ci hanno messo dentro . Perseverare nel sistema è diabolico . Con la nomina di Amato a giudice della corte costituzionale si è dimostrato che non c'è limite al peggio. Per chi non lo ricordasse , o non lo sapesse , è l'uomo che da premier ( 1993) privatizzò la banca d'Italia con l'aiuto di Ciampi e Prodi. Si salvi chi può dalla sua mente arguta e dalla sua spada tagliente .
N.A. n.a.
22/09/2013
martedì 1 ottobre 2013
Fisac-Cgil: inaccettabile il comportamento dei banchieri
I sindacalisti non sanno ancora come le banche creano i soldi:
Ordine del giorno del Direttivo Nazionale del 25 e 26 settembre 2013, approvato all’unanimità con un astenuto.

Il Direttivo Nazionale della Fisac-Cgil, riunitosi a Roma il 25 e 26 settembre 2013, ritiene
inaccettabile e provocatorio il comportamento dei banchieri che, per un verso, continuano a
mostrare l’incapacità di elaborare strategie di rilancio del settore, a sostegno dell’economia reale e
del Paese nell’attuale crisi, per l’altro, vogliono scaricare il peso delle difficoltà esistenti sui
lavoratori e sulla fiscalità generale.
Il CDN giudica che l’attuale management, non sia solo strapagato, ma anche inadeguato alla fase,
considerate le crisi aziendali in atto, il livello dei crediti deteriorati (che superano l’ammontare
complessivo del patrimonio del sistema e costituiscono oltre il 12% degli impieghi), la scarsità di
accantonamenti a copertura e le gravi carenze nella valutazione e gestione dei rischi, che Banca
d’Italia ha evidenziato.
In questo contesto l’ABI, per conto delle Banche, in assenza di un progetto industriale
minimamente credibile, ha chiesto al Governo di intervenire a sostegno delle attività di credito, non
sufficientemente remunerative, ed ha disdettato con 10 mesi d’anticipo ed in modo unilaterale, il
CCNL. E’ evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare ad una completa
deregolamentazione del Settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale, del
Contratto Nazionale e del Fondo di Solidarietà, con la declassamento della stessa contrattazione di
secondo livello a mera “contrattazione di prossimità”, di carattere derogatorio e funzionale alle
necessità di flessibilità delle imprese.
In tale contesto sono fortemente sotto attacco i livelli occupazionali e la contrattazione, proprio
quella contrattazione che abbiamo costruito in questi anni con il supporto e la forza delle lavoratrici
e dei lavoratori. L’iniziativa di ABI mette in discussione anche il ruolo stesso del Sindacato e la sua
capacità di tutela e difesa della categoria.
Di fronte a tale atteggiamento il CDN anche in relazione alle posizioni espresse unitariamente, a
partire dallo sciopero generale della categoria:
• respinge il progetto di ABI e delle banche che si preparano alla completa destrutturazione
del settore ;
• impegna la Fisac ad un grande sforzo politico e organizzativo nella costruzione di una
risposta forte, unitaria e determinata nei confronti delle parti datoriali;
• ritiene impossibile proseguire la trattativa sul Fondo di solidarietà, in presenza della citata
disdetta del CCNL.
• Contemporaneamente giudica prioritario il coinvolgimento del Governo, per impedire ad
ABI forzature rispetto agli adeguamenti da apportare al Fondo di Solidarietà, in
ottemperanza alle previsioni della legge 92/2012 “Fornero”, entro il 31 ottobre 2013. E’
evidente che l’atteggiamento di ABI corrisponde ad una implicita disdetta unilaterale del
Fondo che va rifiutata, così come va evitato il passaggio al Fondo Residuale presso l’INPS.
Il Fondo di Solidarietà ABI, anche alla luce della riforma imposta dall’art. 3 della legge
92/12, va salvaguardato nella sua natura e nell’insieme dei diritti e delle prestazioni;
• Ritiene necessaria, nell’ambito delle iniziative unitarie da mettere in atto,la sospensione
delle relazioni sindacali a livello aziendali e di gruppo, con l’eccezione delle procedure
previste dalla legge.
• Giudica urgente l’avvio di assemblee unitarie in tutti i posti di lavoro, per sostenere una
vertenza nazionale che rappresenti una forte risposta del sindacato e dei lavoratori, in
funzione della tenuta occupazionale del settore e della difesa della centralità del CCNL ABI
a partire dall’area contrattuale. Risposta di cui il prossimo sciopero generale e la costruzione
di una successiva grande manifestazione nazionale della Categoria da decidere
unitariamente, devono essere elementi centrali ma non unici.
• A sostegno della vertenza in corso, va predisposta in tempi brevi una Piattaforma alternativa
al progetto di ABI di rinnovo contrattuale,, capace di coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici
attraverso una decisa e chiara difesa delle garanzie economiche e normative, a cominciare
dal rafforzamento dell’Area contrattuale.
• È necessario infine costruire nella vertenza alleanze nel Paese in funzione di un diverso
modello di banca, di erogazione del credito e di gestione del risparmio a tutela dei
risparmiatori e dei cittadini, coinvolgendo anche i media e l’opinione pubblica.
Il CDN dà mandato alla Segreteria Nazionale affinchè, da subito, coinvolga le altre OO.SS. per
deliberare al più presto i passi necessari ad un’ adeguata risposta, capace di rendere efficace e
positivo l’esito della vertenza in corso.
Ordine del giorno del Direttivo Nazionale del 25 e 26 settembre 2013, approvato all’unanimità con un astenuto.
Il Direttivo Nazionale della Fisac-Cgil, riunitosi a Roma il 25 e 26 settembre 2013, ritiene
inaccettabile e provocatorio il comportamento dei banchieri che, per un verso, continuano a
mostrare l’incapacità di elaborare strategie di rilancio del settore, a sostegno dell’economia reale e
del Paese nell’attuale crisi, per l’altro, vogliono scaricare il peso delle difficoltà esistenti sui
lavoratori e sulla fiscalità generale.
Il CDN giudica che l’attuale management, non sia solo strapagato, ma anche inadeguato alla fase,
considerate le crisi aziendali in atto, il livello dei crediti deteriorati (che superano l’ammontare
complessivo del patrimonio del sistema e costituiscono oltre il 12% degli impieghi), la scarsità di
accantonamenti a copertura e le gravi carenze nella valutazione e gestione dei rischi, che Banca
d’Italia ha evidenziato.
In questo contesto l’ABI, per conto delle Banche, in assenza di un progetto industriale
minimamente credibile, ha chiesto al Governo di intervenire a sostegno delle attività di credito, non
sufficientemente remunerative, ed ha disdettato con 10 mesi d’anticipo ed in modo unilaterale, il
CCNL. E’ evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare ad una completa
deregolamentazione del Settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale, del
Contratto Nazionale e del Fondo di Solidarietà, con la declassamento della stessa contrattazione di
secondo livello a mera “contrattazione di prossimità”, di carattere derogatorio e funzionale alle
necessità di flessibilità delle imprese.
In tale contesto sono fortemente sotto attacco i livelli occupazionali e la contrattazione, proprio
quella contrattazione che abbiamo costruito in questi anni con il supporto e la forza delle lavoratrici
e dei lavoratori. L’iniziativa di ABI mette in discussione anche il ruolo stesso del Sindacato e la sua
capacità di tutela e difesa della categoria.
Di fronte a tale atteggiamento il CDN anche in relazione alle posizioni espresse unitariamente, a
partire dallo sciopero generale della categoria:
• respinge il progetto di ABI e delle banche che si preparano alla completa destrutturazione
del settore ;
• impegna la Fisac ad un grande sforzo politico e organizzativo nella costruzione di una
risposta forte, unitaria e determinata nei confronti delle parti datoriali;
• ritiene impossibile proseguire la trattativa sul Fondo di solidarietà, in presenza della citata
disdetta del CCNL.
• Contemporaneamente giudica prioritario il coinvolgimento del Governo, per impedire ad
ABI forzature rispetto agli adeguamenti da apportare al Fondo di Solidarietà, in
ottemperanza alle previsioni della legge 92/2012 “Fornero”, entro il 31 ottobre 2013. E’
evidente che l’atteggiamento di ABI corrisponde ad una implicita disdetta unilaterale del
Fondo che va rifiutata, così come va evitato il passaggio al Fondo Residuale presso l’INPS.
Il Fondo di Solidarietà ABI, anche alla luce della riforma imposta dall’art. 3 della legge
92/12, va salvaguardato nella sua natura e nell’insieme dei diritti e delle prestazioni;
• Ritiene necessaria, nell’ambito delle iniziative unitarie da mettere in atto,la sospensione
delle relazioni sindacali a livello aziendali e di gruppo, con l’eccezione delle procedure
previste dalla legge.
• Giudica urgente l’avvio di assemblee unitarie in tutti i posti di lavoro, per sostenere una
vertenza nazionale che rappresenti una forte risposta del sindacato e dei lavoratori, in
funzione della tenuta occupazionale del settore e della difesa della centralità del CCNL ABI
a partire dall’area contrattuale. Risposta di cui il prossimo sciopero generale e la costruzione
di una successiva grande manifestazione nazionale della Categoria da decidere
unitariamente, devono essere elementi centrali ma non unici.
• A sostegno della vertenza in corso, va predisposta in tempi brevi una Piattaforma alternativa
al progetto di ABI di rinnovo contrattuale,, capace di coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici
attraverso una decisa e chiara difesa delle garanzie economiche e normative, a cominciare
dal rafforzamento dell’Area contrattuale.
• È necessario infine costruire nella vertenza alleanze nel Paese in funzione di un diverso
modello di banca, di erogazione del credito e di gestione del risparmio a tutela dei
risparmiatori e dei cittadini, coinvolgendo anche i media e l’opinione pubblica.
Il CDN dà mandato alla Segreteria Nazionale affinchè, da subito, coinvolga le altre OO.SS. per
deliberare al più presto i passi necessari ad un’ adeguata risposta, capace di rendere efficace e
positivo l’esito della vertenza in corso.
Italia: il governo dei banchieri è morto
PERCHÉ NESSUNO DICE AGLI ITALIANI CHE IL GOVERNO LETTA È DIMISSIONARIO E CHE PERTANTO NON PUÒ CHIEDERE LA FIDUCIA?
Sono sconvolto dal fatto che nonostante le dimissioni "irrevocabili" del vice- primo ministro e altri 4 ministri del Pdl, né il premier Enrico Letta né nessun organo d'informazione hanno finora comunicato agli italiani che il governo è morto non solo politicamente ma anche costituzionalmente.
Sono incredulo nel sentire che mercoledì Letta chiederà la fiducia al Parlamento. Come potrebbe chiedere la fiducia un governo che non c'è più? O Letta si presenta con un nuovo governo sostituendo i 5 ministri dimissionari, o assume ad interim i 5 dicasteri, oppure dovrà limitarsi a ufficializzare le sue dimissioni.
Possibile che nel nostro Paese tutto sia arbitrario, discrezionale, mistificato se non falso? Possibile che l'occultamento della verità da parte di pochi si traduce nella negazione della verità per la maggioranza degli italiani? Possibile che i poteri forti che ci governano trattano gli italiani come incapaci di intendere e di volere? Noi non ci stiamo! Buonanotte amici!

lunedì 30 settembre 2013
Fiorella Mannoia e l’Africa: “Sankara ha riacceso in me la passione
Fiorella Mannoia e l’Africa: “Sankara ha riacceso in me la passione per la politica”
Intervista e foto di Monica Ranieri
Se la conoscenza del Sud per Fiorella è partita dallo choc della lettura del libro di Primo Aprile “Terroni”, la vera rivelazione è giunta con la conoscenza della figura di Sankara: “il libro di Aprile mi ha scioccato, mi ha fatto riflettere sulla condizione del sud del mondo in generale, che stranamente condivide lo stesso destino, e i discorsi di Sankara, sapere di un uomo che si è spogliato di ogni avere, che riceveva i capi dei governi stranieri sotto gli alberi perché diceva che quella era la vera Africa e loro quello avrebbero dovuto vedere, sapere che quando è morto ha lasciato una chitarra, due bauli di libri e nient’altro questo ha riacceso in me la passione per la politica”.
Come nasce la tua partecipazione all’Ottobre africano?Il mio avvicinamento all’Africa viene da questo mio progetto, un disco che si chiama “Sud”, in cui ho raccolto canzoni sul Sud in generale: quando ho deciso di fare questo disco ho chiamato Gabin Dabirè, un musicista africano che vive da quarant’anni nel nostro paese, l’ho contattato per confrontarmi con lui e sapere quali erano i musicisti che secondo lui avrei dovuto chiamare per aiutarmi in questo progetto. Dalle nostre “chiacchiere” è emersa la storia di Sankara, che non conoscevo. Quello è stato il mio primo avvicinamento e i racconti di Gabin hanno modificato la mia visione dell’Africa, anzi, mi hanno aperto le porte dell’Africa.
Quel era invece la visione che ne avevi prima?La visione che ne hanno tutti, superficiale, non conoscevo niente dell’ Africa in realtà, della sua cultura, non conoscevo Thomas Sankara, conoscevo Nelson Mandela, ma perché è il personaggio più famoso, e notizie superficiali come sono superficiali le notizie che ci arrivano, se non quando sono pilotate. Conoscevo poco e attraverso il racconto di Gabin su Sankara, libri su di lui e ricerche, mi sono talmente appassionata a quest’uomo che ho cominciato a saperne di più sull’Africa in generale: se parti da Sankara, capisci, quando parla di debito, ad esempio, capisci e ti vai a domandare perché il debito, perché ha un debito, a chi lo deve pagare, alla Francia, perché? E allora da lì, dalla parola debito vengono un sacco di diramazioni. E cominci a capire, anche attraverso altre conoscenze. Sempre parlando di Sud, ma del Sudamerica, ho letto un libro straordinario, “Le vene aperte dell’ America Latina” di Eduardo Galeano, che è in questo momento credo il mio scrittore preferito vivente: anche lì si sono aperte le porte della verità, su quello che l’ Occidente ha fatto sia in America Latina che in Africa, l’Europa prima, gli Stati Uniti dopo. Poi quando entri in contatto con la verità i parametri cambiano e gli orizzonti si allargano e a quel punto conosci figure come Saro-Wiwa, assassinato insieme agli altri attivisti per aver contrastato le trivellazioni della Shell, la Shell ha anche patteggiato per cui in parte riconoscendosi responsabile di quelle morti. Poi sono andata in Africa, sono stata insignita dell’onorificenza del Cavaliere del Panafricanismo in Benin proprio per la mia divulgazione per la figura di Sankara, sono andata con Amref in Kenya, sto collaborando ancora con Amref, ormai sono legata a doppio filo.
Come hai vissuto il momento della premiazione in Benin?Sono stata ad Ouidah, in Benin, purtroppo solo per due giorni, ma ci sarei andata anche se avessi avuto a disposizione solo 24 ore perché ci tenevo molto e ne sono rimasta emozionata. Credo sia stata l’onorificenza più bella che io abbia mai ricevuto perché sapere che quello che hai fatto in un altro paese per un uomo come Sankara è arrivato fino nel Benin dimostra che aveva proprio ragione lui quando diceva che le idee non si uccidono, passano di bocca in bocca e possono arrivare anche da una cantante italiana con i capelli rossi che parla di un presidente africano assassinato.
Come è nata poi la collaborazione con Cleophas Adrien Dioma?Sempre tramite Gabin lo scorso anno è venuta in Italia la sorella di Sankara, Odile, alla quale hanno raccontato la mia passione, il mio impegno per la divulgazione di questa figura, e ci siamo incontrati in questa occasione. Da quella volta io e Odile siamo diventate amiche, ci chiamiamo sorelle, poi quest’anno è arrivata anche Blandine, l’altra sorella di Sankara, e ho conosciuto anche lei. E Cleo mi ha chiesto se volevo essere madrina di quest’ ottobre africano e mi ha proposto di provare a portarlo a Roma. Quest’anno siamo partiti tardi, però abbiamo gettato le basi, se dovesse arrivare qualche finanziamento il nostro progetto è quello di organizzare per l’anno prossimo almeno una tre giorni di conoscenza qui a Roma, a cui conto di invitare musicisti stranieri, anche l’Orchestra di Piazza Vittorio che è proprio l’esempio più eclatante di come le culture si possono integrare, e poi Gabin, musicisti e ballerini nostri e loro, mi piacerebbe che le due cose potessero unirsi. Mi piacerebbe anche organizzare qualcosa intorno al cibo, con chef africani e italiani di modo che le persone si sentano anche incuriosite nell’assaporare cucine provenienti da paesi che non conoscono, accendere la curiosità. La curiosità di sapere chi è l’ “altro” che ci sta intorno secondo me abbatte anche le paure.
La paura. In conferenza stampa hai parlato della strategia della paura che divide e del ruolo dell’artista nel cercare di andare oltre questa paura.Credo che la paura sia indotta, avere paura non è un sentimento di cui vergognarsi, io lo capisco, ma è l’alimentare le paure che diventa criminale ed è questo che non perdono ad alcuni esponenti della Lega, perché questo si chiama terrorismo: si fa terrorismo anche con le parole, non solo con le armi, perché poi le parole si tramutano in armi come è successo a Firenze, come è successo ultimamente a Napoli. Le parole sono importanti e fanno male, per cui cavalcare la paura per fini elettorali, quello è criminale. Si approfitta di un momento in cui gli italiani sono preoccupati per il proprio futuro, ed è da capire e non li biasimo, ma non devono prendersela con gli stranieri quanto piuttosto con chi non è stato capace di tirare fuori questo paese dalla corruzione, perché è questo il nostro problema, questo non è un paese in crisi, è un paese corrotto. Allora anziché prendersela con lo straniero dovresti prendertela insieme allo straniero, andare a reclamare i propri diritti uniti, non divisi, perché tanto la società multietnica sarà il nostro futuro, è inutile mettersi di traverso, non porta a niente. Allora quando la gente mi rimprovera di pensare agli africani, e non agli italiani, rispondo che ho il dovere di trasmettere le mie idee, che sono idee di amore e di fratellanza, questo è il mio dovere, ed il dovere, credo, di politici, di sacerdoti, il dovere di tutti quelli che hanno a che fare con il pubblico. Il mio dovere è trasmettere pace. La paura nasce quando tu non capisci e non ti metti nei panni dell’altro, e non riesci a capire, anche a voler capire, il perché sono arrivati qui, perché stanno qui: ma stanno qui per i nostri telefonini, per le nostre scarpe, per il nostro petrolio, per la nostra acqua. Stanno qui per il nostro benessere, perché sono stati sfruttati a casa loro per portare benessere a noi e c’è gente che ancora sta sfruttando indisturbata sotto gli occhi di tutto il mondo, sono là a portargli via sementi e risorse, trivellando, inquinando. Indisturbati perché nessun governo pone un freno. Attraverso la comunicazione ufficiale tutte queste cose non emergono, te le devi andare a cercare. La cosa che può salvarci è la conoscenza, mentre l’ignoranza genera paura, diffidenza.
Finalmente un sindaco che ha il coraggio
Finalmente un sindaco che ha il coraggio di affrontare quei temi scomodi, censurati, che trovano spazio solo sui blog liberi del web come il signoraggio, il debito e la geoingegneria! Complimenti al sindaco Mazzorato di Resana (TV) che ringraziamo sentitamente, perché si tratta di una iniziativa importantissima, sopratutto perché promossa da un primo cittadino! Bravissimo!
Il sindaco Mazzorato spiega perché il Comune sostiene il confronto su questi temi. "La crisi - dice - nasce da un sistema corrotto che si arricchisce alle spalle di noi cittadini e questo non lo tollero". "I privati (e non lo Stato) stampano la moneta al prezzo di un foglio di carta e la vendono a carissimo prezzo alle aziende e alle famiglie..."
I convegni sui temi sopracitati si svolgeranno a Resana (Tv) il 1° e il 19 Ottobre. Info: http://www.comune.resana.tv.it/it/UfficioStampa/ArchivioNotizie/NotizieInEvidenza/Notizia131001-incontro.html dal sito del comune.
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